L'Oltremondo
i pensieri di Nikolaj2000 visite!! Grazie di cuore a tutti coloro che hanno avuto la sventura di passare dal mio blog ![]()
GRAZIE!!!!!!!!!
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SONO FIDANZATO ED ETEROSESSUALE. GRAZIE.
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Domani, anzi oggi vista l'ora, partirò per la Cina, vado a trovare mio padre che lavora lì ormai da due anni come ingegnere navale in un cantiere che produce yacht di lusso lowcost. Mi attende un viaggio lungo e un pò impegnativo.. Non è la prima volta che vado in Cina, ma fin'ora sono andato accompagnato, mai da solo. Questa volta dovrò andare da solo, partire da Pisa, arrivare a Parigi, attendere circa tre ore e mezza, poi partire ed arrivare ad Hong Kong dopo 13 ore di volo.. A quel punto dovrò prendere la metropolitana, arrivare al terminal traghetti, prenderne uno e passare il confine arrivando a Macao. Solo a quel punto ci sarà mio padre ad attendermi.. insomma, una bella trafila!! Speriamo bene! E' una prova che voglio superare al meglio, che sarà un'iniezione di fiducia non da poco..Tornerò il 9 di Ottobre, con i miei noiosissimi post qui sul blog ;)
Ciao a tutti!!!
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Qualche istante fa parlavo con la mia ragazza di "destino", lei è convinta che ogni cosa che facciamo sia scritta o, perlomeno, indirizzata su un binario definito. Ritiene che la vita, con i suoi processi e le sue vicende, sia paragonabile ad un albero con molti rami e, partendo dal tronco, ognuno percorra la sua via, piena di bivi ed ostacoli, arrivando ad un ramo che il destino ha deciso essere la sua meta.. Inoltre, per convincermi della sua idea ha tirato in ballo il fatto che alcune persone si salvano miracolosamente da situazioni che teoricamente sarebbero mortali e che quindi ciò certifichi che queste persone erano destinate a non morire in tale luogo e tale momento.
Io, da persona razionale quale sono, non sono d'accordo su questo. Penso invece che la vita non sia altro che un'organizzazione del "caos", ovvero il caos che si regola autonomamente mantenendo gli equilibri che permettono al caos stesso di continuare la sua esistenza. Mi spiego meglio. Faccio l'esempio del Superenalotto, il mese scorso come abbiamo visto un fortunato ha vinto la bellezza di circa 150 milioni di euro, un'enormità di denaro. Adesso, la mia dolce metà direbbe "ma come mai proprio lui e non un altro?"..
La mia risposta è molto semplice. In quei giorni le combinazioni giocate erano circa 100 milioni, ovvero 1/6 delle combinazioni possibili in quel gioco. Quindi, in Italia, la possibilità che quel giorno uscisse il 6 era di "un sesto", una percentuale molto alta visto che la possibilità di un singolo individuo è di circa 1/700milioni. Quindi era inevitabile che di lì a poco, IN ITALIA, sarebbe uscito il 6. Tant'è che proprio in quei giorni uscì. Ma adesso, ha senso chiedersi perchè proprio quella persona? L'unica risposta plausibile è che ha vinto tal de tali perchè ha giocato la corretta combinazione, visto che la sua era tra le 120 milioni (1/6 del totale) giocate quel giorno. Il 6 doveva uscire per una questione matematica, ha poco senso chiedersi perchè proprio quella combinazione, o perchè vince uno che gioca un euro rispetto ai "sistemoni"..
Lo stesso si può dire per quanto riguarda gli incidenti, la mia ragazza ha detto "un tale è stato colpito 3 volte da un fulmine ed è ancora vivo e vegeto, era destino che si salvasse".. A parte che, se proprio vogliamo essere crudeli, era anche destino che fosse colpito 3 volte da un fulmine, in ogni caso tale situazione non dimostra niente.
Come ho detto a lei, la questione è molto semplice. Ora faccio un esempio citando numeri a caso ma utili per capire la vicenda. Ogni anno 100.000 persone vengono colpite da un fulmine, di queste 20.000 muoiono, 20.000 rimangono invalide e 60.000 si salvano.. L'anno seguente idem, stesse percentuali, ma niente di strano. L'anno successivo delle 120.000 persone che si erano salvate i due anni prima 100 vengono ricolpite da un fulmine, 20 muoiono, 20 rimangono invalide, 60 si salvano.
