Community
 
valerio.sam...
   

Quid novi?

Letteratura, musica e quello che mi interessa

 

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Aprile 2014 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30        
 
 

 

Catalessi Cosmogonica

Foto di valerio.sampieri

Ammetto come non sia facile penetrare nei meandri della Verità Assoluta, per comprendere il significato del titolo del presente post, foriero di Rivelazioni concernenti la nascita stessa del Cosmo, nonché il rischio che tutto possa venire sconvolto da fatti imprevedibili ed imprevisti, atti a turbare, se non squassare addirittura, l'equilibrio dell' Universo intero, anzi intiero, ché detto così fa più fico.
Nessuna tema (e non azzardatevi a dire, per rifarmi il verso, nessun riassunto, perché non c'entra un tubo) in merito deve turbare le coscienze. La cosmogonia del titolo si risolve in ambito estremamente più limitato, quale è quello della Letteratura italiana, per la precisione. La catalessi concerne, invece, la caduta in deliquio del Cosmo stesso all'apparir di cotanti capolavori.
Non v'ha dubbio che, dopo la pubblicazione delle opere contenute nel presente post, più nulla avrà ragione di essere scritto da alcuno e tutte le opere sin qui edite avranno senso soltanto in quanto le si consideri a mo' di profeti che annunciano l'avvento di ciò che sussume in sé l'alfa e l'omega.
Lì per lì avevo modestamente pensato di intitolare il post "Florilegio dell'Essenza Poetica", ma poi ho ritenuto più giusto, parafrasando il Vangelo, dare a Cesare quel che è di Cesare ed a Righetto quel che è di Righetto, conferendo al post il giusto rilievo, esplicitato da un titolo che ne segnali in qualche modo l'eccelsa rilevanza.
La prima Opera l' "Ode al Fior di Latte" è stata composta a quattro mani, in via epistolare, tra il 16 ed 17 aprile 2014 da Norma Giumelli, eccezionale poetessa e scrittrice, e me, sotto forma di un botta e risposta in stile colloquiale. La seconda, intitolata "TreHuartine", è dedicata ad un amico Toscano, in occasione del suo compleanno ed è stata da me vergata il successivo 18 aprile e pubblicata per la prima volta in un commento nel blog di Norma, del quale Giuseppe è carissimo amico. Ho delineato la genesi delle due opere acciocché corale si elevi alle stelle il giubilo delle genti: "E chissenefrega!".

Lascio tale Florilegio ai posteri, a mia imperitura memoria, a mo' di Augurio Pasquale (in un primo momento avevo pensato di attendere il 1 maggio, data del terzo compleanno del blog). Non avendo avuto agio di donare al mondo alcunché in occasione del Natale, mi rifaccio a Pasqua, donando l'assicurazione che, dopo, questo post, questa boiata di blog non verrà mai più aggiornato in saecula saeculorum, per l'eternità.

Segue APPENDICE in fondo al post

Ode al Fior di Latte

Caro Vale! tu non credi
che nel latte ci sia il meglio?
E non pensi a quel che vedi
quando ancora non sei sveglio?

Ciò che dici ho per vangelo,
certo il latte è un pasto fino.
Io pensar? Volesse il Cielo,
quando lascio il mio lettino!

Si ma quando ti alzerai
preparandoti il caffè
a pensare inizierai
ad un fiore e al suo perché.

Quando a notte io mi desto,
caffè è il primo pensierino.
Ma già in piedi corro lesto
a papparmi un bocconcino.

Proprio qui! Io ti volevo!
spiega bene il bocconcino
Credo proprio sia coevo
del pensiero, dentro il sogno...al latticino! :-)

Mozzarella di mattina?
Non sarà un po' po' pesante?
Se ci aggiungo un' acciughina
'l mio respir diviene ansante!

Certo un gran bel cominciare
sopra il Dolce, quel salato
Fior di neve da gustare
Fior di latte sul palato

Pur co' du' pomodorini
-mica è dozzinale cacio-
belli, rossi e piccinini,
che ttò dda dì? è propio ar bacio!

