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Creato da: ortonovo il 08/01/2007
nella CITTA' DI LUNI

 

 

Sospeso il C.C. di ORTONOVO

Post n°223 pubblicato il 08 Luglio 2010 da ortonovo
 
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Giorgio Bottiglioni

Consigliere Comunale

Ortonovo

                                                                                                                                             Al Sig. Sindaco                                                                                                                 Alla Giunta Comunale                                                                                                       Al Consiglio Comunale di Ortonovo

Oggetto: comunicato

                      Con grande rammarico comunico la mia assenza  per la seduta odierna del Consiglio Comunale, causata da problemi di salute che mi hanno costretto ad una serie di accertamenti non preventivati. Auguro al sig. Sindaco e ai colleghi tutti una buona sessione di lavori nella convinzione di poter presto nuovamente partecipare.

                     Relativamente alla spinosa questione “Fiasella” che ha visto un inaspettato cambio nell’amministrazione provinciale, desidero rendere nota la posizione mia e del mio partito, Sinistra Ecologia e Libertà, a tal riguardo.

                    Fermo restando il diritto del Presidente della Provincia ad una tale operazione, ne biasimiamo la forma ed i contenuti: non è moralmente accettabile licenziare assessori, propri collaboratori, senza aprire preventivamente un dialogo chiarificatore, ma semplicemente con una sbrigativa comunicazione; moralmente poco corretto è altresì sostituire persone non in base ad una costruttiva critica del proprio operato, ma secondo logiche poche chiare e che comunque si pongono a lunga distanza dal nostro concetto di “buona politica”; infine consideriamo inopportuna la nomina di taluni assessori, fin troppo evidentemente in conflitto d’interesse con la carica che andranno ad assumere.

                  Ciò considerato esprimo personalmente il mio appoggio ad eventuali note di rammarico presentate dai colleghi di codesto Consiglio Comunale che siano in accordo con quanto sopra espresso.

Roma, 8 luglio ’10                                                             Giorgio Bottiglioni

 

 
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L'ACQUA E' UN BENE PRIVO DI RILEVANZA ECONOMICA

Post n°222 pubblicato il 18 Giugno 2010 da ortonovo
 
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Idee e proposte per un nuovo pubblico

Post n°221 pubblicato il 21 Maggio 2010 da ortonovo
 
Foto di ortonovo

Pubblico il bell’articolo del prof. Ugo Mattei uscito sulle pagine del Il Manifesto che pone la riflessione sull’attuale ruolo del “pubblico” nel nostro paese.
Da tempo anche nel Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua questi pensieri e proposte sono oggetto di  elaborazione, discussione e confronto. Tra il popolo dell’acqua (ma non solo) è sempre più diffusa la coscienza e convinzione dell’importanza e necessità di “recuperare” e “reinventare”  il ruolo del “pubblico” non solo culturalmente,  ma anche e soprattutto nelle “pratiche”.
In questo senso la “nuova cultura dell’acqua” che va via, via diffondendosi e affermandosi nel paese, porta già in sé il “germe” di una nuova idea e ruolo del “pubblico”, ovvero di una gestione, governo e controllo del “bene comune” da parte delle stesse comunità locali attraverso organismi ed enti pubblici in cui vi sia la diretta e attiva partecipazione del cittadino
.

E se reinventassimo il pubblico?

