favole e poesie

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Per Anna

Post n°16 pubblicato il 16 Novembre 2010 da poetadellefavole
Foto di poetadellefavole

Sole e Luna si presero per mano ed insieme presero a fare un eterno girotondo. Il cielo prese ad alternare la luce al buio e fu allora che gli uomini capirono di dover imitare la loro danza.

Uomini dalla pelle bianca presero per mano uomini dalla pelle nera, i quali a loro volta presero per mano uomini dalla pelle gialla, e così via.

Il mondo si tenne per mano e tutti iniziarono a fare un bellissimo girotondo attorno al vivere, tanto che il cielo nel vederli girare tanto in armonia non distinse più i loro colori, ma scorse un solo e bellissimo colore, a cui diede un nome "amore".

Fu allora che il cielo colpito dall'opera degli uomini volle imitare lui i suoi figli, e la notte e il giorno presero a camminare uno incontro all'altro. La luna era bellissima e piena di pallido splendore, il sole era adorno di grande luce come un re di Vita. Un unico bacio e la vita del mondo cambiò.

Sole e Luna insieme per sempre ad illuminare un unico cielo, per sempre uniti sulla volta della terra, e la notte non scese mai più.

Una musica celeste colmò i cuori che tanto avevan camminato e la vita prese a essere ciò che da sempre sarebbe dovuta essere, amore.

 
 
 

TROVATA NEL WEB...DEDICATA A LUNA

Post n°15 pubblicato il 25 Gennaio 2010 da poetadellefavole
Foto di poetadellefavole

 

PER LA MIA AMICA VIRTUALE

Non avrei mai creduto
bastasse una tua parola virtuale
un tuo sorriso
a portarmi la pace nel cuore.

Trovo in te
un compagna di giochi infantili
un'amica nei giorni più tristi
una mano che si tende fedele.

Mi piace farti sorridere.
Osservo i tuoi occhi:
un attimo e scompari
un amaro sorriso
vuol nascondere la tua pena.

Un giorno imparerai
a conoscermi
sarò per te
una amica
che vuol donarti
tenerezza e dolcezza
questo sei tu per me
una amica
che ha tanto bisogno
di sincerità.

 
 
 

la favola mia

Post n°14 pubblicato il 03 Dicembre 2009 da poetadellefavole

 
 
 

viaggio e tempo

Post n°12 pubblicato il 31 Agosto 2009 da poetadellefavole

 

In gara col tempo

Ignazio Amico

Viaggio gratis sul treno del tempo

e con la curiosità di un fanciullo

fisso lo sguardo oltre il finestrino

e vedo il mondo che mi corre incontro.

Ogni cosa mi appare solo un momento,

poi s’allontana dietro le mie spalle:

il presente è ben poco ed il futuro

ci mette niente a diventar passato.

Del pari ciascun sogno e desiderio,

che visto da lontano è sempre bello,

una volta raggiunto non ti appaga

e ti ritrovi ad inseguirne un altro.

L’animo umano non si sazia mai

ed ama correr dietro le chimere;

ma intanto il tempo copre le distanze

ed aguzzando gli occhi avanti a noi

possiamo la stazione intravvedere.

 
 
 

preghiera

Post n°11 pubblicato il 26 Gennaio 2009 da poetadellefavole

PADRE NOSTRO




Non pronunciare Padre se ogni giorno non ti comporti da figlio rispettando

i genitori

Non dire Nostro se vivi soltanto nel tuo egoismo senza pensare
agli altri
Non aggiungere Che Sei Nei Cieli se pensi solo alle cose terrene come unica
fonte di felicità

Non invocare Venga Il Tuo Regno se lo confondi con il successo materiale
e la richezza

Non supplicare Sia Fatta La Tua Volontà se non l'accetti quando è difficile
e dolorosa

Non ripetere Dacci Oggi Il Nostro Pane Quotidiano se non ti preoccupi di coloro
che hanno fame

Non dire Non Ci Indurre In Tentazione se ti comporti da disonesto e continui
a peccare

Non invocare Liberaci Dal Male se non ti opponi al male con tutte le tue forze.

Non terminare la preghiera con un Amen se non prendi sul serio le parole del
padre nostro


 
 
Romano Battaglia

 
 
 

camminare....

Post n°10 pubblicato il 21 Gennaio 2009 da poetadellefavole

Cammino.
Mi muovo silente.
Rincorro i miei passi,
sguardo a terra, ed assente.
E vedo, ed ho visto...
l'altri passare,
in un destino misto,
andare e tornare.
Divenire in voce,
l'altrui sognare.
Trasformare in presente,

un destino ideale.
Di vita una provocazione,
ho visto gente ritornare.
Posare l'assurda ambizione,
da soli, smettere di remare.
Per ritornar a seguir la corrente,
che tutti porta alla stessa spiaggia.
Ci troveremo non vi sarà assente,
la sabbia in gola ed il sole in faccia.
E ceneremo coi nostri rimpianti,
di ogni giorno, ora, e minuto
di ogni pianto, e saranno tanti.
Per tutto il tempo che si è perduto.

