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policaretto
   
 

POVERA CAULONIA

RICCHI INTRALLAZZISTI & MISERABILI MESTIERANTI

 

 

ANCHE LA MINI MINORANZA SI E' CONVINTA CHE NEL PAESELLO SI "CAMPA D'ARIA" DI SPORT E TARANTELLA.

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ANCHE LA MINI MINORANZA SI E' CONVINTA CHE NEL PAESELLO SI "CAMPA D'ARIA"  DI SPORT E TARANTELLA. TUTTO IL RESTO E' NOIA.


  costumiusanze il 22/05/13 alle 09:20 via WEB
Le nostre usanze incoraggiano l'inefficienza, la corruzione, la divergenza delle classi sociali e economiche. E dopo tutti sanno che il posticello del PAPà va al figliuolo. Con la debolezza economica non ci aspettiamo altro al paesello che il figlio del PLURIGIUDICATO diventi il nuovo tecnico °par eccellenza° del paesello del Ionio, dove la gente vive sotto l'ombra della criminalita' organizzata, guidata da mezzi(1/2) politici, rifiuti della societa'(normale), e figli inadeguati di svolgere funzioni normali in una societa' normale. Qui' tutto all'inverso. Tante volte mi Chiedo perche' questo paesello invece di andare avanti, va indietro sempre di piu'. Forse e' ora che la gente cominci a domandarsi se forse questa usanza di dare al figlio quello che' NON E' NEANCHE DEL PADRE, aiuta o "sdarrupa" la nostra societa'. GUARDIAMO I RISULTATI. La gente senza vero lavoro. La gente senza soldi. La gente senza speranza. Se ci continuano a mandare queste bollette pazze da un comune pazzo, guidato da una ciurma di NULLAFACENTI con il minimo di immaginazione, iniziativa, devozione al lavoro, non ci vorra' molto prima che il nostro paesello sara' solo nella storia e nella cronaca della criminalita'. Mi chiedo cosa succedera' alla nostra gente che continuamente si fida di ladri e
politici meschini?
 
 nella.merda il 22/05/13 alle 16:15 via WEB
Nelle scorse serate la cricca del paesello di linu da gurna nigra e di lucottu, invitata dall'ex p.i., si sono incontrati, presente il baro.., per sistemare i tranci della torta che si divideranno dal "fondo" per lo sport, campo etc. Hanno discusso della torta dei "fondi" destinati al borgo vecchio e di quelli dell'acqua all'arsenico, quelli della taranta sono stati discussi nei mesi scorsi. Se una razza infame, che ha già distrutto il futuro di tutti i figli del paesello e anche dei propri, si preoccupa solo di come distrarre milioni di euro per cose che serviranno a pochissime persone vedi il campo e la taranta e non si preoccupa di sistemare il problema dell'arsenico, di sistemare le strade groviera, di dare una mossa ai vv.uu., di allontanare il capo tecnico, di sanzionare i dipendenti poco efficienti e quelli col doppio lavoro, di stanare gli evasori, di
chiudere il comune alla 'ndrangheta e al malaffare etc.
 
 spiaggiaperduta1977 il 23/05/13 alle 09:07 via WEB
Buon Giorno CALIFORNIA. Volevo dire paesello! Perche' le nostre spiaggie e montagne mi ricordano tanto della California. Oggi possiamo cominciare a passeggiare sul falso Lungomare, sulla spiaggia importata dalle fiumare per potere provvedere di rialzare i LIDI. La sporcizia, vecchi copertoni, plastica, mozzoni di sigarette, vecchi mattori, ferro invecchiato, e cemento non aspettano a nessuno, neanche alla Capitaneria del Porto delle Grazie. Gia' i nostri operatori hanno cominciato l'occupazione abusiva delle sabbie. Ci possiamo ancora godere la grandezza e estensione della paesaggistica. Direttamente al centro sara' nuovamente occupata da qualche prestanome per il BRIATORE senza Brio. Qualcuno si presentera' per lui per evitare che LUI, il BRIATORE abbi problemi con le autorita'. I nuovi nati uccellini saranno sorpresi di non poter dormire o fare nidi vicino la macchia mediterranea. Il chiasso dei DISCOTECA illegali/abusivi, sara' troppo da sopportare. Qualche turista sara' anche sorpreso che non potra' dormire dopo la mezzanotte fino alle 5 di mattina, quando i DISCOS godono le loro celebrazioni. Verranno da tutte le zone da dove chiasso non e' permesso e si piazzeranno nella terra di nessuno. La SPIAGGIA LIBERA DI TUTTI! SOLO Al PAESELLO! Grazie SINDACO/MEDIUM e crikka.

 
 
 

L'OPPOSIZIONE ALLA MERCE' DELLA CRICCA DEL COMUNE? FANNO FINTA DI BECCARSI, VANNO A BRACCETTO E SI SCAMBIANO I FAVORI.

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 comuneufficiocoltura il 20/05/13 alle 20:31 via WEB
Che figura di merda caro camposito, che figuraccia. Dopo tanti anni non hai ancora capito o fai finta di non capire di che pasta è fatto il sindachello e la cricca che si è impossessata con brogli del comune! Invece di attaccare sei stato attaccato e la minoranza nell'indifferenza neanche ti difende. Invito la minoranza, stampella del sindachello e della cricca del comune di linu da gurna nigra e di lucotto, di dimettersi e lasciare fare ad altri l'opposizione ai compagni di merende. I altri comuni è la minoranza-opposizione a fare le barricate con manifesti e manifestazioni. Basterebbe leggere sui quotidiani quello che sta succedendo a Polistena tra una minoranza con le palle e il sindaco. In altri comuni al minorenza, giustamente, si fa carico delle giuste denunce agli organi competenti. Caro caposito le chiacchere non ripagano, hai dimenticato quello che ti hanno fatto! Povero paesello mio, se tu e la minoranza avete paura di linu da gurna nigra affiliato alla locale e del pluripregiudicato della frazione dei giardini, non ci resta che piangere e sperare che qualche buon Giudice si decida a rompere la cortina di silenzi e mazzette. Convinci il tuo congiunto a lasciare lo scranno e assieme dedicatevi all'agricoltura... Dopo più di un anno non siete riusciti a risolvere la questione della trasparenza... sul sito web del comune non c'è traccia di ciò che chiede da anni la legge. Non siete riusciti a denunciare il p.i. per gli imbrogli delle bollette strappate. Non siete riusciti a far allontanare il pluripregiudicato dal posto che occupa indegnamente. Il pluripregiudicato va annunciando ad amici e adepti che il figlio sarà il nuovo dirigente dell'ufficio tecnico. Non siete riusciti a far risolvere il gravissimo problema dell'acqua avvelenata dall'arsenico. Non siete riusciti a portare le carte con le prove di quello che succede tutti i giorni al Sig. Procuratore di Locri. Non avete chiesto alla Corte dei Conti di contrallare i bilanci fasulli del paesello di linu da gurna nigra affiliato alla locale. Siete senza Vergogna!!!
 
 rossella.amata il 21/05/13 alle 14:22 via WEB
INVECE DI FARE L'AVVOCATO DELLE CAUSE PERSE, ALLO SCOPO DI PRECOSTITURSI L'ALIBI PER UNA CONDANNA QUASI CERTA INSIEME AL SUO COMPARE PLURIPREGIUDICATO, IL BARO DOVREBBE SPIEGARE, ALLA GENTE DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA E DI QUEL GENERE NON UMANO DEL CONGIUNTO DEL SUO SUCCESSORE, PER QUALE MOTIVO HANNO DATO LE LICENZE ALLA 'NDRANGHETA PER SEPPELLIRE SOTTO UNA COLATA DI CEMENTO LA MARINA DEL PAESELLO. NON UNA SOLA PAROLA E' USCITA DALLA SUA BOCCA, NE UNO SCRITTO NE UN PENSIERO AD ALTA VOCE. QUELLO CHE E' SUCCESSO CON IL SEQUESTRO DELLE QUOTE (I PICCIULI) DELLE PROPRIETA' DI TUTTI I CANTIERI DEI VARI CLAN DELLA MAFIA E DELLA 'NDRANGHETA RAPPRESENTATI IN LOCO DA PAESANELLI QUASI INSOSPETTABILI, INGEGNIERI, ARCHITETTI, GEOMETRI, RAGIONIERI, COMMERCIALISTI, MASSONI E MANODOPERA, TUTTI DELINQUENTI IMPUNITI E VIGLIACCHI CHE HANNO DISONORATO IL PAESE E DISTRUTTO L'ECONOMIA DI UN PAESE DA ANNI MESSO A FERRO E FUOCO DALLA CRICCA CHE SI CONTENDE IL POTERE NELL'ENTE COMUNE. NESSUNO NE HA PARLATO E NESSUNO NE PARLA.
 
 difensoredelcomune il 21/05/13 alle 15:25 via WEB
Nella, il tuo commento non fa una piega, mancano, però, ancora tante domande che i cittadini vogliono fare alla cricca e alla minoranza-maggioranza. La più interessante è come mai non si è aperto un dibattito in seno al consiglio comunale sui fatti che tu hai appena ricordato. L'opposizione, minoranza-maggioranza, avrebbe dovuto proporre una seduta ad hoc, non è mai troppo tardi per dimostrare che non hanno niente a che vedere con le mafie paesane e dei paesi vicini. "Del delitto p. e p. dagli artt. 81 cpv. c.p., 12 quinquies D.L. 8 giugno 1992 nr. 306, conv. in L. 7 agosto 1992 nr. 356 e art. 7 L. nr. 203/91, perché, previo accordo tra loro, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale,con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso intestavano fittiziamente alla società omissis (costituita in data con sede in avente come oggetto sociale “costruzione anche per conto terzi, gestione e vendita di beni immobili”) la titolarità dei complessi immobiliari di seguito indicati: - complesso residenziale “omissis” sito a, località,composto da 18 villette quadrifamiliari, per complessivi 72 appartamenti; - complesso immobiliare “omissis” sito in località. Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis c.p. e per agevolare l’organizzazione mafiosa denominata ‘ndrangheta ed in particolare il locale. Fatto commesso in in data successiva e prossima al 5.07.2007 (data del rilascio del permesso a costruire del Villaggio ed in data successiva e prossima il 22.11.2007 (data del rilascio del permesso a costruire del Villaggio". Le date di rilascio dei permessi a costruire fanno tringere il deretano a più persone!!! Incredibile ma vero, in qualsiasi altra parte del globo una cosa del genere avrebbe messo in movimento l'opposizione, siccome l'affaire della candidatura del sindaco puzza e non poco, a gridare e invocare ad alta voce e in ogni luogo l'immediate dimissioni del sindaco e della sua giunta, cosa osta ? Se siete dei pecoroni e non ve la sentite di prima persona perche non vi rivolgete alla prefettura al ministro dell'interno ? Forse ci sono interessi economici personale e amicali ? La cricca è capace di tutto, anche di far cadere la colpa alla minoranza-maggioranza e alla giunta del capesito!!!

 
 
 

UCCI UCCI SENTO ODOR DI REGALUCCI. CORTE DEI CONTI QUANDO APRIRAI GLI OCCHI E GLI ARMADI DEL PAESELLO.

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 abuso_di_potere0 il 20/05/13 alle 09:15 via WEB
LA RIVIERA RIVELA-Ieri come di solito ogni domenica, il nostro BARO..ricorda ai cittadini delle sue grande imprese FALLIMENTARI, e FALSARIE. Ieri ci hà sorpresi con le sue INSISTENTI rivelazioni. Dove i politicanti di una volta erano uomini superiori ai LOCOTTI di oggi. Si lamenta che dopo decenni, questi politicanti, "non hanno realizzato nulla di materiale ne per il loro paese, e ne per la gente. Nulla, anzi zero assoluto". Ora chiede aiuto ai RAF RAF di Reggio, il cuore della Corruzzione. Aiuto, caro BARU.. che NON VERRA' MAI per noi cittadini, ma solo per VOI POLITICANTI. Questo si chiama, RUFFIANISMO qui a Caulonia, e nessuno, dico nessuno supera il livello di RUFFIANISMO manifestato dal BARO..e dalla sua amministrazione FALLITA. Aggi la precisa copia della sua NULLAFACENTE amministrazione ha' preso il suo posto, con gli stessi se non peggio risultati. Niente DIFFERENZIATA, niente MOBILITA alternativa tipo PISTE CICLABILI, niente acqua POTABILE. Piu' tasse sulle seconde e prime case. Al MASSIMO. Le notti estive che terrorizzano i cittadini grazie ai suoi LIDI illegali e immorali che vendono alcolici a minorenni, grazie agli abusi perpetrati dallo stesso comune come DISCARICHE ABUSIVE. Oggi si presenta fingendosi di "LETTERARIO" che NON E'. ORA BEVI ANCHE TU, ACQUA CON ARSENICO. GUARDA LA MONTAGNA DI SPAZZATURA CHE DOMINA IL PAESELLO. Guarda i tuoi eredi al Comune. Hai ragione, i politicanti come te, NON AVETE E NON FARETE MAI NIENTE PER IL POPOLO.

 nella.merda il 20/05/13 alle 09:03 via WEB
SE A LIVELLO NAZIONALE ALCUNI TRA PARLAMENTARI E SENATORI DI SINISTRA RICEVONO MAZZETTE, OGNI MESE, DALLE MULTINAZIONALI DEL TABACCO E DAI CONCESSIONARI DELLE SLOT-MACHINE SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI, COSA PRETENDIAMO DALLA CRICCA DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA E DEL FRATELLO DEL SINDACHELLO. IL PRESIDENTE DEL SENATO GRASSO HA CHIESTO INDAGINI PER PORTARE ALLA LUCE IL TUTTO, MA TRATTANDOSI DI SOGGETTI DI SINISTRA CON MOLTA PROBABILITA' METTERANNO LA SORDINA. LE INDAGINI DELLA GDF SULL'EVASIONE DI CIRCA 90 MILIARDI DA PARTE DEI CONCESSIONARI DELLE SLO-MACHINE, SAPPIAMO COME E' FINITA. EPPURE ANCHE NEL PAESELLO, NEGLI ULTIMI SETTE ANNI SONO SUCCESSE DELLE COSE INCREDIBILI E DOCUMENTATE DA INTERCETTAZIONI E VIDEO. PER MOLTO MENO, MOLTI POLITICANTI SONO FINITI SOTTO INCHIESTA E POI IN CARCERE. MOLTI COMUNI, SOLO PER CHIACCHERE DI SENTITO DIRE SONO STATI SCIOLTI. NEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA E DEL FRATELLO DEL SINDACHELLO SI PUO' FARE DI TUTTO, E' CONCESSO AD UN SINDACO FORAGGIARE UN FRATELLO A SUON DI DECINE DI MIGLIAIA DI EURO E PERMETTERE ALLO STESSO DI RIMANERE IN PIANTA STABILE NELLE STANZE DEL POTERE, FARE E DISFARE A PROPRIO PIACIMENTO E INTERESSE, GARZIE AD UNA MINORANZA CHE NON SOLO NON DENUNCIA, NON PARLA E NON SCRIVE, MA CON ATTEGGIAMENTI VERGOGNOSI CERCA DI COPRIRE LE ILLEGALITA' CHE GIORNALMENTE NON FUGGONO AI PIU'. CONSENTONO LO STANDBY DELLE NOTIZIE CHE PER LEGGE I CITTADINI DEBBONO LEGGERE SUL SITO WEB DEL COMUNE. I FORAGGIATI COME IL FRATELLO DEL SINDACO E GLI ALTRI FALLITI, IL BILANCIO E IL CONTO CONSUNTIVO, TUTTI I DOCUMENTI CHE PER LEGGE DEVONO ESSERE A DISPOSIZIONE DEL POPOLO SOVRANO. GRAZIE AL BUON DIO, QUALCHE DIPENDENTE INCOMINCIA A PARLARE E A PORTARE FUORI DALLE STANTE DEGLI ORRORI DELLE ILLEGALITA' MOLTE NOTIZIE E DOCUMENTI. COME DIREBBE BEPPE GRILLO, ORMAI SIETE CIRCONDATI. RESTIAMO IN ATTESA DI CLAMOROSI SVILUPPI. 

  u.spiritatu il 18/05/13 alle 13:05 via WEB

Un altro comune sciolto per criminalità, il comune di San Luca. Il paesello di linu da gurna nigra e di lucotto sembra non interessare alla giustizia. Il fratello del sindaco la fa da padrone e sette giorni alla settimana trascorre più di 9 ore al giorno nella stanza del sindaco. Prende iniziative efirma di tutto in nome e per conto del sindachello. Da ordini ai dipendenti del comune e riceve le telefonate dall'esterno. Eppure nel paesello di linu da gurna nigra e di lucotto ci sono due stazioni dei CC., sembra che non siano interessati agli abusi e alle azioni illegali perpetrate dal fratello del primo cittadino. Pagato come un impiegato dell'ente, usa a piacimento computer e telefoni, prende appuntamenti con ditte di comodo e predispone contratti sotto l'occhio "vigilissimo del segretario capo". Chi sa se il controllore dei conti che ha preso il posto del nefasto dante non alighieri è un irresponsabile come lo fu il santonik della gurna nigra. Chi sa se controlla tutte le richieste di danni concessi in allegria dal comune. Infine, chi sa quando la corte dei conti si darà una mossa!!! Invitiamo la DDA a dare un'occhiata alle carte del comune con particolare riguardo all'ufficio tecnico e all'ufficio tributi. GRAZIE

 klassedirigente il 18/05/13 alle 16:09 via WEB
La Gazetta presenta, botta e risposta!"U KAKATU NJURIIA U PISCIATU". Dopo dice, "ASPETTO RISPOSTA". Tutto tra la klasse dirigente! Se arrivano risposte come lui da alla cittadinanza, saremo tutti morti di avvelenamento arsenico. Il SINDAKO/MEDICO, risponde cosi' al CAMPOSITO provinciale. Nel frattempo serve alla GANG comunale un piccolo prestito di 1 MILIONCINO. Tutto da ripagare dai cittadini, senza dubbio. La risposta forse NON VERRA' MAI! nEL FRATTEMPO si scarica il BARILE da uno all'altro. E di quello che ci si puo' fare? Cose fare? Il PIANO SPIAGGIA sacrificato al BRIATORE & Co. Il progetto RICICLARE LA SPAZZATURA? Sacrificato all'interesse degli ignoranti. Il progetto "IMMIGRANTI"? Quando saranno pagati i proprietari che hanno prestato le loro case? Il Comune riceve i soldi e dopo? E la mobilita in bicicletta? Piste ciclabili? e dopo? 4 anni di questo fare e saremo distrutti!!!
 
 difensoredelcomune il 18/05/13 alle 18:38 via WEB
POTREBBE SEMBRARE IL TEATRINO DELLA POLITICA MA NON LO E'. IL PRIMO PAESANELLO PARLA DA GUAPPO, DIETRO HA LINU DA GURNA NIGRA AFFILIATO ALLA LOCALE. SI ATTEGGIA A 'NDRANGHETISTA, NON SI DEVE PERDERE LA MEMORIA DI QUELLO CHE E' SUCCESSO AL CAMPESITO, MANDATO A CASA DA GENTE COMPRATA CON DECINE DI MIGLIAIA DI EURO. POCO DOPO UNA COLATA DI CEMENTO, GRANDE COME L'EVEREST, HA INONDATO DI APPARTAMENTI, LA MAGGIOR PARTE INVENDUTI, TUTTO IL TERRITORIO DELLA MARINA DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA. E' IN QUEL PERIODO CHE MOLTI COMPAGNUCCI DI MERENDE FANNO IL GRANDE SALTO, ACQUISTI DI INTERI STABILI (LINU DA GURNA NIGRA) E DI APPARTAMENTI A ROMA ( IL p.i.) TERRENI COMPRATI A QUATTRO SOLDI E, DI NOTTE TEMPO, DIVENTATI TERRENI EDIFICABILI AD INDICI ALTISSIMI. ALTRI TERRENI PASSATI DI MANO PERCHE' LA PROPRIETA' SAREBBE DIVENTATA PERICOLOSA UNA VOLTA SCOPERTA ( ANCORA IL p.i.) MA DI FATTO E' RIMASTO PROPRIETARIO OCCULTO. MILIONI DI EURO SPORCHI DI SANGUE HANNO FATTO IL RESTO. FINIRA' QUESTA PORCHERIA? ANDRANNO IN GALERA I COMPAGNUCCI DI MERENDE? I DUE MILIONI E PASSA CHE DOVREBBERO, IL CONDIZIONALE E' D'OBBLIGO, ARRIVARE NELLE MANI DEI LADRONI DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA SE LI SONO GIA' DIVISI CON I COMPARI RAPPRESENTANTI LA 'NDRANGHETA. LA MEMORIA DOVREBBE RESTARE SEMPRE PRESENTE NELLA MENTE DEI PAESANELLI AVVELENATI CON L'ACQUA ALL'ARSENICO, CON LE DISCARICHE PIENE, STRAPIENE DI VELENI DI OGNI GENERE, IL MARE INQUINATO DI LIQUAMI CHE SCORRONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI. IL NOTO FACCENDIERE FRATELLO DEL PRIMO CITTADINO SI E' PIAZZATO AL PALAZZO E, OLTRE AD ESSERE PAGATO COME UN QUALUNQUE IMPIEGATO, DA ORDINI A DESTRA E MANCA, TRATTANDO DA SERVI I VERI IMPIEGATI DEL COMUNE. NESSUNO CHE DENUNCI QUESTA TERRIBILE REALTA'!!! POVERI PAESANELLI E POVERO PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA.

