GENNAIO 2010

ITALIANTARTIDE
QUESTA ERA L'ANTARTIDE QUANDO MI RECAI CON LA QUARTA SPEDIZIONE DI "ITALIANTARTIDE" A BAIA TERRA NOVA, LA NOSTRA BASE ITALIANA PER GIRARE UN DOCUMENTARIO DEDICATO ALLE LORO RICERCHE, PER CONTO DELL'ENEA(ENTE NAZIONALE PER LE ENERGIE ALTERNATIVE) E PER ME SEGUIRE I RICERCATORI E' STATO UN ONORE, NON PERCHE' ERO LA PRIMA REGISTA DONNA CHE TRASCORREVA 3 MESI DI LAVORO DOCUMENTARISTICO IN ANTARTIDE MA PER L'AVVENTURA IN SE'.QUESTO ERA IL POLO SUD NEL 1990
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Post n°899 pubblicato il 20 Gennaio 2010 da personcina1
Salpa per Haiti la Cavour, portaerei dei record. Il (caro) gioiello della marina militareLa nave può ospitare 1200 persone, 8 aerei e 12 elicotteri. E' lunga 240 metri.Per la tragedia di Haiti ci si muove anche con le corazzate. Salpa dal molo di La Spezia la portaerei Cavour, gioiello della marina militare, che sarà impegnata in una missione umanitaria congiunta con le forze armate brasiliane per portare soccorso e supporto logistico alla popolazione di Haiti. La nave ospiterà 800 uomini e decine di mezzi, e prima di arrivare ad Haiti farà una tappa in Brasile per raccogliere materiale e personale medico delle forze armate brasiliane. Come spiegato dal ministro della difesa La Russa, la Cavour può trasportare molto materiale e parecchi elicotteri che potranno fare da spola tra la nave e le località critiche colpite dal terremoto.La nave ospita a bordo anche un contingente della Croce Rossa, oltre a militari dell'Esercito e 30 alpini della Brigata Julia. La missione è ripristinare la viabilità, fornire cisterne d'acqua potabile, sgomberare macerie, ripristinare i collegamenti di luce e comunicazioni ad Haiti. Lo stesso La Russa ha voluto assicurarsi che la missione non fosse "una pura operazione di vetrina, ma un vero aiuto concreto a quelle popolazioni così duramente colpite". La Cavour è una vera corazzata con una capacità di trasportare fino a 12 elicotteri o in alternativa 8 aerei e in grado di contenere oltre 1.200 persone. Come si legge nel sito della marina militare, l'impiego della portaerei "può spaziare in campo nazionale ed internazionale, dall’assistenza e la protezione di connazionali o di governi amici sulla base di accordi, fino ad arrivare ad operazioni di supporto alla pace o interventi in attuazione di risoluzioni Onu o accordi internazionali.
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Post n°898 pubblicato il 19 Gennaio 2010 da personcina1
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Post n°897 pubblicato il 19 Gennaio 2010 da personcina1
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Post n°896 pubblicato il 19 Gennaio 2010 da personcina1
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Post n°895 pubblicato il 19 Gennaio 2010 da personcina1
Il devastante terremoto che ha colpito Haiti martedi' scorso non ha fermato l'industria del turismo. A pochi giorni dal sisma le navi da crociera di lusso sono tornate ad attraccare sulle spiagge dell'isola caraibica. La Independence of the Seas, nave di proprietà della Royal Caribbean International con 4.370 persone a bordo, è sbarcata venerdì sulle spiagge private di un resort di Labadee, preso in affitto dal governo haitiano, a circa 130 km a nord della capitale Port-au-Prince, epicentro del sisma.La Navigator of the Seas, che trasporta 3.100 passeggeri, sta per attraccare. I passeggeri dei due vascelli potranno scendere a terra per godersi il sole tropicale, acque cristalline e cocktails a base di rum, mentre nella parte meridionale dell'isola i soccorritori e i volontari provenienti da tutto il mondo lottano contro il tempo per recuperare i superstiti dalle macerie. La sicurezza dei turisti e' garantita da palizzate alte quattro metri e da guardie armate che sorvegliano tutto il perimetro del resort.La decisione di attraccare ad Haiti ha diviso i passeggeri delle navi, molti di loro hanno deciso di rimanere a bordo per protesta. "Non posso guardarmi prendere il sole al mare, fare il bagno, mangiare carne alla brace e godermi un cocktail mentre decine di migliaia di persone morte sono ammucchiate sulle strade, e i sopravvissuti cercano disperatamente cibo e acqua", ha scritto un passeggero sul forum on-line della crociera. "Era già