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Cristo puo' avere una bici?

Post n°171 pubblicato il 27 Marzo 2009 da rodabea

Oggi mi e' capitato di dover fermare una signora che ha rubat un campanello per una bici simile a questo

Il costo dell'oggetto e' di quattro euro.

La cosa che piu' mi ha colpito e' che quello avrebbe dovuto essere il regalo di compleanno per suo figlio o in alternativa il nulla.

Ed era vero poiche' per racimolare i 4 euro ci ha chiesto il tempo di chiedere l'elemosina ai passanti.

Avete mai rubato voi?

 

.

 
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meccanismo lavoro?

Post n°170 pubblicato il 26 Marzo 2009 da rodabea

 

l'uomo osa dare la colpa ad un altro uomo
quando invece la colpa dovrebbe darla a se stesso.

I valori della vita nn sono le veline ecc ecc
i valori sono stati ridimensionati e superficializzati

domandarsi come e perchè e quando è successo
nn sarebbe del tutto male.

Mi stà sul cavolo e sono contraria all'assegno per la disoccupazione
come la pensate?

 
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offro lavoro...

Post n°169 pubblicato il 25 Marzo 2009 da rodabea
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mancano muratori, idraulici, meccanici, panettieri, macellai...lavori che al giorno d'oggi sembrano essere di serie B, sono invece ricercati e anche strapagati oserei dire... ma perche' noi come genitori per primi forse, e i giovani hanno o abbiamo smesso di credere sia nell'artigianato che nei lavori piu' "semplici" o umili?....

 
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Post N° 168

Post n°168 pubblicato il 25 Marzo 2009 da rodabea
Foto di rodabea

ma voi, non vi sentite a disagio se di frontea voi vi e' una donna che bestemmia o che ha atteggiamenti aggressivi?

 
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Posso dirti che...

Post n°167 pubblicato il 24 Marzo 2009 da rodabea
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posso dirti che e' bello essere innamotati:
del silenzio
di un sorriso
di un anziano che puo' insgnarti mille cose
delle majoliche e della pazienza dell'artista
di aquiloni che si costruiscono e poi si lasciano volare
di un lone che vuole sbraarti ma che si ravvede e si siede al tuo fianco
del bulbo di un fiore
di un giglio
del profumo del pane appena sfornato
del salumiere che ti consiglia con il fascino di un intenditore
di una canzone, d una lirica, di un libro, di un passante
della vivacita' dei tuoi pensieri e di mille altre cose ancora

c'e' un mondo marcio intrno che spesso non si puo' risanare, ma i piccoli gesti aiutano afarti sentire importante nell'universo, fino a possederlo e sentirlo tuo...allora tutto e' magico, e persino l'amore e' parte di te...
ma come ben sai amare e' lìinsieme di tante cose ...
se guardi i lati oscuri dell'amore e li accetti sai anche tovare la forza pr poterli miglorare, se non addirttura farli resuscitare e vivere

 

,

 
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bonjou

Post n°166 pubblicato il 21 Marzo 2009 da rodabea

 
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Sara' vero???

Post n°165 pubblicato il 21 Marzo 2009 da rodabea
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Ma saranno vere tutte le avventure amorose che gli uomini dicono d'aver avuto???

A sentirne certi si son fatti quintali e quintali di vagine. Rido.

Sara' mica la storia del pescatore che acchiappa un'acciuga e diventa una barca piena di mille pescioline.

Qua' polipo ci marcia...

Ridacchio.

 
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le monache di monza moltiplicano

Post n°164 pubblicato il 20 Marzo 2009 da rodabea
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Mi chiedo se la castita' sia giusta se poi si leggono articoli sui giornali , in maniera sempre piu' frequente, di suore o preti che hanno rapporti sessuali.

Ma perche' non lasciargli la liberta' di Amare Dio e Amare come Uomo/Donna poiche' nessuno puo' vantare il candore d'essere senza macchia come il Figlio di Dio, poiche' e' una bestemmia solo il pensarlo.

Ricoro qualche tempo fa' un discorso aperto e sincero con una suora delizziosissma e veramente sincera. Toccato questo argomento si mordicchio le labbra e socchiuse gli occhi, mostrando in maniera innocente il suo desiderio di esprimere la sua sessualita'. Mi parlo' di un sacrestano che aveva amato e cntinuava ad amare nonostante la sua tonaca.

Non ho avuto il coraggio di chiederle se avesse avuto rapporti sessuali con lui, non era importante, era gia' bello vedere una suora essere umana, persino con le sue debolezze.

Curava bambini all'asilo. Era, ed e' ancora colei che piu'  capisce l'Amore.

Le altre sue consorelle spesso litigano tra loro e accttano poco la spontaneita' di questa mia brillante amica suora.

Chissa' quale di queste suore ha piu' Amore nel cuore....me lo chiedo spesso, ne' hapiu' o conosce perche' sentito ne cuore o di piu' chi si abandona alla fede senza sfiorare l'ipotesi d'amare un comune mortale.

<

 
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segreti incoffessabili...

Post n°163 pubblicato il 20 Marzo 2009 da rodabea
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mille piccoli segreti racchiusi nel mio pugno...

 

 
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bugie

Post n°162 pubblicato il 19 Marzo 2009 da rodabea

Vorrei liberarmi di rabbia che sento dentro di me..vorrei non sentire persone che mentono a se stessi...agli altri, alla gente, al mondo intero..

Poi mi siedo e mi calmo...impontente davanti alle bugie..

..e prego di diventar sorda...

Tu lo sapevi che le bugie fanno male?

 
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Tromboni

Post n°161 pubblicato il 18 Marzo 2009 da rodabea

Eccoli qua', volgarmente chiamati narcisi.
Fiori primaverili con un bulbo che rinasce di anno in anno.
Le giornate calde di ieri e di oggi mi hanno fatto venir voglia di spostare le mie piante gia' fiorite in salone, in modo che i colori misti al profumo, amalgamato anche a quello dei giacinti,

infiocchettassero la mia stanza di piacevole armonia,
azzimàre il quadro del piacere che la primavera porta con se'.
La stanza ora mi invita a ricordare delle primavere passate e mi vien voglia di raccontare a queste pareti gia' ricche d'armonia danzante, clamorosi inni alla vita, nella mia memoria ce n’è uno e mille a seguire,.. di quando ero una bambina che muoveva incontro alla vita fiduciosa e incuriosita, fanciulla, poi donna...il "mio bulbo" e' li' alle radici e trionfa con le mie emozoni che hanno profumo e colori vivi, autentici, amati,...amata primavera forse nemeno tu hai eta' e danzi a furor di brividi e passioni.

Il salone con quei colori vriopinti ora sembra parlarmi, sembra che ringrazi i fori e il profumo di questa nuova armonia.

Stasera trombo, i giacinti voglionocosi come i tromboni.
....e festa sia.
Amen.

E' una preghiera a Dio per il bene che mi da', che creo, e' un ringaziamento per la vita, la mia vita.

