L'Oltremondo
i pensieri di Giulio alias NikolajCiao a tutti,
innanzitutto mi presento, sono Giulio Nicolai, ho 22 anni e vivo a Livorno, sono stato uno degli organizzatori del No Berlusconi Day di Livorno e, per via di alcuni disguidi, sono finito per aiutare (con molto piacere comunque) anche i comitati locali di Ferrara, Pontedera e Pisa. Ho sempre creduto in quello che facevo, la mia passione è tanta e le energie che ho speso per portare qualche centinaio di persone a Roma sono state energie ben spese. Il progetto era magnifico, una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di un Presidente del Consiglio disonesto, arrivista, imperialista e, forse, mafioso. Una Manifestazione nata dalla rete, senza l'aiuto dei media televisivi e cartacei, se non qualche sporadica presenza che spesso veniva oscurata o, peggio, mostrata come una pagliacciata. Ma nonostante ciò siamo riusciti a portare migliaia di persone in piazza. 500.000? 90.000? 1 milione? Non importa, anche nelle peggiori delle ipotesi c'erano quasi 100.000 persone indignate, incazzate, deluse e sopratutto oneste che manifestavano la loro voglia di trasparenza, libertà, legalità. 100.000 persone che credevano, e credono tutt'ora, nelle istituzioni e per questo hanno dato tanto per smuovere le coscienze di tutti coloro che sono stati manipolati per anni dai media nazionali. Finita la manifestazione c'era il bisogno di una nuova organizzazione, di mantenere attivo il fermento e la voglia di fare di chi si era impegnato tanto e c'era ancora più bisogno di trovare ulteriori volenterosi che si unissero alla causa, così da trasformare il Popolo Viola nel "partito apartitico" del popolo deluso ma onesto. All'inizio c'era questo fermento, la gente, di qualunque classe sociale o economica, partecipava ai dibattiti, faceva proposte, dava nuove idee e proponeva iniziative. Poi però la cosa ha preso una strada inaspettata. Il Popolo Viola si è trasformato in un carro il cui motto è "O con noi o ti fotti", in cui chiunque voglia esprimere una critica si vede tacciare di trollismo, berlusconismo, bullismo, feticismo vaffanculismo e apostrofato con poco lusinghiere parafrasi. Si è perso il senso partecipativo e di autocritica che dovrebbe essere la forza maggiore di un movimento popolare, in cui ognuno ha il diritto di esprimere il dissenso per le decisioni prese. Diritto pari a quello di vedersi dare risposte educate, con argomentazioni più valide di un "se non ti piace il Popolo Viola allora perchè ci sei iscritto", risposte che abbiano come primo fondamento il rispetto di TUTTE le persone che esprimono le loro perplessità o, anche, il loro supporto all'iniziativa. Certo, esistono i disturbatori, i detrattori, gli sciacalli, ma non è facendo di tutta l'erba un fascio che si risolve il problema. Bensì mostrandosi superiori, dando risposte serene e prive di malizia, accettando le critiche, chiedendosi da cosa derivino e cercando di porre rimedio, se possibile ed intellettualmente accettabile, allo scontento. Non dico che tutte le critiche abbiano fondamento, so benissimo che non è così, ma ritengo ingiusto e profondamente sbagliato vedere sistematicamente attaccare chiunque ponga questiti o faccia domande. Stiamo diventando come chi cerchiamo di combattere, che taccia di "comunisti" chiunque non la pensi come lui. Ci stiamo omologando, stiamo diventando arroganti e poco simpatici e stiamo, troppo velocemente, perdendo lo spirito di collaborazione reciproca, di rispetto, di amicizia intellettuale che erano alla base dell'Opera Prima.
Io, da modesto partecipante quale sono, ritengo che si debba fare un passo indietro, che sia arrivato il momento di fermarsi a riflettere su quale sia il modo di interagire con noi stessi e con gli altri perchè altrimento andiamo in contro ad una rovinosa caduta, in cui le critiche, sempre più feroci, diverranno imbarazzanti verità. Non è questo che voglio e, come me, penso che tutti coloro che credono nel progetto del Popolo Viola vogliano rivedere quello spirito giovanile ed innovatore che tanto ci aveva elettrizzato. L'idea iniziale era GENIALE, una ventata fresca di libertà, sicuramente tutti gli ex-sessantottini hanno rivisto per qualche giorno il fermento giovanile, la politica (nel suo significato primo) popolare, la collaborazione piena di entusiasmo tra persone che il giorno prima non si conoscevano neanche di quei tempi così carichi di significato intellettuale. Si capisce che c'è una grande volontà di tornare ai vecchi fasti della lotta popolare, per chiedere a gran voce che la "casta" diventi il primo garante, onesto, dei cittadini, dall'Onda studentesca al Popolo Viola questi sono tutti segnali di ripresa, ma faremmo il più grande sbaglio della nostra esistenza se continueremo ad andare avanti coi paraocchi, senza un minimo senso di autocritica.
