Creato da pensieroinespresso il 01/02/2005

Essere e pensiero

E' stato già scritto tutto, per fortuna non tutto ancora pensato.

 

« Della "mancanza" e del D...Desiderio di vita... »

Felicità raggiunta, si cammina...

Post n°47 pubblicato il 18 Novembre 2006 da pensieroinespresso

Nel messaggio precedente si è cercato di analizzare la nozione di Desiderio come tensione libera, creativa e vitale, che si svolge nel tempo, e che spinge l'uomo sempre "oltre", sulla strada della conoscenza e della realizzazione, che non possono mai considerarsi del tutto raggiunte, senza abdicare al senso stesso dell'esistere.

Infatti, la nostra vita è un processo dinamico in cui ogni acquisizione di conoscenza è propedeutica ad un'altra successiva ed ogni stadio di realizzazione umana è funzionale ad un altro e ad un altro ancora, in un percorso temporale che coincide con il tempo della vita stessa.

Il Desiderio, quindi, è una tensione inappagabile che, radicandosi nella struttura carente del nostro essere, mira a colmarla e, nell'impossibilità di colmarla del tutto e subito, si rinnova e si esalta, aprendoci la mente e il cuore verso l'altro da noi.

A tale tensione desiderante, quindi, è legata la nostra speranza di felicità, intesa come "progetto", che si svolge nel tempo, e che trova la possibilità di realizzazione solo nel dispiegamento e nello sviluppo armonico di tutte le nostra facoltà - sensibilità, intelletto e volontà - in comunione con i "progetti" degli altri esseri umani che, in sintonia con noi, incrociano il nostro cammino.

Da sempre, la dinamica del Desiderio affascina i grandi poeti e ne conquista l'anima. Filosofia e creazione poetica non si oppongono l'una all'altra ma, fra loro congiunte, sono all'origine dell'immaginario umano.

Propongo, per la lettura, una famosa e bellissima lirica - Felicità raggiunta, si cammina - di Eugenio Montale (Genova, 1896 - Milano, 1981), premio Nobel nel 1975,  tratta dalla raccolta poetica Ossi di seppia (1925).

     "Felicità raggiunta, si cammina           immagine
 
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s' incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.

     Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.  (ndr:cornicioni)
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case."

Nella società attuale, fondata sul consumo di massa come motore dell'economia e sull'omologazione conformistica dei modelli valoriali e dei comportamenti individuali, stiamo assistendo alla dissoluzione della dinamica del Desiderio, fagocitata da quella del bisogno.

La società del consumo comporta il proliferare continuo di bisogni indotti che richiedono un appagamento immediato, che trova nel possesso e nel consumo dell'oggetto che origina il bisogno, le modalità ripetitive del suo realizzarsi.

Essa è vittima della logica del "tutto e subito" e della ricerca illusoria di una felicità immediata, da spendere e consumare nell' "istante". L'illusione della felicità imminente che derivi dal possesso e dal consumo, "aliena" le migliori energie dell'uomo e spegne il Desiderio e la tensione desiderante che, invece, immaginano la felicità come un percorso e un "progetto", che si svolge durante tutto il "tempo" della vita.

L'idea di una felicità da "consumare" hic et nunc, inoltre, chiude l'uomo nella morsa asfissiante dell'individualismo, affermando l'illusione che si possa stare bene ed essere felici a prescindere dagli altri. Anzi, potremmo dire che, in questa logica, più l'accaparramento dei beni e il loro consumo si realizza in una sorta di solipsismo edonistico, più si crede che induca benessere. L'altro è solo visto come un competitore da temere e da annullare nella corsa al potere sempre più grande e alla felicità sempre più immediata, che l'acquisizione senza misura di beni s'immagina possa produrre.

Questa condizione, propria della nostra società opulenta, fu definita da Pasolini, con un'immagine di straordinaria efficacia, "penitenziario del consumismo", nel quale si consuma, egli dice, una sorta di "sazietà idiota e presuntuosa" che diffonde,  soprattutto fra le nuove generazioni, l'attesa di una felicità a basso costo e di immediata fruibilità, che finisce per paralizzare le loro migliori energie (cfr. Pier Paolo Pasolini, Lettere luterane, Einaudi, pp. 92 ss.)

Soltanto nel "Desiderio" di nuovi valori e nella ricerca della loro pratica attuazione può riaffermarsi la dignità dell'uomo.

