NICHILISMO & WHISKEY
TUTTO IL MONDO é UN CIMITERO, E NOI GLI UCCELLI CHE BECCANO LE OSSA.
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Post n°59 pubblicato il 09 Febbraio 2010 da under_siege
Scusate... ho fatto tardi stanotte. Siti porno. Sapete, non ho paura di un granché. Né del sangue, né dei serpenti... né dei topi. Neanche delle pistole. Pensate una volta a firenze vicino alla stazione intorno alle quattro di notte, 5 rom mi hanno puntato una desert eagle per derubarmi del cellulare e di trecentomilalire. Una pistola in bocca. Ma tutti abbiamo qualcosa che fa venire la pelle d'oca... qualcosa che ti fa svegliare in un bagno di sudore da un sonno profondo nel mezzo della notte per accendere la luce. Il mio incubo viene a trovarmi una volta al mese... mi perseguita... si insinua portando con sé l'odore di terra bagnata in uno spazio ristretto. Sono terrorizzato di essere sepolto vivo.
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Post n°58 pubblicato il 07 Febbraio 2010 da under_siege
Era il 1988, quando alla veneranda età di anni 14 comprai l'album Blizzard of Ozz di Ozzy Osbourne. Al suo interno, c'é un pezzo particolarmente adatto a quello in cui mi ha trasformato il fato. Si chiama Goodbye to Romance. Addio Romanticismo. Buon ascolto. GOODBYE TO ROMANCE Il passato ormai c'è stato ed è finito
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Post n°57 pubblicato il 04 Febbraio 2010 da under_siege
Whiskey. Alcuni mi dicono che si sono altri modi per tenere a bada il dolore dell'abbandono. Le droghe e il bourbon non mi hanno mai dato problemi. Le donne sì. L'amore... felicità. Siamo tutti qui. A inseguire il paradiso terrestre. Cercando di strisciare indietro nell'eden attraverso la porta di servizio perché il lavoro è per i poveri idioti. Oh, non fraintendetemi. L'eden é un bel posto. "L'amore eterno". Ci sono stato alcuni mesi fa. Lasciando una parte di me sepolta nel terreno, per motivi che non vi interessano. Quindi posso dirvi che Dio odia i suoi figli in modo speciale. Il banchetto dell'amore. Succede come alle medie L'altro giorno ho trovato su una rivista una donna con cui ebbi un brevissimo incontro parecchi anni fa. Mi é preso un colpo. Ero in un whiskey bar di Toronto. Noto una sudamericana in nero con i capelli lunghi, triste circondata da due armadi che la proteggono. Non so più come l'abbordo. Forse rovesciandole addosso il mio bicchiere di bourbon, urtato da un giovane italiano sbronzo. Le chiedo scusa e asciugo il mio Wild Turkey sui suoi seni prosperosi. E' allora che mi spiega che le sue guardie del corpo mi spaccheranno la faccia. Le chiedo di farli ragionare. Ridendo lei mi presenta i suoi due armadi giganteschi, Ben e Clark. Noto che ha lo smalto dello stesso colore della sua bubble-gum. Le chiedo dove va dopo. Quando si é sconosciuti in una città lontana tanto vale approfittarne per essere diretti. Dice che andranno al Baby lips, nella zona est di Toronto. Poi sparisce tra la folla. Prendo un taxi per aspettarla lì. Svariati whiskey dopo, lei finalmente arriva, accompagnata dai suoi cerebri. Sorride riconoscendomi. Per piacere a una sudamericana, bisogna darle dei pegni di tenacia. Tutti i suoi gesti sono aggraziati. Sembra essere colpita dalla mia presenza, ma imbrazzata dai suoi armadi superprotettivi. Viene a parlarmi toccandomi il braccio. Le dico che ho sempre sognato di fare dei figli con una modella sudamericana. Mi chiede se sia canadese. Le mastico due frasi in spagnolo. Fa una risata cristallina. Le servo un bicchiere di jack daniel's che lei vuota tutto d'un fiato. Le sudamericane sono cristalline ma dure. E' lei a chinarsi verso la mia bocca. Mi bacia, la sua lingua sa di malto. Il suo collo odora di sapone. La amo. Mi chiedo se il mio cazzo sarebbe stato in condizione di funzionare, ma non c'é problema, mi tira subito. Le chiedo come si chiami. Mi risponde Gloria. Le chiedo dove l'abbia già vista. Mi risponde che ha lavorato per Victoria's Secret. Mi chiede che cosa faccia nella vita. E' la domanda che pongono spesso le modelle, e dopo calcolano mentalmente il vostro stipendio. Le dico che lavoro in una radio e che sono albergatore e che sono in viaggio per dimenticare una donna che non mi vuole più. Il suo volto si incupisce. E' come se le avessi dato una mazzata. Mi dice che deve raggiungere il suo gruppetto, che tornerà subito. Non torna più.
