Creato da sinaico il 08/05/2008

Rivotorto

fede e vita - natura e grazia

 

 

Papa Francesco e Medjugorje

Post n°1037 pubblicato il 16 Febbraio 2017 da sinaico

Nel giro di poche ore sono state rese pubbliche sia la decisione del Papa di mandare un suo inviato a Medjugorje, sia le sue parole con cui, ancora una volta, ha ribadito che la Madonna non è un capo ufficio postale che un giorno dice “Figli miei fate questo” e un altro “Figli miei fate quest’altro” (come non fare riferimento anche, e forse soprattutto, a Medjugorje? Se no, a cosa?).

Credo, perciò, che, personalmente, il Papa non creda alle apparizioni di Medjugorje, se non forse alle prime, risalenti al 1981, così come pare sia stato ipotizzato dalla Commissione d’inchiesta vaticana. Ma credo anche che veda con favore una spiritualità basata sui Sacramenti, sul Rosario e sul sacrificio, come viene proposta a Medjugorje, purché emendata dalla ricerca dei veggenti e dei messaggi, e che non manifesti quella che lui chiama una Madonna “superstar”.

 
 
 

"Sobrietà"

Post n°1036 pubblicato il 09 Febbraio 2017 da sinaico

La parola SOBRIETA’ non mi piace più. Non che sia sbagliata, ma è stata CLERICALIZZATA.

Cioè ha preso una sfumatura di politicamente corretto e di moderatismo che va bene in TV sulla bocca dei Monsignori. “Sobrietà” è un termine giusto per le élite, ma che non appartiene al popolo: se dici a un contadino che occorre vivere sobriamente, quello, giustamente, dentro di se ti risponde: “Sobrio vivici tu”.

Gesù non ha scelto la sobrietà, ma la POVERTA’, di cui la sobrietà è una delle conseguenze e non un termine edulcorato ma con lo stesso significato.

E’ vero che san Paolo parla di “sobria ebbrezza dello Spirito”, ma la sobrietà, in questo caso, è associata all’ebbrezza, che è il suo esatto opposto.

La sobrietà senza la povertà evangelica è come la croce senza Cristo: va bene per i beghini dal collo torto e dall’espressione compunta.

Il fatto è che, quando si pone l’accento sulla povertà, allora, forse, anche i cristiani adulti, e anche i monsignori, riconoscono di essere mancanti.

Se, invece, si tratta di sobrietà, i “maestri” del Vangelo, seri e sobri, è facile che abbiano “la coscienza a posto”.

 
 
 

Evangelizzazione

Post n°1035 pubblicato il 02 Febbraio 2017 da sinaico

San Paolo dice che, nell’annunciare il VANGELO, egli si faceva “TUTTO A TUTTI”.

Perciò, testimoniare il Vangelo in modo AGGRESSIVO e senza tenere conto del bene che ci può essere anche in ambienti non cristiani, è sommamente SBAGLIATO.

Il Vangelo, infatti, è PROVOCATORIO in se stesso e aggiungere, alla “provocazione” di Dio, la nostra umana provocazione, è controproducente.

D’altra parte, con la VERITA’ non si può fare il gioco delle TRE CARTE, cioè non si può, pur di essere accettati in “società” e di avere “popolarità”, mostrare, sì, la verità, ma poi abilmente nasconderla confondendola con delle opinioni umane alla MODA, in modo da IMBROGLIARE chi ha il DIRITTO di ricevere il Vangelo.

Questo non è venire incontro al mondo e, più che amore, sembra AMOR PROPRIO.

 
 
 

Il proselitismo si basa sulla convinzione, la FEDE sulla potenza di Dio

Post n°1034 pubblicato il 27 Gennaio 2017 da sinaico

 

ANNUNCIARE il regno di Dio non significa fare proselitismo.

Gesù non lo ha fatto: “Chi mi vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”.

Evangelizzare non significa convincere, ma testimoniare, annunciare e porre davanti ad una SCELTA.

Dice Gesù: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo… Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno” (Mc 16,15-18).

Ma chi potrà credere se la predicazione non viene accompagnata dai segni? Se anche chi predica non ha fede, come fare a testimoniare la fede?