Propongo, per la lettura, una poesia del poeta e scrittore napoletano, Erri De Luca (Napoli, 1950), intitolata, appunto, Valore.

Valore

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite. immagine

Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che.  

Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca,
Opera sull’acqua,
Einaudi Editore

Commenti al Post:
Interluce
Interluce il 18/11/06 alle 22:37 via WEB
Ciao Mario, ho letto tutto quanto e cercato di analizzare e assimilare cio' che hai posto alla nostra attenzione :)))In questa società di consumismo spesso l'uomo si mette in competizione con il proprio simile e piu' che soddisfare un bisogno reale c'è solo una manifesta opulenza da dimostrare, quasi una corsa a chi ha di piu' e a chi piu' puo' permettersi...quasi comese il desiderio continuo e inarrestabile potesse dare la felicità...Io apprezzo il sacrificio,l'attesa, il sogno prolungato del desiderio che parte con un progetto, con tanta attesa per poterlo realizzare e, infine, con la gioia finale del sogno realizzato a prezzo di fatica,di sudore e di speranza...solo in questo modo cio' che ottengo ha per me un valore immenso.Dolce notte e buona domenica ^_^
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 20/11/06 alle 13:47 via WEB
Grazie Luce, per la presenza costante, affettuosa e partecipativa. Condivido tutto quello che dici nel commento. Ciò che sta avvenendo è una sorta di riduzione del Desiderio a bisogno, con un inevitabile “appiattimento” del primo sul secondo. Il Desiderio si svolge nel tempo della nostra vita, si lega ad un'idea di felicità come "progetto", coinvolge gli altri come compagni di viaggio. I molteplici bisogni, indotti e non, si appagano nell'attimo, si legano ad un'idea di felicità da "consumare" subito, considerano gli altri rivali nella corsa all'appagamento immediato. Questo molto schematicamente. Come ben sai, questa tematica è oggetto degli ultimi tre messaggi, con angolature diverse. Un caro saluto. Mario
 
sidera81
sidera81 il 19/11/06 alle 11:49 via WEB
Ciao Marittiello......Ho letto con attenzione questo tuo nuovo post e mi è tornata alla mente una frase sulla felicità che lessi da qualche parte un pò di tempo fa e che quindi vorrei porre alla tua attenzione:"L'aquila non può levarsi in volo dal piano terra;bisogna che saltelli faticosamente su una roccia o su un tronco d'albero......Ma da lì si lancia alle stelle!!" Un abbraccio grande grande.....Buona Domenica.....
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 20/11/06 alle 18:56 via WEB
Che bella frase! Grazie...La forza del deisderio che spinge sempre ad andare "oltre" nel cielo della conoscenza e della pienezza umana, può farci sentire un po' aquile...Un abbraccio a te. Marittiello
 
   
sidera81
sidera81 il 20/11/06 alle 22:04 via WEB
Sono davvero contenta che questa frase ti sia piaciuta.....è un augurio affettuoso per te.....Perchè tu possa sempre sentirti un pò aquila.....Un abbraccio fortissimissimo.....Notte,Dolce Amico......
 
     
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 21/11/06 alle 17:41 via WEB
Grazie dell'augurio che ricambio di cuore, amica carissima... Buona serata. Marittiello
 
     
sidera81
sidera81 il 21/11/06 alle 19:52 via WEB
Grazie a Te.....Buona Serata.....Ti abbraccio
 
Interluce
Interluce il 20/11/06 alle 00:10 via WEB
Buonanotte e a domani Mario, buon inizio settimana ^_^
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 20/11/06 alle 18:57 via WEB
Anche se con ritardo, ti ringrazio e ti auguro un'ottima serata. Mario
 
bippy
bippy il 20/11/06 alle 10:19 via WEB
Mamma mia!!Questa poesia di Erri De Luca è meravigliosa!!Dall'inizio alla fine..come esplora come una delicata carezza di pensiero gli angoli piccolissimi e nascosti dell'essere...
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 20/11/06 alle 18:58 via WEB
Anche a me pare bellissima...
 