 
 
 

COMPAGNO TU LAVORI ED IO MAGNO

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CARO SINDACHELLO DEL COMUNE DI LINU DA GURNA NIGRA E DI LUCOTTO, LEI NON SENTE VERGOGNA ALCUNA, LA SUA DIGNITA', AMMESSO CHE L'ABBIA, E' SOTTO I SUOI PIEDI PIENI DI MERDA E DI ARSENICO. NON SAPPIAMO CHI PROTEGGE LA SUA AMMINISTRAZIONE, GLI UOMINI DELLA SUA GIUNTA E IL PLURI PREGIUDICATO CHE GUIDA L'UFFICIO TECNICO DELLE VERGOGNE. SIAMO CERTI CHE PRIMA O POI PAGHERETE, PAGHERETE TUTTI. LEI INSISTE A NON VOLER PUBBLICARE SUL SITO UFFICIALE DEL PAESELLO CIO' CHE LA LEGGE CHIEDE ORMAI DA 7 ANNI, SAPPIAMO CHE OLTRE A LUCOTTO FORAGGIA ALTRI VAGABONDI NULLAFACENTI E SOCIALMENTE FALLITI. FOSSI IN LEI MI VERGOGNEREI, SE NON PER ME STESSO, PER LA FAMIGLIA  A CUI APPARTENGO! MA COME DETTO, LEI NON SA' COSA E' LA DIGNITA'! LEI E I SUOI COMPAGNI DI MERENDE RIUSCITE A FARE CIO' CHE FATE GRAZIE A UNA MINORANZA COLLUSA E INTERESSATA, TRE SCIMMIETTE CHE NON VEDONO, NON SENTONO E NON PARLANO. SONO PIU' CHE MAI CONVINTO CHE SARETE PUNITI IN MODO ESEMPLARE DALLA MAGISTRATURA CONTABILE E GIUDIZIARIA. CONTINUATE FINCHE' VI E' CONSENTITO, AUGURI!!!

 parasitipolitic il 16/05/13 alle 08:55 via WEB
IL BARU.., e il PINUS PRIMUS di foka', RICAVANO UN "VANTAGGIO POLITICO", dall'uso della discarica ad APRICHE. Ieri la Gazetta ci informa che i nostri CAPI CAZZONI si trovano in acque profonde. Sia uno che l'altro con l'aiuto dei loro avvocati pagati dallo stesso Comune da loro fregati, son riusciti a rimandare la loro causa perduta ad Ottobre. Il Pres. Monteleone ora ha' la sua PREDA per il prossimo rinvio. Se questi 2 la fanno franca nuovamente, invalidera' completamente il sistema GIURIDICO della Locride, che gia' ZOPPIA per lentezza, CORRUZZIONE, e infiltrazioni MAFFIOSE. Nel frattempo, il comune del paesello si e' fatto pagare profumatamente per gestire la differenziata dai suoi cittadini che buttavano liberamente e abusivamente in una discarica chiusa. Ancora oggi, dopo tutte queste fregature da parte del BARO.. e dei suoi nullafacenti colleghi al Comune, sognano una giusta gestione "almeno" della spazzatura. Oggi il SINDACO/MEDIUM, che va' avanti e indietro con il suo lavoretto di medium sul Cosentino, e il lavoretto di sindaco nel paesello delle meraviglie sul Ionio. La TARANTELLA POLITICA / GIUDIZIALE e' cominciata. Chi la ferma piu'? Ma mi chiedo, "chi nella loro mente giusta ha' votato per un SINDACO / MEDIUM che fa finta di fare il sindaco e fa finta di fare il medium?  LA PAGA PERO' E' VERA!
 
 rossella.amata il 16/05/13 alle 15:33 via WEB
CENTO MILIONI PER IL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA, FANNO DA TEMPO GOLA A TUTTA LA CRICCA DEI COMPAGNI DI MERENDA MA ANCORA DI PIU' AGLI AMICI 'NDRANGATISTI DI LINUZZO E DELLA LOCALE. RICORDIAMO A CHI DI DOVERE QUANTI MILIONI SONO SPARITI IN COMPRAVENTITE DI TERRENI AGRICOLI DIVENTATI PER MAGIA EDIFICABILI, IN IMMOBILI DA DESTINARE A FIGLI ECC. SE I CENTO MILIONI CHE ARRIVERANNO SARANNO GESTITI DA LUCA LUCOTTO E DAGLI AMICI DI LINU DA GURNA NIGRA, RIMARRANNO SOLO GLI SPICCI PER UNA PIZZA. IL PANCIUTO NOVELLO ROBIN HOOD DELL'ACQUA ALL'ARSENI CHE CONSIGLIA L'AMMINISTRAZIONE DEL PAESELO DI LINU DA GURNA NIGRA DOVREBBE PENTIRSI E CONFESSARE TUTTO IL VELENO CHE OGNI ANNO BUTTA NEL TORRENTE PRECARITI INVECE DI FARE LA PREDICA ALLA SORICAL E ALLA REGIONE, UN BUFFONE ALLA CORTE DEL PRIMO PAESANELLO. 

 avalon1_1980 il 14/05/13 alle 09:12 via WEB
A riguardo le case senza luce costruite per gli atranieri, si deve notare che non solo i costruttori sono stati scorretti nelle costruzioni, con prezzi fuori della normalita', ma anche l'ENEL, e la sua BUROCRAZIA INFINITA, e i Comuni con i loro UFFCI TECNICI, gestiti da abitanti delle ZONE GRIGIE, e che al suo tempo di dare permessi per costruzioni, aveva i suoi "LEADERS" come il BARO..e ne uno nessuno ha avuto al cuore il benessere dei paeselli e dei suoi cittadini, vecchi o nuovi. quindi non darei la colpa solo al MIRACOLOSO e al suo CERONE e altri costruttori, per quello che e' successo e che sta' e continuera' a succedere a riguardo le NUOVE EDILIZIE finanziate da misteriosi millionari e da la "CONNECTION" e altri SOCI e ASSOCIAZIONI a delinquere.

 u.spiritatu il 14/05/13 alle 21:33 via WEB
Più di 50 comuni di calabria sciolti per mafia, negli ultimi mesi uno ogni 15 giorni. Il paesello di linu da gurna nigra affiliato alla locale si salva ancora una volta! Eppure da intercettazioni che hanno portato in cella centinaia di 'ndranghetisti da nord a sud, da ovest ad est, politici di dx e sx, in maggioranza di sx ma non si dice, si parla del paesello di linu da gurna nigra e di appalti milionari dati ai soliti noti. Agli inizi di marzo la dda mette sotto sequestro oltre 900 immobili la maggior parte dei quali nel comune di linu da gurna nigra, immobili spuntati come funghi in tempi record. I pochi anni i palazzinari locali, con i soldi delle 'ndrine, hanno cementificato ogni spazio libero del paesello. Concorso per corruzione, abuso d'ufficio, turbata liberta' degli incanti, frode in pubbliche forniture ed altro, questi alcuni dei reati messi in atto da dirigenti, impiegati e palazzinari del paesello di linu da gurna nigra. Terreni venduti sulla carta, da assessori in carica, ma di fatto rimasti soci occulti!!! Lo stesso assessore ha interessi su un paio di tabacchini e ricevitorie, ha comprato immobili a roma e li ha intestati fittiziamente ai figli minorenni, ha cancellato centinaia di ruoli per scambio di voti alle ultime elezioni comunali, continua indisturbato ad intascare gli arretrati di pensioni di invalidità, accompagnamento e di vecchiaia di povera gente. Per essere onesti non è il solo, ci sono avvocati, tra i quali anche una sua parente, un mosrticiattolo vivente, che si comportano al pari. Il comune invece di essere amministrato dal sindaco e comandato dal fratello di questi. Il vice sindaco, altro mostro di bellezza, in pochi anni ha fatto la sua fortuna di tutta la sua famiglia fino alla terza generazione, il tutto con uno stipendiuccio da motro di fame, terreni e interi palazzi. Il comune che paga di tutto e di più, l'unico comune che sborsa centinaia di migliaia di euro per danni, molti dei quali fasulli. L'unico comune ad avere i vv.uu. che non fanno un cazzo da mattina a sera. l'unico comune che permette ai propri dipendenti di fare tutto ciò che vogliono, in servizio e non, perfino gli imprenditori edili. L'unico comune che continua a mandare l'acqua avvelenata dall'arsenico nelle case dei paesanelli e invece di trovare una soluzione all'acqua all'arsenico cerca soldi per la tarantella. Anche l'ordine costituito di questo paese fa poco o niente, tutte le autorità sono cieche difronte alla cricca del comune.

 
 
 

Breve storia della 'ndrangheta.

Post n°447 pubblicato il 12 Maggio 2013 da policaretto
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 nella.merda il 11/05/13 alle 16:18 via WEB
DOPO IL COMUNE DI STILO SI AVVICINA ANCHE PER IL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA E DI LU COTTO L'ORA DELLA COMMISSIONE D'ACCESSO DEL MINISTRO DELL'INTERNO. ALLELUIA!!!

 difensoredelcomune il 11/05/13 alle 22:21 via WEB
I NODI ARRIVANO SEMPRE AL PETTINE. IL MIRARCOLATO IN ODOR DI 'NDRANGHETA SFUGGITO ALLE PATRIE GALERE PER VIRTU' DI QUALCHE SANTO BEVITORE, IN MOLTI SONO CONVINTI CHE E' ANCORA PER POCO, LASCIA SENZA ENERGIA ELETTRICA DECINE DI FAMIGLIE ESTERE, AVVERTENDOLE CON UN SMS, DOPO CHE QUESTE HANNO PAGATO GLI ALLOGGI A PREZZI ESORBITANTI, ESAGERATAMENTE ESORBITANTI, RIEMPIENDOGLI IL CULO DI MILIONI DI EURO INSIEME ALL'OMINO DEL CARTELLO DELLA BIANCANEVE. PURTROPPO NESSUONO RESTITUIRA' A QUESTE ONESTE PERSONE I MILIONI DI EURO BUTTATI NELLE TASCHE DI QUESTI LESTOFANTI. IL CONSIGLIO AI PROPRIETARI E' DI RIVOLGERSI AL SINDACHELLO DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA PER SAPERE SE IL RESIDENCE HA TUTTE LE AUTORIZZAZIONI E I NULLA OSTA NECESSARI, ABBIAMO GROSSI DUBBI CHE IL PREGIUDICATO DELL'UFFICIO TECNICO ABBIA FATTO LE COSE PER LEGGE. L'SMS AVVISAVA CHE L'ENERGIA ELETTRICA NEL GIRO DI 20 GIORNI SARA' "RIPRISTINATA". ABBIAMO NOTATO CHE IL RESIDENCE E' SFORNITO DI CABINA ELETTRICA DI DISTRIBUZIONE!
 
 rossella.amata il 12/05/13 alle 20:27 via WEB
Attenti paesanelli, il paesello di linu da gurna nigra darà la luce ai due mascalzoni del mira&cira, noti lestofanti, a vostre spese faranno allacciare le case degli inglesi alla linea della luce comunale. Non sono gli unici a fruire in modo del tutto gratuito, fraudolento e illegittimo della corrente nel paesello di linu da gurna nigra. Aprite gli occhi e denunciate alle autorità quello che sta per succedere. 
 