 
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amico mio inverno

Post n°160 pubblicato il 21 Febbraio 2009 da rodabea
 
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..Amico mio inverno,
sapessi ch voglia che ho di scriverti, di riuscire con mestosa semplicita' rivolgere il tuo sguardo alla primavera...
..quella mite e gentile che t'aspetta, che raccoglie il Tempio del tuo corpo e del Tuo cuore per offrire al Sorriso un canto piu' leggero, tratto proprio' dalla forza raccolta dal Tuo mistico isolamento che l'anima Tua ti ha imposto per crescere..
Ora...
ora il buio sembra solcare ogni angolo di cuore, ne' luce filtra, ne' alito di gemme d'estate s'impregnano tra i toi rami, tra le tue attese e i tuoi sogni.
Ora, Amico mio inverno curi la corteccia della mia anima, la rafforzi, cerch linfa e calore, ma solo la tua volonta' sa' gestire il tuo rifiorira primavera.

Ti ho visto sai..
ricercavi l'odore del giglio
la carezza del canto dell'usignolo
il sapore dei raggi del sole caldo d'estate
e la malinconia agonizzava
strisciava come un serpente senza mai darti tregua.
...ti ho visto piangere, urlare e voltare le spalle al domani
lasciando che i sogni fossero solo vaghe illusioni scolpite sul ghiaccio
mentre radici con scarpe da pagliaccio
sapevano ancorare al cuore farfalle pronte a volare,
pronte a fiorire come petali
disposte a danzare per toglier di torno un'amaro sapore
Amico mio inverno saranno state quelle scarpe da pagliaccio
o quelle farfalle che nascondevi alle mie radici
saranno state le mie lacrime pure
sgorgate dall'anima
o solo il canto dell'usignolo che han fatto fiorire la speranza
creato i sogni
dipinto un nuovo giorno di primavera....
ed eccoti qui Amico mio inverno
a germogliare fatica
con letue scarpe ribelli
che della morte non conoscono l'odore.

 

 
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censura e linciaggio

Post n°159 pubblicato il 29 Gennaio 2009 da rodabea
 
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Dali'_ ArcheologicalReminiscence

Censura e linciaggio sono due cose che stamattina scatenano i miei polpastrelli.

La prima cosa che mi sono chiesta e'capire quando in realta' la censura e la liberta' di parola oltrepssano il limite :
_ solo attraversando la stupidita'? ..e chi l'ha detto che dietro un pensiero "trasgressivo" vi sia una visione diversa, se non addirittra sensata e molto piu' profonda?

_ solo perche' la logica e' la razionalita' compiono devono compiere lo stesso cammino? ....ma allora perche' tanti artisti, pittori, scienziati, inventori hanno dato libero spazio all'assurdo dei "beoti capitani di alta societa' di ogni epoca e tempo" creando un gradino d'intelligenza superiore per l'intera umanita'?

_ la banalita' a volte sconfina nella semplicita' piu' assoluta, e quale opera piu' soave mostra agli occhi innocenti di un bambino la verita'?...deve essere sempre tutto complicato per poter sentir dire a tutti "anche io ho capito", o e' solo una prospettiva che riguarda solo una parte del mondo intelligente mentre lascia che l'altra parte, quella che puo' emanciparsi e capire, continui a vivere nella cecita'?
...come dire: io son medico e curo, ma non tutti i corpi, solo quelli capaci di pagarmi e saldare il conto, gratificando il mio ego e la mia intelligenza, non chi ha bisogno di aiuto, non tutti, solo alcuni: i prescelti dalla societa'.
....quindi, la banalita' e le cose scontate sono imputabili di disprezzo. Eppure ricordo che ad ogni bambino e' stata data la possibiita' di uscire dalla condizione d'Essere NON PIU' darwin ma Uomo.

Da questo schema ne nasce un'altro, ovvero:

_ l'Uomo saggio, a suo dire, puo' linciare e crociffiggere poiche' troppo pieno di se'e quindi incapace d'essere umile, comprendere, spiegare anche a chi sulla croce non dovrebbe andare .

_ perche' proprio noi, Voi, dobbiamo spiegare cos'e' il Sapere, La censura, il linciaggio, l'aggressione, le guerre, le dittature?

Forse perche' da questi miseri e umili gesti si definisce anche un "Essere Superiore".

 
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Sollevati

Post n°158 pubblicato il 14 Gennaio 2009 da rodabea
 

 
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Sensi

Post n°157 pubblicato il 14 Gennaio 2009 da rodabea
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....le parole non bastano,poiche' ogni senso va'usato per capire...

L'olfatto,per esempio, non colpisce l'anima sempre al centro , com una freccetta lanciata di slancio ....
...l'odore...
L'odore del sangue non colpisce se non lo annusi.


Se vedi, ....seeeeeee vedi............Vedi oltre ogni colore di pelle, di ciglia, di ali, di terra.

...e tocchi che fanno la differenza...spirali o voraggini, vicini o lontani tocchi...
come udire delle campane che non ti aiutano a far festa, ma creano disturbo per il frastuono creando musica per sordi di un villaggio che non ha piu' sabato o domenica.

....ne abbiamo 5 di sensi...ma ahime'il cervello umano e' usato solo al 10% delle nostre potenzialita'....e tutto il resto va' a farsi benedire in una chiesa pagana, senza il dono di ricevere l'Ostia che garantisce pieta', Amore...condivione.



Troppo presa a volte l'Anima mia a cercar lecca lecca nel mondo di chi non conosce l'odore del sangue.

 
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I Giardini di Marzo

Post n°156 pubblicato il 02 Aprile 2007 da rodabea
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Quando penso a Lucio Battisti e' come se pensassi a un amico che mi abbia lasciato doni da sentire attraverso le sue emozioni,  doni assai preziosi...
 
Da bambina ascoltavo le sue canzoni pensando a un cantante del passato che aveva fatto buona musica, e che era riuscito a farmi ascoltare le sue emozioni attraverso un linguaggio comune fatto di note, di parole e di anima... cosi' che anche da bambina puoi accorgerti di innamorarti di qualcosa che attraversa il Tempo e si rende immortale.
 
La fioritura della primavera o l'imbrunire dell'estate facevano si' che  giovani coppie di innamorati uscissero fuori ad arricchire i giardini di marzo, allora questa musica, questa canzone riempiva l'aria, ed era facile mugolarla o cantarla sorridendo agli sguardi che si accarezzavano, o mani che si intrecciavano ...
 
Respirando...
quante persone poi, lungo i passi dei primi guadagni e dei primi lavori a quattro soldi a settimana, si permettevano solo un suo disco,..un'emozione...
..e risparmiavi per poter permetterti quell'unico disco e quella marea di emozioni che potevi ricevere in dono..
Un gioco questo, che forse era il traguardo di un sorriso, di una conquista, e umilmente ti faceva ricca di sentir palpitare il cuore a mille...
 
Quante situazioni ora affollano la mia mente, bei ricordi, lunghi traguardi da raggiungere e finalmente raggiunti...PERCORSI che seguono bizzarre memorie e flash lontani che credevo dimenticati.
 
..la prima cioccolata calda bevuta insieme a lui...
...il primo salto insieme a tutta la mia famiglia dentro la casa nuova tenendoci per mano...
..la prima volta che ho fatto l'amore...che ho detto "ti amo"...
..la prima volta che ho odiato qualcuno..
..la prima volta che ho sentito il cuore trafitto da lame taglienti e sentito il sangue sgorgare..
...la prima volta che ho sentito dolore..
...quando ho saputo scegliere e dare una svolta...
e quando il cuore e' scoppiato di gioia...
...quando ho visto mia figlia la prima volta, quando l'ho allattata...quando cantava con me le prime canzoni...
..il mio primo giorno.......
......e l'ultimo di un percorso...le mie lotte e le mie vittorie...
..quando ancora oggi sento di amare tanto....
 
