Quid novi?Letteratura, musica e quello che mi interessa |
CHIARIMENTI
Le notizie riportate nel presente blog, ove altrimenti non specificato, sono affidate alla memoria dell' autore e non possono pertanto essere considerate degne della minima fede. Ritengo sia mio preciso obbligo morale diffondere bufale, spacciandole per vere e viceversa. Chi si fida di me sbaglia a farlo, ma, volendo, potrebbe prendere spunto da quel bel po' di verità che sarà in grado di trovare in ciò che scrivo, per approfondire l' argomento, se gli interessa, altrimenti, ciccia.
Chi volesse comunque riferirsi a fonti ancor meno affidabili di una vacillante memoria di un incallito bufalaro, potrà consultare Wikipedia o, peggio ancora, la Treccani Online che a Wikipedia spesso rinvia. Degno di considerazione è il fatto che le idiozie di cui Wikipedia è spesso -non sempre, siamo onesti- intrisa fino al midollo sono consultabili gratis, laddove per la redazione della Treccani online lo Stato ha erogato all' ente, presieduto da un non bene amato ex ministro di nome Giuliano, due bei milioncini di euro nostri: che fine avranno fatto? Non c'è alcuna malizia da parte mia, s'intende, nel formulare questa domanda: solo semplice curiosità.
La lettura di questo blog è vivamente sconsigliata a chi ignora cosa sia l'ironia e/o non è in grado di discernere il vero dal falso.
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Non so se qualcuno possa essermi di ausilio, ma il mio cervellino non riesce a raggiungere le vette attinte dai grandi "Saggi" che ponzano per noi, curando amorevolmente i nostri destini. Mi struggo e mi arrovello tra ambasce tali, da vedermi costretto ad interrompere, soltanto per oggi, il letargo blogghico, che tosto riprenderà più bello e superbo che prìà. |
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Lei pensa che io sia importante |
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Post n°338 pubblicato il 26 Marzo 2013 da valerio.sampieri
E le anime belle dove sono? Franco Battiato ha affermato, parlando all'estero, davanti al parlamento europeo, che il Parlamento Italiano è pieno di troie. Non sarà un zinzino sessista tale affermazione? Attendo impaziente che gli indignati speciali in servizio permanete effettivo facciano sentire la loro vibrante voce, chiedendo, come minimo, l'evirazione del sudicio maschilista. A prescindere da ogni altra considerazione e dal gravissimo discredito gettato sulla massima istituzione del nostro ordinamento da parte di un presunto rappresentante di altra istituzione, ed a prescindere anche dall'oggettiva stupidità dell'accusa, frutto di una evidente deviazione mentale di chi, probabilmente, nun ja fà ppiù e si trova obbligato a sfogare con tale volgarità la propria frustrazione sessuale, l'affermazione è falsa. Con il termine "troia" si indica una donna che usa fare mercimonio del proprio corpo, offrendo favori sessuali in cambio dell'uso del proprio corpo. Caso vuole che, tra le tante, in Parlamento sieda anche rosabbinda. Ma chi vuole, Battiato, che se la chiavi quella lì? Ma manco se è lei a pagare! Ecco spiegato il significato dell'espressione del titolo, espressa in vernacolo. |
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Post n°337 pubblicato il 25 Marzo 2013 da valerio.sampieri
Art. 264. Chiunque, incaricato dal Governo italiano di trattare all'estero affari di Stato, si rende infedele al mandato è punito, se dal fatto possa derivare nocumento all'interesse nazionale, con la reclusione non inferiore a cinque anni. |
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Post n°336 pubblicato il 25 Marzo 2013 da valerio.sampieri