bippy
bippy il 20/11/06 alle 10:31 via WEB
E poi questi spunti di riflessione che ci dai, sul desiderio per esempio. Il desiderio ti spinge a essere tu l'artefice, a lottare per ottenere ciò che vuoi, ed è vero che la società ti fiacca...perchè ti propone di omologarti a un modello che è già in vendita. Conformarsi, questo è il grido, in quanto a gusti sessuali, di cibo, di cultura, di lettura, di pensiero, di relazione (vedi i modelli dell'astuta maria de filippi in televisione- ragazzi in cerca di notorietà o coppie che recitano la peggiore delle commedie in mome dell'Amore.)A questo punto erano meglio i fotoromanzi almeno erano più genuini e alla fine comici involontarimente, si, perchè adesso son l'imposizione di una fatidica libertà ci si crede in diritto di dare il peggio di sè.!Ho sintetizzato ma il problema è che è molto più semplice aderire a questi esempi invece che pensare con la propria testa.E i furbi vincono sempre.A me non interessano i furbi però..bisognerebbe dargli un freno..:) abbracci S.
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 20/11/06 alle 19:07 via WEB
E' come dici tu, amica carisssima. Non c'è nulla di più refrattario all'omologazione che la forza del desiderio, che non si appaga del già dato e non si illude di trovare la felicità nel possesso e nel consumo. Ti ringrazio sempre dell'affetto. Abbracci. Mario
 
bippy
bippy il 20/11/06 alle 10:33 via WEB
..mannaggia questa tasiera...intendevo CON l'imposizione della fatidica libertà!!
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 20/11/06 alle 19:10 via WEB
...sei chiara anche con la tastiera in panne...Ciao, ciao...
 
animedeserte
animedeserte il 20/11/06 alle 17:13 via WEB
ho letto ma..dico solo la poesia è bella coinvolgente un caro saluto anna
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 20/11/06 alle 19:09 via WEB
Grazie della visita e del commento. Un caro saluto a te, Anna. Mario
 
Interluce
Interluce il 20/11/06 alle 22:42 via WEB
Ciao Mario, dolce notte e a domani, un abbraccio, Luce ^_^
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 21/11/06 alle 18:27 via WEB
Ciao Luce, buona serata a te. Mario
 
coccoleechiacchiere
coccoleechiacchiere il 20/11/06 alle 22:43 via WEB
Inimitabile ed insuparabile mio Marittiello caro...meraviglioso post...e poi la poesia di Montale che adoro.....sei un grande...anzi grandissimo...un bacio pieno e ripieno di stima dalla tua Barbarina!!
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 21/11/06 alle 18:26 via WEB
Grazie Barbara, sei gentilissima con me. Ricambio il bacio stracolmo di stima. Buona serata. Marittiello
 
kiku0
kiku0 il 21/11/06 alle 10:22 via WEB
il desiderio...quella mancanza insaziabile...quel *buco nel cuore* che niente e nessuno potrà mai colmare...quella tensione che è sinonimo di vitalità interiore...di appartenenza al tutto...di accoglienza dell'altro slegata da qualsiasi forma di possesso non porta...almeno per me...alla felicità...ma alla consapevolezza di essere viva...solo nel momento d'unione col tutto che si completa nell'altro posso assaporare uno sprazzo di sole...buona giornata Mario insieme a queste tue intense riflessioni..Giulia
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 21/11/06 alle 18:06 via WEB
La mia opinione è che il desiderio non renda felici, ma crei le condizioni della felicità. Esso ci spinge ad andare "oltre" nella ricerca di senso e determina le condizioni per una sempre più piena espansione del nostro essere e delle sue facoltà - sensibilità, intelletto e volontà - a cui è legata la nostra percezione di felicità. Esso ci induce, inoltre, all'incontro con l'altro, in quanto solo in questo incontro il nostro essere e le sue facoltà trovano la possibilità di un pieno dispiegamento. Ti ringrazio dell’intervento. Ciao. Mario
 
