Creato da giramondo595 il 14/11/2008

CHIACCHERE FRA AMICI

DI TUTTO UN PO'

 

 

risate a go go

Post n°927 pubblicato il 24 Maggio 2015 da giramondo595

Un signore si reca all'ufficio brevetti con un'apparecchiatura di sua invenzione:
-Ho ideato un nuovo macchinario.
Non appena avrò risolto un problemino sarà pronto per essere brevettato: è un tosaerba volante!
Ma scusi, come può tosare il prato se vola?
-Ecco, quello è il problemino che devo risolvere.

 

In tribunale, l'avvocato domanda all'imputata:
-Qual è la prima cosa che le ha detto suo marito, al risveglio quella mattina?
-Mi ha detto «Dove mi trovo, Laura?». Ah.
E allora perché lei gli ha sparato sei colpi?
-Perché mi chiamo Giulia.


Un tale incrocia un amico che corre per strada:
-Ehi, Giovanni!... Ma dove vai così di fretta?
-Scusa, non posso fermarmi: cerco di evitare una rissa!
-Tra chi?
-Tra me e quell'energumeno che mi insegue!

 

 
 
 

Tre capolavori

Post n°926 pubblicato il 21 Maggio 2015 da giramondo595

di una poetessa in erba

Le persone speciali

Esiste una grande differenza
Tra una persona normale ed una speciale.
E' da quest' ultima che deriva il calore
e lo stare bene che ci trasmette
solo la sua vicinanza.
La persona speciale è una persona normalissima,
solo che crede, veramente sempre, in quello che fa
e in quello che dice...
Crede sempre in se stesso,
perché per amare gli altri,
prima di tutto,
bisogna amare se stessi.
La persona speciale non è perfetta,
anche se trova la soluzione ad ogni problema.
E' fiduciosa, anche quando ha paura.
Tra tanti problemi,
la persona speciale
riesce comunque a vedere la luce
anche quando il tunnel è lungo e buio.
( Esposito Lorena Pia )

 

Mendicante

Ho sfiorato appena
la tua mano protesa...
mendicare...non è umiliante
per chi è onesto nel cuore.
Ho voluto donarti
qualcosa di me...
E' insieme ad una sciarpa
Per coprirti dal freddo
Ti ho donato un pezzo di pane
Per rallegrare,
oltre lo spirito,
anche il tuo corpo
( Esposito Lorena Pia )

 

Tu fratello mio

Guardo i tuoi lucidi occhi,
pieni di fantasia e voglia di scoprire
ciò che ti circonda...
sfioro le tue mani calde
e riesco a percepire
le tue piccole emozioni acerbe.
Il tuo sorriso si illumina
Senza malizia...
Incontrando lo stupore
Di una nuova vita.
Per me sei tutto:
la perfezione di un bambino,
l' amore e il dono segreto,
quell' energia indispensabile
che mi serve ogni giorno
per sopravvivere.
( Esposito Lorena Pia )

 
 
 

E' davvero fantastico

Post n°925 pubblicato il 16 Maggio 2015 da giramondo595

Partorisce in auto e poi supera esame insegnante in ospedale
La commissione di abilitazione in ospedale subito dopo il parto
Il 17 marzo 2015 è di certo una data che la bolzanina Fabiola Cutrì non dimenticherà mai più: è il giorno di inizio primavera in cui ha partorito in auto una bambina e, poche ore dopo, ha superato l'esame di abilitazione all'insegnamento, come riporta Ansa. "Siamo felicissimi, ora abbiamo davvero tanto da festeggiare", racconta radiosa le neomamma.
La giornata movimentata, adatta a una commedia americana, è iniziata all'alba, alle 5.50, quando improvvisamente si rompono le acque. Nulla di strano, Fabiola e suo marito Daniele Celi attendevano questo momento da tempo. La coppia ha preso al volo la borsa, pronta nell'armadio, ed è scesa a prendere la macchina. Avevano infatti deciso di fare nascere la loro bimba all'ospedale di Merano, che si trova a una trentina di chilometri da Bolzano. La femminuccia, però, aveva fretta e nessuna intenzione ad aspettare. "Durante il viaggio - racconta Fabiola - in poche spinte è venuta al mondo".

Daniele fa giusto in tempo ad accostare la Volkswagen Touran su una piazzola d'emergenza lungo la superstrada Mebo nei pressi di Sinigo. "Tutto è successo così velocemente, abbiamo fatto tutto da soli", sottolinea con un pizzico di orgoglio la neomamma. "Ormai eravamo alle porte di Merano e a questo punto non abbiamo neanche richiesto l'intervento di un'ambulanza, ma abbiamo proseguito il viaggio verso l'ospedale". Arrivati al nosocomio della città del Passirio, mamma e figlia sono state immediatamente visitate dai medici, che hanno confermato che tutte e due stavano benissimo. Nicole Eileen pesa 3,340 kg e misura 50,5 cm. La felicità è tanta.

La neofamigliola si gode questo momento tanto desiderato, ma poi il pensiero va all'esame di abilitazione all'insegnamento che la mamma dovrebbe sostenere lo stesso giorno alla facoltà di scienze della formazione a Bressanone. Fabiola è cresciuta mistilingue, in famiglia si parla italiano e tedesco e insegna tedesco alle scuole medie Archimede di Bolzano. "Abbiamo chiamato per chiedere di rinviare l'esame per ovvi motivi, ma la commissione è stata gentilissima e ha dato la sua disponibilità a venire fino in ospedale a Merano e farmi sostenere l'esame direttamente qui", prosegue il suo racconto. Detto fatto. Fabiola supera l'esame con 96-100. La notizia della mamma multitasking, come oggi vengono chiamate le donne che fanno mille cose in contemporanea, si diffonde velocemente. Parenti, amici e giornalisti chiamano e ognuno vuole sentire la storia dell'incredibile 17 marzo in famiglia Cutrì-Celi.

 
 
 

in una intervista

Post n°924 pubblicato il 14 Maggio 2015 da giramondo595

Rilasciata al corriere della sera, la celebre show girl Belen Rodriguez, madre di Santiago un bambino di 22 mesi, ha espresso il suo pensiero su internet ed i social

Belén Rodriguez «Internet è piena di frustrati, terrò mio figlio lontano da Facebook»

I commenti al videoclip della canzone inserita nella colonna sonora della commedia Non c'è 2 senza te. Il brano che ha segnato il suo debutto come cantante, su YouTube sono al limite della censura... «C'è gente che si inventa account finti per insultarmi. Siccome si tratta di persone che rosicano, io li considero complimenti - si fa seria -. In rete è pieno di frustrati che si nascondono dietro una tastiera anche se a volte mi fa paura pensare che qualcuno possa passare dalle parole ai fatti». Suo figlio Santiago adesso ha solo 22 mesi, fra qualche anno avrà l'età per i social network e leggerà cose poco simpatiche sulla mamma. «Cercherò di tenerlo lontano da Facebook il più a lungo possibile... Nel frattempo gli spiegherò che questo è il prezzo da pagare per chi fa il mio lavoro. Però credo anche che avrà qualche vantaggio dall'essere mio figlio».
Lei non ha Twitter proprio per stare lontana dalle cattiverie, ma in Italia nessuno ha più follower di lei su Instagram.

 

 
 
 

Uno strozzino morý.

