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Creato da Nues.s il 11/09/2009

N u a g e s

Vanno, vengono. Poi si fermano lasciandoci un ricordo.

 

 

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Post n°716 pubblicato il 21 Agosto 2014 da Nues.s

 

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Guerra tra formiche e molliche. E il vuoto, il vuoto contro l'insicurezza.
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 Non c'è requiem né perdono, mentre tu disegni scalfendo la tua assenza.
 Torneremo con un branco di cosacchi a cavallo.
Con le spade, taglieranno quel vento.

 

 

 

 

 

 

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Post n°715 pubblicato il 19 Agosto 2014 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

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Stasera è in arrivo un temporale.

Vede nuvoloni plumbei ammassarsi in lontananza, dalla finestra del bagno. Nuvole come cisterne. Strano il mondo in cui vive, dove le cisterne possono travestirsi da nuvole.

Si strofina furiosamente le labbra incapace di sopportare oltre lo stimolo del solletico. E' ancora viva e vegeta .. a quanto pare.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Post n°714 pubblicato il 16 Agosto 2014 da Nues.s

 

 

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Tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore,
il silenzio e il sentimento,
l'emozione e la paura.

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Gli sparuti, incostanti sprazzi di bellezza.








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Post n°713 pubblicato il 14 Agosto 2014 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

LE CURVE DELLA NOTTE

 

 

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Se nel sonno ti bacio le ascelle
sento l’umore che evapora al sole
nelle stanze d’aria che non hai mai
abitato, tu, alieno, in questo mondo
di carta ingiallita e polvere azzurrina
dove le mie tessere mal combaciano
coi tuoi grafici, ordinati e confezionati
come il regalo sotto quel pino
che non perde aghi.

 

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Sei abile nel tracciare linee,
separare il celeste dal blu,
disporre i numeri in fila indiana
e rendere tutti i poligoni regolari.
Con spigoli anomali
resto io, che non mi curo dei tuoi triangoli,
perché di notte, attraverso il corpo,
sento ancora le curve disordinate
della tua anima.

 

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LAURA IMONDI

 

 

 

 

 

 

 

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Post n°712 pubblicato il 13 Agosto 2014 da Nues.s

 

 

 

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Accade.

E io non posso, non voglio aggiungere molto. Mi limito a pensare a chi decide che debba andare così. Tutto cio' che ha prodotto, tutto cio' che ha saputo intuire e realizzare, anche tutto cio' che di intentato e lì, è rimasto. Tutto quel carico di leggero e pesante, di comico e tragico, di raffinato e impulsivo e riflessivo, che ne ha permeato l'esistenza. Tutto. Fa male, molto. Comprendi, ma fa ancora male. Bisogna passarci, dicono. Ma ora, adesso non riesco a comprenderne i codici, la forma, il concetto .. lo spazio. C'è solo un mare incontenibile di dubbi. Chi sceglie così, pur nella propria libera e riconosciuta scelta, è come se non avesse piu' nome, come smarrirsi in una realta' falsa e ingiusta totalmente opposta alla societa' meritocratica che finge di essere. Non puoi piu' rimanerci. Quanti piani surreali del tutto compatibili col nostro attuale vivere, cieco, dinnanzi l'essenziale e cogli occhi che vivono solo per il superfluo di cui sembra nutrirsi. E' questo, forse, cio' che coglie chi decide di trovarsi altrove, quel rifiutare e col tempo che scorre a ritroso, tutto quello che si sposta nel ricordo di tutto cio' che per una vita s'è dedicato in esso, tra il volere, e il compimento per quanto possibile giusto, di essa? Non so. Non so e non giudico, non penso, non voglio, né posso. Spiace. Ascolto, dagli occhi al cuore e ritorno, chi lascia indietro tutto e tutti e in una notte, decide che è tempo di andar via.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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