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PENSIERI - RIFLESSIONI - E - PROVERBI - TRA - STORIA - E - TRADIZIONE

 

 

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PORRO’ LA MIA LEGGE NEL LORO ANIMO,

LA SCRIVERO’ SUL LORO CUORE.

IO SARO’ IL LORO DIO ED ESSI SARANNO IL POPLO MIO.

NON DOVRANNO PIU’ ISTRUIRSI GLI UNI GLI ALTRI,DICENDO:

RICONOSCETE IL SIGNORE, PERCHE’ TUTTI MI CONOSCERANNO,

DAL PIU’ PICCOLO AL PIU’ GRANDE.

IO PERDONERO’ LA LORO INIQUITA’
E NON MI RICORDERO’ PIU’ DEL LORO PECCATO.

”GEREMIA 31:33”

 


A te, Signore, elevo l'anima mia, Dio mio, in te confido: che io non sia confuso. Chiunque spera in te non resti deluso. (Sal 25,1-3)

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Fratelli, il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.
Per il resto, fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù affinché, come avete imparato da noi il modo di comportarvi e di piacere a Dio – e così già vi comportate –, possiate progredire ancora di più. Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù. Parola di Dio

RIFLESSIONI

Il Vangelo di Luca è indirizzato ai cristiani della sua epoca ma anche a quelli di tutti i tempi, che devono vivere nella fede del Signore in mezzo al mondo. Sono parole di consolazione e di speranza, di fronte alle tribolazioni e alle tristezze della vita.
Gli stessi avvenimenti che disorientano gli uomini saranno per i cristiani il segno che l’ora della salvezza si avvicina. Dietro tutte le peripezie, per quanto dolorose possano essere, essi potranno scoprire il Signore che annuncia la sua venuta, la sua redenzione, e l’inizio di una nuova era.
La venuta del Signore non è considerata come una cosa vicina nel tempo. I cristiani devono pensare che la storia duri a lungo, fino alla creazione definitiva del Regno di Dio. È necessario dunque che essi abbiano un’attitudine paziente di fronte alle avversità, e perseverante nel cammino che li conduce alla vita piena.
Così, il vangelo mette in guardia contro il pericolo di rilassarsi nel quotidiano. Bisogna restare vigili, in preghiera, nell’attesa gioiosa del Signore che è misericordia e vita n
uova.

 

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Lasciarono tutto e lo seguirono.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 5,1-11) 

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la Parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Genèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e Lo seguirono. Parola del Signore

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"Proviamo soltanto a guardarci. Va tutto alla rovescia; è tutto sottosopra. I medici distruggono la salute, gli avvocati distruggono la giustizia, le università distruggono il sapere, i governi distruggono la libertà, i principali mezzi di comunicazione distruggono l'informazione e le religioni distruggono la spiritualità"
Michael Ellner.

 

 

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XIV Domenica del Tempo Ordinario Anno A

Post n°181 pubblicato il 09 Luglio 2017 da PICCOLAVIOLETTA6
 

XV DOMENICA DEL TEMPOORDINARIO ANNO A

Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 13,1-23)
Il seminatore
Chi ha orecchi, ascolti.

Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 13,1-23)

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno alui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta lafolla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscìa seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gliuccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove nonc’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, maquando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra partecadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sulterreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi haorecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli conparabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri delregno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato esarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha.Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo nonascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano.In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciòche voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma nonlo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta laparola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminatonel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è statoseminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subitocon gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge unatribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno.Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazionedel mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dàfrutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e lacomprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta peruno». Parola del Signore.