 Non è chiara l'origine della 'ndrangheta. Probabilmente il nome, di etimologia greca, si riferisce al termine "andragathos" che significa uomo coraggioso. Una conferma in questo senso viene dal ritrovamento di una cartografia del 1595 in cui si fa riferimento a una zona del Regno di Napoli nota come Andragathia region, terra abitata da uomini valorosi.
In Calabria la 'ndrangheta - o una organizzazione simile a quella che conosciamo come mafia calabrese - comincia a farsi notare nel processo di formazione dello stato unitario e si basa sui principi dell'onore e della vendetta. Tanto che nel 1861 le carceri di Reggio Calabria sono piene di camorristi. Nel 1877 a Nicastro (oggi Lamezia Terme) un uomo viene condannato come "vagabondo e camorrista", mentre su tre persone ammonite per "mafia e camorra" si pronuncia la corte d'appello delle Calabrie nel 1884.
L'organizzazione criminale che prende forma in quel periodo si chiama picciotteria, ha caratteristiche simili alla camorra che, a sua volta, s'era ispirata alla Garduna (faina, in spagnolo) nata a Toledo nel 1417.
Il legame con la Spagna è presente nel mito che accompagna la nascita della 'ndrangheta. Si racconta infatti che nel Seicento su una nave partita dalla Spagna si erano imbarcati tre cavalieri costretti a fuggire per questioni di onore. Sbarcarono nell'isola di Favignana. Si chiamavano Osso, Mastrosso e Carcagnosso. Il primo, votandosi a San Giorgio, decise di restare in Sicilia e fondò la mafia, Mastrosso, devoto alla Madonna, scelse la Campania e diede vita alla Camorra, mentre Carcagnosso, con le preghiere a San Michele Arcangelo, decise di trasferirsi in Calabria dove diede vita alla 'ndrangheta. Ma al di là degli elementi misteriosi e rituali (sempre presenti nella storia della mafia calabrese, dalle affiliazioni ai summit che vengono fatti storicamente presso il santuario della Madonna di Polsi nel comune di San Luca, cuore dell'Aspromonte), storicamente le tracce della 'ndrangheta si fanno sempre più presenti e chiare alla fine del 1800. Così una sentenza del Tribunale di Palmi del 1897 fa riferimento al ritrovamento a Seminara di un codice comportamentale per i picciotti nel quale grande importanza ha il concetto di omertà. Un rapporto del 1901 del delegato della pubblica sicurezza di Santo Stefano in Aspromonte parla della Picciotteria e dell'intimidazione e della prepotenza come strumenti per farsi rispettare. Di Santo Stefano in Aspromonte è il leggendario brigante Peppe Musolino.
E' in riferimento a un'indagine del 1903, sulla Picciotteria di Africo e San Luca - già da allora emerge l'usanza di fare le riunioni al santuario della Madonna di Polsi - che spunta fuori per la prima volta il nome di Onorata Società.
Di particolare rilevanza in questo periodo due aspetti, che poi si rafforzeranno nel corso dei decenni. Il primo è la presenza di tracce della 'ndrangheta anche Oltreoceano (tracce si trovano in Virginia già nel 1906). Il secondo è la presenza delle donne nelle organizzazioni criminali calabresi: nella Piana di Gioia Tauro già nel 1892 e a Santo Stefano in Aspromonte qualche anno più tardi. Fino al 1906 sono già dieci le donne condannate per associazione per delinquere. In un processo alla 'ndrina di Cittanova del 1914 compare, per definire la picciotte ria, il termine "Famiglia di Montalbano" (che sarà ripreso poi dallo scrittore Saverio Strati nel suo "Il selvaggio di Santa Venere").
Il periodo fascista dimostra per la prima volta la capacità straordinaria della 'ndrangheta di mimetizzarsi nella società e di adattarsi al potere. Così durante il Ventennio gli 'ndranghetisti riescono facilmente a piazzare i loro uomini nell'apparato del regime. Altri uomini dei clan invece, vicini ai partiti di sinistra, ebbero il loro momento di gloria negli anni successivi quando furono nominati sindaci dal governo militare alleato.
E' Corrado Alvaro, sul Corriere della Sera del 17 settembre 1955, a parlare per la prima volta di 'ndrangheta fuori dai confini della Calabria. "Per la confusione di idee che regnava fra noi a proposito di giustizia e d'ingiustizia, di torto e di diritto, di legale e di illegale, per gli abusi veri e presunti di chi in qualche modo deteneva il potere, non si trovava sconveniente accompagnarsi con un 'ndranghitista". Sono le parole del grande intellettuale e scrittore calabrese che sposa lo spirito del tempo, quello in cui la 'ndrangheta è in fondo considerata uno strumento per combattere le sopraffazioni.
Un mese più tardi la 'ndrangheta finisce in Parlamento: è grazie alla cosiddetta operazione Marzano, il primo vero blitz per contrastare la 'ndrangheta. A condurlo è il questore di ferro Carmelo Marzano, noto per essere stato tra coloro che in Sicilia avevano dato la caccia a Salvatore Giuliano: in 57 giorni arrestò 261 persone usando metodi spiccioli come quelli adottati dal prefetto Cesare Mori contro Cosa nostra in Sicilia. Interessante, sotto alcuni punti di vista, il fatto che a Marzano si deve un'opera di bonifica della questura: molti funzionari ritenuti inaffidabili furono rimossi dal loro incarico. Dopo appena tre mesi, tra le proteste del prefetto Pietro Rizzo, Marzano viene richiamato a Roma. Ma la missione, naturalmente, era tutt'altro che conclusa. Nessun colpo decisivo era stato dato alla 'ndrangheta. Lo Stato dimostrava sin da allora di non avere in alcun modo compreso la forza e la presenza della criminalità organizzata in Calabria.
Nel 1956 Saverio Strati scrive il suo primo libro sulla 'ndrangheta, si intitola "La Marchesina" e racconta riti, formule, pensieri e azioni dei clan calabresi. La prima testimonianza vera dall'interno si ha invece nel 1967 quando l'ex 'ndranghetista Serafino Castagna affida a un libro scritto con Antonio Perria intitolato "Tu devi uccidere", e pubblicato dall'editrice Il momento di Milano, il racconto della sua vita e i rituali della 'ndrangheta.
Una relazione finita sul tavolo del ministro degli Interni nel 1959 svela per la prima volta in maniera organica i legami tra i capi mafia e i politici locali: la clientela fa il suo ingresso nel mercato della politica calabrese.
Dal 1963 la 'ndrangheta dà il via alla strategia dell'arricchimento grazie ai sequestri di persone che cresceranno in maniera vertiginosa nel corso degli anni 70. Furono solo due fino al 1969, ben 53 tra il 1970 e il 1978.
E' il 26 ottobre 1969 l'ultimo summit della vecchia 'ndrangheta agropastorale: si svolge a Montalto, a presiederlo c'è il patriarca Giuseppe Zappia, boss di Taurianova. I capi carismatici di allora sono 'Ntoni Macrì da Locri, Mico Tripodo che domina su Reggio Calabria e Mommo Piromalli.  A confronto sul futuro dell'Onorata società per sottolineare l'assoluta necessità di evitare divisioni ci sono oltre 150 mafiosi. La polizia - grazie a una soffiata andata a buon fine al questore Emilio Santillo - interruppe il vertice. Ci furono arresti di massa. Alla fine finirono alla sbarra 72 affiliati alla 'ndrangheta. In contumacia furono processati anche boss del calibro di Macrì, Tripodo e Peppe Nirta.
L'operazione svelò nuovi particolari sulla 'ndrangheta di quegli anni ma non ebbe l'effetto di indebolire le cosche. Le divisioni che già al summit di Montalto stavano emergendo scoppiarono nel corso degli anni 70. La 'ndrangheta si stava trasformando e prendeva la forma di quella che conosciamo oggi.
Il 20 gennaio del 1975 accade l'impensabile. Cade il boss dei boss, don 'Ntoni Macrì. Aveva settant'anni (cinquanta dei quali passati a compandare). Negli anni Sessanta e Settanta è il capo incontrastato della 'ndrangheta, uomo che fa parte di Cosa nostra e che parla alla pari con i compari statunitensi, canadesi o australiani. E' il custode della vecchia 'ndrangheta, fatta di rispetto e contraria ai sequestri di persona. E che faceva un mare di soldi con il contrabbando delle sigarette e che cominciava a gestire gli appalti pubblici.
Macrì aveva imposto la guardiania a tutti i proprietari ed era il giudice assoluto per tutte le controversie che avvenivano sul territorio di Siderno e Locri. Ma un'era stava finendo. Sotto la pressione incessante di don Mommo Piromalli - subito sostenuta dai rampante boss di Archi De Stefano - che pensava che la 'ndrangheta non dovesse rifiutare a priori l'idea dei sequestri di persona ma che soprattutto dovesse scegliere di non fare la guerra allo Stato ma di farci gli affari magari discutendoli dentro le logge massoniche. L'ultimo tassello che completa la grande trasformazione è la scelta di puntare sui traffici di droga.
Le visioni sono inconciliabili. Scoppia così la prima guerra di mafia. Con Piromalli e De Stefano si schierano subito gli Strangio di San Luca, i Barbaro di Platì, i Mammoliti di Castellace, i Ietto di Natile di Careri. La lupara spara il 20 gennaio del 1975, 'Ntoni Macrì ha appena finito la sua partita a bocce a Siderno, i killer - che avevano agito su preciso mandato dei De Stefano - entrarono in azione, spararono 32 colpi e non lasciarono scampo al boss dei boss. Erano spietati, a volto scoperto, spararono ben due colpi di grazia (al petto e alla testa). Ferirono anche il guardaspalle del padrino di Siderno Francesco Commisso. Solo il 5 gennaio aveva pagato il figlio di Giuseppe Zappia, Vincenzo. Numerosi attentati al presidente del summit di Montalto fallirono fino al 5 agosto 1993.
I rapporti tra Macrì e i De Stefano erano precipitati l'anno precedente quando, secondo quanto ricostruito dalla polizia da racconti confidenziali, durante un vertice - in occasione del matrimonio di Girolamo Mazzaferro al Jolly hotel di Gioia Tauro - Macrì e Giorgio De Stefano rischiarono di venire alle mani perché il patriarca di Siderno aveva difeso don Mico Tripodo, capobastone di Reggio Calabria dai tempi del suo scontro - tra il 1958 e il 1959 - con Domenico Strati e adesso odiato dai De Stefano che consideravano la sua stessa presenza un freno alla loro crescita negli equilibri criminali della città. Fu l'intervento di don Peppe Piromalli a placare gli animi. 'Ntoni Macrì si rese disponibile a una mediazione tra Tripodo e i fratelli De Stefano. Un accordo finto. Qualche mese dopo, Macrì e Tripodo ordinarono la strage del Roof Garden. E' il 24 novembre del 1974 quando un commando armato fino ai denti entra nel bar salotto buono sul lungomare di Reggio Calabria. Quel giorno ammazzarono Giovanni De Stefano e ferirono il fratello Giorgio.
E' l'inizio di una guerra che tra il 1974 e il 1977 conta 233 morti. E che termina il 26 agosto 1976 quando un giovane Raffaele Cutolo da Ottaviano (futuro boss incontrastato della Nuova camorra organizzata) fa uccidere dentro il carcere di Poggioreale don Mico Tripodo su richiesta dei compari De Stefano (e dietro un pagamento da cento o duecento milioni di lire). Fu la vittoria definitiva dei De Stefano in città. Ma dal conflitto uscirono vincitori anche i Cataldo e i Mazzaferro nella Locride e i Piromalli e Mammoliti nella Piana. I nuovi equilibri si dimostrarono molto molto fragili. Tanto che il 7 novembre 1977 a Santo Stefano in Aspromonte cade Giorgio De Stefano, capo della sua famiglia,  uomo capace di tenere rapporti con la malavita di tutta Italia oltre che con rappresentanti dell'eversione nera e che aveva giocato un ruolo anche nei Moti di Reggio Calabria nel 1970. Fu chiamato a Santo Stefano per un summit: era una trappola. Fu eliminato per bloccare la sua ambizione di diventare il capo supremo. A uccidere il boss fu Giuseppe Suraci. La sua testa fu - materialmente - portata su un piatto d'argento a don Paolo De Stefano, nuovo capo della cosca di Archi. Una testa che placò l'ira di don Paolo che si avviava ad assumere il ruolo di Garibaldi, reggente di tutta la 'ndrangheta calabrese.
Nel frattempo nel resto della Calabria cresceva il potere dei Mancuso di Limbadi (alleati dei Piromalli di Gioia Tauro e dei Pesce di Rosarno) mentre a Cosenza si fronteggiavano i gruppi di Antonio De Sena e Franco Pino (ai quali si allearono Francesco Muto da Cetraro e Giuseppe Cirillo da Sibari) da una parte e Francesco Perna e dei fratelli Mario e Pasquale Pranno (con Mario Serpa di Paola) dall'altra.
Gli anni 70 sono gli anni della trasformazione della 'ndrangheta e del suo ingresso nella società che conta: gli affari, la politica, la massoneria. L'Onorata società lascia il posto alla Santa che sovverte qualsiasi regola del passato. Il primo a fregiarsi di tale grado fu Mommo Piromalli. Nel 1987 in casa del latitante Giuseppe Chilà fu trovato il primo codice per l'affiliazione alla Santa.
Reggio Calabria e la sua provincia tornano a sprofondare nel terrore nel 1985. E' il 10 ottobre, venerdì. Il boss di Fiumara di Muro Nino Inerti sta tornando verso casa con la sua auto blindata. Passa davanti a via Riviera a Villa San Giovanni. Esplode un'autobomba comandata a distanza. Il frastuono è incredibile. Lo scenario è da guerra. Nino Imerti, detto anche "Nano feroce", si salva grazie alla sua auto blindata e all'abilità del suo autista. Scoppia così la seconda guerra di 'ndrangheta. Alla fine i morti saranno oltre 700. Il mandante di questo attentato fallito è il boss di Archi Paolo De Stefano, il capo. Che pagherà caro il suo affondo mancato. Domenica pomeriggio, il mammasantissima di Archi - da latitante - è in moto insieme al suo fido accompagnatore Antonino Pellicanò. Sta attraversando via Mercatello, nel cuore suo regno. I colpi di fucile li uccidono entrambi. Nino Imerti ha reagito con rabbia e ferocia. Andando a segno. La 'ndrangheta reggina si spacca in due tronconi. Con i De Stefano restano schierati i Libri, i Tegano, i Latella, i Barreca, i Paviglianiti e gli Zito.
Con il cartello di Nino Imerti vanno invece i Condello, con il boss Pasquale che diventa presto il leader dello schieramento, i Fontana, i Saraceno, i Serraino, i Rosmini, i Lo Giudice. E la faida si allargherà presto in tutta la provincia e nel resto d'Italia. La guerra da combattere è pesantissima, la chiamata alle armi è generali, non sono ammesse posizioni neutrali. Con i De Stefano, secondo i pentiti, si schierano quindi i Morabito, Zappia, Palamara, Criaco e Mollica di Africo, i Garrefa di Ardore, i Musitano di Bovalino, i Mazzaferro di Gioiosa Ionica, i Mancuso di Limbadi, i Cataldo di Locri, i Papalia, Triboli e Pelle di Platì, i Pesce e Pisano di Rosarno, i Nirta, Pelle Vottari e Romeo di San Luca. Con gli antidestefaniani invece scelgono di stare i Piromalli e i Mammoliti della Piana di Gioia Tauro, gli Equino, gli Ursini, i Macrì di Gioiosa Ionica, i Cordì di Locri, i D'Agostino di Sant'Ilario e i Commisso di Siderno.
Al centro dello scontro il controllo della città, i nuovi appalti miliardari in arrivo con il decreto Reggio (la legge speciale per la città) e il Ponte sullo Stretto di Messina, i traffici di droga. La situazione precipita immediatamente, in città c'è un morto ammazzato ogni tre giorni, le vie si riempiono di macchine blindate e sentinelle, alcuni quartieri diventano impenetrabili, i commercianti spesso si trovano a dover pagare per due volte la mazzetta. E si fanno forti sempre di più le collusioni con il potere politico ed economico della città. Una dimostrazione pesante è l'omicidio dell'ex presidente delle Ferrovie dello Stato Vico Ligato, potentissimo uomo dc, che sarebbe stato assassinato dagli Imerti-Condello perché considerato troppo vicino ai De Stefano.
La guerra è pesantissima per entrambe le fazioni, cadono anche pezzi da 90 come il re dell'Aspromonte Ciccio Serraino (che viene trovato dai killer in ospedale) o il fratello di Pasquale Condello, il supremo, Domenico Condello che viene ucciso nel trigesimo dell'assassinio di Paolo De Stefano. Serve una tregua. Sarà trovata soltanto nel 1991 dopo che il 9 agosto sulla strada tra Villa San Giovanni e Campo Calabro troverà la morte il giudice di Cassazione Nino Scopelliti per un patto - in realtà mai provato processualmente - tra Cosa nostra e 'ndrangheta.
A far da pacieri in una situazione complicatissima arrivano i patriarchi delle 'ndrine calabresi e i compari d'Oltreoceano. Secondo le varie ricostruzioni, l'anziano boss di San Luca Antonio Nirta (a garanzia dei destefaniani) e Nino Mammoliti di Castellace di Oppido, il fratello di Saro, per gli Imerti-Condello. Ma si parla anche di Joe Imerti di Toronto e degli Zito giunti dall'Australia, di Vic Cotrona (che da Mammola aveva scelto il Canada per i suoi affari) e di Antonio Pelle detto Gambizza e di Mico Alvaro di Sinopoli. L'accordo prevede una divisione capillare del territorio e una spartizione meticolosa degli affari. E la creazione di una sorta di vertice delle cosche che serve a dirimere le controversie e affrontare le relazioni con le altre organizzazioni criminali.
Un supervertice all'interno del quale avrebbero trovato posto i rappresentanti delle principali e più potenti cosche, che però - va detto - non ha trovato conferma nelle risultanze processuali. Così come non ha trovato riscontri processuali l'ipotesi investigativa che ci fosse un supervertice del potere nella provincia di Reggio Calabria fatto da 'ndranghetisti e massoni.
La 'ndrangheta da allora tace e ha anche rifiutato gli inviti provenienti da Cosa nostra di partecipare alle stragi. Gli arresti, negli ultimi anni, di boss del calibro di Peppe Morabito "u tiradrittu" e di Pasquale Condello "il Supremo", l'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria Franco Fortugno insieme ad alcuni blitz delle forze dell'ordine hanno creato una situazione di sospensione che da una parte ha portato a una crescita esponenziale del potere della 'ndrangheta (è diventata, secondo tutti gli inquirenti e gli esperti, la più potente delle mafie italiane), a un rafforzamento del potere in Europa (come dimostrano alcune operazioni che hanno portato per esempio alla scoperta di un intero quartiere di Bruxelles in mano alle cosche calabresi) e allo stringere delle relazioni con i cartelli della droga sudamericani e con le cosche dell'Est europeo, all'infiltrazione nel potere politico ed economico del nostro Paese come dimostrano gli allarmi, per esempio, per gli appalti dell'Expo 2015 a Milano.
Nel frattempo, questa corsa verso il potere, secondo alcuni osservatori, rende gli equilibri sempre più precari tra le cosche e i boss della malavita calabrese. E nessuno oggi può escludere una nuova guerra di mafia. I segnali ci sono tutti: come dimostra l'operazione Cento anni di storia ai danni dei Piromalli e dei Molè di Gioia Tauro che, a detta degli inquirenti, è stata fatta proprio per bloccare l'escalation del conflitto tra le due cosche alleate storiche e che adesso si trovano su due fronti contrapposti.


 
 
 

I 5 GIORNI DELLA TARANTA SONO COSTATI AI PAESANELLI NEGLI ULTIMI 5 ANNI OLTRE UN MILIONE DI EURO.

Post n°446 pubblicato il 04 Maggio 2013 da policaretto
 
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 ciclistasenzapista il 05/05/13 alle 20:57 via WEB
Caro difensore, credo ke quesa volta ci vorrà un miracolo e non il MIRACOLATO ingegnere senza ingegno. E ovvio che questa volta come il passato nessun santo salverà i poveri cauloniati da questo destino ripugnante. La qualità di questo progetto sembra già destinata a fallire. Un esempio del lavoro gestito da questo ignobile gruppo di carta da cesso amministratori sarebbe la gestione della spazzatura. Un altro esempio e la gestione del lungomare, sia la costruzione che la manuntenzione. Un altro esempio sarebbe la famosa, PISTA CICLABILE PAULONIA-ROCCELLA. Si, propio quella che il famosissimo BARU.. ha dichiarato costruita e dopo distrutta dal mare. E nel frattempo ci raccontano un altra bufola. Che porteranno acqua da su in giu. E troppo semplice per fare questo progetto, ed e per questo che NON SARà MAI FATTO DA QUESTI LESTOFANTI-NULLAFACENTI-MANGIAFRANCHI!

 difensoredelcomune il 04/05/13 alle 23:01 via WEB
SCANDALI SU SCANDALI, LA CRICCA DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA LI STUDIA TUTTE. LA CRICCA HA
DATO L'INCARICO PER IL PROGETTO A CADUTA DEL NUOVO ACQUEDOTTO AL MIRARCOLATO DELLE MANETTE, PER ORA, UNA BOZZA DI PROGETTO E' STATA RITROVATA NEI PC DI QUESTO IGNORANTONE. PREZZO DEL PROGETTO 500.000,00 € PER 13 KM DI TUBAZIONE, LIEVITATI A 820.000,00, 400.000,00 DEI QUALI AVUTI CON UN PRESTITO, GIA' INTASCATI DALLA CRICCA CHE ACCORTASI CHE CON 850.000,00 NON SAREBBERO BASTATI HANNO CHIESTO LUMI AL CARO CICCIO. NEL FRATTEMPO IL MIRARCOLATO HA DOVUTO ABBANDONARE I SOGNI DI GLORIA PER MANIFESTA INCAPACITA' PROFESSIONALE, IL PREZZO LIEVITA AD OLTRE 2.000.000,00 DI EURO. POVERI PAESANELLI, FARANNO LA FINE DEI TOPI, NON DI CAMPAGNA, DI FOGNA.

PER 5 GIORNI DI BAGORDI L'ANNO, NELL'INTERESSE DI POCHI CHE NEI 5 GIORNI, OLTRE A NON EMETTERE SCONTRINI E RICEVUTE RIFILANO AGLI AVVENTORI PRODOTTI CHE LORO STESSI NON MANGEREBBERO NEANCHE SE FOSSERO AFFAMATI. NEGLI ULTIMI 5 SONO SPARITI DALLE CASSE DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA OLTRE UN MILIONE DI EURO, IL TUTTO NELL'INDIFFERENZA GENERALE. SILENZIO DAGLI ORGANI PREPOSTI, SILENZIO DALLA PROVINCIA, SILENZIO DALLA REGIONE, SILENZIO DALLA CORTE DEI CONTI E CECITA' ASSOLUTA DAL GRUPPETTO DELLA MINORANZA. IL POPOLO AVVELENATO DALL'ARSENICO E' ASSETATO. DEVE PROVVEDERE DA SOLO A PROCURARSI L'ACQUA, BENE PRIMARIO SI SOPRAVVIVENZA. DISINTERESSE TOTALE DA PARTE DELLA BANDA DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA. INTANTO CRESCE IL PATRIMONIO DEI SOLITI NOTI.   

 
 
 

CHI E' CHE BLOCCA OGNI TIPO DI INDAGINE SULLA CRICCA DEL COMUNE E ANCHE LA NORMALE ATTIVITA' DI PREVENZIONE DELLA GDF.

