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Un blog creato da penny_lanedgl il 02/02/2011

Lezioni di Volo

...polvere di Fata q.b., un pizzico di follia, una buona dose di coraggio...amalgamare il tutto con pazienza e passione...

 
 

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Sfogo di talenti...

Post n°14 pubblicato il 09 Maggio 2011 da penny_lanedgl

Ieri, all’uscita della palestra, ho trovato un bel regalino sulla macchina.

Mica un semplice striscetto fatto per sbaglio…no, no…un vero e proprio capolavoro di architettura moderna che va da portiera a portiera.

E chiamatemi pure maligna, ma una mezza idea di chi sia la manina con cotanto talento, io me la sono fatta.

Qualche tempo fa, del tutto involontariamente, ho assistito ad una scena molto romantica nella sauna. Ovviamente mi sono affrettata a richiudere la porta e togliere il disturbo…ma tant’è ormai li avevo visti.

Trovo di dubbio gusto la scelta del posto. Ritengo che avrebbero potuto dar sfogo agli ormoni impazziti in altro luogo, magari un po’ meno “frequentato” e anche in altro momento, visto che il marito della “signora” attendeva la dolce consorte al piano di sopra.

Ma tutto questo non mi riguarda.

Non entro nel merito del perché o del percome, ne se sia giusto o meno. L’ho trovato un po’ squallido, questo si…ma i miei pensieri li ho tenuti per me.

Però la cara signora, avrebbe dovuto mettere in conto che farsi un ragazzino di 19 anni nel sauna della palestra qualche pettegolezzo l’avrebbe scatenato. Fosse altro per quel ego maschile che in certi uomini è particolarmente sviluppato. Mi hanno parlato di uno spogliatoio in fermento e di un lui che raccontava, con dovizia di particolari, dettagli di un amplesso da oscar.

(E qualcosa avrebbero potuto raccontare anche a me... che per imparare son sempre pronta...)

Quindi, cara signora, forse è il caso che i prossimi amici tu li scelga meglio, magari un po’ più discreti…e mi permetto anche un altro consiglio; prima di sfogare la tua “arte” informati che non ci siano telecamere nei paraggi…

 
 
 

Come una marea...

Post n°13 pubblicato il 05 Maggio 2011 da penny_lanedgl

Chiedo scusa a chi passa di qua, che non sono più in molti ormai a dir la verità, visto che questo blog viene aggiornato con sempre meno frequenza.

Chiedo scusa a chi passa di qua, dicevo, per il fatto che probabilmente non capirà nulla di ciò che scrivo.

Questo blog non segue una linea retta, una coerenza di avvenimenti o di pensieri.

Questo blog è una sorta di “sputacchiera” virtuale.

Immagine, forse, di dubbio gusto…ma tant’è, la realtà delle cose è questa.

Questo blog segue la confusione dei miei pensieri, che si rincorrono impazziti…e in tutto questo loro lavorare riescono perfino ad avere una sorta di logica.

Ho parlato molto con bart nelle scorse settimane.

Bart mi vuole un gran bene. Lo sento addosso, lo sento sulla pelle, dentro le ossa il suo affetto.

Ci sono state incomprensioni, litigate, pretese, urla al telefono…di fondo c’è sempre stato un affetto che non si spiega, ma che innegabilmente c’è. E abbiamo raggiunto il nostro equilibrio. Non ci sono aspettative tra di noi, non ci sono regole, non c’è una frequenza di contatti da rispettare. So che se ho bisogno di Lui non mi servono parole, mi bastano le sue braccia aperte, pronte ad accogliermi e a cullarmi accarezzandomi con parole che solo Lui sa trovare e che sembrano cucite su di me.

Bart ce l’ho sulla pelle. Il mio tatuaggio è un suo disegno. Un disegno fatto per me e su di me.

Bart ha voluto difendermi quando ha vietato a Thomas di aver altri contatti con me.

E forse ha voluto difendere anche lui, questo suo fratello putativo al quale vuole un bene incondizionato…come è giusto che sia.

Ho pensato molto a Thomas in queste settimane, ho pensato alle parole di bart “posso solo immaginare cosa tu abbia potuto scatenare in un ragazzino come lui…” Io no, io non lo so, io so quello che lui è stato per me. E che non ha logica, perché piccolo, perché diverso da me, lontano dalla mia vita. Non c’è un perché quando qualcuno ti entra nel cuore come ha fatto lui. Te ne accorgi quando ci esce, più correttamente quando vuoi farlo uscire…e non ci riesci.