Forma breve

TESO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 13,1-9):
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno alui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta lafolla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscìa seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gliuccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove nonc’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, maquando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra partecadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sulterreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi haorecchi, ascolti». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Il Vangelo ci racconta - se si eccettua l’ultima frase - lastoria di una catastrofe. Tutto comincia nella speranza e, nonostante questo,non tarda ad essere ridotto ad un nulla: gli uccelli mangiano il seme; ilterreno pietroso gli impedisce di mettere le radici; le piante spinose losoffocano... tutto segue il suo corso disperante.
Tuttavia, in mezzo a questa catastrofe, Dio annuncia il suo “ma”: in mezzo alcampo di concentramento di Auschwitz, padre Kolbe - morendo di denutrizione -loda ancora Dio onnipotente.
Nella parabola del seminatore si incontra il “ma” di Dio: ci sono pochesperanze, ma vi è almeno una terra buona per portare cento frutti.
È con gli occhi di Gesù che bisogna leggerle questo genere di storiecatastrofiche. E bisogna leggerle con Gesù fino in fondo.
La prima parte mostra che tutto è vano. Eppure la storia di questa sconfittaporta ad una conclusione inattesa. Dio, nella sua infinita misericordia, nonlascia che il seminatore soccomba come un personaggio tragico.
Forse abbiamo qui, davanti a noi, una legge che vale per tutte le azioni di Dionel mondo. Poiché la causa di Dio nel mondo è spesso povera e pocoappariscente. Quando la si prende a cuore, si può soccombere alla tentazionedella disperazione. Ma le storie di Dio hanno un lieto fine. Anche seall’inizio nulla lascia presagirlo.
Forse Gesù non racconta solo questa storia alle persone che sono sulle rive dellago. Forse la racconta a se stesso per consolarsi. Si chiede: cosa sarà di ciòche intraprendo? Si scontra con la cecità, il rifiuto, la pedanteria e laviolenza. Non è ignaro delle sconfitte. “Ma” la sua parola porta i suoi fruttinel cuore degli uomini.

 

***


 

Ti benedico, o Padre,
Signore del cielo e della terra

Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 11,25-30)

In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a Te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. Venite a Me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e Io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da Me, che sono mite e umile di Cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.  Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero». Parola del Signore.

 

Riflettiamo

 

A molti sembra un paradosso ma Gesù è venuto a prendere su di sé i pesi degli uomini, è venuto a liberare ogni persona dalle sofferenze e dai pesanti pesi. La diversità delle altre religioni parte da un presupposto che a loro risulta illogico, impossibile, ma Dio è autentico se ama infinitamente le sue creature. Il nostro Dio ci ama così come siamo perché suoi figli adottivi in Gesù Cristo.

 

Quale uomo comune poteva immaginare qualcosa del genere, che va ben oltre la più fervida immaginazione? Un Dio che libera dalle catene del peccato le sue creature è un Dio Amore, dove bellezza, completezza ed equilibrio sommo, emergono nitidamente in tutto ciò che Lo riguarda.

 

È il Dio dei cristiani a possedere questi attributi, altrove si trovano confusione, frammentarietà, un disordine che già determinano l’impossibilità della presenza di un Essere soprannaturale, Creatore di tutto ciò che esiste.

 

Se poi questa Chiesa -che rimane sempre Santa-, in determinati periodi della sua storia ha avuto uomini nella gerarchia che hanno percorso strade diverse, non distrugge assolutamente la sua origine divina, infatti, proprio perché creata da Dio è indefettibile. La Chiesa non potrà mai venire meno.

 

In tutti i secoli passati sono avvenuti incalcolabili attacchi e complotti contro la Santa Chiesa ma Essa risplende sempre di bellezza. Hanno tentato di distruggerla dall’esterno ma inutilmente, allora è stato aggiornato il piano per demolirla, agendo nel suo interno.

 

La nuova dottrina che piace a molti ed è diffusa nella Chiesa, non corrisponde a quella della Tradizione. Questa nuova dottrina che molti fanno conoscere fondata sul sul modernismo non solo presenta un nuovo Gesù, non identico a quello del Vangelo, inoltre, la Chiesa è stata livellata alla misura di tutte le religioni e filosofie del mondo.

 

La nostra Chiesa subisce continui attacchi e le parrocchie si svuotano, segno che non viene presentato Gesù come il Signore. La poca conoscenza di Gesù agevola la noia di partecipare alla Santa Messa e non si trovano interessi per dedicare ogni domenica un’ora a Dio che ha creato tutti noi.

