Creato da latortaimperfetta il 22/08/2011

la torta imperfetta

Acqua farina caffè marmellata Cuociono i cuochi una torta inventata Il riso in bocca, le mani in pasta Briciole zucchero e basta

 

 

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Post n°198 pubblicato il 17 Novembre 2016 da latortaimperfetta

Ho ripensato a quanto io abbia "monologato" questa mattina e collegato alla "lettura" della mail.

Il tuo "disappunto" ci sta tutto ed ora mi è chiaro, davvero più chiaro, il tuo sentirti allontanare. non tanto sentimentalmente da A., quanto da una serie di situazioni che ha innescato e generato a cui non sembra esserci fine.

Il suo atteggiamento contraddittorio che sembra aumentare anziché diminuire ti smarrisce ed atterrisce: Chi è? Cosa sta accadendo?

Questo gioco di nervi sfibrante che ti dispiace, ti rattrista, investe malamente le tue giornate ti allontana da A. e anche un po' da te.

Resti perplesso di fronte al dover far fronte e ripulire il tuo rapporto da tanta vischiosità e "non detto".

Ti chiedi dove sia lo spessore, la finezza di sentire, un certo qual modo di impostare ed argomentare discorsi e, se appartengano alla stessa persona, della quale seppure innamorato, leggi banali scambi di messaggi, veloci giuramenti di reciproca amicizia in un caso, nell'altro amore perduto e senza fine, che risponde ad una richiesta di vedersi per un caffè (!). Intuisco forse male

E ti senti proprio ad un certo punto della strada, dove ti chiedi e chiedi ad A. di indicarti dove siate arrivati, perché tu non ti ritrovi più, in tutto questo rumore di porte sbattute e di personaggi (ché di personaggi si tratta), che vanno e che vengono.

E ancora ti chiedi se questi figuri si invitino o siano invitati e, ti si torce lo stomaco a pensare a tutta questa "energia maschile" che ti è stata fatta recapitare a domicilio  e, che strano ma vero difende A. da te, dai tuoi pensieri più cupi che vi e la investono.

Un passo dopo l'altro cerchi di vedere il quadro da lontano, vuoi e devi scorgere particolari distonici che ti sfuggono ed indietreggiando ti allontani.

Parlargliene? Sì

In un'occasione con intenti culturali  (e presto capiterà), chiedendo il nesso fra l'evento di nicchia al quale parteciperete ed il "piscio col miele" (detto da un innamorato ferito alla sua amata ormai lontana, tremendamente chic) o "belli capelli" e la tifoseria della domenica sugli spalti (nulla in contrario fossa dei leoni per me)

Solo per capire e, non per prendere alcuna decisione, perché nulla è in discussione se non un dettaglio, un piccolo, insignificante dettaglio: la stima

 
 
 

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Post n°197 pubblicato il 17 Novembre 2016 da latortaimperfetta

Fa male. Sto male

Gesù aiutaci che qui abbiamo finito tutte le preghiere:

Aiuta G. che torni la mia amica di sempre e per sempre. Allevia il suo cuore ed il suo spirito, rendila lieve e sì, ti imploro e prego, falla tornare da me.

Aiuta L. a non smarrirsi, ora e per sempre. Aiutaci a perdonarci se mai avremo tempo e se mai trovassimo il modo. Aiutalo a diventare adulto e aiutami a dimenticarne le parole, gli sconquassati pensieri, la feroce immaturità, la volubile sicurezza. Aiutalo a camminare senza di me. Aiutami a cancellare ogni via che rechi il suo nome.

Se il tuo volere, è vedere questa, come mia punizione, per prenderti cura di chi tu sai, così sia dunque fatta la tua volontà.

Aiuta M. a rimettere i suoi peccati come lei rimette ai suoi provocatori. Non indurla in tentazione ma liberala dal male che sente dentro.

Sarà santificato il nome tuo e togli il nome tuo dalla blasfemia delle mie parole, se il nome tuo verrà.

 
 
 

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Post n°196 pubblicato il 17 Novembre 2016 da latortaimperfetta

A che punto siamo? Sai che non lo so, oggi proprio non saprei dare una risposta, una che sia adeguatamente semplice, felicemente esaustiva, logica nella sua ampiezza.

 Il desiderio di te, l'amore quello liquido, unico, sensuale, feroce che mi costringeva il fiato in gola, l'urgenza del tuo pensiero dove sono nascosti?

 Perché sono nascosti, sento la loro eco in lontananza, la sento, giuro.

Giuro che se poi quando staremo di nuovo zitti, lo risentirò e sarà più forte di prima.

 Non so se sopravviveremo al dolore di questi giorni.

Sento che stiamo per essere spazzati via.

Dopo le lacrime di questa mattina, mi preparo al terrificante evento.

Se è per proteggere qualcuno che amo da un possibile dolore, allora mi quieto e, accetto e accetterò il vento che sta trasformandosi in tempesta.

