OfficinaDelNulla

L'anima è un oceano senza sponde..Si può meditare su di essa senza fine, in questo mondo e nell'altro!

 

Karima Angiolina Campanelli

 

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Ya Latif, concedici l'individuazione delle incongruenze, la riparazione delle incongruenze, l'integrazione delle incongruenze..

 

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" PERCHE' LE PERSONE GRIDANO QUANDO SONO ARRABBIATE.."

Post n°26 pubblicato il 27 Aprile 2011 da aquilaiside

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli: "Perché le persone gridano quando sono arrabbiate? "Gridano perché perdono la calma" rispose uno di loro. "Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore. "Bene, gridiamo perché desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?" Varie altre risposte furono date, ma nessuna convinse il pensatore. Allora egli esclamò: "Voi sapete perché si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro. D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano." Infine il pensatore concluse dicendo: "Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non troveranno mai più la strada per tornare!

Gandhi.

 
 
 

DISCORSO ALL'UMANITA' di CHARLIE CHAPLIN nel fil Il Grande Dittatore

Post n°25 pubblicato il 19 Aprile 2011 da aquilaiside

«Mi dispiace, ma io non voglio fare l’imperatore. Non è il mio mestiere. Non voglio governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti. La natura è ricca. E’ sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi l’abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio. Ci ha condotti a passo d’oca a fare le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto. L’aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell’uomo, reclama la fratellanza universale. L’unione dell’umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo. Milioni di uomini, donne, bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odano io dico: non disperate! L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L’odio negli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo, ritornerà al popolo. E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie. Non vi consegnate a questa gente senza un’anima! Uomini macchina con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine! Voi non siete bestie! Siete uomini! Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore. Voi non odiate. Coloro che odiano sono quelli che non hanno l’amore altrui. Soldati, non difendete la schiavitù, ma la libertà!Ricordate, nel Vangelo di Luca è scritto: “Il Regno di Dio è nel cuore dell’Uomo”. Non di un solo uomo, di un gruppo di uomini ma di tutti gli uomini. Voi, voi il popolo, avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità. Voi, il popolo, avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi, in nome della democrazia, usiamo questa forza. Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo, che sia migliore che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere. Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse. Combattiamo per liberare il mondo eliminando confini e barriere. Eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole. Un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia siate tutti uniti!»
ALLAHU AKBAR
Salam dalla dervisha

 
 
 

UNO SCETTICO SI CONSIDERA SAGGIO....

Post n°24 pubblicato il 10 Aprile 2011 da aquilaiside

Uno scettico si considera saggio, e ritiene stolto chi ha fede semplice. Sospetta di chiunque veda e si domanda se ciò che sente sia giusto o errato. Dubiterà anche del suo socio in affari, di suo padre, di sua madre, degli amici, dei fratelli e di chi con lui condivide il cammino della vita, nell'attesa del momento in cui prestargli fede. Ma proprio il dubbio alimenterà altri dubbi e sempre più si allontanerà dalla possibilità di ritrovare la fiducia. Come è chiara a tal proposito la storia di Otello! Più egli dubita di Desdemona, più la vita alimenta i suoi sospetti. Possiamo sperimentare la stessa cosa con chi ha pelle di colore diverso, lingua diversa, religione diversa, se abbiamo paura di un uomo che ha un'opinione diversa e crediamo egli possa essere per noi pericoloso, quell'uomo verrà a noi come nemico (cosi' lo vedranno i nostri occhi). Se solo potessimo sviluppare la dote che si chiama fede, potremmo scoprire la potenza che essa ha in sè: questo è il segreto di tutti i successi. Siamo qui per realizzare lo scopo della nostra vita. Cos'è questo scopo? L'aspirazione, il desiderio, l'inclinazione che costantemente agiscono nella nostra mente. Se non siamo capaci di realizzare questa inclinazione, lasciamo questo mondo senza aver tradotto in realtà il nostro scopo. Come dice Omar Khayyam: " Il cielo è la visione del desiderio realizzato, l'inferno l'ombra di un'anima in fiamme". NON RESTARE PRIGIONIERO DEI LACCI DELLA NATURA, vieni a contemplare l'opera divina. Considera la struttura dei cieli, al fine di poter lodare il Vero per i segni Suoi.  Leva gli occhi, e guarda come la volta del più alto cielo attorno ai mondi si distende. Perchè lo dicono "Il Trono del Misericordioso"? Quale rapporto ha mai con il cuore dell'uomo?  Perchè stanno entrambi in un perpetuo moto, senza prendere mai un solo istante di riposo? Forse il cuore è il centro di quel cielo:  il cuore centro, e il cielo circonferenza.Tu puoi vedere quei cieli volgersi nel ruotare del giorno e della notte, come la ruota del vasaio. La sapienza del maestro in ogni attimo plasma un nuovo vaso, fatto d'acqua e d'argilla. Ogni cosa che esiste nel tempo e nello spazio, viene dalle mani di un solo Maestro, e da una sola Officina...Tutti i pianeti girano nella ricerca, ora al di sopra, ora al di sotto della terra. E gli elementi: L'acqua, l'aria, il fuoco e la terra occupano il loro posto sotto i cieli: con diligenza ognuno serve al posto che gli è dato, di quà o di là dal quale non si avventura" ( Mahmud Shabestari')

