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Creato da: pronci il 17/01/2007
Blue skies from pain

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« che pochia little over zero »

inutilmente ampolloso

Post n°881 pubblicato il 10 Febbraio 2010 da pronci

Vorrei che fosse chiaro che sono molto debole, perchè i miei polmoni sono già provati da anni di fumo e da cicatrici delle polmoniti prese in prati umidi sotto cupole siderali e i miei muscoli atrofizzati da mesi.

Dicono che sono malata o astenica o affetta da traumi ignoti, ma le voci che arrivano da oltre la pellicola instabile sono sempre più smorzate dalle luci abbacinanti e policrome del sole e della ingombrante televisione che staziona, costantemente accesa, davanti al mio letto.

Quando la cosa è iniziata c’erano istanti che perdevo, frazioni di secondi di una forte luce gialla e primaverile. Gli istanti si sono susseguiti ed allungati, e i bagliori sono diventati cortocircuiti ansiogeni. I momenti secondi, i secondi minuti, i minuti ore fino a questa insolita combinazione di immobilità esteriore e intensa attività interiore, onirica e lisergica.

Il panorama è cambiato con lo svilupparsi della malattia. Quando il deliquio era ancora definibile effimero vedevo continuamente immagini sovraesposte di prati stopposi dominati da un sole molto basso e imponente, ma con l’avanzare del tempo e il prolungarsi delle mie permanenze in tali visioni mi rendevo conto che la massa incandescente era la costante degli scenari. L’osservazione della scenografia scelta dalla mia mente diventava pertanto sempre meno importante e mi concentravo sulla materia luminosa, sulla sua misteriosa natura e provenienza, sul suo scopo. Era ossessionante e oscena, appariva tangibile ma anche  incandescente e indistinta, lontana, tossica e per questo magnetica e ossessionante.

Il grande globo dorato che occupa la mia mente si sta espandendo esponenzialmente, e benchè per i medici io sia un mistero inutilmente sondato con ogni mezzo tecnico, sono quasi certa che questa immagine che mi si produce dietro alle palpebre sia la rappresentazione di un qualche tumore che si è annidato nelle mie viscere craniche, un tumore madreperlaceo e opalescente di natura aliena o divina, un filone d’ oro affondato nella mollezza delle circonvoluzioni, un’intrusione casuale e inspiegabile contenete un messaggio che non verrà letto da vaticinatori di apocalissi.

 
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