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Creato da mtttl il 01/10/2005

Pangea

Almanacco sulla scienza e sulla natura; con news e approfondimenti dal web ;caratteristica di questo blog è la lentezza, qui ogni argomento di scienza puo' essere approfondito con calma senza alcuna fretta come succede in tv o in altri luoghi.Gli aggiornamenti sono variabili,non hanno una data fissa qualsiasi notizia di scienza non passera' inosservata , anche se è passato del tempo verra' ripresa ed approfondita, chiunque ha interesse ed è registrato puo' commentare.Cerchiamo inoltre blog scientifici disposti a collaborare con noi.Inserite nuove notizie prossimo aggiornamento appena possibile .E' possibile usare il blog gemello per qualsiasi tipo di commento non scientifico. Visitateci

PANGEA: VIAGGIO NELLA SCIENZA

Questo blog viene aggiornato appena possibile,per impegni non mi è sempre possibile farlo, sono graditi i commenti , cerco di imparare nuove cose grazie a chi commentera',offendo spunti e magari perchè no, il lettore che è cultore di una materia scientifica potra prendersi cura in questo piccolo spazio  di un argomento scientifico che gli sta' a cuore  e diffonderlo aiutandoci a crescere.

Pangea è qui per questo.

Grazie a tutti voi

 

 

 

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I DANNI ALLA SCIENZA

http://cinema.castlerock.it/film.php/id=9353/scheda=alien-autopsy
gli autori della burla della autopsia di un alieno diventati miliardari, a testimonianaza del fatto che non bisogna credere sempre a quello che viene detto in tv
Perditempo speculatori: ovvero come guadagnare soldi dicendo di venire dal futuro e dire che il mondo finira'ovvero la storia di John Titor
 
 

PREVIEW:LA BIOEDILIZIA

da Wikipedia"Con il termine bioedilizia, ci si riferisce a particolari metodi costruttivi e/o materiali provenienti dalla natura. Ovviamente quest'ultimi sono naturali e percio' non prodotti artificialmente dall'uomo. Diversamente dal solito nel settore edilizio dove si usano e si sono usati per migliaia di anni materiali per la costruzione creati dal uomo, la bioedilizia sfrutta prodotti naturali prodotti dalla natura per la realizzazione di strutture, opere edifici realizzati in materiali ecocompatibili. Un buon esempio moderno sono le case di solito villette realizzate interamente in legno di pino od altri materiali, usati a seconda della facilita' di reperimento nelle varie nazioni mondiali, che vengono realizzate con travi di legno disposti a sandwich con pareti esterno/interno con camera d'aria isolante. Queste strutture se ben costruite riescono infatti a riprodurre le pareti e le strutture di abitazioni cosidette tradizionali. I vantaggi delle costruzioni in legno: 1. Benessere e comfort abitativo 2. Ecocompatibilitá eccezionale 3. Alta protezione termica 4. assenza di umidità 5. Statica e antisismica 6. Prefabbricazione 7. Isolamento acustico elevato 8. Protezione antincendio 9. Durabilità e manutenzione." "

 

Pangea si occupera' a piu' riprese di questa materia con vari articoli.

 

 

 

Giove ed i suoi satelliti

Post n°420 pubblicato il 07 Febbraio 2010 da mtttl
 

 
 
 

Marie Curie parte 2

Post n°419 pubblicato il 07 Febbraio 2010 da mtttl
 

 
 
 

Marie Curie parte 1

Post n°418 pubblicato il 07 Febbraio 2010 da mtttl
 

 

 
 
 

Acidi e basi di Arrhenius

Post n°417 pubblicato il 07 Febbraio 2010 da mtttl
 
Tag: Scienza

un link sulle acidi e basi di arrhenius in inglese e su come rinominarli.

http://www.youtube.com/watch?v=Hv74I5glZiw

 
 
 

Arrhenius

Post n°416 pubblicato il 07 Febbraio 2010 da mtttl
 

 

Nel 1860 i genitori decisero di trasferirsi a Uppsala dove il ragazzo crebbe e frequentò le scuole della Cattedrale, avendo un bravo insegnante di fisica. Qui manifestò interesse al calcolo aritmetico e, successivamente, per la matematica e la fisica, una volta giunto alle scuole superiori.