E mò? M'è vvenuta fame!
vado a véde si sse pò
famme 'n bbibbitone immane
de bbuon latte si cce n'ho!

La più grande squisitezza
non è latte o mozzarella
e lo affermo con certezza:
sei tu, Norma, anima bella!

Norma Giumelli
Valerio Sampieri
16-17 aprile 2014



TreHuartine

Nella calda primavera
nacque un giorno il buon Giuseppe:
mai s'affanna e mai dispera
e sorrider sempre seppe.

Lory, Mario, Norma ed io
e poi Vince ed altri ancora,
in un giorno solatio
festeggiamo Giu, ognora.

Io da Norma qui ti dico,
nel tuo bel giorno di festa,
buon Giuseppe, caro amico,
tutto va, l'affetto resta.

Valerio Sampieri
18 aprile 2014

APPENDICE

Prima ho parafrasato il Vangelo, ora parafraso Totò, absit iniuria verbis. "Strarinco si nasce ed io, modestamente, lo nacqui!". Chrome è molto più maneggevole di Firefox, ma, nella creazione di un post su digiland presenta un paio di problemini. Chrome non consente il rimensionamento dei video e, spesso, delle immagini. Inoltre, quando si esegue il copia e incolla da un file txt, si perde l'interlinea semplice, che si trasforma misteriosamente in doppia. Ho tentato varie volte di domare con la forza erculea della mia mente tale atteggiamento ribelle di Chrome, ma inutilmente. Perciò, quando devo compiere tali operazioni, uso Firefox. Da casa non ci sono problemi, ma dal pc dello studio, come ieri, si, perché mi si è installata misteriosamente su firefox una barra che non vuole saperne di sparire (malgrado i miei reiterati inviti telepatici: c'è in giro una maleducazione di browser davvero incredibile!) e che, dopo aver rallentato il funzionamento generale, quando si clicca fa spostare il cursore dove gli pare e piace. E ieri sono incappato in tali atti di ingiustificata ribellione: una mancanza di riguardo nei miei confronti che non ha precedente, specialmente da parte di un browser che dovrebbe ben conoscere il rispetto dovutomi (chissà perché dovrebbe conoscerlo, poi? Bah? Mi è uscita così: cavolata più, cavolata meno, non cambia).

Avevo scritto questo post su Musicalibrieboh con Firefox, proprio per evitare il certosino lavoro sull'interlinea (per renderla semplice, è necessario operare riga per riga ed il post è lunghetto ...), ma usando il profilo di questo blog. A mia insaputa, però, il cursore aveva fatto click non sul pulsante "scrivi su questo blog", ma su "scrivi sul tuo blog", sicché, quando ho salvato, ... il post non c'era!!!! Era stato salvato qui, non lì. Perciò devo fare alcune rettifiche.

Il blog Quid Novi? compirebbe sei anni il prossimo 26 aprile ed in tale data, potrei postare per l'ultima volta. Il post sarebbe stranamente serio. Lo riterrei, senza scherzi il più importante ed anche se non dovesse apparire come il più bello da me scritto, per me lo sarebbe senza dubbio. Ma può darsi anche che questo sia il mio ultimo post. Il blog resterà così com'è, perché non ci sarà altro da aggiungere. Grazie a tutti gli amici, vi verrò a trovare di quando in quando, ed auguro a tutti una Pasqua piena di serenità.

 
 
 

A che te serve

Post n°401 pubblicato il 31 Marzo 2014 da valerio.sampieri
 
Foto di valerio.sampieri

A che te serve esse arto
se poi nun sei all'artezza?
Oppure esse bello
si drento de te nun c'è bellezza?

A che te servono li sordi
si nun conosci la ricchezza?
Oppure avè cento diplomi
si te manca la saggezza?

A che te serve 'na gran casa
ma nessuno che l'apprezza?
Oppure tanta gente intorno
ma nemmeno una carezza?

