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272 e mezzo

Post n°273 pubblicato il 29 Aprile 2011 da valerio.sampieri
 

272 si assume essere la data di nascita di San Gennaro. 273 è il valore dello zero assoluto, la temperatura ipotetica che, in negativo, non potrà mai essere raggiunta.

Di San Gennaro quasi tutto è noto, tranne qualche piccolo dettaglio. Ad esempio, se ne ignora il luogo di nascita. Ben nota è invece la praticità tutta partenopea del Santo. Ad un uomo che quotidianamente andava a pregare innanzi la Sua effige, Egli si limitava a sorridere amorevolmente. E l'uomo, imperterrito, ogni giorno continuava a pregare: "San Gennà, famme vinc 'a schedina". Ed il Santo, sempre amorevolmente, sorrideva. E gli anni passavano e l'uomo non perdeva la sua fede e il Santo non smetteva di sorridergli. Sinché giunse il giorno in cui la fede dell'uomo iniziò a vacillare e, quasi con tono di rimprovero, costui si rivolse al Santo, apostrofandolo con un: "San Gennà, ma io vi preco sempe, tant tevote, ta anni e anni e vuje non mi aveto mai fatt vinc!" Ed il Santo, ancora una volta amorevolmente, gli rispose: "Uè guagliò, ma tu 'a schedina la vuò giucà 'na vota?".

Quale è il busillis di questo mio post? La risposta è assai semplice, ove si consideri che apparentemente questo post è il numero 273 del blog. In realtà, però, un vecchio post di un paio di anni fa (il numero 49 del 9 aprile 2009, per l'esattezza) è stato concellato e, quando lo ho rifatto, è saltata la numerazione dei post direttamente al numero 50, sicché questo dovrebbe essere il numero 272, effettivamente. In ogni caso, oggi avevo sbagliato a contare ed il post l'ho rifatto. Perciò il 272 e mezzo è sacrosanto.

Nel dubbio, ho voluto intitolare il post come una via di mezzo tra questi due numeri. Con il 272 mi sono assicurato la benevolenza di San Gennaro (tanto, pure se la gioco, la schedina non la vincerò mai), mentre con il 273 avrei raggiunto lo zero assoluto: già, lo zero assoluto, l'entità irraggiungibile. Ed infatti io non raggiungerò questa entità. 'A schedina nun la vuò giucà cchiu.

Il mio blog finisce qui, al post 272 e mezzo, e ringrazio tutti gli amici per i simpatici momenti passati insieme.

 
 
 

Osteria numero mille

Certamente la storia patria non ha mai avuto reale necessità dei canti delle osterie che vengono snocciolate a mo' di litania, separate l'una dall'altra dal famoso bridge "dammela a me biondina, dammela a me biondà" ovvero, per i meno colti, da un più dozzinale "parapaponzipero, parapaponzipà".

Tornando alla storia patria, non vi è chi non veda come la famosa osteria del Vaticano (All'osteria del vaticano / è successo un fatto strano / Papa Sisto con gli occhiali / s' in... i cardinali": il significato dei puntini è di facile interpretazione) riporti in effetti un fatto di minima importanza. Cosa ce ne importa, in effetti, se Papa Sisto portasse gli occhiali mentre era intento in opre non certo commendevoli?

Non è però questo il punto. Dato che la storia ha poco interesse, come testè constatato, l'attenzione, ai fini del tema del post, deve spostarsi sull' osteria numero mille, laddove essa recita: "All'osteria numero mille / il mio gatto fa faville / fa faville sulla legna / figuriamoci sulla fr...". Anche a tal proposito è d'uopo rilevare che il termine "gatto" va più proficuamente sostituito con altro derivante da un doppio cambio di consonante ("c" per "g" e successivamente "z" per "t"), laddove i puntini trovano adeguata ragione di essere nella rima baciata con la parola "legna".

I cultori della materia avranno certamente rilevato come io abbia usato, contrariamente a quanto leggesi su varie fonti, il termine "faville" in luogo di "scintille". La maggiore musicalità del verso rende piena ragione della bontà della mia scelta, basata del resto sui solidi ricordi della mia gioventù e pertanto degna della massima fede. Non mi stancherò mai di levare alti lai e dure rampogne avverso la protervia degli zoticoni del web nel corrompere testi di storica memoria.

Il termine favilla, del resto, ben si associa all'immagine della "favilla del genio" che costituisce il tema precipuo di questo post. Stranamente il genio non sono io, ma Marcello Veneziani che, sul Giornale di oggi ha pubblicato un autentico capolavoro. Devo ammettere che, more solito, il geniale pezzo era stato già da me reiteratamente ipotizzato (ed in corrispondenza privata ne ho anche la prova tangibile), ma devo riconoscere a Marcello Veneziani il merito di averlo pubblicato prima di me.