Nel 1876 si iscrisse all'Università di Uppsala per studiarvi matematica, chimica e fisica. Su suggerimento dei vari insegnanti di quest'ultima materia, si trasferisce all'Accademia delle Scienze di Stoccolma sotto la guida del professore E. Edlund.

Le sue ricerche lo portarono a studiare le affinità tra la chimica e l'elettricità (un'affinità già sospettata da Berzelius) elaborando la tesi di dottorato sul passaggio di elettricità attraverso le soluzioni. L'idea che stava alla base del suo lavoro era che fossero gli ioni i responsabili del fenomeno dell'elettrolisi: un'idea che, in occasione della sua dissertazione alla facoltà di Uppsala, non convinse la comunità scientifica.

Con le sue idee controverse, presto divenne un giovane ricercatore, sorprendendo sempre di più i personaggi di spicco dell'ambiente scientifico dell'epoca. Nel 1884 ricevette la cattedra di chimica fisica, fino a quel momento inesistente in Svezia. Nel 1889 formulò l'equazione di Arrhenius che metteva in relazione la costante di velocità con la variazione di temperatura.

La stessa comunità scientifica non mancò comunque di premiare nel 1903 le sue idee: in quell'anno, Arrhenius vince il premio Nobel per la chimica grazie alla sua teoria sul trasferimento di ioni visti come responsabili del passaggio di elettricità.

Ora i suoi interessi era presi dalla chimica dell'atmosfera,un campo nel quale studiò l'incidenza della CO2 sul clima, alla fisica cosmica e all'astrochimica, ambito nel quale rimase famosa la sua ipotesi che fosse la pressione della radiazione stellare a diffondere nell'universo il fenomeno vita sotto forma di spore, una teoria nota oggi con il nome di panspermia.

Negli ultimi anni della sua carriera si dedicò alla divulgazione scientifica scrivendo libri che vennero presto tradotti in molte lingue.

Nel 1902 fu insignito della Medaglia Davy.

 

 

 
 
 

Prime collisioni al Cern

Post n°415 pubblicato il 24 Novembre 2009 da mtttl
 
Tag: Scienza

ZURIGO (Reuters) - Gli scienziati del Cern di Ginevra sono riusciti per la prima volta a provocare una collisione tra particelle di protoni, sotto il tunnel di 27 chilometri al confine tra Francia e Svizzera, in quello che è un primo passo verso la scoperta di come è nato l'universo. Lo hanno rivelato ieri gli stessi studiosi.Gli scienziati del Centro europeo di ricerca nucleare (Cern) sperano che gli esperimenti possano cominciare a fornire, nei prossimi mesi, prove dell'origine dell'universo, nel momento in cui il più grande collisore di particelle del mondo si appresta ad entrare a pieno regime."Essere riusciti ad arrivare così lontano in così poco tempo, è un grande risultato", ha detto il direttore generale del centro di ricerca, Rolf Heuer, commentando la collisione, ottenuta accelerando due gruppi di particelle subatomiche in direzioni opposte lungo l'anello.Sono trascorsi solo quattro giorni da quando la "Macchina del Big Bang" (Large Hadron Collider, Lhc, è il suo vero nome), è stata rimessa in funzione, dopo che era stata fermata per un incidente avvenuto 14 mesi fa, appena 10 giorni dopo essere stata avviata.Poco prima, il fisico Steve Myers aveva detto a Reuters che soltanto nel 2011 (gli scienziati) riusciranno a portare i raggi di protoni alla massima velocità, in un esperimento costato circa 10 miliardi di dollari e in cui sono coinvolti scienziati provenienti da decine di paesi.L'obiettivo principale del progetto al quale lavorano al Cern è quello di scoprire come prese forma l'universo, dopo che il Big Bang, 13,7 miliardi di anni fa, polverizzò la materia ad altissime velocità e sprigionando quantità enormi di energia che poi hanno prodotto il sole, le stelle, i pianeti e la vita stessa.Gli esperimenti precedentemente condotti con un altro collisore al Cern, il centro di ricerca situato a Ginevra, ai piedi dei monti Jura (francesi) avevano riprodotto una collisione di particelle capace di sprigionare una quantità di energia molto vicina a quella del Big Bang.Al massimo della sua potenza, l'Lhc dovrebbe ricreare le condizioni dell'istante successivo (un miliardesimo di secondo dopo) all'esplosione primordiale.Gli scienziati ora hanno in programma di aumentare l'intensità dei raggi e di accelerarli in modo da avere entro Natale una quantità sufficiente di dati sulle collisioni, per poter poi preparare gli esperimenti.