Ora, mentre nessuno fa caso al fatto che delle cento persone che sono state ricolpite ben 40 o sono morte o sono rimaste invalide, TUTTI fanno caso al fatto che ben 60 persone sono state colpite ben DUE VOLTE da un fulmine rimanendo illese!! Figuriamoci quando dopo 20 anni si scopre che una di quelle 60 persone è stata colpita una terza volta ed è rimasta illesa nuovamente! Tutti grideranno al miracolo o, in questo caso, al destino, ma in realtà è semplicemente una questione casuale. Non ha senso chiedersi perchè proprio quella persona, era solo una questione di numeri!
E' come se noi prendessimo un vaso integro, lo spaccassimo in terra e poi ci chiedessimo il perchè ogni pezzo ha proprio quella forma, quella dimensione o perchè i pezzi sono proprio quel determinato numero... Non ha senso chiederselo! Inoltre, se avessimo accuratissimi strumenti scientifici (che ancora non esistono) avremmo potuto prevedere benissimo il numero di cocci, la loro forma e la loro posizione sul pavimento..
E' solo una questione di ignoranza (nel senso che non ci si riesce a spiegare il motivo di alcuni avvenimenti) del perchè delle cose.
Certo, se ci viene a mancare un caro parente, magari in un incidente stradale, ci chiederemo, "ma perchè proprio lui?". Ma ci chiediamo "come mai" proprio quelle 33 persone che muoiono tutti i giorni sulle nostre strade? Non ha senso chiederselo, ogni giorno in Italia muoiono una trentina di persone sulle strade, per un fatto statistico, perchè le strade italiane, con la componente del modo di guida italiano, della società, della cultura, del tempo etc, fa sì che ogni giorno, tra le milioni di situazioni in cui non succede nulla, ci siano 33 situazioni in cui una persona muore.
Inoltre, come nella questione del vaso, se avessimo strumenti avanzati, avremmo scoperto che magari quella persona aveva le gomme usurate in una certa maniera, i riflessi inferiori alla media, l'abitudine di andare veloce, una gomma un pò storta, su un tratto di asfalto con un determinato coefficiente d'attrito etc etc e quindi era inevitabile che facesse un incidente in quel momento. O semplicemente era una persona che guidava benissimo, con una macchina perfetta che ha avuto la "sfortuna" di incontrare una persona di cui sopra! Non c'è destino, ma solo caso!
Ma nonostante pensi che è il caso a regolare il nostro universo, di certo non penso che le cose siano meno romantiche, o che un bacio sia meno passionale, penso solo che le cose vanno apprezzate al massimo in quel momento, perchè non si ripeteranno mai uguali, "perchè è destino che l'universo sia comandato dal caso" ;)
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Allora, premetto che non è la prima volta che faccio sogni "premonitori" in quanto ho già avuto esperienze inquietanti in merito..
In ogni caso il 22-08-09 ho fatto un sogno molto particolare.. Ho sognato la figura di un uomo, vestito di bianco e con una candida barba molto lunga che veniva "incoronato".. Molto probabilmente come "Papa"... detto ciò mentre sognavo sentivo una voce in sottofondo.. "tra sette, tra sette"... Presumo parlasse di giorni, mesi o anni.. Ma è come se sapessi che sono 7 mesi..
Quindi riassumendo, ho sognato l'incoronazione di un nuovo Papa (conseguenza della morte di Ratzinger), vestito di bianco con una lunga barba, il 22-03-2010...
Ora non ci resta che aspettare..
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Spesso i presuntuosi si fregano con le loro mani, così come i raggiratori, che finiscono per essere a loro volta raggirati da quelle che dovevano essere le loro vittime. Il mondo è molto più complesso di quanto si pensi, e la presunzione di essere il più furbo spesso è semplicemente un'arma che porgiamo al nostro nemico..
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A volte, nella vita, bisogna credere anche nelle cose che sappiamo bene non accadranno mai, perchè è stupenda quella sensazione di imminenza, quel ritmo frenetico che ci accompagna appena prima di una delusione, se si riuscisse, con una magia, ad eliminare la sensazione di delusione, potremo vivere ogni giorno di illusioni, anche le più incredibili, e saremmo sempre felici..
