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un medico in corsia per amore, per le strade del mondo in cerca di incontri e scontri tra cuori ispirato dall'amico patchadams

 

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Nickname: dottorbaristo
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CONTENITORE DEI SOGNI E IDEE IRREALIZZABILI

Brain Storming su tutto quello che potrebbe cambiare il mondo, prima di tutto il tuo, poi il mio, poi quello di Lei e del di LUI, per un Nostro & Vostro modo nuovo ed originale di vivere!!
 
 

IL PUNTO DI ISPIRAZIONE ONIRICO

 

 

Cosa sono i probiotici? ...quelle migliaia di cose che buttiamo giù chiamati fermenti lattici etc...sentite qua

Post n°625 pubblicato il 10 Novembre 2009 da dottorbaristo
 
Foto di dottorbaristo

I PROBIOTICI CONTRIBUISCONO A RIDURRE ANCHE LE INFEZIONI RESPIRATORIE

Gli episodi di infezioni respiratorie e i giorni di malattia possono essere ridotti anche della metà grazie all’impiego costante di probiotici. Uno studio eseguito dall’Università di Milano, e pubblicato sul Journal of Clinical Gastroenterology, ha infatti confermato che i probiotici possono aiutare a proteggersi dai mali di stagione, come descritto in diverse ricerche internazionali. Ma la ricerca del team milanese si è spinta più in là e ha chiarito che a fare bene sono soprattutto alcuni tipi di probiotici.

“Si tratta di batteri commensali - spiega il dottor Fabrizio Pregliasco, virologo del Dipartimento di salute pubblica, microbiologia e virologia dell’Università di Milano e Coordinatore della ricerca - cioè germi che vivono nell’organismo senza dare origine a malattie. Quelli da noi utilizzati sono ceppi messi a punto dalla ricerca italiana e appartengono ai Bifidobatteri (Bifidibacterium lactis) e ai Lactobacilli (Lactobacillus rhamnosus e Lacotobacillus plantarum). Agiscono a livello del GALT, il sistema di difesa naturale presente nell’intestino, che grazie alla colonizzazione dei batteri buoni può rivolgere la sua attenzione a virus e batteri patogeni”.

“La vaccinazione rimane sicuramente l’arma migliore per prevenire l’influenza - continua Pregliasco - tuttavia per potenziare le difese e difendersi dagli altri malanni stagionali, l’impiego costante di probiotici simbiotici nella stagione fredda, può rivelarsi un valido aiuto. Abbiamo verificato che questi prodotti possono essere assunti anche per 90 giorni consecutivi senza alcun effetto indesiderato. Anche nei bambini, i più sensibili a queste infezioni”. Attenzione, però, al tipo di probiotico che si sceglie. Secondo i dati della ricerca, infatti, a funzionare sono soprattutto i ceppi simbiotici somministrati assieme ad alcuni prebiotici (FOS, fruttoligosaccaridi, zuccheri naturali di origine vegetale), che aiutano i batteri buoni a crescere e a colonizzare l’intestino.

 
 
 

Le sostanze che trattano delicatamente i nostri denti e gengive...ma attenti a il loro PH

Post n°624 pubblicato il 10 Novembre 2009 da dottorbaristo
 
Foto di dottorbaristo

ANCHE LE SOSTANZE ALCALINE ROVINANO I DENTI
Non solo quelle acide possono intaccare lo smalto.
Qualche giorno fa si leggeva che il vino bianco può intaccare la salute dei denti, così come è risaputo che lo possono fare gli zuccheri e gli alimenti acidi. Un nuovo studio, però mette l'accento sul fatto che anche le sostanze fortemente alcaline possono provocare seri danni.
Ricercatori svedesi dell'Università di Göteborg hanno scoperto che un elevato pH può compromettere la salute del dente e indebolire lo smalto.
Tuttavia, precisano i ricercatori, il processo è diverso da quello causato da un'esposizione a bevande acide o vapori industriali acidi.
Ad aver attirato l'attenzione degli scienziati e ad averli spronati a condurre questo studio è stato il numero d'infortuni occorsi a seguito del lavoro di ricondizionamento delle automobili. In particolare, l'uso di uno sgrassatore alcalino con alti valori di pH (tra i 12 e i 14) che viene spruzzato sulle varie parti dell'auto.
Questo tipo di sgrassatori sono usati sia nel settore automobilistico che in quello alimentare e per pulire le cucine.
Anche se i danni provocati da questo tipo di sostanze non è a livello di quello delle sostanze acide, sarebbe bene che i lavoratori e i consumatori fossero informati sui possibili rischi derivanti dall'uso. Difatti, come fa notare il dr. Jörgen Norén - professore di odontoiatria presso la Sahlgrenska Academy - «L'esposizione a questa sostanza ha danneggiato la superficie dei denti con conseguente esfoliazione dello smalto. Questo tipo di danno aumenta notevolmente il rischio di carie dentale e altri danni».
A differenza degli acidi che aggrediscono e modificano la composizione dei minerali che compongono lo smalto, l'azione delle sostanze alcaline in questo modo non è stata rilevata, sottolineano i ricercatori.

