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Creato da luce78_2 il 21/12/2009

INCONTRO CON L'ARTE

pittura,aforismi,poesie,vignette

 

***

Post n°576 pubblicato il 20 Aprile 2014 da ochidea_blu

 

Quest’anno non ti farò gli auguri di Buona Pasqua.
Sì, almeno non i soliti auguri che tutti ti possono fare …
Ti voglio donare un sorriso e tutto l’affetto …
Ti voglio augurare di cuore
un buon cambiamento, un buon miglioramento …
Perché è questo il vero senso della Pasqua.
Che a partire da oggi la tua vita
possa sbocciare e fiorire nel migliore dei modi.

Buona Pasqua!

 

Con affetto e stima
Sofia

 

 
 
 

Santa Pasqua

Post n°575 pubblicato il 19 Aprile 2014 da luce78_2




Abbraccio CIRCOLARE ( e' tempo di meditazioni )

<<Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.>>



Coraggio, fratello che soffri..CORAGGIO . C'è anche per te una

 deposizione dalla croce. Ecco già una mano forata che schioda

 dal legno la tua. Ecco un volto amico, intriso di sangue e coronato

 di spine, che sfiora con un bacio la tua fronte. Ecco un grembo di

donna che ti avvolge di tenerezza. Coraggio!!! Manca poco.....

Si, tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà

 i suoi colori e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga...







 
 
 

Buon venerdi' santo

Post n°574 pubblicato il 18 Aprile 2014 da luce78_2





Oggi è una giornata triste,

ma la speranza del trionfo è già in noi,

 perchè la Resurrezione è l'atto finale

 di un sacrificio esclusivo.



Buon venerdi' santo a tutti!!!!!!!!!!


Lidia@










 
 
 

Gloria Swanson - attrice cinematografica statunitense

Post n°573 pubblicato il 15 Aprile 2014 da luce78_2




“La gente comune attende che la vita le sveli i suoi segreti,

 ma ai pochi, agli eletti, i misteri della vita vengono rivelati

 prima che il velo venga scostato.”


(Oscar Wilde)




Immagine di Edward Steichen - ritratto di Gloria Swanson



Swanson, Gloria

Nome d'arte di Gloria May Josephine Svensson, attrice 

cinematografica statunitense, nata a Chicago il 27 marzo del 1899

 e morta a New York il 4 aprile del 1983. Grazie al magnetismo

 dello sguardo, capace di esprimere innocenza e spregiudicatezza,

 e a una forte presenza scenica, ma soprattutto in virtù di un

 carattere intraprendente e tenace, divenne una delle dive più

popolari degli anni Venti, riassumendo nella sua figura tutti gli 

elementi più tipici del sistema divistico del periodo e anzi 

contribuendo a metterne a punto il complesso meccanismo.

 A fissare il suo nome nella memoria cinematografica del 20° sec. 

fu però un film del 1950, quando da tempo si era conclusa la sua

 parabola artistica, l'indimenticabile Sunset Boulevard

 (Viale del tramonto) di Billy Wilder, per il quale ottenne

 una nomination all'Oscar come attrice protagonista.

Figlia di un ufficiale dell'esercito, per diversi anni seguì

 gli spostamenti del padre in Florida, Texas, Porto Rico.

 Tornata a Chicago con la madre, frequentò le scuole superiori

 e a soli quindici anni cominciò a lavorare nel cinema in piccoli

ruoli presso gli studi della Essanay. Trasferitasi a Hollywood

 nel 1916 con l'attore comico Wallace Beery

 (primo dei suoi numerosi mariti), venne scritturata da 

Mack Sennett per la Keystone dove apparve in numerose

 domestic comedies. Nel 1918 passò alla Triangle, ove ebbe

 l'opportunità di misurarsi anche con ruoli drammatici in

film come Everywoman's hus-band di Gilbert P. Hamilton e

Her decision di Jack Conway, entrambi del 1918. Ma solo a

 partire dall'anno successivo, firmato il contratto con

 Adolph Zukor della Famous Players-Lasky Corporation,

 sotto l'attenta direzione del noto regista Cecil B. DeMille

 la S. riuscì a diventare una delle star più amate dal grande

 pubblico. Nei sei film interpretati per DeMille, drammi o

 commedie sentimentali dai toni forti spesso sensualmente audaci, 

ambientati nell'alta società, l'attrice perfezionò il suo personaggio

 di donna sofisticata e spregiudicata, pur misurandosi sempre

 con ruoli positivi come in Don't change your husband (1919; 

Non cambiate marito!) o nel più trasgressivo Male and female (1919;

 Maschio e femmina). Sull'onda del successo, interpretò numerosi 

film diretta da Sam Wood ‒ in Beyond the rocks (1922; L'età d'amare)

 recitò al fianco di Rodolfo Valentino ‒ e Allan Dwan, come Zaza

 (1923; Zazà) e Manhandled (1924; Maschietta), in cui affrontò

 toni recitativi diversi, da quelli brillanti a quelli più patetici.

 Alla fine del 1924 ottenne i diritti di una pièce francese, 

Madame Sans-Gêne di E. Moreau e V. Sardou, nonché il 

permesso dalla Paramount Pictures di girare in Francia

 l'omonimo film diretto nel 1925 da Léonce Perret.

 L'attrice fece rientro negli Stati Uniti trionfalmente al fianco

 del suo terzo marito, il marchese Henry de la Falaise.

Nel 1926, a soli ventisette anni la S. aveva già alle spalle 

decine di grandi successi internazionali: molto amata dai

 suoi fans, presenzialista e generosa con il suo pubblico,

 era la diva per eccellenza, e dettava legge con le sue pettinature,

 il suo maquillage, i suoi abiti preziosi, le sue case sontuose.

