Creato da giramondo595 il 14/11/2008

CHIACCHERE FRA AMICI

DI TUTTO UN PO'

 

 

Giochino autunnale parte 6^ ed ultima

Post n°882 pubblicato il 27 Novembre 2014 da giramondo595

Dopo aver simpaticamente ri - battezzato i due capolavori, adesso diamo sfogo alla fantasia ed inventiamoci una bella storiella.

Per scrivere la storiella, o parte di essa potete prendere spunto dal post precedente. E' ovvio che non è ammesso il copia - incolla del messaggio precedente, o da siti simili..

La storiella deve essere un racconto di fantasia.

Cari amici, partecipate numerosi. Bacioni a tutti

Ringrazio Margherita 88 per aver accettatoil mio invito di scrivere una storia sui bronzi


margherita88 il 28/11/14 alle 13:32 via WEB

"Ma quanto siete fighi" esclamò la cougar di fronte ai magnifici bronzi di Riace. Poi, chiuse gli occhi e... Io ho iniziato la storia. Adesso, vediamo chi la continua, caro il Pasquale birichino. Buona giornata.

Forza amici, diamo un seguito alla storia!.....

La nostra amica Enza 1956 ci ha llasciato questa bellissima storia..sono davvero contento

 

Buonasera Pasquale…
Stanotte ho fatto un sogno… mi trovavo in un’isoletta greca stesa a prendere il sole in riva al mare… quando…
vedo 2 aitanti giovanotti di circa 16/17 anni, che poco prima stavano giocando sulla sabbia insieme ad un gruppo di coetanei… balzare sopra una piccolissima e malconcia barchetta e prendere il largo in alto mare all’improvviso.
Dopo giorni e giorni di navigazione, in balia delle onde tranquille di agosto, i ragazzi felici per quella vacanza intrapresa all’insaputa delle famiglie, assaporando quell’improvvisa libertà e ammirando paesaggi sconosciuti e bellissimi che avevano fino ad allora solo immaginato, arrivarono sulle coste siciliane.
Mentre attraversavano lo stretto di Messina puntando verso la costa calabrese per esplorare la terra italica, la loro barca fu travolta da un’improvviso nubifragio.
I ragazzi furono travolti e scaraventati dentro le acque gelide dello stretto… acque sempre fredde a causa delle forti correnti che attraversano quel lembo di mare….
cadendo uno dei due ragazzi fu colpito da un remo all’occhio destro… che presto uscì dall’orbita oculare lasciandolo cieco…. Per il dolore perse i sensi e fu inghiottito dalle onde… Il suo amico cercando di salvarlo e trascinarlo a riva, non troppo di stante da loro, annegò a sua volta pagando con la vita il suo gesto di generosità.
Sprofondarono negli abissi marini… dove un’orca marina che di professione faceva la maga, in un’impeto di generosità e di pietà per non farli decomporre e farli rimanere uniti nei secoli, li trasformò in bronzi.
I due bronzi rimasero negli abissi fino a pochi decenni fa… ritrovati per caso da un subacqueo inesperto.
E grazie all’orca marina e al subacqueo improvvisato, che ora noi possiamo ammirarli in tutta la loro maestosa bellezza.

Bene Pasquale.. questa è la mia storia dei bronzi di Riace.
E con questa mi rovino definitivamente la reputazione nel mondo del web… ^___^... tanto ormai!!!
Un abbraccio e un sorriso per te… Buon fine settimana…. Smacccckkkkk Enza.
 

 

 
 
 

Qualche cenno sui bronzi di riace - 5^ e penultima parte

Post n°881 pubblicato il 22 Novembre 2014 da giramondo595

I Bronzi di Riace furono scoperti il 16 agosto 1972 nel tratto di mar Jonio antistante il comune reggino di Riace Marina da Stefano Mariottini, un appassionato subacqueo in vacanza in Calabria, durante un'immersione a circa 200 m dalla costa ed alla profondità di 8 m. Il recupero fu curato dalla Soprintendenza con la collaborazione del Nucleo Sommozzatori dei Carabinieri di Messina.
Uno scavo stratigrafico del 1973 e prospezioni nel 1981 permisero di recuperare pochissimi reperti e di proporre questa ricostruzione del naufragio: la nave, spinta da una tempesta a riva, aveva perso la velatura e gli anelli erano colati a picco con altri elementi pesanti come i Bronzi, presumibilmente non legati ad alcuna struttura; le parti leggere si erano disperse e lo scafo, gettato sulla spiaggia, si era progressivamente disgregato. E' stato anche supposto che non vi sia stato un vero e proprio naufragio ma un alleggerimento del carico, in un momento di pericolo, proprio buttando in mare le statue. Un primo restauro avvenne negli anni 1975-1980 a Firenze, dove, oltre alla pulizia e alla conservazione delle superfici esterne, si cominciò a svuotare l'interno delle statue dalla terra di fusione originaria, impregnatasi nel corso dei secoli di cloruri che avevano innescato pericolosi fenomeni di corrosione. La rimozione della terra di fusione fu conclusa a Reggio negli anni 1992-1995, in un'operazione di restauro che si trasformò in un vero e proprio microscavo archeologico della terra per ricostruirne la disposizione originaria. Fu utilizzato un sofisticato dispositivo ispirato alla strumentazione per la diagnostica medica e la chirurgia microinvasiva, dotato di microtelecamera ed ablatore ad ultrasuoni. Le due statue, denominate « A » e « B », sono alte 1,98 e 1,97 m; al momento del rinvenimento pesavano circa 400 Kg ma dopo lo svuotamento del loro interno il peso è diminuito a circa 160. Lo spessore medio del bronzo si aggira sui 8,5 mm per A e 7,5 mm per B. Originariamente erano ancorate alla loro base grazie ad una colatura di piombo fuso fatto fluire, sfruttando il principio dei vasi comunicanti, sia entro i piedi sia nell'incavo predisposto nella base stessa. Una volta solidificato, il piombo ha assunto la forma di tenoni, che i restauratori hanno asportato per penetrare all'interno della statua.
I Bronzi rappresentano due uomini completamente nudi ed armati di scudo -imbracciato con la sinistra-, lancia -tenuta con la destra-, ed elmo, forse smontati al momento dell'imbarco per permettere di adagiare sulla schiena le statue e facilitarne il trasporto.
La lancia era in verticale e probabilmente poggiata a terra nella statua A, inclinata e sospesa in aria nella statua B, dove il solco di appoggio per l'asta interessa non solo l'avambraccio ma anche la spalla. Occorre ricordare che il braccio destro e l'avambraccio sinistro della statua B non sono originali ma frutto di un restauro antico risalente all'età romana.

Le notizie sui Bronzi di Riace sono tratte dal sito del Museo Archeologico di Reggio Calabria, dove sono custoditi questi due capolavori

 

Questo messagio potrà esservi utile se verrete in Calabria ad osservare i bronzi dal vivo oppure se avrete voglia di partecipare al prossimo messaggio che pubblicherò..ossia inventare una storia di pura fantasia come prtotagonisti questi capolavori.

 
 
 

Preghiera di una madre

Post n°880 pubblicato il 20 Novembre 2014 da giramondo595

 
 
 

Quali assurditą fa commettere l' amore !..Meditate ragazzi, meditate

Post n°879 pubblicato il 18 Novembre 2014 da giramondo595

spende oltre 70mila euro in iPhone per chiederle la mano, ma lei dice "no"

Un ragazzo di Guangzhou in Cina ha speso l'equivalente di 17 anni di stipendio

Vuoi sposarmi? Di certo si sarebbe aspettato una risposta diversa il ragazzo cinese che ha comprato ben 99 iPhone per convincere la sua fidanzata a dirgli di "sì". E invece, dopo aver speso oltre 70mila euro in cellulari di ultima generazione, il giovane ha dovuto anche affrontare la delusione del "no". E pensare che aveva anche disposto a terra le scatole con gli smartphone in modo che formassero un cuore. Il giovane "romanticone" originario di Guangzhou, città della provincia di Guangdong in Cina, ha speso l'equivalente di 17 anni di stipendio di un lavoratore medio. Dopo il rifiuto della ragazza, il giovane ha passato alcuni minuti immobile, letteralmente senza parole. Le fotografie della sua sfortunata proposta sono diventate immediatamente virali su Weibo, una sorta di versione cinese di Twitter.

Secondo voi questo gesto è vero amore, o puro esibizionismo?!..scrivete il vostro pensiero amici

 
 
 

Nascituro bagnato...

Post n°878 pubblicato il 17 Novembre 2014 da giramondo595

nascituro fortunato !...

Questo è quello che auguro io al nascituro, che ha sfidato il maltempo,scegliendo una mattinata da diluvio universale , per venire al mondo.