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Se la guerra non sarà buttata fuori dalla storia degli uomini sarà la guerra a buttare fuori gli uomini dalla storia..
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La Paura è un'alterazione dell'animo, una sofisticazione, un muro dietro al quale ci ripariamo quando siamo incapaci di agire..
La Paura non esiste, siamo noi a crearla, ad utilizzarla incosciamente per le nostre scelte..
Avere Paura è sintomo di debolezza interiore..
Con la Paura non si risolve niente, si creano solo odio, rancore, insicurezza..
Quando dobbiamo risolvere un problema, eliminiamo i componenti portati dalla paura, e ciò che prima sembrava un problema, apparirà sotto ai nostri nuovi occhi semplicemente come una situazione da risolvere..
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Vorrei dedicarmi alla pura e semplice libertà personale, a quel diritto inviolabile di cui dovremmo godere tutti, la libertà di poter decidere il proprio cammino, la propria via, il proprio modo di vivere.. Purtroppo, troppo spesso, ci vediamo negare tale libertà proprio da chi, invece, dovrebbe garantircela nel modo più assoluto, vediamo dei muri innalzarsi attorno a noi che si frappongono tra il nostro Io e il mondo che ci circonda. Mi riferisco ad alcuni genitori che fanno di tutto pur di negare la libertà ai propri figli, arrogandosi il diritto di poter decidere tutto della loro vita, senza vagliare l'ipotesi che i figli, prima di questo sono Persone. Non è il mio caso, fortunatamente ho avuto dei genitori che mi hanno lasciato molte libertà e ciò mi ha insegnato tanto, ma sono circondato da persone che vedono i propri genitori (e la maggior parte delle volte giustamente) come dei secondini. Io penso che una volta raggiunta una certà età, anche se può variare di caso in caso ma questo è un altro discorso, i figli debbano essere lasciati liberi di prendere le proprie decisioni, di assumersi le proprie responsabilità senza obblighi nei confronti dei genitori, se non quello di rimanere all'interno dell'umanamente tollerabile (non penso insomma che un figlio sia libero di drogarsi o di mandare tutti a quel paese così da sentirsi libero).
Il concetto principale è il seguente. Noi siamo Persone, e sto parlando dal punto di vista sociologico, sia che siamo figli, sia che siamo genitori. Ciò vuol dire che un genitore deve comportarsi con i figli col massimo rispetto personale, mantenendo il suo ruolo di educatore e "protettore" nella prima infanzia e nell'adolescenza. Ma dopo questa età, quando il figlio ha già idee proprie, volontà anche differenti dai genitori, vocazioni e desideri, credo sia molto negativo da parte di un genitore far sì che il ragazzo non possa essere libero di prendere delle decisioni autonome. Prima di tutto un genitore non è il padrone dei suoi figli, bensì un educatore, ciò comporta che una volta raggiunta una certa età, quando ormai i principi educativi sono radicati nei figli, il ruolo del genitore è semplicemente quello di un "protettore passivo" ovvero qualcuno che "c'è sempre" nel momento del bisogno e che in cambio richiede semplicemente affetto e rispetto. Non autorità.
negare la libertà di uscire ad un figlio già grande (e per grande intendo la fascia +18), la libertà di decidere cosa fare, come farlo, o quando farlo, negargli la libertà di decidere cosa fare del suo futuro, come vivere le sue relazioni amorose o sociali, negargli la possibilità di farsi un'idea autonoma del mondo che lo circonda; tutto questo è profondamente sbagliato ed anche pericoloso. Perchè un giorno che lo vogliamo o no, i nostri genitori non ci saranno più, e se quel giorno noi saremo ancora legati a loro su tutto, non saremo mai in grado di avere una vita autonoma e libera, poichè avremo paura di tutto.
trovo inoltre molto negativo che il genitore trasmetta le sue paure ai figli, trovo ancora più negativo che un genitore trasmetta ai figli la sensazione che il mondo sia un via vai di problemi e di pericoli, un ricettacolo di malattie, di violenze, di paure. Il mondo è semplicemente il mondo, fatto di uomini e non di spauracchi. Una persona responsabile, saprà vivere tranquillamente in questo mondo, avrà buon senso, farà esperienze e saprà godersi la vita come merita, senza alcun bisogno di temere di svoltare l'angolo per paura di incontrare un altro uomo.