abbastanza difficile sedersi e mangiare un panino a Labadee prima del terremoto, sapendo che molti haitiani morivano di fame - commenta un altro passeggero - Ora non posso pensare di ingoiare un altro hamburger" Molte persone presenti sulle navi hanno paura che la gente disperata possa violare le recinzioni del resort per ottenere cibo e bevande, ma molti altri sembravano decisi a godersi la vacanza. "Sarò qui fino a martedi' e ho intenzione di godermi la mia vacanza, e di passare del tempo sulla spiaggia", ha dichiarato un passeggero. La Royal Caribbean ha fatto sapere che la questione se "offrire una vacanza cosi' vicina all'epicentro di un terremoto" e' stata oggetto di un notevole dibattito interno, prima che venisse deciso di includere Haiti nell'itinerario. Per il vicepresidente dell'azienda, John Weis, "alla fine Labadee sara' importante per la ricostruzione di Haiti" perche' molte persone sopravvivono grazie al resort. La compagnia si e' comunque impegnata a donare tutti i proventi della visita alle vittime del terremoto, e a far arrivare alle popolazioni colpite alcuni aiuti alimentari presenti sulle navi.
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Post n°893 pubblicato il 13 Gennaio 2010 da personcina1
SEMPRE PIU' TRAGICO E DEVASTANTE IL TERREMOTO DI HAITI.E il potentissimo sisma ha avuto conseguenze ancora piu' devastanti perche' ha colto assolutamente impreparati, ma - riporta oggi il sito della Cnn - alcuni esperti da tempo lanciavano l'allarme sulla possibilita' di un fortissimo terremoto nell'isola di Ispaniola, che Haiti divide con la Repubblican Dominicana.
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Post n°892 pubblicato il 13 Gennaio 2010 da personcina1
Il 2009 e' stato l'anno piu' nero per i morti civili in Afghanistan dal 2001. Da un rapporto diffuso a Kabul dalla Missione delle Nazioni Unite di assistenza all'Afghanistan (Unama) emerge che lo scorso anno le vittime civili sono state 2.412, il 14% in piu' rispetto al 2008. Il 70% ucciso da talebani il 25% da militari stranieri o afghani e il restante 5% da nessuna delle parti in conflitto. I 596 morti attribuiti alle forze Nato e di Kabul segnano un calo del 28% rispetto al 2008, grazie alle misure assunte dall'Isaf per ridurre al minimo i "danni collaterali".
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Post n°891 pubblicato il 13 Gennaio 2010 da personcina1
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Post n°890 pubblicato il 13 Gennaio 2010 da personcina1
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Post n°889 pubblicato il 13 Gennaio 2010 da personcina1
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Post n°888 pubblicato il 13 Gennaio 2010 da personcina1
Un inestimabile patrimonio culturale che rischiava di scomparire tra la sabbia del deserto ma che riprende vita grazie ad un progetto della Cooperazione italiana. L'iniziativa, nata dalla richiesta della Mauritania, si e' concentrata su circa 20 mila manoscritti antichi, sugli oltre 36 mila esistenti in tutto il Paese, conservati nel museo di Nouakchott e nelle suggestive citta' di Chinguetti; Ouadane; Oualata e Tichitt, inserite nel '96 nella lista del patrimonio mondiale dell'umanita' dell'Unesco. Il progetto, denominato ''Salvaguardia delle Biblioteche del Deserto'', e' iniziato nel dicembre del 2007 e sta terminando in questi giorni. Per salvare i manoscritti, perlopiu' testi religiosi, coranici, scientifici e trattati antichi di medicina, sono stati formati 12 specialisti mauritani che lavorano in cinque laboratori appositamente attrezzati nella capitale Nouakchott e nelle quattro ''ville anciennes''. La formazione degli specialisti e' stata attuata in Mauritania e in Italia presso la scuola regionale di Conservazione e Restauro di Villa Manin di Passariano. L'intervento e' stato finanziato dal Ministero degli Esteri con 600 mila euro e altri 350 mila euro sono stati offerti dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dalle autorita' mauritane. L'iniziativa si e' focalizzata anche sulla creazione di cinque laboratori per la conservazione distribuiti nelle zone in cui si trova la maggior parte del patrimonio manoscritto del paese. Uno di essi ha sede a Nouakchott, presso l'Institut Mauritanien de Recherche Scientifique, in