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Fornero ai giornalisti: " Per favore, uscite Se ci siete voi dovrò pensare a ogni parola"

Post n°479 pubblicato il 06 Novembre 2012 da TANGOFOX84
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Fornero si è presentata alla Fondazione avvocatura torinese Fulvio Croce, dove era stata invitata a un incontro sul tema Riflessioni sulle prime applicazioni pratiche della riforma del lavoro. La platea era composta da un centinaio di persone, in prevalenza avvocati. I giornalisti sono stati fatti entrare, e si sono accomodati. Telecamere, macchine foto, bloc notes e penne in mano. Tutti in piedi ai lati della sala, come avviene spesso, perché era gremita. Ha preso la parola per primo un organizzatore, che ha spiegato «l'importanza dell'incontro» visto che Fornero avrebbe non solo spiegato la riforma, ma anche «ascoltato» eventuali critiche. Quando la presentazione è terminata, un altro organizzatore ha chiesto a sorpresa ai giornalisti di uscire. «È che l'incontro era a porte chiuse», si è giustificato al microfono.
In realtà le porte del salone sono sempre state aperte, fino a quando il ministro non ha chiesto agli organizzatori di fare uscire i cronisti. Respinti una prima volta, i giornalisti ci hanno riprovato. Si sono presentati al secondo appuntamento pubblico della giornata torinese di Fornero, di pomeriggio. Un incontro all'Unione industriale, sempre sulla riforma del lavoro, organizzato da Muoviti per le novità, associazione apolitica giovanile di liceali dell'istituto Valsalice. I cronisti questa volta si sono seduti, perchè due terzi dei posti disponibili erano vuoti. «Prego i giornalisti di uscire, perché questo incontro è tra il ministro e i ragazzi» è stata la prima frase pronunciata dall'organizzatore. Ma questa volta i giornalisti sono rimasti, tutti seduti. Nessuno ha spento telecamere e registratori e i fotografi hanno continuato a scattare. E' iniziato il primo intervento, quello di una giovane imprenditrice.
Al termine, l'appello e' stato ripetuto: «Prego nuovamente i giornalisti di lasciare la sala». Un cronista, a nome di tutti, si è alzato in piedi e ha detto «no» al ministro. «Non ce ne andiamo, perché noi, come voi, stiamo facendo il nostro lavoro e abbiamo il diritto di farlo». Dopo trenta secondi di silenzio, Fornero ha preso la parola: «Va bene. Ma se è così sarò costretta a parlare molto più lentamente, perché dovrò pensare ogni parola. Ma saranno gli errori a fare i titoli - ha protestato - perché succede sempre così: tu parli per 40 minuti e dici cose sensate e positive. Poi ti scappa una parola, e basta quella per fare il titolo, basta quella per determinare dibattiti che durano settimane. E questo è uno stato del mondo, ed è inutile lamentarsene» ha aggiunto alla fine, abbassando la voce e con tono rassegnato, prima di iniziare il suo discorso. I giornalisti sono rimasti in sala ad ascoltarla.

 
 
 

In Cina nel 2020 la città ecosostenibile

Post n°478 pubblicato il 30 Ottobre 2012 da TANGOFOX84
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Un abbraccio tra natura e urbanistica, tra verde e grigio, dove nessuno di questi elementi prende il sopravvento sugli altri. È l'ambizioso progetto per costruire la città satellite di Chengdu, la capitale del Sichuan, abitata da oltre 14 milioni di persone. Un numero eccessivo secondo la Beijing Vantone Real Estate, che ha commissionato il lavoro allo studio Adrian Smith + Gordon Gill Architecture di Chicago: troppi abitanti nei grandi centri e troppo inquinamento stanno peggiorando la qualità della vita dei cinesi.
Il nuovo centro, che apparterrà al distretto Chengdu Tianfu e che è stato battezzato Great City, verrà costruito da zero già a partire da questo autunno e sarà pronto tra otto anni. Ecologico, sostenibile, pulito, è stato progettato per ospitare 80 mila persone, circa gli stessi abitanti di Varese o Grosseto. Sarà una città ordinata e compatta, che si svilupperà soprattutto in altezza: si potrà raggiungere qualsiasi punto a piedi in meno di un quarto d'ora, in modo da non doversi spostare in automobile ed evitare così buona parte dell'inquinamento atmosferico, uno dei maggiori problemi della Cina e della grandi città in particolare.
«Abbiamo creato questo progetto pensando a una città verticale molto popolata, che però riconosca e anzi accolga il territorio circostante» ha spiegato Gordon Gill, che ha curato i lavori insieme al suo socio Adrian Smith. «Sarà una città dove gli abitanti vivranno in armonia con la natura. Vogliamo dimostrare che le città ad alta densità di popolazione non devono per forza essere inquinate e isolate dalla natura».
Proprio per avere un impatto positivo sull'ambiente, la nuova città utilizzerà il 48% in meno di energia e il 58% in meno di acqua di un normale centro con la stessa popolazione. Un impianto di cogenerazione fornirà sia energia elettrica che acqua calda. Inoltre produrrà l'89% in meno di rifiuti solidi e il 60% in meno di anidride carbonica. «Risolverà la questione dello sviluppo sostenibile delle aree urbane ad alta densità» promette addirittura Adrian Smith.
I due architetti ritengono che per migliorare il rapporto con la natura non sia sufficiente l'impiego di pannelli solari o materiali ecosostenibili, bisogna agire anche sul paesaggio stesso: l'area urbana occuperà il 40% degli 800 acri totali, il resto sarà destinato all'agricoltura e al verde. Inoltre, nel centro urbano solo il 25% dello spazio è destinato a infrastrutture e strade e comunque non più della metà saranno percorribili in macchina: il 60% sarà occupato da case e costruzioni e il restante 15% da parchi. Ovviamente dalla nuova città satellite sarà anche facile raggiungere la megalopoli di Chengdu. Sulla carta sembra un paradiso, nel 2020 scopriremo se lo sarà anche nella realtà.

