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Creato da nidhoegg il 18/04/2006

The Chaos Path

await the coming storm

 

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Post n°372 pubblicato il 11 Aprile 2011 da nidhoegg
 

Sente che l’entrata in scena sarà memorabile, è una sensazione che si avverte nell’aria…
Ciò che ci si appresta a rappresentare è il consueto spettacolo che altre volte ha qui avuto l’onore nonché l’onere di venire inscenato per il diletto di colui che assiste, per il tormento di chi lo vive.
Il teatrante, che sembrava fremere per l’attesa, senz’altro tempo attendere decide di rompere gli indugi e cominciare, lanciandosi senza timore alcuno nel mare delle infinite possibilità riservate dal caso, o attribuite d'ufficio dal fato.
Afferrata una maschera e indossatene con estrema cura le parvenze nonché le conseguenze, si tuffa nel vortice delle relazioni con alcuni suoi simili, sentendosi di fatto adeguatamente protetto da ciò che crede essere un prezioso e potente amuleto contro i pericoli insiti in quei rapporti.
In suo possesso si nota anche una maschera di scorta, un salvacondotto nel caso in cui si sentisse la necessità di mutare atteggiamento per salvaguardare la propria incolumità mentale… per confondersi assumendo camaleontici travestimenti.
E’ in una botte di ferro e non esiste alcun accadimento che possa turbarne la serenità che ne pervade la mente…
Codesta sua convinzione gli fa assumere un atteggiamento quasi spavaldo, sprezzante nei confronti della paura…
Questo atteggiamento sfrontato e l’eccessiva sicurezza che ne deriva, si sa, conducono solo all’errore, a sottovalutare pericolosamente e stupidamente ciò che all’apparenza si crede innocuo…
Occhi grigio-azzurri e un tenero sorriso potrebbero sembrare caratteristiche abbastanza comuni per le maschere del gentil sesso; in alcuni casi però, in realtà, si rivelano potenti armi che possono avere un impatto devastante, destabilizzando ogni fondante certezza…
Non ci si rende conto al principio delle conseguenze di soffermarsi ad osservare le sopraccitate caratteristiche, no no assolutamente no…
Non ci si rende conto che quegli occhi, quel sorriso, non sono innocui…
Hanno la capacità di formare crepe e insinuarsi all’interno di un organismo che si crede inattaccabile.
Quando si realizza ciò che sta accadendo si ha la netta percezione che sia ormai tutto perduto, perché si riavvertono sensazioni da lungo tempo assopite…
Non avranno ancora una forza devastante ma sono sensazioni potenzialmente destinate a diventare tali…
La maschera di cinismo ha iniziato dunque a mostrare le prime incrinature e fatica a rendersi ancora credibile di fronte a quel viso, facendo avvertire disagio al teatrante, causando tormento interiore…
Al di sotto di quella maschera si celava un volto inespressivo, sul quale non si scorgevano lineamenti perché perfettamente adattatosi a quelli del travestimento…
Adesso qualcosa è cambiato, perché su quel volto piatto iniziano a scorgersi nuovamente quegli elementi che lo differenziano dal suo rivestimento… distaccandosi da quella seconda pelle riprende vita, riassume le sue naturali forme…
Il tormento è mitigato da emozioni che si credeva dimenticate e riprende quell’ incessante moto oscillatorio che porta su e giù il morale, che reca con se sofferenze e piaceri ma che fa sentire vivo ciò che prima forse non lo era…
E per questo non resta che ringraziare (o incolpare?) quei bellissimi occhi grigio-azzurri e quel sorriso che ingabbiano la ragione, che ti rapiscono i sensi, che non lasciano scampo a chi per troppo tempo si sofferma a godere dei loro benefici…

 

 
 
 

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Post n°371 pubblicato il 03 Aprile 2011 da nidhoegg
 

Che si riapra il teatro!

Si spalanchino le porte, si puliscano le poltrone, si faccia sparire la polvere secolare che come un velo tutto ha ricoperto, si rimetta in moto la macchina organizzativa di assurdi ed improbabili eventi!

Che vadano in giro per strade luccicanti e vicoli malfamati gli strilloni a comunicare la lieta novella, la temuta notizia! Che si provveda a richiamare il pubblico!

Che tutti: allegri, tristi, spensierati e melanconici sappiano che presto ci saranno altre improvvisate rappresentazioni sceniche!

Il navigato mestierante ha le giunture un po’ arrugginite e le maschere impolverate ma sembra voler calcare nuovamente il suo personale palco.

L’indecisione è ancora forte e il timore di sbagliare è palpabile.

La ragione lo tiene lontano, tirando in modo deciso le redini lo frena ricordandogli le fondate motivazioni per cui aveva appeso al chiodo le sue maschere e ibernato i suoi sentimenti. La ragione, insomma, gli ricorda come sia stata saggia la scelta di ritirarsi nell’eremo della sua aridità interiore.

Il cuore invece, quintessenza dell’irrazionalità, nel sussulto ultimo di chi non vuol arrendersi anche quando sembra tutto smarrito, gli rimembra che lui (lui chi?) non ha ancora esalato l’ultimo respiro, che lui è vitale e vuole lottare per riconquistare le roccaforti perdute nell’ultima sanguinosa guerra.

L’irrazionale, a dire il vero, ha già autonomamente ripreso le ostilità e, suo malgrado, ha coinvolto il nostro mestierante. Dapprima inconsapevole di cosa stesse per accadere, in un secondo momento il nostro si è trovato suo malgrado coinvolto in una rappresentazione che solo inconsciamente aveva già provveduto ad interpretare.

Si riaprano dunque i battenti! Questa tragicommedia non può permettersi di rimanere confinata nell’anonimato, che il pubblico affluisca copioso!