 

San Tommaso d’Aquino, il teologo più importante della Chiesa latina ha spiegato la nostra Fede in modo fin troppo chiaro e comprensibile, senza cadere mai nella celebrazione di se stesso, come usano fare teologi e diversi predicatori.

 

Chi ha il dono della semplicità lo mette al servizio degli altri con sacrifici ed impegno spesso umanamente pesanti. La Grazia di Dio soccorre perché è un servizio svolto con grande amore verso tutti, per aiutarli a raggiungere la salvezza eterna e a ricevere adesso quelle Grazie fisiche e spirituali indispensabili per ritrovare la pace e la gioia.

 

Nella semplicità si scopre che l’insegnamento di Gesù di aiutare gli altri a portare i loro pesi non è contraddittorio ma pieno di amore.

 

È facile aiutare i propri familiari o i parenti nelle situazioni difficili, occorre molto amore invece nel saper prendere su di sé i pesi altrui. Questo lo fanno i Santi, è vero, Loro così vicini a Gesù sono pieni del suo Amore e lo manifestano anche nell’aiutare tutti.

 

Ogni cristiano è chiamato ad aiutare il prossimo, ognuno comunque ha una propria formazione e comprensione del precetto dell’Amore, quindi, ognuno ama secondo le proprie capacità spirituali. La maggiore conoscenza di Gesù rende più disponibili ad aiutare, anche a compiere fatiche per i bisognosi.

 

Essere compassionevoli e misericordiosi lo può attuare chi è vicino a Gesù Cristo e come Lui aiuta principalmente i più prossimi.

 

Solo qui troviamo una profonda onestà intellettuale e una giustizia gradita a Dio. Questo significa liberare gli altri dei loro pesi e non caricarli di altre sofferenze.

 

I veri devoti della Madonna dimenticano se stessi per aiutare gli altri, nei modi migliori e secondo verità.

 

Un pensiero

 

Pregare non è un’imposizione, è un dono. Non è una costrizione, è una possibilità. Non è un peso, è una gioia. (San Giovanni Paolo II)

 

 
 
 

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO A

Post n°180 pubblicato il 02 Luglio 2017 da PICCOLAVIOLETTA6

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO A
Chi ama padre o madre più di me non è degno di me.

Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 10,37-42)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Non si sa quale esigenza irrita di più ascoltando questo Vangelo: se l'abbandono totale dei legami familiari o il grado di amore chiesto dal Signore. Le parole di Gesù ci provocano fino allo scandalo. Il Signore non ci appare sotto un'altra luce agli occhi della nostra anima? Noi sappiamo che egli è comprensivo, sensibile e dolce. E soprattutto, speriamo che egli alleggerirà il fardello della nostra vita. Sorpresi, persino spaventati, indietreggiamo interiormente, e cerchiamo - sentendoci più minacciati che conquistati da questo Vangelo - di difenderci con la fuga.
Certo, il nostro cammino di fede ci ha fatto scoprire il Signore come il buon Pastore, che "ad acque tranquille ci conduce" (Sal 24,2). Come un Padre, la cui "grazia è nel cielo e la cui fedeltà fino alle nubi" (Sal 37,6). Soltanto una cecità spirituale ci impedirebbe di vedere il minimo segno dell'amore di Dio nella nostra vita: nella sicurezza familiare, nella salute del corpo e dell'anima, nella consolazione interiore di fronte ai colpi del destino e negli inattesi avvenimenti felici di ogni giorno. È per questo che cerchiamo la presenza del Signore e ci mettiamo al suo seguito.
Ma egli ci fa resistenza quando vogliamo mescolare i nostri interessi personali con la nostra relazione di amicizia. Quando separiamo i doni ricevuti da Colui che ce li dona, per costruire un piccolo mondo egoista alle sue spalle. Noi siamo allora vittime di una illusione, poiché la salvezza e il pieno compimento si trovano soltanto in lui. Perciò egli si erge contro l'egoismo tinto di religiosità, e vuole difenderci dagli inganni e dagli errori. Le sue esigenze, così irritanti, mirano al nostro sommo bene: egli vorrebbe rimanere il fondamento del nostro essere e delle nostre aspirazioni. Colui la cui vita è interamente centrata in Cristo manifesta anche la presenza di Cristo in mezzo ai suoi fratelli. E ciò che vale per il Signore vale anche per l'inviato: accogliere il forestiero, dissetare colui che ha sete, il rispetto dell'apostolo verso il messaggero. Costui ha una famiglia tra i fratelli e le sorelle in Cristo (cf. Mt 12,50).