Anonimo

 
 
 

Non ci si capisce un'acca

Post n°400 pubblicato il 30 Marzo 2014 da valerio.sampieri
 

Qui ormai ognuno parla per conto suo, realtà o virtuale non sposta nulla, dato che ormai i due piani si sovrappongono. Anzi, a volte il virtuale sembrerebbe addirittura più reale del reale, diversamente non si spiegherebbe come possa essere che esistano entità astratte ed inutili come renzie, (ar)madia, sboldrazza, ciccio-grasso o putride come il vecchio ributtante catorcio comunista che non si decide mai a schiattare, liberandoci del suo insopportabile tanfo una volta per tutte.

Insomma, sembra di vivere in una vera Babilonia, in cui ognuno parla e straparla, senza che si riesca a capire cosa dica. A proposito di che, visto che ogni cantante da me citato sembra essere destinato ad una dipartita più o meno immediata, declino qualsivoglia responsabilità nel caso in cui qualcuno dei componenti del gruppo Boney M decidesse di lasciare questa valle di lacrime (penso che ormai ragazzo, o presunto tale, e ragazze debbano essere prossimi al secolo di vita)

Boney M - Rivers of Babylon (1978)

 
 
 

La ricetta maggica

Post n°399 pubblicato il 25 Marzo 2014 da valerio.sampieri
 

La ricetta maggica

Rinchiuso in un castello medievale,
er vecchio frate co' l'occhiali d'oro
spremeva da le glandole d'un toro
la forza de lo spirito vitale
per poi mischiallo, e qui stava er segreto,
in un decotto d'arnica e d'aceto.

E diceva fra sé: - Co' 'st'invenzione,
che mette fine a tutti li malanni,
un omo camperà più de cent'anni
senza che se misuri la pressione
e se conserverà gajardo e tosto
cór core in pace e co' la testa a posto.

Detto ch'ebbe così, fece una croce,
quasi volesse benedì er decotto;
ma a l'improviso intese come un fiotto
d'uno che je chiedeva sottovoce:
- Se ormai la vita è diventata un pianto
che scopo ciai de fallo campà tanto?

Devi curaje l'anima. Bisogna
che, invece d'esse schiavo com'è adesso,
ridiventi padrone de se stesso
e nun aggisca come una carogna;
pe' ritrovà la strada nun je resta
che un mezzo solo e la ricetta è questa:

«Dignità personale grammi ottanta,
sincerità corretta co' la menta,
libbertà condensata grammi trenta,
estratto depurato d'erba santa,
bonsenso, tolleranza e strafottina:
(un cucchiaro a diggiuno ogni matina)».

Trilussa, 1944

 
 
 

Er Buffone

Post n°398 pubblicato il 16 Marzo 2014 da valerio.sampieri
 

Er Buffone

Anticamente, quanno li regnanti
ciaveveno er Buffone incaricato
de falli ride - come adesso cianno
li ministri de Stato
che li fanno sta' seri, che li fanno -,
puro el Leone, Re de la Foresta,
se messe in testa de volé er Buffone.
Tutte le bestie agnedero ar concorso:
l'Orso je fece un ballo,
er Pappagallo spiferò un discorso,
e la Scimmia, la Pecora, er Cavallo...
Ogni animale, insomma, je faceva
tutto quer che poteva
pe' fallo ride e guadambiasse er posto:
però el Leone, tosto,
restava indiferente: nu' rideva.
Finché, scocciato, disse chiaramente:
Lassamo annà: nun è pe' cattiveria,
ma l'omo solo è bono a fa' er buffone:
nojantri nun ciavemo vocazzione,
nojantri semo gente troppo seria!

Trilussa

 
 
 

Dice il Saggio ...

Post n°397 pubblicato il 13 Marzo 2014 da valerio.sampieri
 

Apprezzo chi ama il silenzio altrui,
esclusivamente quando
inizia
a tacere lui per primo.

Soltanto dopo quel momento
riprenderò a disinteressarmi di lui.

 
 
 

Cuore di ...

Post n°396 pubblicato il 08 Marzo 2014 da valerio.sampieri
 
Tag: boh?!

