| |
 |
Messaggio n°27
|
3 Agosto 2004
SEGUE RACCONTO AD ALTO CONTENUTO EROTICO.
SE NE CONSIGLIA LA LETTURA AD UN PUBBLICO ADULTO ED INTERESSATO.
--------------------------
L'estate era al suo culmine, il sole troneggiava alto nel cielo, rari gabbiani attraversavano l'orizzonte e, all'orizzonte, vele bianche sfilavano sul mare come veloci miraggi a chi si è perso nel suo deserto, tanto il caldo è lo stesso, la fuori. Scostai piano la tendina bianca della finestra, ero solo nella stanza, la stavo aspettando, con trepidazione direi, quando a un tratto, rompendo il silenzio irreale che regnava in questa giornata d'agosto, sentii il rumore che fa l'ascensore quando giunge al piano, un tlin, un piccolo campanellino, silenzio, si aprono le porte e si richiudono: il mio cuore rallenta quasi a fermarsi, piccola pausa, poi, battiti di mano conto la porta. Andai ad aprire, era lei, fasciata in un piccolo vestitino leggero, colore azzurrino turchese con una piccola cinturina bianca e sandali infradito, bella con i suoi capelli rossi e quello sguardo da biricchina, di chi sa che sta per compiere, se già nno l'ha fatta, una marachella quasi imperdonabile. entrò nella stanza e mi disse che l'albergo che avevo scelto le piaceva, sobrio ma elegante, in centro ma discreto, importante vista mare. Scostò anche lei la tenda della finestra, volle guardare fuori e s'incantò ad osservare il panorama dolce verde e azzurro della Liguria, le piccole case affacciate sul mare color pastello, l'acqua azzurro limpida, i gabbiani lenti che si lasciavano dondolare nell'aria, piccole imbarcazioni: la vita sotto il sole, in una giornata d'agosto. Le misi le mie mani sulle spalle e lentamente iniziai un delicato massaggio, si lasciò andare, continuando a fissare fissare fuori, i vetri di quella finestra divennero i suoi occhi, io la massaggiovo e lentamente feci cadere le mie mani lungo i suoi fianchi, poi facendole salire le sollevai il vestitino, se lo fece levare, rimanendo im reggiseno e perizoma, un reggiseno dello stesso colore del vestito e un piccolo perizoma bianco: che bella che era! M'inginocchiai e cominciai a baciarle i piedi, le piaceva, e ame piaceva cercare ogni centimetro del suo copro con le mie labbra, salivo piano piano sempre più su mentre m'accorgevo dei piccoli brividi che questi baci erotici le provocavano. Le mie mani la accarezzavano mentre con la mia bocca, baciando, mordicchiando e leccando continuavo a salire su, fino alle sue natiche bellissime, scostai il perizoma e cercai con la lingua l'intersezione delle due natiche, l'affondai dentro e la sentii, per la prima volta mugolare di piacere, continuai e preso dall'eccitazione le abbassai il perizoma, lei se lo sfilò via dai piedi, con le mani le allargai il sedere e infilai dentro la mia faccia, la lingua adesso leccava copiosamente dall'alto verso i lbasso, fino a giungere alle labbra, completamente libere da peli, della sua patatina umida, gliela baciai, bacia quelle labbra dolci tenendole strette tra le mie labbra con un leggero risucchio, la sentivo mugolarecsempre di più, mentre le mie mani esploravano il suo ventre, il basso ventre e le cosce. Salivo ancora con i baci e giunsi dal sedere fino alle sue spalle, lungo la schiena, lei si era liberata del reggiseno e mentre le leccavo e mordevo e succhiavo le spalle, con le mani giocavo con i suoi morbidi e vellutati, direi burrosi anche, seni, che capezzoli che aveva, li sentivo duri e lunghi sotto le mie dita, ci giocavo e volevo desiderasse che la mia lingua e la mia bocca se ne impadronisserso, con le labbra salii sul collo, lei me lo donò volentieri inclinando un poco la testa di lato, glielo baciai on passione, mentre le sue tette erano tra le mie mani, la sentivo vicina all'apice della passione, si voltò verso di me, ci guardammo negli occhi e lei mi bacò con delicatezxza sulle labbra, leccò con lap unta della lingua il contorno della mia bocca, mi baciò nuovamente e poi infilò la sua lingua dentro la mia bocca, ci cercammo con passione in un bacio veramente caldo, io l'abbracciai forte e mi mise le sue mani sulle mie spalle e mi tirò a lei, le nostre lingue roteavano neanche fossero le bolas dei contadini della pampa o il lazo dei mandriani cowboy, per intenderci, a un tratto lasciò una spalla e abbassò la sua mano tra le mie cosce e lo sentii duro, mi carezzò delicatamente le palle e poi le strinse con forza, lasciò la presa e lo strinse tra la sua mano, iniziò un lento movimento masturbatorio, continuammo a baciarci. poi mi staccai da lei, scesi