Creato da laura_brustenga il 23/02/2008

Dedicato a Karol

Questo blog mi ha accompagnata in diretta nella storia più bella e incredibile della mia vita

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A tre anni da allora -3°

Post n°360 pubblicato il 21 Marzo 2011 da laura_brustenga
 

Marzo 2008: si concentrano tutte nel mese della primavera e del risveglio le cose più belle e più inspiegabili della mia vita. Karol ora è a Boston in attesa di trapianto cardiaco e noi due stiamo vivendo giorni terribili ma in una campana d'amore che ci fa sentire protetti da un destino inspiegabile. Un destino che a volte, come nel nostro caso, appare visibilmente "incorreggibile" nel senso che sembra proprio dover essere così. Fin dall'attimo in cui io e Karol c'incontrammo, questo destino io lo avevo visto dentro di me. Immediatamente. E oggi sono certa che anche lui abbia avvertito la stessa cosa: in caso contrario...sarebbe l'unica sensazione che non abbiamo provato insieme. Nel suo letto d'ospedale Karol mi è sempre stato vicino dal suo risveglio: e io vicino a lui. Da molto prima. Mi scrive che tutto è pronto, che ormai la delicata operazione è imminente. Il mio cuore è impazzito per paura di perdere il suo: non posso pensare che nel suo petto mettano il cuore di un altro uomo. Il suo è troppo speciale, nessun cuore potrà mai sostituirlo. Ma non posso nemmeno pensare che Karol possa morire: è atroce questa paura che mi spinge l'anima come una certezza. La speranza è però sempre l'ultima a morire ed io non posso lasciarla agonizzare. Cerco tutti i modi possibili per allontanare la paura ma solo in certi attimi ci riesco: quando lui mi scrive. Cristina mi dice che il giorno prima Karol le ha chiesto il mio numero di telefono: ma ieri era ieri, oggi dico alla nostra amica di dargli il mio numero nonostante so già che Karol non potrà chiamarmi. Mi scrive: SONO NARCOTIZZATO, MI STANNO PREPARANDO, LAURA. NON DIMENTICARE MAI CHE TI AMO.
Sotto narcotici, eppure sempre e ancora verso di me: è incredibile quest'uomo. Lui non sa che io, pur essendo tanto lontana sono proprio accanto a lui. Sto vivendo ciò che sta vivendo lui, è come se lui fosse me: è una parte di me che è in pericolo, ecco come lo sento. Si avvicina la pasqua: solo il giorno prima lui mi scive una mail e mi dice "QUESTA PASQUA DEV'ESSERE PER TE LA PIU' BELLA DI TUTTE."  Ma a me, queste parole arrivano insieme ad una immensa angoscia. Perchè mi scrive questo? E' la prima domanda che mi faccio, come se avvertissi che nasconde una verità che io conosco già. Difficile è il non pensarci. Ma ci provo. Karol non deve morire. Karol non può farlo.
Il giorno di Pasqua, il 23 marzo 2008 mi chiama Cristina verso mezzogiorno: DEVO DARTI UNA BRUTTA NOTIZIA: KAROL HA AVUTO UN NUOVO INFARTO. NON SO DIRTI ALTRO SE NON CHE LA COSA E' SERIA. E' un giorno terribilmente brutto, in tutti i sensi: il tempo è cupo, grigio e silenzioso. Io mi sono svegliata con una strana sensazione addosso che non sapevo spiegare: ora sto capendo tutto. E'  da questo'istante che i miei occhi svaniscono dietro ad un velo interminabile di lacrime. "QUESTA PASQUA DEV'ESSERE PER TE LA PIU' BELLA DI TUTTE."... Ripenso a quelle parole e mi chiedo se Karol "sapesse già" che dolore mi avrebbe dato nel giorno di pasqua. La notte non riesco a dormire, la paura mi divora e ne sono vittima, non riesco più a ribellarmi. Il giorno seguente, il  24 marzo 2008 il tempo è ancora più cupo e grigio: c'è una strana atmosfera. Sono circa le due del pomeriggio quando Cristina mi manda un'email: LAURA, NON AVREI MAI VOLUTO MANDARTI QUESTA LETTERA. MA HO PROMESSO E DEVO FARLO. NON CHIEDERMI NULLA, SONO A PEZZI QUANTO TE. Apro un'altra lettera e mentre gli occhi si riempiono di lacrime e col cuore che impazzisce, leggo:

