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un_altro_mo...
   
 
Creato da un_altro_mondo il 09/06/2010

One_world

dalla parte del torto

 

quattroSI, perchè...

Post n°71 pubblicato il 11 Giugno 2011 da un_altro_mondo
 

SI all'acqua pubblica.
Perchè i beni comuni, essenziali alla vita, non possono essere fonte di profitto privato...

SI all'energia rinnovabile e pulita, all'efficienza energetica, a modelli di sviluppo e stili di vita ecosostenibili.
Perchè vogliamo pensare al nostro futuro liberi dall'incubo nucleare...

Si all'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
Perchè una democrazia che tollera i privilegi di casta smette di essere una democrazia...

REFERENDUM 12 E 13 GIUGNO 2011

4 SI, SENZA SE E SENZA MA!

 
 
 

Riprendiamo in mano le redini del nostro futuro...

Post n°70 pubblicato il 11 Giugno 2011 da un_altro_mondo
 

L'abbiamo gridato forte 24 anni fa.
Ripetiamolo ancora più forte domani!!!

NUCLEARE? NO GRAZIE! 

 
 
 

Il populista con la fifa boia del voto popolare...

Post n°69 pubblicato il 26 Aprile 2011 da un_altro_mondo
 

NUCLEARE SI, ANZI NO, ANZI  NI....
MA PRIMA DISINNESCARE IL REFERENDUM!

Il Governo non ha uno straccio di politica energetica nazionale, non un piano energetico, non un'idea per quanto blanda di come garantire all'Italia il fabbisogno energetico in forma ecosostenibile, pulita e a basso costo. E gioca con la scommessa nucleare fingendo di cambiare idea a seconda degli umori popolari. La priorità per Berlusconi non è l'energia, l'ambiente, i diritti dei cittadini ad un'energia sicura, pulita, a basso costo. No, l'unica cosa che gli interessa è sventare il rischio-referendum ed il verdetto popolare, soprattutto considerando che è in ballo anche il quesito su una delle leggi "ad berlusconem": quella sul legittimo impedimento. Proprio lui, il populista per eccellenza, il demagogo plebiscitario, ora sente che il consenso gli sta franando sotto i  piedi. E non esita a mettere in atto manovre vergognose usando un Parlamento sempre più succube e asservito come clava sulla testa dei diritti dei cittadini. Ecco lo scopo: impedire ai cittadini di esprimersi liberamente e democraticamente su vitali questioni che concernono la vita di tutti.  E così, Berlusconi ha escogitato questa bella pensata di togliere di mezzo la norma sul nucleare per ripresentarla poco dopo, a referendum scippato....

Il ladro di democrazia...

Referendum? Sto cazzo...

Di fronte a questo macroscopico scempio di democrazia calpestata e mortificata, davanti a questa colossale presa per i fondelli collettiva, a queste menzogne senza pudore, sconcerta anche che il PD, dopo aver cantato vittoria per la presunta marcia indietro governativa, ora gridi allo scandalo davantia alla placida ammissione televisiva di Berlusconi sullo scippo. Mi chiedo dove vivono questi candidi democratici...e che razza di opposizione abbiamo! Dopo tanti anni ancora non hanno capito con che mascalzone abbiamo a che fare? Solo gli allocchi rimbambiti dalla propaganda di regime possono aver pensato che il Governo, in prossimità del referendum popolare e dopo aver per anni  suonato le sirene della propaganda nucleare come panacea di tutte le ansie energetiche, avesse inteso realmente rinunciare al suo piano atomico e alla succulenta torta di affari miliardari che orbitano attorno all'atomo come l'elettrone attorno al nucleo...il caimano e le sue consorterie politico-affaristiche ci stanno prendendo per i fondelli come fanno ormai da 18 anni. Cos'altro dobbiamo ancora sopportare prima di spararlo in orbita con un bel missile nucleare?

BASTA DARE CREDITO
A QUESTO DELINQUENTE!

 

CONTRO IL NUCLEARE
MOBILITAZIONE PERMANENTE !

 
 
 

Guerra in Libia, escalation senza fine...

Post n°68 pubblicato il 26 Aprile 2011 da un_altro_mondo
 
Tag: guerra

E alla fine arrivarono
anche le bombe tricolori...