Post n°923 pubblicato il 12 Maggio 2015 da giramondo595

Per tutta la vita, egoista e spergiuro, aveva accumulato ricchezze sfruttando i poveri e carpendo la buona fede del prossimo.
La sua anima cadde nel profondo baratro dell'inferno, che le avvampò tutt'intorno. Gridò allora: "Giudice supremo delle anime, aiutami. Concedimi una sosta, fa' sì che ritorni sulla terra e ponga rimedio alla mia condanna!".
Il Giudice supremo lo udì e chinandosi dall'alto sul baratro dell'inferno chiese: "Hai mai compiuto un'opera buona, in vita, cosicché ti possa aiutare adesso?".
L'anima dello strozzino pensò a tutto quel che aveva fatto in vita, e più pensava e meno riusciva a trovare una sola azione buona in tutta la sua lunga esistenza.
Ma alla fine si illuminò e disse: "Sì, Giudice supremo, certo! Una volta stavo per schiacciare un ragno, ma poi ne ebbi pietà, lo presi e lo buttai fuori dalla finestra!".
"Bravo! - rispose il Giudice supremo. - Pregherò quel ragno di tessere un lungo filo dalla terra all'inferno, e così ti ci potrai arrampicare".
Detto fatto.
Non appena il filo di ragno la toccò, l'anima dello strozzino cominciò ad arrampicarsi, bracciata dopo bracciata, del tutto piena d'angoscia perché temeva che l'esile filo si spezzasse.
Giunse a metà strada, e il filo continuava a reggere, quando vide che altre anime s'erano accorte del fatto e cominciavano ad arrampicarsi anch'esse lungo lo stesso filo. Allora gridò: "Andate via, lasciate stare il mio filo. Regge solo me. Andatevene, questo filo è mio!".
E proprio in quel momento il filo si spezzò, e l'anima dello strozzino ricadde nell'inferno. Infatti il filo della salvezza regge il peso di centomila anime buone, ma non regge un solo grammo d'egoismo.


faustina.spagnol il 12/05/15 alle 06:43 via WEB
A volte ci viene data una seconda possibilità ma se uno ha l'animo cattivo non c'è niente da fare. Buona giornata Pasquale kisssss

 

 
 
 

Auguri a tutte le mamme del mondo

Post n°922 pubblicato il 10 Maggio 2015 da giramondo595

Auguri a tutte le mamme

Wishes Happy Holidays to all mothers

Souhaite de Joyeuses Fêtes à toutes les mères

Wünscht frohe Feiertage an alle Mütter

Deseos Felices fiestas a todas las madres

per la vostra festa, affinchè lo sia tutti i giorni dell' anno


A Mia Madre
Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni
mia madre ha sessant'anni e più la guardo
e più mi sembra bella.
Non ha un accento, un guardo, un riso
che non mi tocchi dolcemente il cuore.
Ah se fossi pittore, farei tutta la vita
il suo ritratto.
Vorrei ritrarla quando inchina il viso
perch'io le baci la sua treccia bianca
e quando inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso.
Ah se fosse un mio prego in cielo accolto
non chiederei al gran pittore d'Urbino
il pennello divino per coronar di gloria
il suo bel volto.
Vorrei poter cangiar vita con vita,
darle tutto il vigor degli anni miei
Vorrei veder me vecchio e lei...
dal sacrificio mio ringiovanita!
Edmondo De Amicis


Supplica a Mia Madre
È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d'ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch'è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un'infinita fame
d'amore, dell'amore di corpi senza anima.
Perché l'anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
ho passato l'infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l'unico modo per sentire la vita,
l'unica tinta, l'unica forma: ora è finita.
Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile...

Pier Paolo Pasolini

 

Ringrazio Ambradistelle per questo pensiero dedicato alle mamme

Anche Mr. Google manda gli auguri a tutte le mamme..a modo suo

Grazie Laura per questo splendido pensierino dedicato alle mamme di tutto il mondo


 
 
 

Povera bambina..

Post n°921 pubblicato il 03 Maggio 2015 da giramondo595

La mamma muore, la figlia di 6 anni veglia il cadavere per giorni
Non ha mai aperto la porta, né ha risposto al telefono, così come le aveva insegnato la mamma. Per il medico legale sarebbe morta per cause naturali
Per circa tre giorni una bimba di 6 anni ha vegliato il cadavere della mamma 36enne, morta in un appartamento del rione Libertà di Bari. Non ha mai aperto la porta, né ha risposto al telefono, così come le aveva insegnato la mamma.
Il corpo della donna è stato trovato dai soccorritori del 118, dopo l'allarme lanciato dal padre della donna, che vive a Pescara e non sentiva la figlia da 3 giorni. Così ha deciso di mettersi in macchina per raggiungere Bari. Nell'appartamento, la tragica scoperta.

Come riporta l'Ansa, dai primi accertamenti compiuti, pare che la donna sia morta per cause naturali. Sul cadavere, infatti, non ci sarebbero tracce evidenti di traumi né vi sono in casa medicinali o sostanze che possano far pensare a piste alternative. In attesa dell'autopsia l'ipotesi più accreditata è quella del malore.

Barbara, questo il suo nome, viveva in un appartamento in un vecchio palazzo in corso Mazzini, a pochi passi dal palazzo di Giustizia. Faceva lavori saltuari ed era una donna serena e piena di voglia di vivere, almeno così la descrivono i vicini di casa. La giovane - spiegano le donne del vicinato - aveva anche rinnovato l'arredamento di casa l'estate scorsa e non pensava ad altro che ad accudire la figlioletta di sei anni, che frequenta la prima elementare e che ha vegliato il cadavere per due giorni.

"Il cadavere della donna - ha spiegato ai cronisti il dirigente della sezione 'Volanti' della questura di Bari, Maurizio Galeazzi - era in camera da letto, la figlia è stata trovata nel soggiorno: si è alimentata prendendo alimenti (frutta, pane e latte) dal frigorifero e dalla dispensa. Ci è sembrata abbastanza tranquilla, l'abbiamo fatta visitare e i valori sono buoni".

La bambina - ha aggiunto Galeazzi - non ha dato l'allarme "perché era stata educata a non aprire la porta, a non rispondere a nessuno e a non parlare al telefono in caso di assenza della mamma

 

 
 
 

Omaggio Floreale

Post n°920 pubblicato il 22 Aprile 2015 da giramondo595

 

 

 

 
 
 

