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Creato da pabloandres50 il 01/01/2008
astrologia per una diffusione della cultura esoterica in contrapposzione ma non in conflitto con la cultura materialistica. Interpretazione delle realtà sottili che ci circondano.

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Ti ringrazio son ocntento che ti sia piaciuta questa mia...
Inviato da: pabloandres50
il 18/05/2012 alle 16:37
 
Bellissimae vera........^__^
Inviato da: melonima62
il 08/05/2012 alle 01:11
 
:-D
Inviato da: pabloandres50
il 02/04/2012 alle 01:19
 
e tutto vero quello che hai scritto...abbiamo bisogno di...
Inviato da: bbcoco
il 31/03/2012 alle 14:23
 
RICEVO QUESTO COMMENTO DA UN GENTILE LETTORE:Ciao...
Inviato da: pabloandres50
il 21/03/2012 alle 08:57
 
 

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ASTRODIETA DI PABLO

Post n°251 pubblicato il 21 Maggio 2012 da pabloandres50
Foto di pabloandres50

Ho esordito nel mondo dei "blogger" con ASTRODIETA, 277 post fa,


il 21 luglio 2008, con un post "siete Acidi o siete alkalini". http://www.spiritual.it/siti-web/astrologia-olistica-astrodieta-di-pablo,7,101032

L'astrologia, combinata a naturopatia è precisamente una forma di medicina primitiva, un insieme di pratiche tendenti a mantenere o ripristinare lo stato di salute, correggendo quegli squilibri funzionali che costituiscono le infermità, facendo il minor ricorso possible alla medicina allopatica tradizionale. Questo è un aspetto che riguarda un ramo molto importante dell'astrologia, l'astrologia medica. Questo settore è controcorrente in quanto afferma che l'individuo è al centro, che non esistono cure "collettive", che vanno bene per tutti e che sono spinte e motivate da puri interessi economici e di guadagno da parte delle case farmaceutiche, ma che è utile tener presente, partendo dalle condizioni mentali, spirituali e animiche del soggetto per arrivare ad un recupero anche parziale della salute. Quindi l'unica branca della medicina che si avvicina a questo concetto può essere l'omeopatia, la naturopatia, le cure naturali. Le scuole antiche avevano bene presente questo approccio, da Ippocrate "Primum non nocere", quindi evitando la medicina iatrogena, con effetti collaterali molto negativi, e La Scuola Medica Salernitana, fondata a Salerno tra il IX e il X secolo, che era la più importante istituzione medica occidentale di tutto il Medioevo. Il più noto tra i molteplici scritti redatti da questa scuola è il Regimen Sanitatis Salernitanum (Regole Sanitarie Salernitane, noto anche come Flos Medicinae Salerni, Il Fiore della Medicina di Salerno), un breve trattato in versi di precetti medico-sanitari che riassume la sapienza medica dell'epoca:



"Se non hai medici a portata di mano, ti facciano da medici queste tre cose: mente serena, riposo e moderazione nel mangiare.



Non metterti a tavola, se non senti lo stomaco vuoto e libero dal cibo del pasto precedente.



Se non vuoi avere problemi, comincia ogni pranzo con un bel bicchiere di vino.



La prima digestione avviene in bocca.



Durante i pasti, bevi poco e spesso.



Se vuoi dormire bene, alla sera mangia poco.



Formaggio e pane è cibo per chi è sano.



Di primavera fa pasti leggeri. D'estate ricorda che troppo cibo è nocivo. In autunno sta bene attento alla frutta, che non ti faccia male. D'inverno mangia e bevi quanto vuoi.



Dopo pranzo riposa, dopo cena passeggia.



Se la sera hai bevuto troppo, ribevi vino la mattina e ti farà da medicina





Contro la forza della morte non c'è medicina negli orti."


La dieta deve sempre essere rispettosa dell'organismo e del metabolismo, adatta alle esigenze personali e attenta ai reali fabbisogni. Aggiungiamo l'ambiente: la sua salvaguardia è la nostra vita.