 Fu allora che poté permettersi di rifiutare un contratto di

 un milione di dollari con la Paramount per diventare produttrice

 indipendente e legarsi alla United Artists. Il secondo film da lei 

prodotto e interpretato, Sadie Thompson (1928; 

Tristana e la maschera) diretto da Raoul Walsh, tratto 

da un racconto di ambientazione esotica di W.S. Maugham,

 fu un successo. Il personaggio di Sadie, prostituta costretta

 a confrontarsi con l'ipocrisia di un pastore protestante,

 diede finalmente modo alla S. di rivelare il suo talento in un 

ruolo difficile e trasgressivo (ma come sempre entro determinati

 confini: Sadie alla fine infatti si redime con un onesto matrimonio),

 interpretato con vitalità e umanità, e di ottenere una nomination 

come migliore attrice protagonista nella prima edizione

 degli Oscar (1927-28). Seguì un altro progetto ambizioso ed

 estremamente dispendioso per la S. (nonostante l'apporto 

economico del banchiere J.P. Kennedy, con cui ebbe un'intensa 

elazione sentimentale), che purtroppo non vide mai compimento; la

 lavorazione di Queen Kelly (1928) venne interrotta infatti a causa

 dell'avvento del sonoro e dei dissidi sorti tra il regista,

 Erich von Stroheim, e la produzione (la stessa S. montò una 

versione ridotta del film che venne però sconfessata dal regista).

Anche se The trespasser (1929; L'intrusa) di Edmund Goulding

, primo film parlato della S., ottenne un notevole successo e le

 valse una seconda nomination all'Oscar, gli anni Trenta, con i loro

 profondi mutamenti economici e di gusto, videro l'attrice

 allontanarsi gradualmente dal cinema. Dopo alcuni film come

 What a widow (1930; Che tipo di vedova), una commedia

 di A. Dwan, Tonight or never (1931) di Mervyn LeRoy,

 Music in the air (1934; Musica nell'aria) di Joe May, la S.

 si dedicò a nuove attività in ambito commerciale ma anche

 teatrale e poi televisivo. Fino a quando nel 1950 ebbe 

l'opportunità di interpretare un film per alcuni aspetti geniale,

Sunset Boulevard, riflessione amara e spietata sul mondo del

 cinema, nel ruolo di Norma Desmond, un'ex diva del muto che

 si illude di poter tornare in auge grazie a un film da lei scritto

 con l'aiuto di un giovane e spiantato sceneggiatore, che diventerà

 suo amante e che la stessa Norma ucciderà in un raptus di follia.

 La S. costruì, con autenticità e autoironia, un personaggio talmente

 simile a sé stessa da risultare impietoso. Questa grande rentrée 

non ebbe tuttavia un seguito adeguato: alcune partecipazioni

 teatrali, i film Three for bedroom C (1952) di Milton H. Bren

 e Mio figlio Nerone (1956) di Steno e alcuni lavori televisivi

.Nel 1980 pubblicò una dettagliatissima autobiografia,

 Swanson on Swanson (trad. it. Memorie ‒ Gloria Swanson, 1981), 

che testimonia di una carriera e di una vita gestite sempre con

 intelligenza e coraggio.





 
 
 

L'Amore......Osho

Post n°572 pubblicato il 13 Aprile 2014 da luce78_2

Quando qualcuno riceve il tuo amore,

 “tu” hai la sensazione di ricevere un favore.

 L’amore è grato di essere stato ricevuto.

L’amore non desidera mai né ricompense né ringraziamenti

 e se dall’ altra parte arriva della gratitudine,

 l’amore è sempre sorpreso;

 è una piacevole sorpresa, perché non c’erano aspettative. 


 ( Osho )








 
 
 

Mahatma Gandhi

Post n°571 pubblicato il 11 Aprile 2014 da luce78_2


Mi ribello:

all'arroganza, alla maleducazione, all'ipocrisia, all'indifferenza, 
alla rabbia, allo sconforto, alla solitudine, al razzismo, al maschilismo, 
al femminismo.

I miei strumenti:
pace, gentilezza e amore  

Mantieni i tuoi pensieri positivi, Perché i tuoi pensieri diventano parole.

Mantieni le tue parole positive, Perché le tue parole diventano i tuoi
 comportamenti.

Mantieni i tuoi comportamenti positivi, Perché i tuoi comportamenti 
diventano le tue abitudini

Mantieni le tue abitudini positive, Perché le tue abitudini diventano
 i tuoi valori.

Mantieni i tuoi valori positivi, Perché i tuoi valori diventano il tuo destino.


Mahatma Gandhi








 
 
 

Edouard John Mentha

Post n°570 pubblicato il 06 Aprile 2014 da luce78_2




I libri sono straordinariamente discreti e gentili.

 Pur avendo mille cose da dire, hanno l’umiltà di parlare 

solo quando li vogliamo ascoltare.

 E non smettono mai di dirci cose nuove ogni volta che li leggiamo. 


Lidia@












Dipinto: (Edouard John Mentha)





NomeMenta, Edouard-John
Altro nomeMentha, Edouard-John
Data1858 - 1933
PaeseSvizzera
Allievo diMenn, Barthélémy
Docente di
Collaborazione con
Simile aMentha, Hélène 
Mognetti, Samuel
Amico di
Anche inWILNITSKY SIKART 


http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4025964

BiografiaWILNITSKY Edouard-John Menta (Mentha o) è nato nel 1858 a Ginevra e morto nel 1914 (probabilmente a Nizza, Francia del Sud). Fu allievo di Barthélemy Menn; ha iniziato come pittore di paesaggi, poi - passati al genere e ritratti. Da ca. 1880, l'artista visse a Nizza Côte d'Asur (Costa Azzurra). Ha debuttato nel 1874 in una mostra a Ginevra; ha mostrato i suoi dipinti nel 1887 a Venezia. Più tardi, ha regolarmente esposto in Francia. Oggi, le sue opere raggiungono prezzi notevoli al mercato internazionale delle aste d'arte.