L' innocenza dei bambini Ŕ sorprendente

Post n°919 pubblicato il 13 Aprile 2015 da giramondo595

Tanto da lasciare stupito chiunque, anche i personaggi potenti del mondo, come il presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Luglio 2012 Jacob Philadelphia, di 5 anni chiede al presidente Obama: " Vorrei sapere se i miei capelli sono come i tuoi " Il bambino in questione si chiama Jacob Philadelphia, ha 5 anni ed è di Columbia, in Maryland. Quando suo padre Carlton, un ex marine, lascia lo staff della Casa Bianca, come è usanza, chiede al presidente di fare una foto ricordo con la sua famiglia. Ed è in quella occasione che il piccolo Jacob si trova al cospetto dell'uomo più potente del mondo. La madre Roseane ha raccontato che il bambino aveva espresso il desiderio di porre una domanda al presidente senza però rivelare il contenuto del quesito. Così, una volta entrati nello Studio Ovale, i genitori chiedono al presidente se Jacob può porre la sua domanda. «Vorrei sapere se i miei capelli sono come i tuoi», dice il bimbo
a Obama con una voce così bassa che il presidente gli chiede di ripetere. Poi la risposta: «Scoprilo da te, perché non li tocchi?» e abbassa la testa in modo che Jacob possa verificare con mano.Il bambino si avvicina ai capelli del presidente, «Quindi?» gli chiese Obama. «Sì, sono proprio uguali», risponde Jacob. Spiega il capofamiglia: «È importante per i bambini vedere che un uomo nero può diventare presidente, li fa diventare più fiduciosi nelle loro possibilità». Il piccolo Jacob (che oggi ha 8 anni) però oggi è sicuro: da grande non vuole fare il presidente. «Ma il pilota collaudatore». Marinare la scuola per vedere il presidente degli Stati Uniti. Non solo si può fare ma è anche un atto degno di nota, almeno a giudicare da quello che è successo al giovane Tyler Sullivan, capelli biondi, viso d'angelo e undici anni portati con grinta. Il ragazzino venerdì scorso ha convinto il padre, un veterano della marina che ora fa l'elettricista, a portarlo allo stabilimento della Honeywell, nei pressi di Minneapolis, in Minnesota, per ascoltare dal vivo il presidente Obama che parlava della necessità di creare posti di lavoro per i reduci delle guerre in Afghanistan e Iraq. «Ero seduto in prima fila-ha raccontato poi alla stampa-ed ero molto eccitato ». Ma il bello doveva ancora arrivare. Dopo aver finito di parlare il presidente è sceso tra la folla e si è ritrovato davanti il piccolo Tyler che si è fatto coraggio e si è lanciato: «Gli ho stretto la mano e gli ho detto: "Ciao presidente". Lui ha cominciato a farmi un sacco di domande e poi mi ha chiesto: "Ma non dovresti essere a scuola?"». Tyler ha annuito con il viso serio temendo una lavata di capo. Un pensiero che, invece, non ha nemmeno sfiorato il capo della Casa Bianca. Al contrario. «Come si chiama il tuo maestro?», ha chiesto il presidente al bambino allibito. «Signor Ackerman», ha sussurrato lui. A quel punto l'uomo più potente d'America ha tirato fuori un foglio con tanto di sigillo presidenziale ed ha scritto di getto una bella giustificazione: «Caro signor Ackerman, la prego di scusare Tyler. Era con me». Firmato Barack Obama. «Non credevo ai miei occhi-ha raccontato poi il ragazzino al programma della Abc Good Morning America -, ho pensato "ma davvero, davvero?". Avrei voluto precipitarmi a scuola per vantarmi e dire "guardate cos'ho!!!"». La notizia in poche ore ha fatto il giro del mondo e Tyler è diventato una star del web. Ora bisogna vedere come reagirà il maestro della scuola di Rochester. «Domani (oggi per chi legge, ndr), andrò lì e gliela mostrerò! Gli dirò: ecco perché non sono venuto!». Chissà se il signor Ackerman da buon insegnante non giudicherà diseducativo il gesto del presidente che, peraltro, ha anche un precedente. Nel 2009 Kennedy Corpus, un'alunna di quarta elementare, ha saltato il suo ultimo giorno di scuola per assistere ad un incontro in Wisconsin nel quale il padre era stato scelto per fare una domanda al presidente. Il genitore aveva spiegato la situazione della figlia a Obama, che scrisse una giustificazione simile a quella dello studente del Minnesota.

Aprile 2015 una bambina di 9 anni scrive al Presidente d' America e gli chiede perché sulle monete e le banconote degli Stati Uniti non ci sono raffigurate le donne

Sofia vive nel Massachusetts, ha nove anni, e le idee molto chiare. Ha inviato a Barack Obama questa lettera: «Caro presidente, ti scrivo per sapere perché non ci sono donne sulle monete o sulle banconote degli Stati Uniti. Credo che dovrebbero esserci perché senza donne non ci sarebbero uomini». Ed ecco, pronta, la lista di donne che secondo Sofia meritano di essere incise sui dollari: Rosa Parks, Michelle Obama, Hillary Clinton... La sorpresa pasquale? Sofia ha ricevuto una lettera di risposta e un invito a partecipare alla tradizionale corsa con le uova che si tiene ogni anno alla Casa Bianca per Pasqua. Lo stesso Obama ha twittato: «Questa ragazzina di nove anni si è fatta sentire per ciò a cui crede». Sofia ha nove anni e crede nella parità, probabilmente nel suo cervellino non c'è alcuna differenza tra un avvocato e un avvocata, un senatore o una senatrice, un maestro e una maestra. Perché allora passare di mano in mano e non quelli di Rosa Parks, Hillary Clinton o Michelle Obama? «È una buona idea - si legge invece nella lettera presidenziale - le donne del tuo elenco sono notevoli e devo dire che anche tu sei notevole. Farò il mio meglio per far sì che tu possa crescere in un paese dove le donne hanno le stesse opportunità degli uomini».

 

 
 
 

le notizie paradossali a go go..si replica

Post n°918 pubblicato il 07 Aprile 2015 da giramondo595

Le notizie paradossali a go go

Post n°915 pubblicato il 26 Marzo 2015 da giramondo595

E' proprio il caso di scriverlo..

' U cana muzzica sempa u sciancatu
Queste sono le parole che mi sento di esprimere per commentare un simile episodio davvenuto a Cremona, ma che purtroppo potrebbe accadere dovunque a qualsiasi latitudine.

Per chi non conoscesse il significato del mio sfogo. Vuol dire che le disgrazie si accaniscono sempre su chi è in difficoltà.
Leggete e scrivete, se ne avete voglia il vostro pensiero.

Rubò salsiccia al supermercato, dovrà pagare 11 mila euro
Un anziano di 84 anni, ammalato di Alzheimer, condannato per furto, «con l'aggravante della destrezza perché l'ha occultata nei pantaloni».

Il furto di una confezione di salsicce da 1,76 euro gli è costato caro:
una pena di 11.250 euro. È la condanna che si è visto infliggere un pensionato cremonese di 84 anni. «Come non bastasse, soffre di Alzheimer», dicono i suoi parenti.
È «una vicenda paradossale», come la definisce l'avvocato della famiglia Marialuisa D'Ambrosio, quella che comincia il 23 giugno 2010. L'anziano entra in un supermercato della città e, all'uscita, viene fermato e trovato in possesso della refurtiva. Le guardie giurate, come è prassi, informano immediatamente la magistratura. Si mette così in moto il meccanismo giudiziario che, nell'aprile 2013 , porta al verdetto: l'uomo viene condannato per «aver tratto profitto impossessandosi» della merce, «con l'aggravante della destrezza perché l'ha occultata nei pantaloni». Pena prevista: 45 giorni di carcere, che vengono tramutati in una pena pecuniaria di 11.250 euro, più una multa accessoria di 45 euro. Ricevuto il decreto, la figlia dell'uomo, arredatrice, si presenta in Tribunale per avere copia degli atti ma, stando a quello che la donna sostiene, non c'era nulla. Forse è anche per questo che la signora decide di lasciare perdere. Il caso si riapre qualche giorno fa, quando l'arredatrice si reca dall'avvocato D'Ambrosio per altre questioni: durante il colloquio le parla anche di quell'episodio, e del padre malato. Ma è troppo tardi perché, nel frattempo, la sentenza di condanna è passata in giudicato. «Ho rimproverato la mia cliente per la sua negligenza e le ho chiesto perché avesse tenuto sul comodino l'incartamento invece di difendere suo padre: i margini per farlo c'erano», commenta il legale. Dopo la sfuriata bonaria, l'indignazione. «Posto che il procedimento è corretto e che non si tratta di un caso di malagiustizia, balza all'occhio la grandissima sproporzione tra il crimine commesso e la pena comminata - denuncia l'avvocato -. Reati come questo sono perseguibili d'ufficio, mentre altri ben più gravi lo sono solo su querela. C'è da rimanere di stucco di fronte a una giustizia che ha aspetti spietati nell'applicare con rigore il codice e che invece è indulgente quando servirebbe severità». Per il momento l'anziano non ha ancora saldato il suo conto. «Soffriva di vuoti di memoria e di stati confusionali dal 2009. Prima, quindi, della questione della salsiccia - assicura la figlia -. Da allora è peggiorato tantissimo: non può più uscire di casa e ha la badante. Lo segue un neurochirurgo che gli ha prescritto una serie di terapie, ci sono tutti i certificati medici. Abbiamo cercato di fargli capire quello che è successo ma se ne ricorda soltanto a sprazzi. Una cosa è sicura: non so come faremo a pagare».