lungo il collo con le mie labbra fino ai suoi seni, ai suoi capezzoli, li leccai, succhiai, mordicchiai con passione e forza, lei godeva, con una mano, adesso, ero io a carezzarle la sua patatina, infilai dentro un dito, poi due, dentro e fuori mentre giocavo con la mia bocca e i suoi seni. Scesi ancora a baciarla, dai seni fino alla pancia e infine alla sua dolcissima e depilata patatina, quella visione mi eccitò ancora di più, sentivo il mio uccello esplodere duro, lei si mise in terra, gambe larghe. e io affondai la mia lingua tra le suo cosce, mi carezzava la testa, sentivo la sua mano tra i miei capelli, mi guidava facendomi capire dove voleva e come essere leccata, io infilai anche due dita dentro il suo succoso piacere, la sentivo quasi venire, leccavo dal buchetto del culo fino al suo clitoride oramai gonfio di piacere, era una meraviglia, che donna caldissima, che amante del sesso, misi il suo clito tra le mie labbra e succhiai mentre infilavo un dito nel suo buchetto del culo, la sentii gemere come non mai, allora succhiai sempre più forte e giocando con la lingua, il mio dito affondava e usciva dal suo culo, le dita divennero due, i morsi e i succhiotti e le lecate la clito e intorno la facevanmo impazzire di piacere, stava per venire, mi fermai, salii, su di lei e puntai il mio uccello duro sulla sua patata gonfia, affondai lentamente il primo colpo, era come se un disperso nel deserto si fosse tuffato in un oasi d'acqua, la sua oasi era piena di piacere e il mio uccello durisismo ne fu subito preda, la sentivo stringere i muscoli vaginali mentre uscivo e rilassarli mentre affondavo, in breve tempo la cappella mi divenne gonfia e rossa, aumentai il ritmo e la velocità dei colpi, lei stava godendo, eio morivo di gioia nel vederla godere così tanto. Venne, un orgasmo dopo l'altro, due per l'esattezza, io arrivai poco dopo, spandendo sul suo ventre il mio liquido bianco e denso, lei lo raccolse con le dita, mi fissò negli occhi, e portò quelle dita umide del mio piacere, prima sui suoi capezzoli e poi tra le sue labbra a pulirle, succhiò le sue dita, torno sul suo ventre e pulii tutto così. ci alzammo e nudi, tornammo a quella finestra, l'aprimmo e ci mettemmo sul balcone uno a fianco all'altro a goderci quel tramonto che stava per iniziare, mentre sotto a noi, tutto era come prima: rari gabbiani attraversavano l'orizzonte e, all'orizzonte, vele bianche sfilavano sul mare come veloci miraggi a chi si è perso nel suo deserto...
Un bacio a te... |
|
| |
 |
|
 |
| |
 |
 |
 |
| |
 |
Messaggio n°26
|
2 Agosto 2004
<<...Se non sono gigli, son pur sempre gigli, vittime di questo mondo.>> (F. de Andrè)
Con questa citazione apro questo mio MoBlog giornaliero, miei cari Fratelli e mie care Sorelle, perhè lo voglio dedicare specialmente a tutte quelle persone che, nel bene o nel male, consideriamo "indesiderabili", ma soprattutto vorrei dedicare un momento di Pietà a chi, per i più svariati motivi ha commesso anche "tragici" passi falsi nel corso della sua esistenza, Pietà anche per le vittime di questi "tragici" passi falsi.
Fabrizio de Andrè, in una sua famosa canzone, nella strofa finale, ci ricordava appunto questo che se non sono "gigli", cioè persone "pulite", "pure" o "perbene" son pur sempre "figli, vittime di questo mondo", ecco dunque lo sguardo pietoso che si posa sopra tutti i "figli di questo mondo", anche noi, Fratelli e Sorelle, anche noi..
Peace & Love atutti, sempre... |
|
| |
 |
|
 |
| |
 |
 |
 |
| |
 |
Messaggio n°25
|
1 Agosto 2004
<Opinioni come queste sull'amore possono indurre a una carriera di seduttore. Se non l'ho seguita, senza dubbio dipende dal fatto che mi son dedicato a cose diverse, se non migliori. Una carriera del genere, in mancanza d'estro richiede una serie di attenzioni, persino di stratagemmi, per i quali non mi sentivo portato. Tendere insidie sempre eguali, percorrere la solita strada, che si limita a perpetui approcci, e alla quale la conquista segna il traguardo, son cose che mi hanno tediato. La tecnica del vero seduttore esige, nel passaggio da un soggetto a un altro, una disinvoltura, un'indifferenza che io non provo e che, comunque perdevo prima di abbandonarle intenzionalmente: non ho mai compreso come si possa essere sazio di un essere umano.>>
Marguerite Yourcenar - Memorie di Adriano. |
|
| |
 |
|
 |
| |
 |
 |
 |
| |
 |
Messaggio n°24
|
31 Luglio 2004
ATTENZIONE, ATTENZIONE ,ATTENZIONE:
SEGUE UN RACCONTO EROTICO, SE NE CONSIGLIA LA LETTURA SOLO ALLE PERSONE MAGGIORENNI E INTERESSATE ALL'ARGOMENTO.
