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Post N° 12

Post n°12 pubblicato il 27 Novembre 2008 da parolaxparola

In questi giorni vivo nei pressi delle fabbriche di sole.

Da lontano si scorgono le fiammelle perenni che escono dalle bocche di immense ciminiere iridescenti.

L'aria è satura di calore, un calore generoso, rinfrancante, ubiquo.

Non conosco i volti delle persone che mi passano accanto, non sento alcuna voce.

La luce è così diffusa da non lasciare spazio ad alcuna penombra.

Qui coltivo la rigenerazione e la rinascita.

 
 
 

Post N° 11

Post n°11 pubblicato il 02 Novembre 2008 da parolaxparola

Per Annamaria fdc che, forse senza saperlo, mi ha riabituata a pensare, sorridere e non solo dubitare.

Erano tempi incerti ma quali tempi non lo sono? Così le semplificazioni, le scorciatoie sentimentali aiutavano a immaginare vicinissime e facilissime cose lontanissime e complicatissime  e viceversa. La musica era uno di quei canali privilegiati.

http://it.youtube.com/watch?v=epf08FTFwwA

 
 
 

Post N° 10

Post n°10 pubblicato il 14 Ottobre 2008 da parolaxparola

Così mi hai resa il fantasma della libertà, della tua forma particolare di libertà, quella che come la lettera scarlatta fiammeggiava nei tuoi occhi azzurri senza vergogna, riflettendosi nel mio petto diafano (una fantasima che altro aspetto potrebbe avere?).

Libera di non sentirti, di non cercarti, libera di non desiderarti, libera di non crederti.

Libera di concepire il nostro distacco come un caso particolare nella tassonomia (come adoravi questa parola, vero disamore mio?)delle vicinanze, con l'allegria dei danzatori sulla pista da ballo del Titanic.

Libera di riconsiderare i fastidiosi numeri accesi sul display come persone, le loro voci possibili promesse, i loro inviti scenari.

Libera di riscattare il pegno al mio monte di pietà, a prezzo stracciato, senza pena né lacrime.

Libera di non essere più l'ombra al tuo passaggio, l'eco delle tue parole sbugiardate, il mantra  salvifico per ogni cedimento che lentamente sgretolava la tua intangibile arroganza.

Ora è prigioniero il mondo, caro signor K., e nel mondo ci sei tu.

Prova pure a scioglierti dal mio sogno, agita le tue zampette sottili, allunga le antenne, spingi il ventre lucido e molle, muoviti...

E' difficile, vero? Ora, per dirne una,  fare l'amore sarà un problema davvero irrisolvibile ma non temere: i miei sogni non me li fabbrico più con i tuoi scarti e per te non ho pensato alla mosca ma allo scarabeo d'oro

Adieu. 

 
 
 

Post N° 9

Post n°9 pubblicato il 03 Ottobre 2008 da parolaxparola

Il resto non è precisamente silenzio, sai?

Il resto è assordante o stridente, sgradevole, come il rombo del treno sul ponte ferrato, mentre aspettavamo di passare oltre, per continuare la passeggiata lungo l'argine del fiume.

Dicevi che l'ansa, quella che si incuneava nella macchia di acacie, richiamava la curva del mio seno (che altro significa sinuosa? un'insenatura che sarà mai?) e nessuna malizia nelle tue parole, nessun approccio che non fosse filtrato da una distanza siderale...

Perchè non mi hai abbracciata allora? perché non hai condiviso  un poco appena della tua disperata fantasia?

Sta tutto nei libri, amore, tutto tutto tutto. la nostra storia scritta dalla scimmia alla tastiera del computer, una soltanto delle infinite possibili combinazioni di punteggiatura e parole, e nemmeno la più interessante.

Il tuo Dio impersonale non è la stessa cosa? Non è peggio che l'inconsapevole uragano o il terremoto ignaro? Ma anche la mano omicida, anche lo sterminio nazista, anche i suicidi per amore...

Questo è un meraviglioso caleidoscopio, Annina,  e vorticosamente gira inventando le forme molteplici che ci circondano, e anche se l'allegria è muta, anche se i colori si compongono e si frangono in silenzio, anche se tutto resterà soltanto l'impressione deja vu di noi due passanti occasionali, nulla andrà perduto.

Baciami ti prego. Stai zitto e baciami. Zitto, per favore, per favore.

  

 
 
 

Post N° 8

Post n°8 pubblicato il 25 Settembre 2008 da parolaxparola

Perché l'addio non ci fu mai, mio intemerato Cavaliere di ventura..., l'addio è stato una cena frettolosa, un viaggio contromano, una distratta malinconia regalata ai passanti.

L'addio no, non è stato la tua recita migliore e nemmeno uno sfondo degno alle mie rabbie sanguinose e voraci, perché il silenzio non è nulla, un niente perfetto senza inizio e senza fine; non ha testa per pensare il silenzio, non mani per afferrare, non gambe per correre; il silenzio non parte e non ritorna, il silenzio sta.

Faceva finta di far freddo, faceva finta d'essere notte e noi fingevamo perfino un abbraccio.

Occhiacci di legno, perché mi guardate?

Così ci siamo allontanati passo a passo, quasi vergognandoci che a nessuno importasse, che nessuno registrasse quella tragica inedia del sentimento.

Il poema delle distanze incolmabili era diventato in un attimo una incresciosa prossimità.

Ma... c'erano bellissime vetrine illuminate e tutt'intorno passi veloci di uomini e ancora chissà quanti destini da incrociare.

Buonanotte, questa notte, per me.

 
 
 
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