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Castelli in provincia di Novara - NOVARA Palazzo Tornielli Bellini (NO)

Post n°182 pubblicato il 18 Aprile 2014 da Novara_e_dintorni
 

 

NOVARA Palazzo Tornielli Bellini

«Il Palazzo Medici, che si erge in via Canobio, fu eretto alla metà del Cinquecento dall'architetto mediceo Vincenzo Seregni. L’edificio è importante perché manifesta, nella sua architettura, l’arrivo e l’adozione di nuovi orientamenti stilistici. In particolare, si nota che il Seregni s’ispirò decisamente al manierismo di Bartolomeo Ammannati. Le innovazioni architettoniche si notano soprattutto all’esterno, ove il rivestimento in laterizio è sostituito da stucco modellato. Innovativa è anche l’introduzione – per la prima volta nel novarese – di marcapiani riccamente ornati all’esterno che, gradualmente, diventano più lineari verso il cortile. All’interno si trova il cortile quadrato su cui si affacciano le quattro pareti del palazzo, completate con bugnato al piano inferiore e con stucchi e lesene nei due piani superiori. Sul lato sinistro del palazzo sorge una piccola loggia, con colonne di tipo classico, che immetteva nel giardino. Particolarmente elaborati sono anche gli stucchi delle volte del portone. Il piano terra è separato da quello superiore da una fascia decorata da mascheroni ed elementi fitomorfi intrecciati. Il cortile è chiuso da un ultimo piano, probabilmente aggiunto, decorato da putti. Palazzo Tornielli-Bellini. La presenza di questo edificio, situato in Via Negroni, è testimoniata per la prima volta da un documento del Cinquecento, che fa risalire la proprietà ai conti Tornielli, una potente famiglia di Novara. Il Palazzo passò poi ai Bagliotti e nel 1751 alla famiglia dei conti Bellini. Grazie ai Bellini, il palazzo fu restaurato in stile rococò e le sale furono abbellite con affreschi, stucchi e specchi: il palazzo divenne uno dei più sontuosi della città. Nel corso dell’Ottocento il palazzo ospitò una serie di personaggi illustri. Nel 1800 vi fece sosta Napoleone, prima della battaglia di Marengo; nel 1849 fu la volta di re Carlo Alberto che abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele; da ultimi, Napoleone III e il futuro Re d’Italia, Vittorio Emanuele II, qui si riuniscono per studiare i piani in preparazione della battaglia di Magenta. Dotato all'interno di un nobile quadriportico e di ricca decorazione con stucchi e pitture, nel 1900 fu acquistato dalla Banca Popolare, fondata a Novara nel 1871. Dopo il completamento della facciata ad opera dell'architetto Luigi Broggi di Milano, a partire dal 1905 divenne la sede centrale della stessa banca. Gli antichi e sontuosi ambienti, decorati dal pittore settecentesco Antonio Pianca, furono destinati a funzioni di rappresentanza. Notevoli le “Sale Storiche” del palazzo a partire dalla Galleria degli Arazzi che presenta una collezione di arazzi settecenteschi e coralli siciliani. Notevoli sono anche la Sala del Comitato, dove sono ospitate le tele di paesaggisti del Settecento; la Galleria del Pianca, con pannelli pittorici di Giuseppe Antonio Pianca; la Sala Maggiore, detta anche “degli Specchi” o “della Musica”, poiché arredata con dieci grandi specchi e già sede di ricevimenti e balli».

Fonte: http://www.mondimedievali.net/castelli/piemonte/novara/provincia000.htm#novarpal

 
 
 

Novara - Broletto (NO)

Post n°181 pubblicato il 13 Aprile 2014 da Novara_e_dintorni
 

Buona settimana da Novara e dintorni !!!

broletto

 
 
 

