Creato da Nues.s il 11/09/2009

N u a g e s

Vanno, vengono. Poi si fermano lasciandoci un ricordo.

 

 

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Post n°763 pubblicato il 15 Dicembre 2014 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come se girassi per il mondo con a tracolla una macchina fotografica fissando su pellicola quell'ineffabile sentimento. Non è che sei diventato d'improvviso un voyeur, ma questa cosa quì, di 'scattare' immagini focalizzando l'attrazione sull'emozione suscita il passo successivo, come se tra le coppie che incontri e che si affondano di abbracci e tenerezze, si voglia riuscire a immortalare. Non puoi certo fissarlo su stampa, ma tutte quelle fragili, piccole, molteplici manifestazioni ..

Per qualche non ben specificato motivo, forse tutto parte da lì, anche da lì, come un tentativo di capire cosa e chi amiamo non tanto per il futuro che speriamo di costruire, quanto per il passato di cui speriamo di possedere ancora. Non so se va così, ma se c'è un perchè, forse è uno solo: l'amore è reattivo, ci sospinge all'indietro, ed è per questo che quella certa persona o quella certa cosa, sembra quella giusta. Oppure ci sembra famigliare. Nostra. Ha l'aspetto, la caratteristica che attiva tutti i ricordi sepolti. Tutti.

Immortalare, fermare l'istante.

Come quando ci si abbraccia stretti, alla stazione, prima di risalire su quel treno. Click. Fotografi l'attimo che sa di arabesco e ragnatela che avvince le persone, di legami e di quanto sia difficile trovarne il capo e la coda. L'ineffabile sentimento. Il cocktail di agenti chimici. O la malìa che incanta e che sappiamo chiamare solo e di un unico solo nome.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
 
 

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Post n°762 pubblicato il 14 Dicembre 2014 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una sottile inquietudine li prese.

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Una dolce follia, quella che prende tranquilli uomini, donne, padri, madri, severi professori, anziani professionisti dalle giunture indurite, componenti di tutte le eta' di intere famiglie.

Guardarono il cielo fremendo di gioia. Mai rassegnati, mai domi anche quando le nubi promettevano solo giorni di pioggia. Destreggiarono il loro istinto, torno' quel moto di impazienza. Impacciati, emozionati, tendevano l'occhio striato d'azzurro.

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Ma ci si diverte proprio? ...

Rischiarono di fracassarsi una gamba saltando affannosamente addentando quel loro lotto di tempo, smettendo solo quando inizio' il buio.

Intrepidi eroi ciondolando per la stanchezza, nei loro uffici, nelle loro case, tornarono. Proiettili di ghiaccio ebbri di sentir fischiare ancora il vento nelle orecchie.

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Li invidiai.

Sorrisi e li presi tutti sottobraccio piroettando e danzando tra mille arabeschi di neve.

Li lasciai lì, tra un tramonto e le nuvole tremule d'un aranciato, loro affamato bisogno. 

 

 

 

 

 

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Post n°761 pubblicato il 12 Dicembre 2014 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mentre.


Dettagli. Quel taglio prospettico. Il bordo del mobile, gli oggetti poggiati sopra.

Un clima silente .. pacato.

Nero e bianco in equilibrio, sapore antico di un profilo dolce condotto senza pentimenti.

Un richiamo d'intimo andamento e un sapiente incrocio a suggerirti quel senso del volume.

La schiva fierezza di giorni, a fluire.

Come se il tempo avesse dimenticato il posto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°760 pubblicato il 10 Dicembre 2014 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I pensieri sono come rosari di legno che provano a non far rumore. Pe sentirne il ronzio metto l'orecchio a terra proprio come fa la barca quando chiede al mare di giudicarne l'onda. Sapete perchè? Perchè ogni barca ha paura del mare.

 

 

Giuseppe Mango.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
 
 

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Post n°759 pubblicato il 06 Dicembre 2014 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima.

 

Prima di ogni promessa, di ogni giuramento. Di ogni nuovo giorno. E passioni, contatti, contrappunti. Prima delle sequenze e il sospendersi del tempo. Prima del prima e prima del dopo e di ogni imbarazzato rimpianto, prima che si interrompa proprio là, dove avremmo potuto godere della medesima vista. Prima. Prima della toccante tenerezza che solca gli anni. Dell'incanto, dello stupore. Della vitalita' trattenuta pronta ad esplodere. Prima dei temporali che s'addensano. Del biblico, dell'intimita' domestica, degli arredi nelle stanze. Prima dei giudici, delle sentenze e prima delle condanne. Prima dei segni e baci e nodi che si sciolgono. Prima della rabbia, delle finestre, delle porte chiuse. Delle assenze, delle calde giornate estive e di bagni che ristorano. Prima del barocco, dello sfarzo. Di damine e cicisbei. Delle icone da romanticismo. Del brivido, dell'inquietudine, della seduzione e dei colori. Quei colori spessi e corposi e densi di ombre profonde e ben scandite. Prima della riscoperta dell'antico, dell'eloquenza, del limite. Delle bugie e l'irriconoscibile. Prima delle allegorie, alle logiche da branco. Prima dei vampiri, delle parvenze, dei pathos travolgenti. Gli immobili confronti, il possesso e l'appetito. Prima dell'osceno, dell'instabile progresso, delle cospicue provviste. Prima della morte. Della vita. Di non perdere la scommessa. Prima delle proroghe. I doppiosensi. Prima del patetico, del fulgido. Della bestia e della bella. Prima del previsto. Delle vendette. Delle rare eccezioni. Prima di quello che è vero ieri e non lo è piu' oggi e quello che è vero oggi non lo sara' domani. Dei fotogrammi allo schermo, quelli della vita, dove non c'è alcun spazio che ci vola sotto, per dieci secondi al massimo. Folgorazioni. Ritrovare. Ricostruire. Sentinella di ronda.

Fuori dal tempo. Da ogni eta'.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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