Oppure no? Su di un punto i duellanti sembrano concordare… l’ipotesi più affascinante è forse proprio quella che la platea rimanga deserta…

Che il nostro mestierante rivesta il duplice ruolo di attore e di pubblico di se stesso…

 
 
 

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Post n°370 pubblicato il 30 Agosto 2010 da nidhoegg
 

soundtrack...
group: Anathema
song: Hindsight
album: We're Here Because We're here

Il nastro si riavvolge…
le lancette sul quadrante mutano il loro naturale moto e il tempo scorre all’inverso proiettando frammenti di passato…
Questa è la sensazione che provo tornando a scrivere qua… e ancora continuo a chiedermi perché ho deciso di farlo, perché temo che potrei pentirmene. Tutte le motivazioni che mi avevano spinto a creare questo blog e a scriverci per quattro lunghi anni erano, col passare del tempo, miseramente crollate, letteralmente sfaldatesi sotto i colpi di una personalità che avevo visto crescere pian piano in me. Personalità assolutamente incompatibile con questo mezzo di comunicazione e con tutto ciò che esso ha da sempre rappresentato.
Il naturale e umano bisogno di condividere con altri i propri pensieri, perplessità, momenti felici e angosce andava lentamente spegnendosi. Andava al contrario facendosi strada un desiderio di totale isolamento, di autosufficienza, di tenere tutto dentro di me, e tutti lontano da me…
blindare i miei pensieri, renderli esclusivi… parlare di me divenne dunque problematico, divenne una forzatura che iniziò a farmi vedere tutti come ingombranti estranei con i quali non dovermi più confidare… e così è stato…
perché dunque sono tornato qua?
Non lo so, non ne sono per lo meno sicuro…
forse è il definitivo testamento che resterà per sempre impresso qui, almeno finché non deciderò di cancellare per sempre queste insulse pagine virtuali…
forse è l’ennesimo tentativo di riappacificarmi con questo mondo, riprendendo un discorso rimasto interrotto da ormai troppo tempo…
forse sto solo cercando di fare “terapia” per provare a guarire da quello che la mia vecchia personalità a volte avverte come un disagio. Essermi costretto, in questi ultimi giorni, alla compagnia potrebbe far parte di questa terapia…
forse invece è l’effetto di una crepa che si è prodotta nelle presunte invalicabili mura costruite per scoraggiare qualsiasi volenteroso assediante; inevitabili, a volte, effetti collaterali di quella “terapia”…
la sensazione predominante è che quest’ultima possa essere l’opzione più valida.
Mi auguro di no, perché la causa di quella crepa potrebbe solo portare in dote sofferenza…
non troppa, ormai a quel tipo di sofferenza ho fatto l’abitudine, ho perso il vizio di essere melodrammatico e non vorrei altresì attirare crocerossine… da quattro anni a questa parte spero insomma che la mia crescita non sia stata esclusivamente anagrafica.
In ogni caso l’impressione è che questo ritorno sia sintomatico di debolezza, di una fragilità mi auguro solo temporanea.
In attesa di una risposta che non è affatto detto che arrivi spero che almeno questa pubblicazione riesca a sortire l’effetto benefico che le precedenti avevano sulla mia anima…

 
 
 

25 Aprile: Festa della Liberazione… dal disimpegno, dal disinteresse e dal revisionismo fascista

Post n°369 pubblicato il 25 Aprile 2010 da nidhoegg
 



Ci sarebbe un po’ da vergognarsi, tutti quanti…
Sessantacinque anni sono trascorsi e quelli che si festeggiano sembrano avvenimenti lontani nel tempo. La liberazione dell’Italia dai nazi-fascisti sembra un evento che quasi non ci appartiene, la cui commemorazione appare come una sgradita ricorrenza.
Sempre meno sono gli italiani che sentono loro questa festa nazionale.
Sempre di più quelli che la soffrono come un peso oppure si voltano dall’altra parte per non ascoltare, perché per nulla interessati… e sinceramente non so quale atteggiamento possa essere peggiore. Eppure dovremmo capire che tutte le libertà che oggi abbiamo ci derivano proprio dalla Resistenza e dalla Liberazione che essa ci donò con il suo sacrificio. Giusto per esprimere nuovamente il concetto in modo forse più comprensibile con l’esempio più banale, se siamo liberi di scrivere le nostre cazzate sui nostri blog o pagine di facebook lo dobbiamo proprio al sacrificio di quegli eroi.
I partigiani, che con il loro sacrificio contribuirono in modo determinante a liberarci dalla feccia dell’umanità, stanno ammainando la bandiera della vita e si vedono costretti a lasciare ad altri il ricordo delle loro gesta.
Spetterebbe a figli e nipoti rendere immortale nella memoria di tutti il loro tributo di sangue versato in nome della Libertà e della Giustizia.
Il problema è che noi, più che essere figli e nipoti della Resistenza, siamo figli di un sistema narcotizzante creato dalle televisioni di un aspirante novello regime.
Siamo stati rincoglioniti da anni di trasmissioni create ad arte per raggiungere lo scopo di annullare la voglia di sapere, la voglia di lottare per i nostri diritti e la nostra capacità critica.
Il colpo di grazia è stato sferrato da quella che è diventata la moda di chi si crede alternativo, ovvero la così detta “antipolitica”… i nostri politici sono una vergogna? A morte la politica e tutto ciò che essa implica. Un grave errore a mio modesto parere.
Io per primo non ho tessere di partito e non mi riconosco nelle forze politiche parlamentari ma la politica non è solo riconoscersi in qualche simbolo elettorale.
Politica è avere a cuore i problemi sociali, i problemi del mondo del lavoro; politica è anche avere una coscienza sociale, battersi per l’uguaglianza di tutti i cittadini; politica è difendere la Costituzione, frutto del sangue partigiano.
Resistenza è riproporre alla giusta attenzione questi argomenti, oggi colpevolmente messi in secondo piano.
Il disimpegno, il disinteresse totale dei giovani e meno giovani verso gli alti ideali che sono stati le fondamenta della Resistenza, possono essere paragonati al vergognoso collaborazionismo degli anni bui.
Nell’era di internet e di wikipedia, in cui tutto o quasi lo scibile umano è a disposizione di chiunque abbia a disposizione un pc e una connessione alla rete, mi sembrava ridondante scrivere il mio pensiero sul sessantacinquesimo anniversario della Liberazione dell’Italia dai nazi-fascisti.
Triste e mortificante constatare che forse non è così… essere costretti a vedere il vergognoso revisionismo di questi ultimi anni, nonché giorni, è un’ offesa.
Vedere gente dal passato a sinistra infangare la Resistenza operando il più becero revisionismo solo per compiacere il ducetto dei nostri giorni lascia senza parole.
Leggere sui manifesti della provincia di Salerno che la Liberazione sarebbe un dono solo dei soldati statunitensi equivale a sputare sulla nostra storia, oltre che evidenziare il perenne servilismo nei confronti degli Stati Uniti. Non leggere la parola Resistenza è un insulto nei confronti di tutti i Partigiani. Leggere che saremmo stati liberati dalla dittatura comunista è pensiero degno del più grottesco e demenziale film americano (o fascista) di serie z.
Libertà e diritti fondamentali dell’uomo restano in pericolo.
La tensione e l’attenzione devono restare alte e questo compito spetta a noi, e non dobbiamo pensare che una dittatura sia esistente solo quando sono evidenti alcuni suoi tratti caratteristici…

 
 
 