Foto di policaretto

 difensoredelcomune il 25/04/13 alle 14:29 via WEB
LA CRICCA DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA CON GRANDE SICUMERA CONTINUA INDISTURBATA A BRUCIARE
CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO ALLA FACCIA DEI PAESANELLI. GIA' STANZIATI 130.000,00 PER LA TARANTELLA, I 2/3 SE LI INCASSERANNO IL P.I. E IL LU COTTO FRATELLO DEL PRIMO PAESANELLO. LA CORTE DEI CONTI COME AL SOLITO NON INTERVIENE. E' DI OGGI LA NOTIZIA CHE IL CAMPESITO DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA SI E' MESSO COL CULO A I80° DICHIARANDO DI VOLERLO DARE IN SCAMBIO CON FAVORI PER TERRENI INCOLTI CHE TRA UN PO DIVENTERANNO EDIFICABILI. SI SENTONO INVINCIBILI E INTOCCABILI, GRAZIE ALL'AIUTO DI FAMIGLIA DI UN INFEDELE QUANTO IMBROGLIONE EX FUNZIONARIO DELLO STATO, CHE LI AIUTA A LIVELLO GIUDIZIALE DOPO ESSERSI IMPOSSESSATO, COL RAGGIRO, DELL'IMMENSO PATRIMONIO DEL "PRINCIPE" E L'AIUTO DEI CAPO TECNICO DEL COMUNE DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA DA QUALCHE TEMPO STANNO RAGGIRANDO LO STATO ITALIANO CON UNA SERIE IMPRESSIONANTE DI TRUFFE RICEVENDO ILLEGALMENTE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO PER LA RISTRUTTURAZIONE DI IMMOBILI INIZIATI NEGLI ANNI 70/80 E MAI FINITI, GRAZIE A DICHIARAZIONI E NULLA OSTA FALSI RILASCIATI DAI TECNICI COMUNALI.
 
 u.spiritatu il 24/04/13 alle 20:14 via WEB
Sciolto consiglio Comune Calabria CAULONIA SEMPRE IN PIEDI... (ANSA) - ROMA, 24 APR - Su proposta del
Ministro dell'Interno il Consiglio dei Ministri ha disposto lo scioglimento del Consiglio comunale di Montebello Jonico (Reggio Calabria) per la durata di 18 mesi. Lo scioglimento e' motivato dalla presenza di collegamenti diretti e indiretti tra componenti del consesso e la criminalita' organizzata. Per i medesimi motivi e' stata nominata la commissione per la gestione straordinaria del Comune di Giuliano in Campania (Napoli).

 nella.merda il 24/04/13 alle 17:27 via WEB
FALSIFICO' UN PERMESSO PER COSTRUIRE, CONDANNATO IL PREGIUDICATO CAPO DELL'UFFICIO TECNICO DEL
PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA. IL GIUDICE LAURO HA INFLITTO IN PRIMO GRADO UN ANNO E SEI MESI AL DIRIGENTE (COL DIPLOMA DI GEOMETRA NON SI PUO' AVERE LA DIRIGENZA - CHI HA SBAGLIATO PAGHERA' "UN TRENO DI EURO". Un anno e sei mesi e l'interdizione dai pubblici uffici per tutta la durata della pena (è già la seconda condanna con l'interdizione dai pubblici uffici e la cricca non si è ancora decisa a sollevare dal servizio il pluripregiudicato). Il pluripregiudicato è stato giudicato colpevole per aver falsificato il documento originale. L'atto in questione è relativo al progetto allegato ad un permesso a costruire rilasciato nel 2005 per la ristrutturazione di un immobile già esistente che si affaccia sulla statale 106. A far partire le indagini fu una segnalazione anonima alla Guardia di Finanza, che aveva iniziato ad indagare sulla struttura, già posta sotto sequestro dai gloriosi vv. uu. del paesello di linu da gurna nigra, i quali, però, non avevano trasmesso il provvedimento alla Procura (ma guarda poverini, forse si sono dimenticati). Dopo i sigilli apposti anche dalla Guardia di Finanza, dunque, sono stati acquisiti i documenti relativi alla concessione edilizia, di cui esistevano diverse copie, delle quali solo una modificata a penna, con la dicitura "eliminato", con firma, timbro e data. Ad essere annulata la parte del progetto relativa alla realizzazione di un sottotetto ricavato al primo piano della struttura in qustione, che però risultava ancora presente negli atti inviati al settore tecnico della Regione Calabria. Proprio in virtù di quell'annullamento, però, il progetto poteva essere approvato, perchè conforme alle norme urbanistiche. Il pluripregiudicato, secondo il giudice Lauro, aveva modificato l'atto dopo il rifiuto, da parte del progettista, di rivedere l'elaborato. Non si tratta, però, della prima condanna per il dirigente del paesello di linu da gurna nigra. Lo scorso anno il pluripregiudicato, attualmente imputato per il processo che lo vede alla sbarra insieme al suo compagno di merende il baro.. per la realizzazione di una discarica abusiva, era stato giudicato colpevole dal collegio presieduto dal giudice Bruno Muscolo al tibunale di Locri per il reato di abuso edilizio, in favore di parenti acquisiti, relativo ad un fabbricato che costituisce il completamento (abusivo) del complesso "residenziale" che perimetra una piazza del paesello di linu da gurna nigra. Per quel reato è stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi, con interdizione dai pubblici uffici per tutta la durata della pena, il burattinaio ammazza sentenze di cassazione al momento non ha potuto fare nulla.

IL PREGIUDICATO DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA DA OGGI E' PLURIPREGIUDICATO, INFATTI HA AVUTO UN'ALTRA CONDANNA AD UN ANNO E OTTO MESI, LA PRIMA E' STATA DI DUE ANNI E OTTO MESI PER UN TOTALE DI QUATTRO ANNI E SEI MESI. TUTTE E DUE LE SENTENZE LO ALLONTANANO DALL'UFFICIO E DAL SERVIZIO... LA CRICCA SE LO TIENE, MA A PAGARARE SARA' SOLO IL SEGRETARIO GENERALE SE NON APPLICHERA' IL DISPOSITIVO DELLE SENTENZE. RICORDIAMO CHE DAL 20 APRILE 2013 E' ENTRATO IN VIGORE IL DECRETO 33/2013 (TRASPARENZA DELLA P.A.) E SARANNO CAZZI AMARI!!!

 nella.merda il 22/04/13 alle 16:44 via WEB
Nel Paesello di linu da gurna nigra, montagne di euro finiti a mare, due volte rifatto il lungomare!
Da indagini che hanno portato in galere decine di delinquenti mafiosi si è appurato che c'èrano e ci sono interessi Milionari della 'ndrangheta con il paesello di linu da gurna nigra. Nessuna Procura della Repubblica, la DDA, la Corte dei Conti si sono presi la briga di indagare sul paesello di linu da gurna nigra PERCHE' cosa c'è sotto, chi ferma eventuali indagini sulla cricca del paesello di linu da gurna nigra. La Boccassini che sa tantissime cose potrebbe finalmente interessarsi del burattinaio che insabbia tutto!!!
Pm indaga su fondi consorzi bonifica Verifiche su gestione dal 2007 ad oggi, inchiesta dopo esposti 22 aprile, 15:09 (ANSA) - CATANZARO, 22 APR - La Procura della Repubblica di Catanzaro ha avviato una inchiesta sull'utilizzo dei fondi da parte dei Consorzi di Bonifica. L'indagine ha avuto inizio dopo una serie di esposti presentati alla Procura. Gli inquirenti hanno già acquisito tutta la documentazione relativa alla gestione finanziaria dal 2007 ad oggi. Le verifiche riguardano l'affidamento e l'esecuzione di lavori, l'acquisto di beni e le consulenze a tecnici esterni.
 
 nella.merda il 21/04/13 alle 15:31 via WEB
QUANDO IL CONSIGLIO DEI MINISTRI SCIOGLIERA' IL CONSIGLIO COMUNALE DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA PER INFILTRAZIONE MAFFIOSA? CHI E' QUESTO ANZIANO GIUDICE CHE PROTEGGE LA CASTA DEL COMUNE ED IN PARTICOLARE IL PREGIUDICATO CAPO TECNICO. EPPURE LA MAGISTRATURA HA SEQUESTRATO TUTTI GLI APPARTAMENTI DEI RESIDENCE COSTRUITI CON I SOLDI INSANGUINATI DELLA MAFIA. I PAESANELLI SI ASPETTANO UN ATTO DI CORAGGIO PER SCIOGLIERE IL CONSIGLIO COMUNALE DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA AFFILIATO ALLA LOCALE.
Casignana, kaputt Le carte del prefetto e la firma della Ministra Il Consiglio comunale di Casignana è stato sciolto dal Consiglio dei ministri per infiltrazioni mafiose. E nell’augusto comune. Passato alla storia per la strage contadina del 1922, noto per l’immacolata tradizione socialista e comunista, conosciuto per la Villa romana, la produzione di vino mantonico ed anche l’oltraggiata e diffamata discarica di rifiuti, arriverà a giorni, la rituale triade commissariale, che lascerà, tra 18 mesi, come le tante altre di genere affine, il tempo che ha trovato. Siderno insegna. Alla guida della sciota amministrazione c’era il dr. Pietro Crinò, medico umanitario, amato dal popolo, e dal popolo rieletto ogni qualvolta ha ripresentato la candidatura a sindaco. E politico non di professione, ma di ben salda radice meridionalista. Ciò che gli ha accordato stima e rispetto in Calabria e consentito meritati, onorati e pieni suffragi quando è stato candidato alle elezioni regionali, uscendone primo dei non eletti e ora subentrante al coriaceo senatore Giovanni Bilardi, ancora non dimessosi da consigliere regionale. Come, perciò, non ci si dovrebbe dire sorpresi, stupiti, sgomenti anche, ancor prima di leggere le carte ministeriali della signora Cancellieri o, meglio, le carte del Prefetto, da lei contro firmate? Ché i comuni calabresi, tutti impregnati di mafia, come i babà di liquori, per la loro collocazione geografica, non meritano  neppure il sudore della ricerca. Basta una firma di lor superiori. Basta una spesa di cancelleria non refertata. Ormai, lo scioglimento per mafia è al nome di Calabria. La Calabria è infetta. Ci vogliono i commissari, che sono come il lievito per il pane. E noi siamo sicuri che nelle loro mani il pane amministrato prenderà la forma di ostie consacrate.

 difensoredelcomune il 16/04/13 alle 04:11 via WEB
SI E' RICOSTITUITO IL GRUPPO DI FUOCO DEI TAPPI PENSATORI DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA, FAMOSI PER L'USO INDISCRIMINATO DI HOGAN. L'AFFARISTA SPECULATORE SOTTO TIRO DELLA DISTRETTUALE, L'OMINO DELLA RACCOLTA DELLE PEZZE E IL POLITICANTE DI SEMPRE. AL RICOSTITUITO GRUPPO DEI TAPPI MANCA LINU DA GURNA NIGRA, APPARE IMMINENTE IL RITORNO DEL SANTISTA ALL'OVILE!

 
 
 

POPOLO AVVELENATO. ASSENTEISTI IMPRENDITORI CON P.I. E STIPENDIO PAGATO. PREGIUDICATI PROTETTI. AFFILIATI ALLA LOCALE.

Post n°444 pubblicato il 14 Aprile 2013 da policaretto
Foto di policaretto

CHIEDIAMO AL PRIMO PAESANELLO:

-SUO FRATELLO INSISTE A PRESIEDERE IN COMUNE SENZA ALCUNA LEGITTIMITA' FACENDO LE SUE VECI E METTENDO A FERRO E FUOCO LO STESSO ENTE.

-IL PREGIUDICATO A CAPO DELL'UFFICIO TECNICO CONTINUA INDISTURBATO A PERPETRARE I REATI PER I QUALI E' STATO CONDANNATO.

-I DUE DIPENDENTI IMPRENDITORI EDILI CONTINUANO INDISTURBATI A FARE GLI ASSENTEISTI COPERTI DA QUALCHE DIRIGENTE CHE AVREBBE GIA DOVUTO PRENDERE I DOVUTI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI E NON SOLO DISCIPLINARI.

-IL CANTERINO DIPENDENTE CONTINUA A FARE QUELLO CHE GLI PARE E AD AVERE INCARICHI DA PARTE DELLA CONSORTE.

-SUL SITO DEL PAESELLO DOPO SEI ANNI NON C'E' OMBRA DI:

 INCARICHI PROFESSIONALI

Affidamenti di incarichi di collaborazione esterna ai sensi dell’art. 3 commi 18 e 54 Legge 244/2007:

In corso di aggiornamento

PREVENZIONE ALLA CORRUZIONE L 190/2012

Nomina Responsabile (il segretario generale) chi controlla il controllore?

Dati organizzativi sull'organizzazione e i procedimenti
- art. 57 del Decreto legislativo marzo 2005, n. 82 “Codice dell’Amministrazione digitale”

- art. 6 del Decreto legge 13 maggio 2011 n. 70.

-DOPO PIU' DI UN ANNO NON HA RISOLTO IL PROBLEMA DELL'ARSENICO.

-LA PUFFETTA DA ORDINI E GIOCA CON GLI AVVOCATI.

  u.spiritatu il 13/04/13 alle 16:50 via WEB
Perfino il prete spogliato si è accorto che i vv.uu. del paesello di linu da gurna nigra non fanno il proprio dovere istituzionale rubando lo stipendio, gli unici a non accorgersi sono i compagnucci della cricca. Denunciamo da anni la truffa messa in atto dai vv.uu. nei confronti dei paesanelli di linu da gurna nigra. In "via degli emigranti", già la toponomastica la dice tutta, per poter entrare e uscire si fa la gincana oltre al pericolosissimo dosso che immette su via del mare dove non c'è un cane che osserva lo stop occupando in piena curva la carreggiata di dx o sx a secondo se si entra o si esce e parcheggiano appunto sullo stop, stessa cosa al bar dell'angolo e al bar difronte la chiesa. Nello spazio antisante l'ex agrumaria ci sono montagne di pneumatici che inquinano tutta la zona, nessuno si preoccupa, inoltre tutta la zona è occupata abusivamente da finti agricoltori che producono colture inquinate dal percolato che in decenni ha irrimediabilmente avvelenato i terreni. Queste persone si sono chiusi i terreni demaniali con cancelli e palizzate nel completo disinteresse delle autorità locali vv.uu. compresi. I vv.uu. si vedono in occasione di qualche funerale, al mercato e in qualche festa religiosa. I vv.uu. rispecchiano perfettamente la cricca del paesello di linu da gurna nigra. Altra stranezza sono i consiglieri di minoranza, i tre non sembrano interessati all'acqua all'arsenico, hanno timore reverenziale nei confronti del pregiudicato capo tecnico, non hanno mai chiesto l'allontanamento dal posto di servizio. Che dire dei due "imprenditori edili", per legge vanno sospesi dal servizio.!!!
 

 
 
 

Gli 'ndranghetisti a caccia di investiture per allargare la loro sfera d'influenza.

Post n°443 pubblicato il 07 Aprile 2013 da policaretto
Foto di policaretto

«La 'ndrangheta e la massoneria hanno da decenni dei punti di contatto». Il dato, emerso in diverse indagini dell'antimafia reggina, trova una conferma esplicita anche nell'inchiesta chiamata “Saggezza”. Il punto di partenza di questo filone d'indagine sono le intercettazioni nei confronti degli affiliati alla “Corona” aspromontana e al “locale” di Ardore. Conversazioni che «permettevano di appurare la presenza, nell'area della Locride, di una loggia massonica con sede in via Mazzini di Siderno, facente capo alla più grande loggia madre denominata Camea (Centro attività massoniche esoteriche accettate) il cui Gran Maestro risultava essere all'epoca dei fatti "OMISSIS" (persona estranea all'indagine e non indagata), identificato dai fratelli massoni con l'appellativo di “Ripa 33”». Tutto normale, almeno fino a un certo punto, dato che gli appartenenti alla loggia erano «politici, medici, avvocati e liberi professionisti». Nulla di troppo segreto. Se non fosse che «le conversazioni permettevano l'identificazione di diversi associati facenti parte sia della loggia massonica di Siderno che di altre logge ricadenti sul territorio nazionale».
L'elenco che, secondo quanto spiegano gli inquirenti nell'ordinanza di custodia cautelare, metterebbe in relazione la mafia e i grembiulini è formato da sei nomi. Che fanno dire al giudice per le indagini preliminari che «diversi degli indagati del presente provvedimento, appartenenti al “locale” di Ardore, erano anche tra gli iscritti alla loggia massonica». C'era, tanto per chiarire, il capo del clan della cittadina aspromontana, Giuseppe Varacalli. E c'era anche Nicola Nesci (tra gli arrestati dell'operazione di martedì 13 novembre), destinatario di una perquisizione ritenuta molto interessante dagli uomini dell'antimafia. In quell'occasione sbucano «i paramenti tipici utilizzati nel corso della celebrazione di rituali massonici e alcuni documenti che attestavano la “carriera” di Nesci nell'associazione», iniziata nel 1999. L'uomo è “Maestro segreto di 31° grado”, nonché “Presidente della camera di 4° grado” ed è «legato a tre soggetti, che erano gli unici in grado di riferire sulla sua persona». Sono tre “fratelli” massoni, uno dei quali, Giuseppe Siciliano, finito agli arresti perché ritenuto un uomo del clan di Ardore. 
Per la Dda è la conferma di una tesi più generale: «Il contatto con gli ambienti massonici costituisce un vero e proprio trampolino di lancio per gli affiliati al sodalizio mafioso, poiché li avvicina a quelle componenti della società italiana che costituiscono i veri centri decisionali in campo economico, politico e sociale».
Dalle intercettazioni emerge l'iscrizione di Giuseppe Varacalli alla “Zaleuco”, la «casa massonica inaugurata all'istituto professionale alberghiero di Locri il 4 febbraio, guidata per il primo anno da Tommaso Lentini e facente parte della Gran Loggia Regolare d'Italia». Da un colloquio tra il presunto boss e Lentini emerge che l'investitura massonica di Varacalli è avvenuta nel 2001 a Malta, «si presume quale “Cavaliere” dell'ordine massonico nato in quell'isola». Seguendo il percorso del capoclan, gli investigatori si imbattono in altre investiture e in altri dialoghi tra gli indagati, «conversazioni dalle quali era desumibile la loro appartenenza alla massoneria». Arriva anche il giorno delle congratulazioni per «l'attribuzione di cariche elevate ai componenti della loggia provenienti da Ardore». Un passaggio favorevole, che avrebbe garantito «appoggi e conoscenze che sarebbero stati utili anche per i fini dell'associazione per delinquere di cui facevano contemporaneamente parte
».

 
 
 

SCIOLTO PER MAFIA IL CONSIGLIO COMUNALE DI SIDERNO, MELITO PORTO SALVO, SAN CALOGERO E PRESTO ANCHE NARDO DI PACE!

Post n°442 pubblicato il 31 Marzo 2013 da policaretto
 
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Il Consiglio dei Ministri è iniziato alle ore 10,15 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Mario Monti. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Antonio Catricalà.
Cosi inizia il comunicato del consiglio dei ministri riunitosi oggi.
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno, ha deliberato lo scioglimento, ai sensi della normativa antimafia di 6 Consigli comunali: Polizzi Generosa (Palermo), Mascali (Catania), Quarto (Napoli), Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), Siderno (Reggio Calabria), San Calogero (Vibo Valentia), nonché la proroga per 6 mesi dello scioglimento del Consiglio comunale di Nardodipace (Vibo Valentia).
Con queste poche parole viene sciolto l’amministrazione sidernese ed ora seguiranno 18 mesi di commissariamento.
I sindaci di Siderno e Melito Porto Salvo, Riccardo Ritorto e Gesualdo Costantino, sono stati infatti coinvolti in indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Per Costantino sono addirittura scattate le manette. Anche i predecessori di Costantino (Giuseppe Iaria) e Ritorto (Alessandro Figliomeni) sono stati indagati in indagini dei pm antimafia di Reggio Calabria.

Il paesello di linu da gurna nigra affiliato alla locale da gurna nigra e altre locali della ionica dopo tutti gli arresti dei giorni scorsi, non sembra essere attenzionato per quanto dovrebbe dagli investigatori. Le Procure della DDA avrebbero parecchio materiale su cui lavorare a cominciare dai due dipendenti che risultono ancora spesati dal paesello di linu da gurna nigra, dal pregiudicato capo tecnico, fermo al suo posto e praticamente il deus ex machina di tutto il paesello, libero di reiterare i reati per i quali è già stato condannato ed interferire su tutto. 