di Ugo Mattei
Ci eravamo forse illusi che la grande crisi dell’ autunno 2008 potesse cambiare le coordinate culturali in cui si muove l’Occidente. Così non è stato. L’ impressionante opera ideologica di costruzione delle virtù del privato sembra aver tenuto. Non siamo arrivati in tempo. Il pubblico non ha saputo rifondarsi culturalmente, non ha saputo creare un argine di consenso capace di difenderlo dall’ espropriazione e dal saccheggio. E il pensiero liberale non è stato chiamato a render conto del proprio ruolo nella devastazione produttivistica del nostro pianeta. Molti, anche a sinistra, continuano a proclamarsi liberali senza vergogna, anzi con orgoglio. Ma a bene vedere privilegio di nascita (in Occidente) e cupidigia infinita nell’accumulo di ricchezze sono le coordinate di quel pensiero. Sviluppo e crescita sono le ossessive parole d’ordine dello stesso sindacato….
Concorrenza e competizione fra individui hanno soppiantato qualsiasi disegno di cooperazione e comunità. Il consumatore ha sostituito il cittadino. Non c’è area del pubblico in cui una privatizzazione (spuria) non sia stata realizzata o non sia quantomeno minacciata. Iri, Eni, banche, Alitalia, ferrovie, università, acqua, Tirrenia, beni culturali, sanità, demanio, manutenzione stradale, televisione, carceri, difesa, protezione civile… Prima era lo Stato imprenditore a essere sotto assalto; adesso si sostiene la logica del profitto perfino per quelle funzioni primarie (giustizia e difesa) che lo stesso pensiero liberale considerava riservate allo Stato, e da gestirsi perciò nella logica politica dell’interesse comune e non secondo quella della «mano invisibile».
Intendiamoci, gran parte del settore pubblico funziona male, l’ Università baronale è indifendibile, i pendolari sono trattati come il bestiame… Il paradosso non è nell’analisi ma nella ricetta. A causa di un dito rotto uso male una mano per mangiare: amputiamola e svolgiamo la stessa funzione con i piedi!
Il pubblico che funziona male viene smantellato piuttosto che rafforzato, reso più debole piuttosto che ristrutturato. L’assunto di fede è che il privato funzionerà meglio, come se non avessimo abbastanza esempi di imprenditoria privata (certo non solo nel nostro paese) corrotta, miope e parassitaria, a cominciare dalla Fiat. Eppure piuttosto che far funzionare il pubblico, motivandone i lavoratori (riconoscendo per esempio che saranno pure fannulloni ma sono gli unici a pagare le tasse sul loro intero reddito), preferiamo mangiare con i piedi. Basterebbero i dati sull’ evasione fiscale, che riguarda interamente il settore privato per capire come qui ci sia qualcosa che non va. Per capire che l’ideologia predatoria del capitalismo ha inventato la virtù del privato che è e resta ricerca materialista del profitto e dell’avere.
Un’onesta fenomenologia comparata deve confrontare il pubblico virtuoso col privato virtuoso e il pubblico patologico col privato patologico. La ricerca del modello misto deve partire da qui. Il privato, pur se virtuoso, persegue il profitto. Il pubblico l’«interesse pubblico» sotto forma di sostenibilità economica del servizio accompagnata alla distribuzione dei benefici a tutti coloro che, contribuendo alla fiscalità generale, ne sono i proprietari. L’esclusione del profitto privato tipica del pubblico virtuoso inserisce un delta a suo favore nella gestione di qualsiasi attività economica sotto forma del quantum di profitto che, invece di essere assorbito dal capitale privato, viene ridistribuito fra tutti i consociati. La presenza di questo delta dovrebbe inserire una presunzione a favore del pubblico per ogni attività economica di pubblico interesse (includendo in quest’ambito la piena occupazione). Non più quindi pubblico soltanto laddove il privato fallisce, ma, al contrario, privato soltanto laddove il pubblico fallisce. Per esempio, la salvaguardia occupazionale di una realtà come Termini Imerese dovrebbe passare attraverso l’allestimento di impresa pubblica senza scopo di lucro volta a operare in settori virtuosi dal punto di vista della sostenibilità ecologica: nuovi trasferimenti di denaro pubblico a operatori privati motivati dal profitto e dalla crescita è un paradosso frutto di un modello culturale che assume un ruolo meramente sussidiario del pubblico, quando sussidiario (ai sensi anche degli art. 41, 42 e 43 della Costituzione) dovrebbe essere quello del privato.
Negli anni della «fine della storia» il Nobel ultraconservatore James Buchanan ha indicato nella massimizzazione delle possibilità di essere rieletti la principale motivazione dei politici. Mentre un tempo dire a un politico: «Vuoi solo essere rieletto!» conteneva una nota di biasimo, oggi il pensiero dominante giustifica i continui tradimenti delle promesse di cambiamento (Obama docet), considerandoli passi necessari per la rielezione in un contesto dominato dalle corporations. Mi pare emerga così la natura del modello spurio fondato sul «contagio» politico e culturale fra pubblico e privato, in cui quest’ultimo apporta le sue motivazioni individualistiche, mentre il primo conferisce l’assicurazione contro il rischio d’impresa (too big to fail).
Possiamo osservare un rapporto inverso fra la dimensione di un’istituzione e la qualità del suo output. Grandi istituzioni, pubbliche o private che siano, tendono a risultati qualitativamente peggiori rispetto a piccole istituzioni. Il settore privato tende a crescere, per aumentare i profitti. Il settore pubblico viceversa presenta limiti di crescita strutturalmente collegati alla sua giurisdizione. In altre parole, mentre nel primo caso la fisiologia vuole una crescita quantitativa accompagnata da un declino qualitativo, nel secondo caso i limiti giurisdizionali possono essere tracciati e modificati al fine di governare il rapporto quantità/qualità. È cioè possibile ripartire da una organizzazione del pubblico che punti alla dimensione ideale valutata dal punto di vista della qualità dell’output, cosa strutturalmente impossibile per il privato. Un privato che gestisce l’acqua vorrà che se ne consumi di più e uno che gestisce prigioni vorrà che ci siano più prigionieri. Per questo il settore pubblico va salvaguardato dal contagio con la logica del profitto.
È in questo ambito che sono da valutarsi le diverse ipotesi di federalismo più o meno accentuato rese possibili dalla riforma dell’ art. 117 della Costituzione. La valorizzazione del comune, con potestà fiscale autonoma in riferimento al governo del territorio, è desiderabile perché l’azione politica, più vicina ai cittadini, può essere maggiormente oggetto di valutazione qualitativa. La fiscalità comunale potrebbe retribuire adeguatamente funzionari locali capaci e meritevoli, innescando così un circolo virtuoso dal punto di vista del capitale sociale. D’altra parte i comuni, per dimensioni, tendono a essere deboli nei confronti di interessi privati anche di dimensioni relativamente modeste, il che comporta la necessità di rafforzare il livello politico-istituzionale sovraordinato. Amministrazioni regionali e soprattutto statali vanno a loro volta ri-armate a supporto dell’azione politica comunale e a tutela di quegli interessi «sovrani» la cui difesa deve essere rafforzata in quanto particolarmente appetibili per il grande capitale in virtù delle potenzialità di profitto monopolistico.

