<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?>
<rss version="2.0">
    <channel>
        <title>restore</title>
        <description>post it e fogli sparsi</description>
        <link>http://blog.libero.it/PoloOpuesto/</link>
        <lastBuildDate>Fri, 26 Nov 2010 13:19:04 +0100</lastBuildDate>
        <generator>Libero Blog</generator>
        <category>Di Tutto un pó</category>
        <item>
            <title>Commiato</title>
            <link>http://blog.libero.it/PoloOpuesto/7516220.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Il 25 maggio 2007 concludeva una settimana difficile, stavo male ed implodevo e tra le deflagrazioni del cuore e le mille piume con cui attutivo quel rumore, per non farlo arrivare alle mie orecchie n&amp;eacute; a quelle di chi mi stava accanto, iniziavo a scrivere su questo blog.&lt;br /&gt;Ho riso e pianto tra pagine virtuali che hanno scandito a volte ore, altre, quando la vita reale urgeva e riempiva i polmoni ed il tempo, settimane di assenze.&lt;br /&gt;Nonostante i social network quest'angolo &amp;egrave; rimasto il luogo in cui esprimere un sentire pi&amp;ugrave; intimo o profondo, certa che non sarebbe stato alla merc&amp;egrave; di tutti, perch&amp;egrave; la Io di questo blog la conoscono in pochi, ed andava bene cos&amp;igrave;.&lt;br /&gt;Mi accorgo ora dei mesi di silenzio trascorsi, delle ultime parole scritte dopo un giorno di Aprile che appartengono ad una Monia diversa da quella di ieri, e mi sorprendo a capire che questo ieri si allontana nel tempo diventando sempre pi&amp;ugrave; nebuloso nel ricordo.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Quando nebuloso non &amp;egrave;, allora fa male; &amp;egrave; la stilettata al cuore per qualcosa che c'era e non c'&amp;egrave; pi&amp;ugrave;, che &amp;egrave; stato strappato ed ancora si vorrebbe stringere tra le mani, respirare, vivere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il mio oggi &amp;egrave; diverso e l'ho capito alle sette di sera affacciata ad una finestra guardando una sigaretta accesa e sorprendendomi a scoprire che da Ieri mi separa un numero fatto di troppi giorni per pensare che sia ancora &quot;qualcosa di temporaneo&quot;.&lt;br /&gt;Oggi &amp;egrave; oggi, ed &amp;egrave; definitivo, nonostante io sia cos&amp;igrave; visceralmente legata al passato e nonostante ancora pianga, per quel passato.&lt;br /&gt;Ancora? Ho pianto a volte in preda alla paura, alla rabbia, alla malinconia.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Le mie lacrime nuove sono di amara consapevolezza e non avvertono quando arrivano: partono quando decidono loro e mi travolgono.&lt;br /&gt;Questo oggi, fatto di scelte nuove e quesiti pi&amp;ugrave; urgenti mi fa piangere davanti ad un abito da sposa o a due persone che si amano senza farsi del male, mi fa sentire il bisogno di crescere, di andare, di rischiare, di prendermi la mia vita.&lt;br /&gt;Sapere che qu&amp;igrave; &amp;egrave; stampato il mio Ieri, e che la realt&amp;agrave; ha reso l'oggi difficile da narrare, ha motivato la scelta di accomiatarmi.&lt;br /&gt;Lascio, per un p&amp;ograve;, la finestra aperta per farvi sbirciare tra quello che c'&amp;egrave; dentro: chiuderla significherebbe cancellare per la seconda volta pezzi di vita che gi&amp;agrave; hanno perso il loro teatro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oggi &amp;egrave; il 12 Agosto 2009 e mi piace pensare che tra 12 mesi avr&amp;ograve; scritto la mia storia su pagine nuove.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 12 Aug 2009 22:51:25 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/PoloOpuesto/7516220.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Pensieri</title>
            <link>http://blog.libero.it/PoloOpuesto/7255061.html</link>