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Post n°56 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da under_siege
Sono più solo di un trapezista vedovo con l'Alzheimer. Cosa fare. Come fare. Ho deciso. Voglio conoscere una donna tramite Internet. Dunque. Vediamo: si può mettere il proprio autoritratto filmato da webcam e indicare tutte le caratteristiche della persona che si cerca: età, regione, hobby, colore degli occhi, ecc. Presto non si incontreranno più le persone per caso. Ti presenti sulla Rete con una foto o un film precisi: "Cerco una rossa assatanata bisessuale portata allo scambismo, con grosse tette e fica stretta, che ami il whiskey, i dischi dei Carcass e la Roma, il cinema di Terrence Malick e i toscanelli alla grappa." Il tuo cellulare o la tua e-mail ti avverte non appena qualcuno corrispondente ai tuoi criteri ti cerca o é nel tuo quartiere. Non c'é più bisogno di andare in stupidi bar. Il nostro é un mondo perfetto dagli incontri razionali come annunci immobiliari. Viviamo nel virtuale, ma moriremo nella realtà. |
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Post n°55 pubblicato il 31 Gennaio 2010 da under_siege
E' strano... é come dover lasciare un film a metà senza vedere la fine perché la pellicola si é rotta.
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Post n°54 pubblicato il 28 Gennaio 2010 da under_siege
Siamo tutti sull'orlo del baratro. Tutti, sempre e comunque. Anche se fingiamo che non sia così é solo un inganno, un esercizio di autoconvincimento. Ma se bevi whiskey... il baratro si allontana almeno per un po'.
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Post n°53 pubblicato il 26 Gennaio 2010 da under_siege
Dovete sapere che nel 2000, anch'io ebbi modo di visitare le torri gemelle. Era di ottobre ed ero appena stato mollato dalla mia fidanzata svedese dell'epoca. In quel tempo, il world trade center diventava un covo di facce da schiaffi dopo mezzanotte. Mi ricordo del bar tutto nero, a forma di U, e dei suoi barman sprezzanti. Quello in mezzo mi aveva però preso in simpatia perché gli avevo lasciato una mancia eccessiva senza farlo apposta ( confondendo una banconota da venti dollari con una da cinque). Mi serviva dei doppi Jack Daniel's fino all'orlo e due cannucce corte che mi sarebbe piaciuto molto usare per qualcos'altro se avessi avuto la materia. Queste torri, nate dal sogno di un giapponese (Yamasaki) che ci teneva molto che le colonne esterne possedessero la larghezza di spalle umane, facevano pensare internamente a una prigione gigantesca. Bevevo comunque dei bourbon chino sul vuoto, ondeggiando per premonizione. Mi sbronzavo in mezzo agli elicotteri che lampeggiavano, in quel luogo che non esiste più. E' possibile che io sia lo stesso uomo che si dava delle arie lassù, dieci anni fa? Ballavamo al ritmo di Into the Groove di Madonna circondati da finestre. Rovesciavo del whiskey sugli abiti di giovani bionde americane di Riverside Drive. Sognavo un destino alla Donald Trump, volevo avere il fascino di Liam Nesson con le tasche piene e le borse sotto gli occhi. Mi illudevo parecchio, mentre ero lì; ma il passato é morto, e nulla prova che ciò che non esiste più sia mai esistito. La sera in cui vi sono salito, il cielo di New York era coperto ma la torre perforava le nuvole. Un nichilista galleggiava su un mare di bambagia. Con il mio compagno d'alcolismo dell'epoca, avevamo per le mani una ragazza filippina di nome Lie, che lui aveva avvicinato in un single bar, uno di quei