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Messaggi del 16/06/2017

L'incapace

Post n°3973 pubblicato il 16 Giugno 2017 da valerio.sampieri
 

Povia - L'incapace - 2009
Dall'album: Centravanti di mestiere



L'incapace non fa niente da solo perchè in fondo niente sa fare
proprio per questo che l'unico ruolo che gli riesce bene è comandare
l'incapace non ammette l'errore e da la colpa a te
come si diverte a farti del male tanto poi ti dice lo faccio per te
l'incapace non fa niente per niente ma ti dice che ti ama è solo un proprio di puttana

l'incapace è colui che metterà il mondo sulla croce e continuerà finchè morirà
l'incapace si nasconde bene in mezzo alla gente io non ci divento come te

è incapace ma non è cattivo qualche volta piange anche lui
dice che ascolta capisce perdona ecco perchè sembra uno di noi
ti accarezza e dopo ti pugnala tutto molto all'italiana ?sei proprio un figlio di puttana?

l'incapace piano piano spegnerà tutta la tua luce e continuerà finchè morirà
con la voce dice il vero ma con la mente mente
amici e amori non hai e il bello è che non lo sai

la rovina del mondo non sono i cattivi ma gli incapaci

incapace vuoi vedere che scendiamo dalla croce non ti salverai garantiamo noi
incapace non scappare tanto non serve a niente
e continuerà finchè morirà l'incapace si nasconde bene in mezzo alla gente
io non ci divento come te

 
 
 

In cerca di morte 01

Post n°3972 pubblicato il 16 Giugno 2017 da valerio.sampieri
 

In cerca di morte 01

In Serata all’osteria della Scapigliatura si racconta che un giorno Tarchetti, non sapendo come sbarcare il lunario, "fece incollare sulle cantonate della città un avviso col quale si proponeva quale professore di conversazione inglese. Idea, è proprio il caso di dire, scapigliata, perché Tarchetti non conosceva una sola parola di quella lingua". Venne contattato da una signora dell’alta società che conosceva l’inglese perfettamente: "Mandò quindi un biglietto d’invito al Tarchetti, il quale, come se nulla fosse, andò a presentarsi e a raccontare come stavano in realtà le cose. «Non sapete l’inglese?» disse tranquillamente la signora. «Bene, ve lo insegnerò io». E glielo insegnò. Il maestro si fece scolaro.



In cerca di morte

Da: Racconti umoristici
di Igino Ugo Tarchetti
Milano, E. Treves e C. Editori, 1869

Pochi anni or sono, in un vecchio palazzo della via Recourse a Londra, conosciuto sotto il nome di Game of chance house (casa dei giuochi di rischio), convenivano ogni sera tutti i giovani eleganti del quartiere così detto di Reckless-men, per azzardarvi qualche migliaio di sterline al whist o al tarocco, ma più specialmente al diamonds-game (giuoco dei quadri).
I fashionables, i zerbini di quel quartiere, dopo aver cavalcato lungo i viali di Regent's park, o tirato di sciabola nelle sale di Mr. Wooden, il celebre schermitore, o gareggiato nelle corse dei boats sul Tamigi, provavano spesso degli assalti di spleen tormentosi, degli orribili istanti di noja; di quella noia fredda, piena, profonda, mortale, che non può essere provata che dagli inglesi, e che ha tanta analogia col loro cielo, colle loro pioggie, e colle loro nebbie perenni. Era naturale che essi sentissero quindi il bisogno di scosse più vive, di emozioni più eccitanti, e che non potendo procurarsele altrimenti, venissero a chiederle al giuoco. Il carattere degli inglesi è freddo e pacato, ma nel fondo del loro cuore vi è sempre qualche cosa di palpitante e di vivo; essi lo sentono e subiscono spesso, loro malgrado, il predominio della loro natura lenta e inflessibile: le maggiori eccentricità inglesi non segnano sovente che il limite estremo dei maggiori sforzi che essi hanno fatto per dominarla e per vincerla. E se è vero che l'affetto del danaro costituisce una delle loro passioni più tenaci, il giuoco che uno dei mezzi più solleciti per moltiplicarlo o per perderlo, deve offrir loro naturalmente una fonte di emozioni energiche e grandissime.
Ecco perché i giovani del quartiere di Reckless-men si raccoglievano volentieri nelle sale di Game of chance house, nelle lunghe sere d'inverno - per scuotere la loro anima paralizzata dall'atonia, per ritemprare in qualche modo la loro sensitività coll'attrito dei dadi del whist, o col giuoco pericoloso dei quadri.
Abbiamo detto i giovani, chè nei vecchi inglesi la mania delle emozioni è trascorsa, il periodo delle eccentricità è superato: un inglese a quarant'anni è la personificazione del positivismo, è l'incarnazione vivente del calcolo: i giovani soltanto possono azzardare sull'asse o sul fante d'una carta una eredità vistosa, una fortuna accumulata in lunghi anni di speculazioni e di lavoro.
E quante fortune non furono perdute o menomate in tal guisa! quanti di quei giovani eleganti che alla sera entrarono nella sala del palazzo in Recourse-street, ricchi d'una bagattella di centomila sterline, ne uscirono più poveri dell'ultimo operaio di Londra, e s'imbarcarono all'indomani sul postale delle Indie con un posto pagato di terza classe per tentare di ricostruirvi la loro fortuna perduta! Si osserva appunto ciò di singolare nei giuocatori inglesi, che non arrischiano come noi una piccola somma, una porzione meschina della loro proprietà, ma mettono anche nel giuoco dell'ardimento e del senno. - Ecco una carta sulla quale si sono posti centomila franchi - una, due, tre; una, due, tre; il sette di fiori e la dama di cuori, l'asse di quadri, e il re delle picche - perduto; si raddoppia la posta - perduto; la si triplica ancora - perduto: sta bene! All'indomani si va a Hang-king o a Calcutta; vi si va fiduciosi, imperturbati, tranquilli; vi si negozia nella gomma, nei datteri, o nei chiodi di garofano; s'impianta una manifattura di conterie, si perfeziona un tessuto, s'inventa una macchina, si acquista a metà prezzo un carico di coloniali, e la fortuna è rifatta. Allora si rimpatria e si dice: io sono quell'inglese che, otto anni or sono, ha sciupata la sua proprietà al giuoco dei quadri; oggi ritorno col mio capitale raddoppiato, e con un forte credito all'estero; i miei rapporti commerciali mi assicurano in pochi anni l'accumulazione di un capitale importante.
A questo punto della sua vita, l'inglese non giuoca più, non va in cerca di nuove emozioni; rientra nella famiglia e nell'ordine, frequenta la borsa, si fa eleggere membro di qualche associazione democratica, e trasmette a' suoi eredi legittimi un patrimonio di un mezzo milione di ghinee.
Paese singolare, dove tutto è grande e straordinario; dove anche nel vizio si rinvengono le traccie di virtù non comuni, dove è riverito il genio e santificato il lavoro; dove in ogni uomo vi ha parità di diritti, parità di doveri e consonanza di aspirazioni. Più volte considerando i caratteri de' miei connazionali, studiando le loro qualità e le loro tendenze, al confronto del tedesco grave e malinconico, dell'inglese dotto e laborioso, del francese facile e colto, ho dovuto arrossire della generale frivolezza degli italiani.... Oh perché non sono nato sotto quel cielo severo e melanconico dell'Inghilterra, dove gli uomini crescono liberi, nobili e dignitosi!