 
 
 

Cuore Immacolato di Maria

Post n°179 pubblicato il 24 Giugno 2017 da PICCOLAVIOLETTA6
 

24 giugno  

Natività di San Giovanni Battista

E Festa Del
Cuore Immacolato di Vergine Maria


Sacri Cuori DI Gesù E Maria Pregate Per Noi

La solennità di questo straordinario precursore di Gesù Cristo non oscura un'altraricorrenza per noi molto importante, come è questa del Cuore Immacolato diMaria. Di Giovanni Battista devo esprimere lo stesso alcune considerazionianche se in passato non ho risparmiato ore per indicare la sua coerenza e lamissione carica di passione ardente verso il Signore.

IlPrecursore viene indicato da Gesù come uno strumento che ha raggiunto laperfezione in questa vita, caso raro se escludiamo la Madonna e San Giuseppe.Fu nell'incontro tra la Vergine Maria e la cugina Elisabetta che GiovanniBattista ancora nel grembo della madre viene santificato, confermato in Grazia.

Undono che raramente viene concesso a un Santo e che esprime il ruolopreparatorio all'avvento del Messia, in una terra piena di falsi profeti,imbroglioni, incantatori e di maghi, come in questi nostri tempi seconsideriamo la proporzione della popolazione.

DiGiovanni Battista festeggiamo la sua nascita, mentre per tutti gli altri Santisi festeggia la loro morte, l'ingresso in Paradiso.

Anchequesto è un segno di predilezione da parte della Santissima Trinità verso unuomo che dedicò interamente la sua vita al servizio del Messia atteso, vivendoin condizione di estrema penitenza. "Giovanni portava un vestito dipeli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo eranolocuste e miele selvatico" (Mt3,4).

Diquesto grande Profeta che visse nel deserto come preparazione alla sublimemissione, contempliamo la sua austerità; la fortezza del Testimone della Luce;l'umiltà del Precursore che si fa da parte nell'annunciare Colui che è venuto asalvare l'umanità.

«Giovannivedendo Gesù venire verso di lui disse: "Ecco l'Agnello di Dio, ecco Coluiche toglie il peccato del mondo! Ecco Colui del quale io dissi: Dopo di meviene un Uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. Io non Loconoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché Egli fosse fattoconoscere a Israele» (Gv1-29-31).

«Ilgiorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando losguardo su Gesù che passava, disse: "Ecco l'Agnello di Dio!"» (Gv 1-35-36).

Il 24giugno si festeggia il cosiddetto "Natale estivo".San Giovanni Battista occupa senz'altro una posizione eminente nella schieradei Santi.

LaChiesa celebra solennemente la festa di tre sole natività: quella di Gesù,quella della Madonna e quella di Giovanni Battista. L'antica Tradizione indicaGiovanni Battista sì in Paradiso, ma che occupa il più alto posto dopo laMadonna, però non possiamo dimenticare l'eccelsa figura di San Giuseppe.

GiovanniBattista meriterebbe sicuramente il posto più vicino a Gesù, sempre dopo laMadonna, perché assomiglia di più al Signore, inoltre come ho scritto fupurificato e consacrato nel grembo di sua madre Elisabetta nel giorno dellaVisitazione.

Sipotrebbero scrivere lunghe pagine su Giovanni Battista, non mancherà occasione e adesso rivolgiamoci alla Benedetta fra tutte le donne!

Pernoi innamorati della Madonna oggi è una solennità che ci fa esultare, gioire,sempre in modo equilibrato, senza quel devozionalismo immaturo e deviante checolpisce quanti non conoscono questa potentissima Regina dell'universo e Lapregano in modo sbagliato, quasi idolatrico.