famosi locali che eccitavano molto i stranieri sulla Seconda Avenue. L'aveva convinta ad accettare una cosa a tre, ma lei tardava ad arrivare all'appuntamento. Il mio amico stava sulle spine, e anch'io: la nostra esperienza a tre andava in fumo. Alcuni Jack Daniel's dopo, li ritrovai però abbracciati contro i vetri che sarebbero finiti un anno dopo in frantumi. Si leccavano la faccia e ne ho approfittato per accarezzare i seni di Lie che si sono induriti attraverso il vestito viola. S'é girata di scatto e cosa ha visto? Un grande babbeo verdastro, che ballava con una camicia nera e un gilet nero di pelle, uno smorto e foruncoloso mascellone, un perverso dal mento e naso considerevoli, seducente circa quanto una gargolla tubercolosa... Me. I primi serial killer avevano incominciato a imperversare e io somigliavo loro molto. Avevo una faccia da morto in quel bar deceduto. "Who's this guy?!! What the fuck is going on here! Get your fucking hands off me you pervert!" Con queste dolci parole pronunciate dalla graziosa Lie, unito allo sguardo imbarazzato del mio amico, che ho capito che il piano a tre presentava degli ostacoli e che aveva ripiegato piuttosto su un piano a due. Me ne fregavo, era una brunetta niente di speciale, secca secca, che lavorava talmente da non avere il tempo per storie serie, per cui frequentava i single bar dove sapeva però che avrebbe incontrato degli stronzi assatanati come noi. Morale della favola? Ancora una volta reggevo il moccolo, solo e disperato con stoccolma e la mia formosa ex svedese in mente, e sarei dovuto rientrare ubriaco fradicio a bordo di un coso giallo guidato da un pakistano integralista islamico con le sue trentatre troie in paradiso. Alcuni anni dopo tornai in una discoteca. Avevo probabilmente l'aria depressa; in realtà ero paralizzato dalla timidezza. Le ragazze si sfregavano contro le canottiere di discotecari pompati in palestra. Era faticoso non essere innamorato, bisognava sedurre di continuo e la competizione era dura. E' sinistro aver tanto bisogno di essere amato. E ora? Non ho nessuno. Mi sveglio da solo, mangio da solo e vado letto da solo. Sto per compiere 36 anni e non so che fine abbia fatto la mia vita. Non vedrò mai una dolce moglie tenere in braccia nostro figlio, o sgridarlo perché la smetta di giocare con la palla dentro casa. Non ho nessuna delle cose che avrei voluto avere. E' come se un giorno fossi andato in radio e tornando a casa mi fossi reso conto che 15 anni se ne sono andati. Ho fallito. Ho fallito e non mi sono accorto di non aver partecipato al gioco della vita. |
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Post n°52 pubblicato il 25 Gennaio 2010 da under_siege
E' ora di smetterla di biasimare gli altri e il mondo. Io mi accuso. Mi accuso di compiacimento narcisistico. Mi accuso di finta sincerità. Mi accuso di cercare ancora di piacere con questa autoaccusa desitinata a parare i colpi futuri. Mi accuso di non essere capace di qualcosa di molto meglio della facilità. E ora il verdetto:
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Post n°51 pubblicato il 22 Gennaio 2010 da under_siege
Poesie. Questa la lessi la prima volta a 15 anni. Mi colpì molto. La sentì subito mia. E' di Herman Hesse. Buona lettura. NELLA NEBBIA Strano vagare nella nebbia! Pieno di amici mi appariva il mondo Saggio non è nessuno Strano vagare nella nebbia! |
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Post n°50 pubblicato il 20 Gennaio 2010 da under_siege
