Creato da sinaico il 08/05/2008

Rivotorto

fede e vita - natura e grazia

 

 

Falsa giustizia

Post n°1046 pubblicato il 20 Aprile 2017 da sinaico

GIUDA, con logica BUONISTA, quando vide Maria di Betania versare una libbra di nardo purissimo sui piedi di Gesù, disse: “Perché… non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?”.

Apparentemente sembra che Giuda sia mosso dall’amore, ma sappiamo che era mosso solo dall’egoismo. Infatti era LADRO e voleva quei soldi, come alcuni politici con la scissa dei MIGRANTI.

O come fa chi, pur essendo OMICIDA ABORTISTA, parla di "diritti" per far passare leggi aberranti.

Fu, invece, Maria di Betania a essere mossa dall’amore, che fa fare cose spesso imprevedibili per la logica umana, influenzata dal demonio.

 
 
 

La fede e le sue conseguenze

Post n°1045 pubblicato il 12 Aprile 2017 da sinaico

Il MORALISMO? Quando si confonde la FEDE con le sue esigenze.

Il LASSISMO? Quando si professa una fede senza conseguenze.

Confondere la fede con le sue conseguenze, è come confondere un primato sportivo con gli allenamenti NECESSARI per ottenerlo.

Per questo certi cristiani, anche preti e religiosi, sbagliano a parlare di doveri morali e tematiche politiche senza alcun riferimento, neanche sott’inteso, alla grazia.

Per questo nonostante tanti sforzi umani, certuni non riescono a convertire il mondo a Cristo più di quanto in mondo non riesca a convertire loro al demonio.

 
 
 

Esperienze per vivere, o esperienze di vita?

Post n°1044 pubblicato il 05 Aprile 2017 da sinaico

La mentalità mondana vuole far credere che solo attraverso delle forti ESPERIENZE (intese come eventi estremi o fuori dall’ordinario), vale la pena vivere.

Ma in realtà non sono le esperienze a “fare” la vita, ma è la vita a fare le esperienze (intese come manifestazioni di vita).

Qualche anno fa una bella pubblicità, per invitare i giovani a non bruciare la loro vita con la droga, mostrava come fosse molto più bella una vita “normale” in cui si mette su famiglia (tradizionale) e si fanno figli, che non cercare mondi apparentemente immensi, ma illusori.

 
 
 

Vangelo e Corano

Post n°1043 pubblicato il 29 Marzo 2017 da sinaico

Quando qualcuno cita il CORANO per evidenziarne la differenza con la cultura laica e aperta dell’Occidente che si fonda sul Vangelo, c’è sempre chi cita l’ANTICO TESTAMENTO che, guarda caso, nella sua parte più ARCAICA, ricorda l’ISLAM. Non solo riguardo a sgozzamenti e lapidazioni, ma anche alla POLIGAMIA, ormai superata da millenni anche nell’ebraismo.

Infatti, non c’è traccia di essa tra gli ebrei al tempo di Gesù, segno evidente che per gli stessi ebrei l’Antico Testamento non è mai stata la rivelazione definitiva. Mentre, per l’Islam, il Corano è parola divina DEFINITIVA.

Perché Dio non ha rivelato subito il Vangelo? Non lo so. So, però, che Dio non è come noi, che vorremmo la perfezione (degli altri, secondo noi). Dio prende l’iniziativa anche quando l’uomo è imperfetto.

Nel Vecchio Testamento, perciò, non dobbiamo guardare tanto alle magagne umane, quanto all’azione di Dio che si manifesta nonostante i limiti e i peccato dell’uomo.

 
 
 

Fede e ragione in MARIA

Post n°1042 pubblicato il 24 Marzo 2017 da sinaico

La MADONNA è la donna della FEDE, ma ci insegna anche l’uso della RAGIONE.

Come nel giorno dell’Incarnazione, quando chiese all’Angelo spiegazioni senza per questo dubitare.

O quando chiede a Gesù dodicenne, che era scomparso senza dire nulla: “Perché ci hai fatto questo”?