Pertanto mi sembra equo che, nel pubblicare il pezzo, io dia a Marcello Veneziani il giusto riconoscimento della primogenitura. Il link al capolavoro è all'edizione del 28 aprile 2011

"Bascioni, bascioni. È la ventesima vol­ta che sento la signora accanto nel Freccia rossa accomiatarsi al telefono con il suo bacioso affetto. Forse è una parlamentare o un avvocato, non so. Certo è una incontinente telefonica. Per non disturbare il prossimo non ha la suoneria ma poi declama per orate inte­re il suo rapporto d'amore con il cosmo e tutti ormai conosciamo la sua vita nei minimi particolari. Non riesci a leggere né a scrivere vicino a lei. Ti devi occupa­re delle sue scarpe che ha comprato sta­mani, della sua allergia al polline con la telecronaca dei sintomi; dove va stasera a mangiare, che dice Arturo, il suo pove­ro sottoposto, marito o domestico non so.

Tu speri: ora arriva in zona gallerie e qui finalmente il telefono non prende. Il suo telefono invece prende, e se non prende, lei non capisce e continua a par­lare e a distribuire bascioni. Se cade la linea, lei riprende e ridice la stessa cosa, la terza, la quarta volta; per sbrigarsi vor­resti riassumere tu, voce fuori campo, le puntate precedenti. E prima di accorger­si che è caduta la linea, continua sorpre­sa a dire pronto, pronto, sei, sette volte. Ma non capisci, gallina, che è caduta la linea? O che è caduto il tuo ascoltatore sotto le raffiche della tua logorrea? E in­vece a te non cade mai la lingua, male­detta.

Impedito a svolgere qualsiasi atti­vità, mi raccolgo in me stesso, chiudo gli occhi, cado in trance ferroviaria. Penso di alzarmi e sferrarle un pugno in bocca, magari facendole ingoiare la bestia, il cellulare. Pregusto la scena nei minimi dettagli, lei è una signora distinta, tirata a puntino. Sarà bello vederla ricondotta alla primitiva bestialità. Poi decido di al­zarmi, le tolgo con rapida mossa il telefo­no e glielo butto via dal finestrino. La signora mi guarda interdetta, non ha pa­role, io le dico solo bascioni bascioni. Silenzio attonito nel vagone. Lei chia­ma il capotreno, cerca solidarietà intor­no ma la gente mi applaude come un giustiziere. Vivo la gloria del liberatore. Fino a che qualcuno mi dice: già visto il biglietto? Mi ero addormentato, sogna­vo. Torno alla dura realtà. La signora sta distribuendo per la quarantesima volta bascioni, bascioni."

Dal momento che Veneziani mi ha fregato il capolavoro, pubblicandolo prima di me, devo ribadire che lo avevo scritto anche io prima di lui e la prova è costituita (oltre che dalla mia corrispondenza che non posso svelare, per ovvie ragioni di privacy) dal titolo di uno dei miei brani musicali, purtroppo andato perduto: "Perché esiste gente così maleducata da mangiare le mele sul treno". Mi duole comunicare al Dottor Veneziani che, qualora dovesse fregarmi anche questo titolo, egli perderà un suo fervente estimatore. Mi auguro peraltro che questa mia minaccia non vada a compromettere il suo ottimo lavoro quotidiano.

Vabbè, siamo seri. Naturalmente lo scopo del post era solo quello di rendere noto all'universo mondo il link al sito nel quale ho pubblicato la mia Opera omnia (salvo "Perché esiste gente così maleducata da mangiare le mele sul treno", mannaggia alla paletta!).

 
 
 

A contrario

Post n°270 pubblicato il 23 Aprile 2011 da valerio.sampieri
 

L'espressione latina viene usata di solito in un contesto del tipo "ragionando a contrario" e simili: se affermo qualcosa, potrei dedurne l'opposto, per l'appunto ragionando al contrario. Ma come funziona?

Se uno dice fuori i delinquenti dal Parlamento va bene; se un altro dice fuori le br dalla Magistratura non va bene. Ragionando a contrario, se uno dicesse "dentro il Parlamento i delinquenti" non andrebbe bene, ma se dicesse "dentro la Magistratura le br" dovrebbe andar bene, se esiste la logica.

Andateglielo a spiegare a chi si indigna in quanto autoproclamatosi padre spirituale di noi tutti. Vabbè domani è Pasqua e perciò lasciamo stare quel povero vecchio che tanto povero non è, dato che da oltre cinquanta anni è vissuto alle nostre spalle col suo stipendio da parlamentare ed ora non è che se la passi poi così male, sempre a nostre spese. E visto che è Pasqua lasciamo stare pure l'ex ministra milanese che, oltre ad aver fatto la pappagalla al povero vecchio di cui sopra, dimostra di essere ignorantella anzi che no ... e tanti altri sarebbe necessario menzionarne, a partire da quelli, sempre da noi stipendiati, che vanno ad aprire indagini per scoprire chi abbia commissionato quel cartello. E i veri delinquenti ringraziano, come sempre.

A parte il fatto che una rinuncia preventiva all'elezione mi sembra possa avere al più un semplice valore morale e non giuridico, ... gli elettori contano meno della volontà del palazzo? Cara sindachessa o aspirante tale, andiamo malino. Queste sono cose che può dire un bersanov qualunque. E non è un complimento. Ma poi, mi chiedo io, c'è nessuno che si è indignato per il fatto che Lassini è stato assolto con formula piena dopo sette anni di processo?

A tutti costoro dedico l'ultimo mio video sul mare. Volendo, essi possono usare il mare per andarsi ad affogare, ovvero farne l'uso che meglio loro aggrada: è Pasqua, ripeto, e sono buono. Lascio loro la più ampia libertà di scelta.