La fede non è convinzione umana o opinione: in tal senso sarebbe fede anche quella dei musulmani.

Il credere della fede è SOPRANNATURALE e le opere della fede sono SOPRANNATURALI: sempre riguardo alla grazia e, a volte, anche riguardo al modo straordinario di compiersi (miracoli).

 

 
 
 

Verità e relativismo

Post n°1033 pubblicato il 20 Gennaio 2017 da sinaico

Per i RELATIVISTI parlare di VERITA’ significa limitarsi: per loro tante “verità” è meglio di una sola.

Ma se i detersivi sono “tutti uguali”, le presunte verità NO.

La Verità è una, come uno è Dio: le altre verità sono false, come gli idoli sono falsi dei.

Inoltre la Verità non limita l’uomo, ma lo rende ATTIVO. Essa, infatti, è una META, che per essere raggiunta comporta una DIREZIONE di marcia e un MOVIMENTO.

Se il relativismo è come navigare andando alla deriva senza meta, il seguire la “rotta” che conduce alla verità è come il viaggio di Colombo verso ovest, che ha portato alla scoperta dell’America.

 
 
 

DIALOGO

Post n°1032 pubblicato il 13 Gennaio 2017 da sinaico

Perché il DIALOGO, un’azione semplicemente umana, è tanto necessario per la pace? Non basta la preghiera?

Occorre l’uno e l’altra perché, se la preghiera comporta la GRAZIA, questa si deve incarnare nell’umano.

La Chiesa, infatti, dice che la grazia PRESUPPONE la natura.

Proprio perché azione umana, il dialogo si apre alla grazia.

Il dialogo, che mette in relazione le persone attraverso l’ASCOLTO, aiuta a capire le ragioni e i punti di vista degli altri e perciò crea un clima che favorisce la COMUNIONE che, per un cristiano, non può prescindere da Cristo.

Così, per il cristiano, il dialogo diventa un modo per testimoniare Gesù.

 
 
 

Progresso o regresso?

Post n°1031 pubblicato il 12 Gennaio 2017 da sinaico

Perché, nonostante la società attuale abbia raggiunto una profonda coscienza dell’uguaglianza tra i popoli, le etnie, i sessi e tra tutti gli uomini, il mondo sembra disgregarsi?

Perché nonostante le sue grandi potenzialità, la società sbanda senza pace, come una Ferrari guidata da un vecchio col Parkinson?

Perché al PROGRESSO della coscienza sociale e della scienza, sembra corrispondere un REGRESSO morale, in quanto è stato minato il principio della sacralità della vita e della famiglia.

 
 
 

Re Magi: scienziati con la FEDE

Post n°1030 pubblicato il 05 Gennaio 2017 da sinaico

I RE MAGI potrebbero essere considerati come dei santi protettori h.c. degli SCENZIATI che hanno FEDE.

Prima della STELLA COMETA, infatti, cercavano segni divini nella natura, osservando gli astri con la perizia degli scienziati, ma, essendo pagani, confondevano l’universo con le realtà spirituali.

Poi sorse la cometa. Non una cometa naturale, ma un MIRACOLO.

Se non fosse stata una RIVELAZIONE non si sarebbero messi in viaggio per ADORARE il Re dei Giudei.

Come Gesù ha inventato la LAICITA’, sia separando il potere politico da quello spirituale (Date a Cesare… Date a Dio…), sia, in campo scientifico, separando la natura fisica dal soprannaturale.

Forse il primo abbozzo di METODO SCIENTIFICO potrebbe risalire ai MAGI (gli ebrei, infatti, allora non studiavano la natura, proprio perché non la consideravano soprannaturale)

 
 
 

Arte contemporanea: prospettive e limiti

Post n°1029 pubblicato il 02 Gennaio 2017 da sinaico

Anche se in modo schematico e approssimativo, ma comunque in modo da focalizzare certi concetti, si possono fare alcune considerazioni sull’arte contemporanea: sui suoi meriti e sui suoi limiti.

L’arte contemporanea tende totalmente, o quasi totalmente, a concettualizzarsi per rispodere alle esigenze moderne di esprimere le realtà invisibili, come il mondo della psiche e il mondo delle idee.