SpecialeMarito di Mentha, Marthe-Hélène 
Son-in-Law a Mognetti, Samuel

GenereMaschio
TipoPittore
StileFeste e ristoranti





Verbantiqua Libreria Antiquaria 

· 29 marzo. Particolare della libreria violino a Wilton House,in Inghilterra.

 Foto: Particolare della libreria violino 

 
 
 

Elena Lucrezia Corner Piscopia

Post n°569 pubblicato il 02 Aprile 2014 da luce78_2




La storia di Elena, la prima donna laureata al mondo. Ed era italiana

Era il 1646, Venezia. La quinta di sette figli, Elena Lucrezia Corner Piscopia, 
veniva al mondo. Nessuno si sarebbe aspettato che, quel giorno, sarebbe nata 
la prima donna laureata della storia. Ed era italiana.

La storia di Elena è una di quelle che ti lasciano l’amaro in bocca. Dimostra fin 
da bambina di essere un piccolo genio, con capacità di apprendimento strabilianti. 
Nel 1665, a 21 anni, Elena sovverte già la tradizione: diventa oblata benedettina, 
rispetta i voti delle monache pur continuando a vivere in famiglia. Il suo punto di forza 
sono gli studi filosofici, ma la cultura è immensa: conosce come le sue tasche il latino, 
il greco, il francese, l’inglese e lo spagnolo, e studia l’ebraico.

Quando, dopo essersi iscritta all’università (a quei tempi definita Studio di Padova)
 presenta regolare domanda di ammissione alla laurea ecco la spiacevole sorpresa. 
A una donna, infatti, non era concesso ricevere il titolo di dottore in teologia.
 Gregorio Barbarigo, vescovo di Padova (fatto santo ndr), blocca tutto: la donna 
è inferiore rispetto all’uomo e non è capace di ragionamenti difficili, niente da fare, 
laurea.

Inizia, così, una lunga polemica tra lo Studio di Padova, che aveva acconsentito 
alla laurea, e il cardinale Barbarigo. A 32 anni Elena ottiene, finalmente, la sua 
laurea: gliela concedono, però, in filosofia, non in teologia. La cerimonia di 
proclamazione resta negli annali: aula stracolma, si decide addirittura di spostare
 la discussione in uno spazio più grande. Qualcuno dice ci fossero, quel giorno, 
30mila persone.

Elena Lucrezia Corner Piscopia si prende la sua rivincita: ora è una celebrità, 
tutti la cercano, tutti vogliono parlare con lei. Anche Luigi XVI manda i suoi informatori 
a verificare le doti eccezionali della donna.

La vita passata sui libri, però, presenta ben presto il suo conto: è il 1684 quando 
Elena muore, a soli 38 anni. Tra debiti e volontà dei monaci benedettini, non rimarrà 
nemmeno la statua di Elena, eretta su spinta del padre.

Oggi, la riproduzione della statua di Elena si trova ai piedi dello scalone del Bo’, 
nella sede dell’Università di Padova. È ricoperta da pannelli di plexiglas, piena 
di escrementi di piccioni.

Solo nel 1969, nell’occasione del tricentenario, si muove finalmente l’Università 
di Padova, che avvia delle ricerche su Elena. Lo studio conferma la verità.

Bistrattata, dimenticata, osteggiata. L’Italia vanta la prima donna laureata al mondo 
e manco lo sa. Non un’aula universitaria intitolata, non un istituto scolastico superiore, 
nemmeno un misero francobollo. Elena ha un debito con il nostro Paese, 
ed è ora di saldarlo.


Segnalato da: "Pagani Point", scritto da: Raffaele Nappi 

Fonte: corriereuniv.it


 
 
 

Voglio entrare nel tuo cuore dalla porta dei sogni.

Post n°568 pubblicato il 31 Marzo 2014 da luce78_2


Voglio entrare nel tuo cuore dalla porta dei sogni. 
Voglio arrivare come un pensiero evanescente così 
come avviene nei sogni dove ogni cosa è come un 
rebus della settimana enigmistica: una statua romana 
accanto a un rospo su un tavolo, un soldato che assalta 
una lavatrice.

Voglio entrare nel tuo cuore in punta di piedi, leggera come una piuma.
E questo solo un sogno potrebbe renderlo possibile.
Voglio diventare quello che mi senti tu perché i sogni vengono dal profondo,
come la lava di un vulcano, come il getto di un soffione boracifero.
E li dentro ci sei tu, c'è quello che vuoi essere, c'è la verità.
Venirti in sogno non è solo un premio alla vanità ma la capacità 
di correre il rischio di ritrovarmi, all'improvviso, più incubo che sogno.
Nel sogno potrei andare dentro il tuo cuore e reclamare una delle
stanze migliori. Ma così, certo, non sarei leggero. Allora mi sottometto
a passare dal metal detector del tuo subcosciente dove le verità possono 
essere una recensione, un vaticinio, un epitaffio.

Ma nel tuo cuore io ci voglio entrare lo stesso. E rimanerci a lungo se sarò brava
a farmi sognare..... 

La porta dei sogni ha i cardini che non fanno rumore. E' come le porte
delle cucine dei ristoranti che si aprono e si chiudono senza bisogno 
delle mani. Basta spingerle con una spallata. E, di solito, 
non c'è bisogno di bussare.

Passerò da lì senza farmi annunciare. 

D.B.