Buona Pasqua a tutti, buon mare a me, dato che il 25 inizia la stagione balneare, e buon compleanno al mio blog che martedì di anni ne compirà tre.

 
 
 

Frangar non flectar

Mi spezzo ma non mi piego. Talvolta però sarebbe meglio dire "Facis de necessitate virtutem": fai di necessità virtù.

Il presente post era stato ideato sulla base della citazione di una frase di Schopenhauer (La solitudine è il destino di tutte le grandi menti) che avrei tanto voluto fosse riferita a me. Da quando ho scritto il post sull'amicizia, or sono due mesi, si è verificato uno strano fenomeno: gli amici sono come per incanto spariti, evaporati direi! Il bello è che tutto è accaduto così improvvisamente. Il silenzio si è impadronito di questo blog, nel quale regna ormai sovrana la solitudine. Sono talmente solo che nemmeno io vengo più a farmi visita!

Temo pertanto che sia più adatta alla bisogna la menzione di un pensiero di Nietzsche: "Per chi è solo, anche un rumore è una consolazione". Ciò mi riporta alla memoria un fatto di vita vissuta, da me appreso di recente, che passo immantinente a narrare.

Gigi, appassionato di motociclette ed intenzionato ad acquistare una Harley Davidson, spulcia diversi annunci e, trovatone uno interessante, va a vedere la moto che trova in condizioni perfette, tanto da sembrare nuova.  Il vecchio proprietario gli spiega il segreto dell'elisir dell'eterna giovinezza della moto: "Basta che ungi con della vaselina le parti cromate quando piove e la moto resterà perfetta!"

Gigi compra subito la moto e la stessa sera la sua ragazza lo invita a cena a casa, ove si reca a cavallo della sua fiammante moto. Arrivato a destinazione, la ragazza lo accoglie sulla porta e gli dice: "Non stupirti se a tavola nessuno parlerà: nella mia famiglia è usanza che il primo che parla laverà i piatti."

Gigi entra e vede pile di piatti sporchi dappertutto: in cucina, in salotto, in bagno, ovunque! I commensali sono Gigi, la sua ragazza, i genitori e la zia. Inizia la cena e nessuno parla. Arrivati al secondo, Gigi adocchia la sua ragazza e pensa: "Voglio proprio vedere se continuano a stare zitti ...": la prende per mano, la corica sul tavolo, la spoglia e se la sbatte. Nessuno dice alcunché.

Ripresa la cena, dopo un po', Gigi adocchia la giovane zia e pensa: "Stavolta qualcuno dirà qualcosa...". La sdraia sul tavolo e si fa anche lei. Ancora una volta, nessuno apre bocca. Avendoci preso gusto, Gigi adocchia la piacente madre della ragazza, la stende sul tavolo e si tromba anche lei. Tutti zitti di nuovo.

Mentre prendono il caffé, in un silenzio sempre più imbarazzante, Gigi sente un tuono, guarda fuori dalla finestra e vede iniziare a cadere la pioggia. Preoccupato per la sua nuova moto, Gigi tira fuori il tubetto di vaselina, al che il padre della ragazza sbotta: "Ah no!!! Basta così eh!?!?!? Vabbé, li lavo io 'sti cazzo di piatti!!!"

 
 
 

Autopromotion

Post n°268 pubblicato il 03 Aprile 2011 da valerio.sampieri
 

Come si risolve il problema di realizzare il video di un brano esclusivamente strumentale, senza rovinare la musica con suoni e voci molesti?

Nulla è più facile: si prende un cantante muto ed il video è bello e realizzato!

La scelta del brano del post è caduta, casualmente, sulla mia ultima creazione, inserita nella videogallery, onde le masse vengano rese edotte della sua esistenza.

Orate fratres, ogni venerdì di Quaresima per chi è credente, perché c'è da osservare l'astinenza dalla carne.

 
 
 

Ari - Klaatu, Barada, Nikto

Post n°267 pubblicato il 27 Marzo 2011 da valerio.sampieri
 

No, non è che uno si sveglia e dice mo' rifaccio lo stesso post che ho fatto pochi giorni or sono. Il fatto è che la famosa frase del film Ultimatum alla Terra è stata utilizzata anche nel film "L'armata delle tenebre", quale formula magica che il protagonistra dovrebbe usare per impadronirsi di un libro magico, il Necronomicon, il libro dei morti.

Il film di Sam Raimi, con protagonista Bruce Campbell, è di tipo horror-umoristico-demenziale e viene ampiamente trattato su Wikipedia come se ci trovassimo in presenza di un autentico capolavoro, il che lascia presagire che si tratti di una boiata pazzesca: ciò è vero solo in parte. Il film si guarda infatti volentieri ed è abbastanza divertente. Vero è che tutti i gusti son gusti, ma da buon blogger sono costretto ad affermare senza tentennamenti che, se una cosa la affermo io, deve trattarsi necessariamente della verità assoluta.

In effetti, quella che dovrebbe essere una delle scene più divertenti, secondo la vulgata, non dimostra di essere un gran capolavoro. Ovviamente il protagonista, all'atto di impadronirsi del Necronomicon, dimentica la formula magica che gli consentirebbe di portare a termine l'impresa, con effetti moderatamente comici.