 
 
 

DICO A VOI IMBONITORI DI COSCIENZE...NON VOGLIO PETROLIO, NON VOGLIO CENTRALI NUCLEARI!

Post n°23 pubblicato il 05 Aprile 2011 da aquilaiside

Dico a voi "Imbonitori di coscienze" :  Nel bene e nel male l'uomo pronto ad apprendere non distorrà  gli occhi dai rivolgimenti del mondo, ad ogni cosa che gli accada si saprà adattare., pochi uomini sanno che questo mondo non ha la natura del musico, non suona la melodia in armonia coi suonatori e quando vede una corda tesa sullo strumento, allunga la sua mano per reciderla. L'oltraggio che alla Terra viene fatto, da creature ignare, è opera oscura del vostro divenire imbonitori di coscienze;  arroganti arroccati nei vostri palazzi di potere, per quante porte blindate, armate e  draghi dalle sette teste avrete in alleanza siete setaccio per la polvere come i mendicanti.

L'uomo ha da apprendere che  "Due bachi ci sono per la seta, che pretendono acqua e fuoco:  l'uno tesse paziente l'officina della seta, e l'altro è pronto ad assalire la carovana della seta.  Analogamente due api da miele abitano l'alveare, ingannevole come lo è la fiamma con la falena: l'una fabbrica ciò che serve al vitto e all'alloggio, l'altra qual ladra gozzoviglia di nascosto ". Stolto uomo, non pensare  di voler mettere le briglie al cielo, chè ora il basso ti apparirà alto e ora l'alto basso. 

Quale scherzo mai non ci tira questo giocattolo variopinto ch'è la Ruota tra queste quattro mura. Tra i quattro lati del nostro corpo per quanto tempo credi di poter alloggiare?  Sconsiderati infanti, abbiamo fatto dello stomaco la nostra vera dimora al pari dei quadrupedi!

Qualcuno allora occorre che accenda un fuoco, su cui far ardere sandalo, aloe, rose, e il disonore di una natura umana tradita, oltraggiata: EBBENE, IO QUELL'ALOE VOGLIO BRUCIARE!!  Non serbo altro impegno che questo insha Allah; perchè la creatura umana torni alla Terra come custode dei suoi tesori, perchè l'albero che lasciai in Argentina e in Giappone tanti anni fa lo possa ritrovare cuore d'uomo che lo voglia abbracciare, perchè nel mare pescoso del mio navigare possa l'anima umile immergersi e coi suoi abitanti nuotare, perchè si elevino gli sguardi alla ricerca di un'energia che dall'alto deriva, lasciando il putrido viscoso giacere nel ventre della terra, che è filtro naturale, e in essa può sostare.