Art. 244. Chiunque, senza l'approvazione del Governo, fa arruolamenti o compie altri atti ostili contro uno Stato estero, in modo da esporre lo Stato italiano al pericolo di una guerra, è punito con la reclusione da sei a diciotto anni; se la guerra avviene, è punito con l'ergastolo. |
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Post n°335 pubblicato il 23 Marzo 2013 da valerio.sampieri
Il brano seguente è tratto dal libro "Roma cristiana nei primi secoli", Volume 1, del Conte Tullio Dandolo, D. Sensi, 1865 Il Conte Tullio Dandolo, nato a Varese nel 1801, morto ad Urbino nel 1870, fu prolifico scrittore, dotato di notevole erudizione. I suoi scritti riportano spesso, sotto il titolo, la dicitura "Anzitutto son cattolico ed italiano". Ho trovato di enorme interesse i suoi 5 olumi -editi a Milano nel 1857 presso Volpato e Comp. Editori (i primi quattro) e presso Natale Battezzati l'ultimo- intitolati "Roma ed i Papi - Studi storici filosofici letterari ed artistici. Non mi sento di concordare col giudizio seminegativo che di lui offre la Treccani online: del resto, da quando l' Enciclopedia è presieduta dal topo malefico e mefitico che per primo, nel 1992, ficcò le mani nei conti bancari dei cittadini, non è che alla gloriosa Treccani si possa dare più gran credito. Amato è una sorta di Re Mida al contrario: trasforma in merda tutto l'oro che tocca. "E' dato nome di persecuzioni generali ai dieci maggiori eccidii, a cui, da Nerone a Diocleziano, soggiacquero i Cristiani per decreto d'imperatori promulgato e messo in esecuzione in ogni parte della dominazione romana. Benchè la guerra dichiarata ai seguaci di Cristo sia cominciata sul Calvario colla morte del lor divino Maestro, e la loro proscrizione abbia infierito anche dopo Costantino sotto Giuliano, le dieci persecuzioni generali vincono per intensità, crudeltà, e numero di vittime le altre infinite, che mai non cessarono d'insanguinare questa o quella provincia, in conseguenza del maltalento d'un governatore, del fanatismo d una popolazione: siccome i decreti proscrittori non eran altro che sospesi, giammai aboliti, così dipendeva da volontà individuali, da circostanze peculiari lo scoppiare e l'infierire d'una persecuzione parziale; e può affermarsi che da Nerone a Diocleziano non passò un anno, anzi un giorno che non aggiungesse nomi all'albo glorioso dei Martiri. Delle persecuzioni che furono universali intende- fare una rapida rivista, introduzione opportuna, richiamo ad una certa qual unità relativamente ai racconti che terranno dietro; conciossiachè, dato fine a cosiffatti preliminari, mi condurrò a spigolare negli Atti de'Martiri alcune mirabili e toccanti narrative che vi si contendono. D'onde una tale continuità di stragi giudiziarie? che cos' aveano fatto i Cristiani per provocarle? evidentemente innocui, innocenti quali erano, perchè venner trattati durante trecento anni senza interruzione, da cospiratori, da ribelli, da scellerati? La spiegazione del quesito sta in questo; che Satana, avendo in origine usurpato imperio sovr'Adamo, e predominio sulla sua discendenza, il Figlio di Dio, fattosi uomo, e sceso sulla Terra per salvare il genere umano, spodestò col suo sagrificio l' usurpatore, e risalito al cielo commise alla Chiesa il proseguimento visibile dell'opera redentrice, ch' Egli invisibilmente proteggeva dalla sede della sua gloria: or bene, a Cristo, legittimo Signore del mondo e delle anime, ed alla Chiesa da Lui fondata, contradisse, resistette, ne' limiti consentitigli da Dio, Satana ladro d' anime, tiranno del mondo: questa è la cagion unica e vera delle persecuzioni a cui soggiacque, soggiace, e soggiacerà, finchè sarà militante, la Chiesa: l'azione satanica, varia di forme secondo i tempi, non ha quietato, nè quieterà mai; ciò ch' è oggi insania d'idee filosofiche, nel Medio Evo era prevalenza di superstizioni, e ne' primi secoli violenza di proscrizioni. La