Maria, inoltre, era una donna con una forte volontà propria, senza per questo venire meno nel suo impegno ad essere la serva del Signore, come dimostra a Cana, quando quasi impone a Gesù il miracolo.

Solo sotto la Croce tace e non risponde all’invito di Gesù a divenire Madre della Chiesa: la sua risposta l’aveva già data una volta per sempre a Nazaret, il giorno dell’Incarnazione.

Perché Maria ha una volontà propria e usa la ragione, ma ha fede ed è fedele. Cosa ben diversa dal fideismo.

 
 
 

La CONFESSIONE

Post n°1041 pubblicato il 15 Marzo 2017 da sinaico

Un mio amico “laico” ma profondamente onesto, segue orgogliosamente una sua morale, di cui va fiero.

Ci tiene così tanto a essere irreprensibile nei suoi riguardi che, per rimanere “immacolato” da tutto ciò che per lui potrebbe costituire un vantaggio personale, fa il BASTIAN CONTRARIO.

Se questo modo di fare suscita la mia stima verso di lui, dall’altra può portarlo ad avere altri PREGIUDIZI e a dare dei GIUDIZI ingiusti e, perciò, in tal senso disonesti, per il vantaggio personale di sentirsi irreprensibile.

Cioè: buona fede e onesto, ma non ancora immacolato. Tanta fatica per nulla.

A un cattolico, invece, basta una CONFESSIONE, che cancella i peccati ma che, nello stesso tempo, li evidenzia, facendolo riconoscere quanto non sia né irreprensibile, né migliore degli altri.

Tutto è GRAZIA.

 
 
 

Le esigenze della FEDE

Post n°1040 pubblicato il 08 Marzo 2017 da sinaico

Un amico mi diceva che la FEDE, con le sue esigenze, gli metteva angoscia, così l’ha abbandonata.

In realtà la Fede l’angoscia la toglie, ma in proporzione al nostro ABBANDONO alla VOLONTA’ DI DIO. Altrimenti ci TIENE SULLE SPINE, come un ladro che teme di essere scoperto.

L’angoscia del mio amico, perciò, era SANA, perché rispondeva a criteri di verità.

Certa “tranquillità”, invece, è simile a quella della gazzella che pascola beata vicino a un leone in agguato.

 
 
 

Caino e la giustizia di Dio

Post n°1039 pubblicato il 01 Marzo 2017 da sinaico

CAINO, l’omicida, nel libro della Genesi viene condannato da Dio stesso ad una vita errabonda, cioè, in un tempo in cui ancora non esistevano le prigioni, a una vita isolata, ma non avulsa dalla società, perché non nuocesse più e si redimesse.

Così, la proibizione di Dio a uccidere Caino, va considerata insieme alle parole: “tu sarai vagabondo e fuggiasco sulla terra”. Né vendetta, né buonismo.

La “vendetta” dell’amore si chiama GIUSTIZIA DIVINA, che non rinuncia a chiedere il “conto”, ma che proietta là dove l’Infinito rende superflui i conti fatti coi numeri.

Naturalmente quella che è descritta nella Genesi è una condanna più spirituale, in quanto l’omicidio è un peccato, ma, essendo anche reato, la condanna di Dio è figura anche della giustizia umana e sociale.

 
 
 

Comunione e divorziati risposati

Post n°1038 pubblicato il 22 Febbraio 2017 da sinaico

Perché il Papa ha parlato sulla possibilità della COMUNIONE ai DIVORZIATI RISPOSATI?

Faccio una ipotesi.

La Morale della Chiesa da sempre ammette la LEGGE DELLA GRADUALITA’, per cui “c’è una progressività nel conoscere il bene” e la responsabilità personale è proporzionata alla capacità di bene (cfr. CEI, Catechismo degli Adulti, n. 918-921).

Poi dei teologi, studiando l’Humanae vitae di Papa Paolo VI hanno postulato, pur ribadendo la proibizione dell’uso degli anticoncezionali nel matrimonio, di allargare l’applicazione della Legge della Gradualità alla sfera sessuale e in particolare a quei credenti che, pur non capendo ancora appieno le esigenze della carità, tanto da non applicare gli insegnamenti della Chiesa sugli anticoncezionali, però si impegnano in un percorso di crescita la cui finalità sia la “pienezza della fede” e delle esigenze morali.