ALLAHU AKBAR

 
 
 

I CUMULI DI RABBIA E SOLITUDINE CHE GRAVANO NEL CIELO DEL CUORE...

Post n°22 pubblicato il 26 Marzo 2011 da aquilaiside

I cumoli oscuri di  rabbia e  solitudine che gravano nel cielo del  cuore possano trasmutare in cascata d'acque rigeneranti per tutte le terre aride che abbiamo percorso, per le offese ricevute, per il soccorso non dato, per non aver offerto perdono! Allah abbia cura di noi e ci perdoni! La via della ricerca quanto dolore di spine possiede!  Dov'è mai un solo viandante che piedi adeguati possiede per questo cammino? Ogni giorno il cuore sta sotto a un peso ch'e' nuovo nel Distacco e prova i nostri piedi una spina nuova: bisogna frenare la tua collera, perche' essa inizia con la follia e finisce con il pentimento. Ogni creatura sensata ha comprensione e sa trovare scuse adeguate per chi gli ha fatto un torto, perchè sa che è l'ordine e l'equilibrio della vita a metterlo in balia di colui che lo ha offeso.  Accettiamo le scuse di chi ci ha offeso, e se non ne ha alcuna, troviamogliene una noi, forse il più incapace degli uomini è chi non sa farsi degli amici;  ma ancor più incapace di questi è chi non sa mantenere le amicizie. L'uomo raggiunge il livello della perfezione umana possibile, quando per lui quattro cose sono equivalenti:  Il dono e il rifiuto,  la vergogna e la gloria.Vi sono molte creature che percorrono strade e deserti per giungere ai Templi, alle Pagode, alle Cattedrali, alle Sinagoghe, alle Moschee, ma non  farebbero un solo passo per percorrere la loro anima, per arrivare fino al cuore, dove sono i Segni di Dio...dove il Perdono dimora! Quanti di noi trascorrono la vita studiando, accumulando scienza senza metterla in pratica? L'uomo è nascosto sotto la sua lingua.  La lingua è una belva, se la lasci libera ti azzanna,  la lingua del sapiente segue il suo cuore e il cuore dello stolto segue la sua lingua. La più grande forza è quella di chi vince se stesso e chi non è capace di educare se stesso non è capace di educare gli altri. " Non curare la pulizia del tuo vestito più di quella del tuo cuore ". Nessuno dovrebbe obbligare un altro uomo a chiedere, quando sa di che cosa abbia bisogno. Non c'è ricchezza più grande dell'intelligenza, miseria peggiore dell'ignoranza;  non c'è segregazione peggiore dell'egocentrismo e non esiste vita più piacevole di quella condotta, mantenendo un buon carattere Al Hamdulillah!! "

" O essenza della mia esistenza! O termine estremo della mia volontà, o mio eloquio, mie frasi, miei balbettamenti!  O Tutto del mio tutto, mio udito, mia vista, mia totalità, mio insieme e mie parti! Anche se Ti nascondi nell'invisibile, il mio cuore osserva il Tuo sorgere da remota distanza.."... ( Hallaj )

 
 
 

L'ANDATA E IL RITORNO.....

Post n°21 pubblicato il 12 Marzo 2011 da aquilaiside

..Accadde! Egli decise che quel viaggio terreno doveva proseguire...ripresi a respirare, gli organi tutti si riattivarono e nello stupore generale gridai un novello vagito.