Castelli in provincia di Novara - Novara - (Broletto) (NO) parte 2

Post n°180 pubblicato il 13 Aprile 2014 da Novara_e_dintorni
 

 

broletto

In epoca successiva in questi palazzi furono collocati gli uffici per un’amministrazione civica che diventava sempre più farraginosa e impegnativa e, a partire dal 1800, durante l’età napoleonica, spostati nel 1798 gli uffici comunali, furono situati gli Uffici Giudiziari. Anche se gli interventi edilizi furono continui (impegnativi quelli del 1589, 1613, 1619, 1671, 1711, 1740, 1752) fu nell’Ottocento che furono eseguiti quelli più importanti, tali da rendere quasi irriconoscibile l’antica struttura. Infatti nel 1800 in questi edifici vennero collocate la Pretura e la Magistratura d’Appello per il Dipartimento dell’Agogna e nel 1807 la Corte di Giustizia Civile e Criminale. I lavori di adeguamento eseguiti, seppure sotto la direzione di due fra i professionisti più attenti attivi in Novara in quegli anni, l’ingegnere Stefano Ignazio Melchioni e l’architetto Luigi Orelli, snaturarono le caratteristiche interne e gli antichi equilibri volumetrici degli edifici con la manomissione dei passaggi e delle aperture. Per il Broletto novarese, inoltre, molto importanti erano (e sono) i due accessi a sud e a nord perché creavano una comunicazione diretta del recinto con la vita commerciale della città. Soprattutto lo era l’arcone verso sud, che dal 1209 metteva in relazione il Broletto con il pasquario della cattedrale di Santa Maria, con il suo quadriportico, il battistero e con i portici di legno dove i mercanti avevano aperto le proprie botteghe (i ‘ricioli’). Il passaggio creava un accesso rapido anche con la piazza del mercato degli ortaggi, la Piazza delle Erbe (ora Cesare Battisti), spazio nel quale trovava sviluppo e completamento l’antica filiera economica del Novarese. Infatti, sulla piazza e intorno ad essa erano insediati i ‘beccai’ e i ‘calegari’ (macellai e calzolai), cioè quelle attività strettamente legate alla lavorazione dei prodotti derivati dai bovini, allevati nelle campagne circostanti. Queste, essendo ricche di acque, avevano permesso, già dal secolo XII, un’organizzazione territoriale basata sulle cascine (i ‘mansi’) e la creazione delle ‘marcite’, che consentendo un numero maggiore di tagli annuali di erba facilitavano l’allevamento. ...».

Fonte: http://www.mondimedievali.net/castelli/piemonte/novara/provincia000.htm#novarbrol

 
 
 

Castelli in provincia di Novara - Novara - (Broletto) (NO) parte 1

Post n°179 pubblicato il 13 Aprile 2014 da Novara_e_dintorni
 

 

broletto

«Gli edifici del Broletto sorgono proprio nel centro della città, prospettando verso sud sulla piazza del Duomo (ora piazza della Repubblica) e aprendosi verso nord con un grande arco in laterizio su corso Italia, una delle vie commerciali più importanti del centro urbano. Le costruzioni, disposte a quadrilatero attorno ad un cortile centrale, vennero erette in tempi successivi, dal secolo XIII al XVIII. Fra gli edifici il più noto è il Palazzo Arengario, situato sul lato nord, imponente nella sue forme architettoniche medioevali (secoli XIII-XIV); quello più suggestivo il Palazzo del Podestà, per le finestre ad arco acuto decorate da importanti cornici di terracotta (fine secolo XIV, inizio XV). A questi si affiancano ad est il Palazzetto dei Paratici, il cui corpo antico ascritto alla metà del secolo XIII è nascosto dalla loggia dai caratteri barocchi (secolo XVIII); a ovest il Palazzo della Refenderia ampiamente ristrutturato nel Novecento in forme quattrocentesche (eretto fra la fine del secolo XIV e il XV, documentato come sede di uffici nel 1618). Era in questo cortile e in questi palazzi che, in antico, si svolgeva la vita pubblica della città: nella grande sala arengaria venivano eletti i consoli; nel cortile si teneva il mercato (soprattutto dei grani, dei legumi e della biada con il relativo passaggio di carri), erano letti i bandi dai banditori dall’alto della pietra ancora conservata; sotto gli arconi si trovavano i banchi dei consoli di giustizia, i condannati venivano esposti alla gogna.