Ma, in realtà, questo avveniva anche con l’arte classica, nelle sue diverse forme di espressione.

Cosa c’è di più spirituale della religione Cristiana, anche concettualmente (oltre che sentimentalmente)?

Eppure essa ha espresso il Mistero attraverso forme intelligibili a tutti.

Ciò nondimeno non nego altre forme espressive, anche più concettuali. Purché non siano totalmente o esageratamente disincarnate dal concreto e dall’umano, in quanto l’uomo è un essere spitituale che ha anche una valenza concreta e materiale e che si esprime (cioè esprime, per come può e per come Dio permette, la sua anima) anche attraverso un linguaggio “fisico”, cioè rilevabile dale leggi della fisica.

Nel senso di nuove forme espressive (purché autentiche) si può parlare di evoluzione delle forme artistiche, ma non in senso di valore assoluto dell’opera.

Riguardo al valore, ogni opera va presa a se stante, e riguardo agli stili è da dimostrare che quello posteriore sia superiore a quelli precedenti. Specialmente nell’arte non c’è nulla di scontato.

Ogni stile va esaminato di per sé, anche se è indubbio che l’esperienza dell’umanità anche nell’arte tende al compimento attraverso un percorso che, però, di per sé è sempre parziale, anche se cerca di riassumere l’essenza delle esperienze passate (e non di rigettarle).

Considerare arte una pittura puramente concettuale, tanto da non potersi esprimere in forme intelligibili neanche vagamente, è come considerare letteratura delle sillabe e dei suoni messi a caso, così come “sente” l’autore, ma che nessun altro riconosce.

Tutti “sentono”, ma l’artista è quello che, attraverso un linguaggio intelligibile ma originale e bello, riesce a rendere universali le sue idee e il suo sentire in quanto, nella loro essenza, appartengono a tutti gli uomini, che dall’arte devono ricevere come un moto, sia intellettivo che sentimentale, capace di poterli vivificare.

L’arte va studiata, ma anche sentita. Va studiata per essere sentita e va sentita per essere studiata. Le due cose assieme.

Al di là della bravura dell’artista, un’arte di per se puramente concettuale non è arte, come il muggito di una mucca che ha fame di per se non è musica.

Se tutto fosse solo idea, basterebbe la filosofia.

Il linguaggio artistico deve essere anche concettuale, ma non solo, altrimenti sarebbe pura logica (il concetto per essere tale deve essere logico). Così come non deve essere solo sentimento, altrimenti sarebbe sentimentalismo.

Il linguaggio artistico, pur essendo libero dalle forme fisse per poter esprimere un significato profondo, deve pur significare qualcosa di universalmente riconosciuto, come il linguaggio parlato.

Infatti anche il linguaggio parlato può essere usato in modo aristico e al di fuori degli schemi “normali”, di cui tutti sono capaci.

Che il linguaggio parlato, pur essendo logico, supera il puro concettualismo che dà ad ogni parola o espressione un significato preciso, è dimostrato dalla varietà delle forme espressive e dal fatto che, quanti sono gli atristi, tanti sono i concetti di arte. Concetti che, se genuini, sono tutti veri, nel senso che possono tutti essere integrati in una visione superiore non esprimibile a parole se non come un modello (che, perciò, non è un modello solamente logico).

Eppure l’uomo è in grado di “sentire” il significato del reale oltre il modello in se stesso, attraverso ciò che l’originalità e la libertà delle forme intelligibili comunicano all’anima e alla psiche. L’uomo riesce come a decodificare un messaggio attraverso dei segni espressi in modo originale (“creati”) da un’altra anima.

E per questo lo studio è importante.

Ma l’uomo è in grado di “sentire” essenzialmente e soprattutto grazie allo Spirito Santo, che dona la grazia e la sapienza della Parola divina incarnandola dentro parole umane, di cui sfrutta sia la coerenza logica (a cui ancora la Dottrina), sia ciò che si nasconde dietro di essa, e cioè il mistero della vita, che è anche il mistero del “sentire”. Un sentire che orienta al bene, al bello, alla gioia…

 
 
 

LA GIUSTIZIA DI DIO

Post n°1028 pubblicato il 20 Dicembre 2016 da sinaico

E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro GIUSTIZIA prontamente” (Lc 18,7-8).