 
 
 

....è notte.....io sono sempre sveglia....la notte pare non passi mai

Post n°567 pubblicato il 29 Marzo 2014 da luce78_2







Insonnia perchè? L'insonnia è un disturbo del sonno caratterizzato dalla difficoltà ad addormentarsi o di mantenere il sonno oppure entrambi e tutto questo comporta spesso a dormire troppo poco o scarsa qualità del sonno stesso, cioè ci si sveglia ancor più stanchi di prima di andare a dormire. I motivi principali delle persone che possono avere il problema dell’insonnia solitamente sono legati a stress ed ansia, nonché preoccupazioni di vario genere, che rendono difficile rilassarsi e godere del sonno ristoratore e necessario per l’organismo.


Insonnia è sintomo di malessere generale
L’insonnia potrebbe anche essere l’indicatore di altri problemi pertanto è meglio non sottovalutare il caso se vi si proponesse e soprattutto è meglio parlarne con il proprio medico che potrà aiutare in una valutazione professionale e se necessario fare delle prescrizioni o comunque di dare suggerimenti a chi soffre di insonnia.



Quanto è diffusa l'insonnia?
Chi non ha mai sofferto di insonnia almeno una volta nella vita? Si inizia sicuramente da studenti con il pensiero dell’interrogazione o del compito del giorno dopo, ma se accade troppo spesso è meglio parlarne con i genitori e con il dottore. A qualsiasi età è necessario far beneficiare al proprio organismo delle ore di sonno necessarie a “ricaricarsi” e rigenerarsi, nonché di rilassarsi. Certo è che non bisogna nemmeno preoccuparsi inutilmente se avviene qualche sporadico caso di insonnia durante l’arco della propria vita, ma nemmeno bisogna sottovalutare il discorso in quanto appunto potrebbe celarsi un altro problema.



Insonnia cause
Le cause legate all’insonnia acuta possono includere svariate e le principali possono essere le seguenti:

stress generale che potrebbe essere legato alla perdita del lavoro o all’esigenza di cambiare, la morte di una persona cara, il divorzio, vita frenetica…
dolore o fastidio fisico (ad esempio disturbi gastrointestinali e bruciori di stomaco)
malattia
depressione
ansia
fattori ambientali (rumore, luce, temperature troppo calde o troppo fredde)
assunzione di alcuni farmaci (ad esempio quelli usati per trattare raffreddori, allergie, depressione, ipertensione e asma)
interferenze nel normale programma di sonno (ad esempio: jet lag, lavoro a turno)
menopausa e vampate di calore
iperattività della tiroide.


"Il sole può tramontare e poi risorgere; io, invece, una volta che il mio breve giorno si spegne, ho davanti  una notte senza fine. "
Vi abbbraccio

Lidia





 
 
 

Riflessione......

Post n°566 pubblicato il 26 Marzo 2014 da luce78_2

Me l'ero scordata il suono del ritmo del mio respiro,quando si fa regolare.


Avevo dimenticato cosa fosse,e quanto significasse,dormire di un sonno che 

ci rende bambini,a palpebre chiuse,a sognare di un Mondo a colori e di un Dio 

che sappia fare il pittore.

Per giorni ho stretto forte le braccia al petto.

Qualche volta pure le incrociavo all'altezza delle gambe.

Come se quel gesto potesse impedirmi di cadere a pezzi ;

 quasi riuscisse a tenermi insieme,illudendomi di un'interezza 

ormai improbabile.

Ho cercato la completezza fuori di me.Nelle cose che tocchi.

Nell'orgoglio dei successi ostentati.Nell'ammirazione degli occhi che,

camminando per strada,mi si posano addosso.

Ho scoperto che solo riconciliandomi con le mie infinite fragilità,

gli altrettanti difetti,posso tornare a sentirmi una intera.














 
 
 

Tristezza infinita........

Post n°565 pubblicato il 23 Marzo 2014 da luce78_2

Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione.

Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, 

una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di 

qualcuno o qualcosa in cui credevamo. E a subirla ti senti ingannato, beffato, 

umiliato. La vittima d’una ingiustizia che non t’aspettavi, d’un fallimento che 

non meritavi. Ti senti anche offeso, ridicolo, sicché a volte cerchi la vendetta.

 Scelta che può dare un po’ di sollievo, ammettiamolo, ma che di rado

 s’accompagna alla gioia e che spesso costa più del perdono.


Oriana Fallaci

 
 
 

Benvenuta Primavera !

Post n°564 pubblicato il 21 Marzo 2014 da luce78_2

PRIMAVERA- Alfredo Benedetti Cecchi



E' finamente è arrivata primavera a

 ridestar la terra con il suo profumato

 bacio !









PRIMAVERA
 
Il sole nascente
bacia la terra ridente
risorta a nuova
e antica vita.
L'aria aulente
di profumi preziosi
di alberi in fiore
di gemme splendenti
foriere di frutti squisiti.
La terra
voltata dal vomere
baciata dal sole
effonde un effluvio
vetusto come il mondo,
profumato come la vita
di Primavera.
Riempiono l'aria
fragrante
dei loro canti d'amore
struggenti
gli uccelli cantatori.

Primavera rinnova
amori vibranti
di giovani amanti.
Perfino
nei vecchi cuori
rinascono ricordi
di dolci labbra
di donne amate
un tempo lontano
remoto,
ma ora freschi come
un pensiero d'amore
di Primavera.