...quanti, tanti ricordi...quante emozioni...mentre ascolto i con te  i giardini di marzo...
 
 
  
...che giorno e'?..che vita e'?...
 
Che anno è che giorno è questo è il tempo
di vivere con te le mie mani come vedi non tremano più
e ho nell'anima in fondo all'anima cieli immensi
e immenso amore e poi ancora ancora amore amor per te
 

 
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Sale

Post n°155 pubblicato il 25 Gennaio 2007 da rodabea

...tutti sanno amare, poiche tutti nascono con questo dono.immagine

Alcuni praticano l'amore naturalemente, ma la maggioranza deve apprendere di nuovo, ricordare come si ama: e tutti ( senza eccezione alcuna) hanno bisogno di bruciare nel fuoco delle passioni passate, di rivivere gioie e dolori, cadute e riprese, fino al momento in cui sono in grado di intravedere un filo conduttore che esiste dietro ogni incontro. Si, perche' c'e' sempre un filo.

Allora i corpi imparano a parlare il linguaggio dell'anima, e questo si chiama in mille modi,...sesso, dolcezza, complicita', desiderio di immaginecomprendere e comprendersi...Fondersi.

A volte la vita e' molto avara: passano giorni, settimane, mesi e anni senza che una persona avverta qualcosa di nuovo. Poi quando apre una porta nello spazio libero si riversa una vera e propria valanga e devi riusci ad accettare l'amore.

Ci sono persone che sono in grado di restituirti l'anima, senza saperlo, senza volerlo.

musica

 
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Sale e pepe

Post n°154 pubblicato il 24 Gennaio 2007 da rodabea

finora non mi hai mai detto se quell'uovo cotto alla coque
cucinato alle sette e trenta della seraimmagine
in quell'angolo di casa semibuio
ti ha riempito di sapore la stanza, non solo il palato.
No, non l'hai ancora detto..
Mentre quell'uovo cuoceva pensavi a lei,
a lei mentre sorrideva
a lei mentre tremava dal freddo e tu la cingevi tra le tue braccia
o mentre appoggiava la testa sulla tua spalla quando era stanca
Quell'uovo si e' cotto troppo in fretta e ha spezzato
tutto il calore dei tuoi ricordi
e seduto a tavola mentre lo tagliazzavi con la forchetta
ti sei sentito a un passo da lei
quando nel rosso fuoco di un misero piatto
hai trovato di nuovo il suo sapore
 
Com'era bello amarla
No, non l'hai mai detto
ma i tuoi pensieri lo gridano forte

 
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...la felicita' non si aspetta a stomaco vuoto...

Post n°153 pubblicato il 06 Dicembre 2006 da rodabea

- Luca??!!?? ..Luca!! dai su'! Buongiorno, devi metterti i calzettoni di lana pesante blu!
 
Mia madre mi tormentava sin dal mattino , sin dalle prime luci dell'alba quando ancora il sole non era che luce soffusa tra le nuvole ancora intinte dei colori della notte..
Amavo tanto star rannicchiato dentro le mie lenzuola , ..sentire il calore del mio corpo che aveva riempito il letto, e la voce di madre era come quelle delle cornacchie che al mattino cercano,gracchiano,svolazzando di tetto in letto e ti punzecchiano..
 
Era ancora la sua voce a tormentarmi:
 
_ ..il maglione blu e' nel cassetto, invece i pantaloni te li ho portati in cucina per dargli una stirata veloce, sbrigati, e' tardi!
...daii su' sveglia!!..Sbrigati!...
Io Continuavo a sognare campi estesi di girasoli gialli e grandi e corse senza fiato, libere  mentre quelle ultime stridule parole mi rimbombavano nell'orecchio...
Poi la luce..solevimmagineando piano prima una palpebra e poi l'altra.
.
Mia sorella dormiva  nella mia stessa stanza ,..lei pero' era molto piu' quadrata di me , si vestiva ordinatamente ,..dava i suoi 100 colpi di spazzola ai suoi lunghi capelli e si spruzzava ogni mattina due goccie di colonia.
Ecco ,..questo mi piaceva...mi svegliava in maniera piu' morbida.
 
Mi alzavo intontito ogni mattina,..non cercavo mai abiti puliti,...cercavo gli abiti lasciati a terra la sera prima , e per questo mia madre mi puntava la sua voce contro svegliandomi come fa' un cannone ...
I pantaloni avevano due taglie in piu' , e io nei miei sedici anni non avevo ancora sviluppato il mio corpo cosi' come tutti gli altri amici che a scuola eran gia' piu' alti e piu' muscolosi di me, ..il mio corpo  era rimasto minuto,avevo le spalle piccole, mani piccole, occhi da adolescente e il cuore colmo di perche'...
 
La mattina pero' iniziava , e infilatomi i calzoni facevo una colazione veloce,...
..poche cose,..mangiavo in piedi due fette di pane bianco imburrato...  e perennemente in ritardo sui tempi e sugli orari ogni mattina rischiavo di perdere il treno che mi portava al liceo.
 
Mia sorella Letizia invece veniva accompagnata da mia madre in universita' , ..e questo aveva dato modo a loro di far nascere ancor di piu' un legame solido , fatto di confidenze di due donne che crescevano insieme quotidianamente ,mentre io sentivo un distacco sempre maggiore e mi rendevo conto di crearlo da solo,....
i miei perche' taciuti mi facevano sentir solo....sempre piu' solo ...
Nessuno in realta' sapeva che dentro di me di me mi sentivo piu' donna che adolescente maschio, e mi sentivo emarginato dal mondo per non poterlo dire.
 
I pantaloni ,....perche' per esempio i pantaloni di una taglia in piu' e una cinta stretta fin l'ultimo buco del passante? , perche non potevo mettere una gonna quello che in cuor mio desideravo?..
..perche' le mie mani erano cosi' bianche , affusolate e delicate e dentro di me sentivo grandi pulsazioni verso un mondo femminile?..
..tutto questo era un vortice ,e il vortice stesso  mi portava a guardarmi dentro, cosi', nonostante la volonta' e la capacita' di apparire cio' che non ero mi sentivo diverso,..profondamente diverso da tutti i miei compagni...
 
  
La campagna si estendeva oltre le finestre dell'aula e a volte mi perdevo tra mille sogni di potenza e grandezza, volevo diventare qualcuno, forse un uomo, non lo sapevo, ero cosi' confuso.
Sognavo il mio domani ,..sognavo le corse fuori con i compagni fino a perdere fiato ,..sognavo di capire i miei perche' e non esisteva piu' aula , professore o compagni ,..esisteva la mia liberta'...
Solo gli occhi di Cecilia sapevano distrarmi dai miei sogni, lei mi vedeva dentro anche se non parlavo, mi accarezzava...
 
Cecilia e' una ragazza in gamba, quando mi guarda con i suoi occhioni azzurri e il suo sorriso io mi perdo , lei mi capisce, capisce i miei sogni , le mie speranze , le mie incertezze, le mie paure, ed e' la sola che non ha paura di ascoltare le mie paure, la mia verita'....
Quando mi confido e dentro di me voglio provare a sentirmi donna, e lei non ha paura di guardarmi quando io divento cio' che sono. E' l'unica a non averne.
 