Spero di aver reso l'idea e, sopratutto, che non fraintendiate le mie parole come purtroppo, troppo spesso, è successo. Dovete prendere le mie parole come quelle di un amico che vi guarda negli occhi e, a differenza degli altri, non vi dice che va tutto bene per farvi contenti e prendersi la vostra simpatica in maniera gratuita, ma vi dice per filo e per segno quello che pensa di voi perchè, forse, è un dei pochi che vi vuole veramente bene.
Giulio Nicolai
giulionicolai@gmail.com
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Allora ho chiesto al mio contatto in Francia. Mi ha assicurato che lì gira un sacco di droga, ma che i francesi sono molto contrariati e che l'opinione pubblica crititca ferocemente i traffici illeciti, inoltre la maggior parte degli immigrati sono di origine magrebina e io non ho proprio la faccia da arabo. Le forze di polizia poi sono molto efficienti, e il carcere molto duro per chi compie reati gravi inoltre, come in Inghilterra, dovrei cavarmela da solo, senza aiuti. Non è il paese per me.
Allora ho avuto una grandiosa idea, chiamare il mio contatto in Olanda. Mi ha subito detto che lì la marijuana è legale e che gira davvero tantissima droga, l'ideale per me! Ma poi mi ha spiegato che si può vendere solo in locali autorizzati, si può consumare solo all'interno di essi e che lo spaccio illegale è severamente punito, con pene superiori a molti altri paesi. Inoltre, come in Francia ed Inghilterra, sarei da solo, non avrei aiuti di sorta, tutte prime donne! E poi io amo i bei paesaggi, l'Olanda è un pò tutta uguale!
E' un peccato perchè ho sempre saputo che in questi paesi nonostante tutto si vive bene, lo dicono anche dalle mie parti!
Ma non sono uno che molla, no, io no. Allora ho provato a chiamare il mio contatto in Italia.
Mi ha detto che è un paese bellissimo, che un posto col mio clima preferito lo trovo sicuramente e che, cosa molto più interessante, si droga un sacco di gente, anche quelli al governo! Mi si sono subito illuminati gli occhi! Inoltre mi ha assicurato che entrare è facilissimo, e che c'è un sacco di gente disonesta che arriva un pò da tutte le parti, visto che chi vuole lavorare di certo non va in Italia, dove c'è una legge sull'immigrazione ridicola per gli onesti! Basta farsi aiutare dall'organizzazione criminale più famosa al mondo, la Mafia! Il contatto mi ha spiegato che le politiche sociali sono scadenti, che la gente è depressa e che quindi il consumo di droga è altissimo, e in tutte le classi sociali! La polizia è sottopagata, ha mezzi scadenti e pochissimi fondi, le leggi molto permissive e il sistema carcerario uno spasso! Inoltre il mio contatto mi ha raccontato di essere stato arrestato ben 3 volte e di aver fatto a malapena un anno di galera, il paradiso! E come se non bastasse al Governo c'è un tipo losco, con tantissimi processi a carico, che corrompe a destra e a manca, paga giudici, che proteggeva un mafioso spacciatore di droga e che, nel suo partito, ha tantissima gente indagata per i reati più disparati! Inoltre avrei un appoggio garantito dalle associazioni criminali molto radicate nel territorio e che molto probabilmente hanno un ottimo rapporto con le istituzioni, ma che posso chiedere di più! L'informazione poi è tutta nelle mani di questo strano individuo e della sua famiglia, che possiede banche, assicurazioni, centri commerciali, aziende pubblicitarie, catene cinematografiche, televisioni, giornali, squadre di calcio, imprese immobiliari, insomma un pò tutto! Ora capisco perchè molti miei amici e colleghi in questi anni hanno sempre scelto l'Italia per portare avanti i loro traffici di droga, d'armi e il loro giro di prostituzione! Via, ho deciso, l'Italia è proprio il paese che fa per me, spero solo che alcuni partiti dell'opposizione non vadano mai al governo (ma per fortuna non sono il solo a sperarlo!) sennò per noi sarà una vita difficilissima e ci toccherà davvero diventare onesti, per carità!
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Ogni volta che sento parlare di giovani razzisti mi vengono i brividi.. Il razzismo non è affatto giovane! Se guardiamo la tv o leggiamo i giornali scopriamo che chi inneggia al razzismo sono panciuti sindaci di sperduti comuni del nord e attempati parlamentari vestiti di verde a mò di aiutanti di Babbo Natale. Non sono i giovani che danno origine al razzismo. E' vero però che noi giovani, sopratutto nel periodo dell'adolescenza, ci facciamo influenzare e spesso seguiamo le masse per il solo scopo di essere accettati e trovare un ruolo nella società che ci circonda. I giovani si trovano quindi ad essere gli esecutori materiali di ideologie vecchie ed anacronistiche. Non c'è niente di più vile e meschino di sfruttare l'ingenuità di un giovane per perseguire i propri interessi elettorali o, ancor peggio, le proprie preoccupanti e quantomeno sbagliate ideologie. Ormai le categorie contro cui sbraitare si sono moltiplicate, dagli immigrati ai musulmani, dai gay ai trans, dai poveri ai diversamente abili fino ad arrivare a chi semplicemente non la pensa come "la maggioranza". Ma che c'è di giovane in tutto questo, che c'è di "innovativo" nel perseguire il razzismo, un modus pensandi vecchio di secoli, che ha visto i suoi sanguinosi sviluppi negli anni '40 e ha portato morte, distruzione e disagi?