 
 
 

Post N° 9

Post n°9 pubblicato il 27 Novembre 2008 da poetadellefavole

la donna di una notte

non fa domande non da' risposte
da quello che vuole non prende niente
te la ritrovi in mente quando e' gia lontana
ti dira' sempre sto bene...
lei balla sola sulla tua pelle
ti sfiora il cuore ...
e tu non sai se e' stata tua
veramente ...
o non lo sarà mai ...

 
 
 

Delusione

Post n°8 pubblicato il 15 Ottobre 2008 da poetadellefavole


Per tutte le parole che non ti ho mai detto, è che avrei sempre voluto dirti, anche se già sapevo che con esse avrei potuto ferirti.

Per tutti quei giorni passati ad ascoltarti, anche quando nulla avevi da dirmi, per tutte quelle volte in cui non hai saputo capirmi.

Per tutti quei silenzi che non hai saputo riempire, per tutte quelle frasi che non mi hai mai detto e che avrei voluto sentire.

Per tutte quelle piccole cose che non mi hai saputo donare, per tutti quei gesti che non hai saputo fare.

Per tutti quei sorrisi che non mi hai regalato, per
tutti quegli sguardi con cui i tuoi occhi non mi hanno guardato, e per
tutte le carezze di cui le tue mani mi hanno privato.


E se
tutto
questo non dovesse ancora bastare, mi basterà di te ricordare, tutte le
promesse che non hai mantenuto, tutte le attenzioni che da te non ho
avuto.


Tutte quelle foto che non vorrò più guardare, istantanee di istanti che non ho mai vissuto.

Tutti quei bei ricordi che non potrò ricordare, perché
con te niente è stato reale, sei stata soltanto una mera illusione, ed
io da illuso e dal sentimento accecato, illudermi ho voluto, così ho
continuato, ripetendomi che forse era quello il tuo unico modo di
amare, fino a quando infine, triste e deluso, l'amara realtà ho dovuto
accettare.


Ma nonostante
tutti quei dolci momenti
che con te non ho avuto, nonostante tutto quel tempo che grazie a te ho
perduto, eppure ti dico, in questo amore, per quanto strano, io, ci ho
creduto.

 
 
 

Post N° 7

Post n°7 pubblicato il 08 Ottobre 2008 da poetadellefavole

L'amore e l'odio sono dei sentimenti che s'alimentano a vicenda; ma dei
due, l'odio ha la vita più lunga. L'amore trova confini in forze molto
limitate, traendo i suoi poteri dalla vita e dalla prodigalità; l'odio
somiglia alla morte, al l'avarizia, di cui è in qualche modo una sorta
di astrazione attiva, al di sopra degli esseri e delle cose

 
 
 

Post N° 6

Post n°6 pubblicato il 19 Settembre 2008 da poetadellefavole

La vespa e il principe
Una vespa di nome Coda Pungente era da lungo tempo alla ricerca di
azioni da compiere che la rendessero famosa. Un giorno volò nel palazzo
reale e punse il principino che stava dormendo. Il principe si svegliò
strillando.

Il re e i suoi cortigiani accorsero a vedere cosa fosse successo.
Il fanciullo gridava che la vespa lo aveva punto più volte. I
cortigiani tentarono di catturarla e furono punti a loro volta.
L’intera servitù accorse, la notizia sull’accaduto si diffuse
rapidamente e i sudditi si affollarono davanti al palazzo. La città era
in tumulto, tutte le attività furono sospese. Prima di spirare, a causa
dello sforzo compiuto, la vespa disse tra sé e sé:


“Un nome senza fama è come un fuoco senza fiamma. Non c’è nulla come attirare l’attenzione a qualunque costo.”

 
 
 

Post N° 5

Post n°5 pubblicato il 10 Settembre 2008 da poetadellefavole

La morte degli amanti (La mort des amants)



Avremo letti intrisi di sentori
tenui,divani oscuri come avelli,
sulle mensole nuovi e strani fiori,
nati per noi sotto i cieli più belli.
 
consumandosi a gara, i nostri cuori
come due grandi torce due ruscelli
verseranno di vampe e di fulgori
nei nostri spiriti, specchi gemelli.

Una sera di rosa e azzurro mistico,
un lampo solo ci vedrà commisti,
lungo singhiozzo carico d'addio.