Quando poi mi chiamava, quando pronunciava Luca  la  sua voce sembrava che volesse quasi impadronirsi dei miei pensieri,.e anche il mio mondo di solitudine spariva ...
Era lei di nascosto agli altri mi faceva provare l'ebrezza d'essere importante.
 
_ Luca!! ...Luca??? Svegliaaa!!
...sai dirmi dove siamo e a che punto siamo arrivati della lezione??
 
Una risata si sollevo' nell'aula e tutti notarono la mia totale mancanza d'attenzione....
Guardai il professore scosso un po' da quella brusca frenata dei sogni e con voce ferma cominciai a parlare della lezione che di tanto in tanto avevo sentito sussurrare , senza accorgermi che il discorso si era completamente trasformato, e nulla centrava il mio dire.....
Arrosii', ma poi, non me ne importava poi molto d'essere deriso
Ogni volta mi promettevo di star coi piedi per terra in aula ,..ma non ci riuscivo, i miei voli immaginari mi rapivano e navigavo con Cecilia in mille mondi  diversi...ora felici e ora liberi, perche' solo lei sapeva, e solo lei poteva capirmi e vedermi felice.
 
La campanella per fortuna mi salvo' da quella  terribile figuraccia, e Cecilia sorridendomi mi fece cenno con l'indice  indicandomi di uscire per chiaccherare con lei...solo quell'indice mi bastava per non arrossire piu'.
Era il momento piu' bello di tutti, potevo liberarmi e raccontare tutto, dirLe tutto,...lei ascoltava e io l'affascinavo.,..lei seguiva i miei sogni e li cavalcava, e quasi si rendeva conto che la felicita' era dentro, e che bastava seguirla.
 
Una volta le avevo anche confidato all'orecchio che avevo "sentito " vibrazioni forti allo stomaco per Mauro, e che forse mi ero innamorato di lui,  e lei mi aveva confidato che forse avrebbe accettato le avance del professore ...
I nostri segreti erano complici ,...erano legati da un amicizia che non aveva paura di mostrarsi totalmente, cosi' com'eravamo senza vincoli e senza inganni di nessun genere.
 
_ Sai Luca...
Il tono della sua voce era sempre molto confidenziale, e m'incantava.
Cecilia si avvicinava al mio viso ogni volta che mi confidava un segreto e io diventavo il "deposito dei suoi desideri"...
 
_ ..Luca,..forse oggi mi lascero' andare sai?...forse ascoltero' il professore, e se mi chiedera' ancora di prendere un caffe' , accettero'....
 
_ sicura  Cecilia?...e' un professore ..., non e' un ragazzetto bullo,...tu hai 17 anni , sei minorenne ..pensaci....
 
_ Luca,... metti in guardia me, Luca??....e tu puoi fermare lo stomaco quando senti Mauro vicino?...Il mio non si ferma quando mi guarda, che colpa ne ho?
 
_ ..no Cecilia va' da solo e scuote anche il cuore,..ma io sento...non esprimo nulla , e poi su'...per favore,...Mauro non e' come me...e' diverso...,..se sapesse forse mi farebbe diventare lo zimbello della scuola...
 
_ ..si!...ma non ti limiti...lo desideri in silenzio...
...io invece ho deciso di vivere! ..i suoi 35 anni non sono tanti, sono tantissimi e' vero...ma ci sfioriamo da sempre, ci guardiamo come anime libere...
Io le piaccio come lui piace a me, capisci?
..io "sento lui dentro" ..e i miei 17 non li calcolo...., ne facciamo una questione di matematica?,....
 
Adoravo Cecilia...trovava sempre spunto di riflessione , sempre un modo per gestire la sua liberta', e da lei imparavo a non comprimere, a non trattenere nulla...
Eravamo arrivati a una soglia di confidenza cosi' intima che Cecilia mi regalo' una gonna e a casa sua chiusi nella stanza piu' volte avevo anche provato ad indossarla...
Lei mi faceva volare, mi faceva diventare cio' che gia' ero...
..nel cielo dei suoi occhi azzurri io trovavo l'amore infinito di chi conosce il modo per rendere felici le persone...
 
  
Il senso di ogni cosa puo' trasparire dalla vivacita' di un'emozione e le persone felici ti guardano e sono capaci d'illuminarti il mondo intorno.
Ecco , Cecilia mi guardava cosi'...
 
_ senti  Ciliegina .. ( il nomignolo in quell'attimo era giusto per Cecilia)...ma tu sai che le minorenni non posso permettersi una serata con il proprio professore , e sopratutto non possono farsi mordicchiare?...
 
_ Senti pistacchio ...tu lo sai cos'e' la felicita?...
 
_non chiamarmi pistaccio Cecilia!...cos'e' la felicita'?..e ti sembra una domanda su cui non ragionare e riflettere?...ti sembra forse che la felicita' sia a portata di mano con uno schiocco di dita?...no!..non e' cosi' semplice...
..non conosco la felicita'.. ho solo 16 anni....e mi voglio giocare tutte le carte della mia vita puntando in piu' direzioni...amici , l'amore, casa...forse l'universita'...voglio metterci una sistemazione sentimentale va'...ci puo' stare?...si credo!, ma tu credi che tutto combaci come nelle favole?..No Cecilia..non e' cosi'....
..ahh la felicita' ..
sospirai quasi chiedendola al cielo......Mi sa' tanto che nemmeno noi sappiamo quale direzione sia quella della felicita', e spesso non riconosciamo la via giusta.
Tu Cecilia troppi corteggiatori e pochi sogni,io troppe mete e troppe speranze, troppi segreti chiusi tra lo stomaco e il cuore.
.
_..Vedrai Luca!...ho la vita in pugno e tu hai la tua...vedrai che combinero' !!!...Vedrai che combineremo!
 
Furono queste ultime parole di Cecilia a rimanermi dentro , e spesso mi accompagnavano nelle mie giornate e si ripetevano, tutte racchiuse in un sola parola "Felicita'"...
Nel corso degli anni io mi impegnai a diventare un uomo tutto d'un pezzo , ...conquistai un diploma ,..arrivai  all'universita' , ottenni la laura e Cecilia la persi di vista.
Ci distaccammo poco per volta, senza dirci mai addio...mai.
Furono circostanze di vita ,...la sua con un indirizzo completamente diverso dal mio, ma la stessa felicita' lanciata per aria  sapevo ritornare dentro di lei ogni giorno, e sapevo, anzi speravo con tutto il cuore che quel "Vedrai" urlato e pregato a Dio, fosse poi realta' per lei ...
 
Ogni tanto ricevo delle lunghissime lettere da Imperia dove aveva deciso di abitare e ripeteva sempre la stessa frase per concluderle .." vedrai che combinero' ...saro' felice"..e a dire il vero le sue lunghe lettere dicevano appunto di una vita molto piena...
...pero' in cuor mio leggevo altro, e non capivo perche' stavo male ogni volta che ricordavo i suoi occhi azzurri...
Non c'era felicita' in quelle lettere , io potevo sentirlo...non capivo pero' perche' Cecilia si nascondeva con me....Mi chiedevo a volte se la nostra era diventata una comune amicizia, e non un "deposito di noi stessi".
 