fior_da_liso
fior_da_liso il 21/11/06 alle 12:46 via WEB
mio caro Mario, desideri e valori, sembra siano avvolti oggi, dalla nebbia creata nelle menti, dalla *moda*! Molti corrono ad appagare, non una personale esigenza, ma solo la volontà di emulare altri; magari concedendosi un qualcosa, che è a loro indifferente, ma è in possesso di altri... Quindi si lasciano coinvolgere dalla smania, di non essere mai da meno ad altri, ed in questo modo, si creano circuiti viziosi, che precludono la gioia di appagare un desiderio nel tempo, sì da creare una parentesi di emozioni intense, che culminavano poi, nel raggiungimento di una meta felice! Lo stesso dicansi per i valori, ignorati e negati, solo per mero opportunismo, ma anche loro erano forieri si sensazioni esaltanti! In quanti oggi, vivono la vita di corsa, quasi fossero al volante ddi una fiammante Ferrari, esteticamente bella indubbiamente, ma che con la sua corsa, non consente di godere, delle realtà meravigliose, attraverso le quali si passa sfrecciando... Magari quelle stesse persone, affermeranno che, nel corso della loro vita, non hanno avuto la *fortuna*, di vedere nulla di bello, e che per loro, la costante è stato un vento impetuoso... Che dire, se non augurare che quanto tu offri mirabilmente in lettura, possa essere serio spunto di riflessione per molti, e che ne siano *contaminate*, molte anime! Un saluto affettuoso, come attestato della mia enorme, quanto sempre crescente, stima per te!
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 21/11/06 alle 18:21 via WEB
Il tuo intervento mette in luce l'animo del mio, offrendosi a me come un regalo, di cui ti ringrazio di cuore. Sono commosso e lusingato dell'attestato di stima, che ricambio in assoluta reciprocità del sentire. Un abbraccio grande. Marittiello
 
Nimarprimero
Nimarprimero il 21/11/06 alle 21:48 via WEB
Buonasera a tutti. Io suggerisco l'acquisto a rate, piccole... e con rateizzazione a tempi lunghi. Il "dare" come il "ricevere" .. a rate ,e' un meccanismo che tenta di coniugare il desiderio con la felicita' e mette l'accento sul "valore" delle cose, l'antidoto al "consumismo" piu' bieco e diabolico che ci vuole tutti uguali sugli stessi binari. "Dare" e "ricevere" a rate e' allungare il tempo della conquista, della realizzazione del rapporto dinamico tra desiderio e appagamento. La rata e' un dare continuo in modo equilibrato, misurato; e' una retta immaginaria che smussa picchi e valli della nostra emotivita'. Lo so che avete capito, gestisco una finanziaria: faciteve o' prestito..... di bene..... di amore..... di mille cose belle ... e di tanta felicita'. Un bacio grande al mio filosofo reale. Abbr
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 22/11/06 alle 18:38 via WEB
Quando si compra a rate, si riceve subito l'oggetto acquistato, mentre si cede all'istante solo una piccola somma di denaro (prima rata), nettamente inferiore al valore complessivo della merce. Alla fine, però, la somma globale delle rate, a causa dell'interesse, sarà superiore al valore di mercato dell'oggetto. Pertanto, comprare a rate mi fa ottenere subito la "totalità" della cosa verso cui tendo (vantaggio), senza investire all’istante la "totalità" delle mie risorse (vantaggio), consentendo così un loro dosaggio e un loro investimento su più fronti (vantaggio), a fronte di una spesa finale maggiore (svantaggio). Ne vale la pena? Io credo di sì, a patto di poter contare su un patrimonio stabile di risorse e a patto che l’acquisto a rate non diventi un meccanismo frenetico per appagare il bisogno di ottenere tutto e subito. Questo vale sia sul piano economico e, fuor di metafora, anche su quello affettivo. Credo che molti bisogni tipici della nostra società consumistica e opulenta siano indotti e, pertanto, non andrebbero per nulla soddisfatti, perché dalla loro gratificazione discende solo l’illusione della felicità, che fa solo star male, in quanto tali bisogni si riproducono e crescono su stessi in una spirale senza fine e senza controllo. Ciò che, invece, è oggetto di un Desiderio orientato allo sviluppo del nostro essere e delle sue facoltà (sensibilità, intelletto, volontà), va soddisfatto, perché ad esso è collegata una speranza di felicità reale ed un progetto di espansione della nostra vita, che riguarderà non solo noi, ma anche tutte le persone a cui siamo affettivamente legati. E allora in questi casi può essere utile che la nostra tensione desiderante sia investita “a rate”, come dici tu, in modo da dosarne il dispendio e ottenere il massimo della ricaduta benefica su di noi e sulle persone a noi vicine e che con noi entrano in relazione. Ciao Nimar carissimo. Un grande abbraccio e grazie per l’intervento che hai fatto in “contanti”, usando valuta pregiata. Marittiello
 