Nel mondo di oggi, a dimostrazione della ciclicità degli eventi, che è alla base dell'astrologia, viviamo una situazione assurda, una piccola parte dell'umanità è bene pasciuta, sovrappeso, o addirittura obesa, e l'altra parte, in grandissimi numeri, muore di fame. Con gli avanzi e gli sprechi del mondo occidentale si potrebbe benissimo sfamare tutti gli altri, ma, per una lunga serie di motivi egoistici, questo gesto riequilibratore non solo non si fa, ma non ci si pensa neppure a farlo. Recentemente è tornata alla ribalta la dieta con una polemica legata alla dieta del francese Dr. Dunkan, radiato dall'albo dei medici, che altro non è che il prolungamento della dieta Atkins anni '70, che promuoveva una dieta strettamente proteica. E' ovvio che questa dieta, partendo già dal precetto dell'equilibrio, è molto squilibrata e spesso dannosa. Aumenta terribilmente il grado di acidità del sangue. Parallelamente si ripropone sul web in alcuni casi di patologie tumorali, l'uso del bicarbonato di sodio, come elemento alcalinizzante di origine naturale.
Ritorno al punto primo, non esistono diete che vadano bene per tutti, in quanto ognuno ha il suo fabbisogno, il suo stile di vita, e apprezza il cibo in modo diverso. Quello chè è certo è che una gran parte degli squilibri alimentari di vari soggetti hanno origine in uno stile di vita stressante, poco sano potenziato da abitudini malsane quali vita sedentaria, alcol, fumo, droghe o abuso di farmaci inerti prodotti dalla chimica moderna, la più dannosa. La via della natura, dei prodotti biologici è sempre da preferire come prima via verso la salute ed il suo mantenimento.
Per concludere:
Ad esempio di individualità portata all'eccesso voglio citare uno degli scrittori che preferisco, Charles Bukowski, perchè egli nei suoi scritti si attribuisce il potere di trasformare vizi biblici in eroiche virtù:


"Ospedali, galere e puttane: sono queste le università della vita. Io ho preso parecchie lauree. Chiamatemi dottore."

 
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I GEMELLI, L'ENIGMA DELLO ZODIACO

Post n°250 pubblicato il 18 Maggio 2012 da pabloandres50
Foto di pabloandres50

 



Il "Gemelli" astrologico è un segno devoto al pianeta Mercurio, sanguigno, collerico, nervoso. Racchiude nel suo pugno il terzo passaggio stagionale. Dopo Toro ed Ariete, che indicano il binomio di azione pura e muscolare e conseguente rilassamento e riposo, è il primo segno mobile di instabilità che agisce nel campo delle idee, o meglio detto nel cambio di idee. Nel segno troviamo l'esilio di Giove e l'esaltazione di Urano, nel senso che il cambio di idea spesso non ha uno scopo preciso. E' il segno del vento, delle api, dell'intelligenza umana, come nel manto del Santo Apollinare. Apollinare porta il manto sacerdotale adorno di tante api d’oro: le api sono il simbolo dell’eloquenza, della parola dolce come il miele che esce dalla bocca di chi è capace di interpretare il “messaggio” per la propria comunità. La storia o leggenda di questo Santo interpreta bene l'atteggiamento mercuriale nella passione e nello scritto della Legenda Aurea di Jacopo da Varazze.
Si racconta che Apollinare, nato ad Antiochia nella provincia romana della Siria, divenne discepolo dell'apostolo Pietro, allorché questi si trasferì in città, probabilmente intorno al 44. Su incarico del santo, Apollinare si recò a Ravenna, nella cui città guarì la moglie del tribuno, portando alla conversione e al battesimo tutta la sua famiglia. Non appena il giudice lo venne a sapere, convocò il santo, costringendolo a sacrificare alle divinità pagane nel nome di Giove. Apollinare rispose affermando che gli idoli erano solo oro e argento, materiali che era meglio destinare ai poveri. I pagani lì presenti, adirati dalle sue parole, gli si avventarono addosso, malmenandolo e abbandonandolo mezzo morto per la strada. Tuttavia i fedeli lo raccolsero affidandolo alle cure di una vedova, la quale, dopo sette mesi, riuscì a farlo riprendere.

In senso più lato i Gemelli hanno fortissime assonanze con il Paese Italia ( la repubblica è nata il 2 Giugno) e per una forte propensione alla strafottenza giuliva, la ribellione e soprattutto all'impunità.
In questo paese dove i vecchi si comportano molto peggio dei giovani (ovviamente faccio riferimento alla classe politica italiana, la più vecchia d'Europa) e danno il cattivo esempio, sono proprio i giovani, e solo loro, che possono cambiare gli equilibri, come si vede chiaramente oggi dal nascente Movimento Cinque Stelle, un derivato dei Qualunquisti del passato. Altri valori dei Gemelli sono rintracciabili nelle seguenti categorie: sensualità, malizia, stile ironico dei politici, critica, ironia, prestigio, recita, protagonismo, fascino, estro, stravaganza, attori, grinta, beneficenza, prolificità e somiglianza, sornioni, jet-set, trono trovato/perduto, bisogno di apparire, urlare, i paradossi, l'inganno, la simpatia. I Gemelli sono bugiardi è uno dei luoghi comuni dell'Astrologia di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Nella logica il paradosso fondamentale del mentitore è descritto come: data una proposizione autonegante come "Questa frase è falsa", nessuno riuscirà mai a dimostrare se tale affermazione sia vera o falsa; se infatti fosse vera, allora la frase non sarebbe veramente falsa (la verità della proposizione non invalida la falsità espressa nel contenuto della proposizione). Se invece la proposizione fosse falsa, allora il contenuto si capovolgerebbe (è come se dicesse "Questa frase è vera") quando abbiamo appena affermato il contrario.
Da qui l'enigma: con i Gemelli, chi ci capisce è bravo.

