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Post N° 27

Post n°27 pubblicato il 12 Febbraio 2015 da Dust_InThe_Wind
Foto di Dust_InThe_Wind

Ho letto questa storia ad un corso e ci ho pensato diverse volte negli anni... al di là degli insegnamenti che ci vuole dare, mi piace rileggerla ogni tanto...

Quando ero piccolo andavo al circo soprattutto perché mi piacevano gli animali.
Ad attirarmi era in particolar modo l’elefante, perchè durante lo spettacolo quel bestione faceva sfoggio di un peso, di una dimensione e di una forza davvero fuori dal comune.
A colpirmi tuttavia era anche il fatto che dopo il suo numero, e fino a un momento prima di entrare in scena, l’elefante era sempre legato a un paletto conficcato nel suolo, con una catena che gli imprigionava una delle zampe.
Eppure il paletto era un minuscolo pezzo di legno piantato nel terreno per pochi centimetri. E anche se la catena era grossa e forte, mi pareva ovvio che un animale in grado di sradicare un albero potesse liberarsi facilmente di quel paletto e fuggire. Era davvero un bel mistero...
Che cosa lo teneva legato allora?
Perché non scappava?
Fu solo quando crebbi ed ebbi la fortuna di imbattermi in chi riuscì finalmente a dare una risposta a queste mie domande, che scoprii questo: l’elefante del circo, nonostante la sua forza e le sue monumentali dimensioni, non scappa perché è stato legato a un paletto simile quando era molto molto piccolo..
Chiusi gli occhi e immaginai l’elefantino indifeso appena nato, legato al paletto. Immaginavo che in quel momento l’elefantino provasse con tutte le sue poche forze a spingere, a tirare, nel tentativo di liberarsi, ma che nonostante gli sforzi non ci riuscisse perché quel paletto era troppo saldo per lui.
Lo vedevo addormentarsi sfinito e il giorno dopo provarci di nuovo, e così il giorno dopo e quello dopo ancora…
Finchè un giorno, un giorno terribile per la sua storia, l’animale accettò l’impotenza rassegnandosi al proprio destino...
E’ dunque questa la conclusione di questa triste storia: l’elefante enorme e possente che vediamo al circo non scappa perché, poveretto, crede di non poterlo fare.
Reca impresso il ricordo dell’impotenza sperimentata subito dopo la nascita.
E il brutto è che non è mai più ritornato seriamente su quel ricordo. E non ha mai più messo alla prova la sua forza.

 
 
 

"CRANKY", UOMO VECCHIO!

Post n°26 pubblicato il 26 Agosto 2012 da Dust_InThe_Wind

Quando un uomo anziano è morto nel reparto geriatrico di una casa di cura in un paese di campagna in Australia, si credeva che nulla di valore egli avesse potuto lasciare. Più tardi, le infermiere sistemando i suoi pochi averi, trovarono questa poesia.

"Cosa vedi, infermiera? Cosa vedete? Che cosa stai pensando mentre mi guardi? "Un povero vecchio... non molto saggio... con lo sguardo incerto ed occhi lontani... che schiva il cibo... e non daà risposte... e che quando provi a dirgli a voce alta: "almeno assaggia!", sembra che nulla gli improti di quello che fai per lui... uno che perde sempre il calzino o la scarpa... che ti resiste, non permettendogli di occuparti di lui.. per fare il bagno, per alimentarlo.. e la giornata diviene lunga...

 

 

Ma cosa stai pensando? E cosa vedi?... Apri gli occhi, infermiera!... perchè tu non sembri davvero interessata a me... Ora ti dirò chi sono... mentre me ne sto ancora seduto qui a ricevere le tue attenzioni... lasciandomi imboccare per compiacerti.

Io sono un piccolo bambino di dieci anni con un padre ed una madre, fratelli e sorelle che si vogliono bene...

 

 

Sono un ragazzo di sedici annni con le ali ai piedi, che sogna presto di incontrare l'amore...

 

 

A vent'anni sonno già sposo; il mio cuore batte forte, giurando di mantener fede alle sue promesse...

 

 

A venticinque ho già un figlio mio, che ha bisogno di me e di un tetto sicuro, di una casa felice in cui crescere.

 

 

Sono già un uomo di trenta e mio figlio è cresciuto velocemente, siamo moto legati uno all'altro da un sentimento che dovrebbe durare nel tempo.

 

 

Ho poco più di quarant'anni, mio figlio ora è un adulto e se ne va, ma la mia donna mi sta accanto per consolarmi affinchè io non pianga.

 

 

A poco più di cinquant'anni i bambini giocano attorno alle mie ginocchia. Ancora un avolta abbiamo con noi dei bambini io e la mia amata...