Io le raccontavo ogni cosa..con debolezza persino,..mentre lei si celava dietro righe interminabili di stronzate e non entrava mai dentro di se per dirmi la verita'....
..non scriveva mai sono felice,...mai...
 
La vita mi aveva riservato poche gioie, e la mia omosessualita' non era ancora venita a galla, nonostante io frequentassi ghetti di emarginati dalla societa' solo perche' "moralmente diversi".
Cominciai anche un rapporto di lavoro nuovo con Mauro ,nemmeno a farlo apposta c'eravamo laureati entrambi in giurisprudenza .
Ci serviva uno studio per risparmiare sulle uscite e cominciare cosi' una nuova realta' dopo i mille sacrifici , ora era la vita e il lavoro non piu' i libri ad aspettarci, e tutto questo era ancora Mauro e io insieme. Era vita.
 
Mi sembrava persino impossibile che nel corso degli anni Mauro non si fosse mai chiesto perche' avevo messo da parte vita privata per studiare e ottenere il massimo ,..perche' l'avevo cercato per aprire uno studio insieme.
Forse non si era mai accorto che lo guardavo con dolcezza.
 
La mia , purtroppo , era una falsa amicizia e rilegavo dentro tanti sogni che solo Cecilia sapeva...
 
Il 12 Maggio cosi' cominciai questa mia nuova avventura .
Uno studio mio. Nostro.
Naturalemente fu' per me motivo di grande orgoglio scriverlo a Cecilia,..e le mie lettere ,..le prime intestate con il mio nome scritto in calce,..furono proprio per lei...
Lei , nella sua piccola citta' , aveva intrapreso una vita fatta di viaggi e partenze su navi da crociera e spesso mi raccontava di amori veloci e impossibili ,..di straordinari e bellissimi paesi  che vedeva.
Scriveva spesso che non le mancava nulla, ma subito si smentiva con frasi dolcissime e piene di solitudine....
"...Luca vorrei un bambino...ma dove lo trovo se manca la materia prima?...un uomo che mi ami, forse non cerco piu' e faccio un bambino senza padre"
Si tradiva con frasi dolcissime che mi ritrovavo addosso per settimane...che desideravo per me, tra i tanti sogni anche io d'esideravo un bambino, ma le mie circostanze rendavano la mia "paternita'" sporca agli occhi degli umani, come se il mio cuore poi non potesse amare essendo un diverso.
 
Decisi dopo qualche giorno di associare il mio primo viaggio di lavoro a una visita a sorpresa a Cecilia,...anche se la sorpresa in se' mi stava stretta,..ma sapevo poi che l'avrei chiamata a un passo da casa sua per annunciare il mio arrivo, io volevo sentirla solo felice...
..quella tanto agognata felicita' ristretta in un abbraccio di un amico...
..era  un gesto semplice ...e io volevo sentirle dire "sono felice"...
 
 
Il viaggio in treno da Milano a Imperia  fu' terribile, gli odori, le maldicenze di una donna che mi era seduta vicino mi avevavano stordito.
In stazione mi fermai in un bar per prendere un caffe' e chiamai Cecilia per annunciare il mio arrivo.
Pochi minuti dopo mi chiamo' anche Mauro, e io cominciai a sentire forti pulsazioni al cuore.
Mi spaventava un po' tutto questo,..era la prima volta che mi allontavo cosi' tanto da lui, che cercavo l'affetto di una donna, l' interesse per me era una sorpresa, era forse una gioia il sentirlo preoccupato per me.
Era la prima volta che Mauro mi chiedeva della mia vita privata. Fino ad allora tra non c'era stato che studio, lavoro...mai vita privata, avevamo separato le due cose e non so' perche', ma le distanze c'erano, quella telefonata le spazzo' via tutte, e tra noi due la voce confidenziale, quasi imbarazzata mi aveva quasi tramortito il cuore inaspettamente.
 
Questa semplice telefonata divenne un tarlo, mi chiedevo perche' mai mi avesse chiamato...
 
Arrivato in citta' cercai l'indirizzo e la porta di casa di Cecilia, fu' una sorpresa pero' vedere che aveva scelto un viottolo stretto e senza luce, pieno di odori forti e facce ai bordi della strada poco raccomandabili.
Cecilia cercava aria, luce, bella gente, sorrisi, e tutto questo non era scritto nei suoi sogni di ragazza. La realta' l'aveva portata in un vicolo scuro, e per un attimo mi si strinse il cuore di tristezza, ma avevo ancora la speranza dei suoi occhi azzurri che avrebbero parlato di felicita', di vera felicita'.
 
Trovai la porta e il campanello, una porta in noce chiaro, di legno intarsiato e una campanella sul muro cosi' leggera che dondolando con il filo di vento dava un tocco leggero, e toglieva il buio al viottolino.
 
Cecilia Cipollini.
Mi aveva fatto sempre sorridere il sui cognome, e una volta suonato cominciai a gridare come un forsennato il suo cognome.
 
_ cipolliniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii...Cipoliniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
 
Cecilia Aprii la porta di scatto con un sorriso piu' grande del suo viso e un secondo dopo l'avevo al collo. Mi stringeva cosi' tanto, cosi' forte che non riuscii' piu' a staccarmi.
Passammo piu' di 5 minuti abbracciati cosi' davanti alla soglia di casa,..come ebeti in preda a una beffa del destino. Piu' che amici. piu' di due anime che si ricucivano addosso tutto l'affetto che non avevano potuto manifestare da tempo, piu' di due persone sole al mondo che avevano potuto ricevere in quel momento tutto il bene il del mondo.
 
Sentivo le sue braccia sottili sul mio collo e le mani che mi accarezzavano di continuo la schiena, sentivo il suo respiro prima corto e poi profondo e lacrime che mi bagnavano il collo.
 Fu' forse quel respiro a farmi chiudere gli occhi e entrare dentro quell'abbracciuo cosi' sentito e dolce
 
Era da tanto tempo che nessuno mi abbracciava cosi', era da molto che nessuno si prendeva cura di me e del mio sentire, e oggi avevo gia' ricevuto due scossoni enormi di grande emozione,..Mauro che si era improvvisamente ribellato al mio allontamento da lui, e Cecilia che cosi' spontaneamente mi aveva curato dentro tutto il vuoto che da tempo era diventato quasi incolmabile.
Fu' lungo quell'abbraccio, e appena riuscimmo a staccarci l'uno dall'altra conquistai il suo sguardo e finalemente i suoi teneri occhi azzurri.
Fu' un secondo, e in quel secondo vidi che mi voleva bene davvero, che nessuno come lei sapeva aspettarmi e vedermi, che mi attendeva come se il tempo non fosse mai passato.
 
_Dai, su', entra...vieni, ho da farti vedere il mo nido...
 
Per fortuna Cecilia riusci' a spezzare tutti i pensieri che avevo avuto prima dell'abbraccio e con un sorrido dolcissimo mi apri' altre porte...
La casa era piccola ma molto ben tenuta, aveva molti oggetti provenienti da piu' parti del mondo, la cucina era stretta e nel lavandino c'erano i rimasugli di una cena della sera prima, poche cose...forse di una cena a due, mentre nella camera da letto tutto sembrava di cera.
Lei dormiva su un letto a una piazza e mezza e la sua "coperta" era fatta di tela verde che lei stessa aveva dipinto. Avevo riconosciuto la sua pennellata grezza e poco curata, e nell'insime della stanza tinta di un giallo tenue faceva venir voglia di sdraiarsi e di riposare. Credo che tutte le mie corse dei miei pensieri avrebbero potuto ritrovare ristoro su quella coperta piena del suo profumo.
 