L'Italia accoglie l'appello della Nato agli alleati. Silvio Berlusconi fece un accordo con la Libia in cui si proclamava solennemente che mai e poi mai l'Italia avrebbe fatto atti ostili nei confronti della sua ex-colonia.  Poi venne la risoluzione ONU 1973 e Berlusconi sancì: l'Italia è a fianco dell'Occidente ma si limita ad offrire appoggio logistico (le basi); pochi giorni dopo corresse il tiro: l'Italia fornisce protezione aerea ai velivoli NATO e mai e poi mai bombarderà; meno di un mese dopo, pressato dagli "alleati" e convinto alla fine dal guerrafondaio ministro della guerra, La Russa,  ha chiamato il presidente americano Obama per comunicargli il suo sì ai bombardamenti italiani sulla Libia. E dalla Casa Bianca si esprime ufficialmente un "grande apprezzamento" per la decisione italiana.

Quando fecero approvare la risoluzione ONU 1973 dissero che doveva essere un intervento SOLO umanitario, per difendere i civili. Ora, ad un mese e mezzo di distanza, è già guerra totale, di tutti contro tutti: bombarda Gheddafi, bombardano gli insorti, bombarda la NATO, bombarda La Russa, bombardano tutti...e in questa folle macelleria umana a rimanere massacrati sotto le bombe umanitarie sono ancora una volta, come sempre, i civili inermi: vecchi, donne, bambini...
Ubi solitudinem faciunt,
pacem appellant.
(Tacito)

 
 
 

Tremonti, i dubbi amletici del mago dei bond

Post n°67 pubblicato il 06 Gennaio 2011 da un_altro_mondo
 

Tremonti e i dubbi amletici
di un fallimento annunciato

Il Ministro Tremonti,allucinato
dall'incubo dei mostri dei videogame

"La crisi non è finita". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti alla Conferenza 'Nuovo mondo, nuovo capitalismo'. "E' come vivere in un videogame, compare un mostro, lo combatti, lo vinci, ti rilassi e subito spunta un altro mostro più forte del primo. Si dice che va tutto bene, ma ne siamo proprio sicuri?" Parola di Giulio Tremonti.

"Si dice che tutto va bene, ma ne siamo proprio sicuri?". Abbiamo letto bene? Ma chi è che da anni va a ripetere ad ogni catastrofe che, tranquilli, va tutto bene? Il Ministro Tremonti - genio dell'economia senza neppure avere la laurea in economia ma osannato dalla Lega come un valente eroe padano - è riuscito nell'arduo compito di sfasciare l'economia italiana, inanellando uno dopo l'altro, impietosamente, una sfilza incredibile di records  negativi (record del debito pubblico, della pressione fiscale, della disoccupazione giovanile, della cassa integrazione, delle tariffe pubbliche, ecc.). Eppure, proprio lui, sempre dedito a tacciare di disfattismo catastrofista coloro che lanciavano sacrosanti allarmi sulla crisi economica e sui suoi devastanti effetti sociali; lui, perennemente impegnato a rassicurare gli italiani che da noi va tutto bene - madama la marchesa! - perchè siamo un popolo di risparmiatori e perchè c'è lui a presidiare i conti...Lui, Tremonti, questo oracolo del paese di Bengodi, aspirante alchimista dei bond, mago della finanza creativa che ha affossato i bilanci degli enti locali, prima coi derivati, poi con il furto dell'ICI e infine col colpo di grazia dei tagli; questo saccente, altezzoso e supponente professorino che ha sempre negato la crisi prima della sua conclamata evidenza; che ha sempre toppato le stime macroeconomche; e che di conseguenza ha sempre sbagliato le politiche  anticongiunturali;  taumaturgo dei conti pubblici che conosce ed applica un'unica, fallimentare cura: tagli, tagli e tagli...e tasse, tasse e tasse...Ebbene sì, proprio lui, Giulio Tremonti, ora dubita nientemeno che di sè stesso e delle sue presuntuose certezze! Ed ha la presunzione di pontificare dai pulpiti internazionali, come fosse l'oracolo di Delfi...forse sarebbe ora che Tremonti, abbandonando ogni velleità taumaturgica ed ogni ambizione leaderistica, tornasse a fare il commercialista a Sondrio. Forse aggiustare le dichiarazioni dei redditi di qualche azienducola artigianale gli riesce meglio! Sarebbe una buona cosa: per le azienducole di Sondrio e per il bene dell'Italia!

 
 
 

Vi prego, staccate la spina!