In tal caso i confessori, senza nascondere la pienezza della verità, possono dare l’assoluzione.

Tale teoria non è respinta dalla Chiesa.

Premesso questo, io penso che Papa Francesco abbia PROPOSTO di allargare la Legge della Gradualità a quei FEDELI divorziati e risposati che, anche se SBAGLIANO nelle scelte morali, sono da ritenersi non pienamente coscienti della gravità della loro situazione e, perciò, sono da ritenersi in buona fede e in stato di grazia, in quanto il peccato oggettivo non deve essere confuso col peccatore.

Naturalmente per essere assolti e ammessi alla Comunione, questi cristiani si dovrebbero sinceramente impegnare in un percorso che ha come fine ultimo quello di far loro capire la “verità tutta intera”, in modo da adeguarsi ad essa, costi quello che costi.

La domanda di molti è: quanto è opportuna tale apertura del Papa?

E’ lo stesso Papa a chiederselo e per questo auspica un confronto nella Chiesa in modo che, fatta salva la Tradizione dottrinale della Chiesa, per quanto possibile si possa testimoniare la misericordia di Dio fino alle sue estreme conseguenze.

 
 
 

Papa Francesco e Medjugorje

Post n°1037 pubblicato il 16 Febbraio 2017 da sinaico

Nel giro di poche ore sono state rese pubbliche sia la decisione del Papa di mandare un suo inviato a Medjugorje, sia le sue parole con cui, ancora una volta, ha ribadito che la Madonna non è un capo ufficio postale che un giorno dice “Figli miei fate questo” e un altro “Figli miei fate quest’altro” (come non fare riferimento anche, e forse soprattutto, a Medjugorje? Se no, a cosa?).

Credo, perciò, che, personalmente, il Papa non creda alle apparizioni di Medjugorje, se non forse alle prime, risalenti al 1981, così come pare sia stato ipotizzato dalla Commissione d’inchiesta vaticana. Ma credo anche che veda con favore una spiritualità basata sui Sacramenti, sul Rosario e sul sacrificio, come viene proposta a Medjugorje, purché emendata dalla ricerca dei veggenti e dei messaggi, e che non manifesti quella che lui chiama una Madonna “superstar”.

 
 
 

"Sobrietà"

Post n°1036 pubblicato il 09 Febbraio 2017 da sinaico

La parola SOBRIETA’ non mi piace più. Non che sia sbagliata, ma è stata CLERICALIZZATA.

Cioè ha preso una sfumatura di politicamente corretto e di moderatismo che va bene in TV sulla bocca dei Monsignori. “Sobrietà” è un termine giusto per le élite, ma che non appartiene al popolo: se dici a un contadino che occorre vivere sobriamente, quello, giustamente, dentro di se ti risponde: “Sobrio vivici tu”.

Gesù non ha scelto la sobrietà, ma la POVERTA’, di cui la sobrietà è una delle conseguenze e non un termine edulcorato ma con lo stesso significato.

E’ vero che san Paolo parla di “sobria ebbrezza dello Spirito”, ma la sobrietà, in questo caso, è associata all’ebbrezza, che è il suo esatto opposto.

La sobrietà senza la povertà evangelica è come la croce senza Cristo: va bene per i beghini dal collo torto e dall’espressione compunta.

Il fatto è che, quando si pone l’accento sulla povertà, allora, forse, anche i cristiani adulti, e anche i monsignori, riconoscono di essere mancanti.

Se, invece, si tratta di sobrietà, i “maestri” del Vangelo, seri e sobri, è facile che abbiano “la coscienza a posto”.

 
 
 

Evangelizzazione

Post n°1035 pubblicato il 02 Febbraio 2017 da sinaico

San Paolo dice che, nell’annunciare il VANGELO, egli si faceva “TUTTO A TUTTI”.