Che meraviglia questo visetto!!!

Ancora non è in grado di parlare o balbettare ...

Pensate alla gioia che proverà chi gli sta accanto nel sentir pronunciare stentatamente le prime paroline che sorgeranno spontanee sulle labbra di questo piccolo gioiellino e, prima ancora, nel suo cuore:

"ge ni to re u no ..."

"ge ni to re du e ..."

...


 
 
 

La fiducia è una cosa seria

Post n°395 pubblicato il 06 Marzo 2014 da valerio.sampieri
 

Rivolgetevi a noi!

Non affidate i vostri risparmi a strozzini che

vi levano il sangue!

 
 
 

La maschera

Post n°394 pubblicato il 04 Marzo 2014 da valerio.sampieri
 

La maschera

Vent'anni fa m'ammascherai pur'io!
E ancora tengo er grugno de cartone
che servì p'annisconne quello mio.
Sta da vent'anni sopra un credenzone
quela Maschera buffa, ch'è restata
sempre co' la medesima espressione,
sempre co' la medesima risata.
Una vorta je chiesi: - E come fai
a conservà lo stesso bon umore
puro ne li momenti der dolore,
puro quanno me trovo fra li guai?
Felice te, che nun te cambi mai!
Felice te, che vivi senza core! -
La Maschera rispose: - E tu che piagni
che ce guadagni? Gennte! Ce guadagni
che la genti dirà: Povero diavolo,
te compatisco... me dispiace assai...
Ma, in fonno, credi, nun j'importa un cavolo!
Fa' invece come me, ch'ho sempre riso:
e se te pija la malinconia
coprete er viso co' la faccia mia
così la gente nun se scoccerà... -
D'allora in poi nascónno li dolori
de dietro a un'allegia de cartapista
e passo per un celebre egoista
che se ne frega de l'umanità!

Trilussa

 
 
 

Meandri della mente: haiku

Post n°393 pubblicato il 20 Febbraio 2014 da valerio.sampieri
 

Mi sono occupato ripetutamente, nella caterva di miei blog che nascono e muoiono come funghi (a proposito: ad alcuni sembra che piacciano moto quelli velenosi, dato che costoro sono soliti dire "A me i funghi velenosi me fanno morì"), della poesia giapponese, ma sempre sotto il profilo dei waka o tanka, che costituiscono la quasi totalità del corpo delle 21 Antologie Imperiali e delle innumerevoli altre collezioni poetiche (ne ho contate oltre 900), realizzate sino al 15° Secolo all'incirca e, comunque, sino all'avvento di Matsuo Basho.
La lingua giapponese è basata su concetti e perciò l'indeterminatezza e l'antinomia costituiscono il nucleo della produzione letteraria giapponese: tutto è sfumato e le interpretazioni che possono darsi ad un waka sono spesso contrastanti, se non addirittura opposte l'una all'altra. Mentre i choka -le poesie lunghe- hanno forma libera, i tanka hanno una ben determinata struttura, essendo composti di 5 versi che contengono soltanto 31 sillabe distribuite nel seguente ordine: 5 nel primo verso e poi 7, 5, 7, 7. La struttura concettuale del linguaggio riesce ad ovviare alla rigidità formale del componimento. I temi sono, peraltro, sempre più o meno i medesimi, secondo la struttura della prima Antologia, il Kokin Wakashu: stagioni, amore, partenze, viaggi, religione oltre a temi vari che si alternano nelle varie opere.
Con Basho, la forma poetica diventa ancor più sintetica e l'haiku diventa la forma dominante di poesia: 17 sole sillabe suddivise in tre soli versi (5, 5, 7), dei quali i primi due sono per lo più puramente descrittivi, ed il terzo segna una decisa svolta, prevalentemente verso un moto interiore, svolgendo un concetto che si distacca nettamente da quello descritto nei due versi precedenti.
Mio cognato è un grande appassionato di haiku ed io gli ho sottoposto questo mio componimento, chiedendogli cosa ne pensasse. Conoscevo già la risposta che mi avrebbe dato: "Una boiata invereconda!".
Ma questo haiku non è stato composto a fini poetici, sia perché vi manca qualsivoglia afflato poetico, sia in virtù della non correttezza formale, dato che l'ultimo verso non si distacca gran che dagli altri ed è anch'esso puramente descrittivo, a prescindere dall'opinione di mio cognato che, per una volta in vita sua, ha detto una cosa sensata.