 
 
 

news sulla giornata mondiale della droga...coca, maria etc...

Post n°623 pubblicato il 08 Novembre 2009 da dottorbaristo
 
Foto di dottorbaristo

DROGA. EROINA E COCAINA, NUOVO BOOM IN EUROPA
RELAZIONE 2009 DELL'OSSERVATORIO EUROPEO TOSSICODIPENDENZE.
(DIRE - Notiziario Sanita') Roma, 5 nov. - Dopo un calo dagli anni '90 al 2000, in Europa torna a crescere il consumo di eroina, mentre quello della cocaina aumenta solo tra i giovani fino ai 34 anni. Ad affermarlo e' la Relazione annuale 2009 dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt) presentato questa mattina a Bruxelles e in contemporanea a Roma alla presenza di Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega al contrasto delle tossicodipendenze. Dagli ultimi dati raccolti, in Europa la popolazione di consumatori di eroina risulta in aumento, anche se di poco. Sono circa 1,5 milioni i consumatori problematici di oppiacei e dai dati raccolti in 19 paesi europei, nel 2007 il numero di richieste di terapia per consumatori di eroina come droga primaria era il 6 % in piu' rispetto al 2002. L'eroina e' ancora responsabile della maggior parte dei casi di mortalita' collegati al consumo di droga in Europa. Dal 1990 al 2006, i decessi indotti da stupefacenti, associati per lo piu' al consumo di oppiacei (oltre l'85 %), sono stati tra i tre i 6 mila e gli 8 mila. Nel 2007, inoltre, in 13 dei 18 paesi su cui e' stata condotta l'indagine si e' registrato un aumento dei decessi per eroina rispetto all'anno precedente. La crescita del consumo di eroina e' evidenziata anche dal numero di sequestri in aumento. Tra il 2002 e il 2007, il numero di sequestri di eroina in Europa e' aumentato di circa il 4% l'anno. Nel 2006 sono state sequestrate 8,1 tonnellate, 8,8 l'anno successivo. Incremento 'record' di sequestri in Turchia, paese di transito per i traffici rivolti all'Europa. Nel 2007 sono state sequestrate 13,2 tonnellate contro le 2,7 tonnellate nel 2002. Sarebbero circa 13 milioni, invece, gli europei di eta' tra i 15 e i 64 anni ad aver fatto uso di cocaina nella loro vita. Di questi, 7,5 milioni sono giovani fino ai 34 anni, mentre sono in 3 milioni ad averla usata nell'ultimo anno. Il consumo di cocaina e' maggiormente diffuso nei paesi occidentali dell'Unione europea, con l'Italia tra i paesi a piu' elevata prevalenza, assieme a Danimarca, Spagna, Irlanda e Regno Unito. L'Italia, infatti, compare tra i paesi con la prevalenza del consumo di cocaina sulla popolazione piu' alta, con medie al di sopra di quelle europee. Per i consumatori una tantum tra i 15 e i 18 anni, la prevalenza riguarda il 6,8% dei consumatori contro il 3,9% europeo, il consumo nell'ultimo anno riguarda il 2,2%, contro l'1,2%, ed infine per il consumo nell'ultimo mese, in Italia si registra lo 0,8% contro lo 0,4% in Europa. Tornando al contesto europeo, tra i pazienti che entrano per la prima volta in terapia per la disintossicazione, il 22% ha indicato la cocaina come sostanza problematica primaria. Nel 2007, inoltre, sono stati segnalati circa 500 decessi associati all'uso di cocaina. Meno sentito in Italia il problema delle anfetamine e dell'ecstasy. Mentre la prima ha riguardato nel corso della vita circa 12 milioni di persone in Europa (il 3,5 % degli adulti), per l'ecstasy si parla di circa 10 milioni (il 3,1 % degli adulti europei). La produzione dell'ecstasy, secondo la relazione, si concentra in particolare nei Paesi Bassi e in Belgio, e, in misura minore, in Germania, nel Regno Unito e in Polonia. I sequestri globali di ecstasy in Europa nel 2007 hanno raggiunto i 13 milioni di pasticche, mentre le tendenze del consumo di ecstasy sono generalmente stabili in Europa. "La relazione di oggi- ha affermato Wolfgang Goetz, direttore Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze- mostra che, sebbene i livelli di consumo di droga in Europa rimangano elevati, siamo ancora in una fase relativamente stabile per quanto riguarda le droghe utilizzate piu' tradizionalmente. Nel complesso non si assiste ad aumenti significativi, e in alcune aree le tendenze sembrano orientate verso il basso. Gli indicatori relativi al consumo di anfetamina ed ecstasy, ad esempio, continuano a suggerire una situazione globale stabile o in calo. La cocaina e l'eroina seguitano a mantenere una salda posizione nello scenario europeo delle droghe, e al momento vi sono ben pochi elementi che possano lasciare presagire un miglioramento riguardo al loro consumo in Europa". (Wel/ Dire)

