Creato da laura_brustenga il 23/02/2008

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« Il Tuo NomeL'Amore Ritrovato »

Niente avviene a caso

Post n°272 pubblicato il 22 Aprile 2009 da laura_brustenga
 

Era il 2002 quando una mattina venni "svegliata" da una voce di uomo, ma quella voce veniva da dentro, non dall'esterno: ricordo, mi alzai di scatto perchè la voce mi aveva detto una frase che io avvertii immediatamente come qualcosa di "misterioso". Però allora, ancora non sapevo certe cose. Ero ancora lontana da un mio cambiamento successivo. La voce, una voce possente ma nello stesso tempo dolce, aveva esclamato queste parole: "DENTRO DI NOI CI SONO SETTE COLORI, E OGNUNO DI QUESTI COLORI CI DA UNA GRANDE ENERGIA!". Mi chiesi subito cosa volesse dire quella cosa dei sette colori, mi chiesi quale fosse il messaggio, perchè ero certissima che di un messaggio importante si trattava. Io, coi miei sogni, ho sempre avuto un rapporto "stretto",si sono rivelati sempre molto importanti. Ma quella frase mi diede molto da pensare... Qualche tempo dopo sognai un numero: il "29". Era lì, davanti a me, era di colore rosso... Io lo guardavo, e lui "mi parlò". Mi disse: "IO TI FARO' VINCERE". Al risveglio pensai subito ad una vincita "materiale", è chiaro, non avendo ancora compreso nulla della vita, o almeno non avendo ancora quella consapevolezza senza la quale sei attaccata alla materia come fosse davvero così importante. Io vincevo spesso al gioco del lotto, sognavo numeri che poi uscivano, e spessissimo non li giocavo per pigrizia, ma uscivano sempre, e fortunatamente ho sempre preso la cosa supeficialmente, senza dare peso più di tanto. Già questo fatto di sognare dei numeri che immediatamente uscivano, mi faceva pensare a quale forte contatto con il subconscio avessi io, ero talmente "forte" in questo, che non mi sembrava possibile, se non ne fossi stata certa. Nel corso di quegli anni io m'imbattei casualmente in una scienza che dall'antichità studia le Energie planetarie, alle quali fino ad allora non avevo dato importanza, pur rispecchiandomi molto nella natura dei nati sotto il segno dei Pesci con ascendente Sagittario. Era intorno al 2003. Intanto i miei sogni cercavano di farmi capire qualcosa, e per farlo si servirono di una catena onirica alquanto indicativa e apparentemente subdola. Sognai un castello, fu un sogno meraviglioso, e al risveglio corsi a vedere i numeri di questo sogno: non l'avevo mai fatto prima. Quella volta lo feci. Poco tempo prima avevo vinto una considerevole cifra con un sogno di mio padre, morto qualche anno prima. Quella volta presi tre numeri ( castello, festa principesca, maggiordomo: i tre particolari che mi avevano colpito nel sogno). I numeri erano 6-23-90. Li giocai sulla ruota di Bari e di Venezia, le ruote dei sogni. Non uscirono la sera stessa, ma uscirono all'estrazione successiva: io però non li avevo giocati, all'estrazione successiva. Avevo "perso" una bella cifra. Quella notte sognai di trovarmi in una piccola stanza, seduta su un banchetto in un angolo, pensando al terno che non avevo giocato. All'improvviso vidi apparire davanti a me una donna vestita di azzurro, che non aveva piedi poggiati a terra ma era quasi "in volo", una bella donna bionda coi capelli lunghi, che sorridendomi mi porgeva qualcosa. Era un libro. Io guardai il libro, era a sfondo bianco e scritto in CORSIVO ELEMENTARE, coloratissimo, lessi il titolo: "Libro dei Sogni." Quando mi svegliai ebbi la certezza che quei numeri sarebbero usciti di nuovo. Li giocai la stessa sera, ma non uscirono. Qualche tempo dopo feci un sogno analogo a quello del castello, e nel sogno c'era una persona che aveva il nome con la C per iniziale. Quello che pensai fu di tornare a giocare quel terno su Bari e Venezia, ma stavolta qualcosa mi disse di giocarlo anche sulla ruota di Cagliari, proprio per quella iniziale del nome. Solo che io quel giorno ero influenzata ed ero sola. Sentivo che avrei dovuto alzarmi ed uscire a fare quella giocata, ma la pigrizia fu talmente tanta da autoconvincermi che non sarebbe uscita quella sera. Ma quella sera, su Cagliari uscirono i numeri 6-23-90. Avevo perso