cui e' stato allestito anche un laboratorio per la documentazione, mentre gli altri quattro laboratori sono stati realizzati a Chinguetti, Ouadane, Tichitt e Oualata, utilizzando ambienti specifici all'interno di edifici, recentemente costruiti, di proprieta' della Fondation Nationale pour la Sauvegarde des Villes Anciennes. Con le conoscenze acquisite grazie alla formazione e le attrezzature disponibili, gli specialisti hanno a disposizione una serie di servizi per la corretta conservazione dei manoscritti: dal monitoraggio dei parametri ambientali alla depolveratura, dalla disinfestazione alla costruzione di speciali contenitori per i manoscritti, dalla digitalizzazione a incontri e momenti di informazione e orientamento per i proprietari. Per il ministro degli Esteri Franco Frattini, che durante la sua visita in Mauritania ha visitato il laboratorio di conservazione dei manoscritti della capitale con il ministro alla Cultura Cisse' Mint Cheikh Ould Boyde', il progetto ha ottenuto ''un risultato straordinario''. ''L'Italia in futuro prendera' in considerazione la richiesta di continuare a tutelare e a preservare il patrimonio culturale della Mauritania'', ha detto Frattini.
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Post n°887 pubblicato il 13 Gennaio 2010 da personcina1
- Catturate su video per la prima volta le immagini della nave ospedale australiana Centaur, affondata nel 1943 da un siluro. La maggior parte dei passeggeri, tra medici e pazienti, morirono affogati. Un robot sottomarino telecomandato, sceso a 2000 metri nel Queensland, ha filmato la croce rossa e il numero 47, identificativo della nave ospedale. Ben 280 persone morirono nel naufragio, che secondo gli australiani fu causato da un siluro giapponese.
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Post n°886 pubblicato il 13 Gennaio 2010 da personcina1
ENORME CATASTROFE AD HAITI DOVE E' AVVENUTO UN VIOLENTO TERREMOTO- La Farnesina ha reso noto che sono 70 gli italiani che vivono a Haiti, Paese sconvolta da un devastante terremoto. Di questi 12 sono tecnici che lavorano alla costruzione di un'autostrada che sono gia' stati contattati dal consolato a Santo Domingo e stanno bene. Per gli altri si attendono notizie.SI TEME CHE VI SIANO migliaia di morti. Il terremoto di magnitudo 7 è avvenuto questa notte. Nella capitale Port-au-Prince, moltissimi edifici sono stati rasi al suolo ed e' completamente saltata la corrente elettrica, si segnalano i primi saccheggi: un supermercato e' stato assaltatato nella notte.Il centro di vigilanza tsunami ha diramato un'allerta oltre che per Haiti, per Cuba, le Bahamas e la Repubblica Domenicana.
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Post n°884 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da personcina1
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Post n°883 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da personcina1
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Post n°882 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da personcina1
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Post n°881 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da personcina1
LA REGINA D'EGITTO CLEOPATRA ,non si imbellettava solo per essere piu' attraente, il trucco che contraddistingue gli occhi di Cleopatra, usato in generale dagli antichi egizi, poteva avere funzioni mediche, proteggendo gli occhi da infezioni. E' quanto sostiene un gruppo di scienziati francesi del Louvre di Parigi e del Consiglio Nazionale delle Ricerche francese CNRS guidati da Philippe Walter: il 'trucco' dell'ombretto sta nel fatto che conteneva sali di piombo in piccolissime dosi, che a loro volta inducevano effetti corroboranti sul sistema immunitario. Secondo quanto riferito online dalla BBC, la loro ricerca e' stata pubblicata sulla rivista Analytical Chemistry. Gli esperti hanno eseguito delle analisi chimiche sulle sostanze che gli antichi egizi usavano per preparare il trucco utilizzando dei piccolissimi elettrodi e disponendo queste sostanze su una singola cellula; si sono cosi' accorti che la cellula viene stimolata dall'ossido di azoto rilasciato dai sali di cui erano composti i cosmetici egizi. In particolare i ricercatori ritengono che l'osido d'azoto stimoli il sistema immunitario a combattere le infezioni batteriche oculari. La loro ipotesi e' che gli egizi componevano il proprio trucco appositamente per ottenere un effetto protettivo contro le infezioni. |
