dottor clown baristoun medico in corsia per amore, per le strade del mondo in cerca di incontri e scontri tra cuori ispirato dall'amico patchadams |
AREA PERSONALE
TAG
CERCA IN QUESTO BLOG
I MIEI BLOG PREFERITI
- la dott conosciuta a san francisco
- Lui....quello che mi ha fatto sognare
- la MANU' del piccolo principe
- il progetto Kittry Kittry india
- i matti di padova
- la Maren clown di vienna
- l'amore per il cuore clown cirillo
- avanguardia clown del Meyer -FI
- I clown nati dal 1999 in poi...dottorclownItalia
- un nuovo contatto del terzo tipo..i sogni che si avverano con la FAO
- nel 1999 ci siamo conosciuti e ...ANCIS
- Il principe e i suoi sogni insieme a Bani
- il gruppo di cambiamento socio-mentale
- il clown poeticheggiante di Bucarest
- Quelli che come aureliano buonedia junior pensano di cambiare il mondo
- Fund raising dell'università di bologna
- La nice di brescia e la sua bellezza all'aglio
- I clown rodigini con la loro passione rossa
- il clown che amo il bocchia di nome Giordy
- valeria Bi Jeja Clown
- la bellissima donna che è senza saperlo
- la donna che con il corpo racconta la poesia
MENU
ULTIMI COMMENTI
CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG
CONTATTA L'AUTORE
|
Nickname: dottorbaristo
|
|
|
|
Età: 44 Prov: VI |
CONTENITORE DEI SOGNI E IDEE IRREALIZZABILI
|
Dove sono? Ora che ho vinto la mia causa in base alla Legge per la Libertà d'Informazione, sono libero di rivelare per la prima volta un curioso episodio della mia vita che può presentare un certo interesse non solo per chi studia la filosofia della mente, l'intelligenza artificiale e la neurobiologia, ma anche per un pubblico più vasto. |
|
Nasce a Milano il 21 marzo 1931. La famiglia di Alda Merini è composta dal padre, funzionario delle Assicurazioni Generali Venezia, dalla madre casalinga, da una sorella maggiore e un fratello minore. Non potendo frequentare il liceo Manzoni perché respinta in Italiano, compie gli studi superiori all'Istituto professionale Laura Solera Mantegazza e, contemporaneamente, si dedica allo studio del pianoforte. Sono nata il ventuno a primavera [Alda Merini, da Vuoto d'amore, 1991]
|
incontro al villaggio di Andrea a vicenza...sabato prossimo VIVERE con ARTE con Gastaldello GabrieleVIVERE CON ARTE C’incontreremo al Villaggio di Andrea SABATO 7 NOVEMBRE 2009 alle 15.00 a Creazzo, in via Valscura n°45, da Angelo e Fabiola Lorenzato (0444-521572). Fare villaggio è uno stile di vita che mette al centro le relazioni vere, buone, belle. “Vivere con arte” è un invito a dialogare in famiglia e negli incontri sociali per allargare la cultura personale e le relazioni con la gente. La vita è quello che è, la qualità dipende da te! Tu puoi costruire significati e gesti che danno importanza allo scorrere normale della vita. Nella cultura antica dell’India c’è una sapienza che ci fa fratelli universali: alla finestra del mattino alza le mani per raccogliere le energie dal cielo e poi allarga le mani per portarle dentro la tua vita. Fà che l’inizio del giorno sia un rito cioè un gesto importante al quale dai luce, energia, armonia. Diventa consapevole del grande grembo che nutre la tua vita: il sole si consuma perché tu sia scaldato, l’aria si inquina perché tu sia ossigenato, l’acqua si sporca perché tu sia lavato, la terra si esaurisce perché tu sia nutrito. Continuamente tu adoperi il sole, l’acqua, l’aria e la terra. Considera quanto sole hai sintetizzato, quanta aria hai respirato, quanto acqua hai adoperato, quanti pasti hai mangiato… celebra la gratuità di ogni giorno e di ogni respiro. · Celebra l’alba, il tramonto, lo scorrere del tempo e delle stagioni. · Celebra il cibo, il lavoro, il riposo. · Celebra il respiro, la parola, il silenzio…. Gratuità è la via più bella per apprezzare la vita. “Vedevo me separato