 
 
 

Dove sono? .... racconto sul neurone che si interroga sull'IO vagante ed in cerca di senso

Post n°622 pubblicato il 03 Novembre 2009 da dottorbaristo
 

Dove sono?
di Daniel C. Dennett


    Ora che ho vinto la mia causa in base alla Legge per la Libertà d'Informazione, sono libero di rivelare per la prima volta un curioso episodio della mia vita che può presentare un certo interesse non solo per chi studia la filosofia della mente, l'intelligenza artificiale e la neurobiologia, ma anche per un pubblico più vasto.
    Parecchi anni fa venni avvicinato da alcuni funzionari del Pentagono, che mi chiesero di offrirmi volontario per una missione segreta e pericolosissima. In collaborazione con la NASA e con Howard Huges, in Dipartimento della Difesa stava spendendo miliardi per mettere a punto un Dispositivo Scavatore Sotterraneo Supersonico, o DSSS. Esso avrebbe dovuto scavare a grandissima velocità una galleria attraverso il nucleo della Terra e infilare una testata atomico all'uopo progettata “su per i silos dei missili, a quei Rossi”, come si espresse uno dei papaveri del Pentagono.
    Il problema era che durante una delle prime prove erano riusciti a cacciare una testata alla profondità di un chilometro e mezzo sotto Tulsa, in Oklahoma, e volevano che io gliela recuperassi. “Perché proprio io?” domandai. Be’, la missione contemplava certe applicazioni rivoluzionarie delle ricerche correnti sul cervello, e loro avevano sentito parlare del mio interesse per il cervello, e naturalmente della mia curiosità faustiana, del mio grande ardimento e così via… Insomma, come avrei potuto rifiutare? La difficoltà che aveva spinto il Pentagono a interpellarmi era che il dispositivo che mi chiedevano di recuperare sprigionava una forte radioattività, ma di genere nuovo. Secondo gli strumenti di controllo, qualcosa nella natura del dispositivo, in seguito alle complesse interazioni con le sacche di minerale incontrate a grande profondità, aveva prodotto una radiazione che poteva causare gravi anomalie in certi tessuti del cervello. Non si era trovato alcun mezzo per schermare il cervello da questi raggi mortali, che a quanto pareva erano invece innocui per gli altri organi e tessuti del corpo. Era stato perciò deciso che la persona inviata a recuperare il dispositivo
avrebbe lasciato a casa il proprio cervello. Esso sarebbe stato custodito in un luogo sicuro, da dove avrebbe potuto esplicare le proprie normali funzioni di controllo grazie a complessi collegamenti via radio. Ero disposto a subire un'operazione chirurgica che mi avrebbe asportato tutto il cervello, il quale sarebbe poi stato mantenuto in vita in un apposito recipiente presso il Centro per il volo spaziale umano di Houston? Ciascuna via d'ingresso e di uscita, appena recisa, sarebbe stata rimessa in funzione mediante una coppia di ricetrasmettitori microminiaturizzati, uno collegato appunto al cervello e l'altro alle radici nervose del cranio svuotato. Non ci sarebbe stata alcuna perdita d'informazione, tutto il complesso delle connessioni sarebbe stato perfettamente conservato. All'inizio ero un po’ riluttante: avrebbe funzionato davvero? I neurochirurgi di Houston m'incoraggiavano: “Lo consideri” dicevano “come un semplice allungamento dei nervi. Se il suo cervello fosse spostato di appena due o tre centimetri all'interno del cranio, ciò non potrebbe alterare o menomare la sua mente. Noi non faremo altro che rendere i nervi indefinitamente elastici, collegandoli via radio”.
    Mi portarono a fare un giro nel laboratorio di Houston specializzato nel mantenimento in vita di organi e tessuti e mi mostrarono la vasca nuova di zecca in cui sarebbe stato collocato il mio cervello, se avessi accettato. incontrai la folta squadra di assistenza, composta da brillanti neurologi, ematologi, biofisici e ingegneri elettronici e, dopo parecchi giorni di discussioni e dimostrazioni, accettai di correre il rischio. Fui sottoposto a una quantità di esami del sangue, di analisi del cervello, di esperimenti, colloqui e via dicendo. Registrarono nei minimi particolari la mia biografia, fecero noiosissimi elenchi delle mie convinzioni, speranze, paure e gusti. Fecero addirittura un elenco dei miei dischi stereo preferiti e mi sottoposero ad un trattamento psicoanalitico accelerato.
    Giunse alla fin il giorno dell'operazione; naturalmente mi fecero l'anestesia e dell'operazione in sé non ricordo nulla. Quando ripresi i sensi, aprii gli occhi, mi guardai intorno e feci l'inevitabile, la tradizionale, banalissima domanda postoperatoria: “Dove sono?”. L'infermiera mi sorrise e disse: “A Houston”, e io pensai che, in un modo o nell'altro, ciò aveva ancora una buona probabilità di essere vero. Mi porse uno specchio. E difatti, ecco le minuscole antenne che si rizzavano dalle loro basi di titanio saldate al mio cranio.
    “Immagino che l'operazione sia riuscita” dissi. “Voglio andare a vedere il mio cervello”. Mi condussero (ero un po’ frastornato e incerto sulle gambe) per un lungo corridoio e mi fecero entrare nel laboratorio di mantenimento in vita. La squadra di assistenza al completo mi accolse con un'ovazione e io risposi con quello che speravo fosse un gaio saluto. Poiché avevo ancora il capogiro, mi aiutarono a raggiungere il recipiente. Guardai attraverso il vetro: dentro, sospeso in un liquido che pareva birra, c'era senz'ombra di dubbio un cervello umano, benché quasi tutti coperto di piastrine con circuiti stampati, tubicini di plastica, elettrodi e altri ammennicoli. “È il mio?” chiesi. “Giri l'interruttore del trasmettitore in uscita, lì sul fianco della vasca, e se ne accorgerà” rispose il direttore del progetto. Misi l'interruttore sulla posizione di spento e di colpo, intontito e in preda alla nausea, mi accasciai fra le braccia dei tecnici, uno dei quali rimise gentilmente l'interruttore sulla posizione di acceso. Mentre andavo recuperando l'equilibrio e la padronanza di me stesso, così riflettevo: “Be’, eccomi qui, seduto su uno sgabello, a contemplare il mio cervello attraverso una lastra di vetro… Un momento, ” mi dissi “non avrei forse dovuto pensare ‘Eccomi qui, sospeso in un liquido pieno di bollicine, contemplato dai miei occhi?’”. Cercai di pensare quest'ultimo pensiero. Cercai di proiettarlo nella vasca, offrendolo speranzoso al mio cervello, ma non riuscii a eseguire l'esercizio con convinzione. Tentai di nuovo: “Eccomi qui,
io, Daniel Dennett, sospeso in un liquido pieno di bollicine, contemplato dai miei occhi”. No, non ci riuscivo. Davvero sconcertante e imbarazzante. Essendo un filosofo di salda fede fisicalista, credevo fermamente che i miei pensieri trovassero un supporto in un qualche luogo del mio cervello: eppure, quando pensavo “Eccomi qui”, il luogo in cui questo pensiero si presentava era qui, fuori dalla vasca, dove io, Dennett, me ne stavo a contemplare il mio cervello.