Noi vogliamo divertirci, con chiunque, che sia nero, musulmano o gay non fa alcuna differenza, perchè noi giovani dovremmo sapere bene che davanti a noi ci sono prima di tutto PERSONE, e come tali hanno tutti i diritti che abbiamo noi e, ovviamente, tutti i doveri. Non ci sono "categorie" più o meno accettabili, ci sono solo individui che hanno sentimenti, desideri, sogni, problemi, amori e via discorrendo, che di diverso da noi hanno la personalità e l'intelletto in quanto reduci da esperienze differenti, basta!
L'amore è giovane, non l'odio. E poi, perchè seguire ciò che dicono 4 vecchi allampanati? Per sentirsi accettati? e da chi? Se io so che sono uguale a te e tu sai che sei uguale a me su chi devo far bella figura, su un bavoso collezionista di manganelli? E' da giovani andare in giro a cercare il diverso per poi coprirlo di insulti o, peggio, picchiarlo? No, è da rincoglioniti. Allora, facciamo capire che i "rincoglioniti" sono altri, che gli unici "diversi" sono coloro fuori dal nostro tempo, che non hanno capito un'acca di ciò che noi giovani vogliamo davvero. Un mondo divertente, onesto, pieno di amici e che riesca a darci tante soddisfazioni!
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Penso che il tema della politica tra noi giovani sia molto delicato e pieno di sfaccettature, in quanto la gioventù stessa è un'amalgama di contraddizioni ma anche una sorgente di nuove idee e la base per il futuro. Ma come vediamo, noi giovani, la politica? Innanzitutto bisognerebbe specificare cosa si intende per politica, io personalmente vedo la politica in tutto, quando parlo con i miei genitori delle tematiche sociali, quando ascolto le lamentele sul traffico, quando vedo (poco) la tv e mi faccio un'idea della società, quando navigo su internet e leggo le opinioni più disparate e via discorrendo. Insomma, la politica è il dialogare tra cittadini, tra persone, sulle tematiche sociali e cercare, insieme, delle soluzioni. Purtroppo invece molti miei coetaniei, a causa di uno scellerato uso del termine "politica", hanno creato dentro di sè un'immagine molto negativa, piena di discorsi privi di significato, di vecchi signorotti attaccati alla poltrona, di problemi mai risolti. Ecco, secondo me questa NON è politica! Bisognerebbe avvicinare noi giovani a questa importantissima dottrina, quella dell'ascoltare, dell'informarsi, del processare e del trovare soluzioni. Sarebbe bellissimo risvegliare l'animo giovane che c'è in noi, la nostra curiosità, le nostre idee geniali, il nostro indiscutibile talento nel capire il nostro tempo e, quindi, entrare nel futuro dalla porta principale. Ecco perchè sono entrato in politica, perchè mi sono stancato di vedere ultrasettantenni governare nel tempo dell'informatica, di internet, dell'informazione globale. Perchè credo che i nostri padri debbano tramandare le loro esperienze, senza imporle, e lasciare a noi il compito di costruire il futuro dei loro nipoti. Con questo non voglio dire che la politica debba essere lasciata completamente in mano a noi giovani, che possiamo peccare d'esperienza, ma è necessario che i "veterani" capiscano quanto sia importante il nostro consenso critico, la nostra partecipazione nel sociale, la nostra capacità di creare ed inventare il futuro. Invece, da anni ormai, vediamo sempre le stesse persone, le stesse vecchie idee, le stesse vecchie diatribe. Abbiamo bisogno di supporto da chi è "giovane dentro", da chi è da anni all'interno della politica istituzionale e ha capito che senza di noi non si può andare avanti, abbiamo bisogno di maestri che vengano incontro alle nostre esigenze e che sappiano, in cambio, insegnarci il mestiere. Senza logiche di partito, clientelismi ed illeciti, ma con l'entusiasmo che solo la gioventù può fornire, con la forza di volontà tipica di noi giovani, con menti lucide pronte a dare il meglio per il nostro paese e il mondo intero.
Per questo vorrei che tutti i ragazzi e le ragazze, come me, domani si svegliassero con il grande desiderio di partecipare alla rinascita del nostro mondo, il mondo che vedrà noi come lavoratori, noi come ricercatori, noi come professori, noi come politici, noi come PERSONE.
Informiamoci, colmiamo la sete della nostra curiosità, facciamoci travolgere dal fermento della nostra giovane età e creiamoci uno spazio all'interno di questa società impazzita.. Noi siamo la cura!!