DEDICATO A KAROL / http://blog.libero.it/PRIVATISSIMO/

Non si è dimenticato di me nemmeno alla sua morte. Ha scritto questa email  e l'aveva data a Cristina dicendole: "DALLA A LAURA NEL CASO IO DOVESSI MORIRE"... Oggi purtroppo...l'ho avuta. Improvvisamente qualcosa richiama la mia attenzione fuori dalla finesta: si è alzato un vento mai visto, piove fortissimo e non si vede più nulla. C'è una tromba d'aria, la sola che ho visto in vita mia. Sembra l'apocalisse. Ma io sono talmente sfinita e sofferente che mi lascerei trasportare dal vento se potessi raggiungere Karol: è questo che vorrei adesso. Spiegare il mio dolore? Non posso. Karol mi ha lasciata. Se n'è andato. Questa è la pasqua più brutta della mia vita... E' FINITO QUALCOSA DI MERAVIGLIOSO CHE NON E' MAI COMINCIATO. MA CHE PER ME E' SEMPRE ESISTITO...
Tralascio gli inspiegabili particolari accaduti che sono comunque riportati in gran parte nei post di questo blog, e vengo al dunque. Innanzitutto soffro in un modo che non mi aspettavo, e mi accorgo di quanto sia micidiale e sincero il mio dolore. Un male che toglie il fiato mentre le domande si aggrovigliano: perchè? Perchè è successo tutto questo? Perchè tutto è andato contro la possibilità di viverci? Tra noi nulla è stato materializzato, tutto è magicamente nato e vissuto dall'anima.
Ma non sento spezzarsi il legame, al contrario: lo sento sempre più forte e sento ( e sottolineo "sento" ) Karol sempre più presente. La mia mente non è portata alle visioni, sono sempre molto attenta alla "realtà". Questa è una certezza, non una sensazione. Dopo qualche giorno chiedo a Cristina di mandarmi una foto di Karol: è da non crederci. Il mio cuore sobbalza: io "conosco" quel volto. I brividi addosso mi stanno suggerendo qualcosa che va oltre. Io "conosco" quel viso ma non l'ho mai incontrato. "NON IN QUESTA VITA, ALMENO"...
L'ultimo saluto a Karol viene trasmesso via satellite per gli amici dalla Polonia e dall'Italia: Cristina mi manda il link per assistervi. Io però non ce la faccio ed esco di casa. Sto cominciando a comprendere molte cose e questo, pur non essendo d'accordo con la chiesa cattolica, mi spinge ad entrarci per accendere un cero in onore di Karol e di tutta la nostra esperienza. Piango chiedendo a Dio una spiegazione "logica", perchè ancora non la vedo. Poi me ne vado in riva al mare, mi siedo a pensare e a rimpiangere il mio dolce Karol. Tornando a casa mi telefona Cristina: LAURA LO HAI VISTO? - "No, non ce l'ho fatta..." . E lei quasi mi sgrida: PERCHE'?, E' STATA UNA CERIMONIA SERENA E PROFONDA. LA FAMIGLIA DI KAROL TI HA RINGRAZIATA IN PUBBLICO, HA DETTO "RINGRAZIAMO LAURA, LA GIOVANE DONNA ITALIANA DI CUI KAROL SI ERA PERDUTAMENTE INNAMORATO E CHE L'HA FATTO VIVERE UN MESE DI PIU'..."...Julia, la mamma di Karol, che dopo la sua morte mi ha scritto lettere bellissime ( anche queste si trovano nei post), e che desiderava conoscermi e abbracciarmi ( così mi scriveva), poco dopo la perdita del figlio è caduta nella piscina vuota di casa ed è rimasta immobilizzata: non ha potuto andare ai funerali. E' morta dopo cinque mesi.
Una famiglia felice che all'improvviso si è frantumata: prima la figlia di Karol, poi Karol, infine la mamma.
Oggi, 2011, io sento sempre le stesse cose; Karol in me, la sua presenza. Ma con la differenza di una comprensione avvenuta due settimane dopo la sua scomparsa.