 
 
 

Una lacrima di commozione per Alda ... invitata 10 anni fa con la biblioteca del mio paese...serata fantastica

Post n°621 pubblicato il 03 Novembre 2009 da dottorbaristo
 
Foto di dottorbaristo

Nasce a Milano il 21 marzo 1931. La famiglia di Alda Merini è composta dal padre, funzionario delle Assicurazioni Generali Venezia, dalla madre casalinga, da una sorella maggiore e un fratello minore. Non potendo frequentare il liceo Manzoni perché respinta in Italiano, compie gli studi superiori all'Istituto professionale Laura Solera Mantegazza e, contemporaneamente, si dedica allo studio del pianoforte.

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

[Alda Merini, da Vuoto d'amore, 1991]

 

 
 
 

incontro al villaggio di Andrea a vicenza...sabato prossimo VIVERE con ARTE con Gastaldello Gabriele

Post n°620 pubblicato il 24 Ottobre 2009 da dottorbaristo
 

VIVERE CON ARTE

C’incontreremo al Villaggio di Andrea SABATO 7 NOVEMBRE 2009 alle 15.00 a Creazzo, in via Valscura n°45, da Angelo e Fabiola Lorenzato (0444-521572). Fare villaggio è uno stile di vita che mette al centro le relazioni vere, buone, belle. “Vivere con arte” è un invito a dialogare in famiglia e negli incontri sociali per allargare la cultura personale e le relazioni con la gente. La vita è quello che è, la qualità dipende da te! Tu puoi costruire significati e gesti che danno importanza allo scorrere normale della vita. Nella cultura antica dell’India c’è una sapienza che ci fa fratelli universali: alla finestra del mattino alza le mani per raccogliere le energie dal cielo e poi allarga le mani per portarle dentro la tua vita.

Fà che l’inizio del giorno sia un rito cioè un gesto importante al quale dai luce, energia, armonia. Diventa consapevole del grande grembo che nutre la tua vita: il sole si consuma perché tu sia scaldato, l’aria si inquina perché tu sia ossigenato, l’acqua si sporca perché tu sia lavato, la terra si esaurisce perché tu sia nutrito. Continuamente tu adoperi il sole, l’acqua, l’aria e la terra. Considera quanto sole hai sintetizzato, quanta aria hai respirato, quanto acqua hai adoperato, quanti pasti hai mangiato… celebra la gratuità di ogni giorno e di ogni respiro. · Celebra l’alba, il tramonto, lo scorrere del tempo e delle stagioni. · Celebra il cibo, il lavoro, il riposo. · Celebra il respiro, la parola, il silenzio…. Gratuità è la via più bella per apprezzare la vita. “Vedevo me separato dalla natura, vedevo me separato da quello che vedevo. Ora vedo me all’interno della grande vita che mi contiene. È un’esperienza bellissima…. Non ci sono più separazioni, c’è solo unità”.