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Vorrei che la legge venisse rispettata, da chiunque. Ma non sono comunista.
Vorrei che l'onestà vincesse sulla disonestà. Ma non sono comunista.
Vorrei poter uscire di casa e sentirmi orgoglioso di quello che vedo. Ma non sono comunista.
Vorrei poter esprimere il mio dissenso. Ma non sono comunista.
Vorrei che tutti avessero pari diritti e pari doveri. Ma non sono comunista.
Vorrei che tutti avessero la possibilità di dire ciò che pensano. Ma non sono comunista.
Vorrei che la gente mi ascoltasse, prima di giudicarmi. Ma non sono comunista.
Vorrei che la gente prima di parlare di qualcosa, si informasse. Ma non sono comunista.
Vorrei poter dire che non basta un souvenir in faccia per ottenere la mia pietà. Ma non sono comunista.
Vorrei che non ci fossero violenze di Serie A e violenze di Serie B. Ma non sono comunista.
Vorrei che si capisse che la violenza fisica e la violenza ideologica vanno di pari passo. Ma non sono comunista.
Vorrei che a governare il mio paese ci fossero intellettuali, cultori della legalità, onesti padri di famiglia. Ma non sono comunista.
Vorrei che chi decide le politiche economiche andasse avanti con uno stipendio normale. Ma non sono comunista.
Vorrei che chi fa le leggi sapesse il prezzo del pane, dell'acqua, del grano. Ma non sono comunista.
Vorrei che chi fa le leggi conoscesse a menadito la Storia e la Filosofia. Ma non sono comunista.
Vorrei che chi fa le leggi avesse una cultura generale più che ottima. Ma non sono comunista.
Vorrei che chi approva le leggi le leggesse prima di deciderne il destino. Ma non sono comunista.
Vorrei che Brunetta, prima di preoccuparsi degli impiegati delle poste, si preoccupasse delle assenze dei suoi colleghi parlamentari, che guadagnano ben più di un normale impiegato statale. Ma non sono comunista.
Vorrei che ci infrange le leggi andasse in galera. Ma non sono comunista.
Vorrei un pò di buon senso. Ma non sono comunista.
Vorrei che gli italiani fossero un pò meno ipocriti ed ignoranti sul tema immigrazione, visto e considerato che nessun popolo più di quello italiano è figlio di una moltitudine di razze e di culture. Ma non sono comunista.
Vorrei che si finisse di essere così egoisti e per una volta, appena svegli, ci si chiedesse cosa possiamo fare per migliorare noi stessi e gli altri. Ma non sono comunista.
Io ho tante idee, che possono piacere o meno, che possono essere distanti da quelle della "maggioranza", ma ciò non autorizza NESSUNO a darmi del Comunista. Io sono Io, ragiono con la MIA testa, mi faccio delle idee in base alle esperienze vissute. Mi informo, processo ed infine giudico. E' assurdo che la mia LIBERTA' di pensiero debba essere etichettata come figlia di un movimento che non ha mai neanche spiccato il volo.
E' assurdo che per il solo fatto di pensarla diversamente da qualcuno debba essere tacciato di appartenenza ad un'ideologia che non condivido nella sua totalità o che, almeno, ritengo assolutamente anacronistica.
Io non sono COMUNISTA, sono semplicemente una persona LIBERA che pensa LIBERAMENTE.
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2000 visite!! Grazie di cuore a tutti coloro che hanno avuto la sventura di passare dal mio blog ![]()
GRAZIE!!!!!!!!!
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SONO FIDANZATO ED ETEROSESSUALE. GRAZIE.
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Domani, anzi oggi vista l'ora, partirò per la Cina, vado a trovare mio padre che lavora lì ormai da due anni come ingegnere navale in un cantiere che produce yacht di lusso lowcost. Mi attende un viaggio lungo e un pò impegnativo.. Non è la prima volta che vado in Cina, ma fin'ora sono andato accompagnato, mai da solo. Questa volta dovrò andare da solo, partire da Pisa, arrivare a Parigi, attendere circa tre ore e mezza, poi partire ed arrivare ad Hong Kong dopo 13 ore di volo.. A quel punto dovrò prendere la metropolitana, arrivare al terminal traghetti, prenderne uno e passare il confine arrivando a Macao. Solo a quel punto ci sarà mio padre ad attendermi.. insomma, una bella trafila!! Speriamo bene! E' una prova che voglio superare al meglio, che sarà un'iniezione di fiducia non da poco..Tornerò il 9 di Ottobre, con i miei noiosissimi post qui sul blog ;)
Ciao a tutti!!!