Affezionata
Affezionata il 22/11/06 alle 00:30 via WEB
...il rispetto per se stessi implica un sistema di vita che coinvolge tutto il resto del creato......Con simpatia e ammirazione...buona notte:))
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 22/11/06 alle 18:52 via WEB
Ciao Affezionata, ti ringrazio tanto per l'intervento. Uno dei principi fondamentali dell'etica kantiana afferma: "opera in modo da trattare l'umanità, sia nella tua persona, sia nella nella persona di ogni altro, sempre come fine e mai come mezzo". Noi, gli altri, il creato tutto siamo sempre fini, mai mezzi, e i nostri destini sono indissolubilmente legati...Simpatia e ammirazione anche per te. Marittiello
 
DolceAmaraMelannas
DolceAmaraMelannas il 22/11/06 alle 15:40 via WEB
Anche la felicità così come il desiderio,....una volta provata....non può essere dimenticata e si tende a lottare....a soffrire per ricreare quella condizione...quella pienezza....per viverla. Ciao Marittiello !
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 22/11/06 alle 19:01 via WEB
E' proprio vero quello che dici. Il Desiderio, come forza vitale che non si appaga del già dato, ma spinge sempre oltre sulla via della nostra pienezza umana, è promessa di felicità che non si consuma nell'attimo, ma si realizza nel tempo della vita e si lega alle relazioni significative che la rendono bella. Un caro saluto e buona serata. Marittiello
 
sidera81
sidera81 il 22/11/06 alle 19:58 via WEB
TI ABBRACCIO FORTE,DOLCE MARITTIELLO!!
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 23/11/06 alle 08:36 via WEB
Ricambio, anche se con ritardo, l'abbraccio e ti auguro un'ottima giornata. Marittiello
 
coccoleechiacchiere
coccoleechiacchiere il 22/11/06 alle 22:38 via WEB
Considero VALORE cio' che tu mi trasmetti a pelle e mi fa venire a te.....anche questo valore Erri De Luca nn l'ha mai conosciuto...io invece mi ritengo fortunata a viverlo.....ti abbraccio fortissimamente forte con l'aggiunta di un bacetto!!
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 23/11/06 alle 08:29 via WEB
Ti ringrazio per le belle parole che mi rivolgi. Un grande abbraccio e buonissima giornata. Marittiello
 
Philippandia
Philippandia il 22/11/06 alle 23:58 via WEB
Caro Mario, è davvero notevole la contrapposizione che ci proponi attraverso le due poesie..fra l'altro,citando il mio poeta preferito,al secolo Montale.Con Ossi di Seppia il poeta vuole simboleggiare il distacco dall'infanzia e il passaggio alla vita adulta,la quale comporta l'accettazione del vuoto insito nelle abitudni quotidiane,cioè di un universo desolato e in rovina...osserva "la nudità delle cose"(..) Attraverso le sue immagini emblematiche ci arriva quindi il suo messaggio:non cè nessuna verità da comunicare..la felicità è cosa perduta,lasciata alla fanciullezza…..il desiderio cè,rimane nascosto fra le pieghe della sua mente…pare inraggiungibile quindi per il poeta,la felicità su questa terra . Molto diversa invece la bella poesia di De Luca,una lirica alla vita, è la ricerca di un'identità smarrita,ma in cerca di conferme che solo i valori e non i beni materiali,possono dare.Si ritorna dunque sempre all'uomo e non a cio’ che lo circonda,per trovare la felicità...come a dire: la felicità non si compra.Banale forse,ma assolutamente vero.Un sorriso.Phil
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 23/11/06 alle 08:34 via WEB
Cara Phil, grazie davvero per l'intervento, da cui traspare tutto il tuo amore per la poesia. Sono contento che le proposte poetiche ti siano piaciute, nella loro diversa tonalità, che hai, con grande sensibilità, messo in evidenza. Un sorriso a te e buona giornata. Mario
 
essenza.di.fragola
essenza.di.fragola il 23/11/06 alle 10:01 via WEB
ciao mario! ci tenevo a salutarti... un abbraccio ^_*
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 24/11/06 alle 09:33 via WEB
Che sorpresa!!! Che bello ritrovarti!!! A presto nel tuo blog. Marittiello
 
sidera81
sidera81 il 23/11/06 alle 11:44 via WEB
Ciao Marittiello......Ti lascio un dolce sorriso per questa giornata:-)) Ti abbraccio fortissimissimo.......
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 24/11/06 alle 09:27 via WEB
Anche se la giornata è quella successiva, ricambio l'abbraccio ed il sorriso...Marittiello
 
animedeserte
animedeserte il 23/11/06 alle 14:40 via WEB
il desiderio di felicità la reprime felicità è accettare quello che siamo e che abbiamo un saluto anna
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 24/11/06 alle 09:32 via WEB
Solo che non "siamo" mai in modo definitivo e il nostro essere dinamico è il frutto di quell'energia che ci spinge ad essere e che si chiama Desiderio. Per accettare quello che dinamicamente siamo, nei vari momenti della nostra vita, bisogna desiderare di farlo. Pertanto il Desiderio è l'energia vitale che ci fa essere ciò che siamo e ci fa accettare ciò che nel tempo diventiamo. Abbracci, Anna. Marittiello
 