 

 

 

Ma arrivano presto giorni bui: mia moglie muore! Guardando al futuro rabbrividisco di terrore. Abbiamo allevato i nostri figli e poi loro hanno allevato i propri... e così penso agli anni vissuti, all'amore che ho conosciuto.

 

 

Ora sono un uomo vecchio e la natura è crudele. Si tratta di affrontare la vecchiaia... con lo sguardo di un pazzo. Il corpo lentamente si sbriciola; grazia e vigore mi abbandonano.

Ora c'è la pietra dove una volta ospitavo un cuore.

 

 

Ma all'interno d questa vecchia carcassa un giovane uomo vive ancora e così di nuovo il mio cuore martoriato si gonfia...

Mi ricordo le gioie... ricordo il dolore. Io vorrei amare; amare e vivere ancora, ma gli anni che restano sono pochissimi... tutto è scivolato via veloce e devo accettare il fatto che niente può durare..."

Quindi aprite gli occhi gente, apriteli e guardate. Non un uomo vecchio... avvicinatevi meglio e... VEDETE ME!

 

 
 
 

STORIA DI SAMIA

Post n°25 pubblicato il 21 Agosto 2012 da Dust_InThe_Wind

 

Sono trentadue secondi. Sono la commuovente metafora di una vita che non c'è più. Lei si chiamava, si chiama, si chiamerà per sempre Samia; ragazza simbolo, minuta e ostinata. Giovane somala, dai lineamenti aggraziati, regalo di quel popolo bello quanto sfortunato e crudele con se stesso. Popolo in lotta. Popolo senza pace. Samia è il simbolo triste e coraggioso di chi, la vita, a costo di morire, la vuole cambiare. E' agosto. E' il 2008. Stadio olimpico. Giochi di Pechino. Giochi muscolosi, fatti per raccontare una potenza, che, per una manciata di secondi, si trasformano però in giochi di dolcezza infinita. ùsuccede nella batteria dei 200 metri donne. Corsia 7, c'è Isabel Le Roux, sudafricana - un'altra Africa rispetto a quella di Samia. Isabel non sa nulla di lei. Corsia 6, c'è Veronica Campbell Brown, fuoriclasse, giamaica. E' tesa, sprizza muscoli. Non sa nulla di Samia, di quella ragazza di 17 anni alla corsia 2. Fouseaux neri sotto il ginocchio, maglietta bianca e larga e scarpe forse troppo grandi, prese in prestito all'ultimo momento. Fisico di chi corre, ma non si allena in centri specializzati e di chi non segue una dieta specializzata. Veronica Campbell e le altre non sanno niente di lei e non la vedranno neanche, perchè allo sparo correranno via e sarà gara tra loro sole. Gara a cinque, 23 secondi e rotti; metafora di chi si è prearato e affronta la vita; magari perde, ma aveva tutte le carte in regola per potercela fare. Dietro, molto indietro, 32 secondi e rotti il suo tempo, Samia corre e vive la propria, di metafora, quella di chi, anche se dà l'anima, no, proprio no, non potrà mai raggiungere le altre. Perchè le altre sono troppo avanti, le altre appartengono ad un mondo che non sarà mai alla portata. "Ho rappresentato la Somalia, ho tenuto in mano la bandiera, ho sfilato con i grandi atleti e sono orgogliosa di quello che ho fatto" dirà Samia, senza nemmeno approfittare dei media del mondo per raccontare del padre ucciso negli scontri a Mogadiscio, dei cinque fratelli, della povertà. Senza neppure sapere come verrà accolta in patria, dove nessuno a visto la sua gara, non è stata trasmessa. Nessuno sa. E ben presto - è il 2009 - capirà che è molto meglio non sapere nulla, persino negare di essere un'atleta. A convincerla le minaccie di Al Shabaab, il partito della gioventù, il gruppo insurrezionale somalo, integralista islamico, che vieta di vedere e praticare sport. Alla prima occasione, Samia fugge, scappa in Etiopia, prova persino a riprendere gli allenamenti, stavolta per i 1500. Obiettivo Londra. Niente da fare. Già Londra. Dopo i giochi appena conclusi e un gran parlare di eroi sportivi, Abdi Bile, icona dello sport somalo, campione del mondo nei 1500 a Roma '87, durante un'intervista, ha gelato il mondo dicendo: "Sapete che fine ha fatto Samia? E' morta! Su una carretta del mare.... cercando di raggiungere il suo sogno... l'Italia dalla Libia".

Pechino 2008. T - shirt bianca e quella corsa e le cinque atlete che fuggono via. Irraggiungibili. Metafora di una vita!

 

 
 
 

STORIA DI UN ABBANDONO!

Post n°24 pubblicato il 21 Agosto 2012 da Dust_InThe_Wind

UNA SETTIMANA!