Il giro turistico della casa fu' molto veloce,...
Ci sedemmo insieme sul divano, poi ancora una volta lei mi passo' le mani sui capelli accarezzandomi e guardandomi dritto negli occhi, e in quell'attimo la nostra confidenza dei tempi passati fu' come non avesse mai avuto fine.
 
-Raccontami di Mauro,..hai avuto il coraggio di accennargli che sei innamorato di lui?
_No!, non lo capira' mai forse,..Forse non ammette a se stesso che anche lui mi guarda, mi segue, mi cerca,..se prima non lo accettera' lui dentro di se' cio' che gia e', non potra' mai accettare me...E' una battaglia persa.
_ Non dire cosi',...l'amore gioca brutti scherzi, se son rose fioriranno non credi?...
_ Non credo che le mie rose siano gradevoli, ...non credo che le mie carezze sul suo corpo lo farebbero sussultare come le sue farebbero sussultare a me....non oggi perlomeno.
 Dai, cambiamo discorso,...dimmi di te...
 
In quell'attimo Cecilia abbasso' gli occhi, esattamente come nelle sue lettere sapeva che cercavo da lei la sua felicita', cercavo il vero senso della vita e cio' che lei realmente voleva...
Mi venne nuovamente vicino e mi bacio' le guance,..
 
_sei l'unico a chiedermi se sono felice sai?...l'unico al mondo...
_bhe', ti aspettavi cose diverse da me?..mi vuoi uguale agli altri? disattento o con la paura di vedere realta' che possono anche ferire o far male?...
Ho imparato in fretta sai, tutto in un filo di vita. Sono omosessuale non dimenticarlo, so' bene cosa vuol dire essere rifiutato dal mondo e cosa vuol dire cibarsi di bricciole che pochi sanno darti,....
Ecco, apprezza questo...io ti sto' dando me stesso esattamente cosi' come sono...
_ Vuoi davvero che io ti parli di me?...
_si!, esattamente come io ti parlo dei baci che sogno di dare a Mauro,..esattamente come ti dico che rido, o che piango, che sogno, che vivo, che realizzo le mie piccole rinvincite quotidiane.
 
Cecilia si alzo' e ando' verso la cassettiera, aprii' un cassetto e tiro' fuori un sacchettino minuscolo con un fiocco rosso che lo chiudevo, poi mi guardo' quasi commossa e si sedette ancora vicno a me tenendo quel sacchettino stretto tra le mani, come se fosse un cuore da regalare, da donare.
 
 

 
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(continua) ..la felicita' non si aspetta con lo stomaco vuoto

Post n°152 pubblicato il 06 Dicembre 2006 da rodabea

 gesto di Cecilia mi lascio' per un attimo un po' stupito, seguivo i suoi gesti e non capivo perche' era di colpo diventata cosi' seria, ma la lasciavo fare senza interferire perche' stava aprendomi porte che non avevo mai oltrepassato.

 
 
_ Cos'e' quel pacchetto'?..e' il ricordo di un uomo?
 
..sollevo' leggermente lo sguardo, senza dir nulla comincio' a slegare il fiocchino rosso e pian piano, con molta cura, tiro' fuori una carta. Non l'apri' pero'.
 Poi senza piu' alzare lo sguardo comincio' a parlare con un tono di voce piu' basso, piu' intimo, piu' vero.
 
- Ricordi il prefessore dei miei 17 anni, e della mia voglia di andarci a letto, e della mai irriverente incoscienza dell'eta' del liceo?
_si..    Non osavo dir nulla, ora ascoltavo
_con lui ho imparato a fare l'amore con l'anima,..non te l'ho mai detto, ma ci uscii' e ci finii' pure a letto. Le prime volte provai dolore mischiato a un senso di abbandono totale, poi, nel proseguire della nostra storia clandestina e sporca per gli altri, ci ritrovammo  a essere uno dell'altra. I suoi occhi avevano l'anima per me, cosi' come le sue mani, e cosi' il respiro e il suo odore. Tutto spelndido, cosi' come nelle favole, finche' sono rimasta incinta.
 
Con molta delicatezza aprii' la carta che era racchiusa dentro il sacchettino e mi mostro' le carte piegate e ripiegate mille volte, di un aborto.
 
_ ..perche' avete deciso di non far nascere il bambino se vi amavate?
_ perche' la paura, mio caro Luca, gioca brutti scherzi,...paura di perdere tutto, vita, sicurezze, faccia e persino quel benedetto e falso onore che tutti vogliono avere in tasca...e io Luca, di quel stramaledetto onore non so' cosa farmene ora....
Il mio caro professore si e' sposato con una coetanea, ha una famiglia del cazzo, e due cani che di tanto e in tanto porta a pisciare...
_..calmati Cecilia,..   
 
In tutti quegli anni, non l'avevo mai sentita bestemmiare, e vedere che si torceva l'anima mi faceva male al cuore.
 
_ ..bhe',...Vuoi ridere ora?...e se per strafottutissimo onore io ti dicessi che una volta mi sono scopato una donna?...rideresti di me?...Gia',..lo confesso, una volta mi sono scopato una donna!,
 
Finalmente vidi un cenno di sorriso negli occhi di Cecilia, e con un gesto afffetttuoso mi accarezzo' le guance scaldandomi dentro, dandomi quella tenerezza che nessuno voleva vedere.
 
_ ..cos'hai sentito, dimmi ti e' piaciuto?..
 
Arricciai il naso come i bambini, e poi cominciai a ridere tra in silenzio e lei rise con me.
 
- bhe',...non mi tirava!..ci credi che non mi si e' alzato?...niente! questa mi guardava e non capiva cosa stava succedendo, e per di piu', oltre essermi dovuto scusare con il classico mal di palle o di testa, la lasciai dicendo con altre mille donne avevo avuto erezioni fantastiche e che purtroppo il mio malessere mi negava la sua "benedetta patatina"....tho' ora ridi e fai uscire quel cavolo di risatina che stai trattendo!....
 
_ non sto' ridendo!
 
_ io si!, ...rido di quel fottutissimo onore che ci vuole come gli altri vogliono!
 
_ ma,..dimmi Luca,..e quando hai fatto l'amore la prima volta con un uomo che e' successo'?...hai avuto questa stramaledetta erezione?...
 
_ gia' la stramaledetta erezione e' andata male anche stavolta,...l'involucro , il mio corpo mi ha giocatoi un' altro tiro mancino, forse era piu' paura di vedere che stavo cosi' bene tra quelle braccia che sapevano capirmi e tenermi stretto che non m'importava di avere i brividi del corpo, ma di dare un senso a quello che sentivo e provavo...cosi'..zero, non feci nulla la prima volta
 
_ dai, sono curiosa...continua...
 