A Glorious Epoch

C’era una volta un paese diviso in tante piccole realtà locali. Le sue genti, vessate dagli occupanti stranieri, desideravano unirsi, aspiravano ad una nazione tutta loro…
sognavano la libertà dal giogo straniero. Lottarono fino allo stremo e inondarono del loro sangue la loro terra ma raggiunsero lo scopo che si erano prefissati.
Passarono diversi anni e alcuni discendenti di quegli eroi confusero l’idea di fondo che portò all’unificazione della loro nazione…
farneticando sulla grandezza della loro patria, sulla superiorità della loro presunta razza, permettendo un’intollerabile (per qualsiasi società che si definisce civile) ingerenza della religione negli affari di uno stato nato come laico…
idearono una dittatura e la imposero con la violenza a tutto il paese…
Naturale conseguenza fu la militarizzazione della società, l’eliminazione fisica di ogni oppositore politico ed ideologico, la soppressione di ogni voce dissidente e di ogni libertà individuale…
piegarsi al loro volere e strisciare ai loro piedi divenne l’unico modo per poter respirare.
La follia dell’uomo e la sua sete di potere non portano mai nulla di buono…
l’esaltazione di quei piccoli uomini condusse il paese ad un folle e sanguinoso conflitto, mandando senza rimorsi al macello i suoi figli in nome del nulla, in nome di una vanesia maestosità…
ma anche in quell’occasione ci fu chi sacrificò la propria vita lottando in nome della libertà, di ogni libertà, in nome di quegli ideali di fratellanza tra i popoli, di eguaglianza sociale…
irrinunciabili fondamenta su cui si costruisce una vera società civile…
anche in quell’occasione il tributo di sangue pagato fu elevatissimo…
nuovamente si raggiunse il fine per il quale si lottò, restituendo in tal modo dignità a quel paese martoriato dalle bombe di una guerra insensata, causata dai vaneggiamenti di onnipotenza di un piccolo uomo e del suo servile e corrotto seguito…
la memoria però, è purtroppo risaputo, è corta ed è semplice creare nella mente della gente una tabula rasa sulla quale scrivere ciò che si crede più conveniente…
alcuni popoli, inoltre, sembrano essere predisposti per vivere sotto la tirannia.
Desiderano quasi un capo e acclamano chiunque abbia il carisma per essere tiranno e chiunque manifesti l’intenzione di diventarlo.
Ciclicamente tornano sotto la luce dei riflettori personaggi oscuri e piccoli che incarnano quanto di peggio la natura umana riesce “generosamente” ad offrire…
sete di potere, intolleranza nei confronti del diverso (sotto tutti i punti di vista), voglie separatiste (insulto estremo a quegli antenati che si sacrificarono per l’unità), crociate nel nome di una presunta fede, sono caratteristiche intrinseche di quella natura e quindi anche di quei personaggi…
caratteristiche che portano inevitabilmente ad una rovinosa decadenza…
sognando un’epoca gloriosa si risvegliano sulle macerie della civiltà…
il trono del tiranno è edificato sulla miseria del popolo e del suo paese…
chi vi siede sopra è marcio e corrotto e da tempo ha rinunciato alla sua anima…

Immolation
A Glorious Epoch

Hear millions cry
The darkness falls
Echoing the past
Bleed the world dry

Our threatened kingdoms
The world is divided
Trample ourselves
While we claw for the prize

The schemes of men have failed us all
Strife with no end, our actions will betray us

Battles will rage
Violence will flow
Repeating the past
A tragic path once more

Making our mark while leaving our stain
Our legacy of arrogance will wither with the day

Oppression and fear
Our weapons of choice
Always playing God
It's never enough
Our coveted conquests
At such a great cost
More suffering and loss
A glorious epoch

 
 
 

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Post n°367 pubblicato il 14 Marzo 2010 da nidhoegg
 

Soundtrack...
Group: Eluvium
Song: Prelude For Time Feelers
Album: Copia

Alti edifici si allontanano dalla vista…
si elevano verso l’infinito, graffiando il cielo sembrano voler sfidare il regno di un dio che ha voltato altrove il suo sguardo…
I loro contorni ricoperti di antenne, strani e parassitari organismi proliferati a dismisura, si distinguono ora a fatica…
Il profilo della così detta civiltà si fa sempre più indistinto perché la distanza percorsa è ormai consistente…
il desiderio, avvertito quasi come una necessità, è quello di fuggire…
per cercare di preservare la propria persona, la propria sanità mentale…
La scarsa sensibilità rimasta sembra fluire via…
goccia dopo goccia abbandona il suo corruttibile involucro…
Non ci si può ridurre a vuoti e meccanici automi…
Tutto scorre, tutto muta, ma non sempre un cambiamento è avvertito come positivo…
Ondulate e verdi colline, vallate e monti si stagliano all’orizzonte…
miraggio di una natura incontaminata, presagio di un nuovo inizio…
Voglia di solitudine, desiderio di compagnia…
opposti che convivono, palese contraddizione, stato confusionale evidente…
beffa finale di residui sentimenti rimasti segregati in luoghi reconditi…

 
 
 

un quotidiano carnevale...