E' difficile narrare gli accadimenti, troppo intime le immagini, infinitamente inesprimibili le percezioni, posso narrare con queste parole quel che sopraggiunse nel tempo a cui fui ri-condotta.... Aprii gli occhi,  accogliente calore da me verso di me si spandeva, nessun dolore fisico.  Dalla finestra vedevo nella notte il grande platano agitare nel vento i rami e salutarmi.."Bentornata", e lo diceva il mare, il lampione...ma io ricordavo altro luogo, altra Luce!...." Il labirinto era tra le mie dita come un friabile guscio di chiocciola schiacciato.  E un vento gentile soffiava tra le maglie della rete vuota.  E allora ho visto dai due versanti tutto cio' che avevo respinto rivenire verso di me e resuscitare in me,  con piu' forza, durata e splendore di cio' che banalmente accade e presto si consuma.  E dove vita e morte hanno uguale durata, in un lampo tra i due ho ripreso di nuovo tutto quello che e' perso.  E nella disgrazia d'essermi svegliata mi sono ritrovata di nuovo dotata di quegli attributi che mi nascondevano a me stessa nello spazio e nel tempo della mia oscurita'.E ho visto con certezza incrollabile che ero Colui stesso che amavo, e che il mio Io di luce mi aveva rinviata a Me stessa.  All'inizio l'anima mia si ribello'.  Allorche' le obbedivo, lei disubbidiva. Ma se le disubbidivo, lei mi ubbidiva.  Ed e' cosi' che l'ho preparata a sopportare la disgrazia di svegliarsi, e l'ho talmente stancata su un cammino ancora piu' duro della morte, che alla fine mi ha lasciato in pace.    E sono diventata Amata - per la verita', una che si ama:  ma attenzione, in un modo del tutto differente dal tempo in cui ho detto che amavo la mia anima con compiacimento. Per Lui riflesso in Lei sono uscita per farmi strada verso di Lui e non sono ritornata a me stessa sui miei passi.....E come avrei potuto? Ero granello di polvere risvegliata tra la polvere.  Mi era lo spazio e il belvedere immenso. 

E una rosa, di colpo, fioriva nell'intero spazio..."...

.." E SE LUI PARLA SONO IO CHE FINGO DI CONVERSARE DELLA ROSA.  ALLO STESSO MODO, SE RACCONTO QUALCOSA E' LUI CHE LO DICE.."...(K.K.)

HUWA AL-MUQADDIM HUWA AL-HALIM

ALLAHU AKBAR

 
 
 

LA CARITA'...

Post n°20 pubblicato il 09 Marzo 2011 da aquilaiside

Un giorno del 1933 il grande Shaykh Tierno Bokar (il Saggio di Bandiagara), spiegava ai suoi allievi più anziani il significato del Tasbih (il rosario islamico).
Erano tutti incantati.
All'esterno della casa un gran vento spazzava la sabbia nel cortile, una raffica più violenta causò la rottura di un nido di rondine in equilibrio tra il muro e la sporgenza del tetto: ne cadde un rondinino pigolante.  Gli allievi gettarono uno sguardo distratto, poichè il loro interesse era tutto preso dalla bellissima lezione.
Tierno Bokar tacque e si alzò, guardò gli allievi con occhi intristiti, e tese le dita lunghe e fini verso l'uccellino, lo prese e lo custodì nelle mani unite a coppa.....uscì dalla stanza e tornò poco dopo con un grosso ago e un filo di cotone, salì su una vecchia cassetta, depose il rondinino nel nido spezzato e ricucì il nido con la stessa cura che avrebbe utilizzato per fare un pregiato ricamo, finito quel lavoro si sedette di nuovo tra gli allievi che eravano impazienti di ascoltare il seguito della lezione; ma lui, invece di prendere il tasbih (rosario) ch'era servito per la spiegazione, lo mise da parte e, dopo un istante di silenzio, si rivolse a tutti loro dicendo:
" E' necessario che vi parli della Carità, perchè mi dispiace vedere che nessuno di voi possiede ancora a sufficienza questa vera bontà del cuore.  Eppure quale grazia essa rappresenta!...Se aveste avuto un cuore caritatevole, vi sarebbe stato impossibile ascoltare una lezione, per quanto una lezione su Dio, mentre un esserino infelice implorava il vostro aiuto.
Ma voi non vi siete commossi alla sua disperazione, il vostro cuore non ha udito l'appello....
Ebbene, amici miei!  In verità, un uomo può imparare a memoria tutte le teologie di tutte le confessioni del mondo, ma se la carità non abita il suo cuore, tutte le conoscenze accumulate sono soltanto un fardello inutile.
Nessun uomo potrà mai gioire dell'incontro divino se non c'è carità nel suo cuore. Senza carità, le cinque preghiere sono una serie di gesti senza senso, e il pellegrinaggio una passeggiata senza costrutto!....."
 