Perciò, testimoniare il Vangelo in modo AGGRESSIVO e senza tenere conto del bene che ci può essere anche in ambienti non cristiani, è sommamente SBAGLIATO.

Il Vangelo, infatti, è PROVOCATORIO in se stesso e aggiungere, alla “provocazione” di Dio, la nostra umana provocazione, è controproducente.

D’altra parte, con la VERITA’ non si può fare il gioco delle TRE CARTE, cioè non si può, pur di essere accettati in “società” e di avere “popolarità”, mostrare, sì, la verità, ma poi abilmente nasconderla confondendola con delle opinioni umane alla MODA, in modo da IMBROGLIARE chi ha il DIRITTO di ricevere il Vangelo.

Questo non è venire incontro al mondo e, più che amore, sembra AMOR PROPRIO.

 
 
 

Il proselitismo si basa sulla convinzione, la FEDE sulla potenza di Dio

Post n°1034 pubblicato il 27 Gennaio 2017 da sinaico

 

ANNUNCIARE il regno di Dio non significa fare proselitismo.

Gesù non lo ha fatto: “Chi mi vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”.

Evangelizzare non significa convincere, ma testimoniare, annunciare e porre davanti ad una SCELTA.

Dice Gesù: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo… Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno” (Mc 16,15-18).

Ma chi potrà credere se la predicazione non viene accompagnata dai segni? Se anche chi predica non ha fede, come fare a testimoniare la fede?

La fede non è convinzione umana o opinione: in tal senso sarebbe fede anche quella dei musulmani.

Il credere della fede è SOPRANNATURALE e le opere della fede sono SOPRANNATURALI: sempre riguardo alla grazia e, a volte, anche riguardo al modo straordinario di compiersi (miracoli).

 

 
 
 

Verità e relativismo

Post n°1033 pubblicato il 20 Gennaio 2017 da sinaico

Per i RELATIVISTI parlare di VERITA’ significa limitarsi: per loro tante “verità” è meglio di una sola.

Ma se i detersivi sono “tutti uguali”, le presunte verità NO.

La Verità è una, come uno è Dio: le altre verità sono false, come gli idoli sono falsi dei.

Inoltre la Verità non limita l’uomo, ma lo rende ATTIVO. Essa, infatti, è una META, che per essere raggiunta comporta una DIREZIONE di marcia e un MOVIMENTO.

Se il relativismo è come navigare andando alla deriva senza meta, il seguire la “rotta” che conduce alla verità è come il viaggio di Colombo verso ovest, che ha portato alla scoperta dell’America.

 
 
 

DIALOGO

Post n°1032 pubblicato il 13 Gennaio 2017 da sinaico

Perché il DIALOGO, un’azione semplicemente umana, è tanto necessario per la pace? Non basta la preghiera?

Occorre l’uno e l’altra perché, se la preghiera comporta la GRAZIA, questa si deve incarnare nell’umano.

La Chiesa, infatti, dice che la grazia PRESUPPONE la natura.

Proprio perché azione umana, il dialogo si apre alla grazia.

Il dialogo, che mette in relazione le persone attraverso l’ASCOLTO, aiuta a capire le ragioni e i punti di vista degli altri e perciò crea un clima che favorisce la COMUNIONE che, per un cristiano, non può prescindere da Cristo.

Così, per il cristiano, il dialogo diventa un modo per testimoniare Gesù.

 
 
 

Progresso o regresso?

Post n°1031 pubblicato il 12 Gennaio 2017 da sinaico

Perché, nonostante la società attuale abbia raggiunto una profonda coscienza dell’uguaglianza tra i popoli, le etnie, i sessi e tra tutti gli uomini, il mondo sembra disgregarsi?

Perché nonostante le sue grandi potenzialità, la società sbanda senza pace, come una Ferrari guidata da un vecchio col Parkinson?

Perché al PROGRESSO della coscienza sociale e della scienza, sembra corrispondere un REGRESSO morale, in quanto è stato minato il principio della sacralità della vita e della famiglia.

