Creato da laura_brustenga il 23/02/2008

Dedicato a Karol

Questo blog mi ha accompagnata in diretta nella storia più bella e incredibile della mia vita

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Una goccia di gioia divina

Post n°377 pubblicato il 24 Ottobre 2011 da laura_brustenga
 

E' stupido pensare che alla fine del viaggio della vita, noi diventeremo...niente.
Non esiste proprio nulla in tutto l'Universo, in ogni dimensione, che possa avere "una fine".
Oh si, la fine c'è stata innumerevoli volte, infinite volte...ma poi è sempre IL RITORNO, LA RINASCITA, UN NUOVO INIZIO.
Quindi non è mai veramente una "fine", ma semplicemente una TRASFORMAZIONE delle energie.
Quando si muore nella vita si nasce in una dimensione nuova. E quando si torna a viaggiare nella materia, si muore nella dimensione che lasciamo.
Non parlo così tanto per dire; io sono una persona che parla soltanto quando c'è certezza.
Io ho questa certezza, proprio grazie a Karol, alle cose incredibili che ci sono accadute, alle sensazioni che questo incontro ci ha dato.
E soprattutto a ciò che ho visto a due settimane dalla sua morte.
Forse non ho mai scritto un particolare: a Pasqua del 2008, quando Karol morì, mia figlia, che aveva otto anni, venne ricoverata di corsa perchè stava molto male. Il tempo era grigio, pioveva e c'era un forte vento.
Naturalmente io passavo il giorno intero accanto a lei, e l'amore che provo per i miei figli è immenso, ovviamente.
Mentre ero lì, oltre la mia preoccupazione per lei avevo un magone nella gola.
Il mio pensiero era Karol...Karol...continuamente Karol.
E ogni tanto ero costretta ad uscire con la scusa di una sigaretta per sfogare il mio dolore.
E mi sembrava un incubo. Mi chiedevo come mai avevo quell'immenso vuoto per un uomo che non avevo mai conosciuto personalmente.
Ho sempre detto che per me, Karol era tutto: non solo un amore tra uomo e donna, ma un amore che li comprendeva tutti. Amore per un amico, per un figlio, per me stessa. Per la vita.
Si, l'amore che provavo per lui era un amore completo, che mai nella vita avevo vissuto prima.
Ed averlo perduto mi toglieva il fiato, mi sembrava impossibile, come se...io e lui "non potevamo" essere divisi.
Mia figlia era in ospedale, eppure non riuscivo a smettere di disperarmi per la scomparsa di Karol. Credetemi, io stessa lo ritenevo inconcepibile. Ma era realtà
La mia bambina guarì, e due settimane dopo la scomparsa di Karol mi trovavo in un'insula situata negli scavi di Ostia, dove io lavoro. L'insula era LA CASA DI DIANA, aperta in quei giorni per un evento speciale; io ero lì per far entrare il pubblico.
Pioveva, in quell'istante ero sola, al buio. Non avevo nemmeno acceso le luci. E pensavo al mio dolce Karol, al fatto che non avrei mai più ricevuto da lui quelle email piene d'amore, che mi riempivano il cuore.
Il mio cuore soffriva, aveva bisogno di lui, in un vuoto incolmabile.
Ero appoggiata al muro e guardavo i mattoni della parete in una piccola stanza davanti a me.
Silenzio assoluto, soltanto il rumore della pioggia che scendeva lieve.
Trattenevo le lacrime che a forza volevano uscire. Facevo una fatica enorme.
Quando ripensai che ormai Karol mi aveva lasciata per sempre, sentii un bisogno impellente di capire "perchè ci era successo tutto questo".
Perchè la vita ci aveva fatti incontrare per impedirci di viverci materialmente. Perchè ci aveva fatto vivere quel sogno magico quando poi tutto doveva finire.
E, con la disperazione dentro, nel silenzio della mente chiesi..."DOVE SEI? TI PREGO, DIMMI DOVE SEI!"
E proprio in quell'istante, sul muro di mattoni della parete nella piccola stanza che avevo davanti apparve una LUCE meravigliosa, che formava un disegno ben definito. La luce era color oro ed era tremolante.
Rimasi sbalordita e sentti, chiaramente sentii dentro di me "una voce senza voce" che mi diceva "EHI, SONO QUI!"...
Non ho mai provato nulla di simile in tutta la mia vita; stavo assaporando una gioia sconosciuta e difficile, impossibile da descrivere.
Evidentemente avevo il cuore talmente aperto che ho potuto ricevere da Karol il SEGNO DELL'IMMORTALITA' DELLA NOSTRA ANIMA.
Ci siamo "incontrati" in un punto misterioso della vita, tra dimensioni diverse: lui era ancora al limite della mia dimensione, io mi ero "elevata" al limite della sua, perchè l'amore inspiegabile che c'era stato tra noi non aveva nulla di terreno, era sembrato davvero magico, divino.
Non so quanto rimasi a fissare quella luce splendida che era lì per me. So soltanto che a un certo punto dovetti staccare gli occhi da essa "perchè stavo provando una gioia troppo forte", per me.
Si, era una gioia insopportabile, è per questo che dico sempre "HO PROVATO UNA GOCCIA DI GIOIA DIVINA".
Ormai tutte le cose incredibili che erano accadute tra Karol e me prima, durante e dopo il nostro incontro mi avevano già dato certezza che si trattasse di qualcosa che non apparteneva alla vita terrena; ma da quell'istante io ...compresi molte cose.
Sparì improvvisamente la mia paura della morte, sparì ogni dubbio in merito e si accese "per sempre" un sorriso nel mio cuore.
Questa storia meravigliosa mi ha fatto nascere per la seconda volta.
Ecco perchè insisto nel dire che nulla finisce. Mai. Ogni cosa si trasforma, nasce e muore, rinasce e poi, nuovamente muore per rinasce ancora...
Non ho dubbi sul fatto che io e Karol ci siamo amati moltissimo in altre vite. No, non ho dubbi.
E non ho dubbi che alla fine della mia vita lui sarà lì ad aspettarmi, e intanto sta vivendo con la sua anima nel mio cuore.
Non ho dubbi che in altre vite noi c'incontreremo ancora. E stavolta, dopo aver dato tanto, veramente tanto a questo amore, dopo aver amato infinitamente ed essere stati costretti alla totale rinucia fisica...non ho dubbi che potremo vivercelo, questo amore, come non ci è stato concesso in questa vita.
Eppure...sinceramente non so se viverlo materialmente potrà essere così immenso come lo è stato senza mai poterci vivere da vicino.

NON TEMETE, NESSUNO PUO' MAI MORIRE DAVVERO.
RIVEDREMO TUTTI.

laura ® - © brustenga

 

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