Post n°366 pubblicato il 25 Febbraio 2010 da nidhoegg
 

Lo avvertiva come una sensazione molto netta, che proveniva dal settore più recondito del suo essere. Fermandosi a prestargli ascolto riusciva anzi a percepire l’invocazione, il comando che arrivava dal suo istinto… sì, era proprio quello il luogo da cui arrivava… l’istinto era nettamente più forte e il suo volere si dimostrava preponderante.
Bisognava riuscire ad adattarsi alle varie situazioni che si presentavano, perché necessario era sopravvivere in quella giungla… isolarsi gli era infatti risultato impossibile.
Preso atto di quella che poteva apparire come una sconfitta, aveva iniziato ad elaborare più soluzioni che potessero rendergli meno traumatica la sua lotta per la sopravvivenza.
Si rendeva conto che creare diverse maschere avrebbe potuto essere un valido espediente…
indossare le più svariate maschere, dietro cui celare il suo vero volto, gli sembrava davvero l’ideale… un sistema che sembrava infallibile per riuscire là dove le convenzioni sociali rendevano impossibile essere ciò che lui era…
La tattica messa in atto sembrava funzionare e una leggera soddisfazione pervadeva la sua anima. Sapeva che era una sorta di compromesso a cui aveva dovuto piegarsi, sapeva che la sua coscienza ogni tanto brontolava, ma era anche cosciente che non sempre la giungla ti permette di essere libero. Le costrizioni che impone sono un gravoso fardello che bisogna saper portare con dignità…
A volte questi pensieri suonavano come facenti parte di un rituale di auto convincimento… etichettati quindi come pensieri pericolosi e destabilizzanti, venivano con decisioni messi da parte.
Il suo integrarsi nella giungla, in fondo, procedeva bene e questo significava che le maschere indossate risultavano abbastanza convincenti… anche se sapeva benissimo che spesso chi ci sta di fronte non ha il minimo interesse a capire con chi si sta relazionando… con tristezza percepiva infatti la superficialità dei suoi interlocutori…
In un continuo misto di velata tristezza e soddisfazione il carosello delle maschere continuava senza tregua, senza intervalli per gli spettatori non paganti… era ormai talmente avvezzo a questa giostra che qualche volta gli capitava di immedesimarsi fin troppo nella maschera che indossava al momento, faticando poi nel toglierla…
Un giorno sentì traballare alle fondamenta l’edificio che ospitava le sue convinzioni… qualcuna delle sue maschere lo portava a vivere serate condite da una certa gradazione alcolica che gli lasciavano in eredità, la mattina successiva, un po’ di mal di testa…
Quel giorno non andò come previsto… forse la notte prima aveva esagerato, cosa che tra l’altro non era poi così rara, fatto sta che il risveglio fu diverso… non ricordava nulla o quasi…
non ricordava quale maschera aveva indossato, non ricordava se, una volta rincasato, se la fosse tolta o meno… rimuginandoci su era giunto alla conclusione che la stessa esistenza del dubbio poteva implicare la non libertà del suo vero volto…
Toccandosi il viso smise la maschera e l’immagine che gli restituì lo specchio lo lasciò disorientato… l’ovale del suo volto non aveva espressioni, non aveva lineamenti…
Si era aspettato di rivedere il suo volto ordinario e invece si trovava di fronte un qualcosa di indefinito… un qualcosa che evidenziava in pieno la potenzialità di divenire qualsiasi cosa…
Si interrogò su cosa fosse ciò che stava osservando, con una certa curiosità si chiese cosa si fosse allora sfilato… osservò ancora per un po’ con una sensazione interiore di sgomento…
La normalità, o presunta tale, era dunque anch'essa una mascherata? Oppure erano le stesse maschere che formavano una parvenza di realtà? Diverse facce di uno stesso volto...
Incapace di fornire una risposta immediata ed esauriente, scombussolato dalla sconcertante novità, si voltò e, posando lo sguardo sulla sua collezione di maschere, intuì che forse era il momento di sceglierne una per la giornata che si apprestava a vivere…

 
 
 

Buon San Valentino!

Post n°365 pubblicato il 14 Febbraio 2010 da nidhoegg
 

“Allora, cosa prendi?”
“Una weissbier da mezzo, ti ringrazio”
“giornata dura per te, questa…”
“Uhm… in verità sì, ma sono curioso di sapere, secondo te, perché dovrebbe esserla”
“Beh è naturale… sì insomma, tu sei solo e… cazzo, oggi è San Valentino oppure no?!”
“E questo secondo te è un motivo valido?”
“Non dovrebbe esserlo? Per me è sufficiente a farmi sentire giù…”
“Amico… devi capire soprattutto due cose… la prima è che l’amore vero ed eterno probabilmente non esiste, è solo un’invenzione di letterati e poeti. Perché vedi…per molti si tratta solo di un fattore istintivo. Chi non riesce ad averla facilmente si strugge talmente tanto dal dolore che, nella speranza di poterla avere in un secondo momento, mette in versi la sua voglia non soddisfatta…”
“Visione fin troppo cinica e disillusa la tua, non la condivido…”
“Non pretendo mica che tu la condivida, a me basta che tu la ascolti dato che è come se mi avessi fatto una domanda. E comunque ti dico, per concludere, che l’essere umano (uomini e donne) è così: eternamente insoddisfatto e, di conseguenza, eternamente alla ricerca di qualcosa di nuovo e diverso per sfuggire alla noia che lo terrorizza… l’amore è solo un processo chimico destinato a non ripetersi all’infinito”
“Mi spaventi… e la seconda cosa?”
“Ancora più semplice… in poche parole San Valentino è solo una festa commerciale inventata da una società capitalistica con lo scopo unico e solo di far soldi con la scusa ipocrita dell’amore; il più elevato sentimento che, mercificato senza vergogna alcuna, viene privato di ogni suo valore… per quale motivo due “innamorati” dovrebbero sentire il bisogno di festeggiarsi in un giorno particolare? L’amore, sempre che esista, non dovrebbe farti sentire sempre in festa?
Se tu volessi sentirti in festa anche oltre tutti gli anniversari possibili ed inimmaginabili non saresti comunque libero di organizzarti un giorno particolare? L’essere umano è un animale da gruppo, incapace di agire da solo… è solo nel gruppo che si sente legittimato della sua esistenza e del suo inserimento nella società. Necessita di qualcuno che gli dica cosa fare e quando essere felice…”