Dovete sapere che la mia ex fidanzata mi accusava spesso di essere un inguaribile bugiardo. Ed aveva ragione. Quello che le donne non capiscono é che le bugie di un uomo sono profondamente diverse da quelle del gentil sesso. Diciamoci la verità, quando un uomo mente, non ha alcun peso... nessunissimo. Noi siamo fatti per mentire, assolutamente si, é come respirare dentro l'aria... e fuori la bugia. E ti fa risparmiare tempo! Pensate a tutte le conversazioni che si dovrebbero fare se la gente dicesse sempre la verità, le bugie ti liberano da questo! Ti liberano da conflitti, tensioni, pressione alta... per non parlare del colesterolo. Molte cose scompaiono con una bugia. Ma quando una donna mente... e la mia ex non lo faceva mai... quando una donna mente allora sì che sono cazzi. Cambiando argomento, oggi mi trovavo in ospedale. Per mia madre. Mentre aspettavo nella sala d'attesa ho visto un padre seduto accanto a me leggere una fiaba ad una bambina di cinque anni. Li guardavo... e pensavo. Pensavo ad una cosa. Alla fine delle fiabe si legge sempre la stessa frase: " E vissero felici e contenti ed ebbero molti figli". Punto. Non ci viene mai detto cosa succede dopo: "il principe azzurro non é il padre dei bambini, si mette a bere whiskey, poi lascia la principessa per la strega cattiva puttanona, la principessa é frigida e si fa quindici anni di analisi, i suoi figli si drogano, il maggiore si suicida per depressione, il più giovane si prostituisce ai giardinetti pubblici. Eh sì.. l'amore. Giornate intere a sfogliare margherite: "Ti amo, non ti amo più, non abbastanza, meno di ieri, più di domani. " Ho finito.
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Post n°49 pubblicato il 18 Gennaio 2010 da under_siege
Prodotti o persone fa poca differenza, l'importante é bruciare tutto in fretta. Le ragazze? Le ragazze non mi va di prenderle: preferisco perderle. |
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Post n°48 pubblicato il 17 Gennaio 2010 da under_siege
Solitude Il mio nome non significa niente
Qualche anno fa mi ricordo che subii in Canada un intervento alla testa. I dottori mi dissero che rischiavo di rimanere paralizzato, se non addirittura morire. La notte prima di operarmi non chiusi occhio. Pensavo. Pensavo che se avessi saputo che sarei crepato lì, avrei vissuto in maniera diversa. Avrei scopato di più senza preservativo. Avrei viaggiato di più e avrei fatto meno studi talassoterapici. Avrei tentato più spesso la sorte con le donne invece di avere sempre paura di essere umiliato. Sarei dovuto essere un gangster, rapinando banche invece di obbedire stupidamente alle leggi. Avrei dovuto sposare la mia fidanzata dell'epoca per farla diventare una bella vedova. Mi sarei drogato di più. E perché non farlo? Per proteggere cosa? La mia salute? Avrei fondato una cover band dei Black Sabbath, i TSO, (TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO), anche a costo di morir di fame, piuttosto di fare un mestiere insopportabile per i soldi. Mi sarei sbarazzato del capo della mia radio molto prima. Sarei vissuto a Toronto, portando un lungo cappotto nero e occhiali da sole in piena notte, avrei messo della crema autoabbronzante tutto l'anno e cenato in ristoranti dove qualcuno ha spento la luce, a meno che non manchi la corrente... Perché sono tutti illuminati con le candele nei paesi ricchi? La povertà é il lusso dei ricchi. Avrei comperato più automobili: che spreco, tutto quel denaro che non spenderò mai! Avrei cercato di farmi clonare. Mi sarei raso la testa, per