In panne nell'auto a causa del maltempo partorisce al benzinaio aiutata dai presenti"

La mattina del 6/11/2014 alle 8.00 nella piazzola di un distributore di carburante a Tivoli, Comune della provincia a nord est della Capitale ,un bambino è venuto alla luce tra la commozione e l'emozione dei presenti. A determinare il parto di emergenza un guasto all'auto guidata dal cognato della donna, una 22enne, in viaggio verso il vicino ospedale San Giovanni Evangelista per dare alla luce il suo bambino.
L'uomo alla guida dell'auto, in ansia per le sorti della neo mamma, quando si è reso conto che il guasto all'auto, fermatasi per aver imbarcato troppa acqua a causa degli allagamenti provocati dal maltempo, non gli avrebbe consentito di raggiungere l'ospedale, vedendo l'auto della Polizia transitare all'interno dell'area per il rifornimento di carburanti, con ampi gesti si è fatto notare, facendo capire agli agenti che aveva bisogno di aiuto.
Quando i poliziotti del Commissariato di Tivoli, un uomo e una donna, si sono avvicinati all'auto, hanno solo potuto assistere al parto, che era già in atto, ed aiutare la donna durante queste fasi.
Preoccupati per le sorti del bambino che aveva ancora il cordone ombelicale che lo univa alla madre, ed aveva già emesso il primo pianto, gli agenti hanno chiamato il 118 e subito dopo si sono messi in contatto con il medico di sala, al quale hanno raccontato l'accaduto. Intrapreso lo scambio di informazioni inerenti lo stato di salute del bambino, che nel frattempo aveva emesso il primo pianto ed era stato adagiato sul sedile posteriore, gli stessi hanno rassicurato la donna e atteso l'arrivo dell'ambulanza che, giunta poco dopo, li ha trasportati al nosocomio tiburtino

 

 
 
 

Oggi č il 6° compli blog

Post n°877 pubblicato il 14 Novembre 2014 da giramondo595

Colgo l' occasione per ringraziare tutti coloro che sono passati da qui, a lasciare il looro pensiero, e tutti quelli che vorrano lasciare un commento. ..siete stati talmente tanti, che mi rende difficile ricordarvi tutti.. Mi dispiace che parecchi di voi, sono spariti . Mi auguro che prima o poi possano tornare a lasciare anche solo un breve saluto.

Dopo i doverosi ringraziamenti, desidero condividere due favole, gli autori sono alcuni studenti di una Scuola Media del mio paese.

La favola di Christopher e Pou

C'erano una volta due giovani topi: Cristopher e Pou. Essi erano fratelli ma il primo viveva in una fabbrica e il secondo in una fogna. Caratterialmente erano molto diversi, Pou era sempre scontroso, egoista e prevaricatore, infatti viveva da solo isolato da tutti; Christopher era gentile, altruista, generoso ed era circondato da amici. Christhofer voleva molto bene al fratello e poiché' la fabbrica aveva chiuso i battenti, un giorno chiese a Pou se poteva procurargli del formaggio. Pou rispose in modo sgarbato e gli disse che l'indomani glielo avrebbe dato. Per Pou era arrivato il giorno della vendetta e, poiché vedeva il fratello come un nemico, pensò di avvelenarlo mettendo del veleno sul formaggio. Quando s'incontrarono, Christofer si accorse che c'era qualcosa di strano. Pou trascinava il formaggio con una fune... era come se avesse paura di toccarlo!!!! Christopher invitò il fratello a mangiarlo prima di lui, ma Pou, sgarbatamente, rispose di no, allora Christopher capì che il fratello lo aveva ingannato e da quel giorno non lo volle più vedere.

La morale e': fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

Una scelta d' amore

C'era una volta un gatto di nome Matisse che aveva come padrone un bambino di nome Ade, che lo maltrattava. Matisse era un gatto molto buono, faceva sempre le fusa e non si ribellava mai perché capiva che Ade era solo un bambino e non si rendeva conto di fargli male.
Di sera Matisse usciva spesso per stare tranquillo e rilassarsi, però una sera, mentre passeggiava smarrì la strada. Vagò per diversi giorni in cerca di cibo e di un rifugio.
Un giorno, passando davanti ad una casetta vide una finestra aperta e ci saltò dentro.
Nella casa c'era una vecchina che viveva in solitudine da anni.
-"Chi sei"? Chiese la vecchina.
-"Mi chiamo Matisse e ho smarrito la strada di casa"-
-"Stai tranquillo da oggi potrai rimanere qui con me. Piacere io mi chiamo Peppina"! I giorni passavano e Matisse si trovava bene con Peppina e dato che viveva da sola, era molto felice di avere qualcuno con cui trascorrere la giornata.
Un giorno la nonnina uscì per fare la spesa lasciando la porta di casa socchiusa.
Ade, che già cercava il suo gatto da giorni, passando da lì, vide Matisse accoccolato sulla poltrona. Vedendo il gatto entrò nella casa per portarlo via. Ma mentre stava uscendo udì una voce:
- "Chi sei, perché sei entrato in casa mia"?- disse Peppina.
-"Mi chiamo Ade e sono il padrone di questo gatto disubbidiente", rispose Ade in modo sgarbato e continuò -"Matisse deve subito tornare a casa mia". Così Peppina, seppure a malincuore, acconsentì dicendo:
-"Vai Matisse, lui è il tuo padrone, ed è solo un bambino. Non farlo arrabbiare e toma a casa".
Matisse se ne andò. Una volta a casa sia lui, sia la vecchina erano molto tristi e delusi. Ade finalmente si accorse che Matisse si era affezionato a Peppina, così lo lasciò libero di decidere e Matisse scelse di tornare da Peppina.

Morale: Se ami qualcuno lascialo andare, se veramente ti ama tornerà da te.

 

 
 
 

Secondo voi che fine ha fatto?..l' impiegato dormiglione

Post n°876 pubblicato il 12 Novembre 2014 da giramondo595

Si addormenta in ufficio, parte un bonifico esorbitante

Per l'impiegato tedesco è stato fatale un pisolino

Anche la Germania, tutto sommato, non è così perfetta e anche i tedeschi - ogni tanto - cedono all'irrefrenabile voglia di andare contro le regole e schiacciare un pisolino durante le ore di ufficio. E' successo ad un impiegato bancario di Berlino a cui è stata fatale una piccola siesta pomeridiana. L'uomo, infatti, è letteralmente crollato sulla tastiera su cui stava mandando un bonifico ad un pensionato di 64,20 euro. Peccato che si è addormentato spingendo il tasto 2 più volte, e facendo partire un risarcimento esorbitante da 222.222.222,22 di euro: una cifra che facciamo persino fatica a leggere e che l'ignaro signore in attesa di un modesto rimborso, si è visto accreditare per qualche ora sul suo conto. Secondo quanto riferito da Der Spiegel, su questo episodio è nata una vera causa dal momento che l'impiegata che doveva controllare ogni singola transazione, non si è accorta del clamoroso errore ed è stata licenziata. La donna, però, ha fatto ricorso adducendo che era sottoposta da tempo a ritmi di lavoro impressionanti e quel giorno ha dovuto vgliare oltre 600 ricevute di pagamento in tempi compresi tra 1 e 3 secondi per ciascun ordine di bonifico bancario.

La signora è stata così reintegrata, mentre dell'impiegato dormiglione si sono perse le tracce...

 

 
 
 

A volte la mania..di essere presenti in ogni luogo e con qualunque soggetto, uccide

Post n°875 pubblicato il 11 Novembre 2014 da giramondo595

Leggete!!!!!!!!!!!!!!!!... e lasciate un vostro pensierino.

India: cerca di farsi un "selfie" con elefante, turista muore calpestata

 

Una turista indiana è morta nel sud dell'India dopo essere stata calpestata da un elefante mentre stava scattando un selfie con il pachiderma.

La donna, un'insegnante di 27 anni, la sera del 27 ottobre 2014 si trovava con la famiglia in una famosa località del Kerala quando è successo il tragico incidente. Secondo la polizia, la turista che è originaria del Gujarat e che si chiama Dipali, si è messa in posa per una foto di fianco all'elefante, usato per "safari" nelle foreste di Munnar, ma probabilmente l'animale non ha gradito la sua presenza e l'ha colpita con la proboscide. La donna è caduta a terra finendo tra le zampe del pachiderma imbizzarrito. Terrorizzata, Dipali ha cercato di alzarsi e di mettersi in salvo, ma è stata schiacciata e gravemente ferita. È morta poco dopo all'ospedale. All'agghiacciante scena hanno assistito il figlioletto di quattro anni e il marito che non ha potuto fare nulla per calmare l'elefante infuriato. Un esperto ha detto all'agenzia di stampa indiana Ians che «non si tratta di un elefante diventato violento, ma è stato uno sfortunato incidente che ha fatto sì che la donna cadesse in mezzo alle sue zampe e fosse quindi schiacciata per sbaglio». Le autorità hanno aperto un inchiesta per verificare le esatte circostanze della tragedia.

 
 
 

Chissą, forse in futuro..sparirą anche la sana e rilassante

Post n°874 pubblicato il 09 Novembre 2014 da giramondo595

abitudine di farsi la doccia

leggete e stupitevi

Probiotici: spray «ai bacilli» da usare al posto del sapone sarebbero capaci di mantenere la pelle pulita, neutralizzare il sudore, difendere la cute.