La voracità dei Comuni non conosce limiti ed a volte rasenta anche l' assurdo..

L'ombra che occupa il suolo pubblico è soggetta ad una tassa.


Di ben 8,40 al metro quadrato. È una storia tra l'incredibile e il grottesco, quella che arriva dal titolare di un negozio di alimentari di Conegliano, in provincia di Treviso. Se un bar, un negozio o un qualsiasi esercizio commerciale proietta la propria sul suolo pubblico, bisogna pagare una tassa che rientra nella Tosap, l'imposta sull'occupazione del suolo pubblico. "È assurdo - afferma Mathias Doimo, titolare del negozio di alimentari "La Dispensa" di Conegliano - Pagheremo anche questa, ma veramente non se ne può più. È una vergogna." Come racconta il Gazzettino, il bar di Doimo è dotato di una tenda di quattro metri quadrati. Che, secondo le normative vigenti, è stata tassata dal comune per 33,6 euro: la bellezza di 8,40 al metro quadrato.

Arricchito dai vostri commenti

PRONTALFREDO il 26/03/15 alle 07:11 via WEB
Quall'anziano signore avrebbe una solo possibilità per evitare la condanna: recarsi a quello stesso supermercato e mangiarsi a sbafo una salsiccia ogni mattina proprio sotto gli occhi della guardia che quindi si vedrebbe costretto a denunciarlo ogni volta.
Insomma, se riuscisse a collezionare 365 denunce all'anno a suo carico per lo stesso reato, potrebbe dimostrare di soffrire di salsiccioptomania ed essere assolto d'ufficio anche per il primo reato.

carol_creation il 28/03/15 alle 14:26 via WEB
Non ho parole è roba da matti .


Afroditemagica il 05/04/15 alle 04:33 via WEB
Non ho parole, per nessuno dei due episodi! Auguri di Buona Pasqua!

 

 
 
 

Auguri di Buona Pasqua

Post n°917 pubblicato il 05 Aprile 2015 da giramondo595

Un automobilista arriva velocissimo con un'auto sportiva in una strada di campagna. Vede un contadino e inchioda chiedendo: "Ehi tu! Dì un po'...per andare all'ospedale?"
Il contadino sogghigna e poi borbotta: "La vede quella curva? Sì, quella lì? Bene, per andare all'ospedale vada a dritto!"


Un avvocato e un medico discutono: "Dai!" esclama il medico "Ammetti che i tuoi clienti non sono angeli!"
"E' vero, i tuoi, invece, hanno grosse probabilità di diventarlo presto!"

 

Grazie Enza!!!..Auguroni anche a te

Tantissimi auguri di Buona pasqua anche a  te Graziella, ed alla tua famiglia. Thank you!!!!!!

Troppo simpatica questa foto, sembra una barzelletta. Grazie!!.. Purtroppo anche dalle mie parti, il lunedì dell' angelo ( Pasquetta ) stà piovendo.smackkkkkkkkkk

 
 
 

E..vai nonnina, sei davvero mitica

Post n°916 pubblicato il 26 Marzo 2015 da giramondo595

Anziana non risponde e i pompieri sfondano la porta: ascoltava Ramazzotti


Firenze: la donna, 98 anni, aveva le cuffie e non aveva sentito squillare il telefono. I vigili del fuoco l'hanno trovata comodamente stesa sul letto


FIRENZE. Non rispondeva da ore al campanello e al telefono, perché stava ascoltando Eros Ramazzotti a tutto volume. Protagonista della singolare vicenda una signora di 98 anni di Firenze, che mercoledì 25 si è vista piombare in casa i vigili del fuoco, chiamati dalla nipote che si era preoccupata per la sua salute. Dopo aver sfondato la porta del suo appartamento, in via Rigutini, i vigili del fuoco hanno trovato l'anziana in ottima salute, comodamente stesa sul letto con delle grosse cuffie alle orecchie, che diffondevano a tutto volume le canzoni del celebre cantante. Le operazioni per entrare nell'abitazione tra l'altro si erano rivelate particolarmente complesse, perché la signora, che ha spiegato di tenere alla sua sicurezza, aveva chiuso la porta d'ingresso anche con dei lucchetti supplementari. Alla vista dei vigili del fuoco, accompagnati anche dalla nipote, è rimasta sorpresa, ma è stata subito rassicurata.
Eros Ramazzotti su Facebook ha commentato la notizia con queste parole: "È proprio vero che la musica non ha colore, non ha nazione e... non ha età".

 

 
 
 

Le notizie paradossali a go go

Post n°915 pubblicato il 26 Marzo 2015 da giramondo595

E' proprio il caso di scriverlo..

' U cana muzzica sempa u sciancatu
Queste sono le parole che mi sento di esprimere per commentare un simile episodio di cronaca, avvenuto a Cremona, ma che purtroppo potrebbe accadere dovunque a qualsiasi latitudine.

Per chi non conoscesse il significato del mio sfogo. Vuol dire che le disgrazie si accaniscono sempre su chi è in difficoltà.
Leggete e scrivete, se ne avete voglia il vostro pensiero.