 
"  ...Se tu il viso rivolgi alle terre d'amore,
gli orizzonti saranno ai tuoi occhi roseti,
e saprai che la ruota che gira celeste
è per tutti propizia che stan sulla terra.
Quanto vedrai, è solo quello che vuole il tuo cuore:
quanto vuole il tuo cuore vedrai!......"
HUWA AL HALIM
ALLAHU AKBAR

 
 
 

NON AUGURI..NON MIMOSE PER L'OTTO MARZO...UN SILENZIO DIGNITOSO!

Post n°19 pubblicato il 07 Marzo 2011 da aquilaiside

Nel 1908,  a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. L'8 marzo il proprietario, Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle lavoratrici di uscire. Allo stabilimento fu appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme.

Ringrazio con sincero affetto tutti coloro che mi hanno inviato gli auguri per questa ricorrenza, ma non è giorno per me di festeggiamenti, e non condivido (pur rispettando le scelte altrui) i frizzi e i lazzi che dai ristoranti o dalle discoteche si scatenano ormai da troppi anni da parte di una sfera della rappresentanza femminile. Ognuno ha diritto di gioire o di piangere, di immaginare che la Libertà sia fare il verso alla rappresentazione più  infantile e volgare degli uomini!

In questo istante di ri-flessione e di calma tendo le braccia all'universo, che prolunga il suo canto....guardo l'umanita':  Il sognatore ha l'estasi del miracolo toccante, lo scianziato il suo lavoro, l'operaio la sua pena, il malvagio il suo odio che tormenta e dilania...guardo all'umanita', e vedo nello specchio irradiare tre parole: Spirito, Amore, Dovere. Pochi chinano la fronte su questo specchio magico:  la nostra vita,  come un fiume,  corre tra due rive non per restare chiusa fra di esse,  ma per continuare a ogni istante il suo libero corso verso il mare. La miseria dell'uomo e' profonda,  e senza limiti sono i suoi bisogni;  Ciascuno di noi vuol spingersi nel fare il proprio piacere oltre i limiti della liberta', ciascuno vuol dare meno e ottenere piu' di tutti gli altri, e da cio' derivano competizioni e lotte. L'uomo è come un'arpa, quando e' bene accordata, quando non c'e' il minimo allentamento nell'attacco delle sue corde,  e' possibile l'armonia:  ed e' allora che la corda,  trascendendo se stessa nella melodia, trova a ogni accordo la sua vera liberta'.  La liberta' nella melodia le viene quindi dall'essere cosi' saldamente e strettamente legata. 

..Oh, divino prodigio delle nostre metamorfosi!   La'ilaha'illa Allah

Oh, profonda vertigine di lotte e di anime!  La'ilaha'illa Allah

Lenta evoluzione dell'ombre verso le cime...Ya Allah,  prendi quest'arpa e inizia la Tua melodia, ad essa togli il velo!   A noi angusto non e' il padiglione del cielo,  bensi' angustia e' solo nei nostri intenti!

Subhanaka allahumma wa bihamdika wa tabaraka'ismuka wa ta'ala jadduka wa la'ilaha gayruka  HUWA AL QAYYUM!!

Nur ala Nur

 

 
 
 

E CHI M'IMPENNA..E CHI MI SCALDA IL CORE!!

