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Sul muro in Palestina

un enorme

campo di concentramento

la storia si ripete

ma quasi nessuno lo sa

 

 

 

 

 

 

 

Il mio libro prediletto

 
Creato da: fioreselvatico3 il 08/04/2010
Dopo tantissimo sudest asiatico,per deprogrammarmi,dopo internet,e lavori nei campi,dondolando su un amaca,ecco come vedo la realta.

 

 
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Poonja.Svegliati e ruggisci

Post n°370 pubblicato il 24 Gennaio 2012 da fioreselvatico3
 
Tag: guru, poonja


D. Cosa dire di tutti questi guru che fanno più male che bene?

P. Ci sono due diversi gruppi. Quante pecore, capre, maiali e bufali hai visto venendo qui in India?
Questo è il primo gruppo.
Ma quanti leoni? I leoni sono il secondo gruppo. Finchè ci saranno
pecore, ci saranno pecorai.
Ma quanti leoni addomesticati hai visto?

D. L'obbedienza al maestro è un modo per affrontare l'io e i desideri personali?

P. Così afferma la tradizione: Per tenere lontano l'io devi obbedire a un maestro.
Ma questo maestro non è altro che il tuo stesso Sé.
Devi obbedienza a ciò che stai cercando.
UN VERO MAESTRO NON PRETENDE OBBEDIENZA DA NESSUNO!
Se hai un io, deve essere portato ad arrendersi da un'autorità più alta.
Se non ce l'hai, non hai bisogno di obbedire a nessuno.
Se ti serve un aiuto per cancellare questo mostro, devi affidarti ad un' autorità che lo prenda in custodia.
Ma se non hai un io, non ti serve nessun maestro.
Il maestro deve essere il tuo stesso Sè.
Credo che la tua domanda non si riferisca ad un maestro, ma ad un predicatore.
Un maestro è un illuminato che mette in grado gli altri di illuminarsi.
Una candela ha una fiamma, e ogni altra candela che vi venga accostata si accenderà come la prima.
Se un maestro non ti dà l'illuminazione è un predicatore, non un
maestro.
Oggigiorno è molto difficile trovare un maestro.
Ci sono soprattutto predicatori.
Un vero maestro non ha un insegnamento, semplicemente ti informa che tu non sei diverso da lui, dal Sè.
Tu sei già Quello! Che cosa resta da insegnare?
Il maestro ti dice che lo sei già.
Un maestro deve essere capace di farti capire che lo sei già, e che quindi non devi più cercare.
Tu sei già Quello! Tu sei già libero!
La verità ultima è che non c'è maestro, non c'è insegnamento, non c'è studente

Tratto da: "SVEGLIATI E RUGGISCI" di Poonja
Ubaldini Editore-Roma

 
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L'amore dice: "Sono tutto". La saggezza dice: "Non sono niente". La mia vita scorre tra l'uno e l'altra.Nisargadatta Maharaj

 

Traduzione di un antico testo egizio intagliato sulla porta d’accesso ad un sacro sito:

"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima:Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l’UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME. Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l’UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME. Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l’inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e cosi’ IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai cosi’ che IO avevo scherzato con ME stesso. Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l’eternità.

 

 

 

 

12 Editto su roccia del re ASOKA 274 a.c

Non bisogna incensare solo il proprio Dharma(usanze, leggi proprie)
disprezzando e criticando il Dharma altrui,
ma bisogna vedere quel che c'e di buono in ogni Dharma
e apprezzarlo per questo. Cosi' facendo, infatti, si aiuta
il proprio Dharma a crescere e si rende un servizio
anche al Dharma degli altri.

Comportandosi nel modo opposto
si scava la tomba al proprio Dharma
e si danneggiano gli altri.
Chiunque esalti il proprio Dharma
e disprezzi gli altri,
lo fa certo per devozione al suo Dharma,
pensando "Voglio rendere onore al mio Dharma",
ma, al contrario, comportandosi cosi',
danneggia il proprio Dharma in modo ancor piu' grave.

Pertanto la concordia e' cosa buona:
siate tutti disposti ad ascoltare tutto
e siate aperti alle dottrine professate dagli altri.

(1) Ashokha, imperatore indiano (274 ca. - 237 a.C.) della dinastia Maurya, domino' su tutta l'India e fu in rapporto con i regni ellenistici. Fervente buddista, e tollerante verso le altre religioni, e' celebrato dalla tradizione come modello, mai uguagliato, di sovrano illuminato