Un Angelo, schiudendo indi le porte,
a ravvivar verrà, gaudioso e pio,
gli specchi opachi e le due fiamme morte.

 
 
 

Post N° 4

Post n°4 pubblicato il 04 Settembre 2008 da poetadellefavole

 
 
Il contadino e l'albero
Nel campo di un contadino c'era un albero che non portava frutti, ma
era soltanto un rifugio di passeri e di strillanti cicale. Dato che non
rendeva nulla, il contadino decise di abbatterlo: prese l'accetta e
menò un colpo. Cicale e passeri lo supplicavano di non abbattere il
loro asilo, di lasciarlo in piedi per potervi cantare e rallegrare così
anche lui. Ma il contadino, senza curarsi affatto di loro, menò un
secondo e un terzo colpo; mise così allo scoperto una cavità
dell'albero, dove trovò uno sciame d'api e del miele. L'assaggiò e
allora gettò via l'accetta e onorò quell'albero come sacro,
circondandolo di cure. Gli uomini, d'istinto, più che amare e
rispettare la giustizia van dietro al guadagno... 

 
 
 

Post N° 3

Post n°3 pubblicato il 04 Settembre 2008 da poetadellefavole

Basta spegnere il cuore


Quante volte di fronte alle molte delusioni della vita, mi sono detto e ripetuto, con una sorta di falsa convinzione:



"Per non provare più alcun dolore, basta spegnere il cuore e andare
avanti, senza perdersi nei sentimenti, alla ricerca di un amore che
alla fine dà solo tormenti."




Ma con il tempo ho poi imparato, che il cuore, lui, non si spegne mai,
è sempre lì in attesa, in stand- by, pronto a riaccendersi in ogni
momento, e a volte capita quando meno te lo aspetti, non lo puoi certo
programmare, non accetta progetti, devi solo saperlo accettare,
viverlo, perché ogni amore, se è amore vero, val la pena di essere
vissuto.




L'amore quando nasce, è come un fiume in piena che tracima dagli argini
e che tutto sulla sua strada inonda, travolge e sospinge, e tu che
dall'impetuosità dei suoi flutti rapito, dal vorticoso turbinio delle
sue passioni in balia, lasci sia lui a trascinarti via.

 
 
 

Post N° 2

Post n°2 pubblicato il 03 Settembre 2008 da poetadellefavole






La tartaruga, l'elefante e l'ippopotamo

Un giorno la tartaruga incontrò l’elefante, che tuonò: “Via
dalla mia strada, gracilina, potrei pestarti!”. La tartaruga non si spaventò e
rimase dov’era. L’elefante le camminò sopra, ma non riuscì a schiacciarla. “Non
ti vantare, Signor Elefante”, disse la tartaruga. “Io sono forte tanto quanto
te!”, mentre l’elefante rise appena. Fu così che la tartaruga gli chiese
d’incontrarsi l’indomani alla sua collina. Il giorno successivo, prima
dell’alba, la tartaruga corse giù dalla collina fino al fiume dove incontrò
l’ippopotamo. Stava rientrando in acqua dopo il suo pasto notturno. “Signor
Ippo! Facciamo un po’ di tiro alla fune? Scommetto che sono forte quanto te!”
disse la tartaruga. L’ippopotamo rise a questa ridicola idea, ma acconsentì. La
tartaruga estrasse una lunga fune e disse all’ippopotamo di tenerla con la
bocca finchè non avesse gridato “Hey!”. La tartaruga, quindi, corse su per la
collina dove trovò l’elefante che stava diventando impaziente. Diede
all’elefante l’altro capo della fune e disse: “Quando dirò – Hey! -, tira e
vedremo chi di noi due è il più forte”. Detto questo, corse indietro a circa
metà della collina, in un posto dove non poteva essere vista e gridò: “Hey!”.
L’elefante e l’ippopotamo tirarono e tirarono ma nessuno dei due riuscì a
smuovere l’altro: possedevano la stessa forza. Ammisero entrambi che la
tartaruga era forte quanto loro. Non fate mai quello che gli altri possono fare
al posto vostro. La tartaruga ha lasciato che gli altri facessero il lavoro per
lei, mentre se n’è presa il merito…



Fiaba zairese

 
 
 

Post N° 1

Post n°1 pubblicato il 03 Settembre 2008 da poetadellefavole

Non camminare davanti a me,
potrei
non seguirti;
non camminare dietro di me,
non saprei dove
condurti;
cammina al mio fianco
e saremo sempre amici.
Anonimo cinese.


 
 
 
 
 

INFO


Un blog di: poetadellefavole
Data di creazione: 03/09/2008
 


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