N u a g e sVanno, vengono, per una vera, mille sono finte e si mettono li tra noi e il cielo, per lasciarci soltanto... una voglia di pioggia. - Faber - |
" ...poco alla volta
e per mille motivi. "
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Fabrizio de Andre'
da - Una Goccia di Splendore -
AREA PERSONALE
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. I codici a barre sono un insieme d'elementi grafici a contrasto elevato disposti in modo da poter essere letti da un sensore a scansione e decodificati per restituire l'informazione contenuta.
(fonte Wiki)
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Q |
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. Logiche di mercato, mode, imperativi del momento. L'autorita' della crisi. Presenzialismo. . . Ecco, tra quelli che orbitano tra stelle di maggior successo, c'è quel non allinearsi, quelli che fanno del loro, una strada quasi picaresta. . Quelli che si isolano per vocazione o per necessita'. Gli eccentrici, strani, talvolta orgogliosi di esserlo, che non hanno praticato niente di eclatante o particolare, o magari li hanno praticati tutti, ma senza lasciarsi rinchiudere. Quelli di un mondo arcaico, feroce, quasi pagano, quelli che sotto le tragedie, hanno inciso con stile secco e personale, la loro vena piu' autentica. Gli inclassificabili di gran razza, quelli destinati a passar per meteore nonostante abbiano lasciato impronte. I sentimentali, i furiosamente semplici, gli esempi pressochè unici nella storia, capaci di concedere ristretti margini evitando vie piu' battute. Quelli di nicchia, quelli che incassano con stessa elegante nonchalance, fiaschi e successi. Gli anomali, gli artigiani, quelli senza tetto né legge. I passionari che hanno costruito un qualcosa destinato a rimanere. Quelli che nel paese dei localismi e dei dialetti, nella patria delle scuole regionali e di assessori al portafoglio, escono e nascono come non pochi 'talenti', che hanno dalla loro quel voler scegliere strade altre. Quelli che tra contesti di effervescenze, hanno il tempo di ritrovare dialogo coi padri, tracciano nuove mappe e su alcune personalita' forti, ci fanno affidamento. Quelli privi di ambizione 'd'autore', ché son gia' autori in proprio, quelli che mettono la propria immagine a servizio di progetti piu' disparati.
. Quel 'ritorno all'ordine'... non strettamente necessario. Ma quel tornare a decostruire, incentivare, dedicarsi a cose abbandonate, non abbastanza rivalutate, tra l'equilibrio dell'inventarsi e l'osservarsi. . Come considerare un piccolo segno di ritrovata voglia di guardarsi allo specchio irriducibile allo schema piu' consueto. . Considerare.
Con dovuta.ironia. Maggior.dovuta.attenzione.
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I costruttori di spazi, i tessitori di cielo. Li ammiro. Riescono con linee, punti, superfici su cui far sapiente ricorso ad imbastire improvvise ragnatele sospese su ipotesi di infinito. . Pensano e rincorrono. Orli. Sequenze fittissime di rette linee che si conficcano nei grandi respiri, nelle amplitudini, nei lontani voli. . Quelle rarefazioni. Quei bordi. Solo in certe albe succede questo, fin dove ti perdi organizzandoti stupori. . Sono ad un passo.
. . Sei a un passo. Un passo che sembra essere il tocco dal dissolversi d'assoluto, smaterializzandoti definitivo nel nulla-tutto. A sostenerti, un reticolo finissimo di fili di seta invisibile imbastito da intrappolarci vertigini da far galleggiare in un centro. . Ma le cose, non hanno un centro, ché il centro è nell'occhio di chi guarda, di chi fa proprio lo slittamento d'un altrove. . Lo spazio in fondo, non è che un riconquistare sè stessi. Un mantra visivo. Ancora una volta. Ancora una volta dimostri di essere sotto il mio sguardo. Dentro le mie fibre. Quell'informale passo che muove corde che non hanno mai smesso di vibrare.
Idealmente questo post va a Colei che ha arricchito il cielo, tra amalgame suggestive di realta' e irrealta', prediligendone stile e ricorrendo all'unica arma a Lei piu' congeniale. La poesia. . Wislawa Szymborska . |
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" . . . di notte, quando mi svegliavo avvertendo un senso di oppressione, a volte mi veniva voglia di andare a mangiare i ramen. Anche se non lo facevo davvero, mi bastava pensare:
Quasi quasi vado a piedi fino al ristorante...
per sentirmi piu' serena e riprendere sonno. . Talvolta, nel buio, con il cuore che mi batteva forte per la paura, camminavo lungo il fiume e guardavo le stelle. Le gambe mi si irrigidivano per il freddo, il corpo pero' si scaldava piano piano. Alla fine, poi scorgevo in lontananza la lanterna rossa.
. .. Il mio rapporto con lui, non vide nessun "sviluppo" particolare. . Eravamo tutt'e due talmente stressati da non avere energie... per quel tipo di cose. Ero felice di essermi fatta un nuovo amico. A Tokyo avevo sempre dato la priorita' all'amore, tanto da non avere piu' desiderio di dedicarmi alle amicizie! Gli amici li incontravo nei ritagli di tempo e al massimo, ci scambiavo un paio di parole. Invece, i momenti che trascorrevo nel suo ristorante improvvisato, mangiando quei ramen precotti preparati con cura, erano una specie di conforto per me.
. Quando nel buio attraversavo l'ultima stradina e vedevo la sua lanterna, sentivo soffiare un'aria fresca, come rigeneratrice.
. Anche nelle notti senza vento, quella vista riusciva comunque a tranquillizzarmi. Di quando in quando mi era capitato di incontrarci studenti, gente squattrinata oppure tipi con la faccia triste. . Tutte persone che avevano bisogno del tepore di quel piccolo rifugio. "
. Banana Yoshimoto
da - L'abito di piume -
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[ S i n k i n g ]
Questo andare e venire instancabile di uomini ed eventi.
. Quell'orario di partenza e di arrivo, condito con l'immancabile chiusa:
. " ... arrivammo stanchi ma felici ".
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