Alfredo Benedetti Cecchi






 
 
 

Cara donna ti auguro……- Simona Oberhammer

Post n°563 pubblicato il 18 Marzo 2014 da luce78_2

ti auguro………ti auguro di credere sempre nei tuoi sogni, 

perché senza saresti vuota
…ti auguro di non tradire mai te stessa, perché lontana dalla tua verità 
l’esistenza perde di senso
…ti auguro di credere sempre nell’amore, perché se dici “basta” dentro 
di te qualcosa muore
…ti auguro di non dimenticare mai gli altri, anche se la vita è difficile,
 perché ciascuno di loro è un pezzetto di te stessa
…ti auguro di continuare a ridere, ballare, saltare, cantare anche… 
se non ce n’è motivo, anche se le giornate sono piene di problemi, 
perché senza la gioia la vita diventa piatta e grigia
…ti auguro di guardare il mondo attraverso il contatto con la tua interiorità,
 perché solo così puoi vedere la realtà nella sua essenza
… ti auguro di lasciare spazio nel tuo cuore per il perdono, perché senza di 
esso si trasforma in pietra
… ti auguro di mantenere sempre la porta aperta alla passione, per vivere 
con intensità ogni piccola cosa
… ti auguro di portare sempre con te il rispetto, perché senza di esso è facile
 calpestare chi ci è vicino
… ti auguro di amare gli altri ma di non dimenticarti che anche tu meriti amore
… ti auguro di toccare le corde della spiritualità e di suonarle nella tua vita
… ti auguro di essere sempre te stessa, di seguire la voce della tua anima… 
perché lontana da essa la vita perde colore.

(Simona Oberhammer) 







Dipinto: (Alexander Shubin )



La dr. Simona Oberhammer è naturopata. Ha operato per anni come ricercatrice 
indipendente ed ha effettuato i suoi studi e le sue ricerche nell'ambito delle 
discipline olistiche internazionalmente in diversi paesi quali Stati Uniti, 
Germania, Inghilterra, Austria. Si è specializzata in nutrizione e bioterapie
 (U.S.A.). 
Ha inoltre seguito un percorso nell'ambito del femminile e della crescita 
personale, i
ntegrando le sue competenze scientifiche con esperienze
 nella dimensione interiore.
 Gli studi e le ricerche internazionali sono stati la base 
per l'elaborazione e 
la creazione di nuovi sistemi e metodi terapeutici. Tra i principali: 
Olosophia®, sistema di intervento olistico; Bionutra®, metodo di alimentazione naturale; 
Disintox®, metodo di disintossicazione; Eucolon®, metodo di purificazione e 
rigenerazione intestinale; Olofem®, programma donna; Gymintima®, metodo 
di ginnastica intima; Codice DeU®, metodo sulle differenze tra universo
 femminile e maschile; Biotipi Olosophici®, metodo sulle tipologie costituzionali.
 È autrice di diversi libri sulle tematiche del benessere, della salute, dell'interiorità 
e sulla donna, alcuni già editi e altri di prossima pubblicazione.
 Alcuni titoli sono: Olofem, Codice DeU, Gymintima, Vivere bene il ciclo mestruale
 e risolvere i disturbi con la via femminile, Guarire i disturbi ginecologici e 
migliorare la sessualità con la ginnastica intima, Flex, Biotipi Olosophici,
Sygil. Il sistema Olosophia è stato inoltre inserito dalla dottoressa 
Simona Oberhammer 
allʼinterno di una pluralità di forme espressive: grafica, musica, video, disegno, 
oggettistica e simbologia. La dottoressa Simona Oberhammer diffonde
 i suoi metodi con eventi quali conferenze, corsi e workshop organizzati dall'Istituto 
Olosophico, in Italia e all'estero.



Olofem - Femminile Sconosciuto

 

Simona Oberhammer

Olofem - Femminile Sconosciuto Simona Oberhammer

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Don Bosco Ranchibile ieri a Palermo

Post n°562 pubblicato il 16 Marzo 2014 da luce78_2
 

Istituto Salesiano Don Bosco - Ranchibile
Palermo

Cenni storici
Nel 1879 un primo nucleo di Salesiani giungeva in Sicilia a Randazzo, dove nel Collegio di San Basilio iniziavano il loro apostolato con i giovani dell’Oratorio, delle Scuole Elementari e Medie. Nel 1902 si volle estendere questa missione anche a Palermo: qui l’Istituto Salesiano “Don Bosco” di via Sampolo già nell’a.s. 1936-37 era così frequentato che si rese necessario trovare altri ambienti

 per accogliere i giovani che le centinaia di famiglie palermitane intendevano 

affidare alle cure dei Salesiani. Nel 1937 nasceva l’Istituto Salesiano 

“Don Bosco” alla Villa Ranchibile con una sezione staccata del Ginnasio 

legalmente riconosciuto; nel 1940 si avevano tutte e cinque le classi del Ginnasio 

per gli esterni.
Purtroppo l’efficace lavoro dei Salesiani fu interrotto dalla guerra: nel 1942

 furono chiuse tutte le scuole e la Villa Ranchibile fu requisita dalla milizia marittima.

 Nell’a.s. 1944-45 i Salesiani tornarono a Villa Ranchibile per ospitare gli 

alunni esterni del Ginnasio, sempre come sezione staccata del Sampolo

, “Il Ricreatorio” ed il “Refettorio del Papa”, dove ai “figli della strada” 

si impartiva un’educazione civile e religiosa attraverso un sano divertimento.

 Nel 1947, a dieci anni dalla fondazione dell’Istituto, la Giunta Municipale di 

Palermo approvava che Piazza Ranchibile si chiamasse Piazza Don Bosco.
Nel 1961 don Zingali, direttore dell’Istituto, fondò il Liceo Scientifico.

 Nel 1987 con la direzione di don Antonino Giordano l’Istituto assume 

il volto attuale di Villa Ranchibile: Scuola Media (trasferita dall’Istituto

 “Don Bosco” di via Sampolo con il semiconvitto); Scuola Superiore 

sperimentale ad indirizzo classico, scientifico ed economico aziendale;

 laboratorio di fisica, di scienze, di informatica, di lingue; apertura alle ragazze;

 teatro, cine club, polisportive giovanili. La scuola ha ottenuto la parità nel 2001.

Offerta scolastica

  • Scuola Secondaria di 1° grado paritaria (dal 2001)
  • Liceo Classico paritario (dal 2001)
  • Liceo Scientifico paritario (dal 2001)
  • Istituto Tecnico indirizzo economico, amministrazione e marketing paritario (dal 2001)
Giovanni Melchiorre Bosco, meglio noto come don Bosco 
fu il fondatore delle congregazioni dei Salesiani e delle 
È stato canonizzato da papa Pio XI nel 1934.
 