Post n°66 pubblicato il 02 Novembre 2010 da un_altro_mondo
 

 

Il ChiamaSilvio Beghelli 

 

Problemi con la questura? Fermo di polizia per furto? E' mezzanotte e non sapete dove procurarvi un tanga? Attivate subito il vostro ChiamaSilvio Beghelli. Con ChiamaSilvio Beghelli ogni problema è risolvibile in meno di due ore, in modo semplice ed efficiente. Una volta attivato il vostro ChiamaSilvio Beghelli, il Premier in persona chiama l'ufficio pubblico che vi sta creando dei problemi (questure, agenzia delle entrate, vigili urbani, poste, ferrovie...) assicurando al funzionario di turno che siete la biscugina di Roosevelt, la zia di Lukashenko, la nipotina di Mubarak, la pronipote di Greta Garbo. Contemporaneamente, un funzionario pagato dai cittadini, magari addirittura un consigliere regionale, tipo Nicol Minetti, viene a togliervi dai guai. Chi ha usato ChiamaSilvio Beghelli ha risolto ogni problema, basta guardare i numerosi testimonial. M.C. era una soubrette di seconda fila costretta a farsi fotografare seminuda: ha azionato il ChiamaSilvio Beghelli ed è diventata ministro. M. B. era una venditrice di salmone, ha attivato il suo ChiamaSilvio Beghelli ed è diventata ministro pure lei. N.L. era una ragazzina di Caserta, ha attivato il ChiamaSilvio Beghelli ed è diventata una reginetta del jet-set. Visto? Procuratevi subito il vostro ChiamaSilvio Beghelli, l'alternativa sicura al welfare state. ChiamaSilvio Beghelli è facile, rapido intuitivo. Digitare 1 per interventi sulle forze dell'ordine. Digitate 2 per partecipare alle feste di Arcore. Digitate 3 per farvi regalate un Rolex e settemila euro. ChamaSilvio Beghelli, un'alternativa semplice e funzionale al dissolvimento dello stato e della decenza. Avvertenze: leggere attentamente le istruzioni all'interno del tanga di piume di struzzo. Non funziona contro le valanghe o le frane, per quello c'è l'efficiente ChiamaBertolaso Beghelli, che può anche crearvi una discarica in salotto in meno di mezz'ora.

( di Alessandro Robecchi )

Silvio è come l'892424, come il 118, è la rete-amica in persona, è come fare un giro alla Charitas, lui è uno stinco di santo incompreso assediato da demoni feroci, è l'unto dal Signore, il benefattore universale pret-à-porter, il ghè-pensi-mì buono per tutte le occasione, il san francesco delle verginelle, il cuore grande che redime gli spiantati, il re del bunga bunga come terapia di gruppo, il papi putativo di tutti noi...di noi che non ne possiamo più e che, giorno dopo giorno, assistiamo attoniti, sgomenti, esausti, sfiancati, stremati allo scempio senza fine della nostra dignità di donne, di uomini, di cittadini italiani....

PER PIETA',
CHI PUO' STACCHI LA SPINA!!!

 
 
 

la dura pietra, la molle acqua

Post n°65 pubblicato il 02 Novembre 2010 da un_altro_mondo

Nulla è più duro d'una pietra

e nulla più molle dell'acqua.

Eppure la molle acqua

scava la dura pietra.

(Ovidio)

 

 
 
 

Berlusconeide...

Post n°64 pubblicato il 30 Ottobre 2010 da un_altro_mondo
 

Nicole Minetti: soubrette, igienista dentale,
consigliere regionale e pronto intervento minorile...

Il capo del Governo italiano chiama nel cuore della notte la propria igienista dentale, che nel frattempo ha fatto eleggere nel consiglio regionale. Mal di denti? Macchè: la manda in Questura per farsi dare in affido una ragazzina sbandata, pizzicata a rubacchiare in casa altrui e che millanta parentele strette con il premier egiziano Mubarak....richiesto di dare pubbliche spiegazioni, il Premier afferma:

 "Io ho il cuore grande e aiuto chi ha bisogno"

Berlusconi bunga bunga...
"Ruby in questura? Ghe pensi mì!"

 

.....sapete che vi dico?

...che questo è un paese SURREALE!!!!

 
 
 

Ma l'Italia può andare avanti così?

Post n°63 pubblicato il 29 Ottobre 2010 da un_altro_mondo

Noemi, Ruby, Lele Mora, Emilio Fede
e i festini di Arcore....