 

L'inventore dello spray, David Whitlock

non fa la doccia da dodici anni

Julia Scott May è una giornalista del New York Times che, qualche tempo fa, si è sottoposta a un esperimento curioso: per un mese ha eliminato shampoo, bagnoschiuma, deodorante e qualsiasi tipo di prodotto per la pelle, e ha usato per la propria "igiene" soltanto uno spray a base di Nitrosomonas eutropha, un batterio che si trova in abbondanza in acque sporche e non trattate. Una follia? No, perché, come esistono germi buoni nel nostro intestino, così ve ne sono sulla pelle: secondo i ricercatori che hanno seguito Julia e gli altri volontari su cui si sta sperimentando lo spray batterico, questi "probiotici cutanei" sarebbero capaci di mantenere la pelle pulita e profumata (si nutrono dell'azoto nel sudore e lo "neutralizzano"), avrebbero capacità antinfiammatorie e immunomodulanti, difenderebbero la cute dagli agenti patogeni esterni. I detergenti portano via continuamente questa preziosa pellicola di "amici per la pelle": da qui, l'addio al sapone e la colonizzazione con N. eutropha suggerita dagli autori dell'indagine, assertori del metodo. Uno di loro usa il sapone due volte a settimana, l'inventore dello spray, David Whitlock, addirittura non fa la doccia da dodici anni. Comprensibilmente, Julia ha riferito sul quotidiano statunitense di temere non poco per la sua vita sociale; invece, nessun cattivo odore («Perfino dopo la palestra», precisa lei) e la pelle man mano sarebbe diventata più morbida, chiara e liscia, con i pori meno dilatati.
Chi non volesse essere così estremo potrebbe scegliere prodotti per l'igiene personale rispettosi della flora cutanea, ma è difficile dire quali siano i migliori, come spiegano i dermatologi intervistati dalla giornalista statunitense: i saponi liquidi contengono più conservanti, ma quelli solidi sono più concentrati e alcalini; inoltre molti detergenti hanno liste di impronunciabili ingredienti i cui effetti sul microbioma cutaneo sono del tutto ignoti. Così non sorprende scoprire che, accanto ai visionari statunitensi con il loro spray al Nitrosomonas, anche alcune aziende cosmetiche stiano mettendo a punto saponi e creme a base di Lactobacilli, Bifidobatteri o loro estratti. Ma possono funzionare davvero? «Il razionale scientifico esiste perché la flora batterica della pelle è molto importante per il benessere cutaneo: i batteri di un soggetto allergico ad esempio sono diversi da quelli di uni sano, per cui modularne la quantità potrebbe essere d'aiuto per tutti, anche per chi ha patologie specifiche - osserva Lorenzo Drago, responsabile del Laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche dell'Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano -. Tuttavia, i batteri devono essere vivi per avere un effetto, ed è molto difficile mantenerli tali in creme o soluzioni cosmetiche per uso topico; né abbiamo prove che dimostrino l'efficacia degli estratti di probiotici».
Risultati promettenti per la salute della pelle arrivano dagli studi che seguono la via più standard di somministrazione dei probiotici, quella per bocca: Drago, ad esempio, ha verificato che il Lactobacillus salivarius riduce i sintomi della dermatite atopica negli adulti e sta ottenendo dati analoghi nei bambini. «I probiotici hanno un effetto immunomodulante, diminuiscono ad esempio le citochine che favoriscono l'infiammazione - spiega Drago -. Inoltre, sappiamo che i soggetti con dermatite allergica hanno una flora alterata e un intestino la cui funzione di barriera non è più perfetta. Riportare il microbioma nella norma potrebbe aiutarli, perciò l'obiettivo è identificare i ceppi di probiotici utili allo scopo e le strategie per aumentarli, sia modificando la dieta per favorirne la moltiplicazione, sia somministrando i probiotici stessi. Guai però al "fai da te", pensando che qualunque "fermento lattico" possa far bene a un allergico: alcuni ceppi possono avere effetti negativi, inoltre talvolta nelle preparazioni vengono impiegate sostanze potenzialmente allergizzanti (come lattosio, glutine, proteine della soia, ndr) che possono restare presenti in tracce e creare problemi a chi è ipersensibile. I probiotici devono essere maneggiati con cautela, soprattutto in caso di malattie allergiche». Un campo dove, peraltro, sembrano particolarmente promettenti: «Nell'intestino si trova la maggioranza delle cellule immuni per far fronte al contatto continuo con l'esterno (tossine, residui alimentari, miceti, sostanze di ogni genere che arrivano dall'esterno attraverso l'alimentazione, ndr) - osserva Giuseppe Mele, presidente Paidòss -. Mucosa e flora batterica costituiscono la barriera principale dell'organismo, che i probiotici possono migliorare».

 

Fonte: corriere.it

 
 
 

Povera sposina... avrebbe dovuto accorgersi subito che quest' uomo, non l' amava..meglio tardi che mai

Post n°873 pubblicato il 08 Novembre 2014 da giramondo595

Sono le parole che mi vengono in mente, dopo aver letto questa notizia. Voi che ne pensate?!...

Una piccola, ma doverosa premessa..Ogni commento contrario alla decenza verrà inesorabilmente cestinato.

Da vecchia sarò così', lui la lascia.

E' una vicenda che ha dell'incredibile e sono in molti - infatti - a pensare si tratti solo di una messinscena per ottenere visibilità sui social. La storia ha per protagonisti due giovani cinesi che stavano per sposarsi, ma la ragazza ha voluto mettere alla prova il suo uomo e ha architettato un test. Il futuro sposo, infatti, era pronto per le foto di rito prima del matrimonio, ma la ragazza si è presentata in abito e capelli bianchi, con un trucco da 70enne per capire se l'avrebbe amata anche con le rughe. "Se mi amerai anche a 70 anni - ha detto - non dovresti avere nessun problema a farti fotografare con me nei panni di un'anziana signora". La reazione del ragazzo è stata eloquente: le ha chiesto di togliere il cerone, ma ottenuto un no, ha scaraventato gli occhiali a terra e l'ha mollata in strada, in mezzo ad una folla di curiosi che riprendeva il tutto con il telefonino. La ragazza si è accasciata a terra in lacrime spiegando che aveva preparato tutto ciò per mettere fine alla fama da donnaiolo di quello che di lì a poco sarebbe diventato suo marito.

 

 
 
 

Pierinate a go go 1

Post n°872 pubblicato il 04 Novembre 2014 da giramondo595

Andata e ritorno
Pierino torna da scuola molto contento. La sua mamma gli chiede: "Ti vedo felice; ti piace la scuola vero?". "Mamma, per piacere non confondere l'andata con il ritorno"


L'idiota
Se in questa classe c`è qualche idiota si alzi in piedi"
fa la maestra con tono sarcastico alla classe.
Dopo un lungo silenzio, Pierino si alza.
"Bene, Pierino, dimmi perché tu ti consideri un idiota?"
"Sinceramente non penso di esserlo" - dice -
"ma non mi piaceva che lei rimanesse in piedi tutta sola."


Semina
A scuola la maestra da' per tema in classe questo quesito: Cosa semineresti se tu possedessi un appezzamento ti terra?.
Svolgimento di Pierino:Se io possedessi un pezzo di campo ci seminerei dei peli pubici,
hanno grande valore commerciale, mia sorella non ne ha proprio tanti pero'
anche con quei pochi si e' comperata 3 appartamenti in meno di 2 anni...


Più veloce della luce
La maestra chiede ai suoi scolari se sanno quale sia la cosa piu' veloce dell' universo.
Carletto: "Il suono, signora maestra !".
La maestra: "Bravo, ma c'e' qualcosa di ancora piu' veloce!".
Giovanni (il secchione): "La luce!".
Maestra: "Bravo, e' proprio la luce!". Sentendo cio', Pierino perplesso si rivolge alla maestra: "Ma come? la luce? la cosa piu' veloce che ci sia e' la cacca!".
Maestra: "Pierino, cosa dici!".
Pierino: "E si' e' proprio lei! Pensi che ieri sera mio nonno e' andato al bagno, non ha fatto a tempo ad accendere la luce che se l 'e' fatta addosso!"


Viaggio nel deserto
Pierino ritorna a casa da scuola e la mamma gli chiede: "Ciao Pierino, cosa hai fatto oggi a scuola?".
"Oggi a scuola abbiamo parlato di Mose' che ha portato il suo popolo fuori dall'Egitto per andare in Israele".
"Interessante... e come e' la storia?".
E Pierino racconta: "Mose' vagava nel deserto con il suo popolo rifornendosi di cibo alla Coop.
Giunto sul Mar Rosso con i suoi tecnici ha costruito un ponte per portare il suo popolo dall'altra parte... ma gli Egiziani lo inseguivano e allora con il suo cellulare ha chiesto aiuto a Dio che ha inviato due Sea-Harrier che hanno bombardato il ponte con tutti gli Egiziani sopra.
Poi e' salito sul Monte Sinai a comprare alla Feltrinelli il libro della legge in 10 volumi".
La mamma, perplessa, lo interrompe: "Ma Pierino, sei sicuro che la maestra ti abbia detto questo?".
"Veramente no... ma se ti racconto quello che ha detto non mi crederesti !".


Il compagno che brucia
Il papa' a Pierino di ritorno da scuola: "Pierino, perche' piangi?".
"Sigh... la maestra mi ha sospeso...".
"E perche'?". "Perche' quando e' entrata in classe c'era il mio compagno di banco che fumava...".
"E allora... tu che c'entri se lui fumava?".
"Hanno detto tutti che ero stato io a dargli fuoco!"


Prima di morire
La maestra di scuola materna chiede ai suoi piccoli che cosa faccia il loro padre nella vita.
"Il mio e' medico" dice uno.
"Il mio e' autista" dice un altro.
"E tu, Pierino, che fa tuo padre?".
"E' morto" dice abbassando triste la testa.
Allora la maestra non sapendo che dire gli chiede: "E che faceva prima di morire?".
"Faceva: Haarg! Haaa! Raaah!".


coriandoli
Pierino dice al papa': papa' mi compri i coriandoli..
il papa': no pierino!!!
Pierino: E' perche'?
Il papa': perche ogni volta che te li compro tu li butti sempre via!!!!