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Qualche istante fa parlavo con la mia ragazza di "destino", lei è convinta che ogni cosa che facciamo sia scritta o, perlomeno, indirizzata su un binario definito. Ritiene che la vita, con i suoi processi e le sue vicende, sia paragonabile ad un albero con molti rami e, partendo dal tronco, ognuno percorra la sua via, piena di bivi ed ostacoli, arrivando ad un ramo che il destino ha deciso essere la sua meta.. Inoltre, per convincermi della sua idea ha tirato in ballo il fatto che alcune persone si salvano miracolosamente da situazioni che teoricamente sarebbero mortali e che quindi ciò certifichi che queste persone erano destinate a non morire in tale luogo e tale momento.
Io, da persona razionale quale sono, non sono d'accordo su questo. Penso invece che la vita non sia altro che un'organizzazione del "caos", ovvero il caos che si regola autonomamente mantenendo gli equilibri che permettono al caos stesso di continuare la sua esistenza. Mi spiego meglio. Faccio l'esempio del Superenalotto, il mese scorso come abbiamo visto un fortunato ha vinto la bellezza di circa 150 milioni di euro, un'enormità di denaro. Adesso, la mia dolce metà direbbe "ma come mai proprio lui e non un altro?"..
La mia risposta è molto semplice. In quei giorni le combinazioni giocate erano circa 100 milioni, ovvero 1/6 delle combinazioni possibili in quel gioco. Quindi, in Italia, la possibilità che quel giorno uscisse il 6 era di "un sesto", una percentuale molto alta visto che la possibilità di un singolo individuo è di circa 1/700milioni. Quindi era inevitabile che di lì a poco, IN ITALIA, sarebbe uscito il 6. Tant'è che proprio in quei giorni uscì. Ma adesso, ha senso chiedersi perchè proprio quella persona? L'unica risposta plausibile è che ha vinto tal de tali perchè ha giocato la corretta combinazione, visto che la sua era tra le 120 milioni (1/6 del totale) giocate quel giorno. Il 6 doveva uscire per una questione matematica, ha poco senso chiedersi perchè proprio quella combinazione, o perchè vince uno che gioca un euro rispetto ai "sistemoni"..
Lo stesso si può dire per quanto riguarda gli incidenti, la mia ragazza ha detto "un tale è stato colpito 3 volte da un fulmine ed è ancora vivo e vegeto, era destino che si salvasse".. A parte che, se proprio vogliamo essere crudeli, era anche destino che fosse colpito 3 volte da un fulmine, in ogni caso tale situazione non dimostra niente.
Come ho detto a lei, la questione è molto semplice. Ora faccio un esempio citando numeri a caso ma utili per capire la vicenda. Ogni anno 100.000 persone vengono colpite da un fulmine, di queste 20.000 muoiono, 20.000 rimangono invalide e 60.000 si salvano.. L'anno seguente idem, stesse percentuali, ma niente di strano. L'anno successivo delle 120.000 persone che si erano salvate i due anni prima 100 vengono ricolpite da un fulmine, 20 muoiono, 20 rimangono invalide, 60 si salvano.
Ora, mentre nessuno fa caso al fatto che delle cento persone che sono state ricolpite ben 40 o sono morte o sono rimaste invalide, TUTTI fanno caso al fatto che ben 60 persone sono state colpite ben DUE VOLTE da un fulmine rimanendo illese!! Figuriamoci quando dopo 20 anni si scopre che una di quelle 60 persone è stata colpita una terza volta ed è rimasta illesa nuovamente! Tutti grideranno al miracolo o, in questo caso, al destino, ma in realtà è semplicemente una questione casuale. Non ha senso chiedersi perchè proprio quella persona, era solo una questione di numeri!
E' come se noi prendessimo un vaso integro, lo spaccassimo in terra e poi ci chiedessimo il perchè ogni pezzo ha proprio quella forma, quella dimensione o perchè i pezzi sono proprio quel determinato numero... Non ha senso chiederselo! Inoltre, se avessimo accuratissimi strumenti scientifici (che ancora non esistono) avremmo potuto prevedere benissimo il numero di cocci, la loro forma e la loro posizione sul pavimento..
E' solo una questione di ignoranza (nel senso che non ci si riesce a spiegare il motivo di alcuni avvenimenti) del perchè delle cose.
Certo, se ci viene a mancare un caro parente, magari in un incidente stradale, ci chiederemo, "ma perchè proprio lui?". Ma ci chiediamo "come mai" proprio quelle 33 persone che muoiono tutti i giorni sulle nostre strade? Non ha senso chiederselo, ogni giorno in Italia muoiono una trentina di persone sulle strade, per un fatto statistico, perchè le strade italiane, con la componente del modo di guida italiano, della società, della cultura, del tempo etc, fa sì che ogni giorno, tra le milioni di situazioni in cui non succede nulla, ci siano 33 situazioni in cui una persona muore.
Inoltre, come nella questione del vaso, se avessimo strumenti avanzati, avremmo scoperto che magari quella persona aveva le gomme usurate in una certa maniera, i riflessi inferiori alla media, l'abitudine di andare veloce, una gomma un pò storta, su un tratto di asfalto con un determinato coefficiente d'attrito etc etc e quindi era inevitabile che facesse un incidente in quel momento. O semplicemente era una persona che guidava benissimo, con una macchina perfetta che ha avuto la "sfortuna" di incontrare una persona di cui sopra! Non c'è destino, ma solo caso!