Così sia è così sarà

 

 
 
 

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Post n°195 pubblicato il 12 Ottobre 2016 da latortaimperfetta

Amica mia tanto cara, 


Eccomi qui, ti scrivo così chiacchieriamo un po' di noi.
Il tuo silenzio, comprensibile, mi spaventa un poco, sono certa che ne usciremo anche questa volta.
Certo è che il trascorrere del tempo non aiuta, molto si acuisce e si complica ma torneremo a noi e per noi.
Ti chiedo scusa se nei miei messaggi,  ti racconto di sciocchezze, inezie e di una vita di tutti i giorni, quella mia tutta strampalata e scombinata.
Ti spingo ad una certa qual normalità. Cerco.
Mi manchi molto in questo momento del mio andare per via e, non so dove tu sia, a che punto di via, ti rincontrerò.
Perchè ne sono certa, ti rincontrerò e ci ritroveremo, zoppicando forse un pò di più ma forti un pò di più.
Comprendo non abbia desiderio e voglia di confidarti con me, magari lo farai con qualcun altro, col quale ti senti più vicina o più sensazioni da condividere. Più immediatezza di sentire e di parole.
Capita, fa parte dello scorrere naturale degli eventi.
Toreneremo a confidarci anche noi, seppure io ti parlo sempre col pensiero, non sei mai lontana da me.
Mai un giorno, un ora, un momento nel quale io ti racconti cosa stia accadendo.

Sono pensieri sparsi ma l'intento è di cuore e viene dritto, dritto dal senitmento più sincero.

Ti penso con il bene di sempre che diventa ogni giorno più forte.

Ti aspetterò ad un angolo di via, ad un certo momento, quando vorrai, io sono lì e chi si muove

 
 
 

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Post n°194 pubblicato il 29 Settembre 2016 da latortaimperfetta

Prologo (issimo):

Parlare di me, non mi piace.
Ritengo sia una perdita di tempo, soprattutto per chi ascolta o legga (nel caso specifico).

Mia mamma quando ero bimba ogni qual volta cominciassi a parlarle mi interrompeva, in modo molto diretto, mi informava di non essere interessata ai miei racconti.
Aveva ragione, in realtà a pensarci bene, giovanis(sima), sola con due bimbi piccoli, in città non sue,  senza riferimenti o appoggi, dove doveva fare da padre e madre, governare l'andamento di una casa, che non si trasformasse ulteriormente, in un carrozzone di zingari, non aveva energie da dedicarmi, o meglio, non aveva energie, per sofismi inutili e chiacchiericci continui di una bimba chiacchierina ma chiacchierina, tant(issimo).
Strana cosa non ho mai smesso di raccontarle nulla, anche oggi.
Ho, però, smesso di raccontarle di me, quello sì.

Ma superando racconti melensi da piccola fiammiferaia, che il passato ha, oramai, annebbiato (quasi) e offuscato (forse), arriviamo alla domanda odierna di cosa potrebbe mai passarmi per la capoccetta, il quotidiano dei giorni miei e gli "issimo" da captatio benevolentiae.
Ora che scrivo so per certo che non risponderò mai, non è nelle mie "corde", direbbe qualcuno.

Ora mi/ti confiderò poco(issimo), lo faccio per snebbiarti un poco (qualora ci fosse nebbia), mi costa (issimo,  questo così utilizzato è a prescindere). Mi piacerebbe che tu non rispondessi a queste confidenze, mi piacerebbe che leggessi e dimenticassi, è solo un "pour parler".

Prologo:
Il sabato mattina sono solita svegliarmi sempre presto cosi da essere pronta per svegliare ....., accompagnarlo a fare colazione e poi,a venire, tutto quello che comporta il sabato mattina.
Lo scorso sabato ho commesso un errore(issimo), mi sono riaddormentata e tutto è slittato di dieci minuti o poco più.
........ è stato svegliato in tempo, purtroppo, io che sono più lunga nello scuplturing, l'ho fatto attendere.

L'attesa è stata una giagulatoria
quello che mi è dispiaciuto(issimo), questo, (dispiaciuto intendo), aggettivo lo preferisco, è che le rimostranze siano continuate anche in strada.
Sì, ha questa "felice" abitudine, continua i suoi anatemi iniziati in un luogo privato, in un luogo pubblico.
Mea culpa, dico io, avevo notato già nel passato ma ho ignorato (non si fa!) la "peculiarità" caratteriale ed, oplà, les dés sont jeté, oggi non potrebbe essere diverso da ieri.
Tralascio il prosieguo del we, fino a domenica sera ero "quella" che l'ho fatto attendere.

Ora evito ed eviterò di raccontarti tanto (issimo)altro.
No, non evito, sbagliato, non voglio (più corretto (issimo)) raccontare altro.

Epilogo:
Eppure, lo scorso we, per via a quanti hanno fatto cenno di un saluto, desiderato una chiacchierata estemporanea, atteso un commento, che suscitasse ilarità,  non ho evitato né un sorriso né un issimo.
L'ho fatto con assoluto disinteresse, (forse desiderio di piacere e compiacere, forse ma in fondo con quale motivazione?
Perchè utilizzare la captatio benevolentiae (?)).
Ognuno al solito è perso dentro i fatti propri, sai che gliene importa oltre quel breve(issimo) lasso di tempo del mio issimo.
Resto un entusiasta (nel senso stretto del termine, con dio dentro, a me che dio non ho) dei fenomeni vitali, dell'animo umano.

E poi a te, soprattutto a te (figurati,qui ti si accenderà la luce stroboscopica: "4 luglio") come potrei evitare di sorriderti, o commentare con un issimo.

Captatio benevolentiae (!?) e a quale titolo (?), aspettandomi un "in cambio",  "per catturare briciole di sentimento", simpatia, desiderio, stima, affetto e tutto quanto vuoi farci stare dentro un "4 luglio" con i fuochi d'artificio ma quelli in grande stile.
Sono solo spontanea e sincera (issima).

Sulle confidenze quelle a stretto giro, cerco, tento, mi affanno ad attrezzarmi; non sono brava(issima) a raccontarmi, non mi piace.

"4 luglio"

 
 
 
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