Ho smesso da tempo di provare a cacciarlo, ho smesso di impormi di non pensare a lui, a quello che ha significato, a come se ne è andato.

Come una spiaggia accoglie la marea che ciclicamente arriva, io accolgo il suo pensiero. E mi siedo su quella spiaggia, lo guardo arrivare, lascio che mi accarezzi e lentamente lascio che scivoli fuori da me.

Bart gli ha impedito di contattarmi…e senza volerlo gli ha creato l’alibi giusto, la scusa che aspettava e bramava. Non era più lui che non aveva il coraggio di affrontarmi…era qualcun altro che glielo impediva in nome di una qualche protezione.

Ho una repulsione istantanea per tutto quello che mi viene ordinato. Io non avrei mai potuto obbedire.

Per crescere avrebbe, credo, avuto bisogno di guardare in faccia la mia delusione, la mia rabbia, la ferita profonda inflittami. Per mettere definitivamente la parola fine, ne avrei avuto bisogno anch’io.

Resterà per molto tempo ancora questo senso di “non concluso”, questo sentire chiaramente i suoi pensieri…resterà questa rabbia inesplosa che sfocia in tante piccole implosioni che coinvolgono persone estranee, che non sanno e che non hanno colpe.

Non so perché lui, non so perché io…so che c’era qualcosa da imparare e che sto provando a capire cosa. So che tutto questo mi ha cambiata profondamente, so che in tutto questo c’è sempre Bart e le sue braccia pronte ad accogliermi.

Grazie…

 

 
 
 

Scelte

Post n°12 pubblicato il 23 Marzo 2011 da penny_lanedgl

Penso alle scelte, quelle che si fanno e quelle che si subiscono.

Penso alle persone che scegli  e quelle da cui ti lasci scegliere.

Penso che a volte la paura della solitudine è più forte di tutto il resto e allora lasci che siano gli altri a scegliere te e per te…perché non corri rischi, perché non fai fatica.

Mi sono chiesta se posso rientrare in questa categoria, tra quelle persone che si lasciano scegliere.

Mi sono guardata dentro, ho fatto un breve viaggio nelle mie esperienze passate…guardandole con un certo timore.

E’ successo una sola volta…e mi sono sentita lusingata, ho lasciato che scegliesse lui ogni cosa, anche quando e come dovesse finire.

Da allora ho scelto io, anche quando mi sono fatta male…i miei comportamenti erano frutto di una scelta ben precisa, sebbene allora non ne fossi cosciente.

Costa fatica scegliere, tanta.

E hai paura, tanta.

Ma se non lo fai, se permetti che qualcun altro ti scelga…come puoi sapere quanto vali?

Ed è rischioso, il fallimento è sempre lì, dietro l’angolo, pronto a giungere e arriva molto più spesso del successo. Ma da qui si può imparare, si può correggere il tiro, si aggiusta qualche difetto…e si riparte.

Che successo è quello in cui non sei stato tu a scegliere?

Quella sensazione meravigliosa che ti pervade quando finalmente assapori il frutto di tanta fatica, di tanto impegno, di tanto dispendio di energia…non importa quanto durerà, hai scelto e hai vinto! Ti sei messo alla prova, hai rischiato e forse ti accorgerai che non ne valeva la pena, perché la Vita non dà garanzie…ma aver ottenuto quello che desideravi ti fa sentire forte…tieni stretta quella sensazione, ricordala quando ti sentirai stanco e avrai voglia di lasciarti trasportare, perché quella sensazione lì solo tu la puoi creare.

La Vita è questione di scelte, è vero...farò in modo che siano le MIE.

 

 
 
 

Cattiva...

Post n°11 pubblicato il 10 Marzo 2011 da penny_lanedgl

Sono sempre stata quella che si definirebbe una bambina buona.

Una ragazzina tranquilla.

Mai un colpo di testa, sempre con i piedi ben piantati a terra.

Oggi so che quella non ero io…mi hanno convinta che lo fossi, devo ammettere che sono stati molto bravi in questo.

Ero quello che volevano io fossi.

Ho diligentemente risposto ad una richiesta, per rispetto forse, o per paura di deludere…non so. Quello che so, invece, è che non è mai troppo tardi per cambiare, per essere finalmente se stessi. Inevitabilmente a qualcuno non va bene…mi si accusa di essere diversa, qualcuno ha addirittura detto che sono più cattiva…e forse è anche vero.

Se cattiva è finalmente iniziare a fare quello IO voglio e non quello che vogliono gli altri allora si, sono diventata cattiva.

