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Poveri noi...

Post n°28 pubblicato il 22 Maggio 2012 da NON.IOIO

 

Aimè....Con l'invenzione del Cannocchiale Galileo Galilei ha fornito prova al mondo come la creatività liberi la mente dalle concezioni precedentemente acquisite, ma allo stesso tempo come la capacita creativa non sia immediatamente gradita dai contemporanei che ancora pensavano sulla base di schemi mentali storicamente arcaici quindi la Creatività va' coltivata cercando con l' intuito e con l' immaginario di superare vecchi schemi mentali e di modificare comportamenti ormai obsoleti, spiegando tale concezione di rinnovamento creativo del pensiero attraverso una indagine sulla storia del sapere che dimostra come ad ogni nuova epoca divenga necessario cambiare il contesto di riferimento cognitivo rifacendosi ad un semplice esempio : se ad un bambino possiede un pacchetto di pennarelli di vari colori e solo uno di colore bianco , lui può scrivere su un foglio bianco con tutti i colori , ma quando li ha consumati e quindi gli resta solo il pennarello bianco, se vuole scrivere ancora deve cercare un foglio di colore nero; infatti se prova ascrivere con il pennarello bianco sul foglio bianco si rende conto come è inutile che tenti di scrivere. Il foglio bianco o nero è quindi un esempio del cambiamento del contesto che in questo caso dei pennarelli colorati rappresenta il supporto necessario per scrivere cosi come un paradigma di riferimento è il contesto necessario per pensare. Oggi, di fronte alla crisi della società in trasformazione, si dovrebbe potenziare nella scuola la parte più creativa e saggia della mente intuitiva ed immaginativa sia dei bambini che dei giovani, per elaborare progetti di ricerca creativi sia nei contenuti che nei metodi di formazione. Purtroppo il mondo odierno, che ha disposizione mezzi tecnologici di comunicazione impensabili ai tempi di Galileo Galilei , sembra essere guidato da una massa di uomini che hanno chiuso la proprio cervello entro forme acquisite di condizionamento mentale, così come è divenuto il "tifo per il calcio"; infatti mentre si dice che non ci sono finanziamenti per la scuola e per la ricerca, si pagano assurdamente milioni di Euro per comprare un calciatore, che non produce nulla di più che tirare con il piede una palla in una rete; ma ciò con ogni evidenza non fa crescere la creatività sociale che e necessaria per superare la crisi dello sviluppo contemporaneo

 

 

 

 
 
 

Un atto di tradimento

Post n°27 pubblicato il 01 Maggio 2012 da NON.IOIO
Foto di NON.IOIO

 

La politica praticata è come un catalizzatore che attiva un senso di staccamento dell'io, difficoltà  di adattamento, instabilità emotiva e quindi un vuoto esistenziale... Sembra l'identikit di auto-tradimento .Diceva il mio amatissimo Sartre "La cabina elettorale, piantata nell'aula di una scuola o di un municipio, è il simbolo di tutti i tradimenti che l'individuo può commettere verso i gruppi di cui fa parte".

 
 
 

peter

Post n°26 pubblicato il 26 Febbraio 2012 da NON.IOIO

 