 

 
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Una firma per il Referendum ...

Post n°220 pubblicato il 15 Maggio 2010 da ortonovo
 

 
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... ancora su ACAM...

Post n°218 pubblicato il 11 Maggio 2010 da ortonovo
 
Foto di ortonovo

L'acqua è trasparente ... ma a volte inganna ... perché assume i colori  "derivati" e "clientelari" che la circondano ... ma non tradisce ... anzi riesce a dilatare, come un cristallo oculare, ciò che guardi attraverso di "lei", e vedi ma non riesci a comprendere di come un bene così unico sia stato utilizzato disastrosamente e per scopi veramente meschini: affidamenti  e assunzioni poco trasparenti,  lotte di potere,  inefficienze e  sprechi.

L'interesse di "pochi" utilizzando un bene di "tutti".

L'acqua e' un diritto e non una merce e non vuole e non può essere utilizzata come "partita di giro"  per rendersi garante o mettere il coperchio a operazioni di puro carattere finanziario e speculativo.  

L'acqua è fonte di vita .. e vuole essere riconosciuta per quello che è:

trasparente ... priva di rilevanza economica.

Come disse Albert Einstein: I problemi non possono essere risolti usando gli stessi schemi mentali che li hanno generati.”

Senz'acqua non c'è vita. 

PRIVATIZZARE i servizi idrici equivale essenzialmente a PRIVARE

... comunque la pensiate ... a presto...

 
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In sostegno del popolo Birmano

             

Dalla Birmania: la riaffermazione del valore della non violenza
di Aly Baba Faye

Prima ancora che il regime spegnesse le luci sulla rivoluzione pacifica, tutto il mondo ha potuto seguire con una certa commozione la prova di forza tra il potere militare e le preghiere di migliaia di monaci che hanno marciato, lungo le strade di Yangoon, chiedendo democrazia e libertà per un popolo soggiogato e oppresso. (leggi tutto)

(L'Appello di Amnesty Internationl)

 

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Un commento sulla crisi..

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