L'attenzione di Cecilia era diventata quella di confidente cosi' intima che non potevo tirarmi indietro da questo nostro sentire, e cosi' senza veli cominciai a raccontare di come il mio corpo si lascio' prendere da due labbra di uomo, da un cuore che gia' mi amava, e da un sesso uguale al mio.
Lei, al contrario di come mi aspettavo, non trovo' disgusto, ma bensi' mi gurdava negli occhi e guardava la mia anima mentre raccontavo di tanta paura, di tanta ansia, di tante piccole droghe della mente che mi avevano tenuto prigioniero in mondo che dovevo rispettare per onore e mai per amore.
Fu' la sua dolcezza a farmi parlare.
 
 
Cecilia si alzo' in piedi, fece vibrare un sorriso con gli angholi della bocca  ed espiro'con forza mentre il sangue affluii' anche alle natiche indolenzite, in effetti rimanemmo seduti molto, lo scorrere del tempo cosi' splendidamente speso, mi faceva sentire bene.
Il mio stomaco borbotto' in maniera evidente, e in effetti avevo cosi' fame che di colpo mi ricordai che dall'emozione di veder Cecilia non mangiavo dalla sera prima.
 
_ Bene!, mi sembra giusto dare cibo anche al corpo!..che ne dici, ci facciamo qualcosina?...
 
Alzandosi in piedi, davanti a me, mi mostro' tutta la sua femminilita' nel pieno di una freschezza ancora tutta da cogliere, e ne fui colpito. In cuor mio sapevo che se avessi potuto scegliere d'essere donna avrei chiesto in dono al buon Dio parte della sua anima, e parte del suo corpo. Era dolcemente donna e mi chiedevo com'era possibile tradire la sua passione, e quanti uomini avevano gia' tradito la sua anima. La sentivo stanca, dolcemente stanca nell'anima. Mi alzai in piedi inseguendo un pensiero veloce per Mauro, per tutte le volte che avevo avuto il suo sguardo nel mio e per tutte le volte che pur riconoscendo quell'intima poesia di due amanti, non riuscivo ad avvicinarmi a lui a dirgli tutta la verita' dei miei occhi.
 
_ Mi fido di te, che mi prepari?..o vado al sodo, e t'invito,... usciamo a cena?!?
_No, Luca,..gli altri mi portano a cena, tutti mi portano a cena fuori,...nessuno pero' entra fin qui dove sei arrivato tu,..vorrei stare qui, ...io, te..nient'altro...
Posso farti una domanda veramente stupida Luca?...
_si,...
 
In quell'attimo stesso pero' il mio telefono squillo' e nel fare il gesto di rispondere vidi la chiamata di Mauro..
 
_ -..e' Mauro,..Cecy...e' la seconda volta oggi!....
Avevo il cuore che batteva, non so'  perche' ma gia' prima di rispondere sapevo che non era una telefonata di lavoro,..uan di quele speranze che partono dal cuore forse,...
 
..dai, rispondi!, che aspetti che cada la linea???...
 
--si??....ahh si, ciao,.....sii siii' sto' bene...cecilia e' qui con me stiamo decidendo..si, non so' quando torno, ho predisposto per avere il tempo necessario anche per parlare con il cliente e andare in tribunale domani,..ma... matu tu dove sei?..
 
Mi allontanai un po' cercando quasi intiita', che da tempo sentivo nel cuore, e in quelle prime battute di quella telefonata uscii' un legame che esulava dal lavoro, anche Mauro sembrava diverso. Il tono della voce era ansioso, e nelle sue domande c'era piu' voglia di capire cosa stava succedendo tra me e Cecilia,e tutto questo mi faceva solo bene all'anima. Tutto questo sentire, mi fece dimenticare di essere davanti a lei, e sentii' solo la voce di Mauro che tutto sembrava fuorche' un collega. Lo sentivo, era per la prima volta mio. Mio d'anima, Mio  pensiero, Mio sentire, Mio vibrare e tutto questo nell'intimita' delle nostre voci lo sentiva anche lui.
 
 
 
  
La telefonata di Mauro si concluse dopo poche battute, e girandomi verso Cecilia la trovai falsamente distratta mentre cercava gia' di preparare la cena.
Mi guardava con la coda dell'occhio.
 Non osava chiedermi sfacciatamente com'era andata la telefonata, pero' si capiva che scalpitava e che aveva fretta di sapere.
Decisi allora di mettere tutte le carte sul tavolo e senza nessun imbarazzo mi avvicinai e cominciai a raccontarle..
 
_ ...e' strano sentire Mauro cosi', non vuole che io mi allontani, e non accetta che io mi avvicini,..non lo so' sai, sono confuso, ....questa telefonata mi ha confuso...
Io non avrei fatto un passo verso di lui,...ma oggi l'ho sentito diverso, ..geloso, possessivo..e la sua invadenza cercava la mia intimita'...Dici che dovrei sbilanciarmi?
..dici che quelle rose comincia a vederle e accetta anche le spine?,....Dio, vorrei crederci, dio solo sa' come vorrei credere che mi abbia solo pensato,...solo pensato...
 
_ Gia',...difficile ora dire cosa pensa, cosa vuole....
Cecilia  si giro' verso di me e mi punto' nuovamente i suoi occhi azzurri senza nessun imbarazzo, poi riempii' i polmoni di fiato e mi parlo' ancora...
 
_..abbiamo tanto parlato di felicita', ci abbiamo creduto cosi' tanto che tutti i nostri sforzi per raggiungerla mi sembrano cosi' giusti, e ingiustamente ripagati che nulla piu' mi stupisce....
..ho avuto uomini che mi hanno creato orgasmi cerebrali oltre che fisici, e notti turbate da acuti sensi di distacco,...e in quei momenti ho sempre pensato a noi, a me a te..alla felicita'...Al nostro crederci e volerla con tutta l'anima...
Io ci credo sai,...ora la sto' toccando anche se ci sono muri che sembrano invalicabili, pero' ti vedo, e vedo i tuoi occhi e le tue incertezze, ..ma cosi' come vedo tutto questo, vedo anche la gioia che ti ha dato una semplice telefonata....capisci che e' stato Mauro a chiamarti?..e' lui!, e' arrivata da lui,...nessuno sforzo, ti ha cer_ca_to!...
non credi che qualche interesse per te l' abbia,  e che tutto questo non e' poi cosi' distante come lo vedi tu?...dagli tempo,..un po' di tempo, ha gia' accettato la sua gelosia per te,..ha gia' accettato d'esserti amico da sempre, di starti sempre vicino,..e ti e' sempre piu' vicino.
 
La guardai scuotendo il capo lentamente, poi sorrisi e la baciai sulla fronte, mi era rimasto solo un filo di voce.....
 
_ ..pensiamo a preparar la cena, ..la felicita' non ci aspetta con lo stomaco vuoto....
 