vederne l'effetto. Avrei dovuto uccidere delle persone, per vederne l'effetto. Avrei dovuto rischiare di più, poiché, a ogni modo, avevo perso tutto. Oppure avrei dovuto semplicemente cercare di essere un uomo migliore. Siamo dei kamikaze che vogliono restare vivi. Solo l'amore mi dà il diritto di sperare. Le navi da carico si incrociano nell'oscurità, luci rosse come in un'aerostazione acquatica, che scivolano sullo specchio nero. Degli uccelli spiccano il volo verso le stelle morte. Flirtiamo di continuo con il nulla, la morte é nostra sorella, amare é possibile, probabilmente la mia felicità si nasconde da qualche parte in questo caos. Da qualche parte, in lontananza, la luna non tarderà a riflettersi sul mare e alora l'acqua somiglierà a una pista da ballo. MAMMA TI VOGLIO BENE. |
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Post n°47 pubblicato il 15 Gennaio 2010 da under_siege
M: Come andiamo? u_s: Hmmmm.. bella domanda. Vediamo... mia madre mi ha appena comunicato che mercoledì subirà un intervento chirurgico, avendomelo tenuto nascosto per così tanto tempo ho l'impressione che sia qualcosa di grave; l'altro giorno qualcuno parcheggiando accanto alla mia macchina mi ha distrutto la fiancata per poi scappare.. naturalmente, aggiungi che sono più triste e solo di un salice piangente e che non scopo da... agosto.. ti ho reso l'idea? M: ti sei fatto male alla mano? u_s: sì mentre mi facevo una sega. Posso chiederti una cosa? M: non saprei... se ti dicessi di no? u_s: sei il mio punto di riferimento, devi essere disponibile 24 ore al giorno. M: sono onorato... cosa c'é? u_s: ho una gran voglia di bere. M: No. sono le dieci del mattino... u_s: sento come voci nella testa... non sto bene.. ho una sete tremenda e ho soltanto voglia di piantare tutto, di mandare a puttane i miei buoni propositi e di buttare giù un paio di bicchieri di whiskey e uno gigante di spritz.. M: non farlo u_s: E' tutto qui? mi apro con te e ti confesso che sto per rimettermi a bere e dici di non farlo come se fossi.. non lo so,una segreteria telefonica. M: allora rimettiti a bere...scemo u_s: grazie! Gran bell'aiuto! Guarda, merda lasciamo perdere.. S: ohh ciao ragazzi.. M: eccone un altro.. hai chiuso con la cicciona? S: totalmente... u_s: e questa nuova come si chiama... S: Elisa M: ah elisa la verduraia! la conosco.. posso dirti una cosa su di lei? E' gigantesca. S: é alta... u_s: ed é grassa? S: no alta... u_s: alta quanto.. S: Ecco non tanto.. uno e novanta.. uno e novantacinque.. u_s: vabbeh ma scusa punti solo su donne da guinness dei primati.. la più grassa, la più alta.. chi sarà la prossima una con tre tette? M: questo sarebbe forte, sono stata con una con tre capezzoli una volta, cioé credevo che fosse un capezzolo ma era una bolla.. comunque tre tette sarebbe fico.. u_s: ... S: ... vabbene é alta, dov'é la questione? u_s: Cos'é che ti attrae... S: all'inizio mi faceva un po effetto, ma poi ho pensato é bello non dover essere..ecco.. guardate, non ve lo so spiegare.. u_s: ehh prova... S: vi sembrerà strano... vedete di solito sei tu il più alto, il più grosso... quello che decide, ma con Elisa é bello non dover essere...sempre tu l'uomo.. u_s: ... M: ... S: non mi é uscita bene vero? M: cioé ti piace essere la donna.. S: no! u_s: per me questo hai detto! M: sei un maniaco. S: non volevo dire questo! tu hai capito quello che volevo dire vero? u_s: sei strabiliante, solo tu puoi trasformare una relazione con una donna in un'esperienza gay.. i miei complimenti.