Giorgio Gaber, grande uomo, aveva già posto il problema con "la paura" una stupenda prosa che potete vedere ed ascoltare nel video che ho postato. Troppo spesso valutiamo le cose con dei pregiudizi senza mai pensare che dietro ogni "maschera" c'è una persona e che spesso siamo noi stessi ad applicare maschere agli altri, riempiendo il mondo di paure fittizie ed inesistenti. Ho sempre più l'impressione che l'uomo moderno abbia bisogno delle paure per sentirsi più sicuro..
Io stesso ho affrontato il problema in maniera diretta. Nel 2003-2004 ho avuto la grande e rara fortuna di viaggiare per l'africa orientale in barca a vela. Sono stato in paesi musulmani, anche quelli con la Shari'a, paesi che secondo ciò che avevo visto in televisione erano pieni di terroristi, di persone pronte a farmi del male, di rapitori, seviziatori, persone malvagie. Eppure non ho incontrato niente di simile, ma semplicemente PERSONE, oltretutto persone squisite, pronte a rinunciare a quel poco che avevano pur di ospitarmi al meglio.
Ecco cosa intendo dire. Il mondo va conosciuto, va visto, va sentito e vissuto, solo così potremmo davvero capirlo, solo così potremo abbattere quel muro di paure, di facce e di miti che ogni giorno ci vengono propinati sempre più volontariamente. Perchè i nostri figli devono vedersi negato il diritto di conoscere il mondo che li circonda? Perchè dobbiamo anteporre le nostre esperienze alle loro, credendo che solo ciò che abbiamo vissuto noi sia reale e che ciò basti per segregare i nostri figli? E' sbagliatissimo pensare che le nostre esperienze bastino anche per i nostri figli. Essi devono fare le loro, devono avere le PROPRIE idee e l'unico modo che hanno per farlo è quello di essere liberi di uscire, di viaggiare, di conoscere gente diversa, città diverse, paesi diverse, culture, religioni, lingue, governi.. Non si può dare una sola immagine del mondo, per giunta estremamente negativa, e pensare che stiamo "proteggendo" i nostri figli. Così facendo gli stiamo solo mostrando un dipinto del mondo, oltremodo negativo, e quando essi si troveranno a viverlo avranno paura di tutto, anche di camminare scalzi su un prato..
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La pianta va innaffiata affinchè cresca bene. Ed ogni pianta ha la sua quantità di acqua, alcune ne hanno un bisogno costante, altre necessitano di meno attenzioni.. Ma non per questo devono essere abbandonate a sè stesse.. Poichè se decidiamo di tenere un vasetto in casa dobbiamo assumerci la responsabilità di far crescere la nostra piantina nel migliore dei modi, dobbiamo informarci sui suoi bisogni, dobbiamo correggerne la forma se pende da un lato, dobbiamo darle le giuste dosi di concime e la giusta esposizione al sole.. Non possiamo tenerla in un angolo e pretendere che la pianta, da sola, per il solo motivo di essere in casa nostra, cresca alta e rigogliosa.. Certo, ci sono piante che nascono tra le pietre.. ma sono piantine destinate a vivere poco e male.. Che avrebbero bisogno del loro spazio per crescere, di una terra fertile su cui piantare le radici.. di un futuro roseo e senza problemi..
Tu avresti potuto curarmi meglio, e hai ritenuto che il minimo sforzo portasse al massimo risultato. Sei stato fortunato, perchè poteva andare molto, ma molto peggio.. Ma è proprio questa tua fortuna la mia sfortuna più grande.. Poichè le mie capacità di crescere da solo hanno avuto l'unico merito di mantenere pulita la tua coscienza.. che di pulito ha ben poco..
Ormai il mio tronco è formato, ho una forma, non posso essere cambiato.. Ogni tuo tentativo di porre rimedio a certe carenze sarebbe tardivo.. Ma potresti comunque provare a potare le mie chiome per farle ricrescere ancora più rigogliose, ad annaffiare le altre piante del mio giardino, a curare l'erbetta che mi solletica le radici.. apprezzerei molto.. Per questo non è mai troppo tardi..