La sera prosegui' come tra vecchi amici che di tutto potevano parlare, e ogni cosa si potevano permettere di fare,  passo' cosi' in fretta che nemmeno la coperta verde del suo letto mi convinse a dormire,...volevo tenerla stretta a me nelle mie braccia, volevo che per quel poco che potevo fare, lei sentisse tutto mio abbraccio, e io fui gratificato dal sentire il suo corpo rannicchiarsi nel mio.
Sentivo il suo corpo e la nudita' dei suoi seni piccoli e per un attimo fantasticai con lei e cominciai a regalarle nella mia mente carezze che non avevo mai provato a dare a una donna. Erano dolci, intense, sentite.
 Lei era l'altra meta' che mi mancava, e per pochi attimi la mia testa comincio' a fantasticare , come se quell'attimo fosse l'inizio della primavera.
FU' proprio in quel germogliare di pensieri puliti che comincio' a mancarmi il corpo di Mauro, ..le sue carezze, il suo orgasmo cerebrale e fisico,..ero brivido e cuore, e le labbra di Cecilia passione e calore.
Fu' proprio quel sentire che m'inebrio', e cio'  che mi stava dando Cecilia era nitido abbandono finche' divenne desiderio, tanto che lei stessa si accorse del bruciare della mia pelle...
Lei si strinse vicino a me cosi' tanto che tutte quelle emozioni mischiate mi infuocarono la pelle, e quella notte cominciai a fare l'amore incantato da tutto quello che provavo.
Quella notte, anche facendo l'amore con lei, la sofferenza e il desiderio di Mauro non sparivano, ma lasciai andare il mio corpo a quella dolcezza che mi aveva da sempre rapito.
 
La mattina dopo trovai Cecilia rannicchiata sul mio pett, il calore dei nostri corpi aveva riempito il letto, e i nostri odori si erano mischiati.
Sentivo ancora il sapore del suo corpo sulle mie labbra, pero' non ricordavo esattamente con che fliidita' ero riuscito a lasciarmi andare .
Non osai spostarmi di un millimetro, continuiai a guardare quel visino dolce che dormiva sul mio petto.
Fu' il telefono a svegliarla..
 
Appena sentito il telefono Cecilia si alzo' di scatto e con un balzo sguscio' fuori dal letto.
Rispose con una voce ancora intontita dal sonno e con la mente che cercava subito di focalizzare idee e contenuti per poter dar subito risposte.
 
..Buongiorno,...si si..non preoccuparti fra circa due ore sono pronta,...fammi un favore, passa tu a prendermi, non credo di potercela fare altrimenti , dovrei venire al porto in treno, e ora vuol dire perdere la nave,..
Ho qui a casa un amico e vorrei salutarlo senza cosi' tanta fretta.....si si, va bene.....grazie sei un tesoro. Ciao, ci vediamo fra un po'...
 
Una volta riagganciato il telefono si giro' verso di me e comincio' a ridere, era imbarazzata e contenta. Era un raggio un sole che puntava sul mio viso.
 
_ Luca,..non so' come dirtelo...
Io cominciai a ridere con lei, trattenendo tra le labbra il piu' possibile la risata..
_ ...posso rimanere ancora un po' per farmi  un bide'??? oppure hai cosi' fretta che  mi lasci la coperta verde che tanto adoro addosso ed esco subito?....
Uomo nudo con copertina verde naif a Imperia, titolo dei giornali di domani
 
Ridemmo entrambi come due bambini, e un secondo dopo Cecilia si tuffo' nel letto per prendersi un bacio.
 
_ ..Cecy,..io..non vorrei che tu...
_...stttttt...so' gia' tutto, non serve dir nulla, ..sei la persona piu' pulita che conosco,...siamo complici, siamo amici, siamo stati amanti...stttt....
 
Si prese un'altro bacio e scappo' sotto la doccia.
Io andai in cucina, avevo sete e fame, alzai un pochino il tono della voce  per farmi sentire e chiesi se potevo prendere dei piccoli biscottini messi al centro della tavola, sembravano caramelle e volevo i suoi sapori che amava tra le labbra. Volevo possedere un po' della sua quotidianita' ritagliata nelle piccole cose di ogni istante, e quei biscotti riempivano gusto e palato...e tanto cuore.
 
Lei usci' dalla doccia con solo in testa una grande asciugamano e una piccola attorciagliata sul corpo, tanto che cominciai a prenderla in giro chiedendoLe se non sarebbe stato meglio fare il contrario.
 Era da sempre una casinara, e quel corpo fasciato tra le asciugamani la rendevano una creatura da proteggere.
 
Un secondo dopo andai io sotto la doccia, e una volta uscito Cecilia mi stupi'. Mi aspettava fuori con un'asciugamano di panno bianco, che mi appoggio' subito sulle spalle,  si avvicino' a me con quei due occhi che volevano prendersi cura di me, e con quel gesto cosi' intimo mi mostro' tutta la sua dolcezza.
Nessuno si prendeva cura di me...lei lo fece senza pensarci, solo perche' lei era gia' cosi'.
 
_ ...ti ho preparato anche il caffe', e ti ho dato una stiratina veloce alla camicia,..oggi devi andare in tribunale e voglio che tu sia un figurino,...devi far girare tutti i maschietti piu' belli !.
 
Guardai a lungo i suoi capelli, e con un gesto spontaneo mi avvicinai per aspirarne il profumo. Volevo che mi rimanesse nell'anima.
 
Uscimmo dopo circa un'ora insieme.
La campanella appesa al muro dondolo' ancora con il vento, e girandomi a guardarla non mi mostrava piu' il viottolino scuro, vedevo la sua porta, la sua casa, i suoi occhi, e sentivo che oltre quella porta Cecilia camminava su un buon sentiero che la rendeva dolcemente imperfetta, tenerenamente donna.
Mi bacio', e mi disse di non perdere la fiducia in me stesso e sopratutto  di coltivare l'amore per Mauro.
Scappo' via felice su una nave che l'avrebbe portata in giro per il Mediterraneo, ancora con gente sconosciuta,  ma nonostante tutto la vedevo serena,..si vedeva che era serena la mia Cecilia.
 
Alle 11 in punto mi trovai in tribunale. Sbrigai il mio da fare e dopo due ore mi ritrovai nuovamente libero.
Trovai un ristorantino all'angolo di una via centrale e durante il pranzo decisi di chiamare Mauro.
Mi mancava, e la scusa dell'udienza era un ottimo pretesto per poter stare con lui davanti a un piatto caldo circondato di fredde facce.
 
_..Ciao Mauro,....si, l'udienza e' stata rinviata per settembre, il giudice sembra intenzionato a sentire altri testimoni, pero' e' tutto nella norma, non ci sono stati interventi bruschi da parte della controparte.....si, sono contento...No, non sono stato in albergo, ho dormito da Cecilia,...ora sto' mangiando delle trofie,...ma da solo sai, non sono cosi' buone come poterle mangiare in due.....domani mattina torno a casa, ho comprato un regalo per lo studio nel mio breve vagambondare di genova....e poi...poi mi sono permesso di comprarti una penna...
 
Non so' perche' ma non avevo paura di mostrarmi interessato, fragile, non m'importava di fargli capire che mi mancava davvero, e che quella telefonata era la nostra, esattamente come il giorno prima.
Io stesso mi accorsi che Mauro seguiva il mio respiro, e che quindi forse anch' io ero mancato a lui, ma non osavo sperare cosi' tanto, anche se certe risposte non arrivano dalla mia testa, ma da quei battiti forti che sentivo allo stomaco e al cuore.
 
 
La notte la passai in treno, forse un po' stanco dalla sera prima mi addormentai e mi svegliai la mattina a Milano con uno scossone del mio vicino di viaggio.
 
_ scusi,..ehii''...e' la sua fermata, deve scendere!!...
Mormorai un grazie e strofinai gli occhi, presi la mia valigetta e dopo dieci minuti fui fuori da quel treno, con in testa il regalo da dare a Mauro.
 

 
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