 
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IL TORO E LA BELLEZZA

Post n°249 pubblicato il 06 Maggio 2012 da pabloandres50
Foto di pabloandres50

 

Cogli questo piccolo fiore

e prendilo. Non indugiare!

Temo che esso appassisca

e cada nella polvere.

 

Non so se potrà trovare

posto nella tua ghirlanda

ma onoralo con la carezza pietosa

della tua mano - e coglilo.

 

Temo che il giorno finisca

prima del mio risveglio

e passi l'ora dell'offerta.

 

Anche se il colore è pallido

e tenue è il suo profumo

serviti di questo fiore

finchè c'è tempo - e coglilo.

 

 

RABINDRANATH TAGORE

Calcutta,1861-Santiniketan,1941)

 

 

Solo le Cose Mentali sono reali: di ciò che si

chiama Corporeo Nessuno conosce la Dimora...

(William Blake)

 

Con Giove in Toro l’intelletto (nus) entra nella dimora di Afrodite, la bellezza.

Dimentica le astrusità concettuali, le dispute mentali, evita la distruttività, per adagiarsi placido e tranquillo ad ammirare la bellezza. Il Toro, primo segno di Terra, fisso, Venusiano si oppone allo Scorpione. Questa polarità sta ad indicare un potente egoismo... Avendo assorbito in modo massiccio le energie terrestri, il nativo non ha permesso agli altri di trarre dei profitti a meno che non sia assolto il problema che pone lo Scorpione, il senso del sacrificio, creando un'antitesi tra volgere sempre a suo profitto danaro, sesso, poteri religiosi lasciandosi assorbire completamente da essi, ma tormentato continuamente dall'indecisione fra il bisogno di accumulare dei beni inutili e quello, irresistibile, di lasciar perdere tutto! Questa polarità, giocando su due segni fissi, se il Quadro Natale lo conferma, indica una mancanza di flessibilità e di adattamento a questo enigma. A scopo dimostrativo si può usare un esempio illustre, la vita di Oskar Schindler (Svitavy, 28 aprile 1908 – Hildesheim, 9 ottobre 1974) Toro con Sole in II casa, quindi con qualità Taurine doppiamente potenziate, e l'ottava casa in Scorpione libera.. E con Giove in Leone in quadratura a potenziarne la generosità. Schindler è stato un imprenditore tedesco, famoso per aver salvato, durante la Seconda guerra mondiale, circa 1.100 (secondo altri, come riportato sulla sua lapide, 1.200) ebrei dallo sterminio (Shoah), con il pretesto di impiegarli come personale necessario allo sforzo bellico presso la sua fabbrica di oggetti smaltati, la D.E.F. (Deutsche Emaillewaren-Fabrik), situata in via Lipowa n. 4, nel distretto industriale di Zablocie, a Cracovia. Alcuni dicono che, almeno inizialmente, abbia agito a scopo di lucro sfruttando il lavoro sottopagato di persone in stato di bisogno, come molti altri imprenditori in tutta la Germania. In seguito, tuttavia, iniziò a difendere attivamente i suoi operai. Egli avrebbe sostenuto che alcuni lavoratori incompetenti erano in realtà essenziali per il buon andamento della fabbrica, e qualsiasi danno che veniva loro fatto, risultava nelle sue proteste e richieste di risarcimento al governo. Schindler’s List è un film di Spielberg ambientato nel periodo nazista. Il protagonista è Oskar Schindler, un imprenditore tedesco molto intraprendente che pensa di arricchirsi grazie alla guerra: decide, così, di riaprire una vecchia fabbrica e di assumere personale ebreo da pagare molto poco. Nella sua fabbrica, cominciano ad affluire sempre più ebrei, che riescono solo così a salvarsi dalla deportazione.

