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Creato da: frammartinoflumini il 27/04/2007
Circolo del Partito della Rifondazione Comunista di Fluminimaggiore

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Sei sempre il benvenuto!!

Post n°28 pubblicato il 22 Giugno 2007 da frammartinoflumini
Foto di frammartinoflumini

Sarà un piacere ospitarti nella nostra splendida isola....

Saluti a pugno chiuso.

                           I compagni sardi

 
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Nessun G8 né a La Maddalena né altrove.

Post n°27 pubblicato il 16 Giugno 2007 da frammartinoflumini

Prc: nessun G8 né a La Maddalena né altrove. Dichiarazioni Segretario Regionale. 

 "Esprimo la più ferma contrarietà del Prc della Sardegna rispetto alla
decisione del Governo nazionale di tenere il vertice G8 del 2009 nell'Isola
della Maddalena.

Intanto ritengo che summit come quelli del G8 siano un esercizio di
prepotenza di 8 potenti della terra che si arrogano il diritto di decidere
le sorti di miliardi di persone nel mondo, senza alcuna forma di
partecipazione né delega da parte di alcuno, una forma di sovragoverno
a-democratico che pretende il diritto decisionale in regime di prelazione ed
in spregio alle Nazioni Unite.

Da ultimo il vertice Rostock mostra inoltre la loro assoluta inefficacia su
temi come l'ambiente, il surriscaldamento del pianeta, la fame nel mondo:
quella incapacità di decidere è già di per se una decisione, quella di
garantire lo status quo, la riproduzione dell'ingiustizia su scala
planetaria.

La Sardegna, che da anni soffre di una vera e propria occupazione militare,
non deve essere il teatro di questo ennesimo brutto spettacolo.

L'Isola della Maddalena, inoltre, è il luogo più inadatto che si possa
pensare per realizzare un evento di questo tipo. Del resto già la recente
partenza del Giro d'Italia dimostra la carenza di spazio fisico, la
difficoltà per un'isoletta di sopportare grandi eventi senza arrecare
profondi disagi alla popolazione locale.

Due anni di lavori preparatori per una manifestazione come il G8 rischiano
di sconvolgere l'Isola, l'arcipelago, la vita dei residenti, finanche un
ecosistema già duramente provato dalla presenza della base nucleare
americana e da innumerevoli servitù militari.

Mi chiedo se il presidente Soru e il presidente Prodi abbiano seriamente
riflettuto sull'impatto che l'approdo nell'Isola di migliaia di persone,
delegazioni internazionali, scorte annesse, via mare e via terra, rischiano
di avere su un area che, lo ricordo, è anche parco nazionale.
La vocazione dell'Isola è quella al turismo, alla valorizzazione e tutela
dell'ambiente. Cosa si vuole fare? Prima che vadano via gli americani la si
vuole militarizzare nuovamente? Si vuole aprire un immenso cantiere per due
anni e spacciarlo per investimento sul territorio?
E i turisti in questi due anni che cosa diranno dei cantieri aperti?

L'appello del Prc è per un ripensamento del Governo nazionale. Se così non
sarà ci faremo promotori di comitati NO G8 sul territorio, ma siamo anche
pronti a manifestare contro i potenti del Mondo per una Sardegna terra di
pace e accoglienza, contro la globalizzazione e i suoi organi di governo."

Il segretario regionale
Michele Piras

 
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CIRCOLO ANGELO FRAMMARTINO

Post n°26 pubblicato il 13 Giugno 2007 da frammartinoflumini
 

AVVISO

L'ASSEMBLEA PROGRAMMATA PER LUNEDI' 18 GIUGNO E' RINVIATA A DATA DA DESTINARSI A CAUSA DI IMPEGNI ISTITUZIONALI DEI RELATORI.

La Segretaria

 
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Post N° 25

Post n°25 pubblicato il 12 Giugno 2007 da frammartinoflumini
 

                               

CIRCOLO ANGELO FRAMMARTINO

FLUMINIMAGGIORE

ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI E DEI SIMPATIZZANTI DELLA SINISTRA.