 
 
 

Re Magi: scienziati con la FEDE

Post n°1030 pubblicato il 05 Gennaio 2017 da sinaico

I RE MAGI potrebbero essere considerati come dei santi protettori h.c. degli SCENZIATI che hanno FEDE.

Prima della STELLA COMETA, infatti, cercavano segni divini nella natura, osservando gli astri con la perizia degli scienziati, ma, essendo pagani, confondevano l’universo con le realtà spirituali.

Poi sorse la cometa. Non una cometa naturale, ma un MIRACOLO.

Se non fosse stata una RIVELAZIONE non si sarebbero messi in viaggio per ADORARE il Re dei Giudei.

Come Gesù ha inventato la LAICITA’, sia separando il potere politico da quello spirituale (Date a Cesare… Date a Dio…), sia, in campo scientifico, separando la natura fisica dal soprannaturale.

Forse il primo abbozzo di METODO SCIENTIFICO potrebbe risalire ai MAGI (gli ebrei, infatti, allora non studiavano la natura, proprio perché non la consideravano soprannaturale)

 
 
 

Arte contemporanea: prospettive e limiti

Post n°1029 pubblicato il 02 Gennaio 2017 da sinaico

Anche se in modo schematico e approssimativo, ma comunque in modo da focalizzare certi concetti, si possono fare alcune considerazioni sull’arte contemporanea: sui suoi meriti e sui suoi limiti.

L’arte contemporanea tende totalmente, o quasi totalmente, a concettualizzarsi per rispodere alle esigenze moderne di esprimere le realtà invisibili, come il mondo della psiche e il mondo delle idee.

Ma, in realtà, questo avveniva anche con l’arte classica, nelle sue diverse forme di espressione.

Cosa c’è di più spirituale della religione Cristiana, anche concettualmente (oltre che sentimentalmente)?

Eppure essa ha espresso il Mistero attraverso forme intelligibili a tutti.

Ciò nondimeno non nego altre forme espressive, anche più concettuali. Purché non siano totalmente o esageratamente disincarnate dal concreto e dall’umano, in quanto l’uomo è un essere spitituale che ha anche una valenza concreta e materiale e che si esprime (cioè esprime, per come può e per come Dio permette, la sua anima) anche attraverso un linguaggio “fisico”, cioè rilevabile dale leggi della fisica.

Nel senso di nuove forme espressive (purché autentiche) si può parlare di evoluzione delle forme artistiche, ma non in senso di valore assoluto dell’opera.

Riguardo al valore, ogni opera va presa a se stante, e riguardo agli stili è da dimostrare che quello posteriore sia superiore a quelli precedenti. Specialmente nell’arte non c’è nulla di scontato.

Ogni stile va esaminato di per sé, anche se è indubbio che l’esperienza dell’umanità anche nell’arte tende al compimento attraverso un percorso che, però, di per sé è sempre parziale, anche se cerca di riassumere l’essenza delle esperienze passate (e non di rigettarle).

Considerare arte una pittura puramente concettuale, tanto da non potersi esprimere in forme intelligibili neanche vagamente, è come considerare letteratura delle sillabe e dei suoni messi a caso, così come “sente” l’autore, ma che nessun altro riconosce.

Tutti “sentono”, ma l’artista è quello che, attraverso un linguaggio intelligibile ma originale e bello, riesce a rendere universali le sue idee e il suo sentire in quanto, nella loro essenza, appartengono a tutti gli uomini, che dall’arte devono ricevere come un moto, sia intellettivo che sentimentale, capace di poterli vivificare.

L’arte va studiata, ma anche sentita. Va studiata per essere sentita e va sentita per essere studiata. Le due cose assieme.

Al di là della bravura dell’artista, un’arte di per se puramente concettuale non è arte, come il muggito di una mucca che ha fame di per se non è musica.

Se tutto fosse solo idea, basterebbe la filosofia.

Il linguaggio artistico deve essere anche concettuale, ma non solo, altrimenti sarebbe pura logica (il concetto per essere tale deve essere logico). Così come non deve essere solo sentimento, altrimenti sarebbe sentimentalismo.