L’industriale finisce per trovarsi sempre più coinvolto in un impegno umanitario teso a salvare la vita di centinaia di ebrei. Per raggiungere il suo scopo non esita a ricorrere anche alla corruzione di qualche gerarca nazista. A guerra finita Schindler ha esaurito completamente il suo patrimonio, ma ha salvato più di mille ebrei. Adesso Oscar Schindler è sepolto nel cimitero cristiano di Gerusalemme e sulla sua tomba è posta l’epigrafe “Giusto tra i Giusti”. Colpisce molto che un imprenditore votato al guadagno e ad allo sfruttamento possa cambiare, e diventare attraverso uno sforzo costante di solidarietà, altruismo, e rispetto verso tutti gli altri nostri fratelli, un “Giusto fra i giusti” e che nonostante l’immane sforzo fatto e la condizione di pericolo continuo in cui vive, arrivi ad immalinconirsi e arrabbiarsi con se stesso, perché prova il rimorso di non essere riuscito a fare di più. Il pianto di Schindler quando a guerra terminata, guardando la sua automobile, pensa che se l’avesse venduta avrebbe potuto salvare qualche altra vita, è tra l'altro una delle più belle e delle più commoventi scene del film in bianco e nero di Steven Spielberg del 1993, protagonista Liam Neeson.

In questa storia vera, il segno Toro rivela le sue migliori qualità, il senso del Bello, e cosa c'è di più bello che salvare una vita umana. Ma non solo. La malinconia e la tristezza per non aver potuto fare di più. E lascia un messaggio chiaro e luminoso, un'elegia sinfonica dedicato a tutti coloro che credono nell’Armonia. A tutti quelli che credono nella sacralità della giustizia come nel caso della Musica la più Bella di Tutte le Arti Umane, la Musica dell'amore, quella che ci avvicina di più a Dio. Il Grande sacerdote dice a Pitagora:

“La Musica è la via della salvezza”.

 
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Voglio bene

Post n°248 pubblicato il 02 Maggio 2012 da pabloandres50
Foto di pabloandres50

Voglio bene a me stesso
voglio bene ai miei genitori
dovunque essi siano
voglio bene
anche di più ai miei figli
e anche ai figli dei miei figli
e più oltre dei miei figli
a tutti i fratelli e le sorelle
voglio bene ai due impiegati
di Jorge Luis Borges
in un caffè del Sud
giocano
in silenzio agli scacchi
voglio bene agli scacchi
al silenzio della musica
alla dama e alla CIA
voglio bene al male
e voglio bene al bene
perchè so di entrambi
voglio bene alle differenze
voglio bene alle stelle
alle luci
e alle farfalle


agli albatros

ma anche alle falene notturne
voglio bene ai baci
alla solitudine ed al silenzio
al mattino radioso
al temporale estivo 
al deserto assolato
alle statue di sale
e all'opacità del muschio
voglio bene a te e a me
voglio bene a te
perchè è giusto
e a me perchè è doveroso
ma non smetterò
di volerti bene
come un maratoneta
tra alleati di sorte comune
perchè mi ostino
anche alla fine
voglio bene al principio
e in tutto quello
che sta di mezzo
alla sintesi
alla morte
alla rinascita
la timida sofferenza
ed il regio dolore
sulla strada polverosa
e nella fatica di voler bene
voglio bene anche a te
stanchezza
che continui
a volermi bene
tu
che non ti stanchi mai
e mi lasci libero
di volerti bene
voglio così un gran bene
al vivere
e all'amore
perchè solo così
ha per me un senso
voler bene all'ansimare
del fantino
nella notte senza nome
che svanisce
alle prime tremolanti
luci dell'alba
quell'attimo
solo cupo e disperato
che attende
in cima alle scale
dell'invisibile
in un vorticoso
diverso lontano
e dubbioso stato
di evanescenza
amo ciò che rimane
questo senso
di aver arricchito
il bene
volendo bene anche al male
ed è questo che ti lascio
giocoliere delle notti
perdute e senza speranza
e anche a te voglio bene
anche se non sai
non capisci
cosa vuol dire
voler bene
e qualunque altra cosa
significhi per te
vivere e soffrire
ti voglio bene

 
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Hypo physeos anankaias

Post n°247 pubblicato il 22 Aprile 2012 da pabloandres50
Foto di pabloandres50

PLOUTOS E LA CECITA' DEL MALE


Tutto cambia… __

Ciò che oggi ritieni giusto,
domani potrai considerare sbagliato…
ciò che oggi approvi,
domani potrai disapprovare…
ciò che oggi ti piace tanto,
domani potrà disgustarti…
ciò che oggi scansi come dannoso,
domani potrai cercare come vantaggioso…
ciò che oggi ami,
domani potrai odiare…
Non dare mai niente per certo.
Finché vivi niente resta immutato.
Ciò che non cambia muore.
Se vuoi vivere, cambia.
(Omar Falworth)