Quale è allora il merito del film? Ovviamente, da buon blogger -come tale depositario della Verità assoluta-, mi trovo costretto nuovamente a fingere una professione di falsa modestia e pertanto non dirò che è quello di aver fornito, con alcune sue scene, l'ispirazione al mio ultimo video (alla cui realizzazione ha collaborato una cara amica che ha raccolto, anche da altre fonti, i filmati utilizzati).

In realtà il mio scopo sarebbe esattamente questo, ma buttare in pasto la verità nuda e cruda  alle masse è sempre sconveniente, come ogni blogger che si rispetti -rigorosamente di sinistra, perciò- afferma ad ogni piè sospinto. Un po' di sana disinformacija non guasta mai: è elegante, snob è ti fa sentire importante (cazzarola, fate una ricerca su google con tale parola e vedrete quanto sia vasta la pletora di onniscienti).

La musica la ho composta nel 2001, su un multitracia con 32 tracce audio, definendola in stile grunge. Anche la scelta di tale termine va considerata geniale, essendo priva di qualsiasi concreto significato. Il grunge si caratterizza soprattutto, secondo la mia filosofia musicale, per la sporcizia dei suoni, realizzata tramite un uso esasperato degli effetti. Si tratta perciò di uno stile a me assai congeniale, dato che per sporcare i suoni io non ho nemmeno bisogno di usare effetti: è una mia dote naturale!

Va bene, noto una certa curiosità nel volgo profano, fremente in attesa della presentazione di uno dei massimi capolavori della musica contemporanea -che cambierà per sempre i gusti musicali- e cedo alle pressanti preghiere. A grande richiesta, mia, ecco a voi, dalla mia Videogallery, Grunge 2001. Io vi ho avvertito!

 
 
 

Il Papato fino all' Anno 100: cronologia

Post n°266 pubblicato il 23 Marzo 2011 da valerio.sampieri
 
Tag: Papato

La storia del Papato continua ad essere abbastanza oscura. Ha suscitato il mio interesse una tavola riassuntiva contenuta in un vecchio libro (Storia delle vite de' Pontefici: dal salvator nostro Gesù Cristo fino a Clemente XIII, felicemente regnante, Volume 1 di Bartholomeo Platina, Presso Domenico Ferrarin, 1760, pag. XV) che ho confrontato con l' Annuario Pontificio 1869, rilevando notevole differenze. Lo stesso Annuario è notevolmente diverso rispetto alle edizioni più recenti, a seguito di successive scoperte che hanno addiritura condotto alla revisione dell'ordine dei Pontefici. Si deve comunque rilevare che il testo del libro del Platina differisce in parte dalla tavola cronologica, spesso accordandosi con le risultanze dell' Annuario. Nel libro sono altresì riportate diverse ricostruzioni storiche, opera di altri autori.

La riflessione che mi sorge spontanea -constatando come il pensiero della Chiesa sia in continua evoluzione, non disdegnando di operare profonde revisioni- è perciò del tutto opposta a quella di coloro che impropriamente si definiscono laici, ma dimostrano di essere ottusamente ancorati ai loro puerili pregiudizi che non ammettono obiezioni. Laico è infatti chi non appartiene ad un ordine in generale, e nel caso che occupa ad uno religoso. La contrapposizione laico-cattolico è perciò del tutto fuori luogo e priva di qualsivoglia significato. Un cattolico è ad ogni effetto un laico, a meno che non abbia assunto i voti.

Nella seguente succinta cronologia, sotto il nominativo di ciascun Papa, riporto la menzione di alcuni episodi verificatisi durante il periodo del suo Pontificato.

0033 San Pietro  (Pontefice 001 - Sede Gerusalemme, poi Antiochia per circa 8 anni. Governò la Chiesa per 25 anni, 2 mesi e 7 giorni). Nato a Betsaida di Galilea.

33 Martirio di S. Stefano, chiamato Protomartire in quanto primo martire cristiano.
34 Conversione di S. Paolo Apostolo
35 Simon Mago primo Eresiarca e capo degli eretici denominati Simoniaci
40 Suicidio di Ponzio Pilato, accusato di aver perpetrato estorsioni in Giudea
41 S. Pietro si trasferisce a Roma che diventò sua sede per 25 anni, 2 mesi e 7 giorni
45 S. Marco Evangelista stabilisce la sua sede in Alessandria
49 Convocazione del primo Concilio in Gerusalemme che abolì la circoncisione
64 Inizio, sotto Nerone, della persecuzione contro i Cristiani
65 Seconda Epistola di S. Pietro
66 Martirio di San Pietro il 29 giugno.

0066 San Lino  (Pontefice 002 - Fu Vescovo di Roma per 12 anni, 3 mesi e 12 giorni, prima di essere eletto Papa). Nato a Volterra.

67 Martirio di San Lino il 23 settembre. Il suo Pontificato durò 1 anno, 2 mesi e 24 giorni. L'Annuario Pontificio 1869 riporta invece date diverse: creato Papa nel 67, morì nel 78 dopo 11 anni, 3 mesi e 12 giorni. Le discrepanze peraltro non dipendono dal fatto che in precedenza si riteneva che Cleto ed Anacleto fossero due diversi Papi.
68 Martirio di San Marco Evangelista in Alessandria (24 aprile)
70 L'Eresiarca Cerinto diviene capo degli Ererici denominati Cerinziani.
70 Tito Vespasiano distrugge Gerusalemme, bruciandone il Tempio.
75 San Barnaba Apostolo scrive la sua lettera.