 
 
 

QUANTO SI DOVRA' ASPETTARE ANCORA PER FARE PIENA PULIZIA A COMINCIARE DAI COLLETTI BIANCHI DEL PAESELLO.

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 dom.perignon1911 il 29/03/13 alle 10:40 via WEB
E' di qualche giorno la notizia che vede un'altro paesanello, dopo gli arresti di alcune settimane fa, privato della propria libertà. Non conosciamo le gesta di costui e pertanto ci limitiamo a riportare solo la notizia. Nell'ordinanza del Tribunale di Reggio di Calabria con la quale si sono applicate le misure cautelari nei confronti di parecchi personaggi in odor di 'ndrangheta ci sono altre richieste che al momento non sono state eseguite, due in particolare per riciclaggio con le aggravanti previste dal famoso art. 416 bis del codice penale. Strano che gli investigatori non li hanno fatto rinchiudere, come si diceva una volta, 'nta nu culu i carciru. Uno dei due certamente avrebbe raccontato di tutto e di più. Magari si sarebbe conosciuta una volta per sempre la verità sulla caduta del sindaco avvocato. Stranamente tutte le licenze e i nulla osta sono stati rilasciati nell'anno 2007 dal pregiudicato geometra del paesello di linu da gurna nigra protetto da sempre da un vecchio giudice che fa la spola tra la ionica e il Lazio.

 difensoredelcomune il 25/03/13 alle 20:55 via WEB
NON HANNO TIMORE DI NESSUNO, NON HANNO VERGOGNA. 21.000.000 DI VECCHIE LIRE IN TELEFONATE NEL PRIMO BIMESTRE 2013. 10.500,00 euro per telefonate e internet per il p.i.- i ladri del paesello di linu da gurna nigra bruciano in soli due mesi 21.000.000 di vecchie lire per la sola area socio culturale, l'area del più ladro e lestofante personaggio del paesello di linu da gurna nigra, il socio occulto della 'ndrina, il papà più bravo d'italia che è riuscito in pochi anni a comprare e intestare ai figli 6 appartamenti a roma, lo stesso personaggio che si fa pagare le spese come se fosse residente nella capitale. ma a chi spettano i giudici ad arrestarlo? la vergogna umana del paesello di linu da gurna nigra.

 dom.perignon1911 il 24/03/13 alle 12:16 via WEB
u baru.. fa concorrenza al giudice Gratteri. Sulla riviera sua si erge ad antropologo e niente popodimeno ci spiega du zì 'ntoni macrì!!! Addentrato nelle locali della ionica ed in particolare in quella del paesello di linu da gurna nigra, vorrebbe tenere testa al giudice che da sempre in prima linea combatte ogni tipo di mafia. Questo è l'uomo, un mignottone che crede di essere un dio superiore. In altro articolo parla della settimana santa del paesello che ha mandato in dissesto per ben due volte e si appella, insieme ad un altro sfruttatore di povere persone, alla boldrini per ricevere soldi da spartirsi con la nipotina ina ina.

 comuneufficiocoltura il 18/03/13 alle 16:21 via WEB
E' inconcepibile l'assenza delle Istituzioni che non prendono nessuna iniziativa al fine di ordinare una commissione di accesso al paesello del comune di linu da gurna nigra. Un assessore socio occulto di 'ndrangheta, due dipendenti del paesello soci palesi della 'ndrangheta, il tecnico degli agrumi pregiudicato con precedenti di polizia per omissione o rifiuto atti d’ufficio, abuso d’ufficio, reati contro la pubblica amministrazione, porto abusivo e detenzione di armi. Primo paesanello se non hai il coraggio di farlo tu ordina al tuo segretario che conosce bene le leggi e come minimo falli sospendere dal dalle funzioni, dal servizio e dallo stipendio. Il paesanello linu da gurna nigra è arrivato anche lui al capolinea.

 nella.merda il 26/03/13 alle 17:56 via WEB
A CAULONIA STANNO TRANQUILLI PERCHE' NESSUNA POLIZIA PROVINCIALE LI ANDRA' A DISTURBARE!!! Sequestro terreno occupato abusivamente Agrumento in zona a rischio inondazione, denunciato responsabile 26 marzo, 14:34 (ANSA) - CORIGLIANO CALABRO (COSENZA), 26 MAR - Un terreno demaniale di 21 mila metri quadrati, nei pressi del torrente Malfrancato, e' stato sequestrato dalla polizia provinciale di Cosenza a Corigliano Calabro perche' occupato abusivamente. L'area, che ricade in una zona a rischio inondazione, e' stata occupata con agrumeti e manufatti in lamiera. Al termine degli accertamenti e' stato denunciato un uomo di 75 anni che aveva realizzato l'occupazione abusiva.

 comuneufficiocoltura il 26/03/13 alle 15:33 via WEB
OGGI LA CRICCA DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA FESTEGGIA CASTELVECCHIO DI CALABRIA. GLI IGNORANTI IGNORANO CHE PRIMA ANCORA DELLA DENOMINAZIONE DI CASTELVETERE, PRECEDENTE ALL'ANNO DI GRAZIA 1490, SI CHIAMAVA APPUNTO CASTELVECCHIO. S.M. IL RE DON FERRANTE, SU RICHIESTA DELL'UNIVERSITA' DI CASTELVECCHIO, DETTE DEI PRIVILEGI, RESTITUI' AI CITTADINI ALCUNI BENI CHE TALE JACOPO CARAFA AVEVA SOTTRATTO CON "ROBBARIE ET MANGIARIE", DANDO AGLI STESSI CITTTADINI LE LICENZE PER POTER IMPIANTARE INDUSTRIE E ALTRO. SI PARLA DI PAOLO ORSI E NON SI ACCENNA AL FATTO CHE I GNURICEDI DEL TEMPO CHIESERO AD ALCUNI MALAVITOSI DI ALLONTANARLO DALLE LORO TERRE, LA COLPA DI ORSI ERA STATA QUELLA DI AVER SCOPERTO ALLA MATTUNUSA E NON SOLO UNA CITTA' SOTTOTERRATA A POCHI METRI IN TUTTA LA ZONA ED IN PARTICOLARE NELLE TERRE DI PROPRIETA' DELLA FAMIGLIA ZURZULO. PERTANTO, I POVERI PAESANELLI DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA RIMASERO POVERI E PACCI E SENZA SVILUPPO. COSI' I LESTOFANTI NON HANNO NULLA DA FESTEGGIARE.

 nella.merda il 26/03/13 alle 12:49 via WEB
A Caulonia succede di peggio, magari a Martone erano poveri straccioni, a Caulonia ci sono mogli di medici, avvocati, ingegnieri, commercialisti, sindaci, assessori, delinquenti che percepiscono da anni e anni la ds agricola, senza sporcarsi le mani. VERGOGNA. Truffa all'Inps in Calabria, 67 denunce Braccianti percepivano illegalmente indennita' disoccupazione 26 marzo, 10:54 (ANSA) - MARTONE (REGGIO CALABRIA), 26 MAR - Una truffa ai danni dell'Inps e' stata scoperta dalla Guardia di finanza di Roccella Jonica che ha denunciato il titolare di una azienda agricola per la produzione di olio e 66 braccianti agricoli. Dal 2006 al 2011 i braccianti, attraverso false dichiarazioni dell'imprenditore, hanno percepito illecitamente le indennita' di disoccupazione e maternita' per oltre 435 mila euro. La truffa e' stata segnalata anche alla Procura regionale della Corte dei Conti.

 klassedirigente il 26/03/13 alle 09:19 via WEB
Con gli ultimi arresti sul fatto delle costruzioni per gli stranieri, nessun ufficiale del Comune si e' fatto vivo per una discussione sul soggetto. sembra che i politicanti siano tutti nascosti e fingono che la costruzione di quasi 1000 appartamenti con piscine e altri servizi non hanno niente da fare col paesello. Come certi uccelli si nascondano la testa nella sabbia e sperano che tutto vada via, ma che lasciano qui al comune solo le Tasse dovute, che paghino i servizi, (acqua) a peso d'oro, e stiano zitti. Come il solito questi stranieri parleranno con i loro soldini. Invece di venire qui in vacanza, non verranno. La vendita di birra diminuira' di certo il debito del comune continuera' a crescere. Questi neanche usano le nostre scuole e altri servizi, ma pagano per tutto ugualmente a vantaggio di cittadini residenti tutto l'anno. Speriamo che questo sindaco/medico e amministrazione, cieca, sorda e muta si svegli prima che qualche investigazione cominci nei loro riguardi.

 

 
 
 

IL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA E LE TESTE DI LEGNO CHE VOLEVANO TUTTO E SUBITO, BRUCIATI DALLA 'NDRANGHETA.

Post n°440 pubblicato il 20 Marzo 2013 da policaretto
Foto di policaretto

Delitto p. e p. dagli artt. 81 cpv. c.p., 12 quinquies D.L. 8 giugno 1992 nr. 306, conv. in L. 7 agosto 1992 nr. 356 e art. 7 L.nr. 203/91.

IL DELITTO DI ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE DI STAMPO MAFIOSO (ART. 416 BIS CODICE PENALE) 1. NATURA E CARATTERI STRUTTURALI DEL REATO ASSOCIATIVO.

Il reato di associazione mafiosa (art. 416 bis del codice penale) è, innanzitutto, un delitto contro l’ordine pubblico, al pari del delitto di associazione per delinquere “semplice”, disciplinato dall’articolo precedente. Ciò vuol dire che il Legislatore ha scelto di realizzare una tutela anticipata dei beni giuridici afferenti ai singoli, utilizzando un bene giuridico strumentale. Tali beni giuridici servono, infatti, al fine di punire attività criminose dotate di un alto grado di lesività, come nel caso del delitto ad oggetto della trattazione. E’ poi un c.d. reato plurisoggettivo, cioè un reato a concorso di persone necessario. Presenta la caratteristica della “reciprocità”, che lo qualifica in maniera più approfondita. I reati plurisoggettivi, infatti, possono essere: unilaterali, bilaterali e reciproci. Quelli unilaterali vedono coinvolti più soggetti i quali, pur agendo per un proposito comune, mantengono le loro caratteristiche di indipendenza, come se i più soggetti utilizzassero per fini personali la moltitudine di persone e l’agire in concorso con altri. Nei reati plurisoggettivi bilaterali, invece, i soggetti agiscono gli uni contro gli altri per raggiungere fini contrastanti (come nel caso del delitto di Rissa). I reati plurisoggettivi reciproci, infine, riprendono le sfumature insite in quelli unilaterali, ma approfondiscono il legame e la collaborazione tra i soggetti coinvolti, per raggiungere il fine comune. Il reato plurisoggettivo reciproco trova quindi la sua espressione massima nel reato associativo.Volendo quindi chiarire in sintesi le varie tipologie di reato che implicano la cooperazione di più soggetti, possiamo esemplificare come segue: concorso eventuale di persone nel reato; concorso necessario di persone nel reato (c.d. reato plurisoggettivo, di cui una particolare tipologia è il reato associativo); concorso esterno nel reato plurisoggettivo (la figura più problematica è proprio quella del concorso esterno in associazione mafiosa). Di conseguenza sarà utile, ai fini del nostro discorso, capire cosa distingue il concorso eventuale di persone nel reato dal concorso necessario di persone nel reato. E, altresì, la differenza che intercorre tra concorso interno e concorso esterno in associazione mafiosa.

2. CONCORSO DI PERSONE NEL REATO - EVENTUALE E NECESSARIO.

Sulla prima questione, può dirsi che la giurisprudenza di legittimità ha definito costantemente gli elementi che devono sussistere nel reato associativo, e che lo distinguono dal concorso eventuale di persone nel reato. Il reato associativo deve avere alcuni connotati imprescindibili: un vincolo stabile e tendenzialmente permanente, un piano criminoso indeterminato, un’organizzazione di mezzi e uomini astrattamente idonea al raggiungimento degli obiettivi, la consapevolezza di ciascuno di contribuire con la propria condotta alla sussistenza dell’associazione (innanzitutto) e (inoltre) al raggiungimento dei suoi obiettivi tramite i reati-scopo che costituiscono la linfa del piano criminoso di cui si accennava. Questa consapevolezza deve essere completata anche dalla coscienza che il proprio contributo sia un tassello dell’associazione, cioè è destinato a combinarsi in maniera conforme con i contributi apportati dagli altri associati (c.d. affectio societatis). In più, a fortificare l’idea dell’esistenza di un’associazione a tutti gli effetti, possono sussistere anche elementi di “contorno”, come ad esempio la presenza di un fondo comune per far fronte alle esigenze economiche derivanti dal mantenimento dell’associazione o la strutturazione dell’associazione col ricorso a gerarchie para-militari. Questi elementi elencati non si riscontrano, invece, nel concorso eventuale di persone nel reato, poiché questo poggia le sue basi sulla occasionalità del vincolo, sul piano criminoso ben determinato (cioè i soggetti creano un vincolo temporaneo al fine di commettere uno o più specifici reati e poi sciolgono il pactum) e sulla inesistenza di un’organizzazione definita e capillare.

3. IL DELITTO DI ASSOCIAZIONE MAFIOSA - ART. 416 BIS COD. PEN.

Per comprendere al meglio la differenza tra il concorso interno in associazione mafiosa e il parallelo concorso esterno, bisogna approfondire la trattazione circa la natura del reato associativo di stampo mafioso. La definizione di associazione di tipo mafioso ci è data direttamente dall’articolo 416 bis co. III. Esso dispone che si tratterà di tale tipo di associazione quando “coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti” e, in via generale, per assumere il controllo di attività economicamente rilevanti, appalti e servizi, o ostacolare il libero esercizio del diritto di voto. La differenza rispetto all’articolo 416 è netta, in quanto l’associazione mafiosa rappresenta uno step ulteriore e più pericoloso della mera associazione a delinquere, poiché mira ad inserirsi con metodi illeciti in attività di per sé lecite, per ottenere un vero e proprio controllo sul territorio.I caratteri fondanti l’associazione sono: l’intimidazione, l’assoggettamento e l’omertà. La prima è definibile come attività di coercizione psichica finalizzata a creare una percezione interiore della propria inferiorità in capo al destinatario, a sottomettere (e qui si nota il contenuto dell’assoggettamento) quest’ultimo alla volontà di chi intimidisce, generando il fondato timore per la propria incolumità e per quella della propria cerchia affettiva qualora il soggetto intimidito non sottostia ai dettami dell’agente o qualora agisca in maniera incompatibile con la sua volontà. L’omertà è invece inquadrabile come atteggiamento tenuto dal soggetto intimidito, in conseguenza dell’assoggettamento, e cioè il rifiuto di collaborare con l’Autorità, sia nella repressione delle attività illecite dell’associazione mafiosa, sia nel rintracciarne i membri. Il sodalizio mafioso ha come carattere oramai imprescindibile e provato il sistema gerarchico. Quando si parla di Mafia, la si identifica non a caso come Anti-Stato. A prescindere dalle critiche che a questo concetto possono essere mosse, si può notare come questo Anti-Stato si sia sempre fondato sulla presenza di forti gerarchie, di ruoli ben diversificati tra esecutori (c.d. soldati) e capi, e di logge di potere (si pensi alla c.d. “Cupola” o alla Commissione Regionale nell’ambito della mafia siciliana) che si occupavano (attualmente si sta fortificando la tesi per cui le gerarchie verticali sono state sensibilmente ridotte, e sussistono invece regolarmente controlli autonomi delle varie cosche sui territori di loro pertinenza) dell’emanazione non tanto di mere direttive quanto di vere e proprie leggi (un vero e proprio sistema para-legislativo). L’esistenza della gerarchia aveva portato vari Autori a ritenere che il criterio dell’assoggettamento avesse sia un risvolto esterno, cioè nei confronti dei non associati, sia un risvolto interno, cioè nei confronti degli associati, assoggettati al rispetto dei vertici. La tesi è stata smentita proprio sulla base dell’affectio societatis, cioè la volontà di appartenere all’associazione e contribuire alla sua sussistenza e al suo progresso, la quale farebbe in modo di mantenere la parità sostanziale tra tutti gli associati e di poter considerare la gerarchizzazione successiva all’affiliazione semplicemente come organizzazione utile per i fini dell’associazione. Altro spunto interessante riguarda il carattere dell’intimidazione. Non c’è bisogno della sua estrinsecazione materiale, cioè della sua “traduzione” in atti naturalistici e pratici. E’ sufficiente che l’intimidazione sia svolta attraverso la “fama criminale”. Ciò comporta anche un risvolto problematico in merito alle associazioni a cui fa riferimento l’ultimo comma dell’articolo 416-bis. Questo comma ci dice che la disciplina fornita ai commi precedenti si applica anche a tutte le associazioni atipiche (cioè diverse da: Cosa Nostra, ‘ndrangheta, Camorra) che ne condividano gli elementi strutturali. Si fatica, però, a pensare che la norma possa applicarsi alle associazioni atipiche “in via di costituzione”, perché non vi saranno mai l’assoggettamento e l’omertà derivanti da un’associazione che non ha ancora assunto la predetta “fama criminale”. Si dovrà perciò parlare, durante la fase costitutiva, di un’associazione a delinquere (ex art. 416 cod. pen.) che commette singoli atti di intimidazione, la quale intimidazione potrà assurgere a elemento costitutivo di reati-scopo dell’associazione (ad es., estorsione).

4. PROFILI PROBLEMATICI.

Vi sono alcuni profili problematici di risvolto pratico che possono reputarsi degni di nota, e cioè:
la responsabilità dei capi, l’applicazione dell’art. 7 della L. 203/91 (aggravante del metodo o della modalità mafioso/a), e la continuazione tra reato-base (art. 416-bis) e reati-scopo. Sul primo problema deve registrarsi una disputa tra giurisprudenza di merito e giurisprudenza di legittimità.

La giurisprudenza di merito è orientata a riconoscere, sulla base di una responsabilità oggettiva, la punibilità dei capi per qualsiasi reato scopo, in quanto essa ritiene che i capi forniscano il proprio contributo ad ogni reato scopo attraverso le direttive programmatiche inerenti al sodalizio e alla sua azione. La giurisprudenza di legittimità è, invece, contraria all’applicazione della responsabilità oggettiva, e ritiene utile diversificare le attività dell’associazione tra atti di essenza e reati-scopo. Gli atti di essenza sono inerenti al mantenimento in vita dell’associazione, e si ritiene che ogni atto di questo tipo sia riportabile sotto l’alveo delle direttive programmatiche dei capi, e perciò imputabili anche ad essi. Per quanto concerne i reati-scopo, invece, bisognerà valutare in concreto il contributo causale dei capi (ad esempio, l’istigazione a compiere un omicidio) e questo contributo potrà essere presunto solo nel caso in cui si rilevi che le direttive programmatiche contenevano in nuce dei riferimenti apparentemente generali ma che in realtà non avrebbero potuto che essere concretizzati attraverso modalità specifiche cristallizzatesi nei reati-scopo. Stesso ragionamento si effettua in tema di "delitti eccellenti", cioè reati-scopo diretti verso personaggi la cui lesione o eliminazione comporti benefici eccezionali per il gruppo.