Alla fiera
Alla fiera un tizio vuole comperare un maialino.
Ne sceglie uno in un recinto e quindi domanda il prezzo: "10.000 lire al kilo". "Benissimo, me lo pesi".
Il contadino succhia un po' la coda al maialino poi esclama: "25 kg fanno 250.000 lire".
"Scusi sa, non per sfiducia, ma potrebbe metterlo sulla bilancia?".
Detto fatto, messo sulla bilancia pesa esattamente 25 kg.
"Meraviglioso, ma come fate?". "E' una dote di famiglia, anche mio figlio e mia moglie ci riescono. Pierinooo, vieni a pesare".
"Mi pesi quello...".
Pierino prende un maialino, succhia la coda e dice: "23 kg e 3 etti".
"Impossibile, anche gli etti???".
Il maialino viene pesato e il risultato e' proprio 23, 3 kg.
"Strabiliante" esclama il cliente.
"Glielo avevo detto, e' un dono di famiglia.
Pierino, chiama la mamma...".
Il bimbo corre via e poco dopo ritorna: "Papa', papa', la mamma non puo' venire, sta pesando il postino...".


Pierino perplesso
Pierino entra all'improvviso nella camera dei genitori e li scopre mentre amoreggiano alla grande...
Li guarda ed esclama:
... "E poi volete portarmi dallo psicologo perchè mi succhio un dito?"


Verifica copiata
La maestra corregge le verifiche di geografia e intanto parla con una collega:
- Pierino ha fatto un'altra verifica orribile! L'ha copiata tutta dal suo compagno di banco!
La collega risponde:
- Come fai ad esserne sicura? Potrebbe essere il compagno ad aver copiato da Pierino...
- Ne sono certa! - assicura la maestra.
- Una domanda diceva: "Dove si trova la penisola iberica?" il compagno ha risposto: "Non lo so.", e Pierino ha scritto: "Nemmeno io!"

 

Sotto il treno
A scuola di Pierino, compito in classe d'italiano.
TEMA: "Passa il treno."
Svolgimento di Pierino: "E io mi scanso!"
Risposta scritta della maestra: "E io ti boccio!"
Conclusione di Pierino: "Meglio essere bocciati che finire sotto il treno!"

 

 
 
 

in ricordo dei nostri cari defunti

Post n°871 pubblicato il 02 Novembre 2014 da giramondo595

Con le insolite immagini del cimitero del mio paesino natio

si apre questo messaggio, dedicato al ricordo dei nostri cari

 

 

Quì sono sepolti mio padre, mia nonna,i miei zii..
e tanti altri parenti ed amici.
Passeggiando lungo i vialetti del cimitero,
ho rivissuto la mia vita,rincontrando idealmente
Tutti coloro che mi hanno visto crescere e dalle quali
ho imparato tantissimo..

Alla loro memoria ed in memoria di tutti i defunti
dell' universo, di quelli degli amici del blog
e chi chiunque passi di qui. Voglio dedicare questo saluto

A tutti i defunti
và la nostra preghiera.
L' eterno riposo

L'eterno riposo dona loro,
o Signore,
e splenda ad essi la luce
perpetua.
Riposino in pace. Amen.

L'omaggio prosegue con il principe Antonio De Curtis
e la sua splendida poesia 'A Livella