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Questa è l'Italia di oggi, questo è il risultato dell'ignoranza che imperversa nel nostro paese, questo è il risultato di anni di illegalità parlamentare. "Io non mi sento italiano, ma per fortuna o pur troppo lo sono..." (Giorgio Gaber)
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E' tempo di elezioni, nelle nostre città siamo osservati da facce sorridenti appese ai muri, che promettono mari e monti, che si additano l'un l'altro per convincere noi poveri elettori che votando loro avremo un'Italia migliore. La cosa penosa a mio parere è che una moltitudine di Italiani si fa abbindolare da slogan che erano in disuso anche negli anni '30, da personaggi che in qualsiasi altro paese sarebbero a fare la guardia ai supermecati o, ancora meglio, in galera a scontare la pena della loro disonestà. Eppure la grande ruota della politica va avanti, mentre il nostro paese continua a tornare indietro impietosamente. Ci si fa beffa del volere degli italiani e si progettano centrali nucleari, quando in tutto il mondo si investe sulle energie pulite, si appellano a slogan del tipo "eolico? io tengo al mio paesaggio, si al nucleare!" che più che slogan per l'italia sembrano epitaffi.. Io rimango allibito, quando vedo tutta quella gente che va a votare, convinta di esercitare un proprio diritto e dovere.. E sono rimasto ancora più allibito nel vedere tanta gente votare delle "entità" e non delle altre persone.. Si parla di progresso e l'età media del nostro parlamento è oltre i 60 anni, si parla di giustizia e quasi la metà dei parlamentari hanno condanne definitive o processi in corso, si parla di ambiente e si costruiscono inceneritori, si parla di democrazia e, di fatto, il potere è conteso tra due soli partiti che si assomigliano in modo inquietante.. Ma di chi è la colpa di tutto ciò? Della mafia? Degli extracomunitari? Della Crisi? Eh, la crisi poi, è stata una Manna dal cielo per questa elite politica da quattro soldi, che trova l'opportunità per fare propaganda anche nelle tragedie come il terremoto in Abruzzo, con Berlusconi in mezzo al popolo affamato che prometteva anche la luna pur di ricevere qualche voto, che stava in mezzo ai bambini a fare lezioni di economia dando valore ai propri autografi, che se gli avessero dato una falce si sarebbe messo a torso nudo come il suo idolo degli anni '30.. Di chi è la colpa allora?
La colpa è nostra, la colpa è di un popolo di grandissimi ipocriti menefreghisti, che non sanno niente del loro paese, che vogliono solo un tornaconto personale, che non ragionano come "cittadini di un solo paese" ma come "piccoli sovrani" di una nazione senza stato.. Sovrani senza potere per giunta.. Io mi mordo le mani quando si fanno le leggi farsa, come quella di punire le prostitute, i lavavetri, i clandestini.. Perchè si finisce sempre per dare la colpa a qualcun altro, non si ragiona mai nel modo in cui si dovrebbe..
Ci sono gli spacciatori? Fuori gli extracomunitari!!!
No cari miei, se ci sono gli spacciatori è perchè ci sono miriadi di ITALIANI, grandissimi ipocriti, che la comprano quella MERDA!
Ci sono le prostutite? Arrestiamole tutte!!
Stesso discorso di prima! Le prostitute ci sono perchè hanno i clienti, non perchè hanno voglia di prendere freddo e di essere picchiate dal loro protettore.
Ci serve energia? Centrali nucleari!!
No carissimi idioti, l'energia ci serve perchè VOI non avete mai investito un centesimo in questo settore, avete fatto la cosa più sbagliata che si potesse fare, usando i tributi dei contribuenti per "comprare" l'energia dagli altri paesi (che se la vendono evidentemente ne hanno a volontà) fregandovene altamente del fatto che così l'Italia sarebbe divenuta la serva della gleba d'Europa..
Ma la soluzione a tutto ciò c'è? Me lo chiedo spesso, io provo ad avere fiducia nelle nuove generazioni, anche se ci vuole molta fantasia per farlo, visto che il 90% dei diciottenni di oggi sono poco più che dei Robot con una cultura pari solo a quella dei nostri parlamentari.