Rubò salsiccia al supermercato, dovrà pagare 11 mila euro
Un anziano di 84 anni, ammalato di Alzheimer, condannato per furto, «con l'aggravante della destrezza perché l'ha occultata nei pantaloni».
Il furto di una confezione di salsicce da 1,76 euro gli è costato caro:
una pena di 11.250 euro. È la condanna che si è visto infliggere un pensionato cremonese di 84 anni. «Come non bastasse, soffre di Alzheimer», dicono i suoi parenti.
È «una vicenda paradossale», come la definisce l'avvocato della famiglia Marialuisa D'Ambrosio, quella che comincia il 23 giugno 2010. L'anziano entra in un supermercato della città e, all'uscita, viene fermato e trovato in possesso della refurtiva. Le guardie giurate, come è prassi, informano immediatamente la magistratura. Si mette così in moto il meccanismo giudiziario che, nell'aprile 2013 , porta al verdetto: l'uomo viene condannato per «aver tratto profitto impossessandosi» della merce, «con l'aggravante della destrezza perché l'ha occultata nei pantaloni». Pena prevista: 45 giorni di carcere, che vengono tramutati in una pena pecuniaria di 11.250 euro, più una multa accessoria di 45 euro. Ricevuto il decreto, la figlia dell'uomo, arredatrice, si presenta in Tribunale per avere copia degli atti ma, stando a quello che la donna sostiene, non c'era nulla. Forse è anche per questo che la signora decide di lasciare perdere. Il caso si riapre qualche giorno fa, quando l'arredatrice si reca dall'avvocato D'Ambrosio per altre questioni: durante il colloquio le parla anche di quell'episodio, e del padre malato. Ma è troppo tardi perché, nel frattempo, la sentenza di condanna è passata in giudicato. «Ho rimproverato la mia cliente per la sua negligenza e le ho chiesto perché avesse tenuto sul comodino l'incartamento invece di difendere suo padre: i margini per farlo c'erano», commenta il legale. Dopo la sfuriata bonaria, l'indignazione. «Posto che il procedimento è corretto e che non si tratta di un caso di malagiustizia, balza all'occhio la grandissima sproporzione tra il crimine commesso e la pena comminata - denuncia l'avvocato -. Reati come questo sono perseguibili d'ufficio, mentre altri ben più gravi lo sono solo su querela. C'è da rimanere di stucco di fronte a una giustizia che ha aspetti spietati nell'applicare con rigore il codice e che invece è indulgente quando servirebbe severità». Per il momento l'anziano non ha ancora saldato il suo conto. «Soffriva di vuoti di memoria e di stati confusionali dal 2009. Prima, quindi, della questione della salsiccia - assicura la figlia -. Da allora è peggiorato tantissimo: non può più uscire di casa e ha la badante. Lo segue un neurochirurgo che gli ha prescritto una serie di terapie, ci sono tutti i certificati medici. Abbiamo cercato di fargli capire quello che è successo ma se ne ricorda soltanto a sprazzi. Una cosa è sicura: non so come faremo a pagare».


La voracità dei Comuni non conosce limiti ed a volte rasenta anche l' assurdo..

L'ombra che occupa il suolo pubblico è soggetta ad una tassa.


Di ben 8,40 al metro quadrato. È una storia tra l'incredibile e il grottesco, quella che arriva dal titolare di un negozio di alimentari di Conegliano, in provincia di Treviso. Se un bar, un negozio o un qualsiasi esercizio commerciale proietta la propria sul suolo pubblico, bisogna pagare una tassa che rientra nella Tosap, l'imposta sull'occupazione del suolo pubblico. "È assurdo - afferma Mathias Doimo, titolare del negozio di alimentari "La Dispensa" di Conegliano - Pagheremo anche questa, ma veramente non se ne può più. È una vergogna." Come racconta il Gazzettino, il bar di Doimo è dotato di una tenda di quattro metri quadrati. Che, secondo le normative vigenti, è stata tassata dal comune per 33,6 euro: la bellezza di 8,40 al metro quadrato.

 

 
 
 

20 marzo 2015 auguri nonnina Peppa

Post n°914 pubblicato il 21 Marzo 2015 da giramondo595

Compie 112 anni Nonna Peppa, la decana di Puglia

 

Auguri di buon compleanno nonna  Peppa

L'anziana di Poggio Imperiale è stata nominata prima cittadina ad honorem. Un anno fa l'intervento al femore «Ma ha la pelle e il cuore di una settantenne»
L'hanno festeggiata alla grande. Regalandole persino la carica di sindaco ad honorem. Per sempre. Unico primo cittadino donna di Poggio Imperiale, un paesino sul Gargano in provincia di Foggia, dove Maria Giuseppa Robucci, meglio nota come nonna Peppa, ha compiuto oggi 112 anni
Eppure non si è stancata affatto nonostante la giornata piena di emozioni e sorprese. La visita alla banca in piazza, l'onoreficenza in Comune, la Messa tutta per lei e la grande festa nella scuola elementare, stipata all'inverosimile. Per l'occorrenza anche i fuochi d'artificio e 100 rose rosse regalate dall'Amministrazione. Tutto il paese si è stretto attorno a lei, a nonna Peppa che ha avuto per ognuno parole di ringraziamento. «Chi l'avrebbe detto, tutta questa gente per una vecchina. Ma Dio ha voluto che io campassi ancora e non ho voluto deluderlo».
Nonna Peppa ha poi voluto ricordare che, nonostante i 112 anni suonati, non ha perso le vecchie e buone abitudini. Quelle di giocare a carte, di cantare e di fare passeggiate in riva al mare. Insomma, 112 anni, portati, alla grande, con nonchalance. Ama la «pizzica» e tutta la musica in genere. Cammina benissimo, nonostante una frattura al femore dello scorso anno. Non porta gli occhiali da vista e sgrida ancora suo figlio, Angelino, 86 anni, quando ritarda ad aprire il bar alle 5 del mattino. Classe 1903, la nonnina di Poggio Imperiale è ufficialmente la decana di Puglia, ed è tra i primi tre ultracentenari di Italia.
Nel 2003, in occasione del compimento dei cento anni, ha partecipato alla trasmissione su Rai Uno «La vita in diretta». E per l'inaugurazione dei festeggiamenti per i 150 dell'unità d'Italia e 250 di fondazione di Poggio Imperiale, nel 2011, ha inaugurato il circolo degli anziani del paese. Quando qualcuno le chiede quale sia l'elisir di lunga vita, lei risponde candidamente: «Non bevo alcolici, mangio solo cibi sani e poi ho una grande fede in Dio». Quando devono fotografarla o la invitano a posare davanti a una telecamera, è ben felice di farsi truccare, dimostrando di essere anche una donna di spirito che ama sdrammatizzare. «Mi piace vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto».
Anche quando lo scorso anno, alla veneranda età di 111 anni, si è dovuta sottoporre a un intervento al femore che si era fratturato dopo una caduta. Era lei a rincuorare gli infermieri del reparto di ortopedia all'ospedale San Timoteo di Termoli. Ed era sempre lei, a rinfrancare e a esortare il primario del reparto, il dottor Enzo Bianchi, all'intervento compiuto in anestesia spinale. «E' andato tutto bene. Ho pregato molto e le miei preghiere sono state ascoltate». Intervento riuscito. Rieducazione effettuata. E nonna Peppa ha ripreso a camminare tranquillamente. Un'operazione chirurgica superata brillantemente che aveva spinto l'equipe medica a lasciarsi andare a commenti: «Nonna Peppa ha una pelle da settantenne, così pure i parametri dell'apparato cardiocircolatorio». Ed è entrata così nella storia

Qualche cenno storico sul paesino natio della nonnina Peppa
Poggio Imperiale (Terranòve nel dialetto locale) è un comune di 2.842 abitanti della provincia di Foggia in Puglia. Il paese è conosciuto con il nome di "Tarranòve", a causa della sua fondazione relativamente recente. Per via del casello autostradale posto sull'A14, la cittadina è detta "Porta della Puglia e del Gargano". Il paese fu fondato nel 1759 dal Principe di Sant'Angelo dei Lombardi (AV) Placido Imperiale che fu attratto dalla posizione strategica della collina su cui oggi ha sede il centro abitato. Nel 1753 il Principe era diventato proprietario del Feudo A.G.P. (Ave Gratia Plena) che comprendeva diversi territori appartenenti al Comune di Lesina. Qui, dopo aver fatto disboscare una collina presente tra i territori di Lesina e Apricena, vi fece costruire una grande masseria con alcune case intorno. Nel 1759 il Principe Imperiale fece arrivare nel nuovo villaggio alcune famiglie provenienti da S. Marco in Lamis, Bonefro, Portocannone, Foggia, Bari e Francavilla, mentre due anni dopo invitò molti albanesi a vivere nel nuovo paese offrendo loro lavoro, vitto e alloggio. Inoltre, nel 1764, raggiunsero il borgo molte famiglie dal Principato Ultra del Regno di Napoli, che posero le basi per la costituzione di una consistente comunità amministrativa. Inizialmente villaggio dipendente da Lesina, già conosciuto come "Terranova", il 18 gennaio 1816 Poggio Imperiale divenne Comune autonomo. In tale anno il paese contava già 794 abitanti. Nel 1886, in occasione del centenario della morte del fondatore Placido Imperiale, fu posto nella piazza a lui dedicata un busto raffigurante il Principe.