Post n°18 pubblicato il 06 Marzo 2011 da aquilaiside

E chi m'impenna, e chi mi scalda il core?
Chi non mi fa temer fortuna o morte?
Chi le catene ruppe
Poi che spiegate ho l'ali al bel desio,
quanto piu' sotto il pie' l'aria mi scorgo,
piu' le veloci penne al vento porgo,
e spregio il mondo, e verso il ciel m'invio.
Ne' del figliuol di Dedalo il fin rio fa che giu' pieghi,
anzi via piu' risorgo.
Che cadro' morto a terra ben m'accorgo;
ma qual vita pareggia il morir mio?
La voce del mio cor per l'aria sento:
Ove mi porti temerario?
China, che' raro e' senza duol troppo ardimento...."
(Contaminatio tra versetti di Giordano Bruno e del Tansillo )

Nel cammino della ricerca spirituale, molti perdono la testa, per una ragione o per l'altra, e nessuno ha trovato ancora il modo di impedirlo.  HASBI' AL-WAKIL

I tormenti e le difficolta' coi quali spesso veniamo a contatto sono causati da una malattia interiore la cui natura e' tale che puo' essere aggravata da qualsiasi cosa, perfino da quelle spirituali.  Quando il male stesso viene a contatto con un elemento spirituale, altera l'elemento che lo avvicina e ne fa un cattivo uso: possiamo verificare questo osservando come una cosa del tutto salutare, usata in modo errato o in un luogo inappropriato o con persone inadeguate, possa causare disastri.

Cito due articoli apparsi sulla stampa inglese di diversi anni fa.  Nel primo si parla di un uomo che si e' lanciato dal quattordicesimo piano di un palazzo a causa della sua 'fede religiosa' :  era persuaso che " Dio lo avrebbe salvato ", ma e' morto.  Il secondo parla di un uomo che alcune persone cosiddette SPIRITUALI ritenevano fosse posseduto dal demonio.  Un prete lo sottopose al rituale dell'esorcismo...qualche ora dopo la cerimonia, l'uomo assassinava sua moglie strappandole la lingua e gli occhi.

Queste cose possono succedere quando gli individui confondono la medicina con la spiritualita',  ma anche quando immaginano che sia la loro dottrina,  e non l'esperienza,  a permettere loro di riconoscere le cose 'SPIRITUALI'.

I Sufi fanno spesso rilevare che coloro che cercano di seguire delle vie spirituali senza avere prima imparato a liberarsi della vanita', vanno incontro a tormenti e guai anche peggiori.

Dice Hasan di Basra:  " Quelli che cercano di riformare le cattive vie del mondo  ( che per i Sufi comprendono anche la personalita' )  senza farlo nella giusta sequenza, sono perduti. 

Le creature perdono spesso l'equilibrio mentale seguendo presunte vie spirituali e cercando di fare cio' che non solo e' impossibile, ma assurdo.

L'accentuare esageratamente la paura della morte, piuttosto che il suo significato di fenomeno passeggero o transitorio, e cercare la ' sicurezza ' dell'ossessione  ( che viene spesso confusa con fede, mentre si tratta solo di dogmatismo ) , sono le cause piu' frequenti dei tormenti e delle difficolta'.

A questo proposito esistono due quartine del poeta Sufi Ustad Khalilullah Khalil, la prima parla del condizionamento che irrigidisce e sterilizza (la montagna),  e della flessibilita' che comprende (l'uccello).  Dice l'uccello alla montagna: " Oh, montagna alta e potente che tocchi i cieli! Come sembri assorta nel tuo amor proprio! Io sono solo un minuscolo uccello, eppure sono libero di danzare su un petalo, mentre tu sei in catene..."... Nella seconda dice: " Non temo la morte: e' lei che mi assiste...

ALLAHU AKBAR

 
 
 

Il fuoco del Tuo amore bruciando venne, bruciando se ne va.