Provo ad aver fiducia perchè non posso fare altrimenti, cerco di informarmi ove possibile (ormai solo su internet) e nel mio piccolo cerco di diffondere un messaggio di ribellione alla "Casta" che ci comanda.. Ma dovremmo farlo tutti, invece molti di noi non hanno voglia o sono entrati nel pericoloso circolo di coloro che hanno perso ogni speranza..
Io spero solo che una mattina, ogni italiano si svegli pensando a quanto tiene al suo paese e al mondo in cui vive.. E abbia così la forza di DECIDERE cosa vuole per il suo bene, senza lasciare tale incarico ad un branco di imprenditori mafiosi e di spregevoli leccaculo..
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Lucio Dalla - Anna e Marco
Anna come sono tante
Anna permalosa
Anna bello sguardo
sguardo che ogni giorno perde qualcosa
Se chiude gli occhi lei lo sa
stella di periferia
Anna con le amiche
Anna che vorrebbe andar via
Marco grosse scarpe e poca carne
Marco cuore in allarme
con sua madre e una sorella
poca vita, sempre quella
Se chiude gli occhi lui lo sa
lupo di periferia
Marco col branco
Marco che vorrebbe andar via
E la luna è una palla ed il cielo è un biliardo
quante stelle nei flipper sono più di un miliardo
Marco è dentro a un bar
non sa cosa farà
poi c'è qualcuno che trova una moto
si può andare in città
Anna bello sguardo non perde un ballo
Marco che a ballare sembra un cavallo
in un locale che è uno schifo
poca gente che li guarda
c'è una checca che fa il tifo
Ma dimmi tu dove sarà
dov'è la strada per le stelle
mentre ballano si guardano e si scambiano la pelle
E cominciano a volare
con tre salti sono fuori dal locale
con un aria da commedia americana
sta finendo anche questa settimana
Ma l'America è lontana
dall'altra parte della luna
che li guarda e anche se ride
a vederla mette quasi paura
E la luna in silenzio ora si avvicina
con un mucchio di stelle cade per strada
luna che cammina
luna di città
poi passa un cane che sente qualcosa
li guarda, abbaia e se ne va
Anna avrebbe voluto morire
Marco voleva andarsene lontano
Qualcuno li ha visti tornare
tenendosi per mano ![]()
Questa è diventata la nostra canzone, non in maniera forzata, ma nel modo più naturale possibile.. Perchè in qualche modo è come se fosse stata scritta per noi, due anime che vagavano attraverso i problemi della vita senza una meta e che ora, dopo essersi incontrate, vedono scivolarsi i problemi di dosso e sentono che il futuro gli riserverà una felicità mai conosciuta prima.. Io ne sono sicuro, perchè non mi sono mai sentito così bene guardando negli occhi un'altra persona, perchè basta un tuo bacio per farmi capire che i problemi, se ci sei tu, diventano semplici questioni da risolvere e smettono di sembrare montagne insormontabili.. Perchè ridere con te è stupendo, capirti anche solo da un gesto mi viene naturale e sapere che per te è la stessa cosa mi fa sentire un Re.. Il tuo Re..
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Un fiocco di neve abbandonava felice la sua nuvola, sapendo però come il suo viaggio fosse pericoloso e pieno di imprevisti.. Sapeva che alla fine non sarebbe più stato lo stesso, si sarebbe trasformato, la sua vita sarebbe cambiata per sempre.. Ma nessuno era mai tornato per raccontare a cosa si andasse incontro.. Il vento lo spingeva senza una meta, facendogli fare capriole e piroette e sollevandolo da tutti i pensieri circa il suo destino.. Viveva quei brevi istanti, riusciva ad assaporare la freschezza dell'aria e la dolcezza delle nuvole che lo circondavano, si godeva il paesaggio sterminato che si presentava sotto di lui, quella terra ancora lontana gli infondeva sicurezza, quelle piante