Plutone, che è tra le altre cose anche il nome di una commedia di Aristofane che risale al 445 A.C. è il pianeta della trasformazione.
Da quando è stato individuato il pianeta nano, era il 1930, Plutone ha percorso solo metà dello zodiaco, da Cancro a Capricorno. In Capricorno stazionerà fino al 2025. Ci permetterà di ritrovare l'attualità, come nella commedia di Aristofane dallo stesso nome, delle tematiche come la degenerazione politica, civile e culturale o l'uso alchemico della fantasia...ovverossia, perchè gli dei non salvano l'uomo dal male?

Nei post precedenti si è parlato di Plutone, dio degli inferi.
Dice Carl Gustav Jung: "Un uomo posseduto dalla propria Ombra inciampa costantemente nei suoi errori. Ogniqualvolta è possibile, egli preferirà fare un impressione sfavorevole agli altri. A lungo andare la buona sorte è sempre contro di lui, poiché vive al di sotto del proprio livello e, nel migliore dei casi, raggiunge solo quello  che non gli compete e non gli concerne. Se non c'è alcun ostacolo in cui inciampare, egli se ne costruirà uno apposta e poi crederà fermamente di aver fatto qualcosa di utile." Quindi il transito ci costringe a guardare bene bene la propria ombra, e poi anche quella collettiva, della generazione in cui viviamo.

Nell'Energetica psichica Jung fornisce un immagine della psiche come di una molteplice corrente energetica che intanto può sussistere in quanto esistono i poli o le differenze di potenziale entro cui l'energia stessa si stabilisce. Solo in tal modo l'energia che prima andava dispersa nell'Ombra non riconosciuta o rifiutata diviene disponibile all'Io. L'Ombra è quel che di noi non può essere risolto in valore collettivo, essa si oppone ad a ogni valore universale. Va da sé che la vera individualità, la singolarità irripetibile, i cui profeti moderni sono Kierkegaard e Dostoevskij, risiede nell'Ombra. Nell'istante in cui l'uomo accetta nella propria dinamica psichica l'Ombra egli accetta di individualizzarsi. Dal punto di vista di una morale collettiva, l'integrazione dell'Ombra permette la fondazione di un'etica individuale in cui i valori universali  vengono perseguiti in quanto vengono continuamente rapportati al singolo, o meglio all'elemento individuale della personalità.

Di Plutone parla anche Dante:« Canto settimo, dove si dimostra del quarto cerchio de l’inferno e alquanto del quinto; qui pone la pena del peccato de l’avarizia e del vizio de la prodigalità; e del dimonio Pluto; e quello che è fortuna. » (Anonimo commentatore dantesco del XIV secolo)
Il canto inizia in modo sinistro con la minacciosa invocazione di Pluto "Pape Satàn, pape Satàn aleppe", interrotta da Virgilio che, dopo aver confortato Dante, fa tacere il mostro (sui cui attributi fisici viene speso meno di un verso) con una variante del "Vuolsi così colà dove si puote".  Plutone è qui posto in quanto dio pagano della ricchezza. Una similitudine chiude l'episodio di Pluto: Come le vele gonfie al vento che cadono giù quando si spezza l'albero di una barca, così si quietò "la fiera crudele".
   
Quindi Plutone risale ai Greci: riscopritori di una sapienza antichissima. La triade degli dei e dei potentati esclude Saturno dell'Età dell'Oro, il tempo dell'uomo razionale, pacifico che vive di agricoltura e scambio, pacifista. Rimangono in tre Giove tra la Terra ed il Cielo, Nettuno, Dio dei Mari sconfinati, e Plutone, la ricchezza del suolo, il corrispondente di Malkuth, il regno della terra, o Divina Immanenza nella Cabala Ebraica, che domina la materia, la fruizione, il corpo fisico ed i sensi. Ed ecco l'ironia di Aristofane nella sua omonima commedia: cosa succederebbe se improvvisamente Plutone, cieco distributore delle ricchezze su questa terra, riacquistasse la vista, aprendo  così la via ad una redistribuzione dei beni che premi gli uomini buoni ed onesti invece dei malvagi senza scrupoli? Come è attuale questo problema! E la risposta anche è certa, la povertà è necessaria per l'equilibrio nel mondo degli uomini, come stimolo all'intraprendenza e all'attività umana. E quindi vincono le forze della prassi, non quelle della conoscenza. E dal demone Plutone il problema presentato in fondo è proprio questo: come rovesciare e sovvertire l'ordine precostituito. La cecità è anche il re ed il simbolo archetipo delle limitazioni umane.