077 San Cleto  (Pontefice 003 - Eletto Pontefice il 16 febbraio 77, subì il martirio il 26 aprile dell' 83. La ricorrenza fu poi abolita allorché fu chiarito che Cleto ed Anacleto erano lo stesso Pontefice).

80 San Policarpo si converte al Cristianesimo
82 L'Eresiarca Ebine diviene capo degli Eretici Ebioniti.

0083 Sant'Anacleto  (Pontefice 004 - Eletto Papa il 7 settembre, fu martirizzato il 13 luglio 96 dopo 12 anni, 10 mesi e 7 giorni. L' L'Annuario Pontificio 1869 riporta invece date diverse: creato Papa nel 100, morì nel 112 dopo 12 anni, 10 mesi e 7 giorni di Pontificato.)

90 Domiziano inizia la persecuzione contro i Cristiani.

0090 San Clemente  (Pontefice 005 - Eletto Papa nel 90 morì nel 100, dopo 9 anni, 2 mesi e 10 giorni di Pontificato). Romano del Celio, Clemente non figura nel quadro sinottico del volume di Platina, ma è menzionato nell'Annuario Pontificio 1869 come quarto Pontefice, tra Cleto ed Anacleto. Il volume del Platina ne menziona la vita, ponendolo tra San Cleto e Sant'Anacleto.

0096 Sant'Evaristo  (Pontefice 005 - Coadiutore di S. Anacleto il 25 marzo del 95, fu eletto Papa il 13 luglio 96 e morì martire il 26 ottobre 108, dopo 12 anni, 3 mesi e 13 giorni di Pontificato. L'Annuario Pontificio 1869 riporta date totalmente diverse: nato a Betlem in Siria, fu Papa dal 112 al 121 con 9 anni, 7 mesi e 2 giorni di Papato.

97 San Giovanni Evangelista scrisse il Vangelo secondo Giovanni
99 Morte dell' Apostolo San Giovanni Evangelista.

 
 
 

Limerick mnemonico

Chiare fresche e dolci acque
ove il mio corpo fanciulletto giacque
e il naufragar m'è dolce in questo mare

Ovviamente, il limerick mnemonico non esiste, diversamente non starei qui a parlarne. Però se esistono le così dette crittografie menmoniche, non vedo per quale motivo i limerick debbano essere i figli dell'oca bianca.

Fijo de l'oca bianca? E che vor dì? Ce lo spiega Belli il significato di tale locuzione, in un suo sonetto:
Cor zu' bbravo sbordone a mmanimanca,
Du' pellegrini, a or de vemmaria
Cercaveno indov'era l'osteria,
Perc'uno aveva male in d'una scianca.
Ce s'incontra er zor Lotte, e jje spalanca
Er portone discenno: "A ccasa mia"
E lloro je risposeno: "Per dia
Dimani sarai fio de l'oca bbianca.

Tutto chiaro? Manco pa' capa! Vabbé i due pellegrini del sonetto sono due angeli e Lotte è Lot, personaggio biblico. Il fatto che Lot ospiti due Angeli lo pone in una situazione di particolare privilegio. Questo -godere di un particolare privlegio- è il significato dell'espressione che ritengo italiana ad ogni effetto, ma che è prevalentemente di origine romana, usata più che altro in tono ironico nei confronti di chi si vanta a vanvera: ma chi te credi d'esse? Er fijo de l'oca bbianca? La locuzione trae origine da un aneddoto narrato da Plinio e successivamente da Svetonio, avente per protagonista Livia Drusilla, futura moglie di Cesare.

Chi fosse interessato all'aneddoto potrà andare a cercarselo per conto suo, perché il mio post non si occupa di argomenti così frivoli, come un fottutissimo aneddoto classico.

In effetti, ho rilevato che i miei ultimi 14 post in circa un mese non si occupano di argomenti di così grande attualità, quali il terremoto e lo tsunami in Giappone (che poi se lo tsunami uno lo chiamasse maremoto, così come si è sempre chiamato in Italiano, non è che farebbe un gran danno), la guerra alla Libia (pardon! le bombe umanitarie a sostegno del popolo libico, sicché per non farlo soffrire, lo sterminiamo subito subito), bensì alquanto più bislacchi. Devo ad ogni costo risalire la china e perciò le cazzate che scrivo devo ammantarle di un alone di mistero tale da renderle inintellegibili persino a me stesso. Ammetto che la mia missione è a buon punto.

Cosa è una crittografia (lo so che avrei dovuto usare il congiuntivo, ma se per caso fosse passato di qui Andrea, avrebbe immediatamente rilevato la cacofonia e non si sarebbe astenuto dal rilevarla. Giammai ferirò la sensibilità della sua recchia!), tutti lo sanno: un gioco enigmistico che nasconde un significato recondito. A volte la crittografia reca una chiave numerica che indica il numero di lettere di ciascuna delle parole che compongono la soluzione, ma non sempre ciò avviene, specie nel caso delle crittografie menemoniche, nelle quali la soluzione nascosta consiste di solito in un verso celebre o comunque in una associazione mentale. Chi fosse interessato a saperne di più, può andarsi a vedere le relative voci su Wikipedia. Dopo di che ne saprà meno di prima.

