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        <title type="text">Sedici</title>
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        <published>2012-06-16T18:28:42+01:00</published>
        <updated>2012-06-16T18:28:42+01:00</updated>
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            <name>PapaveriSparsi</name>
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        <summary type="text">L&amp;rsquo;attesa di una risposta abita in un luogo sospeso.Non ci sono pareti n&amp;eacute; pavimenti, sol...</summary>
        <content type="html">&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;L&amp;rsquo;attesa di una risposta abita in un luogo sospeso.&lt;br /&gt;Non ci sono pareti n&amp;eacute; pavimenti, solo aria, che filtra la luce che danza sul pulviscolo leggero.&lt;br /&gt;Un luogo dove il tempo segue il metronomo del silenzio e attende una scadenza indefinita.&lt;br /&gt;Lui non le aveva dato il suo numero di telefono, n&amp;eacute; il suo indirizzo. E lo aveva fatto di proposito, per poterla rivedere, per guardarla negli occhi e sfiorarle ancora le mani.&lt;br /&gt;Voleva ripeterle a voce la domanda, voleva che quelle parole uscissero dalla sua bocca per accarezzarle il viso, dondolare sugli occhi, fremere sulle ciglia facendole chiudere per un istante e poi scivolare sulle labbra, attendendo una parola, una sola.&lt;br /&gt;La decisione di una risposta non ha dimora. Vaga come un senzatetto lungo i sentieri pi&amp;ugrave; desolati della mente, non incontra ristoro, non saluta amici, non si mescola alla gente. &lt;br /&gt;Resta a rigirarsi addosso come se non ci fosse una via d&amp;rsquo;uscita perch&amp;eacute; ogni strada conduce ad un punto interrogativo.&lt;br /&gt;E lei non sapeva cosa dire, cosa fare.&lt;br /&gt;Non aveva il numero di lui, nessun indizio per poterlo rintracciare, non sapeva dove trovarlo, n&amp;eacute; dove cercarlo, se non in quei sentieri tortuosi che l&amp;rsquo;indecisione ci disegna addosso quando non sappiamo quale sia la nostra vera meta. &lt;br /&gt;Avrebbe voluto dire si. &lt;br /&gt;Lo desiderava follemente. Voleva perdersi nel sorriso di lui, nel fare compiaciuto di chi sente condiviso un suo desiderio, nello sguardo pieno di chi gi&amp;agrave; sa come procedere, come organizzare.&lt;br /&gt;Voleva sentirsi presa per mano e condotta a bussare alla porta di un sogno per vedere lo spiraglio di luce aprirsi e il buio diventare prima grigiore e poi arcobaleno.&lt;br /&gt;Voleva ricambiare il sorriso e stringere forte quella mano, lasciarsi condurre, come una bimba che torna alle giostre sapendo che ci&amp;ograve; che l&amp;rsquo;aspetta pu&amp;ograve; essere meraviglioso.&lt;br /&gt;Ma aveva paura di dire di si.&lt;br /&gt;Aveva paura di inciampare in una emozione che poteva diventare una caduta, che poteva essere dolorosa ben oltre la sbucciatura delle ginocchia. Sentiva dentro un freno tirato, un allarme inserito, temeva che la vita potesse esaurirsi in una speranza sbagliata e lasciarla precipitare in un nero senza fine.&lt;br /&gt;Ogni passo nella vita pu&amp;ograve; essere l&amp;rsquo;ultimo.&lt;br /&gt;Ogni istante pu&amp;ograve; diventare l&amp;rsquo;istante per sempre, quello che ci congela il cuore dentro una eternit&amp;agrave; inattesa.&lt;br /&gt;Di ogni cosa ci si pu&amp;ograve; pentire e questo timore le paralizzava i pensieri.&lt;br /&gt;Scese dall&amp;rsquo;ufficio con il tremore dell&amp;rsquo;indecisione che accompagnava ogni passo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;Sul portone, dal vetro fum&amp;egrave;, lo vide aspettarla sul marciapiede. Fermo. Attento.&lt;br /&gt;Non si dissero nulla.&lt;br /&gt;Lui la prese per mano mentre lo sguardo di lei osservava quelle mani strette, unite, ritrovate.