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Un blog creato da Nues.s il 11/09/2009

N u a g e s

Vanno, vengono. Poi si fermano lasciandoci un ricordo.

 
 

 

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Post n°755 pubblicato il 22 Novembre 2014 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

Quello che fu. 

Da Garibaldi, al Carducci, passando pe' venditori ambulanti, per giochi di strada, per figli, per vecchi, per case, campagne, chiese, officine e in quel concetto semplice e aspro e fiabesco e senza tempo. Come su d'un fazzolettone scabro di lino, gli acquarelli vivono, si fanno bicolori come sali di mercurio tra due lastre di lame, tra la sua luce e l'annerirsi. Tutto aderisce imprimendosi di gesti. L'invenzione grata è quì, quì tra giornate di vento, odori e scorci di affreschi e fiumi, mura e ruderi in paesaggi d'ogni ceto. A portata di obiettivo, quel che fummo nei casuali panni tra mille vite di popolo e borghesi. 



Quel che fummo.



L'archivio storico poggiato su degli insoliti treppiedi a riprendere modelli, sguardi e un modo di pensare, agire e vivere di quel tempo.


 - Fai un salto, fanne un altro, fai la giravolta, fanne un'altra volta -


Le emozioni, tante, che un artista desidera trasmettere non ha pari. Molti anni dopo, nemmeno Daguerre o altri come lui .. si sarebbero aspettato tanto.

 

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Post n°754 pubblicato il 19 Novembre 2014 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°753 pubblicato il 17 Novembre 2014 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E' la tua voce che mi tranquillizza, il tuo modo di parlare, il tuo modo di chiamarmi. Quel nomignolo che mi riservi. Il fatto di immaginarti perchè non posso vederti. E dovermi figurare la smorfia della tua bocca. E' che sei tu. E quando si tratta di te, io non so che mi succede. Per quanto cerca di trattenermi, se si tratta di te, io sono felice.



Carlos Ruis Zafòn | L'ombra del vento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°752 pubblicato il 16 Novembre 2014 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

"  Perseguire un obiettivo che cambia continuamente e che non è mai raggiunto è forse l'unico rimedio all'abitudine, all'indifferenza, alla sazietà.

E' tipico della condizione umana ed è elogio della fuga, non per indietreggiare ma per avanzare. E' l'elogio dell'immaginazione mai attuata e mai soddisfacente. "


 Henry Laborit | Elogio della fuga

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sazieta'.

Una parola che mi evoca sensazioni di forte negativita'.

L'eccesso, lo smarrimento del senso della misura, la nausea.

 

Abitudine.

Mi ricorda la rassegnazione, l'assenza di volonta', la pigrizia.

 

Indifferenza.

La non partecipazione, l'astensione, il rifiuto che scaturisce dal disprezzo.

 

 

Queste, sono tra le peggiori attitudini d'ogni individuo.

Se si sono usate, è perchè comunque si voleva dare una forte connotazione al concetto. Un obiettivo che muta continuamente, è tuttavia, esso stesso equivoco e non porta ad alcun luogo. Resta il concetto di tensione al raggiungimento e forse, qui riesco ad intravedere cio' che puo' esser onorevole: avanzare, progredire, aspirare a qualcosa di piu' alto. Ma la fuga, è il mezzo piu' adatto e, anzi, necessario? Si fugge da qualcosa che non vorremmo piu' incontrare, qualcosa per la quale, non è sufficiente un allontanamento o un distacco. La fuga, è un atto estremo, che ritengo, irreversibile. Da cui, non si ritorna, a nessun prezzo che non sia quello della perdita della dignita' (sempre se non intervenga un sincero pentimento). Si puo' lottare per un obiettivo alto, deciso consapevolmente, in cui ci si crede per forza, con forza. Ma tornare indietro, dopo, è impensabile. O semplicemente, vile. 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°751 pubblicato il 10 Novembre 2014 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come una finestra aperta in una stanza tappezzata di libri.

Parole che carezzano l'intima distanza. Evasione. Apertura.

Liberta'.

 

 

Brindo così, alla poesia.

Univoca creazione possibile.

Al talento. Agli ideali.

Alle fatiche.

Ai dolori.

All'angoscia della noia, la commozione degli addii.

Alle pagine bianche e al silenzio, tutt'uno inesprimibile con le cose.

Ai piaceri sensuali.

All'intelletto.

Luce soffusa, non immune alla resa.

 

Al desiderio di fuga. All'ignoto.

 Al mistero.

Ai colpi di fioretto. All'istinto. Agli sguardi.

Le strette di mano.

All'innocenza.

Al sincero Credo.

Al fascino dell'ultimo.

Ai fuori dal coro.

Al colore che si sovrappone col solo genio dell'idea.

All'immaginazione temporale, all'ironia sottile.

Alla tempesta fuori dal simbolo. Quella del cuore di chi parte o di chi vede partire.

Alla prosa. Alla musica. Agli abbracci, i veri, quelli forti.

Alla realta' suggellata dallo scritto.

Alla comprensione della bellezza. Alla penombra.

A tutto cio' che merita di essere supportato in nome d'una illuminante ricerca, resuscitando la realta' ed esserne custode.

 

 

Alle Persone. Speciali.

 

 

Voi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
Successivi »
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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