verdi e rigogliose lo chiamavano a sè facendogli capire che avevano bisogno di lui e che un giorno, non molto lontano, lo avrebbero fatto tornare alla sua nuvola, impregnato di nuove esperienze e caricato di nuove vite.. Il fiocco di neve non aveva la libertà di decidere la sua meta, era il vento a scegliere per lui, ma questo non gli importava, volare era il suo sogno e sorridere ai suoi compagni di viaggio lo faceva sentire invincibile.. Ad un tratto, quando ancora i suoi pensieri erano rivolti al presente, al vivere ogni istante, si accorse che il suo viaggio era finito.. tutto era cambiato.. Sentiva il suo corpo scioglersi, sapeva che ogni minima parte di lui se ne stava andando per intraprendere un nuovo viaggio, nuove avventure, per fare del bene, per far crescere alberi rigogliosi, per far sbocciare fiori, per dare la vita a nuove creature, per dissetare animali e uomini.. Sentiva che ciò che era il suo corpo stava viaggiando nella Terra, i sapori delle radici si facevano sempre più forti, quell'odore di terra bagnata lo tranquillizzava.. non se ne stava andando, stava solo cambiando, la sua vita era mutata per crearne di nuova, la Morte non era un problema perchè non esiste, esiste solo il cambiamento.. Il fiocco di neve ora era parte di un sistema più complesso e negli ultimi istanti capì che prima della sua esistenza, era già passato da quelle radici, che era già stato bevuto, trasformato, che aveva già viaggiato per migliaia di chilometri nei fiumi, che ancora prima era una goccia del mare, che ancora prima era una lacrima di un ragazzo innamorato, che prima ancora era una goccia di profumo sulla pelle di una bellissima ragazza, che secoli addietro era una goccia d'acqua che dissetava un glorioso combattente.. e sapeva che prima o poi avrebbe reincontrato la sua amata nuvola, magari senza ricordare quanto l'avesse amata, ma sicuro che, una volta reincontrata, l'avrebbe amata ancora più intensamente...
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I suoi passi, stanchi, lo portavano incontro al vento freddo che avvolgeva la montagna, ma nonostante ciò il suo ardente desiderio lo spingeva a provare ancora una volta quella momentanea sensazione di benessere che aveva provato molti anni addietro, quando le sue dita ancora inesperte si muovevano incerte sulle corde del suo amato violino.. Questa volta era lì da solo, per suonare alla montagna che lo aveva visto bambino ed ora lo ritrova scavato dal tempo.. Lei era lì, imponente come sempre, incredibilmente uguale a quei lontani giorni d'inverno, pronta ad accogliere la volontà del vecchio musicista.. Il profumo dei fiori di montagna lo circondavano di ricordi, di volti che il tempo aveva portato via, di emozioni che la vita aveva dato e tolto a suo piacimento, senza spiegargli il perchè.. Ed i suoi occhi, colmi di lacrime, lasciavano trasparire che quel momento stava sussurrando al suo cuore, al cuore di un vecchio che per l'ultima volta voleva suonare alla sua montagna..
Si fece coraggio e le andò in contro, con il suo strumento d'arte tra le mani infreddolite.. Bach ora risuonava nel tempo, trasportato dal freddo vento montano poichè il vecchio ricordava a meraviglia quella sublime composizione.. I brividi causati dalle infinite emozioni si facevano spazio tra quelli nati dal grande freddo e si mescolavano tra loro ricordando all'uomo, quasi cinicamente, che molti inverni erano passati sulla sua pelle.. Era riuscito nel suo intento, ma sapeva bene che quella era l'ultima volta che la Montagna gli avrebbe permesso di suonare per lei, qualcuno lassù aveva già deciso che non si sarebbero più incontrati..