dalla natura, vedevo me separato da quello che vedevo. Ora vedo me all’interno della grande vita che mi contiene. È un’esperienza bellissima…. Non ci sono più separazioni, c’è solo unità”. Tiziano Terzani. La vita è per te ciò che immagini che sia, in verità non possiedi la realtà ma il tuo modo di interpretarla; prova interpretarla con gli occhi della gratuità: non hai diritto ad essere vivo qui, ora; la vita è dono da donare. Vivere con arte significa anche scambiare saperi, servizi e fare rete. Le relazioni vere, buone, belle sono la ricchezza che ti porti fino in fondo alla vita. L’architetto Elena Sandri porterà messaggi dai libri di Tiziano Terzani e farà conoscere Z. Bauman “L’arte della vita” 2009. Nel sito www.scuoladelvillaggio.it ora è attivo il Forum: scambia messaggi! Vieni all’incontro, porta creatività e festa! |
|
...confermo che le giornate piene sono il senso del tempo che passa...la stanchezza è misura dell'intensità delle passioni, dalla professione agli incontri informali, dal gruppo clown al semplice cibo che ogni giorno mangiamo...come anche il lavarsi i denti!! cambio foto del mio profilo e metto Kris che mi manca...oggi ho sentito Raj...happy and good night |
|
SERATA DI BENEFICENZA |
|
Nobel Pace assegnato a ObamaPer sforzi straordinari per rafforzare diplomazia internazionale
(ANSA) - ROMA, 9 OTT - Il presidente Usa Barack Obama ha vinto il Nobel per la pace 2009. Obama e' stato insignito del premio 'per i suoi sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli', si legge nella motivazione. |
|
Tema in Classe L'uomo che sussurrava ai capelli, il mito delle testine straboccanti di cespugli rischia di sarare tuto e lassiare a casa gli oltre cento dipendenti. I sindacati annunciano proteste e se i dipendenti di Cesare Ragassi vanno in piassa, allora è proprio finita. Mio zio Galdino invece è in controtendensa: ha una ditta di carta igienica di notevole importansa. Lo chiamiamo “l'amico del cuore” parchè c'è sempre nel momento del bisogno. Tutavia da quanto prende le pastiglie par la pressione è un disastro: ogni giorno fa un colloquio alle e prende gente a lavorare. Cosa vuole maestra, ha interpretato male la scrita “assumere dopo i pasti”. E comunque adesso anca la politicaentra in crisi: il lodo Alfano è stato dichiarato ilegitimo. Berlusconi gli ha già canbiato nome: lodo afàno, parchè quando ha sentito la notissia è svenuto in tera. Su questo tema qua mi viene da scrivare una poesia. “La lege è uguale par tuti: richi, poveri, bei e bruti. No so di che categoria tu facia parte, ma qua tuti voe processàrte- Oh dolce e caro Silvio, ti volliono incastrare come un lucheto a ponte Milvio. Ci mancava la Corte Costitussionàe a dar fastidio e romparte e bae. Che razza di paese siamo. Un paese di corrotti, beceri e sleali, dove davanti alla legge tutti sono uguali. Se la legge non protegge chi ci amministra allora sa che le dico. Che la magistratura è di sinistra. Anche se non credo, cara la mia maestra, che la legge possa essere di sinistra o destra. È una cosa sbagliata che ogni persona possa essere giudicata. Solo parchè uno è “presidente” no è che sia diverso dal altra gente Ansi: dovresti stare il buon esenpio. Della giustissia essere il tempio. Se la maestra si fa gli afari sui durante lessione, col cachio che facio i conpiti sul quadernone. Se sento il catechista porchesare, inutile che mi insegni a pregare. Non ti sto giudicando, Silvio miopresidente: per quello è pagata della gente competente. Sogno solo una Patria guidata da gente tranquilla, che sia da Esempio:altrimenti più che italiano, me sentirò solo sempio. www.marcoepippo.com Cara maestra-unica, se lo dice la Unione Europea no discuto. Fine del tema. Certo che di segnali ce ne sono: ieri ho letto che Cesare Ragazzi è a un passo dal fallimento.
|
|
|
Post n°613 pubblicato il 08 Ottobre 2009 da dottorbaristo
Multimedia Segnala a un amico Scrivi qui l'email del destinatario Stampa articolo Scarica articolo in versione stampabile Una bellissima lettera a sei mesi dal sisma. Leggetela qui perché nessun giornale l'ha ripresa. A sorpresa il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, in occasione dei sei mesi dal sisma, ha scritto una lettera aperta agli aquilani. Un commento inaspettato e irrituale scritto da «aquilano terremotato» per scelta. Vita ne propone il testo integrale. Nessun quotidiano nazionale oggi vi ha dedicato neppure una riga. (Come ce la spiegano i paldini della libertà di stampa?) «Sono centinaia, dopo sei mesi, le famiglie che abitano case nuove e confortevoli. Sono migliaia i ragazzi che hanno ripreso la scuola spesso in strutture realizzate a tempo di record. Sono sempre meno coloro che ancora non hanno trovato una sistemazione buona almeno per l'inverno. In sei mesi l'Italia intera ha partecipato a realizzare, all'Aquila, strutture che in occasione di altri terremoti non si sono mai viste o hanno richiesto anni per essere completate. La Protezione Civile e tutte le sue componenti e strutture operative, decine e decine di imprese al lavoro, hanno trasformato L'Aquila e i Comuni del cratere in un cantiere aperto giorno e notte per dare casa e servizi a un'intera città disastrata. I primi risultati si vedono, sono concreti, sono reali, ma la realtà, che pure registra record assoluti di tempestività ed efficienza, sembra sempre in ritardo rispetto al tempo della nostra impazienza, della stanchezza che arriva alle ossa perchè abbiamo bisogno di un'aria diversa per respirare, senza misurarci ogni istante col tempo che, a seconda dei casi e dei ruoli, si traveste da soffio o diventa eterno sulla nostra pelle. Scrivo queste cose, a sei mesi dalla catastrofe, perchè non mi sento ma sono aquilano, non mi sento ma sono terremotato, perchè vivo da quel giorno gli stati d'animo, le ansie e anche le speranze di chi vive qui, nelle condizioni che il sisma del 6 aprile ha disegnato. Chi lavora con me da sei mesi, impegnato ogni giorno per rimediare ai guasti del terremoto, vive questa contraddizione di sentire che il tempo, i giorni, sono sempre troppo pochi e troppo lunghi, troppo pochi per arrivare a tutto, troppo lunghi perchè non si vede bene la fine del tunnel della precarietà nel quale nessuno, lo abbiamo giurato a noi stessi, deve restare intrappolato. Non siamo terremotati perchè il sisma ci ha colpito ma perchè abbiamo scelto di esserlo con gli aquilani, siamo venuti da fuori e siamo rimasti, con l'idea forse banale e semplicistica che stava a noi per primi non andarcene, restare e lavorare senza risparmio di energie per dire coi fatti ai cittadini dell'Aquila che non erano soli, che lo Stato c'era e c'è, che il terremoto non ha lasciato nessuno senza percorsi possibili verso un futuro vivibile. Sono andato via dall'Aquila solo quando la tragedia, il disastro, hanno colpito altre parti d'Italia, a Viareggio, a Messina in queste ultime ore. Viaggi da una catastrofe ad altre, da un dolore che conosco ad altre sofferenze e altre amarezze. Per questo non ho bisogno di leggere i giornali, di ascoltare dichiarazioni, di scorrere reportage, di prender parte al gioco inutile delle polemiche per sapere che il nostro compito in Abruzzo non è ancora finito, che dobbiamo mettere in conto ancora giorni e giorni passati lavorando senza badare alla fatica, spendendoci per limare un pò di tempo all'eternità di chi aspetta e far stare più cose nel soffio di ogni giorno a nostra disposizione. Chiedo al tempo, in questo giorno, di non impedirci di vedere ciò che abbiamo fatto e di gioirne, insieme a quanti per primi sono arrivati a godere dei risultati dell'enorme sforzo che ogni giorno si compie in queste terre. Chiedo al tempo che ci conceda una sua piega, per ricordare quanta strada abbiamo fatto in sei mesi, dai primi soccorsi alle esequie delle vittime, dalla visita del Papa alle decisioni del Governo per far fronte all'emergenza, dal G8 ai piani per le nuove costruzioni, dalle prime case finite a quelle che stanno sorgendo, dai giorni della mobilitazione solidale degli italiani fino all'oggi, che vede ancora migliaia di persone al lavoro, che hanno stabilito con l'Abruzzo e la sua gente un rapporto destinato a durare. Chiedo al tempo, infine, di lasciarci vedere il termine dell'attesa. Oggi è il sei ottobre 2009. Sei mesi dal sei aprile. Sei mesi, che sono un soffio e