Si richiede, per la punibilità dei capi, che vi sia stata da parte loro almeno la conoscenza dell'intento altrui di compiere il delitto e un'autorizzazione anche tacita che abbia funto da nulla-osta. Il problema della continuazione si atteggia in modi diversi a seconda dei reati che consideriamo di volta in volta implicati in essa. Nulla quaestio sulla configurabilità della continuazione tra reato di associazione mafiosa e reati-scopo. Essa sarà possibile per quei reati scopo che sono funzionali alla sopravvivenza dell'associazione (in particolar modo estorsioni, usura, rapine - per procacciarsi capitali) quando si possa ritenere che siano imprescindibili e quindi inseribili in una deliberazione anticipata, nel momento di costituzione dell'associazione. Chi scrive ritiene inapplicabile al reato di associazione mafiosa la circostanza aggravante di cui all’art. 61 n.2 c.p. (connessione teleologica, l’aver commesso il reato al fine di eseguirne o occultarne un altro) in quanto si violerebbe il principio del ne bis in idem sostanziale, poiché la caratteristica della “finalità di commettere delitti” è già insita nel comma III dell’art. 416-bis. Problema interpretativo sorge, invece, per quanto concerne la continuazione tra più episodi di associazione mafiosa (cioè tra più reati base). Il problema si origina dal fatto che l’associazione mafiosa è punita come reato permanente, e di conseguenza alla consumazione del reato non segue immediatamente (come succede nei reati istantanei) il venir meno dello stato di antigiuridicità, il quale, anzi, prosegue fino allo scioglimento concreto del sodalizio. A ben vedere, però, la continuazione potrà aversi in due casi. Il primo caso riguarda il soggetto che commetta il delitto di associazione mafiosa, venga condannato alla reclusione e, durante la reclusione o dopo di essa, torni ad essere associato. Il secondo caso si potrebbe avere, secondo chi scrive, quando l’associato tiene un comportamento evidente e certo che testimonia il suo distacco dall’associazione (il soggetto cioè prende le distanze dal sodalizio e priva quest’ultimo del suo ordinario apporto), per poi reinserirvisi successivamente. Questa seconda ipotesi è certamente quella meno probabile, in quanto l’associazione mafiosa si caratterizza proprio per un principio chiave: l’eliminazione del dissidente, e quindi risulta fantasioso che l’allontanamento dal sodalizio si verifichi in maniera diversa rispetto ad una situazione di detenzione in carcere. Riguardo all’aggravante di cui all’art. 7 della legge 203 del 1991, essa risulta applicabile quando un delitto punito con una pena diversa dall’ergastolo sia compiuto avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416-bis o al fine di agevolare l’associazione di cui allo stesso articolo, e causa un aumento della pena prevista per quel delitto, da un terzo alla metà. Si discute se questa aggravante sia applicabile, oltre che ai soggetti esterni all’associazione, anche agli associati. Opinione maggioritaria consente l’applicazione dell’aggravante, non solo ai soggetti esterni che attuano il concorso esterno in associazione mafiosa, ma anche agli associati, sia ove si tratti di delitti scopo (poiché in tal caso il delitto è compiuto per avvantaggiare l'associazione) sia ove non si tratti di delitti-scopo bensì di delitti che l’associato compie per fini personali avvalendosi del suo particolare status (poiché vi sarebbe non la finalità mafiosa ma il metodo mafioso). Particolare ipotesi di possibile contestazione dell’aggravante è quella relativa al “finto” affiliato, cioè a chi, senza essere effettivamente inserito nell’associazione, spenda il nome del (presunto) clan di appartenenza per intimidire, ad esempio, durante un tentativo di estorsione. E’ bene ricordare che l’aggravante predetta rappresenta, insieme a quella della “finalità di terrorismo”, una circostanza che squalifica ogni attenuante esistente. Vale a dire che le eventuali attenuanti in concreto presenti, saranno svalutate durante l’opera di bilanciamento nel concorso eterogeneo di circostanze, e saranno disapplicate, in favore dell’applicazione delle sole aggravanti. 

5. CONCORSO "INTERNO" E CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA.

Ultima valutazione va fatta per quanto concerne la differenza tra concorso "interno" e concorso esterno in associazione mafiosa.Il concorso interno vede il soggetto ben inserito nei ranghi dell’associazione. Ciò significa che egli opera nell’interesse del gruppo, o meglio, fa proprio il fine che contraddistingue l’associazione. Si riconosce come membro, ed è riconosciuto come tale dall’intero sodalizio criminale. E abbina a queste caratteristiche un contributo concreto, specifico, consapevole e volontario, idoneo al mantenimento in vita dell’associazione e al suo sviluppo tramite i delitti-scopo. Come rispetto ad ogni reato associativo, anche rispetto al delitto di associazione di stampo mafioso può aversi un concorso esterno. Il soggetto (concorrente esterno) deve apportare un contributo dotato delle stesse caratteristiche poc’anzi evidenziate, ma deve rimanere al di fuori dell’associazione. Questo avviene, in generale, quando ricorrono alcuni presupposti, quali: il mancato riconoscimento come membro del sodalizio da parte degli altri membri, il contributo occasionale e non costante, il do ut des, ovvero un momento di collaborazione tra il soggetto e l’associazione, laddove si possa facilmente intuire che il fine principale sia lo scambio di favori, cioè l’incontro e l’intersecazione estemporanea dei fini di due soggetti che rimangono distinti (il concorrente esterno e l’associazione come ente unitario).

 
 
 

TUTTO IL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA AVVOLTO NEGLI SCANDALI. GRAZIE ALLA CRICCA, SIAMO SULLA BOCCA DEL MONDO!

Foto di policaretto

PER SALVARE IL PAESELLO DALLA CRICCA DI LINU DA GURNA NIGRA E' IMPROCRASTINABILE L'INVIO DI UNA COMMISSIONE D'ACCESSO. TRA NON MOLTO TEMPO CI SARANNO IN BALLO MILIONI DI EURO. PER EVITARE IL SACCO DA PARTE DEL CIRCOLO FORMATO  DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA AFFILIATO ALLA 'NDRANGHETA, URGE L'INVIO DI UNA COMMISSIONE D'ACCESSO. AIUTIAMO IL PAESELLO A LIBERARSI DELLA CRICCA E CERCHIAMO DI NON FARLO MORIRE DEL TUTTO. 

UNA  COMMISSIONE D'ACCESSO SIG. PREFETTO E MINISTRO DELL'INTERNO - GRAZIE  

 difensoredelcomune il 09/03/13 alle 00:19 via WEB
Cosa aspettano gli inquirenti a denunciare il p.i. per false dichiarazioni sulla effettiva residenza. Si è fatto pagare per anni la missione da Roma e invece era residente nel paesello di linu da gurna nigra e un'atra denuncia per simulazione di reato e procurato allarme per il fatto del bengala alla bettola della carcioffolara.

 u.spiritatu il 08/03/13 alle 15:36 via WEB
-SIG. PRIMO PAESANELLO QUANDO SI DECIDERA' DI LICENZIARE L'IMPRENDITORE EDILE DIPENDENTE DEL COMUNE!
-SIG. PRIMO PAESANELLO QUANDO SI DECIDERA' DI ALLONTANARE DAL POSTO CHE OCCUPA INDEGNAMENTE IL GEOMETRA DEGLI AGRUMETI.
-SIG. PRIMO PAESANELLO QUANDO ALLONTANERA' SUO FRATELLO DALLE STANZE DEL PAESELLO DEL COMUNE DI LINU DA GURNA NIGRA.
-SIG. PRIMO PAESANELLO QUANDO SI DECIDERA' DI METTERE IN RETE GLI INCARICHI ESTERNI DI COLLABORAZIONE E CONSULENZA.
-SIG. PRIMO PAESANELLO QUANDO PRENDERA' I DOVUTI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI PER I VV.UU. CHE RUBANO LO STIPENDIO E NON FANNO IL LORO DOVERE.
-SIG. PRIMO PAESANELLO QUANDO PRENDERA' I DOVUTI PROVVEDIMENTI PER I DIPENDENTI CHE RUBANO LO STIPENDIO E NON SONO MAI A LAVORO IN UFFICIO.
-SIG. PRIMO PAESANELLO NON SENTE UN MINIMO DI VERGOGNA SAPENDO CHE DA ANNI AVVELENA I SUOI COMPAESANELLI DISTRIBUENDO LORO ACQUA ALL'ARSENICO. -SIG. PRIMO PAESANELLO NON SENTE VERGOGNA NEL SAPERE CHE IL SUO PAESELLO E' FINITO IN MANO ALLA 'NDRANGHETA ANCHE PER COLPA DELLE CRICCHE DELLA POLITICA.
-SIG. PRIMO PAESANELLO NON PROVA NAUSEA E VERGOGNA A STARE ACCANTO A DUE SUOI COMPAGNUCCI DI MERENDE, IL PRIMO IL SUO SECONDO E L'ALTRO CHE HA PRESO IL SUO POSTO.
-SIG. PRIMO PAESANELLO E' CONVINTO CHE LA MAGISTRATURA CHIUDERA' UN OCCHIO O CHE METTERA' PRESTO LE MANI DOVE ANCORA NESSUNO HA OSATO, SCAVANDO A FONDO NEL VERMINAIO CHE PRIMA O POI VI ANNIENTERA'.
-SIG. PRIMO PAESANELLO NON SENTE LA NECESSITA' DI DIMETTERSI, PRIMO PERCHE' LEI NON E' ALL'ALTEZZA DEL MANDATO, SECONDO PERCHE' PER ANDARE A LAVORARE DEVE FARE OLTRE 180KM ALL'ANDATA E ALTRETTANTI AL RITORNO, LO SANNO DOVE LAVORA DI CHE PASTA D'UOMO E' FATTO.

 disastroambientale il 08/03/13 alle 09:18 via WEB
IL PIU' GRANDE FALLIMENTO DEL SINDACO/XXXXXXX e dei suoi RUFFIANI. Da giorni a settimane che la spazzatura non viene raccolta. Non solo questa amministrazione e' un disastro sul piano economico, culturale, amministrativo, e personale, ma un vero PERICOLO/SANITARIO sul piano AMBIENTALE. I NULLAFACENTI e MANGIAFRANCHI affamati di notarieta' e importanza che non son capaci a guadagnarsi con MERITO, sono il trampolino per la presente crisi AMBIENTALE. Avevano un progetto per riciclare, carta, vetro, plastica, e non lo hanno saputo gestire. Hanno sparpagliato i soldi! Oggi i PAESANELLI sono costretti a buttare TUTTO. Partano e vengono qui da paesi come ROCCELLA dove si ricicla porta a porta a porta da un anno, e buttano tutto qui nel nostro territorio. Altri paeselli come CITTANOVA ricicla tutto a PORTA A PORTA, e fa soldi con questo, i Paesanelli sono e saranno costretti a pagare una tassa per la spazzatura a livello NAPOLI. Questi merdosi likka sederi SONO UN TOTALE FALLIMENTO. Non possono puntare a nulla che sono stati capaci di gestire virtuosamente. Le FINANZE dei cittadini in mano a ignorantoni che "a mala appena" riescono a leggere senza saper scrivere". Questo dimostra quanto e' importante la SCUOLA. Teniamo responsabile ognuno di questi imbecilli incluso il BARO..che e' in causa penale ancora per la sua discarica abusiva durante la sua DITTATURA. NO VOTATELI MAI PIU'!!!

 dom.perignon1911 il 07/03/13 alle 16:36 via WEB
I QUOTIDIANI DI QUESTI GIORNI SONO IMPEGNATI, CON DECINE DI TITOLONI E DI PAGINE, A SPIEGARCI LA 'NDRANGHETA E LA SUA FORZA DI PENETRAZIONE NEL TESSUTO SOCIALE ED ECONOMICO INVECE CHE POLITICO. SI PARLA DELLA TALE FAMIGLIA PADRONA DELLA COSTA IONICA DA BRANCALEONE A SIDERNO, DA MARINA DI GIOIOSA AL PAESELLO E DA MONASTERACE A SOVERATO. I COGNOMI CHE SCRIVONO FAREBBERO TREMARE I PIU' SPROVVEDUTI. PARLANO DI TUTTI I GUAPPI DI CARTONE CHE SI SONO PRESI IL PAESELLO E I SUOI TERRENI MIGLIORI, DIMENTICANDO DI FARE I NOMI DEI CAPI GUAPPI CHE CI SONO AL PAESELLO E NELLA FAMOSA QUANTO FAMIGERATA ZONA GURNA NIGRA. I GIORNALI SONO TRE, INUTILE NOMINARLI, TUTTI NON FANNO UN MINIMO CENNO DELLE FAMIGLIE E DEI CIRCOLI FORMATI DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA. FORSE HANNO TIMORE O COSA ALTRO C'E' SOTTO! LA SPIEGAZIONE PUO' ESSERE UNA SOLA... QUESTI CIALTRONI GUAPPI DI CARTONE DEL PAESELLO SI SONO VENDUTI DI FATTO IL TERRITORIO CON LA COMPIACENZA DELLA CRICCA DEL PAESELLO DI LINU DA GURNA NIGRA,DOPO AVER FATTO A PEZZI IL SINDACO DEMOCRATICAMENTE ELETTO DEL 2006, ALTRIMENTI NESSUNO AVREBBE OSATO ENTRARE PER CEMENTIFICARE IL PAESELLO. SONO CERTO CHE I GIUDICI ED IN PARTICOLARE IL DOTT. GRATTERI NON SI SONO DIMENTICATI E QUANTO PRIMA FARANNO PULIZIA DEI GUAPPI E DEI POLITICANTI CORROTTI CON I LORO SOTTOPANZA. CONTROLLERANNO LICENZE EDILIZIE E VOLUMETRIA, L'ABUSIVISMO EDILIZIO E TUTTE LE LEGGI SULL'EDILIZIA NON RISPETTATE. UNA SU TUTTE LO SCEMPIO DELLA STATALE CON IL MOSTRO DELLA ROTONDA,CONTROLLERANNO I TERRENI LIMITROFI LA CASMEZ E QUEGLI STESSI CASMEZ SCOMPARSI SOTTO COLATE DI CEMENTO.

 femalerosa il 06/03/13 alle 15:07 via WEB
Inosservanza dei vincoli paesaggistici e ambientali. Abusivismo edilizio. Occupazione abusiva di terreni demaliali. Estrazione abusiva di inerti dalle fiumare. E bene che la Giustizia faccia un pò d'ordine mettendo le mani negli armadi pieni di scheletri dell'ente. Adesso accampano la nascita della fondazione della bananiera del paesello di linu da gurna nigra. In queste ultime ore sono state trasferire montagne di carte dagli studi professionale di architetti e ingegneri verso vecchie case di campagna o nascoste in vecchie carcasse di auto. Ragionieri e commercialisti si sono messi all'opera per ricostruire in modo artefatto contabilità che sono già in mano agli inquirenti, pertanto è inutile perdere tempo.Pensiamo che chi avrebbe dovuto recuperare tutto il materiale degli uffici tecnici ha già provveduto a prelevare o porre sotto sequestrare il tutto. Gli studi di aventi parenti o amici sottufficiali casarecci sono stati certamente messi a soqquadro per primi. E' solo l'inizio di qualcosa di più grande che travolgerà il potere politico affiliato alle mafie locali.

 signormazzetta il 06/03/13 alle 15:11 via WEB
Dopo quest'ultima retata di delinguenti, il Paesello e' in lutto. Purtroppo non hanno ancora messo mani nel Comune. Li e' dove si realizzano i sogni di tutti questi lestofanti/politicanti del Kazzus. Protetti dalla stessa legge che un giorno li condannera' a anni di galera. Finche' il mondo e' mondo ci sono sempre stati questi personaggi che avendo qualche talento riescono a magnificare lo loro virtu' al punto che LORO STESSI COMINCIANO A CREDERE a le loro stesse balle. La realta' presto si presenta per rispecchiare le loro debolezze e pretese. Oggi, dopo anni di costruzioni, ville, viaggi esotici, amanti e diamanti, tutto sembra crollare davanti questa VERITAS. E ora che i Calabresi, gli ultimi in tutte le liste al di fuori della criminalita, si facciano i conti e decidono che sono "QUALCUNO". Se non si faranno qualche riflessione ora e decidono che queste ORGANIZZAZIONI CRIMINALI non sono i Boy Scouts, e che NON SONO IL MEGLIO CHE QUESTA TERRA PRODUCE, e non sono amanti del prossimo, continueranno ad essere sempre gli ultimi nella lista di qualita' e saranno anche gli ultimi a saperlo. Comunque la ricerca deve arrivare e finire al COMUNE. Chi si puo' si salvi!

 
 
 

P.A.: stretta su regali, telefoni e auto. E chi viola il codice rischia il posto.

Post n°438 pubblicato il 08 Marzo 2013 da policaretto
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ROMA  - Arriva un tetto per i regali ai dipendenti pubblici. Lo prevede il decreto presidenziale approvato oggi dal Consiglio dei ministri e che introduce il Codice di comportamento per i lavoratori della P.a. La soglia fissata è di 150 euro e si precisa che i regali debbono essere occasionali.
Giro di vite sull'uso dei telefoni e delle auto per i dipendenti della pubblica amministrazione. Chi ha a disposizione un mezzo di trasporto potrà utilizzarlo solo per ragioni di servizio e solo a questo titolo potrà "trasportare terzi".
Per quanto riguarda il materiale o le attrezzature di cui si dispone per ragioni d'ufficio e i servizi telematici e telefonici questi vanno usati da parte dei dipendenti pubblici nel "rispetto - si legge nel provvedimento - dei vincoli posti dall'amministrazione".
E chi viola il codice di comportamento rischia sanzioni che arrivano fino al licenziamento. Lo prevede il pacchetto di misure approvato oggi dal Cdm, su proposta dal ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi.
Arrivano poi le misure per normare il conflitto d'interessi nella pubblica amministrazione. Nel caso in cui si profili il rischio di conflitto di interesse i dipendenti pubblici dovranno "astenersi" da qualsiasi atto del proprio ufficio. Lo prevede il decreto presidenziale approvato oggi dal Consiglio dei ministri e che introduce il Codice di comportamento per i lavoratori della P.a..
L'articolo 6 stabilisce gli obblighi di comunicazione, a carico del pubblico dipendente, relativi a tutti i rapporti di collaborazione e ai conflitti di interesse, diretti e indiretti, che egli, i suoi parenti, gli affini entro il secondo grado, il coniuge o il convivente, abbiano avuto negli ultimi tre anni con soggetti privati. Inoltre, in presenza di un conflitto di interesse, anche potenziale, in cui siano coinvolti interessi personali, il dipendente ha il dovere di astenersi dal compiere qualsiasi atto del proprio ufficio. L'articolo 7 tratta le altre ipotesi in cui sussiste l'obbligo di astensione del dipendente pubblico. Si tratta dei casi in cui sono coinvolti interessi propri o dei suoi parenti, degli affini entro secondo grado, del coniuge o del convivente, oppure di altre persone con le quali egli abbia rapporti di frequentazioni abituale, nonché dei casi di grave inimicizia o di rapporti di credito o debito significativi in cui sono coinvolte le medesime persone. Sulla richiesta di astensione presentata dal dipendente decide il responsabile dell'ufficio di appartenenza. Un pacchetto di norme poi riguarda in particolare i dirigenti che "prima di assumere le funzioni" dovranno comunicare "all'amministrazione la propria situazione patrimoniale, le partecipazioni azionarie e gli interessi finanziari che possono porlo in situazioni di conflitto di interessi" e "se il coniuge o gli stretti congiunti esercitano attività che li pongano in contatti frequenti con l'ufficio che dovrà dirigere".
"Ferma restando la libertà di associazione sancita dalla Costituzione" i dipendenti sono obbligati "a comunicare la propria adesione o appartenenza ad associazioni od organizzazioni i cui ambiti di interessi possano interferire con lo svolgimento dell'attività dell'ufficio. Tale disposizione non trova applicazione in caso di adesione ai partiti politici o ai sindacati".