Tutti quanti ci piace essere  incessantemente come Peter Pan, sfortunatamente se tratta solamente di una bellissima  favola nell'isola che non c'è...Tuttavia, c'è un dato di fatto che una parte della nostra personalità  resta senza fine bambina e che quindi conserva in se' le particolarità legate al mondo dell' infanzia: è Il Bambino interiore . E' l'apparenza di noi che porta nella nostra vita la giocosità, la fantasia, l'incredulità, ma anche il bisogno, la delicatezza. Perché allora spesso questo bambino interiore non lo sentiamo? Perché intorno a questa fetta, nel corso del nostro sviluppo, s'ingrandisce tutto il nostro sistema difensivo, le nostre maschere, le nostre corazze...e tutto questo va bene, viviamo in mezzo agli altri e dobbiamo anche saperci proteggere, ma il nostro sistema difensivo, nell'intento di proteggere, spesso finisce per strangolare questa parte, per renderla irraggiungibile. Non la sentiamo più, siamo ormai identificati con il mondo dei  grandi, siamo adulti, siamo seri, siamo responsabili. Però il bambino interiore contrasta e sopravvive dentro di noi, ed anche fuori di noi. Anche attraverso le favole e i miti noi recuperiamo il contatto con il nostro Bambino interiore. Questo avviene perché abbiamo la capacità di assimilare: tutti siamo stati piccoli e indifesi, tutti siamo stati rimproverati o abbiamo subito sopraffazioni, tutti abbiamo avuto paura di perdere la sicurezza, il consenso, l'amore dei genitori, e tutti avremmo voluto per magia recuperare l'amore, il calore, il benessere originario. Il Bambino interiore è quindi una realtà nella nostra struttura psicologica. Da un lato il bambino è la figura di rigenerazione della vita, la istintività, ed una nuova l'apertura verso il futuro, dall'altro manifesta anche un aspetto distruttivo: l'infantilismo  che deve essere sacrificato per poter crescere: ciò che porta l'adulto a essere dipendente, pigro, a fuggire i problemi e le responsabilità della vita. E' come se il bambino interiore facesse i capricci, come se dicesse: Voglio tutto, voglio averlo ad ogni costo e sono gli altri che me lo devono dare .Che una persona adulta che utilizza questo modo di essere solo il bambino interiore. Per finire, direi se retrocedessimo un po' del nostro personalismo per dare spazio ad una nuova realtà, assomiglierebbe a un'afflizione dolorosa ed infiammerebbe uno stato di conflitto. Occorrerebbe necessità di adattarci al mutamento e tutto dipenderebbe dal tempo indispensabile per approvare il compimento del processo. Si tratta della consapevolezza di entrare e uscire..!!

 

 

 
 
 

la privacy!

Post n°25 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da NON.IOIO

 

Questa settimana sono stato bersagliato da varie campagne reclamistiche ... Direi che oggi come oggi , va di moda per la maggiore parte (anche nel virtuale) gli ambienti con le parete di vetro. Di conseguenza è che il nostro spazio non è più angolo tutto nostro. Esso è depredato, inghiottito da insidiosi spazi collettivi. Niente muri , porte, privacy . Comunque regrediamo in una situazione di depressione da privazione della nostra stessa identità. Tuttavia il quesito è ricomposto di due situazioni: la prima è la persecuzione individuale e oltraggio alla privacy. Il secondo è la penuria delle direttive disciplinari. Spesso ,si parla di cultura(Dante, Picasso...) ma la vera domanda è :la cultura è di nostra proprietà o viceversa? Questa è un altro capitolo. Per consuetudine nella comunità dove prevale l'affiliazione alle cordate di potere e gli obiettivi sono stabiliti in conformità a performance medie, l'eccellenza è nemica delle regole del gioco. Siamo solo dei numeri 12345.....blablabla

 

 

 
 
 

La rana e lo scorpione

Post n°23 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da NON.IOIO

Dal web una favola americana:
Una rana e uno scorpione si incontrarono davanti a un fiume. Entrambi volevano passare dall´altra parte, e se la rana non aveva difficoltà, lo scorpione era preoccupato, perché non sapeva nuotare.Per piacere, mia cara rana, mi porteresti dall´altra parte del ruscello?" chiese lo scorpione, con la voce più dolce che gli riuscì di fare. 
"Fossi matta!" gli rispose la rana "Non provare nemmeno ad avvicinarti, non ho nessuna voglia di farmi pungere da te".
"Ma ragiona, ranocchietta: se tu mi aiuti a passare il fiume prendendomi sulla groppa, io mai e poi mai ti pungerei: se lo facessi, annegherei, perché non so nuotare". 
La rana rifletté, e decise di aiutare lo scorpione, un po´ perché aveva paura che altrimenti la avrebbe punta, un po´ perché era un animale generoso, e dopo tutto lo scorpione non le aveva fatto niente di male.
E così lo scorpione saltò in groppa alla rana, e tutti e due si buttarono in acqua. Erano già a metà del percorso, proprio in mezzo al fiume, quando la rana sentì un dolore acutissimo sulla schiena. "Ma come?" esclamò "mi hai punta! E ora moriremo tutti e due, io per il veleno, e tu perché annegherai! ?Ma perché lo hai fatto?" E lo scorpione rispose: "Già, perché l´ho fatto? Perché pungere è la mia natura, e io non posso farci niente". Libera interpretazione..

 

 
 
 
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Un blog di: NON.IOIO
Data di creazione: 17/07/2011
 

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