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Post n°880 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da personcina1
Se siete stufe di baciare ranocchi sperando che si trasformino in principi azzurri, la biologia dell'amore potrebbe aiutarvi a scovare l'anima gemella. Con l'aiuto irrinunciabile del web. Dimenticate, però, appuntamenti al buio o social network per adescare la preda, due opzioni che continuano a pullulare tra gli internauti. La nuova strada da battere, almeno secondo i meno scettici, bussa alla porta della genetica, per trovare la dolce metà con l'aiuto del Dna. Basta un campione di saliva da prelevare con tampone e inviarlo agli analisti del caso, pagando circa 1.300 euro se ci si affida alla statunitense 'ScientificMatch'. Di gran lunga più economica la svizzera 'GenePartner', che per un primo test si accontenta di circa 65 euro. Le tecniche messe a punto dalle due aziende per scovare i Romeo e le Giuliette del caso sono diverse, ma si affidano entrambe a prove messe insieme in anni e anni di ricerca scientifica. Non ultima la tesi dell'armonia olfattiva, secondo cui il partner si scova anche affidandosi all'odore che emana. E se si trova la 'combinazione perfetta', ovvero i tasselli di Dna di lui e lei si incastrano a meraviglia, i cultori di questo Cupido virtuale assicurano sesso più soddisfacente, aumento della fertilità, meno tradimenti e figli in ottima salute. Perché quando 'c'è chimica' la relazione promette scintille, assicura Eric Holzle, l'ingegnere che ha dato i natali a 'ScientificMatch'.
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Post n°879 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da personcina1
E' una storia vera ma ha dell'incredibile: un'operazione di appendicite eseguita 'freddamente' e al gelo del Polo Sud da un chirurgo 27enne in missione con un gruppo di esploratori per realizzare una base sovietica; con un paziente unico, se stesso che, armato di ferri e senza guanti per operare al tatto piu' che alla vista, si e' aperto l'addome e a tolto la sua appendice. Raccontata dal figlio Vladislav Rogozov, anestesista presso gli Sheffield Teaching Hospitals, la vicenda unica nel suo genere, avvenne nel 1961 ed e' stata riportata, con tanto di foto dell'intervento, sul British Medical Journal. L'eroico chirurgo, Leonid Rogozov, si accorse poco dopo che la base era stata costruita, nel bel mezzo dell'inverno antartico, che qualcosa in lui non andava. Aveva la febbre, prima bassa, poi sempre piu' alta; provava nausea. Dopo aver tentato di curarsi con antibiotici, il giovane comprese che l'unica chance di salvezza che aveva era operare. Cosi', 'arruolando' i suoi compagni di base come infermieri e ferristi, Rogozov si e' messo al lavoro, aprendo coraggiosamente la sua pancia e operando quasi alla cieca, perche' ovviamente, per quanto fosse in posizione seduta, era difficile avere una vista di quel che faceva. Rogozov pero' ce l'ha fatta, ha inciso l'addome fino ad arrivare all'appendice e l'ha rimossa; sono stati momenti tragici, come lui stesso ha dettagliatamente raccontato nel suo diario: ''al momento di rimuovere la mia appendice il mio cuore si indeboli'; le mie mani si fecero di gomma, pensai che stesse per finire male''. Ma poi ce la fece e, scrive, ''capii che ero ormai salvo''. .
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L'UOMO DI NEANDERTHAL SI TRUCCAVA E SI ORNAVA DI GIOIELLI FATTI DI CONCHIGLIE. ALTRO CHE "PRIMITIVO"
Post n°878 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da personcina1
- Da sempre bollato come il ''primitivo'' per eccellenza, l'uomo di Neanderthal potrebbe finalmente scrollarsi di dosso questa etichetta. Potrebbe guardare da pari l'Homo Sapiens perche' a riscattarlo e' la prova che era capace di concepire e apprezzare un concetto come la bellezza, tanto da ornarsi con trucchi dai colori vivaci e gioielli fatti di conchiglie. Il beauty-case dei Neanderthaliani e' stato scoperto in Spagna ed e' descritto nella rivista dell'Accademia delle Scienze degli Usa, |
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