Boschi odorosi,
ombrose fronde ...
tremuli fiori immersi.

Quale è, perciò, il motivo per cui avrei composto questo haiku? Il motivo risiede in una particolarità non facilmente riscontrabile in sette parole consecutive in lingua italiana, munite di un senso più o meno logico, racchiuse in 31 sillabe. C'è chi ha fatto di peggio, estendendo analoga particolarità ad un racconto di 50.000 parole. Ma, in tale seconda ipotesi, più che di meandri della mente (per quanto un po' mattacchiona), sarebbe, anzi è, opportuno parlare di meandri della follia più totale.

 
 
 

Raccontino anonimo

Post n°392 pubblicato il 16 Febbraio 2014 da valerio.sampieri
 

Un vecchio camminava per una strada con il suo cane. Si godeva il paesaggio, quando ad un tratto si rese conto di essere morto. Si ricordò quando stava morendo e che il cane che gli camminava al fianco era morto da anni. Si chiese dove li portava quella strada.
Dopo un poco giunsero a un alto muro bianco che costeggiava la strada e che sembrava di marmo.
In cima a una collina s'interrompeva in un alto arco che brillava alla luce del sole.
Quando vi fu davanti, vide che l'arco era chiuso da un cancello che sembrava di madreperla e che la strada che portava al cancello sembrava di oro puro.
Con il cane s'incamminò verso il cancello, dove a un lato c'era un uomo seduto a una scrivania. Arrivato davanti a lui, gli chiese:
- Scusi, dove siamo?
- Questo è Il Paradiso, signore, - rispose l'uomo
- Wow! E non si potrebbe avere un po' d'acqua?
- Certo, signore. Entri pure, dentro ho dell'acqua ghiacciata.
- L'uomo fece un gesto e il cancello si aprì
- Non può entrare anche il mio amico? - disse il viaggiatore indicando il suo cane.
- Mi spiace, signore, ma gli animali non li accettiamo.
- L'uomo pensò un istante, poi fece dietro front e tornò in strada con il suo cane.
Dopo un'altra lunga camminata, giunse in cima a un'altra collina in una strada sporca che portava all'ingresso di una fattoria, un cancello che sembrava non essere mai stato chiuso. Non c'erano recinzioni di sorta.
Avvicinandosi all'ingresso, vide un uomo che leggeva un libro seduto contro un albero.
- Mi scusi, - chiese - non avrebbe un po' d'acqua?
- Sì, certo. Laggiù c'è una pompa, entri pure.
- E il mio amico qui? - disse lui, indicando il cane.
- Vicino alla pompa dovrebbe esserci una ciotola.
Attraversarono l'ingresso ed effettivamente poco più in là; c'era un'antiquata pompa a mano, con a fianco una ciotola.
Il viaggiatore riempì la ciotola e diede una lunga sorsata, poi la offrì al cane.
Continuarono così finché non furono sazi, poi tornarono dall'uomo seduto all'albero.
- Come si chiama questo posto? - chiese il viaggiatore.
- Questo è il Paradiso.
- Beh, non è chiaro. Laggiù in fondo alla strada uno mi ha detto che era quello, il Paradiso.
- Ah, vuol dire quel posto con la strada d'oro e la cancellata di madreperla? No, quello è l'Inferno.
- E non vi secca che usino il vostro nome?
- No, ci fa comodo che selezionino quelli che per convenienza lasciano perdere i loro migliori amici.

 
 
 

Per scoprire le grandi verità ...