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Post n°46 pubblicato il 14 Gennaio 2010 da under_siege
Le droghe le hai viste avvicinarsi piano piano. All'inizio ne sentivi soltanto parlare: "Ti sei fatto mai di crack?" "In Olanda ho provato funghi allucinogeni" Poi furono amici di amici a farne circolare: "Vieni a casa mia? Ho qualcosa.." Poi gli amici di amici sono diventati i tuoi pusher. All'inizio l'hai presa per provare, una volta ogni tanto, poi per caricarti, tutti i weekend. Poi per provare a divertiti, in settimana. Poi il giorno di ferragosto perché lavori 18 ore in quel giorno dell'anno e devi combattere la stanchezza. Poi hai dimenticato che serviva a divertirsi e ti sei accontentato di prenderla ogni mattina per restare normale, e ti viene da cagare quando è tagliata con il lassativo, e ti prude il naso quando é tagliata con la stricnina. Non ti lamenti: se non sniffassi, saresti costretto a fare bungee jumping in tuta verde fluorescente, o andare in giro con i rollerblade e un casco assurdo, o cantare al karaoke in un ristorante cinese, o diventare razzista in un gruppo di skinhead, o fare ginnastica in palestra con tute improponibili, o giocare a bingo in solitudine, o farti psicanalizzare su un divano, o giocare a poker con dei bari, o darti al sado-maso, o a una dieta dimagrante, o al rum da salotto, o al giardinaggio da giardino, o provare con lo sci di fondo, la filatelia urbana, il buddhismo borghese, il multimediale tascabile, il bricolage di gruppo, le orge anali. Tutti hanno bisogno di attività cosiddette "antistress", ma é chiaro che la gente non fa che agitarsi.
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Post n°45 pubblicato il 13 Gennaio 2010 da under_siege
Mi sbronzo metodicamente, stravaccato su un divano, senza parlare con nessuno, piangendo spesso, pensando a te, rimpiangendoti. L'amore é come l'alcool: che meraviglia all'inizio... Penso al primo incontro in stazione, alle nostre cenette a lume di candela, ai baci che mi dava sugli occhi. Alla sua pelle morbida, profumata di crema. Sento che tutto ciò é passato e non ritornerà più. Che la nostra storia é finita lì, in quella villetta a schiera nel milanese. Una mora incantevole, ti immagino bimba, con le guance rosa, i capelli al vento, una mora allevata a grano, intenta a correre in un prato, in un campo di frumento o di segale, con un abito a fiori, tenendo un aquilone o una cosa del genere. A cinque chilometri da qui hanno aperto da poco un Toys R Us gigantesco. Prendo le scale mobili del megastore, un edificio di cinque piani pieno di regali, di musichette, di colori chiassosi, di prodotti derivati. Vengo assalito da ogni parte da robot giganteschi, da tirannosauri gentili, dalla Playstation 2, 3, 7, 47... Perché questi posti mi mettono addosso una malinconia atroce? Sono posti in cui i genitori spendono sempre più denaro per liberarsi da un senso di colpa. Sono posti in cui i bambini accettano dei regali per sfuggire la realtà. Sono dei megastore che permettono ai figli di sfuggire i loro genitori, e viceversa. Il mondo é irreale, tranne quando é noioso. L'Occidente urla che bisogna essere liberi! Liberi! Che bisogna gridare che si è liberi, vantarsi di esserlo, morire per difendere la libertà. Benissimo. Ma non sono felice quando sono libero. Comunque la si rigiri, sono costretto ad ammetterlo, adesso che é troppo tardi per tornare indietro. Preferivo lei, anche quando mi rimproverava, le sue dita sottili, il profumo dei fiori dappertutto e il crepuscolo attorno ai suoi occhi. Preferivo rannicchiarmi fra le sue braccia per dimenticare lo spavento di essere me stesso. Non sono felice quando sono libero. |