 
 
 

Sacro Cuore Di Gesù

Post n°178 pubblicato il 23 Giugno 2017 da PICCOLAVIOLETTA6
 

Sacro Cuore Di Gesù Aiutami Tu,
Perchè Non Ho Nessuno Che Abbia Voglia
O Che Sappia Aiutarmi.
 
14.novembre
 
Così dice il Signore:

<<Venite a Me voi tutti che siete stanchie oppressi e Io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparateda me che sono mite e umile di cuore e troverete ristoro per la vostra vita. Ilmio giogo infatti è dolce e il Mio peso leggero>>. (Matteo 11- 28)

 SE
brami guarire dalle tue ferite, Gesù è il medico.
Se
il bruciore della febbre ti asseta, Egli è la fonte.

Se le colpe ti rimordono, Egli è il perdono.
Se
hai bisogno di aiuto possente, Egli è la forza.

Se
la morte ti fa paura, Egli è la vita.

Se
aneli alla patria celeste, Egli è la via.

Se
le tenebre ti sgomentano, Egli è la luce.

Se
hai fame di certezza, Egli è la verità.

Se
ti occorre il cibo che sazia, Egli è il pane che nutre in eterno".

 
 
 

Corpus Domini

Post n°177 pubblicato il 18 Giugno 2017 da PICCOLAVIOLETTA6
 

 

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Sia Lodato E Ringraziato Ogni Momento Il Santissimo Divinissimo Sacramento

 

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CANTICO DELLE CREATURE

BENEDICIAMO IL SIGNORE A LUI LA GLORIA NEI SECOLI.

Cielo e terra, lodate il Signore, tutto il creato, benedica il Signore. Sole e luna, lodate il Signore, astri del cielo, benedite il Signore. Acque e fonti, lodate il signore, mare e abissi, benedite il Signore. Ghiaccio e neve, lodate il Signore, fiumi e montagne, benedite il Signore. Sabbia e foreste, lodate il Signore, steppe e giardini, benedite il signore. Pioggia e rugiada, lodate il Signore, vento e fuoco, benedite il Signore. Lampi e tuoni, lodate il Signore, tenebre e luce, benedite il Signore. Erbe e germogli, lodate il Signore, tempi e stagioni, benedite il Signore. Alberi e fiori, lodate il Signore, pesci e uccelli, benedite il Signore. Greggi e armenti, lodate il Signore, cervi e gabbiani, benedite il Signore. Giovani tutti, lodate il Signore, vecchi e bambini, benedite il Signore. Angeli e santi, lodate il Signore, genti del mondo, benedite il Signore. Lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.

 

LA CARITA'

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi  1Cor 12, 31- 13, 13

Fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime.
Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.
E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.
E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo, per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.
La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino.
Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità! Parola di Dio.

RIFLETTIAMO

Perché gli uomini rifiutano il profeta che parla in nome di Dio? Perché avvertono in lui un personaggio "scomodo", che li sveglia dal loro quieto vivere e condanna le vie sbagliate che percorrono, invitandoli a cambiare vita e a mettersi sulla strada indicata dal vangelo e dal modello di Cristo.
A Nazaret rifiutano Gesù, perché chiedeva un cambiamento radicale di vita, di abitudini, di mentalità. Allora trovano tanti pretesti per sfuggire all'ammonimento del profeta.
Il mondo ha bisogno di profeti del vangelo. Oggi più di ieri. Anch'io sono invitato a essere profeta, cioè a testimoniare il vangelo con la vita e la parola, in tutte le situazioni di ogni giorno: famiglia, lavoro, scuola, letture, conversazioni, impegno di carità, attenzione all'uomo, ecc. Debbo chiedermi: chissà se la gente che mi avvicina riceve da me uno stimolo al bene?
Ma prima ancora mi pongo questa domanda: come accolgo Gesù, che ogni giorno m'invita alla conversione? I miei criteri di giudizio, di scelta, non entrano in crisi quando leggo il Vangelo? È una verifica che dovrei fare con serietà, nella preghiera. Altrimenti, a cosa serve dirsi cristiano, se poi rifiuto tante volte ogni giorno l'invito di Gesù alla conversione?

 
 
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