&lt;br /&gt;Iniziarono a camminare insieme senza sapere dove stessero andando, mentre intorno a loro la gente si muoveva svelta, distratta, in cerca di un qualcosa che la fretta non avrebbe mai potuto donare loro.&lt;br /&gt;Sparirono tra la folla, come due anime controcorrente che hanno una riva da raggiungere, con la calma di chi sa che&amp;nbsp;di ogni attimo va sempre rispettata la dignit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;Intanto il sole si avvicinava al suo crepuscolo e le rondini disegnavano scie di vita&amp;nbsp;nel cielo.&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;aria profumava di gelsomini.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman; font-size: small;&quot;&gt;(continua...)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman; font-size: small;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/_-k183A59C2E/SCy2cyrQ1LI/AAAAAAAABGI/C83MmtyPLA0/s400/folla.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Quindici</title>
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        <published>2012-06-01T10:47:20+01:00</published>
        <updated>2012-06-01T10:47:20+01:00</updated>
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            <name>PapaveriSparsi</name>
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        <content type="html">&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;A volte il respiro diventa padrone di un attimo.&lt;br /&gt;Come se il tempo si fermasse mentre l'aria si rincorre nei polmoni.&lt;br /&gt;E in un battito di ciglia si mescolano l'incredulit&amp;agrave; e il sorriso, con quelle labbra &lt;br /&gt;socchiuse per inumidire il preludio di un bacio.&lt;br /&gt;Era stata a Parigi da bambina, si ricordava un cielo azzurro sperduto sulla poesia&lt;br /&gt;di una citt&amp;agrave; profumata di pane, con il ticchettio dei tacchi alti sui marciapiedi.&lt;br /&gt;Ma era solo una visione confusa di bimba, a cui era rimasto per decenni il desiderio &lt;br /&gt;di tornare, a scoprire alberghetti e bistrot, in quei piccoli angoli caratteristici che &lt;br /&gt;hanno il sapore vero di Francia.&lt;br /&gt;Parigi era un suo piccolo sogno segreto, che custodiva quasi come un progetto &lt;br /&gt;di fuga.&lt;br /&gt;Una di quelle cose che in effetti si potrebbero fare, ma che si preferisce tenere l&amp;igrave;,&lt;br /&gt;in equilibrio tra i sogni e gli occhi, per non togliersi il gusto di avere una meta &lt;br /&gt;nascosta nel cuore, dove riparare se necessario.&lt;br /&gt;Quelle parole scritte a penna sul bianco della carta le avevano aperto una &lt;br /&gt;finestra su un desiderio troppo spesso dimenticato.&lt;br /&gt;Ed era rimasta ferma con quel bigliettino nel leggero tremore delle mani.&lt;br /&gt;Lui aveva inavvertitamente toccato una corda sensibile di Chiara.&lt;br /&gt;Non poteva conoscere certi suoi desideri, ma non &amp;egrave; sempre il caso che ci &lt;br /&gt;disegna il destino addosso, a volte pu&amp;ograve; capitare che ci sia un qualcosa che&lt;br /&gt;interviene, un segno, una sensibilit&amp;agrave;, una percezione.&lt;br /&gt;O forse solo una affinit&amp;agrave;, di quelle che capitano tanto raramente da abitare solo &lt;br /&gt;nelle speranze pi&amp;ugrave; ardimentose del difficile cammino della vita.&lt;br /&gt;Stefano voleva portarla via da quel grigiore che aveva contaminato entrambi, &lt;br /&gt;voleva allontanarla dal resto, qualunque esso fosse, e ritagliare una cartolina &lt;br /&gt;tutta per loro, di quelle dal sapore un po' antico, color sabbia, con vecchi timbri&lt;br /&gt;un po' scoloriti, con una storia&amp;nbsp;da raccontare.&lt;br /&gt;Voleva aprire una scatola del cuore e cominciare a mettere in ordine dei ricordi, &lt;br /&gt;tutti loro, da aprire nei momenti di freddo, quando la nebbia bussa e ci confonde i pensieri.&lt;br /&gt;Sperava di non essere stato affrettato, di non aver osato troppo.