LO STATISTA BUNGA BUNGA

Ce lo possiamo permettere? Chiediamoci questo. L'Italia, noi italiani viviamo in un paese così prospero, così egualitario, così giusto, così salubre e così efficiente, in un paese così ricco di tutte quelle ricchezze che fanno dignitosa la vita degli uomini da poterci permettere - in questa democrazia avanzata e matura, solida e coesa - la bizzarria di avere a capo del governo un uomo anziano ossessionato dalla sua stessa vecchiaia, avvelenato di farmaci che gli assicurano apparente vigore e devastato dalle plastiche che ne fingono l'eterna giovinezza, un ex chansonnier piduista di tortuose fortune e discutibili amicizie oggi impegnato a tempo pieno a garantirsi l'impunità dai molti processi e a comprarsi le alleanze che lo portino al Quirinale oltrechè, da una certa ora del giorno in poi, ad organizzare notti in villa e trasferte in dacia così da poter ricevere in accappatoio bianco le ospiti procacciate a nugoli dai suoi servitori intanto messi a capo di imprese commissioni parlamentari reti televisive e ministeri, riceverli con il calice in mano e fare le sei del mattino raccontando barzellette di sapore africano dei tempi di Macario, e tutti giù a ridere prima di tuffarsi in piscina o nel letto? No perché penso, in fondo, che se l'Italia fosse un paese così sano produttivo progredito ed autosufficiente potrebbe persino sopportare il temporaneo vuoto di potere democratico (che dell'assoluto arbitrio di uno solo è sinonimo) determinato dalla provvisoria permanenza al governo di Silvio B. In fondo dieci anni o anche venti di fronte all'eternità sono un attimo. La Roma di Augusto, l'Italia di Einaudi potrebbe sopravvivere facilmente a questa caricatura di imperatore che gli è toccata in sorte: che si è scelta per motivi che solo gli storici con saggezza chiariranno, le responsabilità è ovvio che siano tra tutti equamente distribuite. Tra chi lo ha scelto e chi non ha saputo o potuto opporre alternativa e rimedio.
Il vero problema, temo, è che non siamo in queste condizioni. Avremmo bisogno di un governo, in realtà: non possiamo permetterci di sostituirlo con un comitato d'affari dedito nei ritagli di tempo a particolari evoluzioni erotiche. Ci servirebbe, e anche in fretta, qualcuno che si occupasse - meglio se a tempo pieno - del lavoro che non c'è, di quante ore di cassa integrazione saranno erogate l'anno venturo, di una riforma del fisco che non chiami sempre gli stessi a pagare, della camorra che gestisce e manovra a scopi di suo personale tornaconto il disastro dei rifiuti, della ricerca e del sapere azzerati e irrisi, di dare una casa e un'occupazione a chi ha meno di trent'anni perché possa diventare adulto e farsi carico in proprio delle responsabilità che gli spettano, di dare ospedali ai malati assistenza ai vecchi asili ai bambini, stimolo alle imprese, fiducia alle persone. Al contrario, vedete, di tutto questo non si parla né temo si parlerà per parecchie settimane, forse mesi. Il Paese è ostaggio dei fantasmi che agitano le notti insonni del premier: i suoi parlamentari/avvocati si dividono fra la cura dei suoi problemi pubblici - in parlamento a studiare lo scudo che lo salvi dai processi - e quelli privati, tutti convocati ad Arcore a studiare la linea difensiva dall'ennesima vicenda a sfondo sessuale. Questa volta un po' più grave del solito dal momento che la storia del giorno è condita da più di un elemento da codice penale: siamo in terreno di furti, sfruttamento della prostituzione, corruzione di minore. Ghedini e gli altri, il governo stesso: sono tutti impegnati su questi due fronti. I processi pubblici e privati, le leggi e le linee difensive. Qualcuno si occupa di distrarre annunciando 300 mila tagli alla pubblica amministrazione. Qualcun altro si affanna a spiegare come mai il signor B. abbia condonato 160 milioni di debito al paradiso fiscale di Antigua proprio mentre con i politici di quell'isola si stringevano con il premier personali affari immobiliari. E poi la battaglia sull'informazione, certo, perché l'unica cosa che conta è che di tutto questo niente si dica. Anzi, vedrete. I giornali e i tg di famiglia non si occuperanno di indagare sul bunga bunga ma strilleranno alla trappola, al complotto. Parleranno di inchieste ad olorogeria. Diranno di un pover'uomo perseguitato per via dei suoi atti di carità. «Sono una persona di cuore, aiuto chi ha bisogno», ha detto ieri il signor B. per spiegare come mai la presidenza del Consiglio dei ministri sia intervenuta presso una Questura ad impedire l'identificazione di una minore implicata in un furto. Lo avrebbe fatto se Ruby si fosse chiamata Mohamed? Figuriamoci, senz'altro sì. Servirà in questo caso un centralino dedicato, perché ci sono migliaia di stranieri non identificati nelle questura d'Italia proprio in questo momento. Se Palazzo Chigi vuole occuparsene ha la possibilità e la facoltà di farlo, possibilmente nel rispetto della legge: serviranno trenta persone al telefono come minimo, è una buona cosa. Trenta posti di lavoro.