 
 

--Ernst Theodor Amadeus Hoffmann---------------Alexander Shubin --

Post n°561 pubblicato il 13 Marzo 2014 da luce78_2

Come la dolce armonia della musica permea ogni cosa 


risvegliando negli animi gioia e letizia, 

così la leggiadria di una donna incomparabile 

si irradia ovunque creando la meravigliosa

 atmosfera in cui tutto si muove.


(Ernst Theodor Amadeus Hoffmann)









- Dipinto di Alexander Shubin -


Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (Königsberg, 24 gennaio 1776 – Berlino, 25 giugno 1822) 

è stato uno scrittore, compositore e giurista tedesco, esponente del Romanticismo.

 Esperto ed originale compositore, scambia nel 1812 il suo terzo nome, 

Wilhelm, con quello di Amadeus in onore a Mozart, 

suo modello e diventa compositore. È così l'autore di numerose opere,

 in particolare Undine, tratto dal racconto omonimo del suo amico 

Friedrich de la Motte Fouqué, ma anche di opere vocali e strumentali.




Alexander Shubin, pittore canadese di origine russa, 

esprime la sua mente creativa utilizzando uno stile unico,

 ma è sempre alla ricerca di un modo nuovo ed originale di esprimersi nell'arte.

 Nelle sue opere Alex usa spesso idee contemporanee e surreali 

e le combina con il suo straordinario stile.




 
 
 

Il tempo,tuo alleato

Post n°560 pubblicato il 10 Marzo 2014 da luce78_2



Regalati tempo

per prenderti cura di te

per fare le cose che ami

per stare con le persone che vuoi bene

Regalati tempo

per stare da solo ad ascoltare il silenzio

per godere della bellezza della natura

per perderti nei paesaggi della tua anima.

Regalati tempo per giocare,

tempo per sognare,

tempo per vivere.

E non dimenticare mai che

non c'è persona più ricca di chi ha tempo.


Con tanto affetto................LIDIA











 
 
 

L’8 marzo delle donne: il mito delle origini

Post n°559 pubblicato il 08 Marzo 2014 da luce78_2

Il pomeriggio del 25 marz01911, un incendio che iniziò all’ottavo piano della Shirtwaist 

Company uccise 146 operai di entrambi i sessi. La maggioranza di essi 
erano giovani donne italiane o ebree dell’Europa orientale. Poiché la fabbrica
 occupava gli ultimi tre piani di un palazzo di dieci piani, 62 delle vittime 
morirono nel tentativo disperato di salvarsi lanciandosi dalle finestre dello
 stabile non essendoci altra via d’uscita.
I proprietari della fabbrica, Max Blanck e Isaac Harris, che al momento dell’incendio
 si trovavano al decimo piano e che tenevano chiuse a chiave le operaie per paura 
che rubassero o facessero troppe pause, si misero in salvo e lasciarono morire le 
donne. Il processo che seguì li assolse e l’assicurazione pagò loro 445 dollari per
 ogni operaia morta: il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari.
Migliaia di persone presero parte ai funerali delle operaie.




QUESTO è IL VERO MOTIVO PER IL QUALE SI FESTEGGIA L' 8 MARZO..














L’8 Marzo, proclamata nel 1977 dall’Unesco Giornata Internazionale 

della Donna, è simbolo da molti anni delle vessazioni che le donne 

hanno subito nel corso della storia. In molti fanno risalire la scelta 

di questa data per celebrare la figura femminile nel mondo ad un

 terribile incendio che l’8 Marzo 1908, avrebbe distrutto la fabbrica

Cotton di New York (anche se alcuni segnalano che la città fosse 

Chicago), nel quale avrebbero perso la vita circa 129 operaie,

 bloccate nei locali dello stabilimento durante uno sciopero. 

Secondo la storia fu il proprietario, stanco delle richieste delle 

proprie lavoratrici, ad appiccare il fuoco alla fabbrica, provocando 

la morte delle donne chiuse all’interno. L’8 Marzo ricorderebbe,

 dunque, il sacrificio delle lavoratrici, morte nel tentativo di 

ottenere i diritti che spettavano loro. Tuttavia, nel corso 

degli anni, studi accreditati hanno dimostrato che tale incendio 

non si verificò mai e che lo stabilimento Cotton non sia 

neppure realmente esistito. Ma allora, perché l’8 Marzo si festeggiano

 le donne? E perché quest’anno a opinione di molti ne ricade il centenario,

 che altri hanno festeggiato già nel 2008?

La risposta è semplice: se è vero, infatti, che la Giornata 

Internazionale della Donna – meglio nota oggi come Festa della 

Donna – affonda le sue radici in motivazioni storiche, politiche e

culturali, è anche possibile affermare che la sua origine è piuttosto 

difficile da ricostruire, essendo fondata su elementi controversi 

e teorie discordanti che hanno finito per intrecciarsi e mescolarsi

nel corso del tempo, generando delle vere e proprie leggende 

metropolitane.

In molti credono ancora che l’incendio alla fabbrica Cotton sia 

realmente avvenuto: il settimanale La lotta edito dal Partito 

Comunista Italiano, riportò, nel 1952, il tragico avvenimento 

citandolo come causa originaria della Giornata Internazionale 

della Donna, e corredando l’articolo di immagini che presto si 

rivelarono soltanto abili fotomontaggi. La notizia originale,

 riportata invece dal New York Times, che contribuì alla 

costruzione di tale leggenda, descriveva, attraverso 

testimonianze dirette, l’incendio – citando persone che 

sostenevano di aver visto le ragazze buttarsi giù dalle 

finestre dello stabilimento per sfuggire alle fiamme. 