“Tu sei pazzo, io non ho parole…”
“A dir la verità ci sarebbe ancora un altro motivo per il quale oggi non è una giornata facile…”
“Oddio, non è ancora finita? Ok, sputa il rospo!”
“Prima dammi un’altra weissbier, con la gola secca non si può disquisire di massimi sistemi.”
“Di massimi cosa? Eccoti la tua birra.”
“Lascia stare ti stavo prendendo solo per il culo. Dicevo… oggi sarà dura perché le strade e le piazze saranno piene di orde scatenate di moccioniani... rispondo subito al punto interrogativo che ti si è stampato in faccia. Sono tutte quelle persone fans di moccia, quelle che sono in grado, in due secondi, di seppellire il tuo cancello, oppure un ponte cittadino, di tonnellate di lucchetti (simbolo di un amore che dovrebbe essere eterno ma che, in realtà, dovesse durare per due settimane sarebbe già un miracolo)… quelle che riempiono i muri di scritte talmente sdolcinate che al solo leggerle ti colpisce un diabete fulminante… e via dicendo…”
“Devi però ammettere che moccia ha comunque un enorme successo, per lo meno di vendite…”
“Non devo essere io ad ammetterlo, è un dato sotto gli occhi di tutti… ma vedi, il suo “segreto” è quello di scrivere esattamente ciò che il suo pubblico vorrebbe leggere, né più né meno… non credo nemmeno che lui abbia una prosa così aulica da attribuirgli chissà quali meriti letterari…”
“Ho paura di non capire dove tu voglia andare a parare…”
“Lui scrive soprattutto per gli adolescenti… gli adolescenti non sanno cosa vuol dire neanche avvicinarsi a qualcosa che possa assomigliare all’amore. Sono un concentrato di ormoni impazziti che vanno da tutte le parti senza una minima logica. Sono in grado di “innamorarsi” ogni giorno, basta che ci sia qualcuno che stimoli in modo efficace il loro esercito di ormoni. Raccontare situazioni che loro stessi potrebbero e vorrebbero vivere li manda automaticamente e con estrema facilità in brodo di giuggiole… così cercano nella realtà qualcosa che possa assomigliare a ciò che li ha fatti sognare…”
“Ammesso che sia vero, perché mi sembra che tu abbia ridimensionato troppo i sentimenti degli adolescenti, non puoi negare che lui abbia un certo sèguito anche tra gli adulti.”
“Anche questo non posso negarlo. Lasciando stare gli adulti decerebrati oppure quelli eterni bambini, pure con loro usa la stessa tattica… racconta ciò che vogliono leggere, ciò che vorrebbero si realizzasse. Trovare l’amore che non hanno, perché l’amore non ha età… se non erro, in uno dei suoi libri (poi trasformato in film) c’è la storia tra un lui che ha ben venti anni più di lei che, almeno all’inizio, è minorenne.”
“E allora? Al giorno d’oggi si vedono cose peggiori, se così possono definirsi”
“So bene che dove girano i milioni ci sono coppie in cui lui può avere anche più di venti anni di una lei che la concede solo per beneficiare del suo patrimonio. So anche che il nostro settantenne presidentissimo a quanto pare non disdegna la compagnia delle minorenni. Mi si prenderà probabilmente per moralista e correrò questo rischio ma… per favore, tutto questo non lo si spacci per amore. Chiamiamolo piuttosto con una definizione ad esso più congeniale, ovvero puttanesimo alternativo…”
“Vuoi dirmi che dovesse capitare a te, rifiuteresti?”
“Con una minorenne sicuro. Altro non saprei, forse no… ma almeno avrei il pudore di non definirlo subito amore…”
"Ok, ho capito... allora, un buon S. Valentino"
"A te..."

 
 
 

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Post n°364 pubblicato il 08 Febbraio 2010 da nidhoegg
 

Da troppo tempo non cadono gocce d’acqua, linfa vitale per tutte le creature…
la terra è così condannata ad andare incontro ad un inevitabile destino…
la sua superficie, un tempo lussureggiante di verde e rigogliosa di messi, si ritrova oggi spoglia…
il deserto inesorabile avanza e fagocita ogni forma di vita che, caparbia, vorrebbe rimanere lì dove un tempo aveva felice prosperato…
specchi d’acqua, prima ricchi di forme di vita, lentamente si prosciugano condannando ad una lenta morte i suoi ospiti e coloro che da essi ricavavano il vitale sostentamento…
estemporanei, brevi e sparuti rovesci non possono mutare una situazione che tende a divenire cronica…
sempre più rarefatti nel tempo non sortiscono l’effetto voluto e desiderato…
il loro risultato, al contrario, sembra solamente prolungare un’agonia che quasi si vorrebbe terminasse al più presto…
Portano solo l’illusione che la tendenza possa invertirsi…
ma la realtà è ben altra cosa e il risveglio, dopo una fallita speranza, è sempre più doloroso…

Soundtrack…
Group: Anathema
Song: Closer
Album: A Natural Disaster

 
 
 

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Post n°363 pubblicato il 03 Febbraio 2010 da nidhoegg
 

“Dovunque andrai, ti si richiederà di fare qualcosa di sbagliato. E’ la condizione fondamentale della vita essere costretti a far violenza alla propria personalità. Prima o poi, tutte le creature viventi devono farlo. E’ l’ombra estrema, il difetto della creazione; è la maledizione che si compie, la maledizione che si nutre della vita. In tutto l’universo.”

Tratto da  Ma gli androidi sognano pecore elettriche?  di Philip K. Dick

La vita… cinica e spietata rappresentazione teatrale…
noi, altro non siamo che figuranti…
ci illudiamo di essere attori protagonisti…
spesso invece ci ritroviamo a recitare un copione più volte imposto da altri…
comparse proiettate sulla scena, nell’indifferenza di spettatori distratti…
il libero arbitrio è un pallido inganno…
lo sguardo sfugge, si focalizza altrove…
il teatro in realtà è deserto…

 
 
 

Perché?

Post n°362 pubblicato il 14 Gennaio 2010 da nidhoegg
 

Soundtrack…
Group: Ulver
Song:
What Happened?
Album: Shadows Of The Sun

E mi ritrovo qui, da solo, a riflettere… chiedendomi continuamente il perché…
interrogandomi su quali possano essere le reali cause…
una loro non esistenza è impossibile da accettare…
E mi ritrovo qui…
circondato da un silenzio che va facendosi sempre più assordante…
soprattutto al crepuscolo, e nella notte, quando i rumori della “civiltà” vanno via via placandosi…
ripercorro, spingendomi all’interno dei meandri della memoria, tutte le singole tappe che hanno portato fin qui… e non riesco a capire…
questa quiete appare così inspiegabile…
A dire il vero, al fine dopo svariate supposizioni, una possibile motivazione la mia mente l’avrebbe pure partorita, ma…
la mia ragione rifiuta di darle credito…
E allora mi ritrovo ancora qui, a chiedermi cosa possa essere realmente successo…

 
 
 

"Auguri"!