Fonte: http://www.mondimedievali.net/castelli/piemonte/novara/provincia000.htm#novarbrol

 
 
 

Castelli in provincia di Novara - Lumellogno - Torre dei canonici (NO)

Post n°178 pubblicato il 06 Aprile 2014 da Novara_e_dintorni
 

lumellogno

Cenni storici su “La Torre dei Canonici” e Lumellogno

La “Torre dei Canonici”, risalente al 1400, è stata recuperata grazie alla Società AnFed Agri S.p.A., titolare dell’omonima Azienda agricola. La Torre dei Canonici, quindi l’omonima Residenza di Charme, è ubicata dove sorge l’attuale Lumellogno, che storicamente viene ritenuta uno dei più antichi insediamenti del territorio, come peraltro testimoniato dai ritrovamenti archeologici preistorici, ma anche romani, attualmente conservati nel Museo Civico di Novara. Il primo riferimento documentale che riguarda la Torre dei Canonici risale all’alto medioevo,quando nell’840 il Vescovo Adalgiso regala ai Canonici di Santa Maria le terre di diversi pievi, tra le quali spicca Numenonium con Paliate. Come scritto da un anonimo amanuense dell’XI secolo, tra il 908 e il 931 «il Vescovo Dagiberto donò ai Canonici a Lumellogno una corte unitamente ad un castello, con le case, gli edifici rustici e tutte le strutture relative al centro fondiario». Successivamente, nel 985 vi fu da parte del Vescovo Aupaldo una donazione aggiuntiva rispetto alle terre della Curtis, ovvero la Chiesa di Sant’Ippolito in villa Nomenonium, incluse le proprietà e i servi che in essa lavoravano. Nel marzo del 1013 i Canonici acquisirono dal Conte Riccardo, figlio di Ildeprando, tutti i diritti che lo stesso deteneva sul territorio, così che gli stessi ecclesiastici divennero Signori di Lumellogno. Nella metà dell’XI secolo, grazie all’arciprete Raginfredo i Canonici entrarono in possesso dell’intero manso nel villaggio posseduto dal diacono Adamo, uno dei maestri della Cattedrale, fatto che consentì loro di espandere ulteriormente la proprietà. A quel punto l’intera Azienda agricola misurava poco più di 7 iugeri, ovvero circa 5 ettari e mezzo. Nel frattempo, proprio accanto al villaggio, i Canonici avevano da tempo edificato un mulino, affittato a uomini di fiducia, come riscontrabile dal primo contratto pervenuto e risalente al 1140. A causa del fatto di non essere fortezza di rilievo, il vecchio castello venne distrutto agli inizi del 1200. Per tale motivo ne venne costruito uno nuovo vicino alla chiesa, attualmente la Chiesa Parrocchiale di Sant’Ippolito. Il 5 gennaio del 1237 gli abitanti di Lumellogno si organizzarono in Comune ed in quel frangente il Preposto Giacomo Tornielli, su mandato del Capitolo di Santa Maria, con un segnale dato battendo un legno contro una tavola richiamò tutti i paesani affinché giungessero a riunirsi ed eleggessero un Rettore ed un Camparo. In seguito alle devastazioni attuate dagli eserciti del Marchese di Monferrato e dalla Compagnia Bianca, costituita da soldati inglesi capitanati da Alberto Sterz, che saccheggiarono e danneggiarono il castello, nel 1349 tutto il novarese venne colpito dalla piaga della peste. Dopo breve tempo i Visconti conquistarono il novarese, per cui anche il territorio di Lumellogno divenne parte della loro Signoria e venne inserito nel 1361 nella squadra inferiore, che era amministrata da un Vicario rurale. Nell’ottobre del 1466 il Capitolo della Cattedrale acquistò per 400 Libre, posseduto dalla vedova del Duca Francesco Sforza, l’intero feudo di Lumellogno e Pagliate, che i Canonici subaffittarono poi a Bartolomeo Bordello. Sebbene il castello versava in rovina, la garanzia della presenza degli ecclesiastici era data dall’immagine reale di una Torre, che veniva detta appunto dei Canonici, costruita a difesa del mulino, che tuttora sorge lungo il corso della roggia Orione a nord dell’abitato. La Torre è una costruzione del ‘400 posta al fianco di un palazzo e con una elegante finestra a sesto acuto. Successivamente, circa nel 1600, i Pernati ebbero in concessione il mulino con la Torre, mentre agli ecclesiastici venne concesso un altro mulino, detto “Molino del Bosco”, che si trovava a sud dell’abitato.

Fonte: http://www.latorredeicanonici.com/it/site/tower.html

 
 
 
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Data di creazione: 05/04/2008
 

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