Psicosi collettiva, forse? No, piuttosto una colossale svista storica.


Pare, infatti, che l’incendio a cui si facesse riferimento fosse quello 

avvenuto, per cause del tutto accidentali, alla newyorkese 

Triangle Shirtwaist Company il 25 marzo 1911, nel corso del 

quale persero la vita numerosi lavoratori (per la maggior parte donne),

 costretti a subire dai proprietari dello stabilimento tessile

 condizioni lavorative malsane ed illecite, al limite 

dello sfruttamento. Certamente, tale avvenimento può essere 

assunto a simbolo delle vessazioni subite dalle lavoratrici e 

sembra, tra l’altro, essere tale per chi oggi celebra il centenario 

della Giornata Internazionale della Donna; è anche vero, però,

 che secondo altre fonti storiche, il primo Women’s daydella storia

 fu celebrato in America il 28 Febbraio 1909 quando, in occasione 

della richiesta politica di concedere il voto alle donne,

 il Partito Socialista Americano dichiarò l’ultima Domenica 

di Febbraio giornata a favore del diritto di voto femminile

L’anno successivo l’evento sarebbe stato ripetuto: questa

 volta alla protesta politica andarono ad intrecciarsi le 

ragioni sindacali e la Giornata delle Donne fu dedicata ad 

un gruppo di operaie newyorkesi che, in difesa dei propri diritti,

 avevano scelto di scioperare dal 22 novembre 1908 al 

15 febbraio 1909.

In altri paesi la Giornata delle Donne sarebbe stata istituita 

solo anni dopo (Germania, Austria e Danimarca la introdussero 

già dal 1911 e la Russia nel 1913; mentre in Italia la prima

 Giornata della Donna fu proclamata soltanto nel 1922)

 e le date prescelte per l’evento sarebbero state diverse,

 legate in genere a tappe storicamente importanti per 

a storia nazionale di ciascun paese: in Germania, ad esempio,

 la prima Festa della Donna fu celebrata il 19 marzo, su sollecito 

del Segretariato Internazionale delle Donne Socialiste, poiché

 in quella data del 1848 il re di Prussia aveva dovuto rendersi conto 

della forza del proprio popolo in rivolta e aveva dovuto cedere

 ad alcune sue richieste, promettendo, tra l’altro, di concedere

 il voto alle donne.

In questi primi anni di vita la festa della donna non fu celebrata

 tutti gli anni: in particolare con lo scoppio della Grande Guerra,

 la giornata andò progressivamente dimenticata in favore di 

problematiche assai più gravose. Eppure, molti storici sono concordi 

nell’affermare che l’evento più significativo, che rese l’8 marzo – 

e non più l’ultima Domenica di Febbraio – Giornata della Donna,

 sia avvenuto proprio negli anni della Prima Guerra Mondiale,

 durante la Rivoluzione Russa di Febbraio, quando l’8 Marzo 1917

 (il 23 febbraio, per il calendario all’epoca in vigore in Russia), 

le donne scesero tra le strade di San Pietroburgo per invocare 

pacificamente la fine della guerra civile. Quella protesta, che vide 

protagoniste le donne russe, diede inizio ad altre numerose

 manifestazioni che portarono successivamente al crollo dello zarismo.

In Italia, anche a causa delle due Guerre Mondiali, alla Giornata 

della Donna non fu mai data particolare attenzione, finché 

l’Unione delle Donne Italiane decise di celebrarla l’8 Marzo 1945, 

un anno dopo la sua costituzione, mentre a Londra veniva 

approvata la Carta della Donna, contenente le prime richieste 

all’Onu di pari opportunità.

Oggi, soprattutto nel nostro paese, le donne sono più che 

mai impegnate nella lotta per la difesa dei propri diritti, 

della propria dignità, dell’essere donna. Meno di un mese fa in 

tante sono state protagoniste della manifestazione Se non ora quando?”,

 e oggi molti sono gli eventi programmati per discutere della condizione 

femminile nella società attuale. Nonostante per la maggior parte

 delle donne – giovani e meno giovani – l’8 Marzo sia diventato 

soltanto un giorno da trascorrere con le amiche girovagando

 per locali, sembra davvero opportuno riaprire una riflessione 

seria sul ruolo della donna nella società, sui diritti non

 riconosciuti, sul poco spazio che le è concesso nel lavoro 

e nella ripartizione del potere decisionale. Restituiamo 

senso alla Giornata Internazionale della Donna ricordando

 le origini e le motivazioni storico-culturali profonde che

 ne sono la base: scopriremo, probabilmente, che la cultura cui 

oggi sottostiamo non è poi tanto diversa da quella del passato,

 qualunque sia la teoria fondante alla quale sceglieremo di credere.

Per gentile concessione di Sara Di Somma

tratto da La Rosa Nera

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Tutto si fa per Amore

Post n°558 pubblicato il 05 Marzo 2014 da luce78_2

Ama e fa' ciò che vuoi...

Se taci, taci per amore; 

se parli,parla per amore;

se correggi,correggi per amore;

se perdoni,perdona per amore;

abbi sempre in fondo al cuore la radice dll'amore.

Da questa radice non possono che sorgere cose buone" 

(S.Agostino)
Messaggio di Papa Francesco per la
Quaresima 2014:
Si è fatto povero per arricchirci con la
sua povertà.
(cfr 2 Corinzi 8,9)
Messaggio per la Quaresima 2014
10.3.2014
 
 
 

Antonio Stradivari (Cremona, 1644 – Cremona, 18 dicembre 1737) è stato un liutaio italiano.

Post n°557 pubblicato il 02 Marzo 2014 da luce78_2

Non abbiamo notizie certe sulla nascita di Stradivari, salvo il nome del padre, 

Alessandro, e la data approssimativa, situata tra il 1644 e il 1649; che sia nato a 

Cremona, lo si desume dal fatto che nelle etichette si definiva Cremonensis .