Un altro Natale è arrivato e la mia avversione verso questa festività cresce di anno in anno.
Le motivazioni personali resteranno tali e quindi non verranno divulgate, le altre invece sono forse facilmente intuibili anche da un visitatore distratto e sfuggente.
Motivazioni religiose, ovvio, ma non solo quelle.
Non c’è alcuna fonte scritta che ci dica con sicurezza che Cristo nacque nella notte tra 24 e 25, date scelte con arbitrio dall’uomo. E’ testimoniata invece l’esistenza di feste pagane in questa data, come il Dies Natalis Solis Invicti .
La sovrapposizione è facilmente spiegabile, il fine che si voleva raggiungere altrettanto chiaro.
Soppiantare un culto pagano, che si era ormai radicato nelle abitudini della gente, con la novità cristiana. Che poi la ancora giovane chiesa cristiana collocherà tutte le sue più importanti feste in date ove fossero già presenti importanti culti pagani è un altro discorso.
Per me la vera bestemmia è considerare l’arbitrio dell’uomo come verità di fede…
Ciò che maggiormente mi urta di questo periodo, di questa festività, è altro e devo dire che rischierei di ripetermi visto che già l’anno scorso ne parlai abbondantemente.
Servirebbe, come già scritto l’anno scorso, un Babbo Natale decisamente anticonformista che riesca ad adattarsi al clima che si respira in questi giorni.
E’ l’ipocrisia dilagante il maggiore fattore di disgusto… è quella stampata sulla faccia di gran parte della gente… è l’ipocrisia del motto “è Natale, siamo tutti più buoni” a farmi impazzire!
Mi nausea il benestante cattolico praticante che quel motto, in questo periodo, lo ripete giornalmente; che con quelle parole stampate in testa si reca in chiesa per seguire la sacra liturgia del Natale.
Mi nausea perché, ammesso che lo metta in pratica quel motto, finito quel periodo, ed esaurito il clima di ipocrisia, poi torna alla vita di tutti i giorni… torna a cercare di fottere il prossimo ogni volta che ne ha l’occasione; torna a manifestare il suo razzismo in nome di una fede che, almeno alle origini, predicava tutt’altro; torna ad evadere le tasse perché tanto, a pagarle allo stato, ci pensano l’operaio e l’impiegato; torna a percorrere le strade con arroganza e con spirito di prevaricazione, in cima al suo enorme Suv (tanto enorme quanto scarsa è la considerazione di sé che ha chi li guida) che appesta ed inquina il nostro pianeta.
Certo è che qualche “merito” alla lega nord e a certa destra bisogna riconoscerlo… aver smascherato il razzismo dell’italiano medio e averlo eletto a “valore” di questa nostra società, contribuisce sicuramente a diminuire il tasso di ipocrisia che solitamente ci ammorba in questo periodo.
Un po’ a sorpresa vorrei però festeggiarlo anch’io questo Natale, festeggiare la nascita di un uomo che (prendendo per buoni i Vangeli), ai suoi tempi, fu fortemente rivoluzionario; un uomo che portò nella nostra razza umana altissimi valori di civiltà e fratellanza… valori che oggi sono sempre più calpestati da una parte dell’Italia che va alla deriva con la grave complicità di una chiesa che in silenzio, nelle parrocchie di provincia, fomenta una forma pericolosa di razzismo nei confronti di tutti coloro che non vanno ostentando la loro medesima fede…
Sì, decisamente auspico che a distribuire i dono che si merita certa gente ci sia proprio un Babbo bastardo!
E allora auguri a chi riesce ad essere generoso anche al di fuori dei giorni in cui ce lo impone il sistema… auguri alle persone che conosco che festeggiano e credono nel Natale; auguri soprattutto a chi, come me, non ci crede… auguri di sopravvivenza!
Vi lascio con il
Canto di Natale dei “Modena City Ramblers” che furono…

Signora dei vicoli scuri dal vecchio cappotto sciupato
Asciugati gli occhi e sorridi c'è un altro Natale alle porte
Non senti le grida e le voci e qualcosa di strano nell'aria
Anche i muri ingrigiti dei vicoli splendono sotto la luna

Ti ricordi c'incontrammo in un giorno di neve e di freddo
E la sera ci facemmo un bicchiere di scura ed un giro di walzer
Con tanti saluti ad un altro Natale

Signora dei vicoli scuri abbracciami forte stasera
Anche i gatti festeggiano a volte e cantano sotto le stelle
Dimentica il freddo le lacrime e le scarpe coperte di fango
E il destino di un vecchio ubriacone cullato dal canto del vento

Ti ricordi c'incontrammo in un giorno di neve e di freddo
E stasera ci faremo un bicchiere di scura ed un giro di walzer
Con tanti saluti ad un altro Natale.

Signora dei vicoli scuri non mollare la lotta
Verranno momenti migliori il tempo è una ruota che gira
Vedremo le rive del mare in un giorno assolato d'estate
Scoleremo cinquanta bottiglie al riparo di un cielo lontano

Ti ricordi c'incontrammo in un giorno di neve e di freddo
E stasera ce ne andremo a ballare per strade e a brindare un saluto
E un cordiale fanculo ad un altro Natale

 
 
 

“Pacco” di Natale!