La condizione degli eletti, perciò, è quella di chi grida a Dio giorno e notte invocando giustizia.

E' la condizione dei POVERI.

E' inutile farsi illusioni: agli eletti Dio non promette una vita comoda e agiata. In compenso essi saranno esauditi e saranno CERTI che Dio è presente e vicino a loro.

Una “piccola” cosa che, però, dà senso a tutta la vita.

 
 
 

Processo a Madre Teresa?

Post n°1027 pubblicato il 09 Dicembre 2016 da sinaico

Se un UFOLOGO osserva il cielo, vi vedrà “prove inconfutabili” del passaggio di alieni.

Se un FANTARCHEOLOGO misura un antico architrave, vi troverà sorprendenti analogie con qualche distanza astrale.

Se a un ABORTISTA non piace MADRE TERESA perché era contro l’aborto, dirà che sfruttava i poveri.

Ci vadano loro a sfruttarli come faceva lei: servendoli in case senza aria condizionata e mangiando ogni giorno lo stesso cibo, come i poveri.

I detrattori di MADRE TERESA forse non sanno che la Chiesa, per santificare qualcuno, lo PROCESSA.

E il posto che l’avvocato difensore ha nei processi civili (che non sono per beatificare ma per condannare), c’è l’AVVOCATO DEL DIAVOLO.

Madre Teresa è stata accusata dall’avvocato del diavolo. Che ha espresso, nei suoi riguardi, tutti i dubbi, non in modo goffo, come fanno i detrattori, ma circostanziato e coerente.

E Madre Teresa è stata giudicata santa.

Tutte le chiacchiere non provate sono solo invidia, frustrazione e pettegolezzi.

 
 
 

La vera natura del MATRIMONIO

Post n°1026 pubblicato il 01 Dicembre 2016 da sinaico

A dei FARISEI che lo interpellavano sul MATRIMONIO Gesù rispose: “Non avete letto che il Creatore da PRINCIPIO li creò MASCHIO e FEMMINA e disse: Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola?

Per PRINCIPIO qui si intende non solo e non tanto l’inizio temporale delle cose, ma la loro NATURA.

Tutto il resto sono STEREOTIPI creati dall’uomo.

Gesù a chi chiama “matrimonio” ciò che non lo è, direbbe: “Così avete annullato la parola di Dio a motivo della VOSTRA TRADIZIONE” (MT 15,6)

 
 
 

Esperienza di Dio e esperienze umane

Post n°1025 pubblicato il 22 Novembre 2016 da sinaico

L’uomo desidera sempre fare nuove ESPERIENZE e CONOSCENZE. Cose spesso BUONE, come il VIAGGIARE, almeno finché aiutano a far crescere lo spirito.

Eppure, se si riuscisse ad ottenere tutto, ma il prezzo da pagare fosse il senso della VISTA, nessuno, neanche il più frenetico tra i gaudenti, accetterebbe. Perché?

Perché l’esperienza del vedere, per quanto ordinaria e non riservata ad una elite, è più grande ed essenziale alla vita biologica.

Anche se, da sola, la vista non può realizzare pienamente la natura psicologica dell’uomo, penso che chi più l’apprezza, chi più sa godere delle sue esperienze, più è capace di vivere secondo la natura umana.

Ma ancora più grande ed essenziale è l’ESPERIENZA DI DIO e del suo AMORE.

 
 
 

La Madonna e gli Apostoli

Post n°1024 pubblicato il 07 Novembre 2016 da sinaico

 

Alcuni teologi temono che la MADONNA possa offuscare Cristo e, perciò, la snobbano, come se il Vangelo non ne parlasse dandole un ruolo superiore a quello degli stessi Apostoli.

Tali teologi dovrebbero riservare questi timori per loro stessi: se la Madonna non è essenziale per la redenzione, tanto meno lo sono i loro predicozzi.

Loro sono dei semplici “mediatori” della grazia, come la Madonna, ma infinitamente meno importanti.

La particolarità della mediazione di Maria è che, al contrario di quella dei dottori della legge, è poco loquace, perché da lei la PRESENZA di Cristo si effonde come per “impressione”, senza bisogno di tante parole.