Oggi è una settimana che sono nato. Che allegria essere arrivato in questo mondo!!



 

UN MESE!

La mia mamma mi accudisce molto bene; è una madre esemplare!




DUE MESI!

Oggi mi hanno separato dalla mia mamma! Era molto irrequieta ed i suoi occhi mi hanno detto: "Addio!", con la speranza che la ia nuova "famiglia umana" mi sappia accudire come lei ha fatto con me!




QUATTRO MESI!

Cresco rapidamente; tutto richiama la mia attenzione. Ci sono molti bambini in questa casa, che sono per me come dei "fratellini". Sono molto gentili con me; giochiamo insieme con la palla, che mordo solo per gioco.



 

CINQUE MESI!

Oggi la mia padrona mi ha castigato. si è arrabbiata perchè ho fatto la pipì in casa! (nessuno mi ha detto dove devo farla!)

 


 

SEI MESI!

Sono un cane felice! Ho il calore di un focolare; mi sento sicuro e protetto! Credo che la mia "famiglia umana" mi ami molto! Quando loro sono a tavola, invitano anche me e il cibo che mi danno lo sotterro nel cortile.



 

UN ANNO!

Oggi compio un anno! Sono un cane adulto e i miei padroni dicono che sono cresciuto più di quello che speravano. Devono essere molto orgogliosi di me!




TREDICI MESI!

Oggi non mi sento molto bene, non sono per niente in forma. Il mio "fratellino" ha preso e tirato la palla e, siccome nessuno può toccare i suoi giocattoli, non vedo perchè lui debba toccare il mio. Così gli sono andato alle spalle e l'ho morso! I miei denti sono forti e, senza volerlo, gli ho fatto male! Dopo questo spavento, mi hanno preso e legato ad una catena che non mi permette nemmeno di muovermi! Mi hanno detto che sono un ingrato e che mi devono tenere sotto osservazione!




QUINDICI MESI!

Tutto è cambiato! Ormai vivo prigioniero della catena nel cortile. mi sento molto solo! La mia famiglia umana non mi vuole più! A volte si dimenticano che ho fame, sete e, quando piove, che ho bisogno di un tetto che mi ripari!

 


SEDICI MESI!

Oggi mi hanno tolto la catena. Che bello! Che mi abbiamo perdonato? Sono tanto contento che salto dalla gioia. Vedo la macchina. Mi porteranno a passeggio con loro? Ecco, saliamo sull'auto. Mah, quanta strada!! Ci siamo fermati; mi hanno aperto la portiera. finalmente posso correre felice! Però non capisco perchè abbiano richiuso la portiera e siano ripartiti. Speriamo che non si siano dimenticati di me!! Comincio a correre dietro l'auto, ma non si fermano. Ho capito: mi hanno abbandonato!




DICIASSETTE MESI!

Ho cercato, invano, la strada per tornare a casa, ma ormai sono convinto di averla persa. Alcune persone di buon cuore mi guardano con tristezza e mi danno qualcosa da mangiare. Li ringranzio dal profondo dell'anima, ma vorrei che mi adottassero. Mi dicono solo: "Povero cagnolino, ti devi essere perso!"

 


DICIOTTO MESI!

L'altro giorno sono passavo vicino ad una scuola e ho visto tanti bambini. molti ragazzi, come i miei fratellini. Mi sono avvicinato a loro e, ridendo, hanno comiciato a tirarmi delle pietre. Una di quelle mi ha colpito l'occhio e, da allora, non ho più visto...

 


DICIANNOVE MESI!

Sembra quasi impossibile, ma quando ero un bel cane, le persono avevano compassione di me. Ora che sono debole, con un aspetto poco raccomandabile, senza un occhio, le persone mi prendono a calci e mi lasciano nell'ombra!




VENTI MESI!

Quasi non riesco più a muovermi. ho attraversato una strada dove passavano delle automobili e una di queste mi ha investito. Pensavo di essere in un posto sicuro ed invece non posso dimenticare gli sguardi di soddisfazione dell'autista. Il dolore è terribile! Le mie zampe posteriori non rispondono più e, con difficolta, mi sono trascinato in uno spiazzo. Sono già dieci giorni che vivo nascosto ai raggi del sole senza cibo. Non riesco a muovermi! Sono in un posto umido e mi sembra perfino che il pelo mi stia cadendo. I miei unici compagni sono freddo e pioggia. Alcune persone mi passano vicino che se non mi vedessero.



Una forza strana mi fa aprire l'occhio. Sento una voce dolce che mi fa reagire. "Povero cagnolino, come sei ridotto!"

Vedo l'ombra di una signora accompagnato da un signore che indossa abiti bianchi e che, rivolgendosi alla signora dice: "Sono spiacente, ma per questo cane non c'è rimedio. La cosa migliore è che smetta di soffire!" Con gli occhi pieni di lacrime, la signora gentile acconsente. Sento solo il pungere dell'iniezione... e...