&lt;br /&gt;Ma era fortemete convinto che rimanere immobile davanti ad un'emozione &amp;egrave; come &lt;br /&gt;non averla mai vissuta.&lt;br /&gt;E lui voleva vivere Chiara, in tutto e per tutto.&lt;br /&gt;Sperando in un suo si.&lt;br /&gt;Lei era in equilibrio sul filo del forse, come una funambola del domani, con una &lt;br /&gt;titubanza incerta e incredula, come quando ancora non ci si rende bene conto di &lt;br /&gt;cosa stia accadendo, e si ha paura di crederci ancora, di seminare i propri sorrisi &lt;br /&gt;su un nuovo sentiero e aspettare i germorgli, vederli crescere.&lt;br /&gt;Tutto era inatteso.&lt;br /&gt;Tutto era inebriante.&lt;br /&gt;Tutto era quasi irreale.&lt;br /&gt;Ma ogni suo pensiero, ogni sua piccola sensazione, ogni sussulto del cuore, ogni sfumatura di emozione era gi&amp;agrave; un nuovo vestito per l'anima, pieno di nuovi colori.&lt;br /&gt;E ogni sua incertezza arricchiva di un pizzo leggero quell'abito impalpabile.&lt;br /&gt;Chiara assaporava quel momento unico che precede una decisione, quello in cui&lt;br /&gt;&amp;nbsp;per pochi istanti si &amp;egrave; totalmente disarmati ed inermi di fronte al futuro. &lt;br /&gt;E nelle mani si stringe la voglia di ricominciare.&lt;br /&gt;Chiuse gli occhi.&lt;br /&gt;Fece un respiro profondo.&lt;br /&gt;E sorrise.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(continua...)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://graphics-illustrations.com/wp-content/uploads/2009/01/paris02.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;425&quot; height=&quot;283&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Quattordici</title>
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        <published>2012-05-24T19:34:57+01:00</published>
        <updated>2012-05-24T19:34:57+01:00</updated>
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        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;br /&gt;E luned&amp;igrave; arriv&amp;ograve; con uno scroscio di pioggia.&lt;br /&gt;Improvvisa.&lt;br /&gt;Grigia.&lt;br /&gt;In ufficio i colpi di tosse degli influenzati di turno rompevano un silenzio monotono,&lt;br /&gt;banale. Sui vetri delle finestre le gocce colavano lentamente, trascinando la &lt;br /&gt;polvere e lo smog, e formando dei sentierini sempre pi&amp;ugrave; scuri, fino ad arrestarsi&lt;br /&gt;in piccole perle di fango nerastro.&lt;br /&gt;Un corriere entr&amp;ograve; per fare due consegne.&lt;br /&gt;Una era per Chiara.&lt;br /&gt;Lei fece posare il pacchetto sulla sua scrivania mentre distrattamente fotocopiava una&lt;br /&gt;serie infinita di documenti.&lt;br /&gt;Pensava molto quella mattina. Pensava alla sua stanchezza, all'inerzia con cui ormai&lt;br /&gt;conduceva la sua vita, senza nemmeno rendersi conto di come il tempo passasse velocemente senza concedergli la gioia di un momento pieno, da assaporare fino in&lt;br /&gt;fondo, fino a coglierne il gusto intenso di libert&amp;agrave;.&lt;br /&gt;Il lavoro&amp;nbsp;in una&amp;nbsp;compagnia di assicurazioni, che anni prima aveva iniziato con tanto&lt;br /&gt;entusiasmo, si era trasformato in una galera.&lt;br /&gt;Ascoltava ogni giorno decine di lamentele, di reclami, di palesate insoddisfazioni, sia dei clienti, sia dei colleghi, ed arrivare a sera era&amp;nbsp;come raggiungere il traguardo di una sudata maratona.&lt;br /&gt;And&amp;ograve; a prendere un caff&amp;egrave; alla macchinetta,&amp;nbsp;un veleno quotidiano che la disgustava&lt;br /&gt;e che ogni volta la faceva riflettere sul fatto che sopravvivere a quella brodaglia &lt;br /&gt;significava essere immune anche al cianuro.&lt;br /&gt;Al ritorno prese il pacchetto, immaginando fosse inviato da un qualche cliente per fornire documenti, ma lo sent&amp;igrave; stranamente pesante.&lt;br /&gt;Lo apr&amp;igrave; e vide una lettera e un qualcosa confezionato con carta regalo.&lt;br /&gt;La busta conteneva un foglio scritto a&amp;nbsp;mano.