 
 
 

Inflazione al 4,7%. Pesa il rialzo dei carburanti

Post n°477 pubblicato il 12 Ottobre 2012 da TANGOFOX84
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L'Istat: pesanti i rincari di benzina (20,1%) e gasolio (21,7%)
L'indice complessivo (Nic) stabile al 3,2%. Calo dei medicinali
Prosegue la corsa al rialzo dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori (ovvero il paniere che forma il cosiddetto «carrello della spesa»): a settembre l'indice complessivo è aumentano dello 0,8% rispetto al mese precedente e il tasso di crescita su base annua sale al 4,7%, dal 4,2% di agosto. È quanto reso noto dall'Istat con l'aggiornamento mensile della rilevazione sui «prezzi al consumo». Stabile, invece, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic): più 3,2% su base tendenziale (lo stesso valore registrato ad agosto).

IL BOOM DELL'ENERGIA - Sul dato sembra aver pesato in maniera corposa il trend del settore carburanti. In un mese, infatti, il costo della benzina è salito del 3,9% facendo balzare il tasso di crescita tendenziale annuo al 20,1% (in sensibile accelerazione dal 15,1% di agosto). Per quanto riguarda il gasolio per mezzi di trasporto la crescita su agosto è del 3,1% (21,7% annuale dal 17,5% del mese precedente). Infine, anche il prezzo del gasolio per riscaldamento segna un forte rialzo su base mensile (più 2,5%) con un'ulteriore accelerazione del tasso di incremento su base annua (10,3% dall'8,2% di agosto). Con riferimento al comparto regolamentato, il lieve aumento congiunturale è imputabile al rialzo dello 0,1% del prezzo del gas naturale, in crescita del 13,2% sul piano tendenziale.
L'ALIMENTARE - Per quanto riguarda gli alimentari non lavorati, l'aumento su base mensile dei prezzi è imputabile alla crescita dei prezzi dei vegetali freschi (+7,1%, +10,2% su base annua). Aumenti congiunturali, per quanto più contenuti, si registrano per i prezzi di tutti i rimanenti prodotti del comparto, ad eccezione per quelli della frutta fresca che diminuiscono dello 0,6% (+6,1% in termini tendenziali). In particolare sono da mettere in luce i rialzi dei prezzi della carne, e segnatamente del pollame (+0,7%, +2,2% in termini tendenziali), della carne suina (+0,5%, +2,6% rispetto a settembre 2011) e di quella bovina (+0,4%, +2,7% su base annua).
IL CALO DEI TRASPORTI - Con riferimento ai servizi relativi ai trasporti, l'Istat indica una diminuzione dovuta a fattori stagionali per i prezzi del trasporto aereo passeggeri (-26,5%, -3,4% su base annua) e di quello marittimo (-33,7%, +3,5% in termini tendenziali). In diminuzione risultano anche i prezzi del trasporto ferroviario passeggeri (-2,2%, -2,5% rispetto a settembre 2011).
GIU' I MEDICINALI - Invariati sul piano congiunturale risultano anche i prezzi dei Beni regolamentati che aumentano del 6,9% sul piano tendenziale (lo stesso valore registrato nei due mesi precedenti). Con riferimento a questi ultimi, ad un maggior livello di dettaglio, si rileva una diminuzione congiunturale dello 0,3% per i prezzi degli altri beni regolamentati (in flessione dell'1,9% rispetto a settembre 2011), determinato dal calo dei prezzi dei Medicinali di fascia A.

 
 
 

l’aumento Iva pesa 324 euro per famiglia. Fino a quando ci tartasseranno?

Post n°476 pubblicato il 11 Ottobre 2012 da TANGOFOX84
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il Consiglio dei ministri ha optato per un taglio di un punto delle aliquote più basse: si scende dal 23% al 22% per i redditi fino a 15 mila euro e dal 28% al 27% per quelli oltre i 15 mila fino ai 28 mila euro. Mentre l'imposta sul valore aggiunto salirà dal primo luglio dal 10% all'11% e dal 21% al 22%.
Ma non sono gli unici interventi. Perché il governo è intervenuto anche su deduzioni e detrazioni. Del resto se il gettito si riduce da una parte deve aumentare dall'altra perché tengano i conti dello Stato. Premesso che saranno tutelati i redditi fino a 15 mila euro, per i quali non cambierà nulla su questo fronte, per tutti gli altri scattano i tagli alle agevolazioni fiscali: arriva un tetto di 3 mila euro alle detrazioni e per molte deduzioni (ma non su quelle per la sanità) viene introdotta una franchigia di 250 euro. Tradotto, gli assegni al coniuge, i contributi previdenziali (quelli delle colf), la previdenza complementare, la beneficenza e le adozioni potranno essere dedotte dai 250 euro in su. Mentre per le detrazioni, ovvero gli interessi passivi del mutuo, le spese funebri, le spese per l'università e la beneficenza, potranno raggiungere un massimo di 3 mila euro. Non vi rientrano quelle per le spese mediche e per la ristrutturazione degli immobili. Gli effetti complessivi sui bilanci familiari non sono ancora stati calcolati.
Ma il Codacons ha stimato che la spesa totale annua media per un nucleo di tre persone sarà di circa 324 euro in più, mentre per l'Ufficio studi di Confcommercio l'azione congiunta di taglio dell'Irpef e aumento dell'Iva determinerà maggiori risorse per le famiglie pari a circa 1,5 miliardi di euro per il 2013 e minori risorse sempre per le famiglie, ma nel 2014, pari a circa 2 miliardi. La Cgia di Mestre ha anzi evidenziato che per chi ha un reddito fino a 8 mila euro (la cosiddetta no tax area) ci sarà un aggravio fiscale conseguente all'aumento dell'Iva. Ovviamente anche deduzioni e detrazioni avranno il loro peso. Le decisioni in materia prese martedì notte sono l'inizio del più ampio progetto di revisione delle agevolazioni fiscali annunciato dal governo. «Il tetto e la franchigia introdotti nella manovra - spiega Alberto Zanardi, professore di Scienze delle Finanze alla Bocconi e all'Università di Bologna-mostrano la volontà di perseguire un obiettivo redistributivo, si tratta di una manovra molto concentrata sui redditi bassi. Tuttavia l'aumento dell'Iva avrà effetti regressivi ».