 
 
 

IBM: il cervello è piu' vicino

Post n°414 pubblicato il 24 Novembre 2009 da mtttl
 
Tag: Scienza

MILANO (Reuters) - L'Ibm ha fatto significativi passi avanti per la creazione di un computer che simula le capacità cerebrali legate a sensazione, percezione, azione, interazione e cognizione, tra l'altro con un basso di consumo di energia. E' la stessa Ibm ad annunciarlo, a Portland, in occasione della conferenza di supercomputing SC 09.

 

ll team di "cognitive computing", guidato da Ibm Research, ha conseguito progressi significativi nella simulazione corticale su grande scala e ha sviluppato un nuovo algoritmo che sintetizza i dati neurologici: due tappe importanti che indicano la fattibilità della costruzione di un chip per il calcolo cognitivo.

 

Gli scienziati di Ibm Research di Almaden, in collaborazione con i colleghi del Lawrence Berkeley National Lab, hanno eseguito la prima simulazione corticale del cervello in tempo quasi reale che supera la scala di una corteccia cerebrale di gatto e contiene 1 miliardo di neuroni e 10.000 miliardi di singole sinapsi di apprendimento.

 

Dopo il positivo completamento della fase preliminare, Ibm e i suoi partner universitari hanno ricevuto recentemente 16,1 milioni di dollari di finanziamenti supplementari, da parte della Defense Advanced Research Projects Agency per la Fase 1 dell'iniziativa Systems of Neuromorphic Adaptive Plastic Scalable Electronics (SyNapse) della Darpa. Questa fase di ricerca sarà incentrata sui componenti, sull'architettura simil-cerebrale e sulle simulazioni per costruire un prototipo di chip. La missione a lungo termine dell'iniziativa di "cognitive computing" di Ibm è scoprire e dimostrare gli algoritmi del cervello e fornire computer cognitivi compatti e a basso consumo, in grado di avvicinarsi all'intelligenza dei mammiferi e di utilizzare una quantità significativamente minore di energia rispetto ai sistemi di calcolo attuali.

 

"L'obiettivo del programma SyNapse è creare nuovi componenti elettronici, hardware e architettura in grado di comprendere, adattarsi e rispondere a un ambiente informativo in modi che estendono il calcolo tradizionale, per comprendere le capacità fondamentalmente differenti presenti nei cervelli biologici", spiega il program manager della Darpa Todd Hylton.

 
 
 

Il sito dell'accelleratore di particelle:Lhc

Post n°413 pubblicato il 24 Novembre 2009 da mtttl
 
Tag: Scienza

ROMA, 23 NOV - Nasce 'Lhc Italia', il primo sito Web italiano dedicato al 'Large Hadron Collider', il superacceleratore del Cern di Ginevra.La struttura e' stata appena rimessa in moto dopo la pausa 'forzata' di 14 mesi dal primo avvio che risale al 14 settembre 2008. Il sito infn.it/lhcitalia/, curato dall'ufficio della comunicazione dell'Istituto nazionale di fisica nucleare, fornira' informazioni, anche su singoli esperimenti, sulla famosa 'macchina del Big Bang'.