due splendide poesie di Cesare Pavese ed Ugo Foscolo

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
Cesare Pavese

All'ombra de' cipressi e dentro l'urne
confortate di pianto è forse il sonno
della morte men duro? Ove piú il Sole
per me alla terra non fecondi questa
bella d'erbe famiglia e d'animali,
e quando vaghe di lusinghe innanzi
a me non danzeran l'ore future,
né da te, dolce amico, udrò piú il verso
e la mesta armonia che lo governa,
né piú nel cor mi parlerà lo spirto
delle vergini Muse e dell'amore,
unico spirto a mia vita raminga,
qual fia ristoro a' dí perduti un sasso
che distingua le mie dalle infinite
ossa che in terra e in mar semina morte?
Vero è ben, Pindemonte! Anche la Speme,
ultima Dea, fugge i sepolcri: e involve
tutte cose l'obblío nella sua notte;
e una forza operosa le affatica
di moto in moto; e l'uomo e le sue tombe
e l'estreme sembianze e le reliquie
della terra e del ciel traveste il tempo.
Ma perché pria del tempo a sé il mortale
invidierà l'illusïon che spento
pur lo sofferma al limitar di Dite?
Non vive ei forse anche sotterra, quando
gli sarà muta l'armonia del giorno,
se può destarla con soavi cure
nella mente de' suoi? Celeste è questa
corrispondenza d'amorosi sensi,
celeste dote è negli umani; e spesso
per lei si vive con l'amico estinto
e l'estinto con noi, se pia la terra
che lo raccolse infante e lo nutriva,
nel suo grembo materno ultimo asilo
porgendo, sacre le reliquie renda
dall'insultar de' nembi e dal profano
piede del vulgo, e serbi un sasso il nome,
e di fiori odorata arbore amica
le ceneri di molli ombre consoli.
Sol chi non lascia eredità d'affetti
poca gioia ha dell'urna; e se pur mira
dopo l'esequie, errar vede il suo spirto
fra 'l compianto de' templi acherontei,
o ricovrarsi sotto le grandi ale
del perdono d'lddio: ma la sua polve
lascia alle ortiche di deserta gleba
ove né donna innamorata preghi,
né passeggier solingo oda il sospiro
che dal tumulo a noi manda Natura.
Pur nuova legge impone oggi i sepolcri
fuor de' guardi pietosi, e il nome a' morti
contende. E senza tomba giace il tuo
Sacerdote o Talia, che a te cantando
nel suo povero tetto educò un lauro
con lungo amore, e t'appendea corone;
e tu gli ornavi del tuo riso i canti
che il lombardo pungean Sardanapalo,
cui solo è dolce il muggito de' buoi
che dagli antri abdüani e dal Ticino
lo fan d'ozi beato e di vivande.
O bella Musa, ove sei tu? Non sento
spirar l'ambrosia, indizio del tuo nume,
fra queste piante ov'io siedo e sospiro
il mio tetto materno. E tu venivi
e sorridevi a lui sotto quel tiglio
ch'or con dimesse frondi va fremendo
perché non copre, o Dea, l'urna del vecchio
cui già di calma era cortese e d'ombre.
Forse tu fra plebei tumuli guardi
vagolando, ove dorma il sacro capo
del tuo Parini A lui non ombre pose
tra le sue mura la città, lasciva
d'evirati cantori allettatrice,
non pietra, non parola; e forse l'ossa
col mozzo capo gl'insanguina il ladro
che lasciò sul patibolo i delitti.
Senti raspar fra le macerie e i bronchi
la derelitta cagna ramingando
su le fosse e famelica ululando;
e uscir del teschio, ove fuggia la luna,
l'úpupa, e svolazzar su per le croci
sparse per la funerëa campagna
e l'immonda accusar col luttüoso
singulto i rai di che son pie le stelle
alle obblïate sepolture. Indarno
sul tuo poeta, o Dea, preghi rugiade
dalla squallida notte. Ahi! su gli estinti
non sorge fiore, ove non sia d'umane
lodi onorato e d'amoroso pianto.
Dal dí che nozze e tribunali ed are
diero alle umane belve esser pietose
di se stesse e d'altrui, toglieano i vivi
all'etere maligno ed alle fere
i miserandi avanzi che Natura
con veci eterne a sensi altri destina.
Testimonianza a' fasti eran le tombe,
ed are a' figli; e uscían quindi i responsi
de' domestici Lari, e fu temuto
su la polve degli avi il giuramento:
religïon che con diversi riti
le virtú patrie e la pietà congiunta
tradussero per lungo ordine d'anni.
Non sempre i sassi sepolcrali a' templi
fean pavimento; né agl'incensi avvolto
de' cadaveri il lezzo i supplicanti
contaminò; né le città fur meste
d'effigïati scheletri: le madri
balzan ne' sonni esterrefatte, e tendono
nude le braccia su l'amato capo
del lor caro lattante onde nol desti
il gemer lungo di persona morta
chiedente la venal prece agli eredi
dal santuario. Ma cipressi e cedri
di puri effluvi i zefiri impregnando
perenne verde protendean su l'urne
per memoria perenne, e prezïosi
vasi accogliean le lagrime votive.
Rapían gli amici una favilla al Sole
a illuminar la sotterranea notte,
perché gli occhi dell'uom cercan morendo
il Sole; e tutti l'ultimo sospiro
mandano i petti alla fuggente luce.
Le fontane versando acque lustrali
amaranti educavano e vïole
su la funebre zolla; e chi sedea
a libar latte o a raccontar sue pene
ai cari estinti, una fragranza intorno
sentía qual d'aura de' beati Elisi.
Pietosa insania che fa cari gli orti
de' suburbani avelli alle britanne
vergini, dove le conduce amore
della perduta madre, ove clementi
pregaro i Geni del ritorno al prode
cne tronca fe' la trïonfata nave
del maggior pino, e si scavò la bara.
Ma ove dorme il furor d'inclite gesta
e sien ministri al vivere civile
l'opulenza e il tremore, inutil pompa
e inaugurate immagini dell'Orco
sorgon cippi e marmorei monumenti.
Già il dotto e il ricco ed il patrizio vulgo,
decoro e mente al bello italo regno,
nelle adulate reggie ha sepoltura
già vivo, e i stemmi unica laude. A noi
morte apparecchi riposato albergo,
ove una volta la fortuna cessi
dalle vendette, e l'amistà raccolga
non di tesori eredità, ma caldi
sensi e di liberal carme l'esempio.
A egregie cose il forte animo accendono
l'urne de' forti, o Pindemonte; e bella
e santa fanno al peregrin la terra
che le ricetta. Io quando il monumento
vidi ove posa il corpo di quel grande
che temprando lo scettro a' regnatori
gli allòr ne sfronda, ed alle genti svela
di che lagrime grondi e di che sangue;
e l'arca di colui che nuovo Olimpo
alzò in Roma a' Celesti; e di chi vide
sotto l'etereo padiglion rotarsi
piú mondi, e il Sole irradïarli immoto,
onde all'Anglo che tanta ala vi stese
sgombrò primo le vie del firmamento:
- Te beata, gridai, per le felici
aure pregne di vita, e pe' lavacri
che da' suoi gioghi a te versa Apennino!
Lieta dell'aer tuo veste la Luna
di luce limpidissima i tuoi colli
per vendemmia festanti, e le convalli
popolate di case e d'oliveti
mille di fiori al ciel mandano incensi:
e tu prima, Firenze, udivi il carme
che allegrò l'ira al Ghibellin fuggiasco,
e tu i cari parenti e l'idïoma
désti a quel dolce di Calliope labbro
che Amore in Grecia nudo e nudo in Roma
d'un velo candidissimo adornando,
rendea nel grembo a Venere Celeste;
ma piú beata che in un tempio accolte
serbi l'itale glorie, uniche forse
da che le mal vietate Alpi e l'alterna
onnipotenza delle umane sorti
armi e sostanze t' invadeano ed are
e patria e, tranne la memoria, tutto.
Che ove speme di gloria agli animosi
intelletti rifulga ed all'Italia,
quindi trarrem gli auspici. E a questi marmi
venne spesso Vittorio ad ispirarsi.
Irato a' patrii Numi, errava muto
ove Arno è piú deserto, i campi e il cielo
desïoso mirando; e poi che nullo
vivente aspetto gli molcea la cura,
qui posava l'austero; e avea sul volto
il pallor della morte e la speranza.
Con questi grandi abita eterno: e l'ossa
fremono amor di patria. Ah sí! da quella
religïosa pace un Nume parla:
e nutria contro a' Persi in Maratona
ove Atene sacrò tombe a' suoi prodi,
la virtú greca e l'ira. Il navigante
che veleggiò quel mar sotto l'Eubea,
vedea per l'ampia oscurità scintille
balenar d'elmi e di cozzanti brandi,
fumar le pire igneo vapor, corrusche
d'armi ferree vedea larve guerriere
cercar la pugna; e all'orror de' notturni
silenzi si spandea lungo ne' campi
di falangi un tumulto e un suon di tube
e un incalzar di cavalli accorrenti
scalpitanti su gli elmi a' moribondi,
e pianto, ed inni, e delle Parche il canto.
Felice te che il regno ampio de' venti,
Ippolito, a' tuoi verdi anni correvi!
E se il piloto ti drizzò l'antenna
oltre l'isole egèe, d'antichi fatti
certo udisti suonar dell'Ellesponto
i liti, e la marea mugghiar portando
alle prode retèe l'armi d'Achille
sovra l'ossa d'Ajace: a' generosi
giusta di glorie dispensiera è morte;
né senno astuto né favor di regi
all'Itaco le spoglie ardue serbava,
ché alla poppa raminga le ritolse
l'onda incitata dagl'inferni Dei.
E me che i tempi ed il desio d'onore
fan per diversa gente ir fuggitivo,
me ad evocar gli eroi chiamin le Muse
del mortale pensiero animatrici.
Siedon custodi de' sepolcri, e quando
il tempo con sue fredde ale vi spazza
fin le rovine, le Pimplèe fan lieti
di lor canto i deserti, e l'armonia
vince di mille secoli il silenzio.
Ed oggi nella Troade inseminata
eterno splende a' peregrini un loco,
eterno per la Ninfa a cui fu sposo
Giove, ed a Giove diè Dàrdano figlio,
onde fur Troia e Assàraco e i cinquanta
talami e il regno della giulia gente.
Però che quando Elettra udí la Parca
che lei dalle vitali aure del giorno
chiamava a' cori dell'Eliso, a Giove
mandò il voto supremo: - E se, diceva,
a te fur care le mie chiome e il viso
e le dolci vigilie, e non mi assente
premio miglior la volontà de' fati,
la morta amica almen guarda dal cielo
onde d'Elettra tua resti la fama. -
Cosí orando moriva. E ne gemea
l'Olimpio: e l'immortal capo accennando
piovea dai crini ambrosia su la Ninfa,
e fe' sacro quel corpo e la sua tomba.
Ivi posò Erittonio, e dorme il giusto
cenere d'Ilo; ivi l'iliache donne
sciogliean le chiome, indarno ahi! deprecando
da' lor mariti l'imminente fato;
ivi Cassandra, allor che il Nume in petto
le fea parlar di Troia il dí mortale,
venne; e all'ombre cantò carme amoroso,
e guidava i nepoti, e l'amoroso
apprendeva lamento a' giovinetti.
E dicea sospirando: - Oh se mai d'Argo,
ove al Tidíde e di Läerte al figlio
pascerete i cavalli, a voi permetta
ritorno il cielo, invan la patria vostra
cercherete! Le mura, opra di Febo,
sotto le lor reliquie fumeranno.
Ma i Penati di Troia avranno stanza
in queste tombe; ché de' Numi è dono
servar nelle miserie altero nome.
E voi, palme e cipressi che le nuore
piantan di Priamo, e crescerete ahi presto
di vedovili lagrime innaffiati,
proteggete i miei padri: e chi la scure
asterrà pio dalle devote frondi
men si dorrà di consanguinei lutti,
e santamente toccherà l'altare.
Proteggete i miei padri. Un dí vedrete
mendico un cieco errar sotto le vostre
antichissime ombre, e brancolando
penetrar negli avelli, e abbracciar l'urne,
e interrogarle. Gemeranno gli antri
secreti, e tutta narrerà la tomba
Ilio raso due volte e due risorto
splendidamente su le mute vie
per far piú bello l'ultimo trofeo
ai fatati Pelídi. Il sacro vate,
placando quelle afflitte alme col canto,
i prenci argivi eternerà per quante
abbraccia terre il gran padre Oceàno.
E tu onore di pianti, Ettore, avrai,
ove fia santo e lagrimato il sangue
per la patria versato, e finché il Sole
risplenderà su le sciagure umane.
Concludo questo omaggio con alcuni dei vostri splendidi commenti

il.poeta1
Pregare per chi non c'è piu e anche per coloro hanno lavorato una vita per avere qualcosa di suo e oggi non hanno nemmeno dove dormire.Che dio solo LUI li aiuti....:))Buona giornata...:))Sal.

manuela1966
"Immagino la vita come un viaggio che va dal mare alla montagna, attraverso enormi vallate, a volte esse sono di verde erba e fiori, a volte di appuntiti sassi e rovi; i nostri piedi, sono la nostra anima".
Rita5675
Noi siamo cio' che i nostri avi sono stati...
ricordarli è farli continuare a vivere....
non le cose del mondo fanno grande la memoria,
ma l'amore che ci hanno dato

 
 
 

giochino autunnale parte 4^ - Curiositą sui nomi che avete scelto

Post n°870 pubblicato il 30 Ottobre 2014 da giramondo595

Come ha scritto qualcuno, qui da noi..anche i giochini sono un occasione per scoprire qualcosa di nuovo.

In questo caso, sono andato alla ricerca ed ecco cosa ho trovato:

Zosymus ( Zosimo di Panopoli ) era un alchimista egiziano

Zosimo era di lingua greca e di nascita egizia. La sua città di origine è discussa: le intitolazioni nei manoscritti lo registrano sia come originario di Tebe che di Panopoli (Akhmin) nella Tebaide, mentre Suida lo dice proveniente da Alessandria. La variabilità è forse dovuta ai spostamenti compiuti da Zosimo in vita. Non è nota con certezza neppur l'epoca in cui visse: il fatto che egli citi Porfirio e che Sinesio alluda indirettamente a lui consente di collocarlo fra la fine del III secolo e l'inizio del IV secolo.
Egli fu il primo autore che abbia scritto opere alchemiche in modo sistematico e firmando la propria creazione. Secondo quel che scrive Suida, Zosimo fu autore di un'opera intitolata Chemeutikà, dedicata alla sorella Teosebia; tale scritto era ripartito in 28 libri, ciascuno dei quali era individuato da una lettera dell'alfabeto (le 24 lettere dell'alfabeto greco e 4 lettere dell'alfabeto copto). Tale opera non è giunta per intero, ma la tradizione manoscritta (non solo greca, ma anche siriaca) ha tramandato vari scritti che dovevano esserne in origine delle porzioni. Quanto a Teosebia, non è detto che fosse sorella di Zosimo in senso proprio, giacché il termine può aver valore simbolico e mistico: nelle opere Zosimo si rivolge talora a lei come a una discepola fedele, tal altra volta come a una discepola "eretica" da riavvicinare al genuino magistero alchemico. Una traduzione araba dell'opera, realizzata da Mu'ayyad al-Din Abu Isma‘il al-Husayn ibn Ali al-Tughra'i, è stata scoperta nel 1995, ma tale versione non è affatto completa e soprattutto non è letterale.
Secondo Suida, fu anche autore di una Vita di Platone, mentre sono rimasti tredici frammenti delle sue Memorie autentiche.
Nella sua riflessione giunsero a maturazione impulsi provenienti dal neoplatonismo, dal Cristianesimo, dallo gnosticismo e dall'ermetismo. Il processo di trasformazione dei metalli (per lo più da metalli vili a metalli preziosi, oro e argento) è simbolico di un percorso di purificazione e di iniziazione.
I futuri successi della chimica ellenistica dipesero dai perfezionamenti apportati nella soffiatura del vetro necessaria per la fabbricazione di alambicchi.