(continua)

 
 
 

Facezie ...

Post n°3971 pubblicato il 16 Giugno 2017 da valerio.sampieri
 

...si, ormai anch'io ho preso posizione sulla questione dei vaccini. Vorrei vagginarmi anch'io!

(Beati i vegetariani che non possono mangiarsi il fegato.)

(Oggi la mia vicina ha urlato cosi forte a suo figlio che dalla paura mi sono messo a sistemare la camera pure io. - e non sono un parlamentare...)

(L'unica che ti aiuta veramente nel momento del bisogno è la carta igienica.)

(Recenti studi hanno dimostrato che le donne che ingrassano vivono più a lungo degli uomini che glielo fanno notare.)

(Una volta ero gentile con tutti, poi sono guarito.)

(Dottoressa ho un problema di erezione continua mi può dare qualcosa ? - Vitto, alloggio e 1000 euro, di più non posso.)

(Oggi per strada ho trovato 10 euro e da buon cristiano quale sono ho pensato: cosa avrebbe fatto Gesù? - Cosi le ho trasformate in vino: 2 bottiglie.)

(Lo so dovrei perdere peso, ma io odio perdere.)

(Credi che dopo la morte ci sia una vita migliore? - Dipende da chi muore.)

(OGGI NON AVEVO CONNESSIONE A INTERNET E SONO STATO COSTRETTO AD INTERAGIRE CON LA MIA FAMIGLIA...SEMBRANO PERSONE PERBENE!!!)

(Ti trovo dimagrita. - Lo dici solo per farmi piacere. - Ti trovo anche più intelligente.)

 
 
 

La risposta de Dunate

La risposta de Dunate

Amiche mie carissime Mattie,
Tenghe piaceru ca te trove buone
E stai impiagate; mo, non fa il chiglione
Procura de fa sempre culumìe.

Prenti i consiglie ca te donghe ghie
Perchè lu monde è troppe bribbaccione,
Presta bene il servizzie al tue padrone
E nun fa mai nisciuna fissarie.

Che po' vedrai, te truvirai contente;
Se doppe passi pure avante al coche
E' segne ca sei brave veramente!

Coscì, se tu addivente 'nu 'scienziate,
Quanne ca morirai, qua an'autu poche
Te fame 'na gran festa!... Gian Dunate.

Antonio Camilli
Tratto da: Poesie Romanesche, Roma, Tipografia Industria e Lavoro, 1906, pag. 114

 
 
 
 
 

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Un blog di: valerio.sampieri
Data di creazione: 26/04/2008
 

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