Nimarprimero
Nimarprimero il 24/11/06 alle 00:06 via WEB
"valore" e' il metro per misurare la qualita' della nostra vita interiore. Se hai buoni "valori" e la societa' civile persegue i buoni "valori", allora ci sono le giuste premesse per il ragggiungimento della felicita' nell'accezione che ci hai insegnato. Alimentare l'odio non e' un "valore". Eppure il mondo ne e' pieno, stracolmo, trabboccante. Ogni giorno, ogni momento della nostra giornata e' contornata di notizie disastrose, agghiaccianti per il livelo di violenza, crudelta' che si portano dietro. Giornali, televisioni sono intrise di sangue in tutte le forme e di tutti i colori.... poi, guardi i reality... che strano.... un popolo di ricchi, messi in un posto favoloso... a lottare per la sopravvivenza. I "valori" sono quelli tipici della battaglia: disgregazione, esclusione , invidia, gelosia e quant'altro... chi piu' ne ha piu' ne metta. Sembra un corso di formazione alla sopravvivenza per spettatori distratti. Un corso di passiva accettazione delle crudelta', da digerire senza troppi sforzi, differite nei telegiornali dove si esalta la vittoria dei piu' richhi o dei piu' forti a discapito dei poveri o dei piu' deboli. Tutto per il "valore" dei soldi: morte e guerra. Nello spazio di dieci piccole righe di scritto siamo passati dalla dolcezza della vita alla crudelta' della realta'. Occorre che con grande determinazione e coraggio inseguiamo lo spirito delle prime righe anche se le forze dominanti spingono verso le altre. Ora un'ultima considerazione anzi una piccola battuta di spirito e poi vado a dormire. Platonicamente parlando vorrei essere na' mezz' sogliola cucinata alla CORVAGLIA, tirata per la coda dal "bisogno" e per la testa dal "desiderio" volteggiando sul fil di lama alla ricerca dell' effimera felicita'. Sient.... secondo te agg' capita a ' lezione e filosofia. Saluti da un tuo fans che, in tutta verita', si sente nu merluzz in miez o' mare. Grazie immensamente.
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 24/11/06 alle 09:58 via WEB
Caro Nimar, si vede che sei un lupo di mare. Navighi bene nell'immensità dell'oceano, domando la forza delle onde con la tua barca, antica ma affidabile, guidato dalla luce di valori ben radicati nel tuo animo. Come un faro sempre acceso, essi ti impediscono di urtare sugli scogli che anche il più bello dei mari nasconde. Merluzzi e sogliole ti inducono a preparare ottime e gustose ricette, come tutti gli uomini di mare sanno fare, nell'attesa di una rada in cui fermarsi per cucinarle e assaggiarle. Grazie a te per essere qui. "Navigare necesse est" diceva Gnaeus Pompeius. Un grande abbraccio. Marittiello
 
 
bippy
bippy il 24/11/06 alle 10:25 via WEB
Caro Mario,mi ha interessato molto l'intervento di Nimar, sul "dare" e "ricevere" a rate..e la tua risposta leggere voi due dialogare è stato una bellissima cosa che questa mattina mi ha dato. Non avete mancato di gioia o di ironia dolce e amara.Ma sempre dolce!Credo che bisognerebbe riflettere su questa economia del darsi e del ricevere...io provengo da una famiglia in cui si parlava di Marx e però verso il denaro c'erano mille sensi di colpa, e mi chiedo continuamente se avessi avuto un rapporto più sano appunto i soldi, forse avrei imparato a navigare meglio nella vita!C'è sempre il tempo per imparare, questo si! Trovo molto,molto interessante questo argomento, perchè invisibilmente (e solo l'ipocrisia lo nasconde) siamo affiancati dal potere dei soldi, nel senso che dobbiamo caminarci parallellamente, ti piace l'immagine?)sennò arriva la miseria...( L'economia dei sentimenti dove si studia nella vita????Qual'è l'officina dove si sperimenta? Un grande abbraccio..S.
 