&lt;br /&gt;Non era quasi pi&amp;ugrave; abituata a decifrare una calligrafia, e inizi&amp;ograve; a leggere stringendo leggermente gli occhi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&quot;Ciao Chiara,&lt;br /&gt;so che sarai sorpresa ( e mi piace), ma non sono riuscito ad evitare di pensarti.&lt;br /&gt;E' da quando ti ho accompagnato a casa l'altra sera, che cerco di inventarmi&lt;br /&gt;un pretesto per rivederti. Tornare al negozio di scarpe alla fermata del bus,&lt;br /&gt;capitare 'per caso' vicino al tuo portone, cercare il tuo numero di telefono dell'ufficio &lt;br /&gt;e farmi fare un preventivo per una nuova polizza.&lt;br /&gt;Tutte ipotesi che mi facevano sentire come un ragazzino impacciato.&lt;br /&gt;Ho deciso quindi di essere come sono, senza pretesti, senza invenzioni.&lt;br /&gt;In questi giorni ho pensato a te. Molto.&lt;br /&gt;E ho pensato a me, a come mi sono sentito con te, ai tuoi occhi puliti, alle tue mani &lt;br /&gt;eleganti, alla tua voce timida e forte al tempo stesso.&lt;br /&gt;Ho sentito la mancanza del tuo sorriso. &lt;br /&gt;Di quel tuo modo delizioso di ridere, con le fossette sulle gote e il rossore sulle guance.&lt;br /&gt;Ho voglia di rivederti, anzi...ho bisogno di rivederti.&lt;br /&gt;Stefano&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con gli occhi affamati di curiosit&amp;agrave; tolse la carta dal pacchetto.&lt;br /&gt;Apr&amp;igrave; la scatola di cartoncino bianco e vide un sfera di vetro.&lt;br /&gt;Subit&amp;ograve; non cap&amp;igrave;, poi la prese in mano e vide una piccola Tour Eiffel dentro una&lt;br /&gt;palla di neve, con polvere argentata che danzava dentro.&lt;br /&gt;Con il respiro che inciampava in gola vide un bigliettino dentro la scatola.&lt;br /&gt;Lo prese e sent&amp;igrave; la voce di lui che le sussurrava agli occhi mentre lo leggeva.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&quot;Vieni a Parigi con me...&quot;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(continua...)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/_I1Ui87G2cq8/TOwno4Z-KvI/AAAAAAAAI9A/nmkaHhC0FoU/s640/514_Tour_Eiffel_Snowglobe_a_L.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;480&quot; height=&quot;480&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Tredici</title>
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        <published>2012-05-10T18:47:45+01:00</published>
        <updated>2012-05-10T18:47:45+01:00</updated>
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        <content type="html">&lt;p&gt;'Sto male' &lt;br /&gt;pens&amp;ograve; Chiara sotto la doccia.&lt;br /&gt;'Non ce la faccio ad andare avanti cos&amp;igrave;'.&lt;br /&gt;Ma poi si riesce sempre a farcela, anche contro la vita, il destino, il dolore, l'infelicit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;Anche contro se stessi.&lt;br /&gt;E il fine settimana&amp;nbsp;sarebbe trascorso&amp;nbsp;lento come i titoli di coda di un film, quelli che non interessano a nessuno, quelli che passano inosservati perch&amp;egrave; si porta ancora negli occhi il ricordo delle ultime sequenze della trama.&lt;br /&gt;Lui era arrivato da lei. &lt;br /&gt;Aveva posato il trolley.&lt;br /&gt;Aveva mangiato il minestrone distrattamente.&lt;br /&gt;L'aveva guardata distrattamente.&lt;br /&gt;Scambiato quattro parole distrattamente.&lt;br /&gt;E si era addormentato sul divano davanti al solito dibattito politico in televisione.&lt;br /&gt;Lei aveva messo le cose da lavare in lavatrice.&lt;br /&gt;Aveva pulito la cucina.&lt;br /&gt;Ed era andata a letto.&lt;br /&gt;I pensieri vincevano sulla stanchezza e la noia.&lt;br /&gt;E si era ritrovata a perdersi in&amp;nbsp;considerazioni&amp;nbsp;sempre uguali.