 
 
 

Daryl Hannah arrestata in Texas

Post n°475 pubblicato il 05 Ottobre 2012 da TANGOFOX84
Foto di TANGOFOX84

Nuovo arresto per l'attrice statunitense Daryl Hannah durante una protesta in Texas contro l'oleodotto Keystone XL della TransCanada, che dovrebbe trasportare il greggio dal Canada, alle raffinerie in Illinois e Oklahoma e poi alla coste del Golfo del Messico. L'attrice è stata arrestata, insieme ad una proprietaria terriera di 78 anni, mentre stava tentando di bloccare i lavori di costruzione dell'oleodotto a Winnsboro, vicino a Dallas.
BATTAGLIA AMBIENTALISTA - E' la seconda volta che l'interprete di «Splash», «Blade Runner» e «Kill Bill», finisce in manette per la sua battaglia contro il progetto: già un anno fa (nell'agosto del 2011) l'attrice, 51 anni, era finita in manette, insieme ad altri attivisti, mentre partecipava ad un sit-in davanti alla Casa Bianca a Washington. «Qualche volta è necessario sacrificare la propria libertà per una libertà più grande - aveva detto l'attrice - e noi vogliamo essere liberi dalla terribile morte e distruzione che provocano i combustibili fossili, e avere invece un futuro con l'energia pulita».
IL PROGETTO - Il controverso progetto, che comporterà un investimento stimato in circa 7 miliardi di dollari e che dovrebbe pompare circa mezzo milione di barili di greggio al giorno, era stato stoppato dalla Casa Bianca lo scorso anno. Ma a fine marzo la TransCanada ha comunque ottenuto i permessi per l'avvio della costruzione della parte meridionale dell'oleodotto da Cushing, in Oklaoma, a Port Arthur, in Texas. E le proteste sono riprese.

 
 
 

tango finlandese

Post n°474 pubblicato il 03 Ottobre 2012 da TANGOFOX84
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Stregati dal bandoneon i finlandesi riempiono le milonghe fino alle quattro del mattino. La città scandinava celebra il suo amore fatale per la musica di Piazzolla con festival internazionali e orchestre dal vivo. Senza dimenticare la sua anima romantica e rock, tra competizioni di karaoke-heavy metal e violoncellisti punk. Per una nightlife a ritmo di musica
Struggente, cupo, ancora più malinconico dell'originale argentino. È il tango finlandese, una variazione nata negli anni '30 sulla scia dell'entusiasmo per il nuovo stile di ballo importato dall'America. Diventato una vera istituzione grazie ai compositori Toivo Karki e Unto Mononen è una passione è radicata nell'identità nazionale quanto lo sci di fondo o la sauna. Nei club di Helsinki, molti aperti fino alle 4 di notte, non è insolito che i deejay alternino al pop e alla musica commerciale brani di tango, che il pubblico inizia a ballare senza battere ciglio.

PASSIONE SÌ, MA CON POESIA
I brani, nella musicale lingua finlandese, molto diversa dallo spigoloso svedese, narrano di amori perduti per sempre e del passare incessante delle stagioni, spesso con un tocco di ironia. Vengono suonati sempre in tonalità minori, forse per adattarsi alle penombre e ai chiaroscuri del clima nordico, forse come eredità della musica folk locale, di sicuro per non stonare con l'animo più introverso e meditativo dei ballerini. L'impatto è straniante per chi è abituato al tango argentino, diverso nelle posizioni e più passionale ma decisamente meno poetico.

 
 
 