Il ministero della predicazione, invece, Gesù lo ha affidato agli Apostoli e, per partecipazione, a tutti i suoi discepoli.

Maria perciò non fa la predica, ma porta la Parola. E’ un Tabernacolo e davanti al Tabernacolo si ADORA: non il Tabernacolo, bensì ciò che contiene: Cristo, che ha taciuto per 30 anni, ha parlato e agito per 3 e ci ha salvato sulla Croce, da dove ha pronunciato 7 brevi frasi.

Anche Maria agisce e parla, ma dove c’è Presenza le parole si diradano.

Noi, invece, abbiamo bisogno di portare Cristo anche attraverso le parole e le azioni: questo è il nostro compito. Purché non si cada nell’attivismo schizzato e nelle chiacchiere vanitose.

Maria dona la convinzione della fede attraverso la fede che ella testimonia con la presenza di Cristo in lei, mentre la predicazione dona la fede attraverso una grazia che si manifesta con le dinamiche della convinzione tramite il linguaggio (e che viene coadiuvata, spesso in modo determinante, dalla testimonianza di vita).

Gli Apostoli hanno il ministero di rappresentare Cristo e essere dispensatori della grazia sacramentale, la Madonna è in qualche modo parte di ciò che la Chiesa dispensa attraverso la sua speciale e unica collaborazione alla Redenzione.

E’ un po’ come la Parola in rapporto all’Eucaristia (per Maria in rapporto al Tabernacolo): la Parola ci dona Cristo attraverso la Scrittura, ma la “materia” con cui si comunica la Parola, sia nel Libro che nella predicazione, non sono Dio, mentre la “materia” dell’Eucaristia è Dio.

Per Maria si può dire che, mentre i dispensatori della grazia non necessariamente sono santi, per la propria Madre, Dio ha voluto una creatura Immacolata.

Gli Apostoli sono i capi della Chiesa, ma non di Cristo, Maria è Madre di Cristo e della Chiesa.

Di tutto c’è bisogno, ma il ruolo più importante è quello di Maria, che, come ogni dono di Dio, viene messo in comunione con tutti.

 

 
 
 

Cristianesimo e Islam

Post n°1023 pubblicato il 27 Ottobre 2016 da sinaico

Tempo fa, ad una conferenza, ho sentito un prete affermare: “Se pure nei paesi musulmani non si possono costruire le chiese, noi dobbiamo far costruire le moschee, perché siamo cristiani”.

Affermazione condivisibile, anche se solo a certe condizioni, come quella di chiedere di tutelare i cristiani perseguitati...

Ma proprio queste parole di tolleranza del prete evidenziano come tra CRISTIANESIMO e ISLAM le differenze sono molte.

 
 
 

La GRAZIA nonostante gli ERRORI

Post n°1022 pubblicato il 11 Ottobre 2016 da sinaico

Nella vita gli errori sono rimediabili oppure no?

Da un punto di vista della GRAZIA nulla è irrimediabile, neanche l’errore più grande che, anzi, può diventare un trampolino di lancio per un nuovo inizio.

Ma da un punto di vista storico certi errori sono irrimediabili, perché il tempo non può tornare indietro.

L’esempio classico è quello di Adamo ed Eva: il peccato originale fu un errore dalle conseguenze irrimediabili. Tranne che per la GRAZIA, che Cristo ha riversato anche su di loro attraverso la sua Incarnazione e Redenzione.

 
 
 

ESPERIENZE

Post n°1021 pubblicato il 05 Ottobre 2016 da sinaico

L’uomo desidera sempre fare nuove ESPERIENZE e CONOSCENZE, per questo ama VIAGGIARE.

Eppure, se il prezzo da pagare per poter collezionare una lunga serie di esperienze eccezionali fosse il senso della VISTA, nessuno, neanche il più frenetico tra i gaudenti, accetterebbe. Perché?

Perché l’esperienza del vedere, per quanto ordinaria e non riservata a una elite, è più grande ed essenziale di quelle che normalmente si reputano “straordinarie”.

Riguardo al senso della vita dobbiamo evidentemente rivedere qualcosa.