Senza dubbio, la madre non può essere identificata con la tradizionale Anna Moroni

 in quanto questa era sposa di un Alessandro Stradivari morto nel 1630, ben prima 

della nascita di Antonio.

Stradivari nella sua bottega
Il monumento a Stradivari (Cremona)


Dai registri della parrocchia di S. Agata, sappiamo 

che Stradivari si stabilì in quel quartiere di Cremona nel 

1667, anno nel quale sposò la sua prima moglie: Francesca Ferraboschi; 

in questa casa nacquero i primi sei figli della coppia, tra i quali Francesco e Omobono,

 che più tardi furono anch'essi liutai.
Gli strumenti che costruì in questo periodo sono chiaramente influenzati

 da Nicola Amati. Sorprendentemente, di questo periodo rimangono solo 

una ventina di strumenti, quindi si ipotizza che parte del suo lavoro fino agli anni ottanta fosse alle dipendenze di altri liutai, ad esempio Amati e Francesco Ruggieri. La produzione a suo nome è di pregevole qualità, sebbene non geniale.Tra gli strumenti di questo periodo, un tipico esempio è il violino chiamato "Sellire".

Violino del 1687-1689 "Spanish II" conservato al Palacio Real di Madrid

Nel 1680 Stradivari acquistò una casa 

con annesso laboratorio in piazza San Domenico,

oggi piazza Roma, nel quale lavorò fino alla morte. 

Nel 1684 morì Nicola Amati; con lui spariva il personaggio più carismatico della produzione 

liutaria della città. Il figlio Girolamo , nonostante 

avesse dato un importante contributo alla

 costruzione degli strumenti del padre negli

ultimi vent'anni, non riuscì a mantenere 

l'elevatissima qualità del laboratorio e quindi

 da questo momento le commesse più importanti passarono a Stradivari, 

nonostante lo sviluppo negli stessi anni della bottega di Andrea Guarneri 

e successivamente del figlio Giuseppe (a sua volta padre del più famoso 

Bartolomeo Giuseppe Antonio, detto "del Gesù"). Infatti, la sua produzione

 risulta aumentare considerevolmente, e comincia a scostarsi dal modello 

amatizzante con un irrobustimento generale dello strumento, soprattutto negli 

angoli. La vernice è ancora spesso quella color miele di Amati, arricchita talvolta 

da una tonalità tendente all'arancio, mentre il suono è generalmente più potente.

Dopo il 1690, emerge prepotentemente la sua originalità: agli spigoli duri del 

decennio precedente vengono ora accostati un filetto più largo, effe più accentuate,

 curvature più forti nella tavola armonica, maggiore intensità e profondità della vernice.

I violini si orientano verso maggiori dimensioni (36 cm di lunghezza della cassa), 

avvicinandosi ai modelli bresciani, soprattutto Giovanni Paolo Maggini,

 e ne acquistano una maggiore pienezza e profondità di voce.

Nel 1698 morì la prima moglie e l'anno seguente Antonio sposò Antonia 

Zambelli Costa, dalla quale ebbe altri cinque figli. Da questo periodo, 

il figlio Francesco fu inserito a tempo pieno al laboratorio, mentre Omobono 

solo parzialmente. Tuttavia, il lavoro era totalmente dominato dal padre, che 

lasciava solo occasionalmente ai figli la produzione completa di uno strumento,

 normalmente di genere più economico, composto con legni di seconda qualità;

 molti di questi strumenti portano l'etichetta sub disciplina Stradivarii,

 indicando che erano stati costruiti sotto la supervisione del padre.

Il ventennio 1700-1720 (definito da alcuni il "periodo d'oro") vede l'ultimo e definitivo 

sviluppo della lavorazione stradivariana. A questo appartengono la gran parte degli 

strumenti più noti del Maestro, come il Betts (1704), l'Alard (1715) e il Messiah (1716),

 che presentano la tipica forma "matura", ora affrancata da qualsiasi influenza di 

Nicola Amati, e la caratteristica vernice arancio-bruno. Anche il suono ha una

particolare ricchezza, potenza e facilità di emissione. A questo periodo appartengono 

anche alcuni ottimi violoncelli; Stradivari abbandonò la misura grande che aveva 

caratterizzato i suoi violoncelli del passato (successivamente tutti vennero ridotti 

per adattarli alle esigenze del repertorio solistico) e pervenne tra il 1707 e il 1710 

ad elaborare la cosiddetta "forma B", che venne usata come modella dalla maggior 

parte dei costruttori per tutto il XVIII secolo. Il suono di questi strumenti è del tutto

 paragonabile in qualità e potenza a quello dei violini.

Oltre ai violini, Stradivari creò anche arpe (ad oggi ne esiste una sola, 

chitarreviolevioloncelli, bassetti, liutitiorbeviole da gamba di varie taglie, mandole e mandolinipochettedi varie fogge: si stima oltre 1100 

strumenti musicali in tutto. Circa 500 - 600 di questi strumenti sono ancora 

esistenti.
Antonio Stradivari continuò a lavorare fino agli ultimi giorni della sua vita.

 Venne sepolto nella basilica di S. Domenico, nella tomba di famiglia che

 si trovava all'interno della cappella del rosario. Ma, nel 1868, la basilica 

è stata venduta dal comune a un privato per 42.000 lire ed è stata abbattuta

 dal nuovo proprietario per fare spazio a più moderne costruzioni. Insieme alla 

chiesa andarono distrutte anche le tombe che essa conteneva. Nell'area in cui 

sorgeva la basilica ci sono oggi i giardini pubblici di piazza Roma.

 Una lastra tombale è tutto ciò che resta a ricordo del passaggio terreno

 di Antonio Stradivari.

 
 
 
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