Ma nonostante pensi che è il caso a regolare il nostro universo, di certo non penso che le cose siano meno romantiche, o che un bacio sia meno passionale, penso solo che le cose vanno apprezzate al massimo in quel momento, perchè non si ripeteranno mai uguali, "perchè è destino che l'universo sia comandato dal caso" ;)
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Allora, premetto che non è la prima volta che faccio sogni "premonitori" in quanto ho già avuto esperienze inquietanti in merito..
In ogni caso il 22-08-09 ho fatto un sogno molto particolare.. Ho sognato la figura di un uomo, vestito di bianco e con una candida barba molto lunga che veniva "incoronato".. Molto probabilmente come "Papa"... detto ciò mentre sognavo sentivo una voce in sottofondo.. "tra sette, tra sette"... Presumo parlasse di giorni, mesi o anni.. Ma è come se sapessi che sono 7 mesi..
Quindi riassumendo, ho sognato l'incoronazione di un nuovo Papa (conseguenza della morte di Ratzinger), vestito di bianco con una lunga barba, il 22-03-2010...
Ora non ci resta che aspettare..
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A volte, nella vita, bisogna credere anche nelle cose che sappiamo bene non accadranno mai, perchè è stupenda quella sensazione di imminenza, quel ritmo frenetico che ci accompagna appena prima di una delusione, se si riuscisse, con una magia, ad eliminare la sensazione di delusione, potremo vivere ogni giorno di illusioni, anche le più incredibili, e saremmo sempre felici..
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Se la guerra non sarà buttata fuori dalla storia degli uomini sarà la guerra a buttare fuori gli uomini dalla storia..
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La Paura è un'alterazione dell'animo, una sofisticazione, un muro dietro al quale ci ripariamo quando siamo incapaci di agire..
La Paura non esiste, siamo noi a crearla, ad utilizzarla incosciamente per le nostre scelte..
Avere Paura è sintomo di debolezza interiore..
Con la Paura non si risolve niente, si creano solo odio, rancore, insicurezza..
Quando dobbiamo risolvere un problema, eliminiamo i componenti portati dalla paura, e ciò che prima sembrava un problema, apparirà sotto ai nostri nuovi occhi semplicemente come una situazione da risolvere..
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Vorrei dedicarmi alla pura e semplice libertà personale, a quel diritto inviolabile di cui dovremmo godere tutti, la libertà di poter decidere il proprio cammino, la propria via, il proprio modo di vivere.. Purtroppo, troppo spesso, ci vediamo negare tale libertà proprio da chi, invece, dovrebbe garantircela nel modo più assoluto, vediamo dei muri innalzarsi attorno a noi che si frappongono tra il nostro Io e il mondo che ci circonda. Mi riferisco ad alcuni genitori che fanno di tutto pur di negare la libertà ai propri figli, arrogandosi il diritto di poter decidere tutto della loro vita, senza vagliare l'ipotesi che i figli, prima di questo sono Persone. Non è il mio caso, fortunatamente ho avuto dei genitori che mi hanno lasciato molte libertà e ciò mi ha insegnato tanto, ma sono circondato da persone che vedono i propri genitori (e la maggior parte delle volte giustamente) come dei secondini. Io penso che una volta raggiunta una certà età, anche se può variare di caso in caso ma questo è un altro discorso, i figli debbano essere lasciati liberi di prendere le proprie decisioni, di assumersi le proprie responsabilità senza obblighi nei confronti dei genitori, se non quello di rimanere all'interno dell'umanamente tollerabile (non penso insomma che un figlio sia libero di drogarsi o di mandare tutti a quel paese così da sentirsi libero).
Il concetto principale è il seguente. Noi siamo Persone, e sto parlando dal punto di vista sociologico, sia che siamo figli, sia che siamo genitori. Ciò vuol dire che un genitore deve comportarsi con i figli col massimo rispetto personale, mantenendo il suo ruolo di educatore e "protettore" nella prima infanzia e nell'adolescenza. Ma dopo questa età, quando il figlio ha già idee proprie, volontà anche differenti dai genitori, vocazioni e desideri, credo sia molto negativo da parte di un genitore far sì che il ragazzo non possa essere libero di prendere delle decisioni autonome. Prima di tutto un genitore non è il padrone dei suoi figli, bensì un educatore, ciò comporta che una volta raggiunta una certa età, quando ormai i principi educativi sono radicati nei figli, il ruolo del genitore è semplicemente quello di un "protettore passivo" ovvero qualcuno che "c'è sempre" nel momento del bisogno e che in cambio richiede semplicemente affetto e rispetto. Non autorità.