LUNEDI 18 GIUGNO 2007 ORE 18,30

RIFONDAZIONE COMUNISTA VERSO IL CANTIERE DELLE SINISTRE ANCHE A FLUMINIMAGGIORE

RELATORI:

MICHELE PIRAS  SEGRETARIO REGIONALE PRC

GIANNI PINNA  SEGRETARIO FEDERALE PRC

MAURO CARTA  SINDACO DI FLUMINIMAGGIORE

PRESIEDE :

MARIANGELA RAPETTI  CONSIGLIERE PROVINCIALE E COMUNALE PRC

                                                                        

 

 

 

 

 

 
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Post N° 24

Post n°24 pubblicato il 07 Giugno 2007 da frammartinoflumini
 
Foto di frammartinoflumini

.  Servitù militari in Sardegna e il caso Santo Stefano. 

 Riteniamo decisamente in contrasto con giuste e motivate aspettative dei sardi la decisione del Ministro della Difesa su "Santo Stefano". Avevamo sottolineato già in altre occasioni che rispetto al dato positivo della decisione del Governo americano di rinunciare all'approdo della Maddalena, rimanevano e rimangono da affrontare molte questioni, ancora irrisolte, in materia di servitù militari. Da qui la necessità di mantenere aperta - con il Governo - e in particolare con il Ministero della Difesa - la vertenza perché si persegua con coerenza il forte ridimensionamento della presenza militare, delle basi e dei poligoni in Sardegna.

Vale la pena ricordare quale sia, ancora oggi, il peso che sopporta la nostra isola. Dal dopo guerra ad oggi si registra, infatti, una presenza militare qualitativamente e quantitativamente superiore all'insieme delle altre Regioni italiane. Infatti, risultano asservite a fini militari ampie zone di territorio pari a 37.374 ettari, di cui 23.766 demanio e 13.608 servitù militare (mentre le aree di servitù a mare superano la superficie dell'intera Sardegna), nelle quali sono interdette per gran parte dell'anno molte delle normali attività umane ed economiche. Inoltre, sono ancora da definire tempi, modalità, risorse finanziarie e strumentali necessarie alla bonifica integrale dei territori e delle superfici marine interessate dalle esercitazioni a fuoco, dai transiti e dalle permanenze dei mezzi navali a propulsione atomica e con armamenti nucleari. Rimangono ancora troppi interrogativi sui livelli di inquinamento e sui rischi per la salute dei cittadini sardi e degli stessi militari
relativi alle attività dei principali siti e poligoni militari da Cagliari(porto nucleare), a Teulada , a Quirra e ad altre località sottoposte a servitù.

Il Consiglio regionale ha dichiarato da tempo l'intero territorio della Sardegna "terra di pace e di amicizia fra i popoli". Perseguire concretamente e coerentemente tale dichiarazione, richiede il più accelerato processo verso una riduzione drastica delle servitù e del demanio militare, per restituire ai sardi vaste porzioni di territorio, spesso di grande valenza naturalistica e paesaggistica, che rappresentano risorse importanti su cui fondare la rinascita sociale, culturale ed economica della Sardegna.

La Sardegna , ha diritto a candidarsi quale "regione mediterranea"- sede di costruzione di pacifica convivenza tra i popoli, appartenenti ad etnie, culture, convinzioni politiche e religiose diverse. In questo senso va interpretata la volontà dei sardi per una Sardegna "smilitarizzata", bonificata e rinaturalizzata, anche sul terreno delle coerenze nella ricerca di una nuova moralità delle relazioni tra regioni e popolazioni mediterranee.

In questa direzione va l'elaborazione di nuovo "piano di rinascita" (proposto dal gruppo consiliare e dai gruppi parlamentari del P.R.C. con legge nazionale ai sensi dell'art.13 dello Statuto speciale) finalizzato alla realizzazione di un modello di sviluppo altro - pacifico, eco-sostenibile, fondato sulla valorizzazione piena delle nostre risorse naturalistiche e su una, sempre più presente, vocazione alla costruzione di una efficace nuova cultura di difesa dell'ambiente.
 
www.lucianouras.it

 
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