C'è un secondo aspetto delicatissimo in questa terrificante storia di lelemora e emiliofede, di ragazzine reclutate nelle discoteche e nei privè milanesi che tanto piacciono a Ignazio La Russa e Daniela Santanchè, in passato già soci del Billionaire di Briatore, altro campione di vita smeralda eletto ad esempio di stile dai rotocalchi di famiglia: giornali che alternano le foto (rubate?) della primogenita Marina nuda a quelle del tatuato Corona e dati in gestione agli alfonsosignorini, neomaestri di moderna eleganza. Oltre alla paralisi del governo e del Parlamento, all'assoluto disinteresse per la vita del paese e delle quotidiane fatiche degli italiani c'è il tema della vulnerabilità e della sicurezza dei luoghi di governo e dei protagonisti che li abitano. Un tema che già si pose ai tempi in cui Patrizia D'Addario e le sue colleghe pugliesi entravano ed uscivano da palazzo Grazioli senza filtri senza controlli e in auto blu, munite di registratori cellulari per le riprese e chissà cos'altro. Se ne occupò Gianni Letta, allora. Facciamo finta di essere un paese normale. Facciamo finta che nelle stanze, anche private, di un presidente del Consiglio ci siano - come ci sono - carte e documenti, codici e segreti che in ogni Paese del mondo sono nella disponibilità pressoché esclusiva del capo del governo. Possono, da quelle stanze, entrare ed uscire senza controllo maggiorenni o minorenni non identificate, magari pregiudicate, sfuggite ai controlli ed evase dai centri di protezione, accusate di furto? Qual è il rischio, a parte l'evidente ricattabilità del padrone di casa, che difatti è regolarmente ricattato (in questo caso, che paradosso, parte lesa)? Quali sono i rischi per la credibilità del Paese all'estero, per la sua autorevolezza internazionale, per il peso che può avere nelle decisioni che riguardano la vita di tutti? A parte Putin e Gheddafi, che evidentemente condividono con il premier letti in regalo ed harem personali oltre al repertorio di barzellette e alle forniture di petroli e di gas: gli altri leader del mondo, che dicono? Cosa scriverà l'ambasciatore egiziano al suo governo: che Silvio B. ha fatto rilasciare una ragazzina di nome Ruby figlia di un ambulante messinese e vincitrice di un concorso locale di bellezza, tuttora sotto la tutela del sindaco di Letojanni (fino al 2 novembre, quando la giovane compirà 18 anni) dicendo, testualmente, «è la nipote di Mubarack?». Che ne pensa Mubarack? Possiamo permettercelo?
Personalmente di quel che fa Silvio B. nelle sue magioni, quali posizioni preferisce, di quanto la sua camera da letto sia affollata e nel dettaglio da chi non mi interessa per nulla. Credo anche che ci sia una quota di italiani sfinita da tutto questo, che non ha proprio nessuna voglia di infilarsi nel tunnel di un nuovo caso Noemi o D'Addario. Penso però anche che questi italiani, io fra loro, costituiscano una minoranza. La verità è purtroppo che il voyeurismo del nuovo medioevo mediatico è lo spirito del tempo. In tv, nei siti internet e suo giornali quel che è successo nel garage di Sarah Scazzi suscita un interesse enormemente più alto delle vicissitudini di un precario della scuola, di un artigiano alle prese col fisco, di un laureato disoccupato o del diario di un operaio di Pomigliano. Figuriamoci la nuova kermesse erotica di palazzo Chigi denominata bunga bunga. Un tormentone. Un boom di accessi ai siti. Non si parla d'altro. Su questo stesso giornale: mentre (poche) lettere e mail ci chiedono di ignorare queste miserie e continuare ad occuparci del Paese, migliaia di lettori e di utenti del web vanno a cercare le foto di Ruby. E' questo l'esito del ventennio che abbiamo attraversato: immondizia televisiva, impoverimento economico, nessuna alternativa reale al reality show. Torna a casa in tutta fretta c'è il Biscione che ti aspetta. Parabole e miseria.
Due parole, per concludere nel merito della storia. Gli insegnamenti del giorno, ad uso collettivo, sono che: se a rubare è la nipote di Mubarack va rilasciata immediatamente, se non è nipote di nessuno resta dov'è. Se è il presidente del Consiglio a frequentare una minorenne è un uomo non è un santo, fa del bene a chi ha bisogno: se siete voi andate in galera. Se è un direttore di Tg a procurare le ragazze sta facendo un favore a un amico, cosa c'entra la prostituzione. Se nelle stanze del premier si fa bunga bunga - rituale tribale di sesso anale collettivo, lo dico per quei tre o quattro che non lo avessero appreso ieri - nessuno osserva che è l'Italia ad essere messa in ginocchio, lei sì, collettivamente: le due paroline diventano un divertente tormentone sul web, barzellette alla radio, allusioni e risate.
La storia di Ruby è quella di una giovane deviante, una ragazza disadattata: fughe, ricoveri in case famiglia, denunce per furto. Davvero una ragazza che avrebbe bisogno di aiuto. Ma non del genere che ieri il presidente del Consiglio ha confermato di averle fornito. Il modo per aiutare una minorenne che ruba non è farla uscire dalla porta principale di una questura accompagnate dal pronto intervento di un'igienista dentale fatta eleggere consigliera in Lombardia. E' indirizzarla verso un luogo dove possa, finché è in tempo, trovare una strada. Migliaia di giovani, non solo marocchini, ne hanno bisogno proprio in questo momento. Vorremmo un governo che si occupasse di immigrati e di ladruncoli anche se non portano la quarta di reggiseno. Che garantisse integrazione per chi lo merita e sanzioni per chi no. Sicurezza e insieme coesione. Opportunità ai meriti, punizione ai demeriti. Ma come vedete questo non è il linguaggio delle notti di Arcore, né dei suoi giorni. Non fa ridere: non ci sono negri con membri giganti che sodomizzano nessuno, in questa proposta. Dunque chiudiamo pure le Camere, tutte tranne la camera da letto. La sua, naturalmente: in attesa della prossima barzelletta sui negri e sugli ebrei, bunga bunga e bongo bongo. Vediamo dove porta. Magari al Quirinale, Ruby e le altre al posto dei corazzieri proprio come piace al Colonnello, chissà.