Post n°360 pubblicato il 19 Dicembre 2009 da nidhoegg
 

Succede spesso quando il governo di turno è in seria difficoltà.
E’ una prassi che va consolidandosi sempre di più quella di distogliere con sapiente perizia l’attenzione dell’opinione pubblica da quelli che sono i reali problemi che attanagliano il paese.
Si crea il diversivo, quell’episodio singolo oppure quella serie di eventi concatenati l’un con l’altro, che risulti di enorme interesse per la massa, tale da coinvolgere emotivamente tutti per costruire un dibattito fitto e appassionato ma, in realtà, fondato sul nulla più assoluto… perché in realtà l’episodio, su cui si discute con fervore nei salotti televisivi arredati ad arte per alimentare la menzogna, è falso, confezionato per l’occasione.
Io non riesco a berla la sospetta tempestività con cui si sono manifestate queste due bombe di mercoledì scorso… gli esponenti del governo, servi del gran capo, hanno dato l’impressione di avere i discorsi già pronti, confezionati e preparati in tempo.
Un fantomatico e sconosciuto gruppo anarchico che rivendica il suo atto solo alla carta igienica quotidiana di libero, desta quantomeno un po’ di perplessità…
Ho l’impressione che si voglia esagerare… non bastava, come efficace diversivo, la violenta aggressione a b.? E qui bisogna dire che le prime discussioni che ne sono derivate, ovvero la condanna mediatica a morte dei giornalisti di: Repubblica,del Fatto quotidiano, di Anno Zero, del singolo Marco Travaglio, la cui sentenza inappellabile è stata letta in parlamento dal piduista di cicchitto, potrebbero avere delle conseguenze realmente drammatiche… non bastava questo? E dire che questo fatto di inaudita gravità era già qualcosa che meritava una discussione seria. Il carico portato dall’altra carta igienica del giornale, successivamente alla notizia dei due pacchi bomba della Bocconi e di Gradisca d’Isonzo, è (questa sì) materiale che può sollecitare menti ancora meno disturbate di quella che ha ferito il presidentissimo.
Un paese in ginocchio a causa della crisi e che rischia di uscirne, sperando di farcela, con le ossa rotte, potrebbe essere già sufficiente, come argomento, a scatenare le difficoltà di chi è palesemente incapace. Si parla di rilanciare il mezzogiorno e poi si lascia chiudere, con colpevole disinteresse, la Fiat di Termini Imerese, determinando il collasso dell’economia di mezza regione… condannando migliaia di persone ad emigrare per evitare la fame.
L’intera Italia patisce la disoccupazione, arrivata a preoccupanti livelli.
Si fanno proclami in pompa magna, quando si vogliono strumentalizzare i dati, sui risultati ottenuti contro le criminalità organizzate (merito reale dei magistrati e delle forze dell’ordine e non di certo di questi governanti), ma si tace in modo omertoso delle difficoltà economiche delle forze dell’ordine… di Polizia e Carabinieri costretti alle collette per comprarsi il carburante per le auto di servizio e la carta per le fotocopie degli atti d’ufficio.
Si approva uno scudo fiscale che consente ai capitali illeciti di rientrare impunemente in Italia. Si consente ai capi mafia di riprendere possesso dei beni a loro sequestrati.
Ci sono nuove testimonianze (ancora tutte da verificare) della collusione del presidentissimo e del suo uomo di fiducia a Palermo con cosa nostra… alla faccia della lotta alle mafie…
Si tagliano i fondi pubblici ai giornali di partito e a quelli gestiti da cooperative, precisando che sarà a discrezione del governo decidere quali tra questi potranno continuare a godere di sovvenzioni statali... a morire saranno ovviamente solo i giornali che manifestano dissenso e, con loro, la pluralità d'informazione.
Si rende l'università privata con conseguente vertiginoso aumento delle tasse d'iscrizione; operazione che avrà come evidenti ripercussioni quelle di consentire l'utilizzo delle strutture universitarie solo ai pochi che non hanno problemi economici.
Il sapere in mano ai privati diventa un sapere d'interesse, verranno cioè priviliegiati quei campi che potranno garantire un ritorno economico al privato che investe il denaro.
I ricercatori saranno ancora più sfruttati e precari... sempre più due sinonimi... 
Si approva una legge finanziaria, fondamentale per l’economia dell’intera nazione, votando con la fiducia; si determina cioè la morte del parlamento che viene spogliato del suo ruolo, delegittimato di ogni sua più naturale funzione, ovvero quella di far discutere a tutte le parti una delle leggi più importanti di una intera legislatura… e la nostra dovrebbe essere una Repubblica Parlamentare?
Quando invece si decide di farlo “lavorare”, il Parlamento, lo si paralizza con la continua e soffocante presentazione di leggi confezionate su misura per il presidentissimo e camuffate, con la servile complicità della sua stampa, con provvedimenti a favore dei cittadini.
Di argomenti da mettere a tacere ce ne sono fin troppi (e chissà quanti ne ho tralasciati) e la voglia di distogliere l’attenzione da tutto ciò è comprensibilmente divenuta una necessità di sopravvivenza… una opposizione quasi inesistente, che facesse il gioco della maggioranza, sembrava poter essere sufficiente; poi però i segnali forti si sono susseguiti sempre più numerosi.
La capacità di un sempre crescente numero di persone di prendere coscienza di ciò che sta succedendo è motivo di preoccupazione. Il “No b. day” è stato solo l’ultimo atto di questa protesta popolare sganciata dalla falsa opposizione (PD e UDC) che scalda le poltrone delle due camere. Assistere perfino alla protesta di piazza della Polizia di Stato deve essere stato davvero un duro colpo da incassare.
Ora invece non si parlerà d'altro che della violenta aggressione al presidentissimo, delle bombe dei seguaci dei "cattivi maestri".
La soluzione a tutto? La censura da imporre alla rete, covo di pericolosi criminali e vigliacchi eversivi. All'orizzonte si profila la stessa censura che solo paesi "democratici" come i tanto vituperati Iran e Cina sono stati capaci di attuare...

 
 
 

Lesa Maestà!