Kerykos

Martiro di Santa Juilitta e Kerykos ( Giuditta e Quirico )

si celebra il 16 giugno per la chiesa Cattolica
Giulitta era una vedova, di facoltosa famiglia e di elevato lignaggio. Essa viveva ad Iconio, città della Licaonia (oggi in Turchia) durante la persecuzione di Diocleziano nei confronti dei cristiani, avvenuta dal 285 d.c. al 305 d.c. Nel 304 d.c. essendosi convertita al cristianesimo e temendo per sé e per il figlio, lasciò i suoi averi e la sua città, fuggendo con due ancelle e con il figlioletto Quirico di tre anni. Scoperta e catturata mentre raggiungeva Tarso, per ordine del governatore della Cilicia Alessandro, fu posta sotto tortura affinché accettasse, secondo la prassi, di sacrificare agli dei. Pur nei tormenti la donna rifiutò di rinnegare la sua fede. A presiedere il giudizio era lo stesso governatore Alessandro che teneva sulle ginocchia il piccolo Quirico. Le ripetute nerbate inflitte a Giulitta non facevano vacillare la sua fede, ma addirittura fecero sorprendentemente pronunciare al bambino: «Sono cristiano anch'io!». A queste parole il governatore scagliò il piccolo sui gradini del tribunale, facendogli battere la testa e uccidendolo sul colpo. La madre non si scompose, ma rimase in preghiera ringraziando il Signore perché il figlio l'aveva preceduta nella gloria dei Cieli. Il governatore Alessandro, pieno d'ira, la consegnò allora al boia perché fosse decapitata.
I loro corpi, recuperati da una delle due ancelle di Giulitta scampata alle persecuzioni, furono tenuti nascosti fino a che in epoca costantiniana, quando L' imperatore Costantino, scoperte le loro reliquie fece costruire un monastero in loro onore vicino a Costantinopoli e pertanto il loro culto apertamente divulgato
In numerose versioni della Passio si indica la città di Tarso come il luogo del martirio, anche se in altre è Antiochia.

Chiesa dei Santi Quiricio e Julitta

 

a Loro è dedicata anche una Chiesa a Roma

La chiesa dei Santi Quirico e Giulitta , situato nel rione Monti, in via Tor de' Conti.
La chiesa, retta dai frati del Terz'Ordine Regolare di San Francesco, è rettoria della parrocchia di Santa Maria ai Monti e sede del titolo cardinalizio dei Santi Quirico e Giulitta.
La chiesa è dedicata a due santi martiri di Tarso, del IV secolo, al tempo dell'imperatore Diocleziano: il piccolo Quirico, di 3 anni, e sua madre Giulitta.
La chiesa ha origini antiche (VI secolo), e i suoi resti sono stati ritrovati da recenti scavi (visitabili nel piano sotterraneo dell'attuale chiesa). Era dedicata ai Santi martiri Stefano e Lorenzo, ed aveva un orientamento inverso da quello attuale (cioè dove c'era l'abside, ora c'è la facciata). Restauri furono apportati alla chiesa alla fine del XV secolo e nel 1584, quando fu invertito il suo orientamento. Il campaniletto medievale fu conservato ed oggi è inglobato all'interno dell'edificio adiacente (ex convento, oggi hotel Forum). Nuovi restauri si ebbero all'inizio del XVII secolo, quando papa Paolo V la fece rialzare di circa quattro metri per preservarla dall'umidità e dalle inondazioni del Tevere; e all'inizio del Settecento, quando fu costruita la nuova facciata ad opera del Raguzzini (1728).
La chiesa dei Santi Quirico e Giulitta è situata lungo via di Tor de' Conti, alle spalle del Foro di Augusto.
La facciata della chiesa, del XVIII secolo, è particolarmente slanciata. Essa è suddivisa in due ordini da un alto cornicione, sul quale si legge la seguente iscrizione:
(LA)
« SS MM QUIRICO ET IULITTAE DICATUM »(IT)
« Dedicato ai Santi Martiri Quirico e Giulitta »
(Iscrizione sul cornicione della facciata)
La fascia inferiore della facciata è decorata con tre arcate cieche a tutto sesto idealmente sorrette da semplici lesene tuscaniche. All'interno dell'arco centrale si apre l'unico portale, con cornice marmorea sormontata da un elegante timpano e da una lapide con il seguente testo attribuito all'umanista fiorentino Aurelio Brandolini:[3]
(LA)
« INSTAVRATA VIDET QVIRICVS CVM MATRE IVLITA QVE FVERANT LONGA DIRVTA TENPLA DIE. PRINCIPE SVB SIXTO DELVBRIS NVLLA VETVSTAS HIC REFICIT PONTES MENIA TEMPLA VIAS »
(IT)
« Quirico con la madre Giulitta vede restaurati i templi che per lungo tempo furono in rovina. Sotto il principe Sisto nei luoghi di culto non rimase nessuna vetustà: questi rifece ponti, porte, templi e strade »
(Lapide sopra il portale)
Nella fascia superiore si apre, in basso, una finestra con arco a sesto ribassato, e, in alto, vi sono altre tre finestre, che non danno sulla chiesa ma su ambienti sopra di essa, ciascuna decorata con una balaustra. La facciata termina con un profilo a doppio spiovente sormontato da una semplice croce in ferro battuto.
Lungo il fianco destro della chiesa, si trova il campanile romanico del XII secolo. Questo è a tre ordini separati da cornicioni poco sporgenti e la sua cella campanaria si apre sull'esterno con trifore, in parte murate, su due piani.
L'interno della chiesa dei Santi Quirico e Giulitta presenta una pianta con navata unica terminante con un'abside quadrangolare, entrambe coperte con volta a botte lunettata affrescata nel 1856 da Pietro Gagliardi con, nella navata, Gloria dei Santi Quirico e Giulitta.
Lungo la navata vi sono quattro altari laterali, due per lato. Il primo altare di destra accoglie una tela del XVII secolo con la Madonna e San Giuseppe, il seguente, dedicato a Domenico di Guzman, ospita una pala con la Predica di San Domenico di Ercole Ruspi (XIX secolo); il primo altare di sinistra, invece, è sormontato da una tela con San Vincenzo Ferrer e San Nicola di Bari in adorazione del Bambino Gesù (metà del XVIII secolo), mentre quella del secondo altare raffigura la Madonna del Rosario tra i Santi Domenico e Caterina (prima metà del XVIII secolo). In prossimità della parete di fondo, si trovano due cantorie contrapposte dipinte a finto marmo.
L'abside è interamente occupata dal presbiterio, delimitato da una balaustra marmorea. Esso accoglie l'antico altare maggiore secentesco, con ancona costituita da un timpano spezzato sorretto da quattro colonne corinzie. Al centro di essa si trova una pala coeva con il Martirio dei Santi Quirico e Giulitta.
Sulla cantoria di destra, si trova l'organo a canne, costruito nel 1859 da Pietro Pantanella e restaurato nel 2006 dalla ditta Inzoli.
Lo strumento, a trasmissione integralmente meccanica, è racchiuso all'interno di una semplice cassa lignea, con prospetto composto da canne di Principale disposte in cuspide unica con ali laterali. La sua consolle è a finestra ed ha un'unica tastiera di 50 note (Do1-Fa5) con prima ottava scavezza ed una pedaliera a leggio di 14 note (Do1-Sol#2, senza le note Mi2, Fa2 e Sol2) anch'essa con prima ottava scavezza e costantemente unita al manuale

 
 
 

Giochino Autunale parte 4^ , l' investitura ufficiale

Post n°869 pubblicato il 28 Ottobre 2014 da giramondo595

Una settimana fa, da questo blog è partito un simpatico giochino, che ovviamente  deve restare solo tale e che pertanto non ha la pretesa di spingere qualcuno a divulgare questi nomi  al di fuori di questo blog. ( ad esempio durante un eventuale escursione al museo  e via dicendo, o di inserirli in altre eventuali pubblicazioni o contesti,.. che siano al di fuori di questo blog ). Questo semplice giochino si proponeva di dare il nome a due splendidi capolavori.. I Bronzi di Riace presenti al Museo di Reggio Calabria. Due capolavori, che risultano ancora anonimi e sono contraddisti da una semplice lettera dell' alfabeto.