Mi addormentai per sempre, pensando a perchè naqui, se nessuno mi aveva voluto...



 

 
 
 

IL FILO DEI SOGNI....

Post n°23 pubblicato il 17 Agosto 2012 da Dust_InThe_Wind

 

Il corpo del povero cadrebbe in pezzi

se non fosse legato ben stretto

dal filo dei sogni

 

 
 
 
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Un blog di: Dust_InThe_Wind
Data di creazione: 26/01/2010
 

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A TE, NONNO...

Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma son mille papaveri rossi

Lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente

Così dicevi ed era inverno
e come gli altri verso l'inferno
te ne vai triste come chi deve
il vento ti sputa in faccia la neve

Fermati Piero , fermati adesso
lascia che il vento ti passi un po' addosso
dei morti in battaglia ti porti la voce
chi diede la vita ebbe in cambio una croce

Ma tu no lo udisti e il tempo passava
con le stagioni a passo di giava
ed arrivasti a varcar la frontiera
in un bel giorno di primavera 

E mentre marciavi con l'anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore

Sparagli Piero, sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue 

E se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore 

E mentre gli usi questa premura
quello si volta , ti vede e ha paura
ed imbraccia l'artiglieria
non ti ricambia la cortesia

Cadesti in terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chiedere perdono per ogni peccato

Cadesti interra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che la tua vita finiva quel giorno
e non ci sarebbe stato un ritorno

Ninetta mia crepare di maggio
ci vuole tanto troppo coraggio
Ninetta bella dritto all'inferno
avrei preferito andarci in inverno
 

E mentre il grano ti stava a sentire
dentro alle mani stringevi un fucile
dentro alla bocca stringevi parole
troppo gelate per sciogliersi al sole

Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi.


 

UN'ALTRA VITA..

Certe notti per dormire mi metto a leggere,
e invece avrei bisogno di attimi di silenzio.
Certe volte anche con te, e sai che ti voglio bene,
mi arrabbio inutilmente senza una vera ragione.
Sulle strade al mattino il troppo traffico mi sfianca;
mi innervosiscono i semafori e gli stop,

e la sera ritorno con malesseri speciali.
Non servono tranquillanti o terapie
ci vuole un'altra vita.
Su divani, abbandonati a telecomandi in mano,
storie di sottofondo Dallas e i Ricchi Piangono.
Sulle strade la terza linea del metrò che avanza,
e macchine parcheggiate in tripla fila,
e la sera ritorno con la noia e la stanchezza.
Non servono più eccitanti o ideologie
ci vuole un'altra vita.

 

 

 

LIBRI DEL 2012

Ritratto di donna in cremisi;    Amber;    La chiave di Sara;    L'aiuto;    La trilogia della città di K;    I veri nomi;    La leggenda del morto contento;    Il cane nero;    La ballata di Iza;    L'altra donna del re;    La casa per bambini speciali;    Cinquanta sfumature di grigio;    La follia di Almeyer;    Se ti abbraccio  non aver paura;    Veronika decide di morire;    La finestra dei Rouet;    Cinquanta sfumature di nero;    Moshi, moshi;    Il terzo gemello;    Cinquanta sfumature di rosso;    Perdersi;   Le notti di Salem;    Galeotto fu il collier;    Madame Bovary;

 

LIBRI DEL 2011

La storia di Neve;    Mare al mattino;    Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve;    La ragazza con l'orecchino di perla;    I cigni di Leonardo;    Tarantola;    Canale Mussolini;    Accabadora;    Italia;    Bambini, ragni e altri predatori;    Dopo lunga e penosa malattia;    Il procuratore;    Nebbia e cenere;    Come il lupo;    La lince;    Pianoforte vendesi;    L'amore quando c'è;    Avevano spento anche la luce;    L'uomo nero e la bicicletta blu;    Gli indifferenti;    L'inverno si era sbagliato;    Un'estate, un amore;    La leggenda del santo bevitore;    Barbablù;    Stiller;    La bussola di Noè;    Jezabel;    L'atlante di smeraldo;    Per sempre;    Il linguaggio segreto dei fiori;    Il rifugio dei cuori solitari;    Bianca come il latte, rossa come il sangue;    Topi;    Non è un gioco;    Notte sull'acqua;    Il giullare della regina;    La mappa del destino;    La regina della rosa bianca;    Nessun osi salva da solo;    Caterina, la prima moglie;    La sola idea di te;    La contessa nera;    Acciaio;    Mondo senza fine;    Dracula in love;    Chi ama torna sempre indietro;    La metà di niente; Una fortuna pericolosa.

 

 
 

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