Il linguaggio artistico, pur essendo libero dalle forme fisse per poter esprimere un significato profondo, deve pur significare qualcosa di universalmente riconosciuto, come il linguaggio parlato.

Infatti anche il linguaggio parlato può essere usato in modo aristico e al di fuori degli schemi “normali”, di cui tutti sono capaci.

Che il linguaggio parlato, pur essendo logico, supera il puro concettualismo che dà ad ogni parola o espressione un significato preciso, è dimostrato dalla varietà delle forme espressive e dal fatto che, quanti sono gli atristi, tanti sono i concetti di arte. Concetti che, se genuini, sono tutti veri, nel senso che possono tutti essere integrati in una visione superiore non esprimibile a parole se non come un modello (che, perciò, non è un modello solamente logico).

Eppure l’uomo è in grado di “sentire” il significato del reale oltre il modello in se stesso, attraverso ciò che l’originalità e la libertà delle forme intelligibili comunicano all’anima e alla psiche. L’uomo riesce come a decodificare un messaggio attraverso dei segni espressi in modo originale (“creati”) da un’altra anima.

E per questo lo studio è importante.

Ma l’uomo è in grado di “sentire” essenzialmente e soprattutto grazie allo Spirito Santo, che dona la grazia e la sapienza della Parola divina incarnandola dentro parole umane, di cui sfrutta sia la coerenza logica (a cui ancora la Dottrina), sia ciò che si nasconde dietro di essa, e cioè il mistero della vita, che è anche il mistero del “sentire”. Un sentire che orienta al bene, al bello, alla gioia…

 
 
 

LA GIUSTIZIA DI DIO

Post n°1028 pubblicato il 20 Dicembre 2016 da sinaico

E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro GIUSTIZIA prontamente” (Lc 18,7-8).

La condizione degli eletti, perciò, è quella di chi grida a Dio giorno e notte invocando giustizia.

E' la condizione dei POVERI.

E' inutile farsi illusioni: agli eletti Dio non promette una vita comoda e agiata. In compenso essi saranno esauditi e saranno CERTI che Dio è presente e vicino a loro.

Una “piccola” cosa che, però, dà senso a tutta la vita.

 
 
 

Processo a Madre Teresa?

Post n°1027 pubblicato il 09 Dicembre 2016 da sinaico

Se un UFOLOGO osserva il cielo, vi vedrà “prove inconfutabili” del passaggio di alieni.

Se un FANTARCHEOLOGO misura un antico architrave, vi troverà sorprendenti analogie con qualche distanza astrale.

Se a un ABORTISTA non piace MADRE TERESA perché era contro l’aborto, dirà che sfruttava i poveri.

Ci vadano loro a sfruttarli come faceva lei: servendoli in case senza aria condizionata e mangiando ogni giorno lo stesso cibo, come i poveri.

I detrattori di MADRE TERESA forse non sanno che la Chiesa, per santificare qualcuno, lo PROCESSA.

E il posto che l’avvocato difensore ha nei processi civili (che non sono per beatificare ma per condannare), c’è l’AVVOCATO DEL DIAVOLO.

Madre Teresa è stata accusata dall’avvocato del diavolo. Che ha espresso, nei suoi riguardi, tutti i dubbi, non in modo goffo, come fanno i detrattori, ma circostanziato e coerente.

E Madre Teresa è stata giudicata santa.

Tutte le chiacchiere non provate sono solo invidia, frustrazione e pettegolezzi.

 
 
 
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NON AVERE ALTRI DEI DI FRONTE A ME (DT 5,7)

Quando sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini delle nazioni che vi abitano. Non si trovi in mezzo a te... chi esercita la divinazione o il sortilegio o l'augurio o la magia; né chi faccia incantesimi; nè chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a te. Tu sarai irreprensibile verso il Signore tuo Dio, perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore tuo Dio (Dt 11,9-13) 

 

Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che "svelino" l'avvenire. La consultazione degli oroscopi, l'astrologia, la chiromanzia, l'interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza... (Catechismo della Chiesa Cattolica n. 2116).

 

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