Ebbene siamo giunti al dunque..

 

Costui si chiama Kerykos

La testa della statua A (Kerykos )Si caratterizza per una raffinatissima resa della barba, con ciocche sinuose fortemente plastiche, e della capigliatura, trattenuta da una larga fascia. Le lunghe ciocche di capelli ondulati che solcano tutta la calotta, ricadendo in chiome ricciute sulle spalle, fanno supporre che la testa fosse in origine priva di elmo; sulla sua sommità vi è, inoltre, un foro forse per un meniskos , una punta in bronzo funzionale a tenere lontani gli uccelli dalle statue. In un secondo, tempo, tuttavia, fu alloggiato un elmo corinzio, come indicano dei segni di appoggio e la trasformazione dell'originario foro in un incasso per l'elmo stesso. In quell'occasione le orecchie, ben modellate, furono coperte da ciocche applicate.
La bocca ha labbra in rame e una fila di superiore di cinque denti modellati in una lamina d'argento. Gli occhi hanno ciglia in lamina bronzea e cornee in avorio mentre le iridi, non conservate, erano presumibilmente di pasta vitrea o di una pietra preziosa.

Lui, invece si chiama Zosimos

La testa della statua B (Zosimos ). Si presenta liscia e deformata, evidentemente perché dotata di un elmo corinzio rialzato, e ricoperta da una cuffia di cuoio o di feltro: ne rimangono alcune placchette coperte da piccole martellature ed il solco lasciato sui lati della barba dal sottogola. Dalla cuffia fuoriuscivano i lobi inferiori delle orecchie e corte ciocche di capelli, simili a quelle della barba poco folta resa in modo non particolarmente plastico. La bocca ha anch'essa labbra in rame; si conserva solo l'occhio destro con la cornea in marmo bianco, l'iride formata da un anello biancastro ed uno rosato concentrici e la pupilla nera.

I corpi . Le due statue presentano un sistema di ponderazione a ritmo incrociato: alla gamba destra verticale su cui grava tutto il peso del corpo corrisponde il braccio sinistro piegato a sorreggere il pesante scudo; alla gamba sinistra flessa ed avanzata corrisponde il braccio destro abbassato ad impugnare l'asta.
In conseguenza della posizione delle gambe, l'anca destra risulta rialzata rispetto alla sinistra: tale movimento nel Bronzo A non si ripercuote nella parte superiore del torace, dove pettorali e spalle sono in posizione quasi perfettamente orizzontale, nel Bronzo B si ripercuote sia sui pettorali, definiti da una linea inclinata, sia sulle spalle, con la destra in posizione abbassata rispetto all'opposta.
La possente muscolatura è resa con forte vigore plastico, ma in modo più geometrico e statico nel Bronzo A, più analitico e dinamico in B.
Fra i particolari anatomici riprodotti nei Bronzi con particolare cura, si segnalano le vene subcutanee, particolarmente apprezzabili nelle mani e nei piedi.
Interessante è la resa dei capezzoli, lavorati a parte ed applicati tramite battitura a martello, di un colore rosa non perché in rame ma in una lega a tenore di stagno molto basso.

 
 
 

Giochino Autunnale parte 3^ Il risultato

Post n°868 pubblicato il 25 Ottobre 2014 da giramondo595


Amici carissimi,buon week end a tutti.

sono lieto di annunciarvi che i nomi dei due bronzi di Riace..da voi scelto all' unanimità sono Kerykos e Zosimos..

Questi sono i risultati della votazione

Kerykos e Zosimos  4 voti

Compare Alfio e Compare Turiddu 2 voti

Achille ed il secondo Cornelio 1 voto

Grazie a tutti voi per aver partecipato a questo simpatico giochino autunnale.

 

 
 
 

Giochino autunnale parte 2^

Post n°867 pubblicato il 22 Ottobre 2014 da giramondo595

 

 

Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato a questo " scherzoso " giochnino, in fondo come ha scritto qualcuno sono un pò mattacchione, che le pensa tutte, altrimenti non si spiegherebbe l' idea di pubblicare un simile messaggio . E' un modo simpatico per condividere e far conoscere a chi non li avesse visti ed apprezzati i famosi capolavori presenti al Museo di Reggio Calabria..

dal precedente messaggio è scaturita questa rosa di nomi.

1) Compare Alfio e compare Turiddu
2) ACHILLE ed il secondo CORNELIO
3) Kerykos e Zosimos.

Adesso tocca a voi proclamare e simpaticamente battezzare gli splendidi capolavori.

Dalla votazione, sono esenti coloro che hanno contribuito a definire la rosa di nomi ,  e che sono candidati.

Mi raccomando partecipate numerosi!!!..

N. B. : Bisogna solo votare questi nomi, non aggiungerne altri..Se troverò commenti con altri nomi, non saranno validi.

 
 
 

Giochino Autunnale

Post n°866 pubblicato il 19 Ottobre 2014 da giramondo595

Date un nome agli anonimi bronzi di riace e se volete scrivete anche il perchè della scelta..sbazzarriTEVI

 

Il suo nome, dato dagli esperti o da chissà chi  è una semplice A

La testa della statua A. Si caratterizza per una raffinatissima resa della barba, con ciocche sinuose fortemente plastiche, e della capigliatura, trattenuta da una larga fascia. Le lunghe ciocche di capelli ondulati che solcano tutta la calotta, ricadendo in chiome ricciute sulle spalle, fanno supporre che la testa fosse in origine priva di elmo; sulla sua sommità vi è, inoltre, un foro forse per un meniskos , una punta in bronzo funzionale a tenere lontani gli uccelli dalle statue. In un secondo, tempo, tuttavia, fu alloggiato un elmo corinzio, come indicano dei segni di appoggio e la trasformazione dell'originario foro in un incasso per l'elmo stesso. In quell'occasione le orecchie, ben modellate, furono coperte da ciocche applicate.
La bocca ha labbra in rame e una fila di superiore di cinque denti modellati in una lamina d'argento. Gli occhi hanno ciglia in lamina bronzea e cornee in avorio mentre le iridi, non conservate, erano presumibilmente di pasta vitrea o di una pietra preziosa.

 

Invece, il suo nome è semplicemente B

La testa della statua B. Si presenta liscia e deformata, evidentemente perché dotata di un elmo corinzio rialzato, e ricoperta da una cuffia di cuoio o di feltro: ne rimangono alcune placchette coperte da piccole martellature ed il solco lasciato sui lati della barba dal sottogola. Dalla cuffia fuoriuscivano i lobi inferiori delle orecchie e corte ciocche di capelli, simili a quelle della barba poco folta resa in modo non particolarmente plastico.
La bocca ha anch'essa labbra in rame; si conserva solo l'occhio destro con la cornea in marmo bianco, l'iride formata da un anello biancastro ed uno rosato concentrici e la pupilla nera.


I corpi . Le due statue presentano un sistema di ponderazione a ritmo incrociato: alla gamba destra verticale su cui grava tutto il peso del corpo corrisponde il braccio sinistro piegato a sorreggere il pesante scudo; alla gamba sinistra flessa ed avanzata corrisponde il braccio destro abbassato ad impugnare l'asta.
In conseguenza della posizione delle gambe, l'anca destra risulta rialzata rispetto alla sinistra: tale movimento nel Bronzo A non si ripercuote nella parte superiore del torace, dove pettorali e spalle sono in posizione quasi perfettamente orizzontale, nel Bronzo B si ripercuote sia sui pettorali, definiti da una linea inclinata, sia sulle spalle, con la destra in posizione abbassata rispetto all'opposta.
La possente muscolatura è resa con forte vigore plastico, ma in modo più geometrico e statico nel Bronzo A, più analitico e dinamico in B.
Fra i particolari anatomici riprodotti nei Bronzi con particolare cura, si segnalano le vene subcutanee, particolarmente apprezzabili nelle mani e nei piedi.
Interessante è la resa dei capezzoli, lavorati a parte ed applicati tramite battitura a martello, di un colore rosa non perché in rame ma in una lega a tenore di stagno molto basso.

 
 
 

Pierinate a go go

Post n°865 pubblicato il 17 Ottobre 2014 da giramondo595

"Allora Pierino, ti sei fatto curare dal dottor Rossi, il famoso dentista indolore?"
"Si mamma! Ma in realtà non è vero che è un dentista indolore...quando gli ho morso il dito ha cominciato ad urlare come tutti gli altri!".


E' il primo giorno di scuola: il maestro chiama Pierino e gli dice: "Ascoltami con attenzione, io non amo dire molte parole, quindi quando io ti faccio un cenno alzando la mano e indicandoti ti alzi e vieni subito qui, chiaro?"
Prontamente Pierino risponde: "Sì, però quando io scuoto la testa vuol dire che non ho voglia e non vengo."


Pierino è stato bocciato per l'ennesima volta e un amico cerca di aiutarlo a capire il suo problema.
"Ma, studi mai dopo cena per esempio?" chiede il compagno
"Dipende..."
"Da che cosa dipende?"
"Ho un sistema: uso la moneta e quando viene testa vado al bar con gli amici, se viene croce sto con la mia ragazza e se invece la moneta rimane dritta, studio."

 

Pierino dice alla maestra: "Maestra non reggo più posso andare in bagno per favore?" e la maestra risponde: "No!Sto dettando un avviso importante, andrai dopo che finisco di dettare!"; dopo 10 minuti la maestra dice a Pierino: "Dove si trova il lago di Garda?" e Pierino risponde: "Sotto il mio banco!"


