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Creato da Noneraunsogno il 21/05/2009
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Secondo tempo ( il giorno dopo)

Post n°150 pubblicato il 25 Maggio 2012 da Noneraunsogno

Il giorno dopo non resta nulla che ricordi il 23 maggio.

Come dopo una sbornia, Palermo si  è risvegliata  un pò intontita e con una voglia enorme di silenzio.

Le parole di ieri sono già ripartite verso altre terre, e i ragazzi hanno messo  a lavare le loro "venti" magliette.

Un manifesto, disincagliato,  pende giù dal muro,  oscillando nel mare duro di cemento,  e rimane in bilico come un sottile dubbio.
Una scritta dice che sono ancora vivi l'uomo dal  volto triste e l'altro che, in qualche modo, a fianco, gli sorride.

Un uomo, passando, sputa contro il muro, quasi a marcare un territorio.

Se davvero le idee sopravvivono alla morte, non si capisce come possa questa città  sopportare certe  facce.

Che poi, se si alzano bene gli occhi verso l'orizzonte, ci si  accorge che quelle facce sono le nostre antiche catene, quelle che trasciniamo, quasi senza accorgercene, nei momenti di profonda rassegnazione, specialmente in certi giorni nei quali non ci sono eroi da celebrare sull'altare bianco dei ricordi.

Quello che rimane  il giorno dopo  sono sempre quei cento passi che separano il passato dal futuro.

Quasi un intero secondo tempo.  
Quasi una città piena di sogni.

 

how do i make a gif

(Foto tratte dal Film "Secondo tempo" di P. Li Donni)

 

 

 
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Da tutt’altra parte.

Post n°149 pubblicato il 18 Maggio 2012 da Noneraunsogno

 

Da tutt'altra parte.


C'è una strada invisibile che si spalanca al mattino davanti i miei occhi. Una strada che appare all'improvviso fra i  palazzi gonfi di cemento e di vetro.

A volte, sembra lastricata d'oro, altre volte d'argento. Forse è fatta di sole, oppure di luna, una strada che spesso è un lampo, un riflesso, una scheggia bagnata di sudore e di  gioia.

Se lo sguardo la coglie e la percorre ci trova davvero  tesori e fortuna, perché chi ci passa e chi  incontro sono,  come me, ancora in fuga.

Capita, spesso, che m'incammino con loro, al loro fianco,  accennando appena un sorriso, e, se per caso, in qualche stanco mattino,  me li ritrovo di  fronte, seduti sui sedili deformi dei loro sguardi, chiedo con garbo la  provenienza e  il motivo del loro viaggio.

In questa città affollata di  solitudini multietcniche, questa  strada è l'unico luogo in cui non ci si sente davvero soli,  abbandonati a chissà quale destino.
Qui, contano soltanto i gesti, la solidarietà, i tratti in comune, i piccoli passi.

Ecco perché questa strada non ha nome, ecco perché ha destinazioni diverse.
Qui, se tutto va bene, in certi giorni di meraviglia e di silenzio, si può arrivare fino al centro del cuore.

C'è una strada invisibile che si spalanca al mattino davanti i miei occhi.
Una strada che appare, all'improvviso, fra i primi dubbi  e le tante domande.

A volte, è lei che  mi chiede qualcosa, altre, invece,  è lei che mi risponde.

Mentre il mondo corre sbavando verso le sue consuete  certezze, lei mi sorride, s'inchina, mi prende la mente  e mi conduce da tutt'altra parte.

Là, dove anche due baci che si chiamano ragazzi  possono ricordare che vivere è un semplice esercizio d'amore e di stile.

 

by VideoBoxCover

 

 

 
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STATI D�ANIMO (Desecration smile)

Post n°148 pubblicato il 05 Maggio 2012 da Noneraunsogno

                                           STATI D�ANIMO

faccinesmile

 

:II, :[, :@ (+o-).

%) .

:*) .

E se Maometto, per una volta, dico per una volta almeno, mollasse tutto quanto e se ne andasse al mare?

Chissà che facce farebbero, allora,  i famosi proverbi! Chissà che cosa penserebbero di lui The  Social Mountains!

Sarebbero :o, cmq, :].

E proverebbero per me, che sostengo da tempo questo tipo di rivoluzione, tanto, tanto :Q.

Non sono un o:) io, che sia chiaro,  e neanche un :?), caso mai potete considerami   una domanda  <:), come ad esempio : " Che cosa ci faccio io in mezzo a tutta questa  gente?".

 

PM :  no problem TOY sempre.

 

 

 

 

 

 
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Questo amore immenzo!

Post n°147 pubblicato il 29 Aprile 2012 da Noneraunsogno

Questo amore immenzo.

(fra menti di un discorso amoroso ... un pò io, un pò Barthes)

 

questo amore immenzo

 

by fenderiko63

 

 
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Quello che gli uomini non dicono

Post n°146 pubblicato il 21 Aprile 2012 da Noneraunsogno

 

Quello che gli uomini non dicono.

Quello che gli uomini non dicono  sono  gesti, sguardi e carezze, oppure, sono parole che restano sommerse sotto una pioggia di annunci e  di proclami; sono quei fremiti felici che scivolano via dal cuore per andare a morire tra le braccia invisibili di un giovane stupore.

Per questo infinito sentimento di liberazione,  per questo continuo ritrovarsi, fra scenari di novizia meraviglia, nelle pagine di un libro o dentro gli occhi di una donna, lui, temerario,  aveva combattuto, vinto, forse  perso  e lottato.

Da solo, dentro prigioni di ferro e di cemento o per terre lontane, con la consapevolezza che fosse per la libertà di un amore quel suo incessante girovagare.

Pensava così un uomo senza estate,  figlio di un Sud silenzioso e bello; pensava che si sentiva bene, adesso, quasi rinato, per rabbia e per incanto.

Tutto intorno a lui era diventato  più chiaro,   come se qualcuno o qualcosa avesse acceso
una luce  dentro la sua vita buia, rivelando in fondo alla caverna una piccola  via d'uscita.

 E mentre era in balia di questo sentimento, nascosto dietro lo sbadiglio lento di una  finestra,  lui stava  osservando la donna che, giù, in strada, con passo deciso, stava scomparendo dietro il muro di legno dell'antica piazza, in eterno rifacimento.

Come avrebbe voluto essere lui l’uomo che dall’altra parte del racconto la stava aspettando!

Intanto, sul confine variegato dell'orizzonte che di fronte al suo sguardo sembrava venir fuori dai palazzi fatiscenti della Kalsa si stava alzando, imponente e  furiosa, una  nube densa   di polvere e di carta.

Il vento di scirocco, divertito, soffiava  a più non posso sulla città vecchia; gli resisteva  in strada un uomo alto e magro, con in testa un basco da soldato.

Fermo nel centro di quella tempestosa scena l'uomo con il basco  era intento ad annunciare ai quattro stracci stesi e sventolanti come bandiere  il numero estratto di una riffa.

 - Finalmente - pensò l'uomo, richiudendo piano la finestra, - finalmente,  lacrime di gioia per cena, e numeri folli per la strada -.

Poi un brivido si fece largo fra i suoi pensieri in sosta e gli attraversò il cuore come una lama incandescente.

Quello che gli uomini non dicono sono  gli attimi d'amore, quelli che li rendono, spesso,insicuri e  migliori; così leggeri e potenti che  non si  comprende mai se quegli istanti sono mossi dalla furia del vento o dal respiro violento di un immenso desiderio.


 
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