negare la libertà di uscire ad un figlio già grande (e per grande intendo la fascia +18), la libertà di decidere cosa fare, come farlo, o quando farlo, negargli la libertà di decidere cosa fare del suo futuro, come vivere le sue relazioni amorose o sociali, negargli la possibilità di farsi un'idea autonoma del mondo che lo circonda; tutto questo è profondamente sbagliato ed anche pericoloso. Perchè un giorno che lo vogliamo o no, i nostri genitori non ci saranno più, e se quel giorno noi saremo ancora legati a loro su tutto, non saremo mai in grado di avere una vita autonoma e libera, poichè avremo paura di tutto.
trovo inoltre molto negativo che il genitore trasmetta le sue paure ai figli, trovo ancora più negativo che un genitore trasmetta ai figli la sensazione che il mondo sia un via vai di problemi e di pericoli, un ricettacolo di malattie, di violenze, di paure. Il mondo è semplicemente il mondo, fatto di uomini e non di spauracchi. Una persona responsabile, saprà vivere tranquillamente in questo mondo, avrà buon senso, farà esperienze e saprà godersi la vita come merita, senza alcun bisogno di temere di svoltare l'angolo per paura di incontrare un altro uomo.
Giorgio Gaber, grande uomo, aveva già posto il problema con "la paura" una stupenda prosa che potete vedere ed ascoltare nel video che ho postato. Troppo spesso valutiamo le cose con dei pregiudizi senza mai pensare che dietro ogni "maschera" c'è una persona e che spesso siamo noi stessi ad applicare maschere agli altri, riempiendo il mondo di paure fittizie ed inesistenti. Ho sempre più l'impressione che l'uomo moderno abbia bisogno delle paure per sentirsi più sicuro..
Io stesso ho affrontato il problema in maniera diretta. Nel 2003-2004 ho avuto la grande e rara fortuna di viaggiare per l'africa orientale in barca a vela. Sono stato in paesi musulmani, anche quelli con la Shari'a, paesi che secondo ciò che avevo visto in televisione erano pieni di terroristi, di persone pronte a farmi del male, di rapitori, seviziatori, persone malvagie. Eppure non ho incontrato niente di simile, ma semplicemente PERSONE, oltretutto persone squisite, pronte a rinunciare a quel poco che avevano pur di ospitarmi al meglio.
Ecco cosa intendo dire. Il mondo va conosciuto, va visto, va sentito e vissuto, solo così potremmo davvero capirlo, solo così potremo abbattere quel muro di paure, di facce e di miti che ogni giorno ci vengono propinati sempre più volontariamente. Perchè i nostri figli devono vedersi negato il diritto di conoscere il mondo che li circonda? Perchè dobbiamo anteporre le nostre esperienze alle loro, credendo che solo ciò che abbiamo vissuto noi sia reale e che ciò basti per segregare i nostri figli? E' sbagliatissimo pensare che le nostre esperienze bastino anche per i nostri figli. Essi devono fare le loro, devono avere le PROPRIE idee e l'unico modo che hanno per farlo è quello di essere liberi di uscire, di viaggiare, di conoscere gente diversa, città diverse, paesi diverse, culture, religioni, lingue, governi.. Non si può dare una sola immagine del mondo, per giunta estremamente negativa, e pensare che stiamo "proteggendo" i nostri figli. Così facendo gli stiamo solo mostrando un dipinto del mondo, oltremodo negativo, e quando essi si troveranno a viverlo avranno paura di tutto, anche di camminare scalzi su un prato..
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La pianta va innaffiata affinchè cresca bene. Ed ogni pianta ha la sua quantità di acqua, alcune ne hanno un bisogno costante, altre necessitano di meno attenzioni.. Ma non per questo devono essere abbandonate a sè stesse.. Poichè se decidiamo di tenere un vasetto in casa dobbiamo assumerci la responsabilità di far crescere la nostra piantina nel migliore dei modi, dobbiamo informarci sui suoi bisogni, dobbiamo correggerne la forma se pende da un lato, dobbiamo darle le giuste dosi di concime e la giusta esposizione al sole.. Non possiamo tenerla in un angolo e pretendere che la pianta, da sola, per il solo motivo di essere in casa nostra, cresca alta e rigogliosa.. Certo, ci sono piante che nascono tra le pietre.. ma sono piantine destinate a vivere poco e male.. Che avrebbero bisogno del loro spazio per crescere, di una terra fertile su cui piantare le radici.. di un futuro roseo e senza problemi..
Tu avresti potuto curarmi meglio, e hai ritenuto che il minimo sforzo portasse al massimo risultato. Sei stato fortunato, perchè poteva andare molto, ma molto peggio.. Ma è proprio questa tua fortuna la mia sfortuna più grande.. Poichè le mie capacità di crescere da solo hanno avuto l'unico merito di mantenere pulita la tua coscienza.. che di pulito ha ben poco..
Ormai il mio tronco è formato, ho una forma, non posso essere cambiato.. Ogni tuo tentativo di porre rimedio a certe carenze sarebbe tardivo.. Ma potresti comunque provare a potare le mie chiome per farle ricrescere ancora più rigogliose, ad annaffiare le altre piante del mio giardino, a curare l'erbetta che mi solletica le radici.. apprezzerei molto.. Per questo non è mai troppo tardi..