Tiziano Terzani. La vita è per te ciò che immagini che sia, in verità non possiedi la realtà ma il tuo modo di interpretarla; prova interpretarla con gli occhi della gratuità: non hai diritto ad essere vivo qui, ora; la vita è dono da donare. Vivere con arte significa anche scambiare saperi, servizi e fare rete. Le relazioni vere, buone, belle sono la ricchezza che ti porti fino in fondo alla vita. L’architetto Elena Sandri porterà messaggi dai libri di Tiziano Terzani e farà conoscere Z. Bauman “L’arte della vita” 2009. Nel sito www.scuoladelvillaggio.it ora è attivo il Forum: scambia messaggi! Vieni all’incontro, porta creatività e festa!

 
 
 

Fantastico l'Usa president ... addirittura i saluti per la festa del DIWALI ...indiana al 100%

Post n°619 pubblicato il 21 Ottobre 2009 da dottorbaristo
 
Foto di dottorbaristo

This is really impressing and gives some recognition to the Hindu population in the States.  Just shows how broad minded Pres. Obama is.  Good for him!
 


 

President Obama's Diwali Message 

 
 
 

Evviva la pienezza delle giornate regalate con la salute, i sorrisi e lo scambio di amore

Post n°618 pubblicato il 14 Ottobre 2009 da dottorbaristo
 
Foto di dottorbaristo

...confermo che le giornate piene sono il senso del tempo che passa...la stanchezza è misura dell'intensità delle passioni, dalla professione agli incontri informali, dal gruppo clown al semplice cibo che ogni giorno mangiamo...come anche il lavarsi i denti!! cambio foto del mio profilo e metto Kris che mi manca...oggi ho sentito Raj...happy and good night

 
 
 

Caritas Baby Hospital di Bethlemme ... festa di beneficenza in Vicenza - italy

Post n°617 pubblicato il 13 Ottobre 2009 da dottorbaristo
 
Foto di dottorbaristo

SERATA DI BENEFICENZA
L'intero incasso della serata andrà devoluto all'ospedale "CARITAS BABY HOSPITAL" di Betlemme

ore 20.00 Pasta per tutti, offerta libera
ore 21.30 DJ set live DEFLUO

E' GRADITA GENEOSITA' NELLE OFFERTE

La Pastorale giovanile Diocesi di Vicenza, Electro Groove e la Proloco Ponte organizzano questa serata..!!

Ciao ragazzi!! siamo un gruppo di giovani che quest'estate ha vissuto la bellissima eperienza del pellegrinaggio in TERRA SANTA organizzata dalla diocesi di Vicenza..abbiamo potuto vedere con i nostri occhi quanto quella Terra abbia bisogno del nostro aiuto..ed in particolare la Palestina!
La nostra intenzione è quella di impegnarci a favore del CARITAS BABY HOSPITAL di Betlemme..
Il Baby Hospital è l'unico ospedale pediatrico della Palestina, aperto a tutti i bambini, ma praticamente inaccessibile a molti villaggi e città a motivo dei blocchi militari. L'ospedale vive di Provvidenza: il 90% delle entrate per il sostentamento econominco proviene infatti dalle offerte..ecco perchè con gioia vi chiediamo di partecipare a questa serata, motivo anche di incontro e di festa in compagnia dei nostri amici dj!!
Vi aspettiamo numerosi!!

per info: De Santi Alessandra, Maurizio Carboniero (contatto facebook), Federico Agriman 3475087225

p.s.: inoltrate ai vostri amici l'invito!! :)

 
 
 

Urra Urra--- EVVIVA EVVIVA -- KITTRY Kittry --- Urri Urri --- happy Happy - Obama nobel per la Pace...Berlusconi NO!

Post n°616 pubblicato il 09 Ottobre 2009 da dottorbaristo
 
Foto di dottorbaristo

Nobel Pace assegnato a ObamaPer sforzi straordinari per rafforzare diplomazia internazionale

 

(ANSA) - ROMA, 9 OTT - Il presidente Usa Barack Obama ha vinto il Nobel per la pace 2009. Obama e' stato insignito del premio 'per i suoi sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli', si legge nella motivazione.
 
 
 

eccoci...alle simpatiche canaglie che scrivono su E-polis

Post n°615 pubblicato il 08 Ottobre 2009 da dottorbaristo
 

Tema in Classe

 

L'uomo che sussurrava ai capelli, il mito delle testine straboccanti di cespugli rischia di sarare tuto e lassiare a casa gli oltre cento dipendenti. I sindacati annunciano proteste e se i dipendenti di Cesare Ragassi vanno in piassa, allora è proprio finita. Mio zio Galdino invece è in controtendensa: ha una ditta di carta igienica di notevole importansa. Lo chiamiamo “l'amico del cuore” parchè c'è sempre nel momento del bisogno. Tutavia da quanto prende le pastiglie par la pressione è un disastro: ogni giorno fa un colloquio alle e prende gente a lavorare. Cosa vuole maestra, ha interpretato male la scrita “assumere dopo i pasti”. E comunque adesso anca la politicaentra in crisi: il lodo Alfano è stato dichiarato ilegitimo.

