Creato da laura_brustenga il 23/02/2008

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Durante il suo coma

Post n°275 pubblicato il 02 Maggio 2009 da laura_brustenga
 

Dopo il primo infarto, Karol fu mandato in coma farmacologico e questo per evitargli i fortissimi dolori che il suo cuore spezzato gli causava. Karol, durante quei lunghi mesi di coma, non ha sofferto. Karol "era assente". Eppure Karol stava "spiandomi", Karol ha vissuto "con me" e a mia insaputa alcune cose. E al risveglio Karol sapeva di me cose che non poteva sapere, ma le sapeva. Mi disse che quando stai morendo rivedi chiaramente tutto il bene e tutto il male che hai fatto, ma essendo "privo" della ragione comprendi benissimo senza sorta di "ma", nè di "forse". Lo capisci e basta. Quando stai in coma non soffri perchè non hai la mente che ti avverte del tuo dolore. Questo fa capire che se anche hai un cuore frantumato per un dolore emozionale, se "non pensi" non soffri. La stessa cosa va per i sogni. Quando dormiamo la mente riposa, non lavora come quando siamo svegli, ma è lì esclusivamente per raccogliere le elaborazioni del subconscio che a sua volta ci avvisa di tantissime cose che ci riguardano, e lo fa con immagini "sostitutive" alla realtà. Al risveglio la mente ci dice "Ehi, hai fatto questo sogno!", ma non ci fa capire chiaramente il messaggio se noi non siamo più che esperti del nostro mondo onirico. Perchè durante il sonno noi siamo in balia del nostro vero essere, e chi ha più sensibilità riesce meglio a captare certi segnali importantissimi per la nostra vita. Insomma, durante il sonno siamo "veri", perchè la ragione è limitatissima. E dunque, per chi vive immerso nella materia e attaccato fortemente a questa vita, la ragione è solitamente un punto importante di riferimento. "Io amo lui, però l'altro è più ricco e può darmi la vita che desidero"...oppure " Sono diventato avvocato perchè mio padre ci teneva"... Ecco, secondo me sono questi i veri errori. Io non sono perfetta, anzi sono stata la fotocopia dell'imperfezione. Colei che fin da bambina di ragionare non ne voleva sapere, se questo significava distruggere i miei sogni. La mia mente è sempre stata alle dipendenze del cuore, mai il contrario. E si sa che così facendo la vita può darti spesso belle "mazzolate". Così tutti lì a dire..."Hai visto? Te l'avevo detto che avresti fatto un errore!" E quando sei molto giovane...rischi anche di crederci. Io però non ho mai ascoltato quelle voci, io continuavo a seguire...i suggerimenti del mio cuore. Inutile dire che Laura aveva il marchio della ribelle e della "sbagliata". Ma Laura sentiva dentro la convinzione chiarissima che la strada del cuore era "la mia strada". Nessuno ha mai potuto bloccare quella strada, che io ho sempre difeso a morsi. Ma a un certo punto della mia vita, la mia vita è cambiata meravigliosamente. Ho vissuto qualcosa di veramente magico e in questo mi sento estremamente fortunata. Ma non dò tutto il merito alla fortuna, una parte di merito lo dò anche a me stessa. Oggi ho compreso innumerevoli verità e ho capito che se segui il tuo cuore segui la giusta strada del tuo Karma , se segui la mente essa ti fa deviare dal tuo karma. Oguno di noi sceglie se restare vicino a se stesso o se allontanarsi, d'altra parte ognuno è padrone della sua vita. Abbiamo tutti delle sensazioni, tutti abbiamo dalla vita dei segnali quasi impercettibili, ma se si è ciechi e sordi tutto ciò passerà inosservato, ed è un vero peccato. Gli "errori" che fai e di cui gli altri ti colpevolizzano, non sono errori, se fatti seguendo il cuore. Lo sono solo alla vista di chi il cuore lo "usa" esclusivamente come meccanismo per tenersi in vita. Ma per te, "quegli errori" sono la strada tortuosa che devi fare per arrivare alla comprensione di molte cose, e per arrivare un giorno alla comprensione reale di te stesso. Bene, se io non avessi seguito questo cuore che per tutta la vita mi ha tenuta per mano dandomi sostegno anche nel "conto" di certe situazioni, se io avessi usato la ragione, se io avessi razionalizzato il mio incontro con Karol ( e vi giuro che all'inizio un pò mi veniva di farlo)...avrei dato un calcio ad una storia che è la storia della mia vita, che mi ha fatto scoprire un mondo meraviglioso, che mi ha tolto il velo dagli occhi, e che mi ha messa in contatto con la sua anima, dopo la sua morte. Caspita, quando ci penso mi viene ancora da stupirmi. Ogni volta. Eppure è tutto meravigliosamente vero. C'è stata un'evoluzione interiore ricchissima, in me. Grazie al mio incontro con lui, e grazie a un fortissimo, inspiegabile e, credetemi, soffertissimo dolore. Questo mi ha insegnato che nella vita tutto è contrario alla realtà che davvero ci appartiene. Il dolore non è dolore. E' la mente che ci fa sentire dolore. E' la dipendenza che ci fa sentire dolore. E' la "mancanza di libertà" che ci fa sentire il dolore. Fuori dalla mente...tutto è assolutamente libero da ogni limite...e tutto è possibile.

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 laura brustenga

DEDICATO A KAROL / http://blog.libero.it/PRIVATISSIMO/

 

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