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Questa è l'Italia di oggi, questo è il risultato dell'ignoranza che imperversa nel nostro paese, questo è il risultato di anni di illegalità parlamentare. "Io non mi sento italiano, ma per fortuna o pur troppo lo sono..." (Giorgio Gaber)
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E' tempo di elezioni, nelle nostre città siamo osservati da facce sorridenti appese ai muri, che promettono mari e monti, che si additano l'un l'altro per convincere noi poveri elettori che votando loro avremo un'Italia migliore. La cosa penosa a mio parere è che una moltitudine di Italiani si fa abbindolare da slogan che erano in disuso anche negli anni '30, da personaggi che in qualsiasi altro paese sarebbero a fare la guardia ai supermecati o, ancora meglio, in galera a scontare la pena della loro disonestà. Eppure la grande ruota della politica va avanti, mentre il nostro paese continua a tornare indietro impietosamente. Ci si fa beffa del volere degli italiani e si progettano centrali nucleari, quando in tutto il mondo si investe sulle energie pulite, si appellano a slogan del tipo "eolico? io tengo al mio paesaggio, si al nucleare!" che più che slogan per l'italia sembrano epitaffi.. Io rimango allibito, quando vedo tutta quella gente che va a votare, convinta di esercitare un proprio diritto e dovere.. E sono rimasto ancora più allibito nel vedere tanta gente votare delle "entità" e non delle altre persone.. Si parla di progresso e l'età media del nostro parlamento è oltre i 60 anni, si parla di giustizia e quasi la metà dei parlamentari hanno condanne definitive o processi in corso, si parla di ambiente e si costruiscono inceneritori, si parla di democrazia e, di fatto, il potere è conteso tra due soli partiti che si assomigliano in modo inquietante.. Ma di chi è la colpa di tutto ciò? Della mafia? Degli extracomunitari? Della Crisi? Eh, la crisi poi, è stata una Manna dal cielo per questa elite politica da quattro soldi, che trova l'opportunità per fare propaganda anche nelle tragedie come il terremoto in Abruzzo, con Berlusconi in mezzo al popolo affamato che prometteva anche la luna pur di ricevere qualche voto, che stava in mezzo ai bambini a fare lezioni di economia dando valore ai propri autografi, che se gli avessero dato una falce si sarebbe messo a torso nudo come il suo idolo degli anni '30.. Di chi è la colpa allora?
La colpa è nostra, la colpa è di un popolo di grandissimi ipocriti menefreghisti, che non sanno niente del loro paese, che vogliono solo un tornaconto personale, che non ragionano come "cittadini di un solo paese" ma come "piccoli sovrani" di una nazione senza stato.. Sovrani senza potere per giunta.. Io mi mordo le mani quando si fanno le leggi farsa, come quella di punire le prostitute, i lavavetri, i clandestini.. Perchè si finisce sempre per dare la colpa a qualcun altro, non si ragiona mai nel modo in cui si dovrebbe..
Ci sono gli spacciatori? Fuori gli extracomunitari!!!
No cari miei, se ci sono gli spacciatori è perchè ci sono miriadi di ITALIANI, grandissimi ipocriti, che la comprano quella MERDA!
Ci sono le prostutite? Arrestiamole tutte!!
Stesso discorso di prima! Le prostitute ci sono perchè hanno i clienti, non perchè hanno voglia di prendere freddo e di essere picchiate dal loro protettore.
Ci serve energia? Centrali nucleari!!
No carissimi idioti, l'energia ci serve perchè VOI non avete mai investito un centesimo in questo settore, avete fatto la cosa più sbagliata che si potesse fare, usando i tributi dei contribuenti per "comprare" l'energia dagli altri paesi (che se la vendono evidentemente ne hanno a volontà) fregandovene altamente del fatto che così l'Italia sarebbe divenuta la serva della gleba d'Europa..
Ma la soluzione a tutto ciò c'è? Me lo chiedo spesso, io provo ad avere fiducia nelle nuove generazioni, anche se ci vuole molta fantasia per farlo, visto che il 90% dei diciottenni di oggi sono poco più che dei Robot con una cultura pari solo a quella dei nostri parlamentari.
Provo ad aver fiducia perchè non posso fare altrimenti, cerco di informarmi ove possibile (ormai solo su internet) e nel mio piccolo cerco di diffondere un messaggio di ribellione alla "Casta" che ci comanda.. Ma dovremmo farlo tutti, invece molti di noi non hanno voglia o sono entrati nel pericoloso circolo di coloro che hanno perso ogni speranza..
Io spero solo che una mattina, ogni italiano si svegli pensando a quanto tiene al suo paese e al mondo in cui vive.. E abbia così la forza di DECIDERE cosa vuole per il suo bene, senza lasciare tale incarico ad un branco di imprenditori mafiosi e di spregevoli leccaculo..
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