Post n°391 pubblicato il 14 Febbraio 2014 da valerio.sampieri
 
Tag: Amore

... a volte basta cambiare prospettiva ...

 
 
 

Er pudore

Post n°390 pubblicato il 09 Febbraio 2014 da valerio.sampieri
 

Er pudore

In fonno all'orto c'è un pupazzo antico;
un gueriero de marmo, tutto ignudo:
co' la spada e lo scudo
e la foja de fico.
Una Lumaca scivola e je striscia
su la parte più lucida e più liscia
e se ferma in un posto che nun dico...
Ossia lo dico subbito, perché
co' quarche moralista c'è pericolo
che vada cór pensiero a chi sa che!
Se tratta der bellicolo.

Ecco che un Ragno nero,
ch'ha filato una tela rilucente
da la spada a la testa der gueriero,
(l'ha fatto certamente
pe' regolà l'azzione cór pensiero),
je va incontro e je chiede: — E indove vai?
Una Lumaca onesta nun fa mai
passeggiate sur genere de questa:
se poi perdi la stima, come fai? —

A la parola stima
la Lumaca s'imbroja, se confonne:
poi, risoluta, corre e s'annisconne
sotto a la foja che v'ho detto prima.
E dice ar Ragno: — Vedi, amico mio?
Ho conosciuto un sacco de signore
che in certi casi sarveno er pudore
co' lo stesso sistema che ciò io...

Trilussa

 
 
 

Li vecchi

Post n°389 pubblicato il 02 Febbraio 2014 da valerio.sampieri
 

Li vecchi

Certi Capretti dissero a un Caprone:
- Che belle corna! Nun se so' mai viste!
Perchè te so' cresciute a tortijone?
- Questo è un affare che saprete poi...
- disse er Caprone - Chè, se Iddio v'assiste,
diventerete becchi pure voi.

Trilussa

 
 
 

La Verità

Post n°388 pubblicato il 28 Gennaio 2014 da valerio.sampieri
 

La Verità

La Verità che stava in fonno ar pozzo
Una vorta strillò: - Correte, gente,
Chè l’acqua m’è arivata ar gargarozzo! -
La folla corse subbito
Co’ le corde e le scale: ma un Pretozzo
Trovò ch’era un affare sconveniente.
- Prima de falla uscì - dice - bisogna
Che je mettemo quarche cosa addosso
Perchè senza camicia è ‘na vergogna!
Coprimola un po’ tutti: io, come prete,
Je posso dà’ er treppizzi, ar resto poi
Ce penserete voi...

- M’assoccio volentieri a la proposta
- Disse un Ministro ch’approvò l’idea. -
Pe’ conto mio je cedo la livrea
Che Dio lo sa l’inchini che me costa;
Ma ormai solo la giacca
È l’abbito ch’attacca. -

Bastò la mossa; ognuno,
Chi più chi meno, je buttò una cosa
Pe’ vedè’ de coprilla un po’ per uno;
E er pozzo in un baleno se riempì:
Da la camicia bianca d’una sposa
A la corvatta rossa d’un tribbuno,
Da un fracche aristocratico a un cheppì.

Passata ‘na mezz’ora,
La Verità, che s’era già vestita,
S’arrampicò a la corda e sortì fôra:
Sortì fôra e cantò: - Fior de cicuta,
Ner modo che m’avete combinata
Purtroppo nun sarò riconosciuta!

Trilussa

 
 
 
Successivi »
 
 
 

INFO


Un blog di: valerio.sampieri
Data di creazione: 26/04/2008
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

card.napellusazzurracelesteNORMAGIUMELLIvalerio.sampieriDueHalzini47Vince198piccirilloadasolazzol.luvi2008lubopolamiapellekurenai1986karel_APhoenix_from_Mars
 
 

ULTIMI POST DEL BLOG NUMQUAM DEFICERE ANIMO

Caricamento...
 

ULTIMI POST DEL BLOG HEART IN A CAGE

Caricamento...
 

ULTIMI POST DEL BLOG IGNORANTE CONSAPEVOLE

Caricamento...
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom