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  Creato da: principeerotico il 05/07/2004

ViHoGiaSognatoTutti

Diario di Un Principe... Erotico e non...

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  Messaggio n°27

3 Agosto 2004

Post N° 27

SEGUE RACCONTO AD ALTO CONTENUTO EROTICO.

SE NE CONSIGLIA LA LETTURA AD UN PUBBLICO ADULTO ED INTERESSATO.

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L'estate era al suo culmine, il sole troneggiava alto nel cielo, rari gabbiani attraversavano l'orizzonte e, all'orizzonte, vele bianche sfilavano sul mare come veloci miraggi a chi si è perso nel suo deserto, tanto il caldo è lo stesso, la fuori. Scostai piano la tendina bianca della finestra, ero solo nella stanza, la stavo aspettando, con trepidazione direi, quando a un tratto, rompendo il silenzio irreale che regnava in questa giornata d'agosto, sentii il rumore che fa l'ascensore quando giunge al piano, un tlin, un piccolo campanellino, silenzio, si aprono le porte e si richiudono: il mio cuore rallenta quasi a fermarsi, piccola pausa, poi, battiti di mano conto la porta. Andai ad aprire, era lei, fasciata in un piccolo vestitino leggero, colore azzurrino turchese con una piccola cinturina bianca e sandali infradito, bella con i suoi capelli rossi e quello sguardo da biricchina, di chi sa che sta per compiere, se già nno l'ha fatta, una marachella quasi imperdonabile. entrò nella stanza e mi disse che l'albergo che avevo scelto le piaceva, sobrio ma elegante, in centro ma discreto, importante vista mare. Scostò anche lei la tenda della finestra, volle guardare fuori e s'incantò ad osservare il panorama dolce verde e azzurro della Liguria, le piccole case affacciate sul mare color pastello, l'acqua azzurro limpida, i gabbiani lenti che si lasciavano dondolare nell'aria, piccole imbarcazioni: la vita sotto il sole, in una giornata d'agosto. Le misi le mie mani sulle spalle e lentamente iniziai un delicato massaggio, si lasciò andare, continuando a fissare fissare fuori, i vetri di quella finestra divennero i suoi occhi, io la massaggiovo e lentamente feci cadere le mie mani lungo i suoi fianchi, poi facendole salire le sollevai il vestitino, se lo fece levare, rimanendo im reggiseno e perizoma, un reggiseno dello stesso colore del vestito e un piccolo perizoma bianco: che bella che era! M'inginocchiai e cominciai a baciarle i piedi, le piaceva, e ame piaceva cercare ogni centimetro del suo copro con le mie labbra, salivo piano piano sempre più su mentre m'accorgevo dei piccoli brividi che questi baci erotici le provocavano. Le mie mani la accarezzavano mentre con la mia bocca, baciando, mordicchiando e leccando continuavo a salire su, fino alle sue natiche bellissime, scostai il perizoma e cercai con la lingua l'intersezione delle due natiche, l'affondai dentro e la sentii, per la prima volta mugolare di piacere, continuai e preso dall'eccitazione le abbassai il perizoma, lei se lo sfilò via dai piedi, con le mani le allargai il sedere e infilai dentro la mia faccia, la lingua adesso leccava copiosamente dall'alto verso i lbasso, fino a giungere alle labbra, completamente libere da peli, della sua patatina umida, gliela baciai, bacia quelle labbra dolci tenendole strette tra le mie labbra con un leggero risucchio, la sentivo mugolarecsempre di più, mentre le mie mani esploravano il suo ventre, il basso ventre e le cosce. Salivo ancora con i baci e giunsi dal sedere fino alle sue spalle, lungo la schiena, lei si era liberata del reggiseno e mentre le leccavo e mordevo e succhiavo le spalle, con le mani giocavo con i suoi morbidi e vellutati, direi burrosi anche, seni, che capezzoli che aveva, li sentivo duri e lunghi sotto le mie dita, ci giocavo e volevo desiderasse che la mia lingua e la mia bocca se ne impadronisserso, con le labbra salii sul collo, lei me lo donò volentieri inclinando un poco la testa di lato, glielo baciai on passione, mentre le sue tette erano tra le mie mani, la sentivo vicina all'apice della passione, si voltò verso di me, ci guardammo negli occhi e lei mi bacò con delicatezxza sulle labbra, leccò con lap unta della lingua il contorno della mia bocca, mi baciò nuovamente e poi infilò la sua lingua dentro la mia bocca, ci cercammo con passione in un bacio veramente caldo, io l'abbracciai forte e mi mise le sue mani sulle mie spalle e mi tirò a lei, le nostre lingue roteavano neanche fossero le bolas dei contadini della pampa o il lazo dei mandriani cowboy, per intenderci, a un tratto lasciò una spalla e abbassò la sua mano tra le mie cosce e lo sentii duro, mi carezzò delicatamente le palle e poi le strinse con forza, lasciò la presa e lo strinse tra la sua mano, iniziò un lento movimento masturbatorio, continuammo a baciarci. poi mi staccai da lei, scesi lungo il collo con le mie labbra fino ai suoi seni, ai suoi capezzoli, li leccai, succhiai, mordicchiai con passione e forza, lei godeva, con una mano, adesso, ero io a carezzarle la sua patatina, infilai dentro un dito, poi due, dentro e fuori mentre giocavo con la mia bocca e i suoi seni. Scesi ancora a baciarla, dai seni fino alla pancia e infine alla sua dolcissima e depilata patatina, quella visione mi eccitò ancora di più, sentivo il mio uccello esplodere duro, lei si mise in terra, gambe larghe. e io affondai la mia lingua tra le suo cosce, mi carezzava la testa, sentivo la sua mano tra i miei capelli, mi guidava facendomi capire dove voleva e come essere leccata, io infilai anche due dita dentro il suo succoso piacere, la sentivo quasi venire, leccavo dal buchetto del culo fino al suo clitoride oramai gonfio di piacere, era una meraviglia, che donna caldissima, che amante del sesso, misi il suo clito tra le mie labbra e succhiai mentre infilavo un dito nel suo buchetto del culo, la sentii gemere come non mai, allora succhiai sempre più forte e giocando con la lingua, il mio dito affondava e usciva dal suo culo, le dita divennero due, i morsi e i succhiotti e le lecate la clito e intorno la facevanmo impazzire di piacere, stava per venire, mi fermai, salii, su di lei e puntai il mio uccello duro sulla sua patata gonfia, affondai lentamente il primo colpo, era come se un disperso nel deserto si fosse tuffato in un oasi d'acqua, la sua oasi era piena di piacere e il mio uccello durisismo ne fu subito preda, la sentivo stringere i muscoli vaginali mentre uscivo e rilassarli mentre affondavo, in breve tempo la cappella mi divenne gonfia e rossa, aumentai il ritmo e la velocità dei colpi, lei stava godendo, eio morivo di gioia nel vederla godere così tanto. Venne, un orgasmo dopo l'altro, due per l'esattezza, io arrivai poco dopo, spandendo sul suo ventre il mio liquido bianco e denso, lei lo raccolse con le dita, mi fissò negli occhi, e portò quelle dita umide del mio piacere, prima sui suoi capezzoli e poi tra le sue labbra a pulirle, succhiò le sue dita, torno sul suo ventre e pulii tutto così. ci alzammo e nudi, tornammo a quella finestra, l'aprimmo e ci mettemmo sul balcone uno a fianco all'altro a goderci quel tramonto che stava per iniziare, mentre sotto a noi, tutto era come prima: rari gabbiani attraversavano l'orizzonte e, all'orizzonte, vele bianche sfilavano sul mare come veloci miraggi a chi si è perso nel suo deserto...

Un bacio a te...

 
 
  inviato da principeerotico @ 00:01 Commenti: 4
 
 
 

 
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