prima persecuzione generale contro i Cristiani scoppiò regnante Nerone nell'anno 64 dell'Era Volgare; e, durata tre anni, ci presenta, per opera del tiranno raccolte a fascio le stravaganze della iniquità onnipotente. Grande fu il numero de'Martiri allora, ingens mvltitudo, scrisse Tacito, tra' quai primeggiarono gli apostoli Pietro e Paolo, due uffiziali della Casa di Cesare Torpete ed Eraclio, ed una donna stata amata da lui della quale non si sa bene il nome. Seconda persecuzione, dall' 81 al 96. Rivale di Nerone in nequizia, Domiziano associò parimenti follia e crudeltà: furono vittime della sua rabbia anticristiana personaggi illustri; mandò al supplizio Flavio Clemente, e Domitilla suoi consanguinei. Terza persecuzione dal 107 al 117. Dominato da vizii, su quai la storia adulatrice ha gettato un velo di trionfi riportati, di monumenti eretti, Trajano perseguitò nei Cristiani la innocenza della vita. Quarta persecuzione dal 120 al 138. La infamia de' costumi rendeva degno Adriano di succedere a Trajano, e lo collocava naturale nemico de' seguaci del Vangelo. Il cinismo dell' amante d'Antinoo giunse fino a dedicare a Venere i luoghi che il Redentore avea consacrati colla sua passione, e la sua morte. Quinta persecuzione dell'anno 140. L'appellativo di pio male associasi al nome del marito di Faustina. A que' dì per la prima fiata una voce coraggiosa si alzò a difendere i Cristiani, presentandone l ' apologia ad Antonino lor proscrittore: quell'eloquente richiamo alla giustizia violata costò la vita a S. Giustino che lo avea formulato. Sesta persecuzione dell'anno 163. Ecco la lettera di Plinio proconsole in Bitinia all'imperatore Trajano: Trajano rispose: « Ti sei convenientemente diportato nella causa dei denunziati al tuo tribunale quali cristiani: in tali particolari non si ponno assegnare regole generali. Non si debbon aprire processi contro costoro; però accusati e convinti si puniscano. Chi nega d'essere cristiano, e lo chiarisca, col fatto i nostri Dei invocando, benchè sospetto, rimandisi. Le denunzie anonime, poi, non si voglion accogliere, qualunque sia il delitto denunziato; sarebbe cosa di pessimo esempio, indegna del nostro secolo.» Dai processi intentati da Plinio, e dal suo carteggio con Trajano risulta che il mero fatto d'essere cristiano costituiva delitto; e ciò per forza, non di special legge, ma per arbitrio del Proconsole investito dell' imperium da delégazione del Principe (NOTA: Vedasi Roma pagana lib. III. cap. K). La estensione di cui questa delegazione poteva essere suscettiva, sino a qual punto il Cristianesimo in que' primordii venisse sceverato dal giudaismo, ch'era culto tollerato, e quanto potessero parere sospette ai magistrati le ragunanze cristiane, tuttociò dipendeva dall'indole individuale de' proconsoli, dal favore, dalla indifferenza, o dalla ostilità con cui venivano accolte in una od altra provincia le novità cristiane. Possiamo affermare sulle generali che il Cristianesimo, finchè non cominciò a diradare sensibilmente la folla nei templi, e sulle gradinate degli anfiteatri, piuttosto venne disprezzato, che temuto, e perseguitato: sul lustro esteriore del politeismo non reagiva la decadenza interiore di questo: i filosofi, per aver abjurate le credenze popolari, non avevano tralasciato di occupare i seggi, che, per magistrature, o sacerdozii, loro spettavano: nel teatro, nel circo gli adoratori d'Iside, e Mitra frammischiavansi a que' di Bacco, di Giove: anche gli Ebrei si andavano spogliando dell'antica severità: dopo la caduta di Gerusalemme, prigionieri israeliti si arruolarono gladiatori, ed è ricordato di fazioni, nel teatro di Alessandria, greca ed ebrea: I Cristiani, invece, stavano fermi allo astenersi da spettacoli bruttati da lascivie e crudeltà: pochi