un'eternità insieme. Un soffio, per chi prepara progetti e li mette in atto, scontrandosi con la realtà dei "tempi tecnici" necessari per fare qualsiasi cosa. Un'eternità, per chi aspetta una normalità che sembra non arrivare mai, costretto a una vita da rifugiato anche se ha scelto di vivere a pochi metri da casa, obbligato a far passare il tempo senza avere il comando dei propri giorni per decidere come viverli. Come capita sempre nella vita, a distruggere basta un attimo, per costruire serve tempo. Una città, un territorio sono come una famiglia, un'impresa, una qualsiasi altra realizzazione sociale dell'uomo. Quando l'amore non è coltivato ogni giorno, quando si lavora oggi senza pensare a domani, quando si sta insieme per motivazioni che un giorno erano chiare, ma sulle quali non si è avuto la prudenza di lavorare, qualsiasi crisi può sfasciare tutto quello che abbiamo costruito, su cui abbiamo scommesso, che abbiamo considerato un bene acquisito una volta per sempre. Le famiglie si dividono, le imprese falliscono. Comincia, inevitabile, una stagione di ripensamenti, spesso di accuse agli altri perchè non ci hanno capito, non hanno riconosciuto le nostre ragioni, hanno mandato a rotoli i nostri progetti. Chi resta da solo e senza risorse, chi si ritrova dall'oggi al domani senza lavoro, chi si accorge che il racconto delle proprie esperienze di dramma, col loro strascico di paure e incubi notturni, ottiene un'attenzione sempre minore, distratta, svogliata: sono queste le sole persone che possono capire cosa sono sei mesi nella vita di chi se l'è vista distrutta. Il terremoto, la distruzione: nulla è più come prima, niente lo sarà mai più. Il terremoto parte dalla terra e arriva dentro ciascuno, dentro le famiglie, le comunità, le città, si installa come un ospite non voluto che è impossibile allontanare. Una presenza che cambia peso e intensità col passare dei giorni. I primi sono quelli del lutto, dei soccorsi, dei senzatetto da mettere al riparo. Poi ci sono quelli della solidarietà, tra chi è venuto ad aiutare e chi ha trovato rifugio, dell'accoglienza, della voglia di far festa per ogni piccolo segno di vita buona, come una scuola che riapre o la nascita di un bimbo che diventa simbolo di speranza per tutti. Poi ci sono i giorni duri del tempo che rallenta, delle televisioni che non hanno più inviati, della routine dei campi che si vive con il fastidio crescente di essere come separati, da quei teli blu, dal resto del mondo e dal proprio futuro. Adesso è il periodo del tempo che non passa, perchè ogni entusiasmo si è raffreddato, e ogni attesa provoca dolore, perchè, costretti dalle cose ad essere realisti, a guardare in faccia la realtà per com'è, arriviamo a non sopportarla più. Anche i fatti positivi che pure accadono intorno a noi sono condivisi con riserva, se riguardano altri e non il proprio futuro». Guido Bertolaso |
|
Da gennaio a giugno 2009 hanno chiuso in Italia 36.000 negozi. 6.000 AL MESE. 200 al giorno. A fine anno le previsioni di Confesercenti sono di MENO SETTANTAMILA. Soprattutto a conduzione famigliare. Resistono le grandi catene. Un calcolo prudenziale, pur tenendo conto dell'apertura di nuovi negozi, è di almeno 200mila persone senza lavoro quest'anno. I negozi chiudono per la crisi, per la mancanza di ottimismo dei consumatori, per la concorrenza dei supermercati e per le tasse. Sui primi tre punti è difficile intervenire, sull'ultimo invece si può. I negozianti devono pretendere l'uguaglianza fiscale di fronte alla legge. Se i grandi evasori pagano il 5% per lo Scudo Fiscale, anche il commercio al dettaglio deve avere un'aliquota massima del 5%. Altrimenti, come dice Mavalà Ghedini, la legge è uguale per tutti, ma l'applicazione è diversa. Macellai, cartolai, fruttivendoli, droghieri, pizzicagnoli e panettieri allineate le vostre tasse dei negozi a quelle sui capitali mafiosi. Seguite il consiglio di un mio amico di Reggio Emilia:
|
|
Il lodo e' stato bocciato dalla Consulta per violazione dell'art.138 della Costituzione, vale a dire l'obbligo di far ricorso a una legge costituzionale - e non ordinaria - per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato. Il leader della Lega minaccia una dura reazione in caso di bocciatura della legge |
















Inviato da: dottorbaristo
il 08/10/2009 alle 10:41
Inviato da: ieiotta
il 01/10/2009 alle 11:32
Inviato da: dottorbaristo
il 09/09/2009 alle 23:59
Inviato da: dottorbaristo
il 11/07/2009 alle 20:47
Inviato da: dottorbaristo
il 09/06/2009 alle 18:19