Agli dei greci può succedere infatti di ricevere una ferita se si immischiano troppo in una battaglia tra esseri umani, e nel caso di Plutone è quella della cecità-. Da questa antica radice fiorisce un vero problema teologico. Quali sono i rapporti di forza tra queste varie divinità all’apparenza di pari forza? Perché Zeus ad esempio si giova della sua prevalente forza per violare diritti? Ergo : perché gli dei non impediscono il male, il trionfo del male, perché consentono il dolore e la sofferenza del giusto? Per i cristiani il problema è insolubile (o solubile con qualche sofisma intorno al male a fin di bene).
Per i Greci dell’epoca arcaica la risposta era dura, non consolante, ma era comunque una risposta: anche tra gli dei vige la legge del più forte, legge che – al di là della retorica consolatoria – regna dovunque tra gli umani. Lo dicono gli Ateniesi ai Meli, nel celebre «dialogo del carnefice con la vittima» nel quinto libro della Storia tucididea, onde togliere ai Meli ogni illusione: «noi riteniamo che, a quanto si sa tra gli dei, ma certamente tra gli uomini, in forza di una necessità (hypo physeos anankaias), chi è più forte comanda. Non siamo noi ad aver stabilito questa norma, né siamo i primi ad attenerci ad essa; l’abbiamo trovata che c’era già e la lasceremo in eredità a chi verrà dopo, per sempre».

 Plutone (Pluto, -onis) è anche una delle principali divinità della mitologia romana, signore dell'Ade sul quale regna assieme alla dea Proserpina. Corrispondente all'Ade greco, il cui nome, che significa il ricco, era presso di essi un sinonimo.
Fu assimilato all'antica divinità del Dis Pater, divinità Celtica della Foresta Nera e ne riprende i caratteri mitologici: è figlio di Saturno e Cibele, ed assieme a Nettuno e Giove (padre della seconda generazione degli déi), partecipa alla titanomachia e la successiva spartizione dei mondi. Giove sceglie la terra e il cielo, Nettuno il mare, Plutone il regno delle ombre.
Secondo la mitologia, Plutone, non riuscendo a trovar moglie a causa del suo regno, rapì Proserpina mentre era vicina all'acqua, infatuato anche dalla più letale delle frecce di Amore e la condusse nell'Ade dove la fece sua sposa. Dai Romani Plutone, pur se associato al regno dei morti, veniva considerata una divinità benevola e generosa, in quanto dispensatrice delle ricchezze ricavate dalle miniere.
Veniva detestato dagli dei e temuto dal popolo che temeva pronunciare anche solo il suo nome, per paura di scatenare la sua ira, poiché era il Dio della Morte e delle Tenebre. Le piante a lui sacre sono il cipresso ed il narciso. In Geologia, ha dato il nome al Plutonismo, una teoria proposta del geologo scozzese James Hutton nella seconda metà del XVIII secolo, secondo la quale, nei processi generatori di rocce, dovevano essere presi in considerazione soprattutto i fattori magmatici, attribuibili cioè al "calore sotterraneo" della Terra.
Plutone, veniva raffigurato molto spesso nei dipinti con la terra in mano e come un uomo maturo, dallo sguardo severo, barbuto e con folta capigliatura. Sovente è assiso con in mano uno scettro su un trono d'ebano e con il cane tricefalo Cerbero ai piedi. Viene rappresentato anche con un mazzo di chiavi in mano sopra un carro trainato da cavalli neri. Dis Pater la divinità primordiale è la Divinità della morte Personificata.