 Berlusconi gli ha già canbiato nome: lodo afàno, parchè quando ha sentito la notissia è svenuto in tera. Su questo tema qua mi viene da scrivare una poesia. “La lege è uguale par tuti: richi, poveri, bei e bruti. No so di che categoria tu facia parte, ma qua tuti voe processàrte- Oh dolce e caro Silvio, ti volliono incastrare come un lucheto a ponte Milvio.

Ci mancava la Corte Costitussionàe a dar fastidio e romparte e bae. Che razza di paese siamo. Un paese di corrotti, beceri e sleali, dove davanti alla legge tutti sono uguali. Se la legge non protegge chi ci amministra allora sa che le dico. Che la magistratura è di sinistra. Anche se non credo, cara la mia maestra, che la legge possa essere di sinistra o destra. È una cosa sbagliata che ogni persona possa essere giudicata.

 Solo parchè uno è “presidente” no è che sia diverso dal altra gente Ansi: dovresti stare il buon esenpio. Della giustissia essere il tempio. Se la maestra si fa gli afari sui durante lessione, col cachio che facio i conpiti sul quadernone. Se sento il catechista porchesare, inutile che mi insegni a pregare.  Non ti sto giudicando, Silvio miopresidente: per quello è pagata della gente competente. Sogno solo una Patria guidata da gente tranquilla, che sia da Esempio:altrimenti più che italiano, me sentirò solo sempio��.

www.marcoepippo.com

Cara maestra-unica, se lo dice la Unione Europea no discuto. Fine del tema. Certo che di segnali ce ne sono: ieri ho letto che Cesare Ragazzi è a un passo dal fallimento.

 

 
 
 

Paiassos de Hospitalaria in Colombia ...gli utimi che mi hanno contattato su Facebook

Post n°614 pubblicato il 08 Ottobre 2009 da dottorbaristo
 

MEDICLAUN - PAYASOS HOSPITALARIOS
Categoria:
Descrizione:
"MEDICLAUN - Payasos Hospitalarios", está conformado por profesionales en el arte del Clown (Payaso), el teatro, la pantomima, la plástica, la música, de la salud, entre otros. Busca interactuar especialmente con el infante, tanto hospitalizado como aquellos que se encuentran en una situación de alto riesgo, partiendo del juego, la risa y la imaginación, favoreciendo la expresión y expansión de su mundo interior y el desarrollo de su autonomía para que logre una mayor relación con su entorno familiar, educativo, y social.

Este programa único en su género en el Departamento de Antioquia - Colombia, se conformo a partir del trabajo realizado en Medellín en el año 2001, con dos integrantes de la asociación HOPICLOWNS de Suiza, Luís Orlando Silva y Christine Gauthier, quienes vienen realizando un acompañamiento permanente de éste proceso.

"MEDICLAUN - Payasos Hospitalarios", es una Fundación sin ánimo de lucro y cuenta con el reconocimiento y el apoyo de la Sociedad de Pediatría de Antioquia.

"MEDICLAUN - Payasos Hospitalarios" nació gracias al esfuerzo inicial de cuatro Instituciones: TECOC de Bello, Ser-Humano de Medellín, EL ÁGORA de Envigado y ATRAE (ASOCIACIÓN DE TRABAJADORES DE LAS ARTES ESCÉNICAS).

En la actualidad La Fundación tiene su radio de acción en los municipios de: Bello (Sede TECOC), Envigado (Sede EL ÁGORA) y Medellín (Sede ATRAE).
Informazioni di contatto
E-mail:
Sito Web:
Posizione geografica:

 
 
 

Guido Bertolaso e il suo cuore per gli Aquilani ...noi partiamo il week end prossimo a portar saluti e baci

Post n°613 pubblicato il 08 Ottobre 2009 da dottorbaristo
 

Multimedia Segnala a un amico Scrivi qui l'email del destinatario Stampa articolo Scarica articolo in versione stampabile Una bellissima lettera a sei mesi dal sisma. Leggetela qui perché nessun giornale l'ha ripresa. A sorpresa il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, in occasione dei sei mesi dal sisma, ha scritto una lettera aperta agli aquilani. Un commento inaspettato e irrituale scritto da «aquilano terremotato» per scelta. Vita ne propone il testo integrale. Nessun quotidiano nazionale oggi vi ha dedicato neppure una riga. (Come ce la spiegano i paldini della libertà di stampa?) «Sono centinaia, dopo sei mesi, le famiglie che abitano case nuove e confortevoli. Sono migliaia i ragazzi che hanno ripreso la scuola spesso in strutture realizzate a tempo di record. Sono sempre meno coloro che ancora non hanno trovato una sistemazione buona almeno per l'inverno.