Finalmente ho smesso di farmi condizionare dai miei limiti. Ho sempre fatto i conti con la mia timidezza e con quello che avrebbe potuto pensare la gente se avessi fatto questo o quello…oggi no, oggi dico basta.

Credo di essere sempre stata una temeraria nell’anima…da sempre sogno di lanciarmi con il paracadute…e finalmente ho preso contatti, e finalmente lo farò.

E ho vinto la paura di mostrarmi, ho messo da parte la mia timidezza, la paura di non essere adeguata, a 42 anni sono salita su di un cubo e ho ballato tutta la notte…la sorpresa è arrivata quando il direttore del locale mi ha chiesto di prendere in considerazione l’idea di farlo diventare un lavoro. Ho rifiutato naturalmente, perché io la mia piccola battaglia l’avevo già vinta.

Ho voglia di cimentarmi in mille altre cose, alcune frivole come questa, sebbene vi assicuro che, dietro l'apparente frivolezza di certe "imprese", vi si nascondano paure che di frivolo hanno ben poco... e per me sono state, in passato, montagne insormontabili che mi hanno limitata molto. Ecco, dicevo...ce ne sono poi altre più importanti, che vanno a toccare ambiti delicati…

Piano piano, un passo al volta, senza fretta…ce n’è per una Vita intera.

Oggi mi godo il sole e questa sensazione di fierezza che non conoscevo.


 
 
 

Io + Te

Post n°10 pubblicato il 28 Febbraio 2011 da penny_lanedgl

Ci sono cose che fai…così, d’istinto, senza pensare troppo e che solo dopo ti accorgi di quanto sono state grandi, di quanto sia importante il significato che assumono, di quanta energia abbiano richiesto. Ed è straordinaria la leggerezza con la quale sei riuscita ad organizzare tutto…ed è pura magia il risultato conseguito.

Volevo un compleanno speciale per la mia Amica speciale.

Volevo che si sentisse bellissima…lei che lo è, ma che ha un fidanzato che glielo dice troppo poco.

Volevo vederla felice, non che non lo sia…solo, volevo lo fosse per merito mio. Lei che tante volte mi ha accompagnata fuori da quei tunnel bui dove sono tanto brava ad infilarmi. Lei che mi ha presa in braccio nei momenti in cui non riuscivo a camminare. Lei che quando compra qualcosa dice “questo ci piace tata?” non un TI, non un MI…ma un CI, un CI che sa di noi, di condivisione…di due che sono uno.

E così l'ho rapita...in una domenica mattina grigia e un po' piovosa.

L'aria addormentata, i capelli arruffati, il viso assonnato...le ho intimato: hai 30 minuti per farti bella!

La sua espressione preoccupata era già tutta un programma...ma dove mi porti? devo far fatica?

In macchina c'era già un trolley pieno di vestiti, frutto di furtive incursioni in casa sua nei giorni precedenti.

Un breve viaggio e poi "ok, ora scendi che si cambia macchina".

Due signori che lei non conosce caricano il nostro trolley e ci fanno salire sulla loro auto.

"Lei sa niente?" serissimi...anche se stavano per scoppiare a ridere

Lei a questo punto era spaventatissima "ma chi sono questi? e dove ci portano?"

Io ridevo...era davvero tanto tempo che non ridevo così.

Un'oretta di strada, ci siamo lasciate la città alle spalle. Il panorama era sempre più bello...

Un cancello si apre davanti a noi dopo la telefonata del nostro autista "siamo arrivati"

Un lungo viale e in alto una villa...splendida!

Da qui ha inizio quello che spero sia il compleanno più indimenticabile che lei abbia mai trascorso.

Truccatori, parrucchieri, fotografi...

Foto sceme, serie, sexy...assieme e da sole.

E ogni tanto correva da me e mi abbracciava forte "tu sei matta...." ripeteva in continuazione e le risate i "mi vergognoooooo", le corse in bagno per cambiarsi, i suoi occhi brillanti...

E' servito ad entrambe, come sempre...quando fai qualcosa col cuore è molto più quello che ricevi di quello che dai.

Uno dei fotografi mi ha detto..."spero di essere riuscito a fotografare quello che siete..."

Ho sorriso ripensando alle ultime foto, quelle che lui ha definito la chiusura del servizio, quelle un po' spiritose e che a turno ci hanno viste trainare un piccolo carrettino di legno con dentro prima Lei e poi io...tacco 12 ed espressione faticosa...eravamo davvero noi, capaci di farci carico l'una dell'altra, sempre.

 
 
 
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