Di troppe tasse si muore

Post n°473 pubblicato il 03 Ottobre 2012 da TANGOFOX84
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La pressione fiscale non è sostenibile nel lungo periodo e «non è compatibile con una crescita economica che non sia il mezzo punto l'anno» di Pil. Lo afferma il vice direttore generale della Banca d'Italia, Salvatore Rossi, in audizione alla Camera dove ha parlato di riduzione delle spese e delle tasse. «Continuiamo a dire - ha rilevato - che bisogna che a un certo punto la pressione fiscale pieghi».
Per la Corte dei Conti c'è il rischio di un «corto circuito» fra «inasprimenti fiscali» e crescita. Bankitalia ritiene che la sfida debba essere quella di «abbassare la pressione fiscale sui contribuenti in regola, sul lavoro, sulle imprese». Le audizioni alla Camera sulla nota di aggiornamento al Def riportano in primo piano un tema che sarà centrale per il prossimo governo, il taglio delle tasse. Prima il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, e poi il vice direttore generale di Bankitalia, Salvatore Rossi, promuovono sostanzialmente l'azione del governo ma mettono anche in guardia dai rischi che restano, sia per la tenuta dei conti, sia per il sostegno alla crescita.
L'analisi della magistratura contabile parte dalla constatazione che l'urgenza delle misure di correzione dei conti pubblici ha portato a degli «effetti perversi di un corto circuito tra inasprimenti fiscali e crescita economica»'. Giampaolino è infatti convinto che la somministrazione di «dosi crescenti di austerità» e l'aumento della pressione fiscale sono una «terapia molto costosa e, in parte, inefficace».
In sostanza, secondo Giampaolino, «si è di fronte a evoluzioni contraddittorie: si realizzano risultati importanti nel controllo della finanza pubblica, ma i mercati li riconoscono solo in parte. Si continuano a inasprire le manovre correttive, ma l'economia reale non riesce più a sopportarne il peso». Una cura, quella somministrata durante la crisi, che «non offre neppure certezze circa il definitivo allentamento delle tensioni finanziarie». Si tratta di una spirale negativa che «è ben evidenziata dall'esame della situazione italiana», aggiunge la Corte dei conti.
Guardando avanti, Bankitalia vuole evidenziare anche come per un efficace controllo dei conti «occorrerà declinare chiaramente il principio del pareggio di bilancio per ogni categoria di enti appartenenti alle Amministrazioni pubbliche, tenendo conto delle necessità di coordinamento tra i vari livelli di governo». E sul fronte, sempre caldo del debito pubblico, sarà necessario «predisporre un itinerario di significativo rientro, anche mediante dismissioni di parte del patrimonio pubblico».
In questo scenario, si inseriscono le valutazioni sugli effetti delle manovre messe in campo finora e, soprattutto, sul difficile equilibrio fra sostegno alla crescita e tasse. «La maggior sfida per il futuro sta nel riavviare la crescita economica e mutare la composizione del bilancio pubblico al fine di favorirla: ridurre l'insieme delle spese, spostarsi da quelle meno produttive verso quelle che rafforzano il potenziale dell'economia, abbassare la pressione fiscale sui contribuenti in regola, sul lavoro, sulle imprese», spiega Rossi.
Poi, rispondendo alla domanda di un parlamentare, l'esponente di Bankitalia, è stato ancora più preciso: l'attuale pressione fiscale «non è sostenibile nel lungo periodo» e «non è compatibile» con un ritorno alla crescita sostenuta. Quello che è certo, sostiene ancora Rossi, «è che occorre che la pressione torni a calare».

 
 
 

Crozza: "Polverini come poteva sapere? Era solo il presidente della Regione"

Post n°472 pubblicato il 26 Settembre 2012 da TANGOFOX84
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"Come poteva sapere, era solo il Presidente della Regione". Maurizio Crozza dedica il suo intervento a Ballarò allo scandalo che ha travolto la Regione Lazio. In studio anche Renata Polverini che ride alle battute del comico genovese: "Ha fatto bene a prendere le distanze, lei non sapeva sapere! D'altronde lei era solo il Presidente della Regione Lazio... come faceva Polverini a sapere che i compensi ai gruppi della regione Lazio sono cresciuti da 1milione a 14milioni. Non poteva sapere che, mentre i consiglieri del Lazio si aumentavano la paghetta, rimettevano i ticket ai disabili! che toglievano 38milioni alla cultura, tagliavano centinaia di milioni ai trasporti... Non può saperlo... mi scusi Polverini, ma lei che minchia sa? È strano, perchè dice di guadagnare 12mila euro al mese per non sapere nulla. Figuriamoci se sapesse qualcosa a che cifra può arrivare!
Crozza che se la prende anche con Batman Fiorito: "Tirava le monetine a Craxi, ma evidentemente è andato a riprendersele!". Fiorito si difende dicendo che era tutto legale. In questo paese è tutto legale: è legale che gli stipendi degli italiani siano fermi dagli anni 50 e quelli dei politici crescano del 1400% in 2 anni; è legale che Nicole Minetti guadagni come il Segretario Generale dell'Onu... che il direttore delle Poste del Senato spacci cocaina... quello no! Quello non è legale! Finchè non lo eleggono però... quando lo eleggono puff...".
Crozza si chiede poi come mai la gente non sceglie di protestare in piazza con i forconi (come sta accadendo in Spagna nel corso delle ultime ore) e propone per questo dei modelli, a diverso prezzo, tra i quali scegliere. La copertina di Ballarò si è chiusa con l'imitazione di Marchionne, che risponde (attraverso il comico) alle dure provocazioni di Diego Della Valle.


 
 
 

Fiorito andrà in pensione a 50 anni con vitalizio da 4mila euro al mese

Post n°471 pubblicato il 26 Settembre 2012 da TANGOFOX84
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Franco Fiorito, tra nove anni, a soli 50 anni potrà incassare il vitalizio di circa 4mila euro al mese che spetta agli ex consiglieri della regione Lazio. Tutto questo grazie ad un emendamento proposto proprio dallo stesso Fiorito e approvato nel dicembre scorso da: Pdl, Udc, Lista Polverini e Lista Storace nella Commissione Bilancio del Consiglio regionale. L'emendamento Fiorito incassò il parere favorevole anche dell'assessore al Bilancio, Stefano Cetica, uno dei 14 assessori esterni della giunta Polverini a percepire il vitalizio.