Il link del blog dell'Lhc

http://www.infn.it/lhcitalia/

qui il video della riparazione:

http://www.infn.it/lhcitalia/index.php?option=com_content&view=article&id=37:riparazione-lhc&catid=10:video&Itemid=18

 
 
 

Le comete

Post n°412 pubblicato il 26 Ottobre 2009 da mtttl
 

 
 
 

I robot umani

Post n°411 pubblicato il 26 Ottobre 2009 da mtttl

 

 

(ANSA) - GENOVA, 25 OTT - Robot antropomorfi che 'vivranno' a con gli uomini diventandone i collaboratori. E' uno scenario realizzabile nei prossimi 20-30 anni.

Al Festival della Scienza di Genova, Antonio Bicchi, ordinario di Robotica a Pisa, spiega che i robot 'saranno costruiti con materiali leggeri e simili agli umani'. I primi campi di impiego saranno produttivi e industriali, ma l'obiettivo e' utilizzarli nei lavori domestici, nel supporto alle persone anziane e disabili, nella riabilitazione.

 
 
 

Gli asteroidi

Post n°410 pubblicato il 24 Agosto 2009 da mtttl
 

 
 
 

Planck il satellite

Post n°409 pubblicato il 24 Agosto 2009 da mtttl
 

 
 
 

Robot in Europa

Post n°408 pubblicato il 24 Agosto 2009 da mtttl
 

 
 
 

Antonio Meucci

Post n°407 pubblicato il 24 Agosto 2009 da mtttl
 

 
 
 

I funghi dello spazio

Post n°406 pubblicato il 24 Agosto 2009 da mtttl

(ANSA) - VITERBO, 23 AGO - E' possibile la migrazione della vita da un pianeta all'altro? Un esperimento italiano, Life, forse dara' a breve una risposta. Progettato dall'universita' della Tuscia e condotto sulla Stazione Spaziale Internazionale, si basa sull'analisi di rocce raccolte in Antartide e sulle vette delle Alpi,colonizzate da microfunghi e licheni (gli organismi piu' resistenti al mondo) esposti nel vuoto e alle letali radiazioni spaziali per 18 mesi. Se fossero ancora vivi, la risposta sara' si'.

 
 
 

Ibm e il computer molecolare

Post n°405 pubblicato il 24 Agosto 2009 da mtttl
 

 
 
 

Il Cosmo a Raggi X

Post n°404 pubblicato il 24 Agosto 2009 da mtttl
 

 
 
 

Lo sbiancamento dei coralli

Post n°403 pubblicato il 08 Luglio 2009 da mtttl
 

 

Lo sbiancamento dei coralli è un segno tangibile della reazione di questi a qualche forma di stress, soprattutto l’aumento della temperatura dell’acqua. Là dove maggiori sono stati gli effetti del riscaldamento globale è stata riscontrata una maggiore incidenza dello sbiancamento, che può peraltro avere luogo in presenza di altri fattori: irraggiamento solare (radiazione fotosinteticamente attiva o esposizione a radiazione ultravioletta), cambiamenti nella composizione chimica dell’acqua (specialmente del grado di salinità) o della sua opacità, cambiamento di correnti (che, a causa dell’accumulo di sedimenti, finiscono per deviare l’acqua calda della laguna verso la barriera), malattie del corallo, oppure uno slittamento degli strati di silt. In generale le cause dello sbiancamento sono naturali, anche se non è del tutto esclusa l’azione dell’uomo, in particolare l’inquinamento.