C’è il fondato pericolo che molti si perdano il meglio che hanno a portata di mano, per cercarlo in posti “esotici”.

 
 
 

La fede dei poveri

Post n°1020 pubblicato il 29 Settembre 2016 da sinaico

Gesù, parlando dell’importanza della fede ai farisei, prese ad esempio Naaman il siro, un pagano che ai tempi del profeta Eliseo fu miracolosamente guarito dalla lebbra (2Re 5,1-14).

E’ interessante notare come la speranza di guarigione di Naaman, che si manifesta con un atto di fiducia nelle parole di Eliseo e, di conseguenza, come un atto di fede, fu aiutata da altri personaggi che non vengono considerati ma che, nell’ottica di Dio, sono altrettanto determinanti e, anzi, forse lo sono più dello stesso Naaman.

Come la schiava ebrea che parla a Naaman del profeta Eliseo, mostrandosi certa della guarigione.

Poi, quando Naaman sta rinunciando a mettere in pratica quanto richiesto da Eliseo, intervengono i suoi servi a convincerlo, contagiandolo con la loro speranza.

La Chiesa funziona così: tutti sono importanti e a volte le opere di fede più belle rimangono nell’ombra.

Alla luce di questo brano biblico si può capire meglio l’importanza delle suore di clausura, spesso accusate di “pregare e basta”.

 
 
 

Sessantotto

Post n°1019 pubblicato il 23 Settembre 2016 da sinaico

La PEDOFILIA c’è sempre stata ma, prima del SESSANTOTTO, era molto rara. Specie nel mondo ecclesiale.

E’ vero, ci sono state denunce che hanno coinvolto ecclesiastici prima di quell’epoca, ma riguardano quasi esclusivamente casi di maltrattamento (ma anche la società civile non scherzava) e non gli abusi sessuali.

Il degrado di molti uomini di Chiesa, perciò, non è dovuto al CONCILIO VATICANO II, ma alla RIVOLUZIONE LIBERTINA del sessantotto. Che purtroppo ha coinvolto anche i cristiani.

Il Vaticano II ha invece attenuato i danni: il sessantotto, prima o poi, sarebbe esploso e una Chiesa preconciliare avrebbe incassato un colpo più duro, tanto è vero che le defezioni da seminari e conventi hanno riguardato innanzi tutto le vocazioni preconciliari. Il Vaticano II ha solo aperto il tappo.

Il Concilio, in realtà, ha rappresentato una vera Riforma, o, se vogliamo, una controriforma della falsa “riforma”, quella laica che poi si è manifestata col “sessantotto”.

 
 
 

Esperienze

Post n°1018 pubblicato il 14 Settembre 2016 da sinaico

L’uomo desidera sempre fare nuove ESPERIENZE e CONOSCENZE. Cose spesso BUONE, come il VIAGGIARE, almeno finché aiutano a far crescere lo spirito.

Eppure, se si riuscisse ad ottenere tutto, ma il prezzo da pagare fosse il senso della VISTA, nessuno, neanche il più frenetico tra i gaudenti, accetterebbe. Perché?

Perché l’esperienza del vedere, per quanto ordinaria e non riservata ad una elite, è più grande ed essenziale alla vita biologica.

Anche se, da sola, la vista non può realizzare pienamente la natura psicologica dell’uomo, penso che chi più l’apprezza, chi più sa godere delle sue esperienze, più è capace di vivere secondo la natura umana.

Ma ancora più grande ed essenziale è l’ESPERIENZA DI DIO e del suo AMORE.

 
 
 
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NON AVERE ALTRI DEI DI FRONTE A ME (DT 5,7)

Quando sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini delle nazioni che vi abitano. Non si trovi in mezzo a te... chi esercita la divinazione o il sortilegio o l'augurio o la magia; né chi faccia incantesimi; nè chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a te. Tu sarai irreprensibile verso il Signore tuo Dio, perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore tuo Dio (Dt 11,9-13) 

 

Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che "svelino" l'avvenire. La consultazione degli oroscopi, l'astrologia, la chiromanzia, l'interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza... (Catechismo della Chiesa Cattolica n. 2116).

 

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