 
 
 

Spagna nella bufera: Catalogna verso la secessione, Andalusia pronta a chiedere 4,9 miliardi di aiuti

Post n°470 pubblicato il 26 Settembre 2012 da TANGOFOX84
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Ieri era  la Grecia, oggi tocca la Spagna e domani l'Italia?


Lo Stato centrale spagnolo ha accumulato un deficit di 50,13 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2012, pari al 4,77% del Pil e del 23,8% in più sullo stesso periodo del 2011. Lo ha reso noto il Governo spagnolo che stima tuttavia che il deficit è sotto controllo. «Il deficit annuale é senza dubbio sotto controllo» e «l'obiettivo di bilancio é applicato» ha assicurato il segretario di Stato al Bilancio, Marta Fernandez Curras, in quanto l'obiettivo per lo Stato centrale é del 4,5% per l'insieme del 2012. Il segretario ha spiegato che i conti continuano a soffrire degli anticipi sulle imposte pagati alle Regioni e che questo impatto «sarà annullato» nell'ultimo trimestre, sottolineando che il deficit é avanzato di poco dopo luglio (4,62% del Pil).

Gli scontri a Madrid
Intanto oggi si sono registrati alcuni scontri fra diverse migliaia di "indignati", che hanno manifestato davanti al Congresso dei deputati a Madrid, e le forze di polizia in assetto anti-sommossa. I manifestanti denunciavano una democrazia «sequestrata» e assoggettata «ai mercati finanziari».

Catalogna: elezioni anticipate il 25 novembre
Il presidente della regione autonoma della Catalogna, Artur Mas ha convocato le elezioni anticipate per il 25 novembre prossimo «per esercitare il diritto all'autodeterminazione». Durante il suo intervento davanti al parlamento regionale, riporta il quotidiano El Pais, Mas ha detto di essere arrivato a questa conclusione per due ragioni fondamentali: «L'esplosione indipendentista della festa della Diada (11 settembre) e il rifiuto di Mariano Rajoy (il capo del governo spagnolo) di negoziare il patto fiscale».

Secondo gli ultimi sondaggi, un ipotetico referendum sull'indipendenza in Catalogna vedrebbe una vittoria schiacciante del "sì", con un risicato 15-20% di voti a favore dello status quo.

La Catalogna risulta attualmente la regione più indebitata tra le 17 comunità autonome in cui è suddivisa la Spagna, con un debito di 44 miliardi di euro, pari al 22% del Pil. A fine agosto il Governo di Barcellona si era visto costretto a chiedere un aiuto di 5 miliardi di euro a Madrid per poter far fronte al rimborso del debito.

Andalusia pronta a chiedere aiuti per 4,9 miliardi
«L'Andalusia sta valutando la possibilità di ricorrere agli aiuti destinati alle regioni e chiedere 4,9 miliardi di euro». Lo ha annunciato il responsabile della comunicazione del ministero del bilancio Regionale, Antonia Peinado. Il fondo destinato alle regioni dispone di 18 miliardi e deve essere attivato entro questa settimana. «Tutto dipenderà - ha aggiunto - dalla richiesta di chiarimenti che la Regione ha inviato al Governo».

 

 
 
 

Il tasso di disoccupazione salirà all'11,4% nel 2013. E anche la pressione fiscale

Post n°469 pubblicato il 21 Settembre 2012 da TANGOFOX84
Foto di TANGOFOX84

Disoccupazione in forte aumento con la crisi. Crescerà anche l'anno prossimo nonostante l'attesa ripresa dell'economia. A lanciare l'allarme è la nota di aggiornamento del Def, il Documento di economia e finanza: "il tasso di disoccupazione raggiungerebbe il 10,8% nel 2012, per poi aumentare all'11, 4% nel 2013". "Nonostante l'ipotizzato aumento del tasso di partecipazione - aggiunge il governo - il tasso di disoccupazione si ridurrebbe fino al 10,9% nel 2015». Spesa delle famiglie in calo anche nel 2013 La nota rivela: le famiglie torneranno a spendere di più solo nel 2014. Dopo un calo, stimato per quest'anno al 3,3%, nel 2013 ci sarà una ulteriore contrazione dello 0,5% e una ripresa (+0,6%) solo a partire dal 2014. A pesare sono «l'andamento del mercato del lavoro e quello del reddito disponibile".

 
 
 

