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Superare gli ostacoli

Post n°185 pubblicato il 15 Ottobre 2008 da laura_brustenga
 

Prendo tempo e aspetto che il tempo mi indichi la fine degli ostacoli del cuore. Mi succede di svegliarmi al mattino con tanta energia e tanta voglia di fare mille cose, e sempre con la voglia di sorridere, anche se...proprio appena sveglia NON MI PARLATE E SOPRATTUTTO NON MI FATE PARLARE... Ho bisogno di almeno una mezz'oretta per ricapitolare tutta la mia vita, di ricordarmi chi sono, cosa ci faccio al mondo, fino ad arrivare a questo giorno e metabolizzare se ci sono eventi lasciati in sospeso da ieri... Ecco, è proprio a questo punto che mi viene un attimo di depressione, perchè ultimamente...diciamo dagli ultimi 12 mesi trovo spesso degli ostacoli sulla mia strada, la stessa strada che a me piaceva tanto, avendola già liberata da vecchi ostacoli in precedenza... Era tutta libera, liberissima. Ma era un'oasi, un'illusione ottica nel deserto, oppure un attimo di pietà della vita per me, magari per farmi riprendere le forze e il respiro. Beh, quando poi ho ricominciato a scorgere nuovi ostacoli, sinceramente, ero pronta a saltare anche quelli, non ho mai avuto paura di farlo. Io affronto sempre tutto. Poi pensavo che c'è gente che non trova ostacoli ma muri di cemento che gli impediscono di ritrovare per sempre la serenità, allora cercavo di non lamentarmi troppo. Ma quando entri comunque dentro ad un labirinto e non trovi più la via d'uscita, ostacoli e muri diventano per te la stessa cosa. Ecco, a un certo punto io ho visto la fine delle mie forze, quelle che si acquistano soltanto quando il cuore batte serenamente, avendo trovato non più un ostacolo...ma il muro di cemento. L'ho trovato anch'io. E davanti a quello non ho potuto fare proprio nulla. Ah si, una cosa si: rassegnarmi a vivere accompagnata da un ricordo estremo, uno di quelli che ti lasciano un diamante e una batosta tra capo e collo. Ma la vera rassegnazione non è mai avvenuta, si trova tra il mio volere e il mio rimpianto di non aver fatto di più. Però che vuoi, il tempo aiuta, un pò aiuta. E se non dimentichi ti abitui alla sensazione di tristezza interiore permanente. Ok, ho accettato. Ma dopo essermi arresa davanti al muro di cemento non ho ancora ritrovato la mia vita, quella che era prima di un anno fa. Anzi, no: non è corretto. Io la mia vita l'ho ritrovata, o ancora non l'ho mai persa. Forse gli ostacoli mi hanno invece proprio aiutata a trovare me stessa come non avevo mai fatto. Si, è così. Beh, allora credo che mi devo ancora abituare a questa nuova persona che sente la frenesia di isolarsi per camminare con l'odore della terra bagnata sotto ai piedi, con il solo canto degli uccelli e i raggi del sole che penetrano tra i rami degli alberi, che si chiede com'è la vita di quella lucertola che passa, o quella della farfalla  lilla: io non ricordo di aver visto mai farfalle lilla. Non ricordo di aver mai visto un mucchio di cose, eppure credevo di aver osservato parecchio il mondo intorno a me. Ma forse ero troppo indaffarata con la profondità, e adesso che lì credo di esserci arrivata, torno a posare gli occhi in superficie. E' bellissimo. Ora il mondo si, lo vedo con occhi nuovi, ma non capisco perchè sento dentro di me una richiesta infinita di tristezza, se sento di essere profondamente felice. Ci sono altri ricordi da dimenticare, ci sono altri sogni da raggiungere. Al mattino esco di casa con la gioia nell'anima, il mondo mi sembra perfetto, come la mia vita. Poi, nel corso delle ore sembra sopraggiungere l'antagonista , quella che in sottofondo mi dice ANCHE IO SONO IMPORTANTE, IN FONDO E' GRAZIE A ME CHE HAI SCOPERTO LA TUA VERA FELICITA'. Sapete? Mi accorgo di guardare anche lei con occhi diversi, in fondo la tristezza non è così male, ho scoperto a cosa serve: è l'allarme di un nuovo sogno che nasce dentro di te e te ne mostra la tua paura di non poterlo realizzare.

laura b.

 

 
 
 
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