(di Concita De Gregorio www.unita.it 29 ottobre 2010)

 

 PER QUANTO TEMPO ANCORA CE LO POSSIAMO PERMETTERE?....
 

 
 
 

La crisi RAI e il destino segnato di Masi, responsabile di una gestione fallimentare

Post n°62 pubblicato il 28 Ottobre 2010 da un_altro_mondo
 
Tag: RAI

Una gestione ancora troppo condizionata dal potere politico,
nel segno di una evidente incapacità gestionale
Rai allo sbando
principale responsabile: il DG Masi


Mauro Masi: una gestione fallimentare,
un'esperienza al capolinea

Nuovo rinvio su nomine di peso, una crisi sfiorata, evitata in “zona Cesarini” con la riunione del Cda sconvocata per questa settimana. Resta difficile la situazione in Rai e torna a toccare, dopo i casi Santoro, Gabanelli, Fazio-Saviano, un corposo pacchetto di nomine già portato dal Dg Mauro Masi in Consiglio a fine luglio, rinviato ai primi di agosto e poi di nuovo a dopo l’estate: un pacchetto che comprenderebbe, in primis, il cambio direzione di Rainews e Raidue, con Corradino Mineo sostituito da un esterno - Franco Ferraro di Sky - e destinato a Mosca, e Susanna Petruni al posto di Massimo Liofredi, dirottato ai diritti sportivi.