Post n°17 pubblicato il 04 Marzo 2011 da aquilaiside

..." Il fuoco del Tuo amore bruciando venne, bruciando se ne va. La mia povera testa questa pena soffrendo venne, soffrendo se ne va. Al collo dell'Amato la catena d'Amore cingendo venne, cingendo se ne va. Questi miei occhi per guardare il volto dell'Amato vennero, guardando se ne vanno..."... (Yunus Emre )

 

Siamo tra noi fratelli e sorelle, e quindi connessi da una indissolubile rete di legami, si che quanto accade ad uno si ripercuote immediatamente su tutti gli altri. Seminando il Bene e l'Amore, altro non potremo raccogliere che la Gloria di Dio insha Allah, aiutando i nostri fratelli minori (dentro e fuori di noi) a raggiungere la perfezione, siamo certi che la vita, che mai disattende, ci ripaghera' facendoci ottenere l'ambito dono della pace interiore ponendo i nostri passi sulla Via di perfezione. Tutto inizia e termina in noi stessi, per compiere quest'Opera insha Allah occorre un solo vaso, un solo Fuoco, una sola materia:  il vaso dell'involucro umano, la materia con cui Dio ci ha creati ed il Fuoco dell'Amore ravvivato dal mantice del nostro JIHAD (lo SFORZO) con la benedizione della Sua Misericordia.

Disse Muhammad S.A'a.w.s : " Chi conosce se stesso conosce il suo Signore"..Ma "conoscere se stessi" significa avere coscienza della propria autentica dimensione interiore.

.." L'uomo e' un mistero, e il suo mistero e' Dio"...e Dio dice attraverso il suo Profeta Muhammad S.A.'a.w.s : I Mie cieli e la Mia terra non mi contengono; ma mi contiene il cuore del Mio servo fedele........" Io non sono contenuto ne' nei cieli, ne' nel vuoto, ne' nelle anime o intelligenze supreme; ma sono contenuto come un'ospite, nel cuore del vero credente, senza qualificazione, definizione o descrizione ".

L'uomo puo' essere paragonato ad un  istmo, o un ponte, fra due oscurita'. Per attraversare questo ponte, per giungere al proprio essere autentico, la via piu' breve e' l'Amore, e la preghiera, che tutti noi, anche se atei, sappiamo sviluppare con linguaggi e  simboli, che sono patrimonio universale.

La preghiera e' uno slancio dell'anima.

Disse Dio a Mose':  " Io ho concesso a ciascuno un diverso modo d'agire: a ciascuno ho dato una forma d'espressione.  Io non guardo alla lingua e alla parola, ma allo spirito e all'intenzione.  Io guardo dentro al cuore, per vedere se e' pregevole, perche' il cuore e' l'essenza, la parola ne e' solo l'accidente; e l'accidente e' avventizio, mentre l'essenza e' cio' che conta...." Mose', coloro che conoscono l'etichetta sono fatti in un modo, coloro la cui anima e' in fiamme sono fatti in un altro ".

Quale seme fu gettato nella terra senza poi germogliare?  Perche' dunque dubitare riguardo a quel seme che e' l'uomo? Quale secchio e' stato immerso nell'acqua e poi non ne e' uscito stracolmo? Perche' dunque il Giuseppe dello spirito dovrebbe lagnarsi del pozzo?

Non e' facile, certo, essere Uomo, occorre una perfetta rettitudine, un chiaro sentimento del bene ed una incrollabile avversione a procurare il male, e una serena accettazione per quel male che possa accadere a chi pratica il bene.

La Luce del Suo Sole splenda all'Oriente delle coscienze addormentate.

LA FUSIONE

Ti amo di due amori:

un amore in vista della mia beatitudine

e un amore davvero degno di Te.

L'amore della mia beatitudine

e' dedicarmi a pensare a Te

e a nessun  altro.

Ma l'amore degno di Te

e' che cadano i veli

e io Ti veda.

Nessuna gloria a me

nell'uno come nell'altro,

ma gloria a Te

per l'uno e per l'altro.  (Rabi'a' al-'Adawiyya ....grande illuminata Sufi)

LA'ILAHA ILLA'-LLAH!

 
 
 
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