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Post n°44 pubblicato il 11 Gennaio 2010 da under_siege
American Beauty. A tratti, ho l'impressione di essere Lester Burnham, il protagonista di quel film. Il tipo disincantato e cinico che si rende conto di annoiarsi tremendamente nella sua famiglia "perfetta". Nel film, la moglie vorrebbe ucciderlo, ma alla fine viene assassinato dal suo vicino militare e omofobo. Diciamo che per il momento me la cavo meglio di quel povero Lester... più o meno. Ma quanto mi sono masturbato sotto la doccia! E poi c'é quella frase che adoro pronunciata fuori campo: "Fra un anno sarò morto, ma forse sono già morto". Abbiamo un sacco di cose in comune Lester Burnham e io. Se un giorno avrò dei figli, spero che mi presentino delle loro amichette. Hmmmm.. mumble mumble... non sono sicuro di resistere alla tentazione di adescarle come un vecchio sporcaccione. Mi chiedo cosa faranno nella vita un giorno i miei figli. Diventeranno artisti, cantanti heavy metal, dei roadie, attori porno, calciatori della Roma, proprietari di un whiskey bar, registi di film snuff? Oppure industriali, banchieri, uomini d'affari, avvocati avvoltoi dai denti lunghi? Come padre auguro loro la seconda opzione ma come nichilista rockettaro headbanger la prima. Già li vedo, mi cambieranno i pannoloni quando sarò infermo e incontinente in una villa circondato dal verde a Toronto, la città dove sono nato. Mangerò ostriche, caviale, champagne cristal spendendo la loro eredità in whiskey, droga e puttane. Avrò avuto successo: il mio shopping verrà consegnato a domicilio, ordinerò tutto il cibo su Internet e una porcona clonata tipo Denise Milani mi succhierà il cazzo sorridendo. Ah, si, dimenticavo: se posso ancora camminare, giocherò a golf. I miei figli saranno i miei caddy! |
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Post n°43 pubblicato il 09 Gennaio 2010 da under_siege
Non ho mai sbancato il banco a Montecarlo o danzato su un palco a Broadway, o allevato yak in Nepal. Ma sono di nuovo nella mia città. Dopo 15 lunghissimi anni, torno nella mia città esattamente come la lasciai. Completamente solo. Eccomi qui. A premere il pulsante di azzeramento. Per tornare indietro. Indietro nel fumo maledetto. Nessuna fanfara, nessuna grande parata. Ho fatto terra bruciata intorno. Faccio una partita a poker texas hold'em con 3 alcolizzati del mio quartiere. Un mio amico professionista mi ha insegnato le tre regole fondamentali del poker, e non le ho mai dimenticate. Inizia tardi. Vinci poco. Se senti l'odio... ...teli. Sono solo le quattro e fa già buio. Sembra di vivere il solstizio d'inverno. La magia dell'inverno, in cui uccidiamo e divoriamo il sole per darci la forza di vincere il freddo. Peccato che sembro già morto. Passo davanti alla mia vecchia scuola. Mi ricordo che una volta abbiamo dissezionato rane. Gli aprivamo lo stomaco. Poi chiudevamo i lembi e disegnavamo ciò che avevamo visto. Un po' come ora. La mia vita dissezionata. I miei ricordi etichettati. Certo ci sono un po' di crepe qua e là, e potrebbe crollare tutto entro il prossimo mese. Tuttavia... decenni su fottuti decenni. Il museo under_ siege. Antonella, Chiara, Sara, Vanessa, Mariana, Gilda, Sabina, Alessandra... tutto finito. Sono solo nel mio scantinato. Mi accendo un sigaro. Non so da dove viene questo impulso di conservare ogni cosa. Per salvarla. Come se il passato non morisse finché non ti arrendi e lo sepellisci. O come se tu potessi leggerlo come le rune. Disegni una mappa di te stesso, con ciò che hai amato o temuto o odiato e vissuto e raccolto e lasciato. Ma il passato é un altro mondo. E c'é un rasoio maledettamente affilato lungo il confine, e mitragliatrici nascoste ogni cinquanta metri. Penso che ciò di cui ho bisogno ora sia qualcosa di un pò più radicale della paroxetina che prendo o di qualsiasi altro antidepressivo. Qualcosa di definitivo. Tipo... ... Una dose di alzheimer liquido. E quando ti decidi di dare una calcio a una cattiva abitudine... Non puoi più fermarti, no? All'inizio indugi. Ti prendi un'ultima boccata delle cose dei vecchi tempi. Pensando... io amo tutto questo. Lo amavo