Un pacchetto su cui la minoranza si è fermamente opposta dall’inizio e sul quale il Presidente Paolo Garimberti già il 29 luglio auspicava la massima condivisione, vedendo su questo anche il Dg d’accordo. Obiettivo mancato nel Cda del 5 agosto, quindi un nuovo rinvio, fino a ieri. Quando i consiglieri di minoranza, in attesa di avere i curricula delle nuove nomine, facevano sapere che non avrebbero partecipato al voto, domani. Una situazione che ha spinto il Presidente Garimberti a sconvocare il Cda, perché si sarebbe creata una forte spaccatura, una condizione insostenibile anche per il suo ruolo di Presidente di garanzia, tanto da essere pronto a lasciare. Quindi il rinvio a giovedì prossimo, con l’auspicio che si trovi una condivisione che eviti l’aventino della minoranza e dunque anche un gesto estremo che aprirebbe a scenari non inediti per la Rai ma forse non auspicabili per l’azienda.

Una settimana per evitare la rottura dunque, difficile capire se ci si riuscirà. Ieri Masi contava, per tutto il pacchetto di nomine, su una maggioranza compatta, senza la quale difficilmente lo avrebbe portato in Consiglio. Condizione che, se resterà tale, gli permetterebbe di ripresentare le stesse nomine, con il rischio però che si riproduca lo stesso scenario evitato oggi, i tre consiglieri fuori e Garimberti che a quel punto potrebbe considerare di lasciare. Ipotesi che oggi, dopo il rinvio, il Presidente vedrebbe più lontana, sperando che per responsabilità si trovi una mediazione che consenta quantomeno alla minoranza di partecipare, seppure con un voto contrario. Ipotesi che però resta e che potrebbe aprire alla possibilità di una presidenza guidata dal consigliere anziano Guglielmo Rositani e di un Cda ridotto, come già successo in passato, anche dopo la presidenza Annunziata.

Situazione difficile dunque, e resa dei conti solo rinviata. Intanto i consiglieri di minoranza Nino Rizzo Nervo, Giorgio Van Straten e Rodolfo De Laurentiis scrivono al Presidente Zavoli per esprimere la loro preoccupazione per il rischio di una «crisi irreversibile», per chiedere «una guida» che faccia gli interessi dell’azienda, per lamentare la gestione del piano industriale. Lettera di cui Zavoli ha dato conto oggi durante l’Ufficio di presidenza della Vigilanza, che audirà i vertici Rai perché, dice il Presidente, c’è una «situazione di disagio» che si aggrava. Contro il Dg anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, «prenda atto che la sua esperienza è finita». Mentre Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato, critica Garimberti che, da Presidente di garanzia «non può porre pregiudiziali».

 

 

Vertici nominati con il manuale cencelli, direttore generale e direttori di rete e di testata che guardano più agli interessi dei rispettivi referenti politici che ai bilanci ed alle performances aziendali; Tg per niente imparziali (vedi censura AGCOM sul TG1 di Minzolini di appena l'altro ieri), trasmissioni giornalistiche d'inchiesta ostacolate o boicottate perchè si avvicinano troppo ai sacri santuari dei potenti....ed intanto i cittadini pagano il canone senza fiatare.....ma fino a quando? Ci attendiamo un rinnovamento radicale degli ali vertici Rai, una buona volta scelti in base a criteri di professionalità, capacità, esperienza, correttezza ed obiettività. E ci attendiamo che i partiti, a cominciare da quello di Berlusconi, la cui invadenza nei posti di potere è scandalosa e sfacciata, rimangano una volta per tutte fuori dalla gestione di un servizio che, occorre sempre ricordarlo, è pubblico, ovvero di tutti noi! 

 La statua del cavallo morente alla sede RAI di viale
Mazzini:plastica metafora di una Rai agonizzante...
 

 
 
 
Successivi »
 

 

 Se questo è un premier...


sveglia fannullone!
 


Parlamento Pulito

 
 

LORO, DI DIGNITA' PRIVATI

applaudite schiavi!


...ciarlatani adoranti e
servi sciocchi!




 

 


il maggiordomo-zerbino:
gran cerimoniere di corte...


...e Scodinzolini, unica missione:
menzogne e omissioni 
per compiacere al padrone

 

NOI, SEMPRE PIU' SCONCERTATI

 

Ma che mondo
mi state lasciando?...

 

NOI, IRRIDUCIBILI INSUBORDINATI

 

sempre più incazzati...

...ma mai rassegnati!

 

Anche il viaggio più lungo

inizia con il primo passo...