tuttavia, la loro astensione durava inavvertita entro quegli affollati recinti; però l'epoca era presso in cui doveva venir loro apposto a crimenlese il rifiuto di assistere alle feste celebrate in onore degl'imperanti. Del primo risvegliarsi di cotesto sentimento ostile e sospettoso dà indizio la citata lettera di Plinio. Le persecuzioni di Nerone e Domiziano erano state empiti feroci di tiranni che cercavano trastulli per la plebe, sfoghi alla crudeltà propria: da Trajano a Marco le persecuzioni diventarono provvedimenti d' una politica sospettosa: non fu che da Decio in avanti che si scambiarono in atroce guerra intimata a nemico formidabil e temuto. Settima persecuzione generale dell'anno 202 al 211. Ottava persecuzione dell'anno 213. Nona persecuzione dell'anno 258. Alessandro nato in Siria, e cresciuto dalla virtuosa Giulia Moesa sua madre a rispettare le credenze cristiane, nelle quai l'aveva iniziata Origene, adottò per sè un simbolo meramente Glosofico. Rendeva pubblicamente omaggio agli Dei del Campidoglio, nel tempo stesso che interveniva in Oriente a'riti d'Iside e Mitra: nella cappella del palazzo imperiale teneva raccolte, quasi di Savii domestici, le immagini dei fondatori dei sistemi teofilosofici più celebrati Orfeo, Abramo, Cristo, Apollonio; Orfeo rappresentavagli la sapienza contenuta ne' misterii, e il culto purificato della natura, mercè cui elevati ingegni si studiavano scambiare i delirii mitologici in nobili allegorie: Abramo veniva messo innanzi quale legislatore degli Ebrei in cambio di Mosè, forse per la tradizione della santità del Patriarca, diffusa e viva presso gl' Israeliti suoi discendenti, e presso gli Arabi da lui parimenti derivati: ad Apollonio di Tiana si attribuiva il vanto di avere instaurata la teurgia, arcano insegnamento padroneggiante la gerarchia degli esseri: dacchè il Cristianesimo aveva cessato d' essere ciecamente creduto un' abbominevole superstizione, gl'innocenti costumi, la temperanza, la carità dei neofiti aveano mondo da ogni taccia il Maestro de'Cristiani nella opinione dei Savii, e l' omaggio che Alessandro Severo gli tributò, collocandone l'effigie nel proprio sacrario, già per sè chiariva avvenuto nel mondo romano un gran mutamento. Al qual fatto la storia aggiunge indicazione d'altre importanti novità. Vescovi e Sacerdoti del culto dianzi abborrito, non solamente senza pericolo, ma con aperta professione dell'essere loro, edificarono chiese, e acquistaron poderi per dotarle. Con sorpresa de'pagani la religione di Cristo non era stata vista possedere sacrarii, a differenza degli Ebrei, di cui erano note le sinagoghe: i Cristiani si radunavano furtivamente in recessi sconosciuti: che se con ciò schivavano il pericolo di venire sorpresi, quel misterioso procedere avvalorava la opinione popolare delle infamie loro attribuite: oltrechè un culto senza tempio riusciva innesplicabile ai pagani, e loro forniva appiglio ad accuse di ateismo. Regnante Alessandro Severo ( dal 222 al 235 ) i costumi, e i riti dei seguaci di Gesù conseguirono di potersi finalmente affacciare alla pubblicità, e sfidare i giudizii degli uomini. I progressi del Cristianesimo furono allora grandissimi. Le guerre tra' contendenti la porpora imperiale, le invasioni barbariche, e tutte le altre calamità piombate sull'Impero resero vieppiù sentito il bisogno di cercare un rifugio ove ristorare gli animi esterrefatti con annunzii di pace. Il politeismo soggiacque agl'influssi di questo nuov'ordine d'idee; la filosofia statagli dianzi avversa, strinse alleanza con esso contro del cristianesimo: ne provvenne un curioso impasto. Se il neoplatonismo, qual veniva insegnato da suoi instauratori, scandolezzava sì poco Clemente Alessandrino da attribuire a Pitagora e Socrate lode di precursori