Il Limerick è invece un breve componimento in rima (di solito lo schema è: aabba) di cinque soli versi molto cadenzati che, ispirandosi al nonsense, si svolge quasi in forma di sillogismo ironico. La voce inglese di Wikipedia, stranamente, sembra corretta. La lingua inglese si presta molto ai doppi sensi e perciò è facile trovare alcuni componimenti inglesi abbastanza validi. Ho eseguito una brevissima ricerca su internet (15 secondi circa) per vedere se fosse possibile trovare almeno un limerik in italiano degno di menzione, ma ho trovato solo poco materiale che, per di più, fa letteralmente cacare e perciò sono stato folgorato dal titolo di questo post: perché dire di no ad un limerick mnemonico?

Perché mai non creare un ibrido tra crittografia mnemonica e limerick? Si tratta di una idea semplicemente geniale! Per di più, essendo stati i primi due versi del componimento pubblicati nel 1982 sulla defunta rivista Pergioco, che quasi nessuno conosce, potrei persino spacciarli per miei ed assurgere ad imperitura gloria! Il giochino, in realtà, consiste nel prendere due versi famosi di diversi autori, più o meno legati da un nesso logico, e sintetizzarli nel verso finale, tratto da un altrettanto famoso componimento di un terzo poeta.

C'è chi si diverte così, con poco, e c'è chi, come i presidenti francesi e statunitensi, si diverte bombardando la Libia. E' solo questione di gusti.

Mi sembra di aver troppo divagato in questo post il cui argomento principe è in tema ... indovinate un po'? MUSICALE! Ma non si tratta di musica per tutti, essa è invece riservata a pochi spiriti eletti: chi vuole sublimare il proprio animo, segua il link.

 
 
 

Klaatu, Barada, Nikto

Post n°264 pubblicato il 20 Marzo 2011 da valerio.sampieri
 
Foto di valerio.sampieri

Nel 1951 Robert Wise girò il film "Ultimatum alla Terra", del quale mi restò a lungo impressa nella memoria una scena in cui il bambino è fermo davanti al robot, la cui ira distruttrice poteva essere fermata solo tramite la frase del titolo. Il film è stato recentemente rifatto. Del film mi rimase altresì impressa la musica, eseguita con uno strumento della cui esistenza venni a conoscenza parecchi anni dopo.

Nel 1919 circa uno scienziato russo, Lev Sergeevic Termen, meglio noto come Leon Theremin inventò questo incredibile strumento, la cui caratteristica è di essere sunonato a distanza, composto da due antenne montate su una scatola piena di circuiti elettrici. Il movimento delle mani nei pressi di ciascuna antenna modula l'intonazione ed il volume della melodia eseguita. Del theremin se ne è fatto un uso molto superiore a quanto un profano possa credere e le sue possibilità espressive sono davvero notevoli.

Molti noti musicisti hanno fatto uso del theremin, ultimo dei quali Jean Michel Jarre, ma il brano più noto in cui lo strumento venne usato fu Good Vibrations dei Beach Boys.

Good vibrations


A proposito dei Beach Boys, uno dei miei gruppi preferiti, l'amico Vince ha pubblicato ai primi di marzo un post, in calce al quale ho lasciato un commento che diceva "Stavo proprio in questi giorni ricercando e raccogliendo alcuni articoli apparsi su vecchie riviste musicali, in cui si parla di Lev Sergeevic Termen, inventore del theremin, lo strumento musicale ad onde magnetiche usato dai Beach Boys in Good Vibrations! Peccato che i fratelli Wilson non ci stessero troppo con la testa, perché erano dei musicisti con i contro...qualcosa e tra i loro brani più famosi io avrei aggiunto anche Barbara Ann e Sloop John B. Dal punto di vista vocale erano tra i gruppi migliori e in Heroes and villains l'orchestrazione era quasi inesistente perché gli strumenti erano sostituiti dalle loro voci". Vediamoci allora un po' dei brani mancanti nel post.

I Get Around


God Only Knows


Sloop John B


Barbara Ann


Heroes And Villains


Per altri brani dei Beach Boys si può andare all'ottimo post dell'amico Vince: Anni ruggenti.

Un blog abbastanza interessante per i maniaci (presente!) è interamente dedicato al Theremin.

 
 
 

Marforio

Foto di valerio.sampieri

Marforio è il nome di una delle principali statue parlanti romane. La satira popolare dava, per così dire, voce ad alcune statue, ai cui piedi venivano posti alcuni brevi componimenti alquanto critici nei confronti del potere e del Papato in particolare. Unitamente a Pasquino, al quale per lo più faceva da "controcanto, Marforio fu la principle di dette statue parlanti.