Astrologicamente parlando

Anche se gli astronomi hanno retrocesso Plutone nel 2006, ed è ormai considerato un "pianeta nano", per gli astrologi invece riveste un'importanza straordinaria.
Che dire di Plutone e come influenza il tema natale individuale?:
La posizione della casa di Plutone è la prima chiave per capire quale area della vita emanerà la trasformazione più drammatica. Spesso è l'area che individua il maggior desiderio, ma allo stesso tempo dove il raggiungimento della sua visione ideale finisce per essere difficile o impossibile, al punto che che, come cercavo di spiegare prima siamo costretti a "sperare nei miracoli".. Spesso dobbiamo subire un processo straziante per lasciarsi andare e costruire una fede irrazionale contraria ai principi della vita stessa, dove come si sa, i miracoli non succedono (quasi) mai. Parole chiave di Plutone: trasformazione, distruzione, creazione, rigenerazione, guarigione, rinnovamento, lotte di potere, sconvolgimento. Il significato di Plutone in Astrologia mostra l'area della vita in cui si cerca il potere personale, come nei libri di Castaneda "lo sciamano" che ci proporzioni poteri immensi di creazione e distruzione. E 'la porta attraverso la quale si nasconde compresso lo spirito e l'energia primordiale di rinnovamento.
Plutone governa lo Scorpione con la sua morte e la rinascita come in un detto sufi, "Muori molte volte prima di morire", "Colui che muore per amore del mondo materiale, muore da ipocrita. Colui che muore per amore dell'aldilà muore da asceta. Ma colui che muore per Amore della Verità muore da Sufi". Potremmo anche pensare che non possiamo esistere senza la terra sotto di noi, ed il nostro senso di chi siamo, ma se siamo coraggiosi, veniamo a scoprire che la vera vita avvine dopo la morte dell'ego. Un altra faccia di Plutone è Azrael ("Colui che Dio aiuta", talvolta chiamato anche Izra'il, Azra'il, Ashriel, Azriel, Azaril) è l'Arcangelo che governa su tutto ciò che è occulto e misterioso, è il Custode della Vita e della Morte ed il Guardiano delle Anime. Nel Libro di Tobia (Bibbia) e nel Corano Azrael appare come la personificazione della Morte, nella teologia islamica è uno dei quattro Arcangeli principali (con Mikhail, Djibril ed Israfil). Si narra che Azrael sia stato l'angelo che porse a Dio una manciata di terra dalla quale nacque Adamo. Azrael tiene il rotolo dove sono scritti i nomi di tutti gli esseri umani. Quando si avvicina il giorno della morte di una persona, una foglia col suo nome precipita dall'albero situato sotto il trono di Dio e dopo che quaranta giorni sono passati, Azrael separa l'anima dal corpo.
Nella codificazione archetipologia Azrael, come nel segno dello Scorpione, governa la sessualità e la morte-rinascita, le due tematiche sono infatti indissolubilmente legate: attraverso un atto sessuale nasciamo nel mondo fisico e mediante la padronanza dell'energia sessuale possiamo raggiungere l'immortalità (ved. gli insegnamenti di Alchimia Interna taoista). Non a caso - secondo la Medicina Tradizionale Cinese - l'essenza vitale individuale (Jing) è strettamente correlata sia all'energia sessuale sia all'aspettativa di vita, esaurita infatti l'essenza Jing la nostra vita terrena ha termine.  Il segno dello Scorpione infatti, domicilio di Plutone è lunare, è un segno di Acqua collegato all'ottava casa dello Zodiaco, cioè alle tematiche di vita e morte, di ciò che è nascosto, e alla sessualità. Regola il rapporto con l'inconscio, le trasformazioni e le pulsioni. Ha una natura contraddittoria, è idealista e tenace. Ambizioso e ribelle, lo Scorpione può essere inquietante ma sempre affascinante, è leale e generoso con gli amici. Plutone assieme allo Scorpione e l'ottava casa, governa l'inconscio, il mondo invisibile, le ambizioni di potere, l'influenza sulle masse, le emozioni sepolte e inconfessate, la libido, la vita sessuale, gli accadimenti inspiegabili, i cambiamenti prorompenti, la rigenerazione. Plutone rivela dunque i segreti delle profondità e gli abissi dell'Anima che rimangono inaccessibili alla ragione, a lui è connessa la forza della Kundalini-Shakti, che può distruggere o rigenerare. Plutone definisce il nostro modo di affrontare e gestire il potere - personale e impersonale - e la sopportazione del potere quando viene esercitato su di noi. Descrive il modo in cui affrontiamo il demoniaco ed il magico, rappresenta il potere rigenerativo e la nostra capacità ai cambiamenti radicali e alla rinascita: cicli della morte e del divenire. Plutone è il dragone guardiano della soglia delle tradizioni occulte. In tutti i suoi aspetti astrologici sono presenti i temi della potenza, del segreto, del sesso, del nulla, della morte e della trascendenza. In negativo Plutone esprime la volontà di potenza, il non adattamento, la mancanza di mezze misure, la critica eccessiva, il desiderio di sottomettere gli altri, il cinismo, la solitudine.