Crisi: addio vecchio ufficio

Post n°468 pubblicato il 20 Settembre 2012 da TANGOFOX84
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C'è una rivoluzione silenziosa nel mondo del lavoro. Stanno sparendo gli uffici. Niente più scrivania, pc smaterializzato insieme con il telefono fisso e la foto dei bambini. Le imprese più avanzate consegnano ai dipendenti una valigetta dove ci sono cellulare e pc. Poi ciascuno lavora dove e quanto vuole. Chi ci tiene può andare anche in azienda. Poi, però, si mette dove capita. Nessuno ha un posto fisso per sé, nemmeno i dirigenti. Le scrivanie ci sono, ma hanno le ruote, si spostano a seconda delle esigenze di giornata.
Non è fantalavoro. Si sta già facendo. Nella sede milanese della Siemens, per esempio. Novecento dipendenti. Qui l'ufficio nomade si è subito dimostrato meritocratico: contano solo gli obiettivi raggiunti. Certo, nella stragrande maggioranza dei casi in Italia le cose restano congelate all'epoca del ragionier Fantozzi. Gli impiegati continuano ad avere uffici con scrivanie scolpite nella pietra. Chi sceglie orari flessibili viene penalizzato. Per non parlare di chi lavora part time.
L'Italia del lavoro a due facce è ben raccontata da uno studio condotto dall'osservatorio sul Diversity management della Sda Bocconi di Milano. Le coordinatrici del gruppo di lavoro, Simona Cuomo e Adele Mapelli, hanno sintetizzato i risultati nel libro «La flessibilità paga. Perché misurare i risultati e non il tempo» (Egea). Nel complesso sono stati considerati, nel periodo 2007-2010, 52 mila lavoratori distribuiti su due grandi aziende. L'unica forma di flessibilità prevista era il part-time, utilizzato dal 13,2% del personale, in larga parte donne. Rispetto ai colleghi a tempo pieno, quelli a orario parziale sono risultati penalizzati. La loro valutazione di fine anno è sempre stata più bassa: solo il 10,5% dei part time ha ricevuto i punteggi più alti in assoluto contro il 21,5% dei full time. La disparità di trattamento è ancora più evidente in termini di passaggi di livello contrattuale: l'88,3% dei lavoratori part-time non ne ha registrato nessuno, contro il 72,7% dei full-time. I fortunati che hanno fatto due o più salti di livello sono il 5,7% dei full-time e lo 0,8% dei part-time. Infine, anche gli incrementi salariali non legati ai passaggi di livello sono stati attribuiti di preferenza ai lavoratori a tempo pieno.
Secondo Cuomo e Mapelli la diversità di trattamento non è giustificata. Anzi, chi lavora meno ore di solito è più produttivo. «L'Italia ha un numero di ore lavorate l'anno superiore alla media europea, ma la nostra produttività è inferiore, dunque l'abbassamento delle ore lavorate non incide negativamente sulla produttività, ma anzi sono proprio i lavoratori che operano per meno ore l'anno a essere più produttivi», chiarisce Adele Mapelli. Che cosa non funziona, allora? «Un approccio conformista e primitivo rispetto alle forme di flessibilità - risponde Simona Cuomo -. Chi sceglie il part time viene rinchiuso in un ghetto. Senza tenere conto che avere il massimo da tutti i propri dipendenti è vantaggioso prima di tutto per l'azienda stessa».
Come se la cavano le imprese che stanno sperimentando nuovi modelli organizzativi? «È vero, da noi nessuno ha più un suo ufficio, nemmeno i dirigenti - conferma Liliana Gorla, direttore del personale Siemens -. Ci si alterna sulle scrivanie e i posti fisici di lavoro sono il 20% in meno rispetto al personale perché mediamente un dipendente su cinque lavora da casa. Sia chiaro, non l'abbiamo fatto solo per le donne. Crediamo semplicemente che sia un cambiamento vantaggioso per tutti. Per l'azienda, che ha persone più produttive e motivate. E per i lavoratori che organizzano meglio le loro giornate. Anche le sedi di Roma, Padova e Bologna stanno andando in questa direzione». Risultati? «Abbiamo iniziato da poco, ma la produttività del lavoro sta già aumentando».
Del resto per lavorare poco e male non c'è bisogno di essere a casa propria. Si può fare benissimo anche dall'ufficio.

 
 
 

Camera, stop a controlli esterni sui bilanci dei partiti

Post n°467 pubblicato il 19 Settembre 2012 da TANGOFOX84
Foto di TANGOFOX84

NIENTE CONTROLLO ESTERNO - L'Ufficio di presidenza della Camera già in primavera aveva deciso di modificare il Regolamento di Montecitorio per garantire una maggiore trasparenza nell'uso dei fondi da parte dei gruppi parlamentari. La Giunta per il regolamento si è quindi riunita il 31 luglio per esaminare una proposta dei Questori che ha ricevuto un via libera di massima dalla Giunta stessa. Il presidente della Camera Fini aveva chiesto di inserire in questa bozza di Regolamento la previsione che i bilanci dei gruppi fossero controllati da una società di certificazione esterna alla Camera. La bozza, con questa integrazione, è stata esaminata dalla Giunta mercoledì scorso, ma l'orientamento dei gruppi è stato quello di eliminare il controllo esterno, in base al principio dell'autogiurisdizione degli organi costituzionali.

 
 
 

Marea umana a Barcellona: "Indipendenza ora"

Post n°466 pubblicato il 12 Settembre 2012 da TANGOFOX84
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Una marea umana ha chiesto a gran voce l'indipendenza della Catalogna dal governo centrale di Madrid, additando il governo spagnolo quale responsabile della crisi economica che ha spinto anche la ricca regione tra i Pirenei e il Mediterraneo sull'orlo della bancarotta. Martedì centinaia di migliaia di persone hanno sfilato senza incidenti a Barcellona agitando la bandiera catalana a strisce gialle e rosse in occasione della tradizionale «Giornata della Catalogna».