&lt;br /&gt;Non riusciva pi&amp;ugrave;&amp;nbsp;ad inventarsi i sogni prima di addormentarsi. &lt;br /&gt;Per tanto tempo, tanti anni, aveva preso l'abitudine di raccogliere alla sera i desideri sulla vita, per formare un mazzolino profumato di speranze, e addormentarsi poi con il sorriso negli occhi, sperando che al mattino il sogno si sarebbe avverato.&lt;br /&gt;Si raccontava una favola, come fosse ancora una bimba con davanti un orizzonte d'arcobaleno.&lt;br /&gt;Ma il tempo delle fiabe era finito, e il mazzolino ora profumava di disillusione.&lt;br /&gt;Ogni giorno era un petalo in meno del fiore della sua vita.&lt;br /&gt;Non si sentiva amata, non si sentiva desiderata, nemmeno rispettata nel suo soffrire il corso del vivere, non era ascoltata, nessuno le chiedeva 'come stai?'. &lt;br /&gt;La sua era una presenza data per scontata, quasi meccanicamente portata avanti.&lt;br /&gt;E tutti i suoi disagi restavano l&amp;igrave;, sul terreno della noia, a radicare e rafforzarsi, pronti a far germogliare nuove insicurezze, nuovi malesseri, nuove solitudini.&lt;br /&gt;Accese la televisione in camera.&lt;br /&gt;Una casa. Due persone in due stanze diverse. Due televisoni accesi in due stanze diverse.&lt;br /&gt;In mezzo solo l'unione di due audio differenti. Il solo abbraccio sotto quel piccolo cielo grigio.&lt;br /&gt;I ricordi del passato le passavano accanto quasi ad irriderla.&lt;br /&gt;Entravano sotto le coperte e le facevano sentire freddo. &lt;br /&gt;I vecchi sorrisi le danzavano intorno come polvere sospesa nell'aria,&amp;nbsp;a riflettere&amp;nbsp;inquietudine come specchi opacizzati da un presente senza forma, senza sostanza.&lt;br /&gt;Aveva di fronte un'altra notte.&lt;br /&gt;Lunga e nemica. Di quelle notti di cui si apprezza solo il silenzio che un po' allontana dal mondo, ma che rende il dolore pi&amp;ugrave; corrosivo.&lt;br /&gt;Sapeva che si sarebbe addormentata e poi svegliata. Che avrebbe passeggiato in casa a piedi nudi, steso fuori in balcone i panni della lavatrice, acceso il pc per controllare la posta, fatto una maschera al viso e altre cose talmente lontane da lei da sembrare appartene ad un'altra donna.&lt;br /&gt;Si addorment&amp;ograve; con la tristezza sulle palpebre.&lt;br /&gt;Aveva perso un'altro petalo del fiore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(continua...)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.sarahjanecovey.co.uk/imgs/gallery/6124/6124_20112327224d7b62a06f67b.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;591&quot; height=&quot;591&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Dodici</title>
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        <published>2012-05-07T19:26:33+01:00</published>
        <updated>2012-05-07T19:26:33+01:00</updated>
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        <summary type="text">Il dolore ha grandi mani.E le usa per stringere, per strangolare, per attanagliare.Agendo in silenzi...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;Il dolore ha grandi mani.&lt;br /&gt;E le usa per stringere, per strangolare, per attanagliare.&lt;br /&gt;Agendo in silenzio. In quel piccolo spazio che dal Cuore porta all'Anima, in modo da detonare nel mezzo e distruggere tutto.&lt;br /&gt;Nulla distoglie il dolore dal suo compito. &lt;br /&gt;Il suo movimento segue rotaie solide&amp;nbsp;ed infinite, rette parallele che trafiggono ogni ostacolo, ogni speranza, ogni sorriso e seguitano a trapanare la vita senza sosta.&lt;br /&gt;Chiara era ferma davanti allo specchio.&lt;br /&gt;Come ad una fermata di un treno senza meta, uno di quei luoghi nebbiosi che confonde i contoni, ma rende visibili gli aloni dei lampioni accesi in una sera qualunque.&lt;br /&gt;Alori che le contornavano gli occhi cerchiandoli di fatica, di sonno mancato, e le palpebre gonfie a rendere lo sguardo sottile e sfuggente.