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Sapevo di essere lontano da tutto ciò che avevo vissuto, da tutto ciò che conoscevo, da tutto ciò che ritenevo sicuro e protettivo.. Sapevo che lì nessuno mi avrebbe mai aiutato, lontano migliaia di miglia da qualsiasi centro abitato e immerso nella completa oscurità.. Ma il cielo era colmo di stelle lucenti, che gareggiavano tra loro per eleggere la più bella, la Nube di Magellano strizzava l'occhio alla Luna che, spiazzata, si allontanava tuffandosi nel mare, la notte non era più sua.. Il profumo del mare che si apriva davanti alla poppa mi riempiva la narici ed il cuore conferendomi una sensazione di benessere fuori dal comune e le onde frangevano gentili cullando la barca ed il suo equipaggio.. Mi ero portato a prua dove gli schizzi d'acqua arrivavano ad accarezzare il mio viso stanco, e stringevo lo strallo umido tra le mie mani, intento ad ascoltare, ad occhi chiusi, quell'immenso universo d'emozioni che mi circondava e mi cingeva a sè.. Capivo ora come mai gli antichi uomini, guardando questi stessi paesaggi, avessero spiegato tutto con le divinità.. Ci si sente impotenti, piccoli ed inermi di fronte a tale perfezione, si capisce che tutti i nostri problemi nonchè i nostri sentimenti più belli non sono niente di fronte all'infinita grandezza dell'Universo.. L'aria era calda nonostante la tarda ora della notte e udivo in lontananza i potenti respiri di un branco di delfini che giocavano a creare incantevoli scie di luce disturbando la passiva noctiluca, io ero lì, ammaliato dai disegni tanto luminosi da sembrare che si fondessero in un tutt'uno con il cielo, davanti a me tanti sentieri verso il firmamento solcati da bellissimi cetacei che, seppur lontani, mi guardavano con sguardo complice e rassicurante. Tanto rassicurante che la voglia di tuffarmi in mezzo a loro mi portò a lasciare la presa ed affacciarmi, noncurante del pericolo, verso il profondo blu.. Ma il goffo rumore di un pesce volante approdato sul ponte mi dissuase.. Andai a prenderlo e lo feci scivolare nell'acqua mentre il sole preannunciava la sua presenza riempiendo il cielo con incredibili raggi verdi tanto belli quanto inusuali.. Fu in quel momento che capii che quell'esperienza mi stava formando più di quanto potesse fare chiunque altro.. Ero parte del Mondo..
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Fermo, immobile, con le goccie di pioggia che cadono di rimando dagli ordinati aghi di un pino che tenta di proteggermi.. Aspettando un cenno, per interminabili minuti.. mi soffermo a guardare ciò che la natura mi ha riservato, piccoli eserciti di insetti operosi che si affrettano a trovare ingegnose soluzioni per proteggere il loro giaciglio, noncuranti della mia presenza, si avvicinano mostrandomi tutta la loro naturale bellezza, bellezza pura, inviolata, lungi dall'essere artificiale.. si muovono repentini per evitare le gocce di pioggia mentre con il loro peso fanno vacillare le foglie umide.. foglie che emanano un profumo intenso, selvaggio, che copre l'odore del mio corpo sudato.. L'albero, che mi guarda dall'alto della sua folta chioma, appesantito dall'acqua, si fa vincere e lascia cadere i suoi semi che daranno vita ad altre naturali bellezze.. il freddo vento notturno si da da fare per creare incantevoli danze di foglie che compiono piroette incredibilmente ordinate.. comincio a sentirmi partecipe di questo bosco.. mi muovo, di qualche metro, quando mi rendo conto che il mio corpo è completamente bagnato ed intriso dai profumi delle foglie morte.. sono tutt'uno con la vegetazione, soffro come soffrono le fronde alla pressione del vento e nonostante ciò mi sento a mio agio.. E la luna sta sorgendo davanti a me, pemettendomi di vedere meglio ciò che mi circonda, la terra bagnata cambia la sua forma e il fiume, che aveva sete, ora comincia ad ingrandirsi e a cantare la sua melodia con l'intento di vincere il rumore della pioggia.. ma le due sinfonie si intrecciano in un'Opera celestiale quanto selvaggia, conferendomi la sensazione di essere invisibile al cospetto di tanta bellezza.. le mie mani, ghiacciate, mi aiutano a rimettermi in piedi, i rami ammorbiditi accarezzano il mio corpo mentre avanzo nella notte, riconosco le piante dal profumo e sento i passi di un cinghiale infreddolito che incurante del mio passaggio cerca tra la terra umida un pasto prima che sorga il sole..
Il bosco non è mai lo stesso, i giorni passano e gli alberi cambiano forma, le foglie, che prima erano bagnate, ora si staccano secche dai rami e ricoprono il terreno di uno scricchiolante strato multicolore.. gli insetti che prima correvano affanosi ora si muovono guardinghi portando con sè piccoli rametti rossi e qualche seme aperto dal tempo.. del cinghiale rimane solo una traccia, un lungo solco che tradisce la sua notturna presenza.. i profumi sono più gentili, meno riconoscibili, il venticello diurno riscalda le membra ed asseta il fiume che corre instancabile verso la libertà.. la sua voce ora è un sussurro volto a ricordarmi che loro ci saranno sempre in un modo o nell'altro.. che io vinca o che io perda..
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