Secondo il governo regionale la manifestazione ha mobilitato 600 mila persone, mentre per la polizia locale sono stati fino a un milione e mezzo a scendere in piazza provenienti da tutta la regione per manifestare frustrazione e dissenso. «Il popolo catalano ha risposto in maniera magnifica» all'appello a manifestare, ha detto Carme Forcadell, presidente dell'Assemblea nazionale catalana, una delle associazioni organizzatrici del corteo partito dal centro di Barcellona e giunto fino a davanti alla sede del Parlamento regionale. E la stampa spagnola sottolinea una partecipazione senza precedenti dalla storica marcia del 1977 per l'autonomia. «Indipendenza, adesso!», «Catalogna: un nuovo Stato d'Europa».
Cori e slogan ininterrotti. Così la voglia di indipendenza ai tempi della crisi si rinvigorisce reclamando maggiore autonomia fiscale. L'accusa è che il governo spagnolo stia prosciugando le risorse della regione: «Il governo centrale si prenda gioco di noi. Noi catalani diamo molti soldi alla Spagna». Secondo alcuni calcoli, il contributo fiscale dei catalani verso le casse gestite a Madrid eccede di 12 miliardi di euro le cifre impiegate dal governo centrale per servizi nella regione, come scuole e ospedali. Altre fonti locali ritengono che si arrivi anche a 16 miliardi. «Molte persone che fino ad ora non avevano sostenuto rivendicazioni di indipendenza adesso lo fanno, spiega Elvira Farre, segretaria in pensione di Barcellona, «sono ispirati da sentimenti indipendentisti, ma anche dai loro portafogli». Sempre più vuoti a causa della situazione creata a Madrid, secondo molti. «È come un matrimonio ormai finito», spiega usando una metafora Jauma Turra, dipendente statale. La massiccia manifestazione però, sebbene sorprendente per il livello di partecipazione, non è un fulmine a ciel sereno per il governo centrale, tanto che il primo ministro in persona, Mariano Rajoy, aveva tentato di gettare acqua sul fuoco: «La Catalogna ha gravi problemi di deficit e di disoccupazione e non è questo il momento per le polemiche». Una sorta di appello alla moderazione che sembra però aver sortito l'effetto contrario in piazza a Barcellona.

 
 
 

In nove sull'utilitaria contromano

Post n°465 pubblicato il 08 Agosto 2012 da TANGOFOX84
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Neopatentata cinese porta tutta la famiglia. Multa da 1800 euro, via 64 punti della patente
Quanti cinesi possono stare in un'utilitaria? Uno, due, quattro, sette, nove! Tanti ne hanno contati gli agenti della polizia di Romano che hanno fermato un'Opel Corsa in contromano. Nell'abitacolo un'intera famiglia formata da papà, mamma, figli, zii, nonni e nipoti. All'inizio i vigili hanno pensato a uno scherzo. Invece era tutto vero. Tutto è successo lunedì alle 16. Gli agenti del comandante Angelo Di Nardo erano impegnati nell'usuale giro di pattuglia quando hanno visto l'Opel Corsa affrontare la rotatoria di via Balilla. Nel senso sbagliato però. I vigili hanno intimato l'alt all'utilitaria: ordine che la ragazza al volante, neopatentata, ha subito accolto. Quando si sono avvicinati al finestrino per chiedere patente e libretto gli agenti si sono accorti che l'auto era piena all'inverosimile. A questo punto hanno chiesto a tutti di scendere ed è cominciata la conta. Nove persone, sette adulti e due ragazzi, tre generazioni di un'unica famiglia. Tutti in regola e appena trasferitisi dalla Liguria a Covo. Quel pomeriggio avevano deciso di venire a Romano per scoprire la città e, disponendo di una sola auto in famiglia, avevano pensato bene di stringersi un po'. E senza nemmeno allacciarsi le cinture. «Sono solo cinque e noi siamo nove - hanno obiettato agli agenti -. Non pensavamo di fare nulla di male». Tanto candore che però non li ha salvati da una maxi contravvenzione. Il carico da guinness insieme alla rotonda contromano e alla mancanza di cinture ha portato a un verbale record: il giretto a Romano costerà alla famiglia 1.800 euro e alla guidatrice la perdita di 64 punti della patente.

 
 
 

P.I.I.G.S = Sarà un’estate bollente

Post n°464 pubblicato il 20 Luglio 2012 da TANGOFOX84
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Italia e Spagna in caduta libera: Milano -4,5%, Madrid -5,8%. Spread BTp-Bund a 500 punti, Bonos oltre 610

Si aggrava il quadro dei mercati in Europa, nonostante il via libera dell'Eurogruppo sul piano di aiuti a favore della Spagna, centrato sul supporto alle ricapitalizzazioni delle sue banche: aumentano le pressioni sui titoli di Stato di Spagna e Italia, mentre le Borse accentuano i ribassi e pure Wall Street apre in rosso (segui gli indici in tempo reale). L'Eurogruppo ha approvato il piano di aiuti alla Spagna per 100 miliardi, ma i mercati ritengono che tali misure abbiano effetti solo nel breve termine, considerando che la Spagna ha abbassato le stime sul Pil 2013 e la regione della Valencia ha chiesto al governo aiuti finanziari per risanare il debito.

Senz'altro l'estate 2012 si preannuncia bollente e non solo dal punto di vista meteorologico.

 
 
 

Le 90 giacche di Angela Merkel

Post n°463 pubblicato il 18 Luglio 2012 da TANGOFOX84
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L'hanno chiamato così: "Pantone Merkel", come il sistema standard di classificazione dei colori. Novanta tinte per novanta giacche: parliamo della cancelliera tedesca, presa di mira per la varietà del suo capo preferito, la giacchetta appunto.
Che il suo guardaroba non fosse passato inosservato lo si sapeva, tanto che l'ormai ex presidente francese Sarkozy (protagonista di tanti faccia a faccia con la Merkel e di un'indimenticabile occhiata complice con risatina sulla fiducia accordata all'Italia di Berlusconi) ha detto che Angela non sarebbe neanche brutta, «ma porta certi vestiti...» (confessione trascritta dall'ex ministra della Salute Roselyne Bachelot nel suo libro «A feu et ... sang»).
Insomma, la "dura" Merkel che bacchetta l'Europa in questa profonda crisi dell'euro, ha il suo stile, le sue debolezze potremmo dire. Una è questa passione per le giacche (e la domanda è: ma dove le tiene tutte? ma anche: nel guardaroba le sistemerà in ordine "crescente", dal bianco al nero, o "decrescente", dal nero al bianco?), il graphic designer olandese Noortje van Eekelen ha fatto un lavoraccio e ha raccolto queste novanta, sistemandole in un certosino ordine cromatico, dal verdino al nero passando per l'azzurro, il viola, l'arancione, il rosso, il rosa, il bianco, il grigio, il beige, il marrone... tutte simili, sobrie e accollate, ma che accostate fanno l'effetto di un vertiginoso amore per lo shopping. Che in questi tempi di crisi non tutti sono disposti a perdonare.