 

 

NOI, IMBAVAGLIATI

 

NOI, INCATENATI

 

 

Non fatemi vedere i vostri palazzi, ma le vostre carceri.
Poichè è da esse che si misura il grado di civiltà di una nazione.
 (Voltaire)

L'uomo è nato libero,
ma dovunque è in catene.
(J.J. Rousseau)

 

NOI, ANTIRAZZISTI INDIAVOLATI

 NESSUNO E' STRANIERO
SU QUESTA TERRA!

Abbattere le barriere
tra i popoli!

Demolire i muri
del pregiudizio!

questo è un...

 

Dichiarazione universale dei diritti umani

(art. 1)

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

 

NOI, DENUCLEARIZZATI E DEMILITARIZZATI


  

 

NOI, PACIFISTI GLOBALIZZATI

Vittorio


Costituzione italiana art. 11
"L'Italia ripudia la guerra come
mezzo di risoluzione dei conflitti"

 

NOI, CUORI COLORATI!


popolo viola

 

popolo rosso

 

popolo arcobaleno

 

NOI, OCCHI BELLI E INNAMORATI!

noi, un futuro diverso...

One world, one race,

the human race!

 

NOI, CITTADINI LIBERATI

Vogliamo una legge che tuteli, anche con sanzioni penali efficaci, le persone dall'omofobia e dalle condotte criminose aggravate da moventi omofobi. L'omofobia altro non è che una odiosa forma di razzismo, alimentata dalla Chiesa cattolica e diffusa nell'ideologia della destra culturalmente più retrograda. Come tale va combattuta, perseguita e repressa in tutte le forme e soprattutto con norme ad hoc più adeguate ed efficaci di quelle attualmente vigenti. VOGLIAMO ESSERE LIBERI DI AMARE CHI VOGLIAMO, QUANDO VOGLIAMO, COME VOGLIAMO!

 

Sosteniamo la necessità di una legge sul testamento biologico: una legge che rispetti la piena e totale libertà di scelta alle persone per quanto riguarda la fine della propria esistenza. Perché ciascuno possa decidere liberamente e preventivamente quali trattamenti desidera gli vengano somministrati e quali no nel caso si venga a trovare in stato d'incoscienza. Diciamo no ai trattamenti forzati e obbligatori per legge o voluti da terzi sulla base di convinzioni religiose o filosofiche imposte a tutti come verità assolute! VOGLIAMO ESSERE LIBERI DI DECIDERE DELLA NOSTRA VITA ANCHE QUANDO STA PER FINIRE!

No al Concordato ed ai privilegi della Chiesa cattolica nello stato italiano,  a cominciare dall'8 per mille. Lo stato appartiene a tutti, senza distinzione di fede religiosa: cattolici, protestanti, anglicani, ortodossi, musulmani, ebrei, buddhisti, induisti, atei, agnostici, scettici e menefreghisti...basta con i favoristimi di stato alla Chiesa, non vogliamo crocefissi nè altri simboli religiosi nelle scuole pubbliche, non vogliamo finanziamenti al clero! Basta con le ingerenze dei vescovi e del Vaticano negli affari di stato italiani! VOGLIAMO ESSERE LIBERI DI PENSARE E PRATICARE LE FEDI, LE FILOSOFIE, LE IDEE E LE IDEOLOGIE CHE VOGLIAMO, SENZA CONDIZIONAMENTI E SENZA PRIVILEGI PER CHI PRETENDEREBBE DI IMPORCI LA PROPRIA VERITA' ASSOLUTA!

 

NOI, INDOMITI E DETERMINATI

 

NOI, DONNE E UOMINI INDIGNATI

Uscire dall'apatia e dalla rassegnazione!
indignarsi è giusto, ribellarsi è necessario!
 

NOI, DALLA PARTE DEL TORTO SCHIERATI

Ci sedemmo dalla parte del torto,
visto che
 gli altri posti
erano tutti occupati
(Bertold Brecht)
 

 

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buon compleanno !!!
Inviato da: nonsonopermalosa
il 30/10/2011 alle 07:43
 
sì sì sì sì (già fatto)
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Buon quorum! 4 Si per la vita! Riprendiamoci il potere......
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Disinnescare il referendum sul nucleare, per non far...
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Quanta ipocrisia nei nostri governanti! La Russa parla di...
Inviato da: jeromedgl5
il 30/04/2011 alle 10:20
 
 

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