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Creato da nonsonopermalosa il 19/09/2010

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Parole di Roberto Saviano

Post n°19 pubblicato il 15 Novembre 2011 da nonsonopermalosa

ESISTE una parola che più di tutte descrive ciò che il gov­erno Berlus­coni è stato per l’Italia, ciò che lo ha davvero carat­ter­iz­zato in senso politico ed eco­nom­ico, questa parola è immo­bil­ismo. Negli ultimi venti anni non è suc­cesso niente per il Paese. Non una delle riforme promesse nel 1994 e che avreb­bero con­tribuito a scon­giu­rare la crisi che ora l’Italia sta vivendo, è stata fatta. Ed è evi­dente che dove non sono rius­citi gli elet­tori, dove non sono rius­cite le oppo­sizioni, dove non è rius­cita la stampa, dove non sono rius­citi gli intel­let­tuali, è rius­cito il mer­cato. Iro­nia della sorte, pro­prio Sil­vio Berlus­coni, che si è sem­pre van­tato di aver cre­ato un impero dal nulla, di aver incar­nato il sogno amer­i­cano del self-made man, che si è sem­pre con­sid­er­ato cam­pi­one di numeri e denaro, è stato sopraf­fatto dove si sen­tiva onnipo­tente, in quello che ha sem­pre detto essere il suo stesso ele­mento: dal mer­cato. È stato com­mis­sari­ato da un’economia che della sua ges­tione non poteva più fidarsi.

Del resto, anche se l’uomo Berlus­coni sem­bra finito, il berlus­con­ismo non è ancora morto. Sta lì, paziente, aspet­tando di risorg­ere, pronto a dire “senza di me è stato peg­gio”. I suoi pro­tag­o­nisti aspet­tano di spec­u­lare sui momenti dif­fi­cili che l’Italia vivrà, fin­gendo di non esser stati anche loro a gener­arli. Già adesso, alcuni sur­re­ali ex neo-con e ora neo-keynesiani (alla bisogna) maître a’ penser mist­i­f­i­cano la realtà, difend­endo l’indifendibile e recla­mando libere elezioni, ovvi­a­mente senza spendere una sola parola sulla legge elet­torale in vig­ore, dalla stessa uscente mag­gio­ranza introdotta e sig­ni­fica­ti­va­mente definita, dal suo medes­imo esten­sore, por­cel­lum. L’impressione è che, ancora una volta, ci sia spazio per tutto tranne che per il tal­ento e per la volontà di ricostru­ire davvero un Paese che più ancora che eco­nomi­ca­mente è pie­gato nel morale, nella fidu­cia e nella sper­anza che si possa tornare a essere felici e real­iz­zati senza dover andar via. In Italia ancora una volta il ris­chio è che si fac­cia piazza pulita per­ché si possa più agevol­mente tornare indietro.

 

 
 
 
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