Post n°359 pubblicato il 19 Dicembre 2009 da nidhoegg
 

Visto il clima pesante e oculatamente censorio, che minaccioso aleggia sulla nostra misera Italia, parto subito con una doverosa premessa, che chissà mai anche il mio blog possa cadere vittima di una ghigliottina usata ad arte…
Anche da parte mia c’è la ferma e sincera condanna per l’atto di violenza perpetrato contro il presidente del consiglio. Io però non escludo i “se” e i “ma” perché sono stanco di essere preso in giro da questa politica… maggioranza o “diversamente concordi” c’è poca differenza.
Non accetto che mi si venga a raccontare la favola che il gesto violento e sconsiderato di un criminale (folle o no non spetta a me deciderlo o giudicarlo tale) è solo il risultato di un clima d’odio unilaterale contro una singola persona. Non accetto che si costruiscano, ad uso e consumo delle masse elettorali, finti martiri da portare in trionfo.
Per ogni singolo evento, rilevante o insignificante che possa essere, la prima operazione da fare dovrebbe essere quella di interrogarsi sul perché sia accaduto; di chiedersi quali possano essere le motivazioni, quando presenti, che siano state causa di quello stesso evento.
Tacere su questo punto vuol dire enucleare dal contesto il singolo fatto e privarlo della sua reale rilevanza permettendo, in tal modo, che gli si possano affibbiare le motivazioni più comode.
Questo è ciò di cui sono colpevoli i “diversamente concordi” bersani e casini con il loro “senza se e senza ma” condito con la solita solfa che non sarebbe mai tempo per discorsi più approfonditi… complicità o mancanza assoluta di coraggio? In ogni caso dimostrano di essere assoggettati alla massa umorale…
Ancora più grave è ovviamente raccontare la solita favoletta, utile per una campagna elettorale che non va mai in vacanza. Ancora più grave è mentire e predicare una finta moderazione fomentando, nello stesso tempo, ancora più odio nella labile e influenzabile opinione pubblica.
Con quale faccia, con quale coraggio certa gente parla di clima di violenza che si sarebbe creato solo attorno alla persona di berlusconi?
Ci siamo improvvisamente dimenticati di tutte le dichiarazioni di puro odio “gentilmente” elargite dal presidente del consiglio e dai suoi fedeli servitori?
Se solo dovessi accennare all’istigazione, come fatto da Di Pietro, sicuramente sarei oggetto dello stesso linciaggio mediatico che il leader dell’idv sta subendo (la Bindi è stata subito ricondotta all’ordine!), per cui mi astengo dal sostenere tale affermazione… io non l’ho mai detto!!!
IO ho però il pessimo vizio di pensare con la mia testa, IO ho il deplorevole vizio di non dimenticare… e ho deciso di far parlare i diretti interessati. Saranno loro stessi a sostenere le mie ragioni e a sbugiardare quanto siamo stati costretti a sentire in questi giorni. Internet ci fornisce questa splendida opportunità, perché non approfittarne?
Comizi che diffondono odio, chiunque si permetta di contestarlo è subissato da pesante ostilità: “vergogna, non avete dignità! Non sapete cos’è la nobiltà d’animo, non sapete cos’è la democrazia, non sapete cos’è la libertà. Siete ancora oggi e come sempre dei poveri comunisti! […] noi siamo antropologicamente diversi!”… era il 19 giugno di questo 2009.
Sempre il 19, ma questa volta di settembre, ospite del salotto amico di vespa dichiara: “siamo circondati nella politica, nella stampa e, ahimè, nella televisione da troppi farabutti”.
Violenti e reiterati attacchi agli ultimi tre Presidenti della Repubblica, alla corte costituzionale, ai magistrati definiti: “comunisti” e “metastasi della nostra democrazia”. Attacchi rivolti per delegittimare fondamentali organi di garanzia per la nostra democrazia (quella vera, non la sua) e generare dissenso popolare verso coloro che questi organi li rappresentano.
Dichiarazioni preoccupanti sono state rivolte anche verso tutti coloro che lottano contro la mafia, denunciando attraverso la carta stampata l’operato di ‘cosa nostra’. Dichiarazioni che saranno sicuramente state dolorose per chi ha avuto parenti o amici ammazzati dalla mafia, dichiarazioni che hanno ucciso una seconda volta chi si è sacrificato per la civiltà lottando contro ‘cosa nostra’ (era lo scorso 28/11/2009): “io se trovò però quelli che hanno fatto nove serie della Piovra e quelli che scrivono i libri sulla mafia e che vanno in giro in tutto il mondo a farci fare così bella figura, giuro li strozzo”… servono forse altre parole?
Gli insulti non sono stati rivolti solo a politici, magistrati, giornalisti o contestatori. Sono elargiti in modo puramente gratuito anche ad altri… Come si può dimenticare quando, nascondendosi dietro una “divertentissima” battuta, insultò le donne precarie: “dovrebbe cercarsi il figlio di berlusconi o di chiunque altro non abbia questi problemi. Lei, con il sorriso che ha, potrebbe anche permetterselo”… desolante la scelta, fatta dal conduttore della trasmissione, di scegliere un’attrice per porre questa domanda al presidentissimo.
Ancora di può ci si dovrebbe ricordare di come apostrofò tutti coloro che non votano per lui: “ho troppa stima per l’intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse”… era il 4/4/2006 se non ricordo male.
In questi ultimi tempi si è registrata una escalation di violenza verbale che ha di certo surriscaldato l’animo dell’opinione pubblica, sia a livello ideologico che a livello sociale.
Voglio ricordare solo due esempi, due dichiarazioni rilasciate da due ministri della Repubblica.
Il ministro ignazio la russa, dopo la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 3/11/2009, così parlò in merito al crocifisso nei locali statali: “comunque non lo leveremo il crocifisso, possono morire! Il crocifisso resterà in tutte le aule della scuola, in tutte le aule pubbliche, possono morire! Possono morire! Loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla!”…
Il ministro brunetta, con la solita pacatezza di toni che lo contraddistingue, ha invece definito la sinistra come una “elite di merda!” invitando i suoi appartenenti, politici ed elettori, ad andare “pure a morire ammazzati!”
Il discorso muta quando il destinatario di offese e violenti attacchi diventa il cittadino comune…
La persona offesa dal presidentissimo e dai suoi servi sono io, sei tu, è chiunque non condivida il suo operato.
Quando l’oggetto di offese e velate minacce è incarnato da colui che non condivide le idee del governo, quando si vuole colpire il semplice dissenso popolare, non si dovrebbe andare ad accusare altrove. Chi ha problemi mentali non agisce di certo istigato da articoli di cronaca che hanno solo il grave torto di raccontare la verità riportando fatti reali… chi ha problemi mentali, oppure chi è semplicemente violento nell’animo, si arma quando si sente offeso…

 
 
 

Dieci anni fa...

Post n°358 pubblicato il 05 Dicembre 2009 da nidhoegg
 

Dieci anni sono trascorsi da quel giorno, dal giorno dei saluti…
i ricordi sono tuttavia ancora nitidi, ben impressi nella memoria…
dai miei occhi, non in grado di trattenerle, copiose scorrevano le lacrime…
alla vista di quel piccolo e ristretto gruppo di amici che vennero al porto, a vedermi partire…
la mia anima ancora in subbuglio, profondamente scossa da quell’altro “addio”… da colei che avevo amato con tutto il cuore, con la quale condivisi tutta l’adolescenza…
il classico e romanzesco primo amore…
la nave salpò, allontanandosi lentamente dalla banchina, e la città… la “mia” città… si mostrava in tutta la sua magnificenza, specchiandosi nel mare come una dea, illuminata dai pallidi raggi lunari e dalle luci artificiali dell’uomo…
era il mio congedo da quella meravigliosa terra…
ci sarei tornato solo nelle vesti del visitatore…
affrontai quella traversata con la morte nel cuore, la cui metà rimase attraccata al porto rifiutandosi di partire…
mi interrogai su quale potesse essere il mio destino, su cosa il fato, dimostratosi più forte di tutti, avesse in serbo per me…
l’impatto con la nuova vita fu traumatico, ma capii che avrei dovuto calarmi nella nuova realtà in fretta… abituandomi a sentirmi eternamente osservato, perennemente estraneo…
Una decade è trascorsa da quei due giorni…
Tante cose sono cambiate, tante situazioni sono mutate…
la distanza è una brutta bestia, paziente agisce secondo le stesse norme della selezione naturale…
gli amici si ridussero quasi a scomparire, solo i legami più forti riuscirono a sopravvivere…
l’amore che provavo per lei continuò a bruciarmi dentro, a tormentarmi, a farmi soffrire… lei si consolò in breve tempo, beata lei, io no…
quando finalmente ci riuscii, il prezzo pagato fu comunque oneroso…
sentivo che un pezzo del mio cuore aveva smesso di battere, fissandosi come un cristallo di ghiaccio…
esperienze che influirono profondamente sul mio modo di relazionarmi con gli altri… unendosi ad altre esperienze più recenti, all’abbrutimento della nostra società, popolate da penose forme di vita, incisero la mia personalità lasciando solchi ben evidenti… difficilmente colmabili…
contribuendo in modo determinante a creare ciò che io sono oggi…
ridondante e ripetitivo sarebbe descrivere quale sia la mia attuale personalità, ne ho fornito ampia narrazione nei più recenti post… chi qui dentro mi segue da tempo lo troverebbe estremamente tedioso…
Dieci anni sonno trascorsi da quel giorno…
una vita intera sembra essere passata… colui che abitava il mio corpo è morto, lasciando spazio ad una nuova persona in perenne evoluzione…
tendente a distanziarsi sempre più dalla luce, allargando le braccia per accogliere l’oscurità…

Soundtrack...
Group: Anathema
Song: Leave No Trace

Album: A Fine Day To Exit

 
 
 
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16 gennaio 2004






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