            <description>&lt;p&gt;In cerca di uno scoglio a cui aggrapparsi per ricominciare a guardare il sole senza oscillare tra le onde dell'incertezza.&lt;br /&gt;Incertezza di oggi, anche di quest'attimo. 3..2..1....e potrebbe essere di nuovo rewind, tuono e il mondo che si ribalta, la natura che si ribella e la casa rassicurante che diventa il tuo nemico. &lt;br /&gt;La terra su cui cammino, l'unica certezza che ho sempre sentito di avere, io che temo l'acqua perch&amp;egrave; non mi permette di stare in piedi, non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; rassicurante: &amp;egrave; diventata insofferente di tutto ci&amp;ograve; che le stava addosso e sembra ancora scalciare per liberarsene.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Scalcia scuotendo alberi, anche senza vento; tuonando, anche senza nuvole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono in casa cercando normalit&amp;agrave; attraverso piani di fuga e programmi di un futuro in un Altrove che sia privo della paura che impregna l'aria di qu&amp;igrave;, dove un rumore diverso &amp;egrave; un attimo di allarme, dove passano gli elicotteri militari a tutte le ore del giorno e della notte, dove i bambini sono tutti pi&amp;ugrave; seri ed i grandi hanno gli occhi pi&amp;ugrave; spenti.&lt;br /&gt;Sono egoista forse, a cercare di ripartire e farlo solo per me?&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Abbandonare questo luogo assomiglia ad abbandonare una persona ferita che chiede aiuto: pur non potendo nulla per salvarla resti a tenerle la mano finch&amp;egrave; puoi.&lt;br /&gt;La mia citt&amp;agrave;, quella dei lampioni arancioni e le foglie gialle a terra nelle sere d'autunno freddissime e pungenti, quella coi tramonti di agosto nel centro deserto, del Magoo a notte fonda e del panino ancora pi&amp;ugrave; tardi, dei giri a vuoto in macchina per smaltire un'arrabbiatura la sera, dei baci di quando ero al liceo, dei gelati con le amiche, delle lacrime dopo le liti, degli incontri pi&amp;ugrave; o meno leciti, dell'aspettare l'autobus per andare al mare, del fresco al ritorno, della neve in piazza duomo, delle corse in motorino per i vicoli, delle foto alle chiese con le mani gelate d'inverno per farfe restauro, dei volantini mille e mille volte lungo il corso.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La mia citt&amp;agrave; che a volte la odio per non esserci pi&amp;ugrave; e mi fa venire voglia di scappare, e che a volte terrei ancora per mano.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 19 Jun 2009 21:38:58 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/PoloOpuesto/7255061.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Afasia?</title>
            <link>http://blog.libero.it/PoloOpuesto/7116755.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Le nostre vite sono state ribaltate, come se fossimo stati tutti carte da gioco disposte su un tavolo capovolto.&lt;br /&gt;Sono qui ma l'essenza di questa vita, come quella di altre vite, si &amp;egrave; dispersa nell'aria come un profumo quando la boccetta va in frantumi: restano i cocci ed un ricordo di odore che ha perso note e sfumature, conservando l'essenza di fondo.&lt;br /&gt;Ripartire da quell'essenza &amp;egrave; dovere di ognuno ma &amp;egrave; anche la sfida pi&amp;ugrave; grande a procedere ogni giorno con coraggio verso un indefinito domani, senza certezza tranne una: nulla sar&amp;agrave; come prima.&lt;br /&gt;Il mio ieri &amp;egrave; ricordo la mia normalit&amp;agrave; &amp;egrave; ricordo e mi dispiace se non so pi&amp;ugrave; parlare n&amp;egrave; scrivere, mi fa rabbia avere solo ricordi su cui ridere o piagnucolare quando il loro peso si fa sentire.&lt;br /&gt;Mi manca Ieri e mi manca tanto.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 25 May 2009 11:50:33 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/PoloOpuesto/7116755.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Torta al cacao</title>
            <link>http://blog.libero.it/PoloOpuesto/6739253.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Fuori soffia zucchero a velo e nella luce fredda di un inverno resistente allo sfratto elenco ingredienti e scandisco le ore, per accoccolarmi in questo pomeriggio morbido.&lt;br /&gt;Voglio che sia come un divano comodo e voglio pensare solo a quello che c'&amp;egrave;, ora e qu&amp;igrave;, a rendere le ore piume leggere, pagine di un libro da sfogliare senza fretta, in cui me, te, il da farsi, le piccolezze e la quotidianit&amp;agrave;, le sfide e le scommesse, il passato, quest'oggi e l'oggi di domani diventino inchiostro. &lt;br /&gt;Mescolo le farine, scelgo il limone rugoso dalla buccia spessa affidando a gesti concreti il compito di zavorrare il pensiero e ricondurlo a terra tra gli odori e la materia, dove ci&amp;ograve; che si vede &amp;egrave; ci&amp;ograve; che &amp;egrave;.&lt;br /&gt;Vizio di forma, vedere ci&amp;ograve; che &quot;dovrebbe essere&quot; o che &quot;sarebbe, se&quot;, vedere laddove non arriva lo sguardo ma il cuore, o peggio dove arriva la ragione. Si vede troppo senza poterlo dire, senza conferma n&amp;egrave; smentita, e si &amp;egrave; spettatori soli.&lt;br /&gt;Sbriciolo burro e zucchero facendone sabbia candida e lucida, sguscio il primo uovo con forza incerta, mai memore della giusta intensit&amp;agrave; che credevo di avere in pugno, la volta precedente.&lt;br /&gt;Come in tutto il resto: per avere una vita perfetta, bisogna non smettere mai di applicarvisi; e tutto sar&amp;agrave; come volevamo, le torte lievitano, le camicie bianche non ingialliscono e si stira sempre una sola volta, senza pieghe. &lt;br /&gt;Salvo poi le incursioni del caso. O la scoperta che la camicia piace stropicciata. Peccato, nell'armadio &amp;egrave; tutto impeccabile e si devono rimescolare le carte.&lt;br /&gt;La leggerissima polvere del cacao amaro si mescola alla farina, tra sbuffi scuri ad ogni cucchiaio: mescolo, prima che il limone liberi il suo profumo dichiarando che la magia sta avendo inizio.&lt;br /&gt;Tante polveri diverse che si amalgamano, aiutate da liquidi che le fondono, e dal calore che ne consolida la nuova veste. Odori che isolati evocano mondi, la cui unione genera altre memorie.&lt;br /&gt;Mescolo, pensando a come sar&amp;agrave;, scegliendo di aggiungere o togliere a seconda di come voglio che sia il risultato finale, in uno scambio attento di forze, tra me e questa massa informe, che in fondo e come sempre &amp;egrave; solo un viaggio attraverso me stessa.&lt;br /&gt;Mi sporco le mani di burro percorrendo la teglia nel suo profilo zigzagante, perch&amp;egrave; fa parte del rito anche il tempo di pulirsi le dita e cospargere tutto di farina; verso l'impasto e lascio che si prenda il suo spazio, col suo tempo, prima di infornare.&lt;br /&gt;Fuori nevica ancora.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 21 Mar 2009 15:48:50 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/PoloOpuesto/6739253.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Camminando</title>
            <link>http://blog.libero.it/PoloOpuesto/6691535.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Ebbene, s&amp;igrave;.&lt;br /&gt;Mi sono persa. Tra il sentiero di sassi e quello di spine ho scelto di non scegliere e mi sono inoltrata nella boscaglia, tra l'erba ed i rovi, priva di direzione o meta, ignara di dove mi avrebbero condotta le mie scarpette rosse esploratrici di un suolo mai battuto.&lt;br /&gt;Senza una strada maestra &amp;egrave; ardua trovare un'uscita, tanto pi&amp;ugrave; quando il viaggio &amp;egrave; un viaggio solitario e senza memorie: si rischia di muoversi in tondo, per anni, e anni. &lt;br /&gt;Meglio &amp;egrave; lasciare tracce di s&amp;egrave;, segni del proprio passaggio: bussole, anzi, &lt;em&gt;non-bussole&lt;/em&gt;, che indichino dove si &amp;egrave; stati piuttosto che dove andare. E' pur sempre qualcosa.&lt;br /&gt;E credo, infatti, di essere gi&amp;agrave; passata di qua, forse pi&amp;ugrave; di una volta, nel vagabondare.&lt;br /&gt;Riconosco i miei segni, nastri annodati tra rovi e rami.&lt;br /&gt;Strisce di abiti strappati e smessi, che nel cammino ho scoperto ingombranti e superflui nonostante, all'inizio, fossero un riparo. L'unico.&lt;br /&gt;Sono gi&amp;agrave; passata di qu&amp;igrave;.&lt;br /&gt;Cambio direzione ma resto sul mio cammino incerto ma intatto; non sono mai stata affascinata dai sentieri gi&amp;agrave; tracciati.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 14 Mar 2009 10:33:06 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/PoloOpuesto/6691535.html</guid>
        </item>
    </channel>
</rss>