   
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 24/11/06 alle 12:54 via WEB
Nimar è un saggio lupo di mare che ha imparato, durante i lunghi periodi di navigazione, in ogni condizione atmosferica, ad amministrare le risorse e a non chiedere alla barca più di quello che può dare. E' la vita stessa che ci insegna "l'economia dei sentimenti". Le sofferenze derivanti da investimenti avventati e dispendiosi ci spingono naturalmente a "risparmiare" ed a "rateizzare" le risorse. Molto spesso, infatti, investiamo in persone e cose in modo "antieconomico", cioè dando il meglio di noi stessi e ricevendo poco in cambio, finendo così immancabilmente in “rosso”, ossia con poche “sostanze" per altri investimenti e con scarsa voglia di farli. Ma il vento, all’improvviso, gonfierà le vele della barca e ci guiderà nella giusta direzione; basta assecondarlo col timone e non fare resistenza. Un grande abbraccio a te, carissima amica e grazie per l'interesse e la partecipazione. Marittiello
 
     
sigune1
sigune1 il 24/11/06 alle 22:26 via WEB
.....anzichè la parola "rateizzare"..preferisco..."dosare"..dosare l'energia per la conoscenza..dosare le risorse..per investire..dosare lo zucchero quanto basta..per un dolce migliore...dosare..implica donarsi all'esterno..mantenendo un interno libero.. ti sorriso..q.b.---ehehehehehe
 
     
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 25/11/06 alle 09:46 via WEB
Ciao Sigune, il verbo "rateizzare” è stato usato da Nimar, nel suo primo intervento (ecco il perché delle virgolette). Se vai a leggere la mia risposta a quel commento, vedrai che io uso proprio il verbo "dosare", che mi pare renda meglio lo spirito dello stesso discorso di Nimar, oltre che del mio e, a questo punto, anche del tuo. Anche dosandolo, il mio sorriso risulta sempre smagliante per te. Ottima giornata. Mario
 
   
Nimarprimero
Nimarprimero il 24/11/06 alle 22:24 via WEB
Cara Bippy mi hai reso felice con la tua osservazione e ti invio un bel sorriso "econimico" .... piano piano....perche' anch'io ci tengo ai sentimenti ... e ai soldi. Padoa schioppa se no ci fa neri. Ti mando la prima rata. Buona serata. Abbr
 
     
bippy
bippy il 26/11/06 alle 00:01 via WEB
Ahahahah! Nimar..La mia risata è gratis... Abbr anche da me.Devo dire che questo Blog è per me una meraviglia.Teniamolo sempre vivo!Grazie a Mario prima di tutto che lo ha pensato e lo riempie di bellissime idee!
 
animedeserte
animedeserte il 24/11/06 alle 15:19 via WEB
buon w.c. un:))) anna
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 24/11/06 alle 18:49 via WEB
Buon fine settimana a te...Mario
 
sidera81
sidera81 il 24/11/06 alle 20:06 via WEB
Un abbraccio stretto stretto ad uno dei miei porta-fortuna preferiti!!!!Buona Serata,dolce Marittiello!!!
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 25/11/06 alle 09:59 via WEB
Ciao Sidera, un grande abbraccio a te e buona giornata. Mario
 
Affezionata
Affezionata il 25/11/06 alle 19:02 via WEB
Stasera mi sento un pò "fumata"...vedo solo erba !Simpatia e ammirazione si perdono in mezzo al verde...buona serata.:))
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 25/11/06 alle 19:55 via WEB
Buona serata a te e grazie per la visita. Marittiello
 
animedeserte
animedeserte il 25/11/06 alle 19:35 via WEB
ciao buona serata anna
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 25/11/06 alle 19:56 via WEB
Ciao Anna, ti auguro un'ottima serata. Mario
 
migolina
migolina il 26/11/06 alle 11:49 via WEB
Toc... toc... se tu intanto metti su il caffè, io mi accoccolo qua tranquilla tranquilla a leggere! Zucchero: due chucchiaini, grazie ;-)
 
 
pensieroinespresso
pensieroinespresso il 26/11/06 alle 22:39 via WEB
Anche se con ritardo, il caffè è pronto...Comunque, se passi domani lo preparo fresco...vieni qui o nell'altra stanza? Notte serena...Mario
 
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