Un’area della barriera corallina dell’isola maldiviana di Moofushi, nell’Atollo di Ari, colpita duramente dallo sbiancamento verificatosi in conseguenza del Niño del 1998, in un’immagine del luglio 2006. Ancor oggi non si osserva alcun segno di recupero della copertura da parte di talune specie coralline, come quelle ramificate.

Un’area della barriera corallina di Kandholhudhoo, nello stesso atollo; anch’essa fu colpita dallo sbiancamento e distrutta quasi completamente; tuttavia in ques’isola i coralli ramificati hanno mostrato una notevole capacità di recupero e sono tornati all’originaria varietà di colori.

Conseguenze e ipotesi [modifica]

Se la causa stressante dura pochi giorni, il corallo ritorna rapidamente allo stato normale; tuttavia vi è il rischio che, una volta iniziato lo sbiancamento, il corallo continui a espellere le alghe simbiotiche anche se la causa dello stress viene rimossa; ciò avviene in particolare se lo stress dura parecchi giorni consecutivi. In questo caso, se la colonia di corallo sopravvive, possono passare settimane o mesi prima che la concentrazione dei simbionti torni a livelli normali. Il corallo morto, invece, diventa rapidamente oggetto dell’azione distruttiva della fauna ittica (in particolare dei pesci mangiatori di corallo come il pesce pappagallo) e soprattutto del mare, e si sgretola in poche settimane, andando cosí ad innalzare il livello di base della barriera e, alla lunga, finendo per produrre nuovo materiale per la formazione delle isole; si potrebbe pertanto interpretare lo sbiancamento come un’azione di difesa della natura contro l’innalzamento ciclico delle acque, ma diversi studi sono ancora in corso e questa rimane soltanto una delle ipotesi più accreditate. Non sempre su una barriera morta il corallo ricresce, ma quando ciò avviene passano diversi anni prima che la concentrazione corallina torni al livello iniziale. Ad esempio, in seguito agli effetti del Niño, nel 1998 oltre il 90% del genere Acropora spp. fu distrutto in molte aree dell’Oceano Indiano.

Condizioni di sopravvivenza [modifica]

Cambiamenti nella varietà di simbionti (altre varietà di zooxantelle, per esempio) sono estremamente rari, e generalmente implicano la presenza di specie non persistenti. L’abilità di sopravvivere a un fenomeno di sbiancamento e la possibilità di sopravvivenza variano grandemente fra le specie di corallo: alcuni coralli di grandi estensione, come il Porites lobata può sopravvivere a temperature molto alte e a gran parte degli effetti che esse comportano, mentre alcune varietà fragili come l’Acropora spp. sono, come si è visto nel caso dell’Oceano Indiano, molto più sensibili e non resistono allo sbiancamento. Alcune ricerche recenti hanno anche dimostrato che le specie costantemente sottoposte a piccoli stress sviluppano una certa resistenza al fenomeno.

tratto da wikipedia

 
 
 

I coralli e la CO2

Post n°402 pubblicato il 08 Luglio 2009 da mtttl
 

(ANSA) - ROMA, 7 LUG - Ancora qualche decennio e i coralli si estingueranno se il livello di emissioni di anidride carbonica non verra' ridotto. L'allarme e' della Royal Society di Londra. Il surriscaldamento globale significa oceani piu' caldi che causano lo sbiancamento dei coralli e l'aumento dell'acidita' dei mari che accelera la dissoluzione degli esoscheletri. La scomparsa dei coralli potrebbe avere conseguenze catastrofiche su ben 4 mila specie di pesci che vivono nella barriera corallina.

 
 
 

L'automobile ad aria compressa

Post n°401 pubblicato il 20 Giugno 2009 da mtttl
 

 
 
 
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CITAZIONE DEL MESE

La vita è un processo che cerca conoscenza<<Vivere è imparare>>

Konrad Zacharias Lorenz (1903 – 1989), zoologo austriaco e premio Nobel per la medicina.

 

LA TAVERNA DEL GRIFONE

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