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Creato da Nues.s il 11/09/2009

N u a g e s

Vanno, vengono. Poi si fermano lasciandoci un ricordo.

 

 

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Post n°703 pubblicato il 22 Luglio 2014 da Nues.s

 

 

 

 

 

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Ogni Epoca

 sa offrire ogni possibilita'

 di marcire di ogni

e in ogni indifferenza.

 

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 In   o g n i .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Post n°702 pubblicato il 21 Luglio 2014 da Nues.s

 

 

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Una distrazione

e, per un istante

ci si trova smarcati dal mondo.

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Post n°701 pubblicato il 19 Luglio 2014 da Nues.s

 

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I sentimenti

mettono sempre la firma sul fondo del foglio,

prima che questo sia girato.

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Post n°700 pubblicato il 17 Luglio 2014 da Nues.s

 

 

 

 

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Il cerchio protettivo della casa che esclude luci e ombre dell'esterno. Quante volte abbiamo atteso presso la finestra, alle soglie. Vi era la realta', fuori. La casa ci costruiva intorno una promessa di pace, di sicurezza, di evasione. Senza responsabilita' né doveri, in quel rifugio di vecchie favole e piacevoli sogni. Da piccoli. Fuori ci aspettava altro. Dentro, intanto maturava segretamente la forza che la vita pretende da ognuno costituendo la stessa Essenza. 

Penso a chi è stato meno fortunato. A chi in quella stessa casa ha maturato altro che non  fosse bellezza, rifugio, conforto. A tutti quelli che non hanno conosciuto la gioia e hanno tenuto in clausura il cuore, suggellando lo stesso nell'ignorare l'autenticita' piu' pura di un'infanzia resa così, oblìo. Bimbi cresciuti nel frattempo. 

Nei loro sogni piu' veri, quanta libera gioia sprigionata nel miraggio di correre tra i campi sentendo l'odore dell'erba nel rotolarsi per terra bevendo rugiada dai petali di rose. E contare quanti m'ama o non m'ama hanno le stelle e vederli nascere di foglie tenere al sorgere di un nuovo sole. Quanto nel restituire di freschezza nei ruscelli dove affondare mani e dita sporche di dolci more colte e appese, addosso ai muri. Odore di paese antico, di radici. Dipingere quaderni di parole, desiderare un orizzonte fatto solo che di note musicandolo di suoni e liberando catene prigioniere ai loro piedi schiudendo di miracolo il loro sguardo spiccando il volo.

Tutti questi suoni naturali rimasti sepolti dentro sè legati ad un ieri, mai dimenticato. Sapranno rovesciarli. Salvare il bimbo che culliamo in noi, puo' essere atto di estremo coraggio. Talvolta straziante. Il paradiso perduto, il ritorno alla grazia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Post n°698 pubblicato il 12 Luglio 2014 da Nues.s

 

  

 

 

 

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Lo sapevano i polsi, le loro menti. Spavalde, prendevano e lisciavano, adoravano le loro ansie. Ammiravano entrambi quello che sembrava poggiasse sui binari. Due sguardi, due occhi lunghi e fieri che parevano arrivare fin su alle tempie. Un giorno per volta, un altro, un dopodomani, un altro ancora. Inutile. Inutile voltarsi. Inutile. Sul suo palmo umido, una conchiglia. Un ricordo di . Ricordo' ad entrambi che .

 

Tacquero ascoltando un rumore fitto che sbatteva sopra i vetri. Pioggia. Quella che avrebbe dato inizio alla memoria. Tempo altrove, luogo altrove. Un senso di tulle da stringersi ai fianchi. L'ombra di rose dentro a un caffe', non fu distante entrarvi. La spina che non vidi. Nascosta, una punta rossa di nostalgia. 

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 Anche per drastico che sia, tutto cio' che è mente e pensiero non esistesse o non potesse piu' esistere, le cose continuerebbero, continuano a perdurare nella loro essenza. Pedissequamente. Tra le pieghe d'un cloud. 

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E nel mio cuore.

 

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