 
 
 

Sequestrato carro funebre senza assicurazione che trasportava una salma

Post n°462 pubblicato il 19 Giugno 2012 da TANGOFOX84
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"Facciamo solo dieci funerali all'anno e l'assicurazione costa troppo". Si sono giustificati così con la polizia stradale i due titolari di un'agenzia di pompe funebri calabrese, fermati sull'autostrada del Brennero a bordo di un carro funebre Mercedes senza assicurazione. Il mezzo stava trasportando la salma di un 84enne deceduto a Bergamo e destinato a Crotone per la tumulazione. "Andiamo piano e non facciamo incidenti" hanno detto durante i controlli padre e figlio titolari della ditta di onoranze funebri. "A parte ora, lavoriamo solo in Calabria" hanno aggiunto agli agenti che hanno sequestrato il veicolo, non prima di essersi prodigati affinché la salma venisse trasbordata per proseguire il viaggio verso Crotone per il funerale

 
 
 

LA GERMANIA DELLA MERKEL CONTRO TUTTI

Post n°461 pubblicato il 18 Giugno 2012 da TANGOFOX84
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Il quotidiano tedesco BILD attacca duramente Obama, Monti, Hollande, Rajoy e Barroso: "Questi cinque vogliono i nostri soldi". E li accusa di essersi coalizzati per affondare le mani nelle tasche dei contribuenti tedeschi con la richiesta di ulteriori aiuti nella crisi dell'euro. Ma proprio grazie a questa crisi la Germania è diventata sempre più forte
Non è affatto un mistero: grazie alla crisi economica lo strapotere (economico e politico) della Germania nell'Eurozona si è fatto incontrastato. Per colpa delle regole imposte all'Eurotower la "cicala" Atene è andata a gambe all'aria sotto i colpi delle bolle speculative, mentre la "formica" Berlino è diventata sempre più forte.
Le politiche di austerity, i continui tentennamenti, i vertici inutili hanno contribuito a portare la Grecia sempre più vicina al default trascinando nel baratro anche altri Paesi - come il Portogallo, la Spagna e l'Irlanda - che si trovavano in forte difficoltà.
E, mentre il premier Mario Monti è volato al G20 per evitare di portare pure il Belpaese nella stessa situazione degli iberici, la stampa tedesca mette in guardia la cancelliera Angela Merkel invitandola a tenere stretti i cordoni della borsa.
Sotto il titolo Questi cinque vogliono i nostri soldi la Bild ha pubblicato le foto del presidente americano Barack Obama, del premier Monti, del neo presidente francese Francois Hollande, del premier spagnolo Mariano Rajoy e del numero uno della Commissione europea José Manuel Barroso. Contro di loro la Bild punta il dito accusandoli di essersi coalizzati per affondare le mani nelle tasche dei contribuenti tedeschi con la richiesta di ulteriori aiuti nella crisi dell'euro.
Ovviamente, Palazzo Chigi non può finire sotto il fuoco nemico dei tedeschi. Da tempo, infatti, la stampa teutonica prende di mira la politica italiana. Pur ammettendo che Monti ha "coraggiosamente iniziato a fare riforme e tagli", tra gli italiani sta scemando, i sindacati si stanno mobilitando e l'economia non cresce. Proprio per questo, spiega il quotidiano tedesco, Monti ha voluto gli eurobond, "a garantire i quali tocca soprattutto alla Germania, perché altrimenti l'Italia non può più finanziarsi. Fino al 2014 il Paese ha bisogno di 670 miliardi di euro di nuovi crediti per pagare i vecchi". Secondo la Bild, il Professore giocherebbe la carta del fallimento dell'euro: un fallimento del Belpaese frantumerebbe la moneta unica.

 

 
 
 

Guardatemi! Ho parcheggiato dove mi pareva alla faccia vostra!

Post n°460 pubblicato il 14 Giugno 2012 da TANGOFOX84
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I manifesti-adesivi sono appiccicati alle auto in divieto di sosta. Il testo è una (provocatoria) ammissione di colpa: «Guardatemi! Ho parcheggiato dove mi pareva alla faccia vostra!». L'adesivo, va precisato, è plastificato e fatto in modo tale da potersi staccare facilmente, ma quando l'automobilista lo rimuove trova un secondo messaggio sul retro, che lo rimprovera per la sua maleducazione (GUARDA L'IMMAGINE). La campagna di censura stradale e di sensibilizzazione al rispetto delle regole è stata lanciata da un groppo di trentenni riuniti sotto la sigla «Lambs or lions», cioè «agnelli o leoni». Questo giovane comitato civico (www.lambsorlions.it, info@lambsorlions.it, da qualche giorno, ruggisce: «Perché tutto cambi, i primi a cambiare dobbiamo essere noi stessi. Basta a chi non rispetta le regole. Basta a chi insegue i propri interessi e sacrifica quelli della comunità». Primo obiettivo: gli automobilisti milanesi indisciplinati.

 
 
 
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