Di tali duetti se ne trova ampia traccia nei tre volumetti "Curiosità romane", scritti da Costantino Maes alla fine del 1800, da me spesso citati in alcuni post degli anni scorsi. Poco si sa di Marforio, se non che si tratta di una grande statua dell' epoca antica, adagiata su una fontana. Si ignora chi essa rappresenti -senza dubbio una dività pagana, alcuni dicono Giove, altri Nettuno, altri formulano diverse ipotesi- e donde derivi il suo nome, certamente frutto di una distorsione: secondo taluni la fontana anticamente sorgeva in un tempio nel Foro di Marte; secondo altri il nome Marforio deriva da quello della famiglia Marfori o Marfoli o Marfuoli che ne ebbe cura (altri ancora attribuiscono al Foro di Marte tale nome). Il nome potrebbe anche derivare dalla distorsione di una iscrizione sulla fontana stessa: Mare in foro.

Fatto sta che Papa Sisto V nel 1588 la traferì sul Campidoglio, nel cortile di Palazzo Nuovo dei Musei Capitolini, ove tuttora essa si trova. Come ho detto in precedenza, la voce alle statue veniva data dal popolo romano, che lasciava ai loro piedi brevi componimenti di contenuto altamente corrosivo. Erano queste le celebri pasquinate, redatte per lo più in rima da ignoti autori.

Anche se il bersaglio preferito delle pasquinate erano il Papa ed il clero, anche le personalità dell'epoca era prese di mira in quanto anch'esse simbolo del potere. Celebre è la pasquinata della quale fu fatta oggetto Olimpia Maidalchini, la famosa "Donna Oimpia", alla quale è ora intitolata una strada romana, nota per la sua ambizione, avidità, arroganza e, perché no, licenziosità. Ebbe la sventura di essere maestro di camera di Olimpia un ecclesiastico di nome Fiume e la comune maldicenza volle sostenere che il rapporto non fosse di carattere propriamente spirituale. Il poveretto ebbe notevoli grattacapi a causa di tale diceria.

All'epoca, in occasione delle piene del Tevere, era usanza apporre sulla riva una iscrizione recante le parole "Fin qui arrivò il fiume", evidenziata dal disegno di un dito che puntava verso di essa. Un bel giorno apparve, ai piedi della statua di Pasquino (che c'entra Pasquino se il post è su Marforio? Perchè le pasquinate di Marforio non me le ricordo, è ovvio. Diversamente avrei intitolato il post "Pasquino" ed avrei narrato di uno scritto di Marforio) il disegno di una donna completamente nuda, con le sembianze di Olimpia, la quale col dito indicava la sua patonza. A fianco era disegnata una iscrizione che diceva: "Fin qui arrivò Fiume".

 
 
 

Eufemismi in romanesco

Post n°262 pubblicato il 13 Marzo 2011 da valerio.sampieri
 

A TE TOTTI TE CAPISCE: Esprimi concetti poco chiari e, più in particolare, di una stupidità disarmante

AHÒ, ARICCONTAME 'N PO' DELL'INCIDENTE, MICA ME VORAI DÌ CHE SEI NATO COSÌ!: Eufemismo rivolto a persona di aspetto non particolarmente accattivante o di doti intellettive non eccelse

CIAI CERTE ZONE DER CERVELLO CHE SO' CHIUSE PE' LAVORI 'N CORSO: Sembra che tu sia temporaneamente non in possesso della pienezza delle tue facoltà mentali

CIAI L'OCCHI COSÌ STORTI CHE TE IPNOTIZZI DA SOLA: Sei affetta da non lieve strabismo

CIAI LE MUTANNE COR VERSO: GIALLE DAVANTI E MARONI DE DIETRO: Non sembri brillare per cura dell'igiene intima

FÀ PIÙ CIUCCI LEI DAA CHICCO: La ragazza è assiduamente dedita a "pratiche orali"
     
ÈSSE STUPIDI È 'N DIRITTO, MA CERTO CHE TU TE N'APPROFITTI: Appare inopportuno eccedere nel mostrare in tutta la sua magnificenza la scarsità delle proprie doti intellettive, perché ciò può causare un lieve senso di irritazione nell'interlocutore, talvolta inducendolo a reazioni inconsulte

MA CHE TE SEI FATTO 'NO SCIAMPO NER BIDE' STAMMATINA?: Le tue sembianze ed i tuoi tratti somatici in generale rammentano con particolare evidenza un'altra tua parte anatomica, in ragione della tua sfacciataggine

NUN SEI BRUTTA, È CHE 'A TUA È 'NA BELLEZZA ANTICA: ANFATTI PARI GIÀ PUTREFATTA: Eufemismo rivolto a donna di non eccelsa avvenenza

NUN SEI PELATO, È CHE CIAI LA RIGA LARGA: Sei una persona con pochissimi capelli 

NUN TE BAGNÀ 'A CAPOCCIA CHE TE SE GONFIA LA SEGATURA: Ti consiglio di limitare al massimo l'attività cerebrale, poiché l'afflusso di sangue alla tua scatola cranica, stante la carenza di materia grigia, potrebbe danneggiarne irreparabilmente il contenuto

NUN TE RIPIJI MANCO CO' 'N CLISTERE DE CAFFÈ: Il sonno accumulato potrà essere smaltito solo ricorrendo a una sana dormita 

QUANNO MORIRAI NUN TE VERRÒ A PISCIÀ SU' 'A TOMBA PERCHÉ CE SARÀ 'A FILA: Sono solo uno dei tanti che si sono accorti di quanto tu sia sgradevole

QUANNO PASSI TU, LI GATTI NERI SE GRATTENO LI COJONI: La tua sfortuna è assai apparente, al punto che persino i gatti neri se ne avvedono
   
SI SCOPI COME PARCHEGGI NUN TE MERAVIJÀ DE ÈSSE CORNUTO: La tua pratica nell'effettuare parcheggi lascia pensare che tu non abbia adeguata perizia nella guida.