La mattina dell'8 aprile 2008 sono al lavoro, in un bellissimo sito archeologico, nella magia di un mondo sommerso nei ricordi. Quella mattina apro "Casa di Diana", un'insula chiusa al pubblico ma aperta in quell'occasione. Piove silenziosamente, il tempo è grigio: mi appoggio al muro davanti ad una piccola "stanza" buia, avvolta nei miei pensieri. Non ho ancora lasciato il rimpianto e i rimorsi, sono in balìa di un soffrire torrenziale ma "soltanto mio". Che vuota è la vita, adesso! ... Guardando il vuoto ripenso ai giorni felici di quando lui era ancora vivo. Mi è troppo difficile accettare perchè tutto è stato troppo bello, troppo coinvolgente interiormente, troppo inspiegabilmente affascinante, anche nella lista delle coincidenze che ci hanno fatto compagnia dall'inizio fino alla fine, e anche dopo.
Sono disperata, ecco la parola giusta: disperazione. Non mi aspettavo tanto. Ed è disperatamente che dentro di me chiedo a Karol DOVE SEI? E' un chiedere che vuole sapere la verità, che cerca giustizia, che viene dal cuore dopo un'esperienza che di razionale ha avuto ben poco ma tutto di inspiegabile. Ed ecco davanti a me, sul muro di mattoni nella stanzetta buia...una LUCE. Una Luce che ha una forma indefinita ( un esempio di questa immagine si trova nel post CASA DI DIANA, LUCE DI KAROL ) e che mi porta direttamente in una dimensione che non è quella mia. Mi blocco a guardare e a razionalizzare, ma ci riesco poco, solo il tempo di dirmi "sto vedendo questo". Poi trascendo nella meraviglia a cui sto assistendo ed avverto, non so come, le parole di Karol "EHI, SONO QUI!". Non riesco a staccare lo sguardo da quella Luce, non ricordo nemmeno di avere in borsa la macchietta forografica. In quegli istanti "io sono altrove". La luce è tremolante, giallo oro, con un'aureola ai bordi e sembra ardere. Un incanto per il mio cuore. A un certo punto mi sento talmente felice da non sopportare tale gioia. Stacco lo sguardo per portarlo all'esterno del cancello. Ma torno subito dopo a sbirciare: la Luce non c'è più.
Entrano in quel momento due colleghe e amiche che si accorgono di qualcosa, perchè, dicono, "ho una luce diversa sul viso".
Questo è il giorno in cui ho potuto comprendere il messaggio di Karol "QUESTA PASQUA DEV'ESSERE PER TE LA PIU' BELLA DI DUTTE".
Ma questo è anche il giorno in cui non posso avere più dubbi riguardo alla morte: NON ESISTE. Esiste solo la trasmutazione. Sul perchè questa cosa sia accaduta "proprio lì" ci sarà certo un motivo, è per questo che nel blog potete trovare studi, verifiche, approfondimenti da parte mia: ora so che tutto può succedere e che nulla avviene per caso.
Oggi la mia certezza è la reincarnazione; l'unico razionale motivo per cui io e Karol abbiamo vissuto tutto questo e in modo così profondo non può essere che questa. "Ci siamo riconosciuti attraverso i ricordi dell'anima": abbiamo pagato a caro prezzo questo riconoscersi, ma diamine!, la vita è pazzesca davvero. Non è come sembra. Siamo degli illusi. Nessuno si perde. La realtà "vera" è soltanto dentro di noi.
Io e Karol continuiamo ad essere uniti e ci rincontreremo ancora in altre vite e durante la "pausa" tra una vita e l'altra. Non possiamo staccarci. Nè da noi nè dal resto dell'Universo.


®- laura brustenga- ©


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