per la seconda volta. Non ci potevo credere! Ci fu poi una terza volta, analoga alle altre due. Mi chiedevo perchè, ogni volta c'era "qualcosa" che m'impediva di andare a giocare il terno vincente. Poi una psicologa freudiana amica, mi diede la risposta: "QUEL SOGNO  DEL LIBRO DEI SOGNI VOLEVA DIRTI CHE I TUOI SOGNI LI DEVI "GESTIRE" PER COSE BEN PIU' PROFONDE DI CIO' CHE E' MATERIALE"...ed evidentemente il mio stesso io impediva che le vincite mi potessero portare lontano da dove stavo per arrivare, da lì a qualche anno... Smisi di giocare, smisi di cercare di "materializzare" i sogni in "soldi". Il denaro appartiene al male, pur essendo principale materia di questa nostra vita. Cominciai a fare sogni bellissimi, uno ricorrente era quello di attraversare un cancello, significava un cambiamento importante. Sognavo di vedere la mia pelle bellissima, significava una rigenerazione. Sognavo di attraversare piccole aiuole senza pestarne i fiori, significava che stavo per avvicinarmi interiormente alla naturalità della vita e alla natura stessa. Sognavo terra, alberi rigogliosi...Significava vita, vita rigenerata. Sognavo di leggere un giornale e di accendere una luce sopra di me. Significava una nuova visione della vita. Erano sogni ricorrenti. Ma ne feci uno che ricorderò sempre: scavavo nella terra, c'era qualcuno sotto. A destra tirai fuori una vecchietta.  A sinistra una neonata. La destra è il futuro, la ragione. La sinistra è il passato, è il seguire il cuore e l'istinto... Significava che stavo per lasciare la "vecchia" parte di me per quella nuova. Pur se io sapevo dare un significato (aiutata da una psicologa freudiana) a tutto ciò, non capivo come avrei potuto evolvermi tanto, da quello che mi si diceva. Nel corso di quegli anni scoprii poi la mia vita...nell'universo. Il mio "tema di nascita" raccontava per filo e per segno di una bambina estremamente timida ma fortemente folle, che non ascoltava nessuno e che ogni sua idea veniva trasformata in realtà. Raccontava di mio padre, di mia madre, della mia famiglia com'era esattamente. Raccontava dei miei segreti che nessuno può sapere, e di come io sono stata in amore, nelle amicizie. Raccontava di come ho vissuto la mia infanzia, la mia adolescenza. Raccontava dei miei figli, esattamente tutto. Dalla vita più privata al lavoro. Rimasi stupita, così stupita che decisi di verificare personalmente tutto. E mi misi a studiare senza tregua l'astrologia "intesa come scienza". E il mio stupore non finiva mai. Capii che la nostra esistenza è fortemente collegata alle energie planetarie, e fu allora che compresi l'importanza di un meraviglioso ed inviolabile universo... Con l'approfondimento serio e obiettivo di questa splendida verità la mia vita prese già una nuova "direzione". Riuscivo finalmente a capire il perchè di tante disgrazie, potevo dare risposte a numerose domande. Fu proprio da qui che la strada si aprì verso cose grandiose ed inaspettate, assolutamente inaspettate. Il mio incontro con Karol. Questo è stato l'apice di una mia evoluzione che non avrei mai immaginato di avere. Oggi capisco molto di più l'importanza dei sogni. Quel "29" di colore rosso ( la vita), che mi diceva "IO TI FARO' VINCERE"... Karol tornò inaspettatamente nella mia vita, dopo il coma, precisamente il 29 FEBBRAIO 2008. Da quel ritono, l'incanto. I cancelli che nei sogni varcavo...La mia pelle rigenerata, le aiuole, la terra, gli albri rigogliosi, tutto aveva parlato giusto. E la vecchietta del passato, la neonata del presente, della strada del cuore...Tutto vero. E I SETTE COLORI, la nostra energia, i CHAKRA, che scoprii solamente dopo: incredibile ma vero, ho imparato allora a tirar fuori positivamente quelle energie. E il LIBRO DEI SOGNI... Ho seguito i messaggi onirici. Ne ho ricavato certamente molto di più...

Oggi sono consapevole di essere stata si fortunata, terribilmente fortunata. Ma anche brava a gestire la mia vita, soprattutto seguendo strade contorte, difficili, che però non potevo abbandonare, perchè ad indicarmele è sempre stato il cuore. E' stato faticosissimo. Ma ne è valsa la pena...

 

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