 

 

 
 
 

'Ndrangheta, 20 arrestati e sequestri per 450 milioni di euro. Tutti i nomi. Il paesello di linu da gurna nigra in primo piano!

Post n°437 pubblicato il 05 Marzo 2013 da policaretto
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REGGIO CALABRIA - I finanzieri di Reggio Calabria e Locri e dello S.C.I.C.O. di Roma hanno arrestato 20 responsabili di associazione mafiosa e riciclaggio, sequestrando disponibilità finanziarie, società ed immobili per 450 milioni di euro. Si tratta di 12 imprese e 17 villaggi turistici realizzati nelle aree balneari calabresi dalle cosche Morabito ed Aquino attraverso una joint – venture con imprenditori spagnoli e l’organizzazione terroristica irlandese I.R.A. Le indagini hanno svelato anche come le cosche stessero cercando il consenso della popolazione assumendo maestranze locali e tentando di creare un indotto commerciale turistico.
60 perquisizioni in corso tra Calabria, Sicilia, Campania, Lazio, a Londra (Inghilterra) ed Alicante (Spagna), condotte in collaborazione con il II Reparto del Comando Generale.
Tra gli arrestati, i boss ‘ndranghetisti Rocco Morabito, figlio di Giuseppe “U Tiradrittu” e Rocco Aquino, imprenditori reggini, campani e spagnoli, un soggetto legato all’I.R.A. e 2 responsabili tecnici comunali che hanno agevolato indebitamente il rilascio delle concessioni edilizie.
Dalle prime luci dell’alba, i
Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria, dello S.C.I.C.O. di Roma e del Gruppo di Locri della Guardia di Finanza stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 20 soggetti per i reati di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valore e reimpiego di capitali illeciti, nonché il sequestro di beni mobili ed immobili, società e villaggi turistici per un valore complessivo di circa 450 milioni di euro.
Le indagini, che hanno avuto anche una forte connotazione internazionale, coordinate dal Procuratore f.f. Ottavio SFERLAZZA, sono state dirette dal Procuratore Aggiunto - Dott. Nicola GRATTERI e dai Sostituti Procuratori D.D.A. – D.ssa M.L. MIRANDA e Dr. Paolo SIRLEO.
Le investigazioni hanno consentito di accertare come le cosche MORABITO ed AQUINO, attraverso un’articolata e complessa rete di società italiane ed estere, fossero riuscite a garantirsi, con la forza dell’intimidazione mafiosa, la gestione, il controllo e la realizzazione di decine di importanti e noti complessi immobiliari turistico-residenziali, ubicati nelle più belle aree balneari della Regione Calabria.
In particolare, partendo da un “controllo passeggeri”, effettuato nel 2008 da un Reparto del Corpo di Bari, che lasciava ipotizzare un coinvolgimento di soggetti legati alla ‘ndrangheta nella costruzione di un complesso turistico-alberghiero, riconducibile alla METROPOLIS 2007 S.r.l., veniva ampliato lo spettro investigativo alla gestione di numerosi complessi turistico-residenziali in Calabria, arrivando a dimostrare un intreccio trasversale di interessi tra le potenti famiglie di ‘ndrangheta MORABITO e AQUINO ed importanti imprenditori spagnoli.
Lo sviluppo delle indagini - effettuato principalmente con articolate attività tecniche - consentiva di ricostruire i ramificati investimenti nel settore turistico da parte di soggetti calabresi e spagnoli, a loro volta in affari con esponenti di vertice della ‘ndrangheta della Jonica, i quali – in definitiva – sono risultati essere i veri artefici e promotori dell’incredibile business.
Nel dettaglio, si è accertato che, a partire dal 2005, è stata creata una vera e propria “joint-ventures” tra esponenti della criminalità organizzata calabrese ed imprenditori spagnoli, che ha dato vita ad un articolato intreccio di società, italiane e straniere, finalizzato alla realizzazione di complessi immobiliari destinati al settore turistico-residenziale.
Nel ricostruire la “Filieria societaria italo-spagnola”, è emerso che gli investimenti milionari erano il frutto della specifica volontà delle ‘ndrine MORABITO ed AQUINO, le quali – attraverso l’indiscusso potere sul territorio – avevano sostanzialmente monopolizzato tale settore, potendo contare anche sulla totale “disponibilità” di infedeli funzionari comunali.
In pratica, tutti gli investimenti individuati fanno capo ad un “Centro d’interesse occulto”, ben organizzato e collegato, che ha consentito di dare al fenomeno una chiave di lettura unitaria e verticistica, permettendo, nel contempo, di accertare le responsabilità penali dei singoli.
In tale contesto, gli esponenti di vertice coinvolti sono l’espressione delle cosche che governano il territorio ionico, ancorché gli investimenti abbiano riguardato anche altre parti del territorio calabrese e, specificatamente, la Provincia di Catanzaro e Vibo Valentia.
Le investigazioni hanno poi consentito di documentare come in tale lucroso affare vi fosse inserito anche un soggetto considerato dagli inquirenti britannici vicino all’I.R.A., l’organizzazione terroristica irlandese, il quale aveva trovato proprio nel rapporto con le organizzazioni criminali calabresi il modo per reimpiegare le ingenti somme di denaro in suo possesso, grazie all’intermediazione di un noto imprenditore campano.
Una “
imprenditoria 'ndranghetista” ed un nuovo modo di “fare mafia”, dove non si spara e non si uccide, ma si creano vincoli di affiliazione derivante da un’unica matrice: il denaro e l’ingiusto arricchimento, con una totale trasposizione delle più bieche e consuetudinarie modalità mafiose - in ciò abilmente “tirate a lucido” dallo schermo fornito da una serie di persone giuridiche - nel mondo dell’imprenditoria e dell’economia legale.
In conclusione, l’operazione odierna conferma come le cosche di ‘ndrangheta continuino a conseguire ingiusti ed illeciti profitti e vantaggi, attraverso un controllo, quasi totale, del territorio di competenza e delle relative attività economiche e produttive, ma con una novità in termini di impostazione del rapporto proprio con il territorio: infatti, le investigazioni hanno anche accertato come l’interesse della criminalità organizzata fosse anche quello di creare consenso sociale nell’opinione pubblica, mediante l’assunzione di maestranze locali e la creazione di un indotto commerciale con l’arrivo di stranieri, principali acquirenti degli immobili realizzati, tale da favorire una maggiore accettazione sul territorio della presenza delle organizzazioni criminali.
Pertanto, quella che è emersa dalle indagini odierne è l’immagine di una ‘ndrangheta internazionale e moderna, con una struttura articolata e complessa, con un’attitudine colonizzatrice ed espansionistica, in linea con le vere e proprie holding economiche e finanziarie mondiali, che ha raggiunto la massima efficienza operativa anche a livello mondiale e con una leadership conquistata grazie ad una affidabilità personale ed economica ormai consolidatasi nel tempo.

Sulla scorta dei preganti elementi probatori raccolti, in data odierna, il G.I.C.O. di Reggio Calabria, unitamente al Servizio Centrale I.C.O. di Roma ed al Gruppo di Locri, hanno contestualmente eseguito:
un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria – O.C.C.C. nr. 3369/08 R.G.N.R. D.D.A. – 3254/2009 RG GIP DDA – 66/2012 OCC – 67/2012 seq. Prev. del 19.2.2013, nei confronti di:
AQUINO Rocco;
ARCADI Francesco;
BERNAL DIAZ Domingo - arrestato in coordinamento con la Polizia Spagnola;
CARROZZA Giuseppe;
CUPPARI Antonio;
FITZSIMONS Henry James - arrestato in coordinamento con la Polizia Inglese;
LAMBERTI Sagredo Jorge Pablo - arrestato in coordinamento con la Polizia Spagnola;
MORABITO Rocco;
MUCCARI Domenico Antonio;
RAIMONDO Antonio;
SCIPIONE Daniele;
SCULLI Francesco;
STRANGIO Francesco;
STRANGIO Fausto Ottavio;
STRANGIO Sebastiano Sisto;
VALLONE Domenico;
VELARDO Antonio;
VERDIGLIONE Bruno;
VITALE Domenico;
VOTTARI Sebastiano.
per violazione artt. 110, 81, 323, 353 bis, 479, 648 ter, 416 bis c.p., 12 quinquies Legge n. 356 del 1992, 7 L. n. 203 del 1991;
il sequestro preventivo, ai sensi degli artt. 416 bis comma 7 c.p., 240 comma 1 c.p.; 321 c.p.p., 104 disp. att. c.p.p., dei seguenti beni:
capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della METROPOLIS 2007 S.r.l. di Bianco (RC);
capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della CA.GI.MM. S.a.s. di SCIPIONE Daniele & C. di Bovalino (RC);
capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della CORSILOPE ITALIA S.r.l. di Reggio Calabria;
capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della BELLA CALABRIA 2005 S.r.l. di Bianco (RC);
capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della B.C. IMMOBILIARE S.r.l. di Bianco;
capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della ISCA DREAM S.r.l. di Isca sullo Jonio (CZ);
capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della LAGANO COSTRUZIONI S.r.l. di Isca sullo Jonio (CZ);
capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della FAIR PROPERTIES S.r.l. di Caulonia (RC);
capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della V.B.D. IMMOBILIARE S.r.l. di Caulonia (RC);
capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della R.D.V. S.r.l. di Roma;
capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della VECO COSTRUZIONI S.r.l. di Roma;
capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della F. & C. S.r.l. di Brancaleone (RC);
Villaggio turistico “Palm View” di Bruzzano Zeffirio (RC);
villaggio turistico “The Sands” di Brancaleone (RC);
Villaggio turistico “Marasusa” di Parghelia-Tropea (VV);
Villaggio turistico “San Rocco 1” di Bianco (RC
Complesso turistico “Residence Vittoria” di Bianco (RC);
Villaggio turistico “Riace-Pipedo” di Riace (RC);
Villaggio turistico “Bella Vista 1” di Bianco (RC);
Villaggio turistico “Stignano Mare” di Stignano Mare (RC);
Villaggio turistico “Isca Calabretta”, di Isca sulla Ionio (CZ);
Villaggio turistico “Isca Fortunata” di Isca sulla Ionio (CZ);
Villaggio turistico “Isca Allegra” di Isca sulla Ionio (CZ);
Villaggio turistico “San Rocco 2” di Isca sulla Ionio (CZ);
Villaggio turistico “Amusa Mare” di Caulonia (RC);
Villaggio turistico “Amusa Residential” di Caulonia (RC);
Villaggio turistico “Vista Montagna” di Caulonia (RC);
Villaggio turistico “Chiara” di Bianco (RC);
Villaggio turistico “Gioiello Del Mare” di Brancaleone (RC);
Nr. 7 veicoli commerciali;
Nr. 4 autovetture di lusso;
oltre 60 perquisizioni tra Calabria, Sicilia, Campania, Lazio, Inghilterra e Spagna.
Con l’operazione odierna, la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e la Guardia di Finanza, oltre ad assicurare alla giustizia soggetti legati alla ‘ndrangheta, hanno recuperato un ampissimo spazio di legalità economica, restituendolo alla collettività onesta e lavoratrice.

 
 
 

Bersani dice di aver vinto, ma non riesce a formare un governo.

Post n°436 pubblicato il 03 Marzo 2013 da policaretto
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Pierluigi Bersani è riuscito in un'impresa che sembrava impossibile: non vincere elezioni in cui il suo principale antagonista si presentava quasi ammanettato. Aver conseguito solo poche decine di migliaia di voti di vantaggio sulla coalizione di centrodestra che da due anni patisce secessioni, scandali a ripetizione, evidente incapacità di rinnovamento e fallimento della funzione di governo che le era stata affidata dagli elettori, dà la misura dell'inettitudine della coalizione guidata dal Partito democratico. Il tentativo di Bersani di nascondere la realtà di un insuccesso bruciante e personale con la pretesa di ottenere un mandato a presiedere un governo senza maggioranza parlamentare precostituita è privo di basi istituzionali e ha una valenza politica vicina allo zero. I dirigenti del Pd lo sanno benissimo, ma, a parte i segnali dati dagli ex leader, Massimo D'Alema e Walter Veltroni, si acconciano ad appoggiare la pretesa bersaniana, lasciando al capo dello Stato l'onere di bloccarla. Si meriterebbero che Giorgio Napolitano, indispettito per la loro ipocrisia, accettasse la richiesta e mandasse Bersani allo sbaraglio, ma probabilmente la preoccupazione per evitare un altro elemento di instabilità indurrà il Quirinale a ricercare altre soluzioni meno provocatorie. Napolitano in Germania ha ricordato che in Italia c'è un governo, quello dimissionario di Mario Monti, che lascerà il campo solo quando ne sarà eletto un altro con la debita maggioranza in ambedue i rami del Parlamento. Si trattava di una precisazione rispetto a esasperazioni della stampa che parlava di un'Italia allo sbando e senza governo, ma anche forse di un messaggio alle formazioni politiche: se non trovate un accordo attendibile, che esiste solo sulla base di un compromesso tra Pd e Pdl, c'è sempre la possibilità di prorogare il mandato al governo, aggiornandone il programma economico e affiancandolo da una gestione parlamentare, questa volta seria e non propagandistica e paralizzante, delle riforme istituzionali e di quelle volte alla riduzione dei costi della politica. Si tratta evidentemente dell'ultima spiaggia, che imporrebbe a Napolitano di restare al Quirinale nonostante la dichiarata indisponibilità: in realtà ci sono altre soluzioni possibili, una volta abbandonata la pretesa bersaniana e le incompatibilità elettoralistiche, ma il fatto che più o meno indirettamente si sia parlato della conferma dell'esecutivo (che toglierebbe anche le castagne dal fuoco a Beppe Grillo) fa intendere che non sono prevedibili elezioni immediate, la cui minaccia è in realtà l'unica arma (peraltro autolesionistica) di cui dispone Bersani.

 
 
 

La piattaforma welfarista di Camusso e Fassina è stata rottamata dagli elettori.

Post n°435 pubblicato il 01 Marzo 2013 da policaretto
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Pier Luigi Bersani ha portato il Pd al suo minimo storico, il 25,4% e ha di fatto perso delle elezioni che soltanto qualche mese fa sembravano già decise in suo favore. Il voto della maggioranza degli italiani è stato, dunque, netto e incontrovertibile: ha bocciato la piattaforma di politica economica della coalizione. Quella bollinata dal responsabile economico del Pd, in quota Cgil, e superbollinata dall'endorsement di Susanna Camusso, leader dello stesso sindacato, e consacrata con sigillo notarile dal neocomunista Nicki Vendola. Sconfitta in qualche modo prevedibile visto che, in Europa, nelle varie elezioni post crisi i partiti moderati, tranne in Francia, hanno sempre vinto. Segno evidente che le piattaforme welfariste novecentesche con tante tasse, troppa spesa pubblica e pochi tagli ai costi della p.a., troppo favore, tra gli elettori, non lo incontrano.
Ma Bersani pensava di essere Hollande e di poter imporre al paese con la più elevata pressione fiscale dell'eurozona, il 45,3% sul pil, nuove tasse e nuove assunzioni nel pubblico impiego. Le lezioni del voto in Spagna, Irlanda, Portogallo e Grecia non avevano insegnato nulla al candidato premier del centrosinistra che ha, invece, portato avanti la sua gioiosa macchina welfarista verso il burrone del voto. Una rottamazione in pieno stile che ha l'indubbio merito di aver fatto uscire dall'agenda politica italiana contemporanea tali politiche del secolo che fu.
Perché l'offerta politica tradizionalmente messa in campo dalla sinistra non ha riscosso consenso? Perché l'Europa, tramite i suoi elettori, da ultimi anche quelli italiani, ha preso atto che la sua costruzione sociale nel mondo globale non è difendibile senza profonde riforme. E la presa di coscienza sul punto è generalizzata, come conferma lo storico rinnovo di mandato in Svezia al premier conservatore impegnato su un programma di riduzione fiscale e di riforme e tagli del welfare e della spesa pubblica. E come conferma anche il voto britannico al conservatore David Cameron promotore della Big Society, fautore della privatizzazione di parte del welfare.
Del resto, lo stato sociale europeo avrà molti pregi ma produce un contesto nel quale il grado di innovazione e di crescita è ridotto, necessita di una fiscalità robusta per essere finanziato e, soprattutto, è molto difficile da esportare. Piace molto agli europei, ma molto meno fuori dall'Europa. Eppoi, la maggioranza degli elettori è molto più spaventata da un incremento della pressione fiscale di quanto non possa essere conquistata dai vantaggi di una ampliata spesa pubblica.
Tutto ciò aiuta a spiegare perché le tradizionali piattaforme welfariste della sinistra europea vanno incontro, come hanno ribadito le elezioni italiane, ad una sconfitta elettorale dopo l'altra, quasi senza soluzione di continuità.

 
 
 

Bersani non rappresenta nemmeno il suo elettorato. Le tante analogie col paesello di linu da gurna nigra e la sua cricca.

Post n°434 pubblicato il 01 Marzo 2013 da policaretto
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Bersani è un leader del passato che sogna un'Italia costellata di sezioni del partito (lui però, per darsi l'aria dell'innovatore, parla di «robusto radicamento sul territorio»; una frase, questa, che, ogni volta che la dice in tv, perde 10 mila voti). L' Italia che sogna Bersani è ancora popolata da militanti in attesa della parola d'ordine del partito che, come un tempo, «dà la linea».
Intendiamoci, le falangi dei fedeli o dei tifosi del Pd sono ancora numerose. Basti pensare che è bastato che Matteo Renzi, prima stesse zitto in segno di contrizione per aver osato competere contro il segretario del Pd e poi, una volta presa la parola, la usasse solo per incensare Bersani, per cancellarsi immediatamente di dosso le macchie che si credevano indelebili di: fascista, berlusconiano, forsennato liberista, antisindacalista. Accuse che, su di lui, erano state attaccate dal Pd e dai suoi organi di stampa. «Pluff!». Come nelle favole di un tempo, tutte le macchie, sono scomparse. Del resto, il medesimo fenomeno riguardò anche i caporioni fascisti che, subito dopo la caduta del regime dittatoriale da loro costruito, si inginocchiarono pentiti davanti a Palmiro Togliatti, o ai suoi delegati, per ottenere la benedizione liberatoria di ogni macchia (altro che Dixan!) accompagnata dal buffetto: «Andate, siete mondati». E i pentiti, da feroci fascisti, divennero subito (anche qui con un semplice «Plof!») comunisti di stretta osservanza sovietica, con tanto di tessera con la falce e martello disegnata da Renato Guttuso (anche lui redento).
Questi fedeli/tifosi esistono ancora nel Pd, ma stanno visibilmente diminuendo. Il futuro, anche per il Pd, è un altro. Purtroppo il Pd di Bersani non l'ha saputo intercettare, come dimostra soprattutto la sconfitta che ha subito in Lombardia, la regione più importante d'Italia. Se si vuol capire perchè basta prendere una data: il 12 gennaio scorso quando il candidato Umberto Ambrosoli venne presentato al teatro Dal Verme. Sul palco era attorniato da Lella Costa, Roberto Vecchioni, Umberto Eco, Gad Lerner, Gherardo Colombo. Il passato che non macina più. E mentre Grillo riempiva piazza San Giovanni, Bersani chiudeva la sua campagna al Teatro «Ambra Jovinelli» (un ex locale di avanspettacolo, con un nome che ti annuncia il can can; ma si può?) festeggiato da Nanni Moretti. Il passato lesso che ritorna. Appunto, col retrovisore.