della luce evangelica, il cristianesimo, alla sua volta, cominciava, mediante la sublimità delle sue rivelazioni intorno la natura divina, e mediante la purezza della sua morale, a trovar grazia presso dei Savii pagani, onde Ottavio nel dialogo di Minuzio Felice potè dire ... ho esposte le opinioni degli antichi Sapienti che tutti credettero in un Dio solo; e siami lecito conchiudere, o che gli odierni cristiani sono filosofi, o che i filosofi antichi sentivano cristianamente. ... I pagani illuminati del terzo secolo andavano discosti in fatto di credenze dai Greci e dai Romani vissuti ne' secoli precedenti: colla celebrazione di riti alla foggia degli antenati adombravano un deismo speculativo: l'unità di Dio, uno dei donimi fondamentali del cristianesimo, era stato ammesso dagli apparentemente politeisti. II paganesimo aveva subito cambiamento non solo nelle basi, ma anche nelle forme. La incredulità lucianesca presto scadde, e suscitò una reazione, per effetto della quale non v'ebbe chiaro giureconsulto e filosofo del terzo secolo che professasse pel culto nazionale il disprezzo che Stoici ed Epicurei avevan ostentato al tempo di Lucrezio, e di Catone. La religiosità rinascente, generando ne' suoi traviamenti superstizioni novelle, cooperò colla trasformata filosofia a scalzare le fondamenta della religione avita, ed a crearne un' altra, che fu il neoplatonismo, di setta filosofica tramutato in cullo quel di cui cominciò ad appropriarsi gli elementi teurgici contenuti nelle dottrine orientali che giudicò armonizzare col proprio sistema: fu mistura di stravaganze e buona fede, di avventatezze e gravità, di tenebre e luce: creò una letteratura per proprio uso, nella quale l'Apollonio di Filostrato tenne luogo di Vangelo e d'Odissea, il Pitagora di Jamblico figurò la Ciropedià, e l'Enneadi di Plotino equivalsero a manuale universale; pose a contribuzione la Grecia antica per invigorire il proprio sistema, ed appropriatisi tutti que'miti che riuscì ad allegorizzare, si tacque degli altri cercando che cadessero in dimenticanza. Il qual paganesimo filosofico, inetto a conseguire autorità sul popolo, valse a fornire pascolo agl' ingegni speculativi: collegavasi colle dottrine gnostiche e panteistiche a cui era ligio l'Oriente; garbava ai fantastici per le rivelazioni che spacciava intorno le gerarchie degli spiriti; gradiva ai passionati per le franchigie che loro accordava; trastullava i superstiziosi con una miriade di riti e scongiuri creduti porre in comunicazione il mondo visibile coll' invisibile, e sottomettere all' uomo i Genii: oltrechè precipua forza di siffatta teurgia era la pieghevolezza con cui si affratellava con qualunque dottrina, qui scendendo al sincretismo, là elevandosi al simbolismo. Alessandria ed Atene furon i centri della religione neoplatonica, la qual ebbe poscia in Giuliano il suo campione. A considerarla come un rifugio aperto a pensatori che ripugnavano di arrendersi alla luce del Vangelo, o come un'apologia che apparecchiavansi contro chi li avesse accusati di secondare le superstizioni volgari; a considerare, dico, questa bizzarra religione sotto cosifatto punto di vista, la potremmo riputare un pericoloso avversario del Cristianesimo: ma ci piaccia porre mente, che, quanto più con- sottigliezze e astrazioni la religione neoplatonica cercava mondarsi dalle brutture della idolatria, tanto più diventava enimmatica, e difettava di applicazione: in epoca sprofondata ne'guai, qual era il terzo secolo, gli uomini, non di tenebrose dottrine eran avidi, ma di fede che gl' invigorisse, di carità che li confortasse, di speranza che li sorreggesse; e comprenderemo di leggeri che questa suprema prova di costituire il politeismo doveva andare fallita a fronte del cristianesimo, il quale, anche