SEI COSÌ BRUTTO CHE QUANNO SEI NATO L'OSTETRICA HA DETTO A TU' MADRE: MA NUN POTEVI ÈSSE STERILE?: Il tuo aspetto esteriore non è molto gradevole, sin dal momento della nascita (v. infra)

SEI COSÌ JELLATO CHE TE FANNO PAGÀ PANE E COPERTO PURE ALLA CARITAS: La tua sfortuna è decisamente superiore alla norma 

SEI COSÌ STUPIDO CH'ER CÒRE TUO SE STA A DOMANNÀ SE VALE 'A PENA DE POMPÀ TUTTO QUEL SANGUE AR CERVELLO: Per quanti sforzi tu possa fare, la tua inadeguatezza mentale non potrà essere colmata in alcun modo

SEI TARMENTE BRUTTO CHE L'OSTETRICA QUANNO SEI NATO 'NVECE DE DA' 'NO SCHIAFFO A TE, L'HA DATO A TU' MADRE: Il tuo aspetto esteriore non è molto gradevole, sin dal momento della nascita (v. supra)

SEI TARMENTE BRUTTO CHE TU' MADRE, QUANNO HA VISTO ARIVÀ 'A CICOGNA, L'HA PRESA A SASSATE: In genere, l'immagine poetica e romantica del figliolo portato dalla cicogna alla madre emozionata e impaziente, viene disillusa in ambito metropolitano quando ci si riferisce a persone dall'aspetto sgradevole; la deformità di tali individui ha ripercussioni anche sulla povera e incolpevole cicogna, presa a sassate dalla sensibile madre metropolitana, sia perché ritenuta in parte responsabile della sfortunata procreazione, sia per cercare di impedirle, con un ultimo e disperato gesto, di consegnare il figlio 

SEI TARMENTE ARRAPATO CHE LI SPERMATOZOI DA GIRINI TE SO' DIVENTATI ROSPI: Hai certamente prolungato oltre ogni ragionevole lasso di tempo il tuo periodo di astinenza dalle carni.

 
 
 

Considerazioni e verifiche

Post n°261 pubblicato il 12 Marzo 2011 da valerio.sampieri
 

Perchè alcuni uomini hanno un cane e non una moglie?
   
1. Più sei in ritardo, più un cane è contento di vederti.
2. I cani non notano se li chiami con il nome di un altro cane.
3. I cani apprezzano se lasci molte cose sul pavimento.
4. I genitori di un cane non vengono mai in visita.
5. Ai cani piace se alzi la voce per avere ragione.
6. Non dovrai mai aspettare un cane. Sono pronti per uscire 24 ore al giorno.
7. I cani ti trovano curioso quando sei ubriaco.
8. Ai cani piace andare a caccia e a pesca.
9. Un cane non ti sveglierà mai la notte per chiederti... "Ma se muoio, prenderai un altro cane?"
10. Se un cane ha dei cuccioli, puoi mettere un annuncio sul giornale e darli via. 
11. Se un cane sente su di te il profumo di un altro cane, non si ingelosisce.   

E ultimo, ma non in ordine d'importanza:
12. Se un cane ti lascia, non ti prende metà delle tue proprietà.  

Per sottoporre a verifica questa teoria:
 
Chiudi per un'ora tua moglie ed il tuo cane nel garage. 
Poi apri e vedi chi sarà contento di vederti...

 
 
 

Ottemperare ai patti

Post n°260 pubblicato il 08 Marzo 2011 da valerio.sampieri
 

Se cancelli un'offesa, ma un po' offeso
rimani ancora, credi che sia un bene?
Se, per contratto, il saggio è creditore,
dal debitore non esige nulla.
Adempie al proprio impegno chi è virtuoso;
bada agli impegni altrui chi non è virtuoso.
La Via del cielo non fa parentele,
ma sta costantemente con il buono.

Tratto da "Tao te ching" di Lao Tzu

 
 
 

Sergio Endrigo

Post n°259 pubblicato il 07 Marzo 2011 da valerio.sampieri
 

Nato a Pola nel 1933 e  morto nel 2005, Sergio Endrigo è stato uno dei principali cantautori italiani degli ani 60-70. Dopo un non breve periodo di grande notorietà fu improvvisamente dimenticato.

Biografia
Breve biografia ed alcuni mp3
Sito ufficiale

Adesso si
Mani bucate
Era d'estate
Io che amo solo te
Teresa
Marianne
Elisa Elisa
Girotondo intorno al mondo
Lontano dagli occhi

 
 
 

Buona fortuna!

Post n°258 pubblicato il 06 Marzo 2011 da valerio.sampieri
 

Procol Harum: Fortuna

Long version 1971


 
 
 
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Data di creazione: 26/04/2008
 

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