--------------------
Eravamo di luglio, nei primi giorni del mese e faceva un caldo pazzesco a La Spezia, era mezzogiorno ed ero appena salito sul treno regionale che porta dalla città alle cinque terre, destinazione Monterosso, l'ultima, appunto di queste cinque piccole perle affacciate sul mare. Lo scompartimento era vuoto, di lunedì non somo molte le persone che, sotto quella canicola, decidevano di partire per il mare. Mi sedetti all'inizio della fila di sedili, appoggiai l'asciugamano di fianco a me e aprii il libro che mi ero portato: l'Asino D'Oro, di Apuleio, in una versione illustrata, lo stavo divorando quel libro, mi prendeva il racconto, scritto ai tempi dell'antica grecia in cui vi si narra la storia di un bel ragazzo tramutato in asino da una maga e quindi dotato di un "attributo" eccezzionale. Non me ne accorsi neppure ma, due file davanti a me, si era seduta una bellissima donna, mora, alta, non grassa ma neppure magra, diciamo ben in carne con due tette da favola che spuntavano sotto la maglietta grigia, indossava una gonnellina nera e sandali infradito: avrei detto 40 anni circa. M'incuriosi subito il suo tatuaggio , una rosa con le spine che partiva dalla caviglia e salendo avvolgeva il polpaccio, era bellissimo quel tatuaggio e invogliava davvero a baciare quel disegno, a seguirne con la lingua il percorso salendo su, fino al ginocchio in un vortice di passione e desiderio. La osservai, forse troppo, forse neppure m'accorsi d'aver superato quel che si dice il limite del pudore, e forse neppure m'accorsi che dal costume a pantaloncino che indossavo si poteva benissimo notare l'ingrossarsi del mio uccello, ero troppo trasportato dall'immaginazione, dai pensieri che una donna, che quella donna mi aveva provocato. Fu un attimo quando vidi molto lentamente, e con un movimento felino, spalancarsi le sue cosce, mostrando sotto quella gonnellina nera un piccolo pezzo di stoffa bianco, io d'istinto misi la mano sul mio uccello a sentirmelo duro e lei ancora più felinamente spalancò le sue cosce, che vortice impressionante mi e ci assalì, il treno probabilmente era già partito da un pezzo e noi neppure ci arvamo accorti di dove fossimo nè che stessimo facendo: sentivo che anche lei, certamente sentendosi desiderata allo spasimo si era già lasciata andare in questo gioco erotico di sguardi, mosse e aperture. All'improvviso il buio, eravamo in galleria, le luci non erano accese nello scompartimento, non so quanto potè durare questa situazione, ma ricordo benissimo che all'uscita, come se ci fossimo messi d'accorso prima, la vidi a cosce aperte masturbarsi delicatamente, aveva spostato il suo costumino tirandosi su la gonna e io, mi mostravo a lei, con il uccello duro in mano in un lento e bellissimo movimento su e giù, ci guardammo negli occhi, fu un attimo ancora e poi buio, un altra galleria, all'uscita, mi ritrovai con la mia lingua a frugare tra le sue cosce, era dolcissimo il sapore che usciva da lei, lo leccavo e assaporavo con vero gusto mentre mordicchiavo e soleticavo con la lingua il suo clitoride che si gonfiava, passavo la lingua da sopra a sotto e ritorno poi, la infilavo dentro come fosse l'undicesima delle mie dieci dita, poi le stuzzicai il buchetto del culo, con un dito, lei scivolò in avanti mettendosi più comoda e permettendomi di leccarla e infilarla meglio con lal ingua e le dita, la sentivo andimare e gode e mi mise una mano sulla testa, prima per accarezzarmi e poi per spingermi a leccarla sempre più dentro e con maggiore intensità, io non mi feci pregare e a un certo punto venne: uno schizzo tremendo mi lavò la faccia, e io, passandomi le dita della mano destra sul mio viso cercavo di raccogliere quanto più del suo miele potevo e me lo portavo in bocca. La guardai negli occhi, aveva un viso soddisfattissimo, io mi alzai e lei si girò mostrandomi le spalle, appoggiò le sue mani sul sedile e mi chiese di fargli sentire il mio uccello dentro la sua patatina, voleva un altro orgasmo, io non ci misi molto ad accontentarla, appoggiai la mia cappella sul suo sesso umido e in pochi secondi im ritornò durissimo. Strofinai il mio membro sulle sue labbra e fingevo d'infilarlo dentro: la faceva impazzire questo mio modo di fare e mi chiese più vopte d'infilarlo, io invece strofinavo il membro su e giù, andata e ritorno, poi, quando meno se lo aspettò, lo infilai dentro di colpo e un caldo liquido invase la sua dolcissima tana, il mio uccello era dentro eio comincia un movimento dentro e fuori, prima lento e poi sempre più veloce, le afferao i seni e giocai con i suoi capezzoli, con le sue tette, le toccavo, palpavo, tiravo e intanto uscivo e entravo con il mio uccello durissimo e gonfio dala sua passerina a un certo punto, forse scivolando fuori per sbaglio glielo puntai nel culo e m'accorsi che scivolò giù, dentro, senza troppa fatica: un altro paradiso mi si spalancò davanti, lei si masturbava con passione il suo clitoride, io la scopavo nel culo e le titillavo i capezzoli, la sentii venire per la seconda volta e continuai a scoparla nel culo, il suo orgasmo doveva essere stellare chè, a un certo punto, volle girarsi di scatto e mi prese il cazzo in bocca e lo succhiò fino a quando non le sborrai in gola, sentii il mio sperma caldo e copioso scendere dentro la sua boccam lei succhiò tutto, lentamente e con passione, io mi lasciavo andare in un urlo liberatorio.
Scendemmo alla stazione di Monterosso e il resto di quella giornata ve lo racconterò un altra volta...
Ciao a Tutte Voi, mie carissime.... |
|
| |
 |
|
 |
| |
 |
 |
 |
| |
 |
Messaggio n°23
|
30 Luglio 2004
Qualcuno, tanto tempo fa, una volta disse che la storia si ripete due volte: la prima volta sotto forma di tragedia, la seconda volta come farsa. Io non so se questo sia vero, secondo me resta sempre una tragedia o una farsa a seconda dello spirito con cui si guarda agli avvenimenti stessi. Eccola dunque questa Storia che si ripropone oggi, sotto forma di versi in musica, poesia punk melodico campestre degli anni 80 ( "già, già cos'é l'eternità, se gli anni ottanta era tanto tempo fa..." )
Leggete Fratelli e Sorelle Leggete...
Manifesto
I soviet più l'elettricità
non fanno il comunismo
anche se è un dato di fatto
che a Stalingrado non passano
anche se è un dato di fatto
che a Stalingrado non passano
lunga vita al Presidente
lunga vita al Presidente
non si svende non si svende
neanche se non funziona
neanche se non funziona
niente saldi di speranze
niente saldi di esistenze
niente voti alla Madonna
e data l'ora
l'aspetto
la cattiva reputazione
le voglie sconfinate
la necessità di infinito
raffina i sentimenti
trasgredisci i rituali
vali molto di più
di un aumento economico
meriti molto di pi ù di un posto garantito
che non avrai che non avrai
grande è la confusione
sopra e sotto il cielo
osare l'impossibile osare
osare perdere
grande è l'impossibile
osare la confusione
il cielo sopra e sotto
ci si può solo perdere
CI SI PUÒ SOLO PERDERE
Ta-yung prese un altro razzo
girò il bazooka, mirò alla jeep
lunga vita a Ta-yung
Morire
Non so dei vostri buoni propositi
perchè non mi riguardano
esiste una sconfitta
pari al venire corroso
che non ho scelto io
ma è dell'epoca in cui vivo
la morte è insopportabile
per chi non riesce a vivere
la morte è insopportabile
per chi non deve vivere
lode a Mishima e a Majakovskij
tu devi scomparire
anche se non ne hai voglia
e puoi contare solo su di te
PRODUCI CONSUMA CREPA
SBATTITI FATTI CREPA
PRODUCI CONSUMA CREPA
CREPA
RIEMPITI DI BORCHIE
SBATTITI FATTI CREPA
ROMPITI LE PALLE
COTONATI I CAPELLI
RASATI I CAPELLI
CREPA CREPA CREPA CREPA
(testi Giovanni L. Ferretti) |
|
| |
 |
|
 |
| |
 |
 |
 |
| |
 |
Messaggio n°22
|
29 Luglio 2004
..Un caldo torrido pure oggi, in un pomeriggio durato un eternità, al caldo il tempo rallenta, le giornate si allungano e si spalmano, l'aria e i pensieri si rarefanno e avresti solo voglia di essere mare... si, confondersi con le piccole particelle d'acqua, sciogliersi, entrare nel mare e essere mare: questo ho sognato oggi, che ero l'onda che t'afferrava le caviglie, ti massaggiava le gambe, prendeva il tuo corpo, un mare amante invisibile, in cui godevi il suo intimo abbraccio, l'amente segreto che ogni donna desidera, silenzioso, obbediente che c'é sempre anche quando tu non ne hai voglia, e lui, sempre la ad aspettarti; questo mare amante.
Oggi in spiaggia, una bellissima spiaggia naturista, non molto lontano da dove vivo, ho goduto del vento, del sole e del mare nel più perfetto silenzio. Accanto a me donne, uomini e anche famiglie intere, stranieri e straniere quasi tutti nudi, il corpo al sole e libero da ogni vincolo: ci si sente liberi anche poco, in questo caso con niente... addosso.
Se un giorno vi dovesse mai capitare d'aver voglia di qualcosa di diverso, bhè pensate a una spiaggia naturista, cercate di vincere ogni vostro pudore e provate: nno costa nulla scoprire che, a volte, la felicità, è veramente una piccola cosa.
Saluti naturisti. |
|
| |
 |
|
 |
| |
 |
 |
 |
| |
 |
Messaggio n°21
|
29 Luglio 2004
L'uomo al centro dell'universo, ecco come ci piace immaginarci cari Fratelli e Sorelle, come l'HUOMO disagnato da Leonardo da vinci, avente presente? qyello con le braccia aperte e le gambe divaricate inserito dentro il cerchio: l'Uomo come la misura di tutte le cose. E cos'é che misura uomo e uomo? ma è ovvio: i beni che possiede! Carissimi abbiamo impiegato centinaia di migliaia di anni per diventare la razza dominante su questo pianeta, l'evoluzione della specie e, ironia della sorte, ci abbiamo messo solo mezzo secolo a diventare la razza "cretina" di questo pianeta! Non ci credete? Leggete qui:
Oggi, qualcuno di noi, si è svegliato meglio: il suo nuovo Videofonino ha trillato la sua melodiosa sveglietta ricordandogli di alzarsi, qualcun'altro ha camminato a piedi nudi sul suo bel parquet, un altro ancora si è preparato un "caffè meglio del bar" con la sua splendida macchina elettrica, qualcuno si è rasato con un meraviglioso rasoio elettrico firmato, e qualcuno si è dato creme sul viso e deodoranti costosissimi. Sempre qualcun'altro è salito a bordo del suo S.U.V. nuovo fiammante, qualcuno ha già indossato l'auricolare Bluetooth, ha il vivavoce Bluetooth... e potrei continuare ancora ma che servirebbe, tanto avete già capito: questi oggetti che ho elencato e che fanno parte della vita (quasi) quotidiana di ognuno di noi, ci aiutano a "sentirci" migliore, come in una grande comunità piccolo-borghese multimediale avanzata (sic!), ecco l'Huomo al centro del suo universo, fatto di elettronica, eleganza, e multimedialità. Si ma in quale contesto? Usciamo ogni giorno di casa e troviamo aiuole con siringhe, spazzatura in giro e a colmare cassonetti stracolmi, carcasse di motorini o macchine rubatem sfasciate o bruciate: insomma più cerchiamo di rendere migliore la nostra "estetica individuale" e peggio diventa l'ambiente in cui viviamo, a tal punto che ci fa paura, ma paura che in quell'ambiente lì ci vivano poi, alla fine, solo le persone a noi sgradite: gli "indesiderabili" e così, per quella stessa paura finiamo per rinchiuderci nelle nostre case, noi e i nostri figli e per colmare il vuoto ci abbuffiamo di Sky, Playstation e Computer: il mondo finiamo per vederlo dentro a un teleschermo.
Saluti... da questa parte del monitor. |
|
| |
 |
|
 |
| |
 |
 |
 |
| |
 |
Messaggio n°20
|
28 Luglio 2004
Questo mondo è pieno di contradizzioni, lo sapevamo già, ma sappiamo altrettanto bene vederle, coglierle in pieno quando sono sotto i nostr occhi? Mah.. Secondo me no, oppure dobbiamo accettare e prendere per buon oil fatto che siamo diventati tutti vermamnte dei pazzi, come diceva quel tale il secolo scorso, anzi, scusate due secoli fa quando scrisse queste frasi: <> Due secoli fa, Nietche, il filosofo, intendeva dire che ognuno di noi, singolarmente è convinto o si crede d'essere un genio ma, inserito nella massa, i comportamenti di quest'ultima inspiegabilente risultino folli...
Maurizio Maggiani è più bravo di me a spiegarlo e lo fa con queste parole...
<Capricci dell'effetto serra. Del resto la scorsa estate era toccato a noi patire l'inferno. Mentre Riccardo si estasiava con le sue balene, cento ragazzini sono morti bruciati in un qualche stato dell'India, in una scuola di frasche e cartoni incendiata dal focolare della mensa scolastica. Questo non certo a causa dell'effetto serra, ma dell'effetto miseria nera. Per ogni euro speso in interessanti passatempi, ci sono mille rupje che mancano a qualche altro bambino per comprarsi un pane. Niente è gratis nella vita del vasto mondo. c'è sempre qualcuno che paga la felicità di qualcun altro. Che questo sia chiaro.
Non abbiamo acciughe in tavola quest'anno, e questo ci rende tristi, ma c'è chi a suo tempo si è arricchito distruggendo il loro habitat, razziando i loro sciami e adesso se la spassa. Questa è la dura, o perversa, legge del nostro mondo. l'importante è che non si usi, per decenza e dignità, la parola "calamità naturale". A meno che non si reputi naturale il modo in cui abbiamo scelto di vivere e possedere il mondo. E, lo giuro, nessun Dio è disposto ad avvallare questa suggestiva tesi.
È vero che a suo tempo siamo quasi riusciti a far passare per calamità naturale il Vajont, ma questa è la nostra vergogna, non il nostro orgoglio. Ci saranno, ahimé, molte famiglie di pescatori che soffriranno per la penuria dell'acciuga, ma mai quante stanno facendo la fame per la distruzione degli ananas malgasci. Così va il mondo, devastato dalle calamità artificiali. Che portano le balene a un palmo da Riccardo e la rovina tutto intorno.
Maurizio Maggiani – IL SECOLO XIX – 18/07/2004>>
Alla Prossima Testoline. Ciao.
|
|
| |
 |
|
 |
| |
 |
 |
 |
| |
 |
Messaggio n°19
|
27 Luglio 2004
Fratelli e Sorelle, che cosa fareste nel caso che un nemico invisibile cominciasse a farvi piovere dal cielo dei gas letali? Suppongo che cerchereste d'infilarvi una maschera antigas, per voi e per i vostri familiari. Giusto? E se la maschera non è reperibile, vi tappereste in casa sigillando le finestre, resistereste ai gas in qualche modo, i vostri polmoni -come dire- eserciterebbero una forte opposizione. Ora ipotizziamo il caso peggiore ed estremo: i gas letali vi piovono addosso senza che nessuno vi abbia dichiarato guerra, e senza che il vostro governo, pompieri, forze dell'ordine, vi abbiano minimamente allertati. Non lo sapreste. Morireste inconsapevoli. Esatto? Bene. Ora, non che io voglia imitare Orson Welles ed avvisarvi che alle ore tot i marziani hanno attaccato la terra, no, le mie non sono parole d'attore. Io vi do una notizia, anche se la notizia è mia, la fonte è mia, l'informatore sono io, e ne rispondo io; ma notizia è, anche se nessuno la pubblica in prima pagina, e vi prego di non confonderla con un'opinione. La notizia è che siete i cittadini inconsapevoli del primo governo mediatico della storia d'Italia. Com'è? Eccessiva? Scontata? Sgradevole? Faziosa? Disonesta? Fessa? Chi sa e può me la contesti. Intanto io la motivo. Guardate che non sto parlando di dischi volanti, ma di una suggestione concreta, esercitata con una strategia scientifica, attraverso le televisioni, una suggestione che si trasforma in consenso, da qui in voti, da qui in potere reale e in un governo democratico, ma mediatico, del nostro Paese. Invece di starnazzare come papere per il vostro Papà-Mamma Konrad Lorenz, rispondete, vi prego, a questa domanda: Se un Piero Angela o una Levi Montalcini (di cui ovviamente vi fidate più di questo principe mezzo ubriaco chiuso nel suo bunker) vi assicurasse che la scienza ha abbondantemente studiato questi fenomeni indotti sulle masse dai leader mediatici, me lo passereste che la notizia è da prima pagina o no? Dico, supponete, solo per un attimo, per cortesia e civiltà nei miei squallidi riguardi, che io non stia reggendo la coda di D'Alema o di Fassino o anche Prodi e Rutelli(di cui non me ne può fregare meno) ma stia semplicemente cercando di avvertirvi, da burattino virtuale, che Mangiafuoco è altrettanto virtuale di me, con la differenza che Io nasco e muoio in questo Blog, mentre il Gran Burattinaio promulga le leggi che cambiano una Nazione e le vostre vite. Supponetelo. Al cinema lo fate sempre, no? Bene, se questa fantascienza fosse vera, vi turberebbe? Penso di sì, soprattutto se siete padri di famiglia. Okay, io continuo a chiamarla notizia e non opinione, scienza e non fantascienza, e non solo dovreste turbarvi -perché stiamo parlando di libertà, la più assoluta, quella mentale- ma dovreste reagire, come sto facendo io e questo piccolo programma. Quella di addormentare l'opinione pubblica è una tecnica molto sofisticata. La tecnica ha buon fine soprattutto in quei Paesi che, grazie anche al letargo indotto dalla TV, sono costituiti per la maggioranza da un "elettorato marginale", ossìa non attivo politicamente, con bassa istruzione, poca o niente cultura, quindi "distratto" da tutto ciò che non sia bisogno primario (cibo, divertimento, sesso, abiti, auto). Italiani, insomma. Noi. Non noi-noi (perché se ci stiamo parlando così, vuol dire che noi-noi siamo ancora vivi e sopravvissuti ai gas) noi-tutti-gli-altri. Giratevi verso il vostro vicino di macchina al semaforo che ascolta Linus a palla, o verso un parente che vi guarda scuotendo la testa perché date retta al solito "comunista-comunista-comunista", guardatevi intorno. Volete governare questo Paese? Dovete convincerli che il loro nemico è chi pensa, mentre voi gli risolverete i problemi: le tasse, la terrazzetta abusiva, il drogato sotto casa. Ma non basta. Dovrete poi minimizzare tutto. Avete attaccato frontalmente l'Islam approfittando delle Twin Towers che hanno generato un'ovvia ondata di razzismo nei cuori dei semplici? Quando non servirà più, direte il contrario, ossia che voi avete sempre rispettato l'Islam, mentre i cattivi " gli altri" l'attaccavano. Ma altri chi? Sempre tu eri! Sì, sì, ma la gente, la maggioranza della gente, non lo ricorda già più, e così come ti aveva elargito il suo applauso sull'onda dell'emozione violenta contro il terrorismo, ora apprezza la tua nobile e rasserenante dichiarazione di pace. E ti riapplaude. Il leader mediatico, cioè, nega sempre che ci siano elementi di contrasto. Tecnica. Tecnica scientifica d'addormentamento delle masse. Calcolo puro, spietato. Centinaia e centinaia di scienziati potrebbero spiegarvelo molto meglio di me. Ma tacciono. Sanno che sarebbe inutile. La credibilità di un leader mediatico è schiacciante anche di fronte a un premio Nobel. Perché le papere non vanno dietro a un Nobel. Non sanno leggere. Vanno dietro la mamma. Anche se ha i tacchi rinforzati invece delle zampe, e non ha piume sulla testa. La stessa tecnica occulta e persuasiva viene praticata tutti i giorni con l'audience o con i sondaggi politici. Il solo fatto di dire alla televisione da Bruno Vespa, per esempio, che il Governo, secondo l'ennesimo sondaggio, ha aumentato i consensi del 10 per cento, anche se il dato fosse falso, ossìa comprato, produce un'alterazione oggettiva della realtà. Istintivamente ci si schiera con chi vince, così come si va a vedere il film che tutti dicono sia un enorme successo, non quello che dicono sia una bufala. E il dieci per cento in più tende a realizzarsi per davvero. Si chiama "profezia autoavverante". Chi glielo spiega alla maggioranza di questo Paese? Chi gli fa -se non altro- da contropapera? Fassino? Mastella? Dini? Ve lo ripeto, qui si stanno usando i gas. E sono altrettanto letali per il formarsi di una libera opinione. I gas sono le televisioni. E questo governo ne fa un uso scientifico. E che vi piaccia o no, questa è una notizia e dovrebbe farvi male. Un grosso livido sulla coscienza, di quelli eterni. Perché io durerò poco e voi dovrete ricordarvi quello che ho detto anche quando non ci sarò più. L'opposizione? Stai dicendo se il governo precedente non faceva lo stesso, fratello? Ma l'opposizione in questo Paese non sa comunicare, mi sembra evidente, comunque non sa usare il mezzo. Altro che contropapera, papere, e basta. Si fa male da sola, ma almeno non altera la realtà con tecniche subliminali studiate a tavolino in anni ed anni di preparazione sul campo. Di telenovelas, di soap-operas, di televendite, di tecniche pubblicitarie d'avanguardia. Il Grande Fratello è tra noi. Credetemi. Un piccolo fratello ha potuto dirvelo meglio di un premio nobel. E lo sapete perché sono stato convincente? Perché, come Silvio, io sono un "figlio della provvidenza"… virtuale. Qua-qua-qua. |
|
| |
 |
|
 |
| |
 |
 |
 |
| |
 |
Messaggio n°18
|
26 Luglio 2004
Ecco un altro POST EROTICO, dedicato a tutte coloro che lo hanno richiesto e a me che, seppur con fatica, l'ho scritto molto volentieri.
QUELLO CHE SEGUE è UN POST EROTICO, SE NE CONSIGLIA LA LETTURA SOLO A UN PUBLLICO ADULTO E CONSENZIENTE ALL'ARGOMENTO TRATTATO.
Un Bacio.
------------
Mi ricordo che fu nei primi giorni di maggio, e già faceva caldo, scesi in spiaggia e ovviamente trovai pochissime persone, sempre le solite, oramai a forza di venire qui, nei mesi estivi e anno dopo anno, noi abitudinari cominciamo a conoscerci tutti.
Mi sdraiai al tiepido sole di maggio, un leggero venticello accarezzava la mia pelle: intorno solo silenzio e il lentissimo rumore delle onde che venivano a baciare il bagnasciuga.
La vidi arrivare da lontano, scese la scaletta che portava in spiaggia indossava un pareo bianco trasparentissimo e sotto un costume due pezzi di colore verde, portava occhiali da sole scuri sotto un cappello a falde larghe. Si muoveva molto lentamente, oserei dire che sembrava volasse sui sassi della spiaggia, talmente il suo passo risultasse all'occhio così delicato.
Non le tolsi gli occhi di dosso e le mi sfilò accanto, passo oltre, si fermò quattro o cinque metri più in la. Rimasi muto da tanta eleganza e fissai il mare, cercavo in quell'azzurro risposte. trovavo invece altre domande.
<> sentii la sua voce morbida e calda al mio orecchio sinistro, mi voltai un po' stupito a dire il vero e le risposi di si. <> è vero, qui a Corniglia, nelle 5 terre, questa è l'unica spiaggia lasciata al suo destino: sembra Kabul dopo l'invasione o Baghdad (con tutto rispetto) del dopo Saddam...
<> le risposi.
Lei era inginocchiata accanto a me, senza pareo addosso e i miei occhi, dopo averle risposto avevo incontrato la curva dei suoi seni coperti da quel costume verde: che seno! una quarta misura, bello, rotondo, la culla dell'amore che ogni uomo possa desiderare. Lei se ne accorse del mio sguardo, fece finta di nulla e si congedò. Entrò in Acqua, piano piano, era ancora fredda, si voltò, ci guardammo e mi sembrò che mi chiamasse con un cenno del capo. Entrai in acqua da lei, ero emozionato, non mi era ancora capitato di incontrare nua donna così sensuale, carica di emozioni e bellezza: mi sentivo come un poppante impaurito. Tremavo. all'inizio furono sguardi, poi a poco a poco, rompemmo il ghiaccio scherzammo con l'acqua e nuotammo un po'. Tornammo a riva e ognuno sul suo asciugamano a prendere un po' di sole.
<> mi chiese dopo un po' e io dissi di si, ma occorreva fare un pochino di strada: <> mi disse e mi seguì. Ci incamminammo lungo la spiaggia, trenta metri, ma sui sassi sembrano sessanta, alle nostre spalle il muro di una antica ferrovia segnato da archi che affondano ancora nel muro, entro uno di questi archi una doccia naturale di acqua che viene dalla sorgente.
andai io per primo, così volle lei, l'acqua era ghicciata, tonificava e riattivava la circolazione. Mi sentivo osservato mentre le mie mani salivano e scendevano per il mio corpo, misi le mani negli slip e lei si mise a ridere: <> Faceva anche la spiritosa, l'aveva visto che nel toccarmi mi si era inturgidito che dovevo fare adesso? fu un attimo e mi levai gli slip, volevo sfidarla (che fesso!) mi lavai e nel lavarmi e sentirmi il suo sguardo addosso mi ritornò in un attimo turgido, feci finta di nulla <> la sentii esclamare. Mi sentii d'un tratto le sue mani sui capelli, si era avvicinata a me, da dietro e mi accarezzava la testa poi il collo e infine le spalle. la sentivo ridere, a un certo punto mise davanti ai miei occhi il suo reggiseno e lo fece cadere a terra, rideva ancora, poi i suoi slip e fece cadere pure quelli: sentivo il suo corpo contro il mio, i suoi capezzoli duri sulla mia schiena. Le sue mani accarezzavano i miei di capezzoli poi la pancia e infine me lo prese in mano e delicatamente inizio a menarlo: ero in estasi! <> dissi ansimando <> rispose con godimento. Le sue mani calde mi stavano masturbando e il mio uccello si era ingrossato diventando duro, lei con una mano mi stuzzicava il capezzolo e con l'altra mi stava segando. si abbassò alle mie spalle senza smettere di menarmelo, la sua lingua mi leccava il culetto e lo mordeva. Cercai di girarmi e lei si prese le mie palle in bocca, le succhiò, prima una, poi l'altra e poi salì piano piano lungo l'asta fino alla cappella, la leccava con perizia e gioco: voleva che il mio uccello dovessere desiderare fino allo spasimo la sua calda bocca e così fu, che goduria quando spalancò le sue labbra accogliendo il lio cazzo dentro fino alla gola, e come succhiava, e come si muoveva! stavo per venirle in bocca, lei lo capì e si fermo, mi strinse forte l'asta alla base delle palle. si voltò dandomi le spalle, si abbasso e con le mani allargò le sue chiappe: <> io avvicinai la mia cappella al suo buchetto del culo, la appoggiai delicatamente e iniziai a spingerla dentro: oh mio dio! che culo magnifico! lei levò le mani dal suo sedere e le mise in avanti conto il muro per non cadere: io spinsi tutto il mio cazzo entro di lei, nel fondo del suo culo e la sentii godere e più lei ansimava e più io cercavo di spingere, dentro e fuori, poi ,a un certo punto lo tirai fuori piano piano fino quasi a far uscire la cappella dal buco del culo... spinsi nuovamente dentro forte, fino in fondo lei urlò di piacere! Un colpo dentro e un uno fuori poi uscci dal suo culetto e lo spinsi dentro la sua fighetta gonfia e umida, vogliosa di piacere e di carne dura dentro. Fu come prima: dentro e fuori con foga poi decisi di dare un colpo alla sua fighettam tirarlo fuori e spingerlo nel culo: che piacere! sia per me e per lei, godemmo come dei matti e quando s'accorse che stavo per venire volle prenderlo tutto in bocca, me lo succhiò tutto, sentivo il mio sperma scivolare fuori dentro la sua gola mentre delicatamente me lo succhiava: mi si fermò quasi il cuore da tanto piacere. Lo tenne in bocca per un bel po', sembrava non volesse più mollarlo.
Dopo quella volta non rividi mai più quella caldissima straniera, l'estate passò e io ricordo ancora presente qui dolci momenti lì.
Dedicato a te, mia dolcissima. |
|
| |
 |
|
 |
| |
 |
 |
 |
| |
| |
|
 |
|