facendo astrazione dalla sua divinità, nella sua parte teologica accoglieva più mirabili rivelazioni e nella pratica più c.onfortevoli prescrizioni di quante n' avevano saputo mettere fuori le precedenti filosofie e teurgie. La calma goduta dalla Chiesa sotto Alessandro Severo svanì tosto che il brutale Massimino usurpò il potere supremo: i cristiani più d'ogni altro sperimentarono spietato il giogo che schiacciava l'impero. E fatto degno di avvertenza che gl' imperatori nati in Oriente furono manco avversi al Cristianesimo, verosimilmente perchè in fatto di religione professavano una specie di ecclettismo filosofico meno intinto d'intolleranza. L'Oriente depositario delle prime comunicazioni state fatte all'Uomo da Dio, avea conservate tracce di quella primitiva sapienza, e le sue religioni, per quanto andate guaste da errori, avevano saputo mantenersi scevre, almeno presso le classi elevate, dal cieco sanguinario fanatismo che contaminava Occidente e Settentrione: oltredichè gl'imperatori venuti dall'Oriente non erano dominati dall'orgoglio quiritico, cresciuto principale sostegno del paganesimo romano. Decima persecuzione dal 302 al 311. Chi considera quale fosse Diocleziano non può trattenersi dal pensare che a lui, meglio che a Costantino, sarebbe paruto spettare di collocare in trono il Cristianesimo. Con quanta noncuranza d'ogni prisca istituzione quel figlio d'uno schiavo salito imperatore aveva ardito assoggettare i Romani alle forme, alle abbiezioni del dispotismo orientale! il venturiero, che non si peritò di cingersi il capo della corona reale nella Città di Bruto, er'abbastanza coraggioso per innalberare la Croce sul Campidoglio: ma la mente di Diocleziano era troppo da meno del sublime concetto: con intitolarsi Giovio porse un' arra al paganesimo di protezione e difesa, quel paganesimo che non era più il quiritico, sibbene un impasto di neoplatonismo e di culto del Sole. Irresistibile concorso di circostanze, affrettava la crisi: Diocleziano non sapeva comportarsi in pace che fiorisse e si andasse continuamente dilatando nel!' Impero una religione, i cui ascritti subordinavano i voleri del Principe ai prescritti d'un Dio ignoto; epperò, già vecchio ed infermo, gli ripugnava di appiccare una lotta che prevedeva dover essere terribile. Il collega Galerio, rozzo soldato, educato dalla madre barbara alle superstizioni atroci dalle foreste della Dacia nativa, detestava i Cristiani, perchè alla lor astensione dai sagrificii attribuiva la mala riuscita della sua spedizione persiana. Già Massimiano, altro collega di Diocleziano avea dato l'esempio di punire di morte ne'soldati il rifiuto di compartecipare ai riti idolatri. Il tragico avvenimento merita peculiare menzione. Illustre per prove di valore e di fedeltà la legione Tebana componeasi di seimilaseicento soldati tutti cristiani: comandata di sagrificare a Giove, e di prestar mano alla persecuzione, ed al supplizio di correligionarii, rifiutossi: Massimiano la dannò alla decimazione, e ripetè il comando. I legionarii per bocca del loro tribuno Maurizio gli presentaron allora questa dichiarazione: ... « Siamo tuoi soldati, o Augusto, ma senza cessare d'essere sudditi a Dio: a te dobbiamo là milizia, a Lui la innocenza; da te riceviamo il salario de'prestati servigi; Ei ci diede la vita del corpo e dell' anima gratuitamente: ci è impossibile obbedire a te, rinnegando Lui, ch'è nostro e tuo signore. Ci arrenderemo, come sempre ci arrenderemmo, al tuo volere, ogniqualvolta desso non contradirà quello di Dio. Ti offriamo i nostri servigii contro i nemici del nome romano; ma reputiamo delitto versare sangue innocente: sappiamo combattere avversarli armati; non sappiamo sgozzare fratelli inermi: ci riteniamo arruolati a tutela, non a sterminio di cittadini incolpevoli; nella quale missione trovammo sinora la ricompensa de'pericoli corsi, delle fatiche sopportate. Fai ricerca di cristiani per ispegnerli? eccoci! non hai mestieri di cercare più oltre. Vedemmo testè trucidare i compagni; il loro sangue schizzò su di noi; eppure la loro morte non ci strappò querele, o lagrime; cantammo anzi l'osanna, perch'erano stati trovati degni di morire a quel modo. Oggi stesso l'eccidio che ci sovrimpende non c'ispira paura, o cruccio: siamo armati, ma non resisteremo, perchè preferiamo venire uccisi, ad uccidere, e morire innocenti a vivere colpevoli ... Massimiano li condannò. Quando giunsero le legioni a cui era commessa la strage, la Tebana depose le armi, e presentò i petti: soldati incanutiti nelle battaglie, fregiati de'meritati premii del valore si lasciarono scannare come agnelli, e segnarono co'proprii cadaveri le file de'manipoli, avvegnacchè si erano schierati come in occasione di parata. A questa gran tragedia si prestò teatro Octoduro sugli sbocchi del Vallese, ove sorge oggi la borgata di San Maurizio. Vinto dalle sollecitazioni di Galerio, dagli esempii di Massimiano, Diocleziano consentì che il giorno antecedente la promulgazione dell'editto proscrittore la chiesa di Nicomedia torreggiante sul colle venisse abbattuta dai pretoriani. |
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Post n°334 pubblicato il 21 Marzo 2013 da valerio.sampieri
L'aspirante premier, in un insolito look, con baffi e bombetta, ci illustra il suo programma (stranamente, in questa vecchia registrazione, bersanov appare un po' meno coglione del solito) Finalmente bersanov parla in modo intelligente, per il suo standard ovviamente (chi vuole vedersi altri video, segua il link) |
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Post n°333 pubblicato il 17 Marzo 2013 da valerio.sampieri
"Ben vestito dèe andar ciascuno, secondo sua conditione e secondo sua età, perciò che, altrimenti facendo, pare che egli sprezzi la gente: e perciò solevano i cittadini di Padova prendersi ad onta quando alcun gentiluomo vinitiano andava per la loro città in saio, quasi gli fosse aviso di essere in contado. E non solamente vogliono i vestimenti essere di fini panni, ma si dèe l’uomo sforzare di ritrarsi più che può al costume degli altri cittadini, e lasciarsi volgere alle usanze; come che forse meno commode o meno leggiadre che le antiche per aventura non erano, o non gli parevano a lui. E se tutta la tua città averà tonduti i capelli, non si vuol portar la zazzera, o, dove gli altri cittadini siano con la barba, tagliarlati tu: perciò che questo è un contradire agli altri, la qual cosa (cioè il contradire nel costumar con le persone) non si dèe fare, se non in caso di necessità, come noi diremo poco appresso, imperò che questo innanzi ad ogni altro cattivo vezzo ci rende odiosi al più delle persone. Non è adunque da opporsi alle usanze comuni in questi cotali fatti, ma da secondarle mezzanamente, acciò che tu solo non sii colui che nelle tue contrade abbia la guarnaccia lunga fino in sul tallone, ove tutti gli altri la portino cortissima poco più giù che la cintura." Da "Galateo" di Giovanni Della Casa, Capitolo VII. Adattarsi alle abitudini altrui è perciò un fatto di semplice educazione. Magari sarebbe bene rammentarlo a quella maestra cogliona che nei giorni scorsi ha vietato la Festa del Papà, perché in classe c'è un bambino che ha due mamme. Penso che sarà questo bambino a dover imparare che la sua situazione non costituisce una sua colpa e non richiede né compatimenti, né privilegi a danno altrui. Il comportamento di quella deficiente va in senso diametralmente opposto ed in più costituisce una vera e propria violenza morale nei confronti del resto della classe. Mi si potrebbe obiettare, visto il tema del post: ma perché definisci quella scimunita "cogliona" e "deficente"? Appunto per questo, per restare in tema con il post: perché voglio essere educato con lei. |
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Nome Reale: Gaynor Hopkins Bonnie Tyler - Total Eclipse of the Heart (1983) Turnaround, Every now and then I get a little bit lonely and you're never coming round / Turnaround, Every now and then I get a little bit tired of listening to the sound of my tears / Turnaround, Every now and then I get a little bit nervous that the best of all the years have gone by / Turnaround, Every now and then I get a little bit terrified and then I see the look in your eyes / Turnaround bright eyes, Every now and then I fall apart / Turnaround bright eyes, Every now and then I fall apart Bonnie Tyler - It's a Heartache
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Suzi Quatro - Can The Can (1973) Suzi Quatro - She's in Love with You (1978) Suzi Quatro - Rock Hard (1980) |
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Sarò diventato prematuramente anziano, sarò invecchiato, sarò quello che vi pare, ma la lettura di un buon libro ti offre sensazioni impagabili. Purtroppo, il tempo è quello che è e pertanto i libri bisogna accontentarsi di sfogliarli su internet in formato pdf. Ma un libro vero, sfogliato nel silenzio e nella pace di una biblioteca, è tutt'altra cosa. L'atmosfera coinvolgente costituisce un quid che ti solletica lo spirito e non solo quello ... altro non puoi fare, se non concentrarti intensamente sull'oggetto del tuo desiderio. Questa si che è una biblioteca fatta come si deve!
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Post n°329 pubblicato il 09 Marzo 2013 da valerio.sampieri
"L'asino d'oro di Lucio Apuleio "APPENDICE NOVELLA DELLO STERNUTO .... Andava tutta via dietro cianciando la vecchierella, quando levata la fascia dagli occhi, nè per altra cosa tanto di ciò mi Era costui vicino alle spalle della donna collocato, e però nel La qual cosa mi dette aiuto alla desiderata vendetta. Imperò ch'io La lettura della novella e del libro è più agevole adoperando il seguente link: http://books.google.it/books?id=u1BBAAAAMAAJ&dq=Apuleio&as_brr=1&hl=it&pg=PA267&output=embed |
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Il Cavaliere salvo se diventa di sinistraBerlusconi nella sua vita ha commesso un solo grave, imperdonabile errore: ha sbagliato non a fondare un partito, ma a fondarlo di destra Vittorio Feltri - Gio, 07/03/2013 - 15:00 Quello che comincio a scrivere è un articolo aspramente critico nei confronti di Silvio Berlusconi. Lo pubblico sul Giornale della sua famiglia non per ingratitudine, ma per coerenza col mio pensiero talmente debole da essermi venuto in mente soltanto tre minuti fa, dopo una gestazione quasi ventennale.
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Post n°327 pubblicato il 03 Marzo 2013 da valerio.sampieri
Questa è la versione definitiva di Babbabia, un video già a suo tempo pubblicato su queste pagine. Riprese dal vivo e montaggio, del tutto stomachevoli, sono opera di Sam Wall OMB. In realtà esisteva una ulteriore versione del video, nella quale si dava atto che le riprese erano opera di Francy, ma essa è andata irrimediabilmente perduta allorché il portatile nel quale era custodita ha esalato l'ultimo respiro. Sam Wall OMB - Ultimate Babbabia (2002/2011) Considerate perciò questo video come una preziosa reliquia e meditate sugli amari destini che attendono il genere umano. |


Inviato da: Vince198
il 16/05/2013 alle 13:01
Inviato da: angeligian
il 12/05/2013 alle 10:26
Inviato da: Vince198
il 24/04/2013 alle 09:00
Inviato da: chiarapertini82
il 15/04/2013 alle 15:28
Inviato da: lamiapelle
il 14/04/2013 alle 16:00