 
 
 

E' a dir poco macabro..

Post n°913 pubblicato il 18 Marzo 2015 da giramondo595

ciò che è successo in un ospedale,alcuni mesi  fa
Sorrisi davanti a un cadavere: le immagini choc dell'infermiera

 

L' infermiera Poggiali D., avrà certamente dimenticato questo solenne giuramento che sicuramente ,ha dovuto fare all' atto della sua assunzione:
"Al momento di essere ammesso quale membro della professione infermieristica io consacro la mia vita al servizio dell'umanità,
consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo,
giuro
• di mettere la mia vita al servizio della persona umana;
• di perseguire come scopi esclusivi la difesa e il recupero della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
• di rispettare la vita umana in ogni circostanza dal suo inizio fino alla morte. In nessun caso abbandonerò il malato senza essermi assicurato della continuità delle cure e della sorveglianza che gli sono necessarie;
• di curare tutti i malati con uguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica. In tutti rispetterò la legittima libertà di coscienza;
• di offrire la mia leale collaborazione all'équipe sanitaria; di rispettare le prescrizioni mediche, eccetto nei casi in cui esse siano contrarie alla deontologia professionale o alla morale;
• di evitare, anche al di fuori dell'esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della mia professione. Di rispettare le colleghe e i colleghi, e prestare loro la mia assistenza morale e professionale;
• di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell'autorità competente, prestando la mia assistenza professionale a qualsiasi malato che ne abbia bisogno;
• di osservare il segreto professionale su tutto ciò che mi viene confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato. In ogni circostanza darò prova di grande discrezione;
• di aggiornare permanentemente la mia cultura generale e le mie conoscenze professionali.
Faccio queste promesse solennemente, liberamente e sul mio onore".
Questa infermiera è in carcere dal 10 ottobre. La procura indaga su altre 38 morti sospette. Secondo l'accusa si diverte davanti a un'anziana appena deceduta
Pollici alzati, sorriso divertito, bocca aperta a mimare l'anziana signora che giace senza vita sul letto d'ospedale. Ecco le foto della vergogna. Sono immagini dure, raccapriccianti, impietose. Lei è Daniela Poggiali, la quarantaduenne infermiera di Faenza arrestata il mese scorso per l'omicidio di una paziente settantottenne ricoverata all'ospedale di Lugo di Romagna (Ravenna). L'avrebbe uccisa con un'iniezione letale di cloruro di potassio, la sostanza killer che viene usata in alcuni Stati per eseguire condanne a morte. E il sospetto della procura è che lo stesso trattamento possa aver riservato ad altri 38 degenti perché questo è l'abnorme numero di decessi che si è verificato in quattro mesi nel reparto dove lei era di turno. Il movente sarebbe sconcertante: «Trae piacere dalla mortificazione del prossimo», ha scritto il gip nell'ordinanza d'arresto, precisando che non si esclude la volontà della donna di «liberarsi dei pazienti di difficile gestione».
Le foto choc, costate alla Poggiali il licenziamento e l'accusa di vilipendio di cadavere, sono state scattate con il telefonino da una sua collega, Sara Pausini, indagata pure lei per gli scatti. Che ha spiegato ai carabinieri di Ravenna: «La Poggiali mi chiese di accompagnarla nello stanzino dove vengono portati i pazienti deceduti. Lei era particolarmente euforica e voleva fare una foto vicino al cadavere (pare fosse una sua paziente, ndr ). Io non ebbi il coraggio di contraddirla, anche perché lei è un tipo vendicativo. Avevo paura e soggezione della Poggiali e non volevo avere difficoltà con lei. Era solita dare purganti ai pazienti, anche solo per mettere in difficoltà le colleghe che subentravano al suo turno. E così ho esaudito il suo desiderio».Va detto che Poggiali nega tutte le accuse, compreso il vilipendio. Il suo avvocato, Stefano Della Valle, sostiene che la donna distesa sul letto ritratta nelle foto non fosse deceduta. A smentirla c'è però la collega: «Le ho fatto gli scatti assieme al cadavere». Torchiata dagli inquirenti con gli altri dipendenti dell'ospedale, la Pausini descrive Daniela Poggiali come grande lavoratrice: «Non l'ho mai vista sbuffare, lamentarsi o stanca. Con le colleghe litigava spesso perché svolgeva mansioni che non le spettavano. Era brava nel suo lavoro». Anche a Sara era però balzato all'occhio quello strano numero di decessi fra i pazienti curati dalla Poggiali: «Si parlava già da tempo di questa anomalia e tutti eravamo preoccupati della situazione, che si è aggravata dall'inizio dell'anno. Perché o si trattava di sfortuna o di qualcos'altro...».
Fatte le foto, Sara le spedì a Daniela con WhatsApp. E lei le commentò nel modo più cinico: ««Brrr... mm... la vita e la morte... mmmmmm».

Dal corriere.it

 
 
 

L' omaggio alle donne continua

Post n°912 pubblicato il 14 Marzo 2015 da giramondo595

Il famoso 8 marzo è già trascorso da un bel po', spero per tutte voi che lo abbiate trascorso nel modo migliore possibile, ma soprattutto in serenità...Malgrado ciò vorrei lasciare in questo blog, un' altro omaggio..Perchè a mio avviso la donna va festeggiata tutto l' anno.

E' una splendida poesia scritta da una studentessa dal titolo

Essere donna

Sei stata un peso, una schiava, un errore,
un dono, un gioco, una proprietà
sei stata per secoli rango inferiore
senza uno straccio di dignità
Sei nucleo di vita, sei cuore che ama,
memoria indiscussa, che raro dimentica
sei voce che ride, che parla, che acclama
e che si incrina con semplicità identica
Sei poi un bocciolo, che tiene, alimenta,
tra le sue foglie una piccola fiamma
di chi ti ama, di chi ti tormenta,
di chi, comunque, ti chiama mamma
Sei nuova oggi, sei l'alba del mondo,
sei libera onda di tempestoso mare
sei solida terra, sei campo fecondo
e per quanto, ancora, dovrai lottare?
Ma sei guerriera e poco t'interessa
se rimane tua forte convinzione,
che sei una quercia, una forza indefessa
in sintonia col vento e con l'ambizione
Sei anima pura, sei testa che pensa,
sei pugno chiuso, sei alta colonna,
che regge il peso di una virtù immensa:
il privilegio di essere donna
Eleonora Fidelia Chiefari

 

 
 
 

OMaggio alle donne

Post n°911 pubblicato il 08 Marzo 2015 da giramondo595

Corpo di donna

Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono.
Il mio corpo di rude contadino ti scava
e fa scaturire il figlio dal fondo della terra.
Fui solo come un tunnel. Da me fuggivano gli uccelli
e in me irrompeva la notte con la sua potente invasione.
Per sopravvivere a me stesso ti forgiai come un'arma,
come freccia al mio arco, come pietra per la mia fionda.
Ma viene l'ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del seno! Ah gli occhi d'assenza!
Ah le rose del pube! Ah la tua voce lenta e triste!
Corpo della mia donna, resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia senza limite, mio cammino incerto!
Rivoli oscuri dove la sete eterna rimane,
e la fatica rimane, e il dolore infinito.