In sei mesi l'Italia intera ha partecipato a realizzare, all'Aquila, strutture che in occasione di altri terremoti non si sono mai viste o hanno richiesto anni per essere completate. La Protezione Civile e tutte le sue componenti e strutture operative, decine e decine di imprese al lavoro, hanno trasformato L'Aquila e i Comuni del cratere in un cantiere aperto giorno e notte per dare casa e servizi a un'intera città disastrata. I primi risultati si vedono, sono concreti, sono reali, ma la realtà, che pure registra record assoluti di tempestività ed efficienza, sembra sempre in ritardo rispetto al tempo della nostra impazienza, della stanchezza che arriva alle ossa perchè abbiamo bisogno di un'aria diversa per respirare, senza misurarci ogni istante col tempo che, a seconda dei casi e dei ruoli, si traveste da soffio o diventa eterno sulla nostra pelle. Scrivo queste cose, a sei mesi dalla catastrofe, perchè non mi sento ma sono aquilano, non mi sento ma sono terremotato, perchè vivo da quel giorno gli stati d'animo, le ansie e anche le speranze di chi vive qui, nelle condizioni che il sisma del 6 aprile ha disegnato. Chi lavora con me da sei mesi, impegnato ogni giorno per rimediare ai guasti del terremoto, vive questa contraddizione di sentire che il tempo, i giorni, sono sempre troppo pochi e troppo lunghi, troppo pochi per arrivare a tutto, troppo lunghi perchè non si vede bene la fine del tunnel della precarietà nel quale nessuno, lo abbiamo giurato a noi stessi, deve restare intrappolato. Non siamo terremotati perchè il sisma ci ha colpito ma perchè abbiamo scelto di esserlo con gli aquilani, siamo venuti da fuori e siamo rimasti, con l'idea forse banale e semplicistica che stava a noi per primi non andarcene, restare e lavorare senza risparmio di energie per dire coi fatti ai cittadini dell'Aquila che non erano soli, che lo Stato c'era e c'è, che il terremoto non ha lasciato nessuno senza percorsi possibili verso un futuro vivibile.

Sono andato via dall'Aquila solo quando la tragedia, il disastro, hanno colpito altre parti d'Italia, a Viareggio, a Messina in queste ultime ore. Viaggi da una catastrofe ad altre, da un dolore che conosco ad altre sofferenze e altre amarezze. Per questo non ho bisogno di leggere i giornali, di ascoltare dichiarazioni, di scorrere reportage, di prender parte al gioco inutile delle polemiche per sapere che il nostro compito in Abruzzo non è ancora finito, che dobbiamo mettere in conto ancora giorni e giorni passati lavorando senza badare alla fatica, spendendoci per limare un pò di tempo all'eternità di chi aspetta e far stare più cose nel soffio di ogni giorno a nostra disposizione. Chiedo al tempo, in questo giorno, di non impedirci di vedere ciò che abbiamo fatto e di gioirne, insieme a quanti per primi sono arrivati a godere dei risultati dell'enorme sforzo che ogni giorno si compie in queste terre. Chiedo al tempo che ci conceda una sua piega, per ricordare quanta strada abbiamo fatto in sei mesi, dai primi soccorsi alle esequie delle vittime, dalla visita del Papa alle decisioni del Governo per far fronte all'emergenza, dal G8 ai piani per le nuove costruzioni, dalle prime case finite a quelle che stanno sorgendo, dai giorni della mobilitazione solidale degli italiani fino all'oggi, che vede ancora migliaia di persone al lavoro, che hanno stabilito con l'Abruzzo e la sua gente un rapporto destinato a durare.

Chiedo al tempo, infine, di lasciarci vedere il termine dell'attesa. Oggi è il sei ottobre 2009. Sei mesi dal sei aprile. Sei mesi, che sono un soffio e un'eternità insieme. Un soffio, per chi prepara progetti e li mette in atto, scontrandosi con la realtà dei "tempi tecnici" necessari per fare qualsiasi cosa. Un'eternità, per chi aspetta una normalità che sembra non arrivare mai, costretto a una vita da rifugiato anche se ha scelto di vivere a pochi metri da casa, obbligato a far passare il tempo senza avere il comando dei propri giorni per decidere come viverli. Come capita sempre nella vita, a distruggere basta un attimo, per costruire serve tempo. Una città, un territorio sono come una famiglia, un'impresa, una qualsiasi altra realizzazione sociale dell'uomo. Quando l'amore non è coltivato ogni giorno, quando si lavora oggi senza pensare a domani, quando si sta insieme per motivazioni che un giorno erano chiare, ma sulle quali non si è avuto la prudenza di lavorare, qualsiasi crisi può sfasciare tutto quello che abbiamo costruito, su cui abbiamo scommesso, che abbiamo considerato un bene acquisito una volta per sempre. Le famiglie si dividono, le imprese falliscono. Comincia, inevitabile, una stagione di ripensamenti, spesso di accuse agli altri perchè non ci hanno capito, non hanno riconosciuto le nostre ragioni, hanno mandato a rotoli i nostri progetti. Chi resta da solo e senza risorse, chi si ritrova dall'oggi al domani senza lavoro, chi si accorge che il racconto delle proprie esperienze di dramma, col loro strascico di paure e incubi notturni, ottiene un'attenzione sempre minore, distratta, svogliata: sono queste le sole persone che possono capire cosa sono sei mesi nella vita di chi se l'è vista distrutta. Il terremoto, la distruzione: nulla è più come prima, niente lo sarà mai più.