 
 
 

Un Paese tradito da una sinistra corrotta ed immorale e da un premier succube e bugiardo.

Post n°433 pubblicato il 27 Febbraio 2013 da policaretto
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I vertici del triangolo delle bermude nel quale si sta tragicamente inabissando l’Italia è composto da Monti, Bersani e Grillo, ciascuno con un proprio ruolo. Monti è stato scelto come apripista, un gap filler direbbero gli americani, cioè uno per riempire temporaneamente un vuoto politico in attesa di una soluzione definitiva: il governo delle sinistre. A questo scopo, gli hanno fatto fare un governo che, oltre che per gli immensi danni procurati al Paese, passerà alla storia per i ricatti, le bugie le millanterie con i quali ha ingannato gli italiani. Inutile stare a ricordare l’imbroglio dello spread, la bufala che non ci fossero più i soldi per stipendi e pensioni, una menzogna che prima ancora che dallo stesso Monti in una tardiva intervista a Bruno Vespa, è stata smentita dai fatti.
Monti era stato accolto bene dall’opinione pubblica nazionale ed internazionale, dalla finanza e dalla politica perché aveva annunciato riforme epocali, quelle che i politici non avevano il coraggio di fare per non deludere i propri elettori, ed aveva spuntato molti consensi sui titoli di queste riforme: flessibilità del lavoro, lotta all’evasione, lotta alla corruzione, risanamento del bilancio pubblico, Spending Review per eliminare sprechi, privilegi e rendite di posizione, privatizzazione dei servizi e di aziende pubbliche locali. Chi può essere contrario ad un programma del genere? Ma alla verifica dei fatti quelle di Monti si sono rivelate solo fatue promesse, parole senza significato, e tutte le misure prese da questo governo si sono rivelate vuote, sbagliate e controproducenti. E c’è stata una vera e propria corsa a dissociarsi e prendere le distanze dal prof da parte della stampa ed organizzazioni della finanza internazionale, dal WSJ a FT, dal FMI alla stessa Ue. Tanto per fare un paio di esempi, si possono indicare a testimonianza della congenita incapacità a governare di Monti la riforma del lavoro, con i contratti precari che con la Fornero sono passati dal 60 all’80% dei nuovi contratti, o i 300mila esodati che adesso ci costeranno di più che se l’avessero mandati in pensione col vecchio sistema. Senza dire dell’Imu, che ha distrutto il settore trainante dell’edilizia, che era talmente necessaria da poter poi girare a comando del PD il gettito della prima casa al ripianamento dei buchi del MPS. Ma perché Monti ha potuto compiere così tante nefandezze senza che nessuno si sia indignato, che le piazze si siano riempite e cha non sia esplosa una giusta e virulenta protesta  popolare? Possibile che si metta a ferro e fuco una città, Roma, per protestare contro una innocua ed utile ferrovia Tav e non si batta ciglio di fronte alla perdita di un milione di posti di lavoro, di 3 punti di Pil, e dell’aumento del 5 % di quel debito che si dichiarava sarebbe stato tenuto sotto controllo grazie ai sacrifici degli italiani? Il fatto è che adesso la sinistra punta al governo ed ha organizzato tutto per benino per raggiungere lo scopo, nulla lasciando all’improvvisazione. Bersani ed i suoi accoliti è gente che quando si tratta di tutelare i propri interessi di bottega sanno quel che fanno e si rivelano dei maestri in materia. Monti è stato scelto perchè è ambizioso, ma incapace e quindi facilmente addomesticabile. Il suo compito era quello di fare tutto quel “lavoro sporco” che per la sinistra sarebbe stato controproducente fare direttamente ed in proprio: imporre quelle tasse e quelle restrizioni chieste dall’Europa, rinunciare alla nostra sovranità nazionale politica e monetaria,  portare il Paese alla disperazione per facilitare il compito dei “soccorritori” del governo di sinistra. Non è un caso che a novembre 2012 la sinistra, che allora avrebbe potuto vincere le elezioni a mani basse, si sia invece dichiarata a favore del governo Monti, di fatto rifiutandosi di andare al governo. Era per questo, perché per strappare l’avallo dell’Europa ad un governo comunista bisognava adottare le impopolarissime direttive imposte dalla Ue, cioè dalla Merkel e dalla Germania, dimostrando di poter essere controllati e manovrati, di saper creare a botte di salassi della popolazione non il pareggio, ma addirittura un avanzo di bilancio e di voler contribuire a risanare il sistema bancario europeo, costasse quel che costasse in termini di nuove imposizioni fiscali, restrizioni del credito e chi se ne frega della recessione e dei disoccupati, tutte azioni cui Monti si è docilmente assoggettato col consenso di Bersani e di una destra divida ed autolesionistica. Ora che l’utile idiota Monti non servirà più sarà abbandonato al proprio destino.
Bersani e soci sapevano benissimo che il governo Monti sarebbe stato lacrime e sangue e che c’era un problema potenziale di una  rivolta di classe, che se non contenuta avrebbe potuto portare a sanguinose manifestazioni di piazza ed a sommosse con qualche infiltrazione brigatista. Ed allora cosa si sono inventati? Un grande contenitore in cui hanno convogliato tutta la protesta delle fasce più deboli, del proletariato e del sottoproletariato, dei medio-borghesi delusi dalla politica nel quale potesse trovare sfogo solo verbale i più arrabbiati e fomentati. Ci riferiamo ai no Tav, ai no global, i black bloc, ai facinorosi dei centri sociali, ai proletari armati dormienti, insomma a tutti quei professionisti della lotta di piazza che con altri governi ed in altre situazioni avrebbero messo a ferro e fuoco il Paese senza aspettare la scadenza della legislatura. Bisognava controllare la piazza e dimostrare di saperlo fare bene, offrendole un diversivo: e qui la geniale intuizione di ricorrere a Grillo ed al suo presunto movimento. E’ Grillo che ha impedito con i suoi schiamazzi, con la sua durissima intemperanza verbale, che si arrivasse letteralmente a sparare addosso ai palazzi del potere: buoni compagni, bisogna star buoni, non impaurire i benpensanti, i borghesi radical chic, il ceto medio, i cattocomunisti, i moderati socialistoidi con sanguinose manifestazioni di piazza; state buoni, abbiate pazienza, vedrete che tanto ci prendiamo il governo e vi ripagheremo con gli interessi.
Che volete? Distruzione della famiglia? Ok, i matrimoni etero son crollati, stanno in arrivo quelli tra gay, metteremo l’eutanasia, l’aborto sarà obbligatorio per default, tranne che in particolari casi, la procreazione sarà affidata ai clandestini islamici ed indù tutti indistintamente nazionalizzati, distruggeremo tutti i manufatti di cemento, salario minimo garantito a tutti così niente più disoccupazione, energia pulita (per farci cosa?), chiusura delle fabbriche, e 20 ore di lavoro a settimana per chi proprio non riesce a starsene con le mani in mano. E per quello che ci serve ci stanno la Germania e l’Europa, basta fare come dicono loro. Questo, né più né meno il programma che esce fuori da PD-Sel-M5S-Rivoluzione. Ah, chiedo scusa, dimenticavo la lotta alla corruzione, a quella degli altri, s’intende, non quella delle organizzazioni, dei partiti e dei personaggi di sinistra, così come una lotta senza quartiere all’illegalità. Anche qui ci si riferisce a quella degli altri, in quanto i popolari esponenti della sinistra continueranno a farsi giudicare dai rossotogati amici per poter compiutamente dimostrare la propria “innocenza e l’insussistenza dei reati ascritti” come nel caso di Vendola, che nonostante fosse un reo confesso di manipolazione di pubblici concorsi, è stato assolto da una sua compagna di merende. E’ così che Bersani ha congegnato di andare al governo, e sottolineiamo governo, non al potere, perché quello ce l’hanno già tutto, visto che controllano l’informazione e tutti i media, l’economia, la finanza, la magistratura, la scuola, la sanità e persino il Festival di Sanremo. Bersani e Co. hanno fatto i bravi scolaretti per ridurre l’Italia al rango di una succube colonia tedesca.
Ma hanno fatto i conti male, pensando che il voto possa essere deciso a tavolino a Berlino o Bruxelles e non dagli italiani. Proprio due giorni fa è stato pubblicato dalla prestigiosa Brand Finance il ranking dei più importanti marchi commerciali del mondo. Nella classifica per valore primeggiano Apple, Samsung e Coca Cola, ma per riconoscibilità primeggia incontrastato un marchio, quello della Ferrari di Maranello, che è di una azienda italiana, non tedesca. Un’azienda irraggiungibile nella sua genialità creativa che si è messa alle spalle colossi come Google, Coca-Cola, PricewaterhouseCoopers e Hermes, mentre BMW,  Volkswagen e Mercedes neanche le vede. Dopo le elezioni è questo che spiegheremo a Bersani e compagni di merende.

 
 
 

UN PAESE SPOLPATO DALLO SPORCO INTRECCIO TRA MASSONERIA DEVIATA, 'NDRANGHETA E POLITICA.

Post n°432 pubblicato il 18 Febbraio 2013 da policaretto
 
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 nella.merda il 17/02/13 alle 19:15 via WEB
A Caulonia comandano la massoneria deviata e 'ndrangheta. Ben tre sono le logge massoniche che insistono sul territorio Cauloniese (meno di 7400 abitanti sulla carta). Tre sono i gruppi di 'ndrangheta che spadroneggiano a Caulonia. Circa 80 sono gli iscritti che le tre loggie si contendono, circa 250 sono gli 'ndranghetisti affiliati ai tre circoli formati della malavita Cauloniese. Per questo motivo Caulonia è bloccata. Il perverso intreccio tra massoneria e 'ndrangheta ha un notevole ruolo di potere e controllo sui cambiamenti sociali, economici e culturali che interessano Caulonia e i Cauloniesi. In molti poi, legano l’attività massonica e 'ndranghetista alla politica del mattone che ha caratterizzato gli ultimi decenni con condizionamento sull’urbanistica del paese, l'intreccio si lega a quello bancario e quello dell’affidamento di incarichi e ruoli di potere con cui si assicurano il controllo. Se andiamo a fare una piccola indagine su chi si maschera dietro i cappucci e grembiulini dai guanti sporchi ti viene da ridere e ti prende una irrefrenabile voglia di prenderli a calci in culo uno per uno. Gli aspiranti muratori sono rappresentati da quasi tutti i mestieranti residenti e non e dovrebbero essere "ispirati dai principi di libertà e tolleranza". I personaggi che bazzicano sono le persone più stupide ed ignoranti del paese, ci sono alcuni medici dei quali alcuni col pallino della politica, un nutrito gruppetto di ragionieri e commercialisti alcuni che hanno frequentato il seminario, i proprietari di laboratori, qualche vagabondo disoccupato di mestiere che si fa mantenere dalla consorte, l'avvocato in cerca di clienti, architetti e ingegneri che hanno cementificato ogni mq di Caulonia, diversi commercianti e gentaglia in odor di 'ndrangheta, pregiudicati finiti in galera per traffico di stupefacenti. Il livello culturale della maggiornanza di questi potete immaginarlo da soli. Ho sempre asserito che Caulonia è, a far data anno 1977, sfortunata, pensando che politica e malaffare hanno avuto il sopravvento sulle persone perbene . Mi sono, solo da poco, ricreduto! Caulonia e i Cauloniesi non sono sfortunati, sono solo degli incapaci che si fanno condizionare da persone che sono ancora più incapaci, persone dedite all'imbroglio e al tirare a campare. La speranza dei Cauloniesi dovevano essere le elezioni del 2012... per fortuna la lista della minoranza non ha vinto!!! Si sarebbero comportati peggio dell'attuale maggioranza, ne sono convintissimo!!! Chi ha vinto tra non molto salterà, si stanno scavando la fossa da soli e pagheranno i danni al momento incalcolabili dovuti alla politica del malaffare di 35 anni di baro../ I tre della minoranza sono il peggio che poteva toccare ai "poveri Cauloniesi"!!! E' da circa un anno che riscaldano lo scranno che più della metà dei Cauloniesi gli avevano affidato. Dico più della metà perchè i Cauloniesi che hanno votato la lista perdente sono stati truffati, lo sanno tutti, anche i capoccioni e non hanno fatto niente per far annullare le elezioni. In quei giorni c'è stato uno scambio di voti da far accaponare la pelle, minacce ad inermi paesani. Una su tutte, la distruzione di bollette d'acqua e spazzatura ad opera di quel lestofante che tutta Caulonia conosce, si conteggiano almeno 400 bollette!!! Oggi si vogliono rifare con l'ici inviando al popolino accertamenti illegittimi, uno scandalo che farà capitolare la cricca. I giornali nazionali a caratteri cubitali denunceranno i fatti. 

 difensoredelcomune il 18/02/13 alle 15:41 via WEB
Il 21 o al più tardi il 27 prossimi si terrà il consiglio comunale. Chiediamo ai tre moschettieri di chiedere le delibere di giunta anno 2012: la n.1, la n. 88, la n. 122, la n. 224 e la n. 284. Con queste delibere hanno consentito a un dipendente di stare in "congedo straordinario" retribuito a un dipendete dell'area tecnica!!! Il congedo straordinari non esiste più dall'ultimo C..C.N.L. del 2005. Esiste l'assenza per malattia!!! Con le dovute obbligatorie trattenute e riduzione di stipendio. Se il comparuccio che si è fatto quasi un anno di malattia è il canterino che ha viaggiato in lungo e in largo per mezzo mondo, saranno guai a non finire per il ciucciaro e per l'amministrazione. Una piccola informativa, con le copie delle assenze mensili, parte per la Procura della Repubblica, per la Corte dei Conti e per Roma al Ministero della Funzione Pupplica, truffa e falso ideologico. La cricca protegge i vagabondi e li favorisce in tutto. Ci sono altri due dipendenti che dovranno rispondere di truffa e falso ideologico.

 parasitipolitic il 18/02/13 alle 12:59 via WEB
E'CROLLATO IL DENTE CARIATO. il Commercialista di FALSI BILANCI del COMUNE DI LINU DA GURNA NIGRA. Dopo 3 tentativi di falsificazione SISTEMATICA, la CORTE DEI CONTI, ha' mandato un sostituto a correggere i conti del DENTE "IMPURRUTU". Un fallito ARRABIATISSIMO, un PERICOLO PUBLICO. Ora si spera che la trasparenza entra nel fare di questa Amministrazione assente, che non sente e quando parla e' solo per dire FALSITA', e che ha' portato il nostro paese alla disperazione grazie alle minaccie fatte a molti dipendente comunali. Si spera che la Politica di Caulonia volti questa pagina criminosa e vergognosa. Ora si aspetta che una profonda investigazione segue e che miri il BARO.. che ha' fatto statuette qua e la senza "capu e senza cima", con MUTUI che Noi cittadini dobbiamo pagare. In Inquinatore, che ha' portato solo Acqua avvelenata a prezzo d'oro, ICI e IMU al massimo, sempre mettendoci in debito, e questi Amministratori che si credono chi sa chi, la fanno franca ogni volta.

  patrimonilleciti il 16/02/13 alle 18:51 via WEB
CONIUGHI CHE SI FANNO A FRITTATA, GIOVANI CHE NON SI POSSONO SPOSARE, CITTADINI CON L'ACQUA ALLA GOLA. La pressione FISCALE che il COMUNE e QUESTI AMMINISTRATORI CIALTRONI, con in capo, il SINDACO/MEDICO, e i suoi seguaci INCAPACI, hanno grande bisogno di soldi per evitare il probabile COMMISSARIAMENTO per atti nefasti con il quale si sono e sono coinvolti. Quest'anno con l'acqua ARSENICATA, da pagare ancora dal 2007. Con ICI, IMU e altre tasse al MASSIMO per i Cauloniati, che dovranno prestarsi soldini da famiglie e parenti per paura di EQUITALIA. I CIALTRONI incassano come mai prima e cercando di inventare qualche cosa per fregare tutto che gli capita in questi tempi duri. Il problema e la mancanza di intelligenza nelle loro teste e mancanza di passione nel cuore. Gli auguriamo il meglio a questi poveri disgraziati al comune, perche' lo sappiamo prima o poi saranno portati via in manette. Stanno a rovinare tutto il tessuto sociale, familiare, economico e morale. L'amore per questa terra e per noi non esiste per loro.

 nella.merda il 16/02/13 alle 15:21 via WEB
La fiumara Allaro e il torrente Precariti sono da anni depredati da personaggi che oltre a rubare gli inerti e deturoare l'ambiente non hanno mai pagato un solo centesimo. Uno di questi ha l'azienda direttamente su terreno del demanio fluviale, i sofisticati macchinari risucchiano vari tipi di inerti e nessuno si interessa dei continui furti. Un'altro, che si fregia del logo di "campagna amica" va a scaricare la melma di un opificio direttamente nel Precariti. Tutti parlano bene e poi razzolano malissimo. Rubava sabbia da torrente, arrestato. Operazione dei carabinieri a Botricello,uomo ha patteggiato pena. 16 febbraio, 13:47 (ANSA) -

 ciclistasenzapista il 17/02/13 alle 14:24 via WEB
KARO POLICARETTO, E SALVE A TUTTI I CICLISTI DELLA ZONA. LASCIAMO STARE LA PISTA CICLABILE FANTASMA DEL BARO CHE NON E' MAI STATA FATTA, MA SE E' COME DICE LUI,(il Baro..) "SCOMPARSA PER CAUSA DEL MARE", CHE NON E' MAI ARRIVATO DOVE E' ANCORA LA STRADA BATTUTA CON 3 PONTICELLI (UN TOTALE COSTO DI EURO,92.000, PER I CITTADINI, CON UN REALE COSTO DI NON PIU' DI EURO 10.000). A QUESTO PUNTO, VISTO CHE CI SONO LE ELEZIONI, MI CANDIDO? E SE MI CANDIDO MI METTERANNO A FUOCO LA MIA BICICLETTA COME E' SOLITO FARE CON I SINDACI DELLA LOCRIDE E LE LORO MERCEDES? I Pisl stanzino di NUOVO Euro 300.000, e ci sembra che anche quelli scompariranno in qualche acconto personale di qualche Consigliere del Comune o dei loro familiari. Non si vede nessun movimento da parte del comune a riguardo di questa futura pista ciclabile. Se si sa qualcosa, fateci sapere. Grazie
 

 
 
 
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