Perchè tu possa ascoltarmi

Perché tu possa ascoltarmi
Le mie parole
Si fanno sottili, a volte,
come impronte di gabbiani sulla spiaggia.
Collana, sonaglio ebbro
Per le tue mani dolci come l'uva.
E le vedo ormai lontane le mie parole.
Più che mie sono tue.
Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.
Così si aggrappano alle pareti umide.
E' tua la colpa di questo gioco cruento.
Stanno fuggendo dalla mia buia tana.
Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.
Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi,
e più di te sono abituate alla mia tristezza.
Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti
Perché tu le ascolti come voglio essere ascoltato.
Il vento dell'angoscia può ancora travolgerle.
Tempeste di sogni possono talora abbatterle.
Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente.
Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche.
Amami, compagna. Non mi lasciare. Seguimi.
Seguimi, compagna, su quest'onda di angoscia.
Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole.
Tutto ti prendi tu, tutto.
E io le intreccio tutte in una collana infinita
Per le tue mani bianche, dolci come l'uva

Dedicato alle donne

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.
Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite...
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Pero` non trattenerti mai!

Madre Teresa di Calcutta

 
 
 

Intervallo con Pablo Neruda

Post n°910 pubblicato il 27 Febbraio 2015 da giramondo595

Ode al giorno felice

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all'ultimo profondo angolino del cuore.
Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
sono più sterminato dell'erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l'acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l'aria canta come una chitarra.
Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto,
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché si,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l'erba
e la sabbia essere felice con l'aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.


Il tuo sorriso

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

 

 
 
 

Ritorna il messaggio n. 902

Post n°909 pubblicato il 23 Febbraio 2015 da giramondo595

Arricchito dai vostri splendidi commenti

misteropagano il 01/02/15 alle 12:07 via WEB
quest'anno non lo disfo nemmeno io l'albero mi piace come è venuto e come sta..:))^


vittorio.35 il 01/02/15 alle 09:10 via WEB
Storie di ordinaria follia, soprattutto la prima, molto significativa sul senso della fede. Un abbraccio e buona domanica, Vittorio


enza.1956 il 04/02/15 alle 22:11 via WEB

Voleva una folgorazione divina? Direi che l'ha avuta.. e che mi dice che non è caduto di proposito x spillare soldi alla chiesa?
In quanto al vecchietto.. aspetta e spera..i figli si faranno vivi quando morirà.. se ci sarà qualcosa da spartire... altrimenti in 40 anni.. hai voglia!!
Sulla partita.. questo fatto dimostra che anche i signori uomini sono pettegoli come le donne e a volte pure di più..
Notte Pasq... smackkk Enza.

Voi come vi sareste comportati

Post n°902 pubblicato il 01 Febbraio 2015 da giramondo595

Riceve un segno divino, cade e fa causa alla Chiesa

Un conto è credere, altra cosa è invece subire passivamente. Un fedele cattolico di Knoxville, nel Tennessee, ha citato in giudizio la Chiesa in quanto responsabile di una fatale folgorazione divina. L'uomo, il signor Matt Lincoln, toccato dalla grazia di Dio mentre pregava in chiesa, è caduto ferendosi alla testa: ora chiede un risarcimento di 2.5 milioni di dollari. Lincoln, stando a quanto pubblicato sulle pagine dell'Associated Press, avrebbe deciso di promuovere una causa contro la Chiesa dopo che l'assicuratore della congregazione gli ha rifiutato il rimborso delle spese sostenute per le sue cure. L'uomo, che ha 57 anni, dal giorno dell'incidente divino ha dichiarato di avere subìto due diversi interventi chirurgici. Nonostante ciò soffre ancora di dolori alla schiena e alle gambe. Dice che, al momento della folgorazione spirituale, pregava Dio di avere "una vera esperienza religiosa".


Non disfa l'albero di Natale da 40 anni

Il signor Neil Olson è un adorabile vecchietto di 89 anni che abita in un paesino del Wisconsin e non vuole rinunciare per nulla al mondo alla sua speranza più grande: quella di riabbracciare i suoi figli dopo 40 anni di lontananza. Una storia fatta di attese quella che ci arriva da oltreoceano e che racchiude le buone intenzioni del signor Neil in un alberello di Natale ormai secco e malandato addobbato a festa dal 1974, da quando cioè i suoi figli varcarono la porta di casa senza farvi più ritorno. Quattro decenni fa due dei suoi sei figli erano infatti impegnati nella Guerra del Vietnam: fortunatamente, nonostante uno di loro rimase disabile, riuscirono a tornare sani e salvi in America, ma da allora non hanno più riabbracciato la loro famiglia. L'albero, con tanto di palline ormai vintage e aghi a penzoloni, resiste al tempo e per il signor Neil è un vero e proprio miracolo: "È un fatto soprannaturale - ha spiegato l'89enne ai giornali locali - Quell'albero ormai fa parte dell'arredamento, è uno di famiglia. Non sopporto l'idea di smantellarlo, ma scommetto che quando i miei figli riusciranno a tornare a casa, tutti gli aghi cadranno".


Manda un biglietto al vicino: ‘Tua moglie ti tradisce'
E' successo ad una partita di football
Alle partite di football in genere si va per guardare mete, lanci incredibili, placcaggi e urlare, mangiare hot dog e magari esultare se la propria squadra vince. Durante il match dei Detroit Lions, invece, almeno due persone sedute sugli spalti, avevano altro a cui pensare: una donna ha messaggiato per tutto il tempo, l'uomo seduto dietro di lei, invece, ha sbirciato i suoi sms mentre il marito di lei si godeva lo spettacolo sul campo verde. Alla fine dell'incontro, forse per solidarietà tra uomini, per avere la coscienza pulita o semplicemente per fare la spia, l'uomo ha lasciato un biglietto indirizzato proprio alla vittima: ‘Ehi amico - si legge nel foglio stropicciato - io non ti conosco e tu non conosci me. Quando vai a casa, controlla il cellulare della tua ragazza. Stava messaggiando con un certo Jason, diceva di voler stare con lui tutto il giorno. Ti auguro il meglio!" Il messaggio d'avvertimento, poi, è finito su facebook, ma non si sa nulla della donna, del compagno e del terzo incomodo Jason.