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Post n°42 pubblicato il 07 Gennaio 2010 da under_siege
Ciò che é positivo nel celibato è che non si è obbligati a tossire per coprire il pluf quando si caca. Camminavo. Camminavo solo. Camminavo solo per la mia città quando una coppia di innamorati mi chiede di fotografarli. Li odio. La loro spensieratezza mi sferza come l'aria fredda di questo inizio gennaio. Ho voglia di afferrare la ragazza per il suo collo di pelliccia e di gridarle: "Approfittane. Un giorno andrà a puttane con i suoi amici e tu lo tradirai con un collega d'ufficio in un albergo. Finirai col lasciarlo e chi conserverà la foto che sto per scattare? Nessuno. E' pellicola sprecata, che finirà nella migliore delle ipotesi in una scatola da scarpe, in fondo a un armadio." Ma non dico nulla, ovviamente, mentre si baciano nel gelo. Mi faccio un goccio di jack daniel's, mi accendo un sigaro sotto il nevischio e ho una cattiva idea che parte da un buon sentimento: scrivere un sms chilometrico alla mia ex tipo: "Non ha importanza se forse non ci vedremo più. Solo la nostra solitudine ci appartiene, e tu hai interrotto la mia con la tua allegria, la tua dolcezza, le tue labbra rosa, i tuoi occhi celesti come cristalli. Che cretino non averti creduto indispensabile. Scopro che sei il mio unico ricordo. Quando ripenso a noi, vedo che cercavo di essere qualcun altro, recitavo una parte, non so cosa aspettassi da te, che tu mi toccassi, ma tu mi hai salvato, sei entrata troppo tardi nella mia vita, avevo già fatto tutto, non hai ottenuto il posto che meritavi, non so da dove cominciare, ma ho una scusante è perché sto finendo. Ti amerò per sempre". Bé in realtà questo è ciò che mi sarebbe piaciuto scrivere. Ovviamente, non le ho scritto nulla. Passo davanti all'orfanotrofio. Ho un amico che lavora lì. Un posto pieno di dolore e tristezza. Senza di te, a ogni modo, non c'è un posto che sia accettabile. Tanto vale essere in un luogo catastrofico quando ci si porta dentro la propria apocalisse. Sono stanco. Stanco e solo. Ne ho abbastanza di scrivere della vita sconclusionata di un nichilista. Abbastanza delle erranze postesistenzialiste sterili. Abbastanza di essere un acchiappatore nella segale che non acchiappa niente. Cerco la prossima utopia. |
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Post n°41 pubblicato il 06 Gennaio 2010 da under_siege
M: Come andiamo?
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Post n°40 pubblicato il 03 Gennaio 2010 da under_siege
Vi é mai capitato di considerare bellezze mie, che tutte le persone che vedete, tutti i coglioni che avete incrociato, ma proprio tutti, dovranno morire? Ma ci pensate che mucchio di cadaveri? Da quando il pianeta esiste, ottanta miliardi di esseri umani ci hanno soggiornato. Tenete bene a mente quest'immagine. Camminiamo su ottanta miliardi di morti. Avete visualizzato che gli attuali beneficiari di un rinvio costituiscono un gigantesco carnaio futuro, un fetido cumulo di cadaveri a venire? La vita é un genocidio. |
GIGI PER SEMPRE NEL MIO CUORE



SOPHIA MEOW!
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