Questa tabella può essere utile nell'affrontare le problematiche Plutoniane:
NUMEROLOGIA:
(11)  è un numero maestro, rappresenta una dualità equilibrata, in cui ciascuno è un'unità in se stesso
(5) numero della dinamicità, dell'azione, della sessualità
COLORE:  ROSSO SCURO (pianeta, segno), NERO (pianeta, segno), ARANCIO (chakra)
METALLO: Bario
ESSENZA: Ylang Ylang
GIORNO: Sabato
ORGANI: organi sessuali, colon

CRISTALLI: Granato Rosso, Zincite (regola le spinte sessuali e creative, pulisce i blocchi nel secondo chakra)
ESSENZE CHIAVE: Basil (deviazioni e conflitti sessuali), Angel's Trumpet (affrontare la morte serenamente), California Pitcher Plant (superare il rifiuto dei propri istinti), Black Eyed Susan (integrare il rimosso, i lati oscuri)

FIORI DI BACH
B6. Cherry Plum (padronanza delle energie inferiori, terrore di perdere la ragione, di suicidarsi, di avere dei raptus sessuali)

FIORI CALIFORNIANI
C3. Basil (difficoltà sessuali, deviazioni sessuali, attrazione pornografia) C4. Black Eyed Susan (integrazione del rimosso, incapacità ad accettare il proprio lato oscuro, conflitti interiori) C10. California Pitcher Plant (rifiuto dei propri istinti, apatia, anemia) C47. Pomegranate (favorisce la soddisfazione sessuale e stimola la fecondità, problemi sessuali, integrazione tra ruolo materno e lavoro) C53. Saguaro (senso della tradizione, rifiuto del passato, delle origini, tendenza alla ribellione verso l'autorità) C55. Scarlet Monkeyflower (integra le emozioni intense, paura delle proprie forze emozionali inferiori, di perdere il controllo, persone ipercontrollate ma che poi esplodono) C62. Sticky Monkeyflower o Mimulus(integrazione dell'intimità sessuale, timidezza e imbarazzo nel rapporto, ci si sente vulnerabili, paura e repressione sessuale) C74. Angel's Trumpet (trasforma la paura della morte, rifiuto di lasciare la vita fisica, rifiuto dell'esistenza dei mondi spirituali) C79. Chrysanthemum (imparare a morire, eccessivo materialismo e attaccamento terreno, paura di invecchiare e morire) C85. Forget-me-not (elaborazione del lutto, disperazione, dolore, cecità dai legami spirituali) C86. Hibiscus (calore nella sessualità femminile, problemi di abusi o violenze sessuali, immagine negativa del sesso, uomini con visione distorta della donna) C98. Black Cohosh (coraggio di affrontare situazioni di abuso, negatività, energia distruttiva e pensieri morbosi, tendenza a subire violenze) C99. Easter Lily (integrazione tra sessualità e spiritualità, problemi genitali, astinenza se il sesso è vissuto come sporco, tendenza alle perversioni e alla promiscuità) C100. Lady's Slipper (stimola la vitalità sessuale, debolezza fisica e sessuale, eccessiva attività mentale e nervosismo)


AFFERMAZIONI POSITIVE
    
"Accetto ed onoro la sessualità come libera espressione del mio essere!"
"Imparo a gestire i miei istinti sessuali con padronanza e moderazione!"
"Affronto con Fiducia i miei lati di ombra ed apprendo serenamente dagli errori del passato!"
"Concepisco la morte come opportunità di rinascita ad una nuova vita!"
L'invocazione mediante la preghiera dell'Arcangelo Azrael permette di:
affrontare le profondità del nostro inconscio -
gestire e padroneggiare gli istinti e la vitalità sessuale - affrontare il momento della morte.
Plutone, ovvero l’Alchimista della Vera Volontà:

 

Inno (orfico) a Plutone

“O tu dall'animo forte, che abiti la dimora sotterranea,
il prato del Tartaro dall'ombra profonda e senza luce,
Zeus ctonio, con lo scettro, accogli di buon animo questi riti,
Plutone, che hai le chiavi di tutta la terra,
che arricchisci la stirpe mortale con i frutti dell'anno;
tu che ottenesti come la terza parte la terra del tutto sovrana,
sede degli immortali, possente sostegno dei mortali;
tu che hai stabilito il trono sotto il luogo tenebroso
lontano, instancabile, senza vita, indistinto Ade
e cupo Acheronte, che contiene le radici della terra;
tu che in grazia della morte domini i mortali,
o Eubulo molto esperto, che una volta la figlia di Demetra purificatrice
avendo presa in sposa strappata dal prato attraverso il mare
con la quadriga portasti in un antro dell'Attica
nel demo di Eleusi, dove sono le porte dell'Ade.
Tu solo sei giudice delle opere invisibili e visibili,
invasato, onnipotente, santissimo, splendidamente onorato,
che ti rallegri dei nobili sacerdoti e dei puri riti;
ti prego di venire benevolo compiaciuto degli Iniziati.”

 
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