Il terremoto parte dalla terra e arriva dentro ciascuno, dentro le famiglie, le comunità, le città, si installa come un ospite non voluto che è impossibile allontanare. Una presenza che cambia peso e intensità col passare dei giorni. I primi sono quelli del lutto, dei soccorsi, dei senzatetto da mettere al riparo. Poi ci sono quelli della solidarietà, tra chi è venuto ad aiutare e chi ha trovato rifugio, dell'accoglienza, della voglia di far festa per ogni piccolo segno di vita buona, come una scuola che riapre o la nascita di un bimbo che diventa simbolo di speranza per tutti. Poi ci sono i giorni duri del tempo che rallenta, delle televisioni che non hanno più inviati, della routine dei campi che si vive con il fastidio crescente di essere come separati, da quei teli blu, dal resto del mondo e dal proprio futuro. Adesso è il periodo del tempo che non passa, perchè ogni entusiasmo si è raffreddato, e ogni attesa provoca dolore, perchè, costretti dalle cose ad essere realisti, a guardare in faccia la realtà per com'è, arriviamo a non sopportarla più. Anche i fatti positivi che pure accadono intorno a noi sono condivisi con riserva, se riguardano altri e non il proprio futuro».

Guido Bertolaso

 
 
 

La crisi è passata...chi si accontenta gode...cosi cosi

Post n°612 pubblicato il 08 Ottobre 2009 da dottorbaristo
 

Da gennaio a giugno 2009 hanno chiuso in Italia 36.000 negozi. 6.000 AL MESE. 200 al giorno. A fine anno le previsioni di Confesercenti sono di MENO SETTANTAMILA. Soprattutto a conduzione famigliare. Resistono le grandi catene. Un calcolo prudenziale, pur tenendo conto dell'apertura di nuovi negozi, è di almeno 200mila persone senza lavoro quest'anno. I negozi chiudono per la crisi, per la mancanza di ottimismo dei consumatori, per la concorrenza dei supermercati e per le tasse. Sui primi tre punti è difficile intervenire, sull'ultimo invece si può. I negozianti devono pretendere l'uguaglianza fiscale di fronte alla legge. Se i grandi evasori pagano il 5% per lo Scudo Fiscale, anche il commercio al dettaglio deve avere un'aliquota massima del 5%. Altrimenti, come dice Mavalà Ghedini, la legge è uguale per tutti, ma l'applicazione è diversa. Macellai, cartolai, fruttivendoli, droghieri, pizzicagnoli e panettieri allineate le vostre tasse dei negozi a quelle sui capitali mafiosi. Seguite il consiglio di un mio amico di Reggio Emilia:
"Hai parlato di sciopero fiscale. Beh senti questa. Me ne parlava un amico un'ora fa. Sua moglie commerciante con negozio a Parma è incazzatissima per lo scudo fiscale. Entra una signora telerimbambita ed inizia la manfrina: "Ma ha visto che scandalo Annozero? Devono chiudere quella trasmissione, comunisti, assassini, povero Silvio...bla,bla"... Lei ascolta non dice niente ed alla fine dopo che la cliente ha pagato le dice: "Signora oggi ho deciso. Non le faccio lo scontrino dal momento che tanto 300 miliardi di euro di evasione fiscale Berlusconi li ha condonati. Quindi ora anche io lo faccio. Che ne dice?" La cliente telerimbambita è rimasta inebetita...è andata in tilt non sapeva che dire...ed è uscita con la coda tra le gambe dicendo: "Eh si, forse ha ragione...".
E se organizzassimo la diffusione di una protesta di questo genere. COMMERCIANTI che aderiscono e mettono il cartello:
"OGGI NON FACCIO LO SCONTRINO. CONTRO LO SCUDO FISCALE CHE CONDONA 300 MILIARDI DI EURO DI EVASIONE"

 

 
 
 

Illegittimità del lodo Alfano...io sono contento...il mio abbronzato Obama non ha queste ebeti protezioni da reuccio

Post n°611 pubblicato il 08 Ottobre 2009 da dottorbaristo
 
Foto di dottorbaristo

Il lodo e' stato bocciato dalla Consulta per violazione dell'art.138 della Costituzione, vale a dire l'obbligo di far ricorso a una legge costituzionale - e non ordinaria - per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato. Il leader della Lega minaccia una dura reazione in caso di bocciatura della legge

 
 
 
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