&lt;br /&gt;Una cornice di sgomento teneva al centro un viso quasi sconosciuto, in cui lei a stento ritrovava i lineamenti antichi che disegnavano la sua identit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;Con le dita seguiva quelle rughe ostili, come se una carezza leggera potesse alleviare il loro solco, la loro implacabilit&amp;agrave;. Come se si potesse cancellare il grigiore del sudario&amp;nbsp;che il dolore stende sul volto.&lt;br /&gt;In certi momenti malediva il suo stesso respiro, il suo essere viva ed inerme di fronte alle sberle della vita. &lt;br /&gt;Avrebbe voluto chiudere gli occhi, sentire il cuore fermarsi, e non avvertire pi&amp;ugrave; nulla, solo il conforto del silenzio assoluto, dell'assenza di alito vitale.&lt;br /&gt;Ma la fuga non &amp;egrave; una buona soluzione, forse nemmeno dignitosa.&lt;br /&gt;E la dignit&amp;agrave; per lei era un valore assoluto.&lt;br /&gt;Cerc&amp;ograve; di pensare ad altro. Si lav&amp;ograve; il viso con acqua fredda, massaggi&amp;ograve; la sua crema e pettin&amp;ograve; i capelli, raccogliendoli poi sulla nuca con una pinza.&lt;br /&gt;Era venerdi. Lui stava per arrivare.&lt;br /&gt;Si vedevano solo durante i fine settimana, lui abitava in un'altra citt&amp;agrave;, aveva una vita che si intersecava con la sua solo per due giorni alla settimana.&lt;br /&gt;Un singhiozzo di rapporto portato avanti cos&amp;igrave; da anni, in modo meccanico, asettico.&lt;br /&gt;Una collaborazione silente. Stanca. Vuota.&lt;br /&gt;Lui aveva appoggiato il suo cappello sull'appendiabiti di lei, aveva preso possesso dei suoi spazi, riempito di cose sue i cassetti, lasciato lo spazzolino in bagno e questo lo faceva sentire stabile, radicato. Tanto statico ed indifferente da non doversi neppure preoccupare di commentare i silenzi di lei, o le lacrime che spesso scendevano in silenzio sul suo viso, cos&amp;igrave;, senza un apparente motivo, senza un fattore scatenante, come chi &amp;egrave; triste dentro da una vita e non ha nemmeno bisogno di un motivo per piangere perch&amp;egrave; il motivo &amp;egrave; la vita stessa.&lt;br /&gt;Si mise a preparare la cena.&lt;br /&gt;Inizi&amp;ograve; a pulire&amp;nbsp;ed affettare le verdure per un minestrone e aggiunse una crosta di parmigiano per insaporire.&lt;br /&gt;Ripens&amp;ograve; per un attimo al suo incontro del pomeriggio, all'uomo della vetrina.&lt;br /&gt;Non era stato solo un altro cappello nella sua vita, ma un timido desiderio di speranza, un piccolo giro in una giostra che lei amava moltissimo e di cui aveva un dannato bisogno. La giostra in cui ci si prende per mano e si cammina insieme, condividendo ogni sensazione, guardandosi negli occhi, ascoltandosi sul serio, partecipando alle emozioni dell'altro. &lt;br /&gt;L'essere stata cos&amp;igrave; bene con lui aveva reso insopportabile la serata e il ritorno alla solita vita, alle solite cose fatte ormai meccanicamente, alle solite frasi che si sarebbero dette, alla solita noncuranza che avrebbe subito, alla solita sensazione di incompletezza a cui ormai si era abituata, alla solita tristezza che la possedeva completamente.&lt;br /&gt;Le lacrime di Chiara scaldavano una notte fredda,&amp;nbsp;ma il calore della sofferenza nasconde un nodo serrato di gelo che paralizza.&lt;br /&gt;&quot;Accidenti alle cipolle! &quot; pens&amp;ograve;.&lt;br /&gt;Il dare la colpa a qualcosa che non fosse lei, la aiutava ad odiarsi di meno, a sentirsi meno inadeguata nei confronti di se stessa.&lt;br /&gt;Era un conforto che durava un secondo.&lt;br /&gt;Ma anche un solo secondo di pace aveva una sua importanza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(continua...)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://farm6.staticflickr.com/5265/5669964940_2e52408030_z.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;607&quot; height=&quot;413&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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