 
 
 

Una bellissima e tenera notizia sui mici

Post n°908 pubblicato il 18 Febbraio 2015 da giramondo595

Azienda giapponese assume 9 gatti da ufficio

 

Dopo aver esportato in tutto il mondo la moda del "cat bistrot", il Giappone diventa ufficialmente patria mondiale dei gatti, iniziando ad assumere, lavorativamente parlando, gli amici felini. Un'azienda nipponica, infatti, ha avuto la geniale trovata di combattere lo stress diffuso tra i dipendenti assumendo ben 9 gatti: grazie ai mici, la produttività dei lavoratori è aumentata a livello esponenziale e, parallelamente, lo stress è diminuito.
L'idea di portare i gatti in azienda è stata della Ferray Corporation di Tokio, che consente ai felini di passeggiare tranquillamente in giro per gli uffici. I dipendenti hanno immediatamente accolto positivamente l'arrivo dei mici: invece che affannarsi per conquistare il cuore del "boss", la gara è infatti a coccolare i gatti. L'unico handicap è costituito dal fatto che i felini rosicchiano i cavi e staccano le prese elettriche, cosa da poco considerando i benefici che l'intera azienda ha potuto riscontrare dal loro arrivo. La stessa Ferray Corp, incoraggia i propri impiegati ad avvicinarsi ai mici attraverso incentivi economici: ad ogni coccola corrisponde, infatti, un aumento in busta paga. E per i più affezionati che decidono di adottare un gatto bisognoso, l'azienda provvederà a versare loro un bonus mensile di 5mila yen, circa ventotto euro

 
 
 
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 MESSAGGIO PER I GIOVANI

...Droga e alcool portano alla distruzione fisica e mentale!!! La vita e' troppo bella per essere distrutta dalle sostanze!!!!!! Vogliatevi bene !!!

http://spazio.libero.it/SARA28LUGLIO/

 

 

ULTIMI COMMENTI

Buon pomeriggio Pasquale, mi ci voleva un sorriso grazie., ...
Inviato da: vulnerabile14
il 24/05/2015 alle 18:38
 
Ciao Pasquale....buona domenica!!!!
Inviato da: rbx1dgl
il 24/05/2015 alle 14:35
 
Grazie per i sorrisi!!! Un abbraccio e felice domenica.....
Inviato da: alba.estate2012
il 24/05/2015 alle 14:22
 
Giramondo quante risate ^-^
Inviato da: semplicelucrezia
il 24/05/2015 alle 12:33
 
B.u.O.n.A -d.O.m.E.n.I.c.A.░__░
Inviato da: collineverdi_1900
il 24/05/2015 alle 12:11
 
 

UN CALOROSO ABBRACCIO A TUTTI VOI

   BENVENUTI NEL MIO BLOG

   BENVENUTI NEL MIO BLOG 

 

 

 

AREA PERSONALE

 

CITAZIONI DI

Beata Madre Teresa di Calcutta


Quello che noi facciamo
è solo una goccia nell'
oceano,
ma se non lo facessimo
l'oceano avrebbe una
goccia
in meno

Non importa quanto
si dà
ma quanto amore si
mette nel dare.


Trova un minuto
per pensare,
trova un minuto
per pregare,
trova un minuto
per ridere.

La peggiore malattia
dell'uomo?
La solitudine.


Le parole gentili
possono essere brevi
e facili da pronunciare
ma la loro eco è infinita.

 

 

GRAZIE AMICI QUESTI REGALI SONO PER VOI

 

          Grazie Solic

 

Grazie diana.fini

 

 Grazie Trappolinax ( Wanda )

Grazie aumania_12 ( Alisia )

Grazie Trappolinax ( Wanda )

grazie STREGAPORFIDIA (Sonia)

questi splendidi regali,
li voglio
dedicare a
tutti voi amici

Aforismi 

Edward Morgan Forster è stato uno scrittore
britannico,autore di racconti brevi,
di romanzi e saggi letterari.
Da alcuni suoi romanzi sono stati
tratti film di grande successo come:
Passaggio in India (1984, regia di David Lean)
Camera con vista (1986, regia di James Ivory),
Maurice(1987, regia di James Ivory)
e Casa Howard (1992, regia di James Ivory).


Se è facile raccontare la vita,
ben più difficile è viverla,
e siamo tutti dispostissimi a
chiamare in causa "i nervi",o qualsiasi
altra parola d'ordine che serva a
occultare i nostri desideri.
( Edward Morgan Forster )

 Albert Einstein è stato un fisico
a soli 26 anni, ha mutato
il modello istituzionale di
interpretazione
del mondo fisico


E' più facile spezzare
un'atomo, che
un pregiudizio
( Albert Einstein )

 

GRAZIE PER I VOSTRI DONI

       Carissimi amici,
       grazie a tutti
       per i vostri doni.
       Questi sono solo
       una piccolissima
       rappresentanza
       della vostra amicizia
       ed affetto.
       sono felicissimo di
       ciò...bacioni
        a tutti

      vivi la vita    

      Grazie agli amci Trappolinax e luce 1001 per
      i bellissimi regali per il compleanno del mio blog

                    

               

 

SAGGEZZA POPOLARE ANDREOLESE

Cu ava focu campau,cu ava pana moriu.
Chi ha del fuoco è vissuto,
chi ha pane è morto a causa del freddo

'A casa mbidìàta,o pòvara o malàta.
La casa ch'è oggetto d'invidia va
incontro a povertà o malattia.

A bbona lavandàra on manca petra.
Ad una brava lavandaia non manca
pietra (su cui lavare).

E cu' t'affìdi, ti nganni.
Sulla persona a cui presti
fiducia ti sbagli (facilmente).

Canta lu gaddru e si scòtula li pinni.
Il gallo canta e si scuote le piume.
(Si dice di persona che di un fatto
non vuole assumersi alcuna responsabilità
e "se ne lava le mani", come Pilato.

Per altri curiosi proverbi andreolesi:

http://www.andreolesi.com/dialetto/proverbi.htm

 

FRASI CELEBRI

Golda Meir, fu una donna politica
israeliana, quarto premier d'Israele
e prima donna a guidare il governo
del suo Paese.

La vecchiaia è come un aereo
che punta in una tempesta.
Una volta che sei a bordo non puoi
più fare niente
(Golda Meir)

Anton Pavlovič Čechov è stato uno
scrittore, drammaturgo e
medico russo.
Laureatosi in medicina,
scriveva novelle di notte.

L' intelligente
ama istruirsi,
lo stupido istruire.
( Anton Cecov )

Non sappiamo cosa può accaderci
in quello strano guazzabuglio che è la vita.
Possiamo però decidere quello che avviene
in noi, come affrontarlo, che uso farne...
ed è questo, in conclusione,
ciò che conta.
( Joseph Fortton )

 

Henry Ford è stato un imprenditore statunitense.
Fu uno dei fondatori della Ford Motor Company,
società produttrice di automobili, ancora oggi
una delle maggiori società del settore negli
USA e nel mondo.

Chiunque smetta di imparare è vecchio,
che abbia venti o ottant'anni.
Chiunque continua a imparare resta
giovane. La più grande cosa
nella vita è mantenere la
propria mente giovane.
( H. Ford )

Riflessioni sul Tempo ... Il passato rivive ogni giorno perché non è mai passato. (Proverbio Africano); Il tempo è un grande maestro, ma sfortunatamente uccide tutti i suoi studenti. (Hector Berlioz);        Una briciola d’oro non può comprare una briciola di tempo. (Proverbio Cinese);                                            Quando ogni uomo avrà raggiunto la felicità, il tempo non ci  sarà più. (Fëdor Dostoevskij)Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J Lennon )Un giorno senza un sorriso è un giorno perso.(Charlie Chaplin) L'unica cura per l'acne giovanile è la vecchiaia.( Totò )Ogni minuto muore un imbecille e ne nascono due. ( Eduardo De Filippo )Chi vive troppo tempo in un luogo perfetto finisce per annoiarsi. (Paulo Coelho)