Pierino arriva tardi a scuola e la maestra lo rimprovera:
"E' già la quinta volta che arrivi tardi questa settimana, che cosa devo pensare?"
"Che è venerdì signora maestra!"

 

Pierino corre dalla mamma:
"Mamma, alla porta c'è un signore che raccoglie le offerte per il ricovero dei vecchi..."
"E tu non gli hai dato niente?" gli domanda la madre.
"Sì, gli ho dato la nonna, ma lui si è arrabbiato..."

 

MALANNO
Pierino sta giocando con la fionda in giardino e per sbaglio rompe il vetro della finestra di casa sua.
Un pò impaurito corre dalla mamma e le chiede se lei è contenta di lavare i vetri. La mamma risponde che è troppo faticoso.
E pierino: "beh allora dovresti essere felice, ne ho appena rotto uno!"

 

Alla fiera
Alla fiera un tizio vuole comperare un maialino.
Ne sceglie uno in un recinto e quindi domanda il prezzo: "10.000 lire al kilo". "Benissimo, me lo pesi".
Il contadino succhia un po' la coda al maialino poi esclama: "25 kg fanno 250.000 lire".
"Scusi sa, non per sfiducia, ma potrebbe metterlo sulla bilancia?".
Detto fatto, messo sulla bilancia pesa esattamente 25 kg.
"Meraviglioso, ma come fate?". "E' una dote di famiglia, anche mio figlio e mia moglie ci riescono. Pierinooo, vieni a pesare".
"Mi pesi quello...".
Pierino prende un maialino, succhia la coda e dice: "23 kg e 3 etti".
"Impossibile, anche gli etti???".
Il maialino viene pesato e il risultato e' proprio 23, 3 kg.
"Strabiliante" esclama il cliente.
"Glielo avevo detto, e' un dono di famiglia.
Pierino, chiama la mamma...".
Il bimbo corre via e poco dopo ritorna: "Papa', papa', la mamma non puo' venire, sta pesando il postino...".

 

coriandoli
Pierino dice al papa': papa' mi compri i coriandoli..
il papa': no pierino!!!
Pierino: E' perche'?
Il papa': perche ogni volta che te li compro tu li butti sempre via!!!!

 

Più veloce della luce
La maestra chiede ai suoi scolari se sanno quale sia la cosa piu' veloce dell' universo.
Carletto: "Il suono, signora maestra !".
La maestra: "Bravo, ma c'e' qualcosa di ancora piu' veloce!".
Giovanni (il secchione): "La luce!".
Maestra: "Bravo, e' proprio la luce!". Sentendo cio', Pierino perplesso si rivolge alla maestra: "Ma come? la luce? la cosa piu' veloce che ci sia e' la cacca!".
Maestra: "Pierino, cosa dici!".
Pierino: "E si' e' proprio lei! Pensi che ieri sera mio nonno e' andato al bagno, non ha fatto a tempo ad accendere la luce che se l 'e' fatta addosso!".

 

Troppo intelligente per stare in prima
Pierino và dalla maestra e le dice: Sono troppo intelligente per stare in prima. Mia sorella fa la terza ed io sono più intelligente di lei! Credo che dovrei andare anche io in terza!
La maestra indispettita lo porta nell'ufficio del direttore. Mentre Pierino aspetta nel corridoio la maestra spiega la situazione al direttore. Il direttore dice alla maestra che metterà il ragazzo alla prova: gli farà una serie di domande, se lui sbaglia una qualsiasi delle risposte dovrà tornare in prima e comportarsi bene. La maestra è d'accordo.
Pierino viene fatto entrare, gli vengono spiegate le condizioni e lui accetta di sottoporsi alla prova.
Il direttore esordisce:
- Quanto fa 3 x 3? Pierino: Nove!
- Quanto fa 6 x 6? Pierino: Trentasei!
E così via con ogni domanda che il direttore presuppone che un allievo della terza debba conoscere. Il direttore guarda la maestra e le dice:
- Credo che Pierino possa andare in terza...
La maestra dice al direttore:
- Posso fargli io qualche domanda?
Il direttore e Pierino acconsentono. Allora la maestra:
- Una mucca ne ha quattro ma io ne ho solo due, che cosa sono?
- Le gambe!
- Cosa c'è nei tuoi pantaloni ma non c'è nei miei?
Il direttore si domanda come mai la maestra faccia una simile domanda, ma Pierino risponde prontamente:
- Le tasche!
- Che cos'è che inizia per "C", finisce per "O", è peloso e contiene un liquido al suo interno ?
Gli occhi del direttore si spalancano prima che lui possa fermare la risposta... ma Pierino con tranquillità:
- Il cocco!
La maestra non demorde:
- Quale verbo inizia con "SC", finisce con "ARE" e significa un sacco di divertimento?
Pierino:
- Scherzare!!!
Il direttore tira un sospiro di sollievo e dice alla maestra:
- Sbattilo in quinta: le ultime risposte le ho sbagliate persino io!

 

Pierino e il gelato
La maestra chiede a Pierino: "Ci sono cinque uccelli appollaiati su un ramo. Se spari ad uno degli uccelli, quanti ne rimangono?"
Il bambino risponde: "Nessuno, perché con il rumore dello sparo voleranno via tutti"
La maestra: "Beh, la risposta giusta era `quattro`, ma mi piace come ragioni"
Allora Pierino dice: "Posso farle io una domanda adesso?"
La maestra: "Va bene"
"Ci sono tre donne sedute su una panchina che mangiano il gelato. Una lo lecca delicatamente ai lati; la seconda lo ingoia tutto fino al cono, mentre la terza da piccoli morsi in cima al gelato. Quale delle tre e` sposata?"
L`insegnante arrossisce e risponde: "Suppongo la seconda... quella che ingoia il gelato fino al cono" E Pierino: "Beh, la risposta corretta e` quella che porta la fede, ma mi piace come ragioni"

 

L'idiota
Se in questa classe c`è qualche idiota si alzi in piedi" fa la maestra con tono sarcastico alla classe.
Dopo un lungo silenzio, Pierino si alza.
"Bene, Pierino, dimmi perché tu ti consideri un idiota?"
"Sinceramente non penso di esserlo" - dice - "ma non mi piaceva che lei rimanesse in piedi tutta sola.

 

"Pierino uscendo di casa col braccio ingessato per finta si rivolge all'autista dello scuolabus: "Buon giorno Alfò, che oggi vai allo zoo?", Alfonso: "Sì, perchè?" Pierino: "E a quale gabbia ti fai mettere?" Alfonso arrabbiato: "A Pierì vuoi un calcione in bocca o un calcione ar culo?!!" Pierino ribatte subito: "Wee, come ti incazzi subito, e pensare che ti volevo portare le noccioline!"

 

La maestra di Pierino la mattina entra in classe e dice ai suoi alunni che per domani dovevano trovare un nome di un colore strano. Pierino il pomeriggio appena tornato da scuola apre il dizionario e cerca un nome di un colore strano, ma non lo trova, quindi lo chiede ai suoi genitori ma anche loro non sanno che rispondergli quindi Pierino decide di riaprire il suo dizionario e trova: "blu cobalto". La mattina dopo entra in classe e dice alla maestra: "blu cobalto, blu cobalto, blu cobalto" e la maestra: "calma Pierino" e quindi interroga Luca: "Luca dimmi il nome del colore che hai cercato a casa per compito" e Luca le risponde: "giallo ocra" e la maestra gli dice che era stato bravissimo... Vicino a Pierino era seduto un bambino di colore e la maestra interroga lui: "invece tu dimmi il nome di un colore strano" ed il bambino: "blu cobalto, blu cobalto , blu cobalto" e la maestra anche a lui gli dice che era stato bravissimo. Alla fine interroga Pierino: "Pierino dimmi il nome del colore strano" e Pierino: "nero di merda".

Pierino chiede alla mamma:
- "chi ci ha creato?"
- "Dio siamo tutti figli di Dio"
- "ma papà ha detto che proveniamo dalle scimmie"
- "il papà segue i suoi antenati io i miei!"

 

 Pierino va dal dottore e dice: "ho mal di pancia" il dottore dice: "bevi 10 litri di latte". Il secondo giorno Pierino va dal dottore e gli dice che ha ancora mal di pancia e il dottore dice di bere 100 litri di latte; il terzo giorno Pierino va dal dottore e gli dice che ha ancora mal di pancia e il dottore gli dice di bere 1000 litri di latte. Il quarto giorno va dal dottore e gli dice: "dottore tutto a posto ma ho cacato mozzarella!!".

 

Pierino torna da scuola dopo aver sostenuto un'interrogazione; la mamma gli chiede com'è andata e Pierino: "il professore che mi ha interrogato è un tipo molto cattolico" e la mamma: "perchè?" e Pierino: "ad ogni risposta che davo il professore diceva Dio mio, Dio mio..."

 

Pierino e all'esame di quinta elementare, la maestra gli chiede:
- "quale è la capitale d'italia?"
- "boh"
- "allora quale fiore ha le spine?"
- "boh"
- "...una domanda semplice, la targa di Bologna"
- "ma"

 

Il maestro chiede a Pierino:
- "senti, ho chiesto a tutti quelli che vogliono andare in paradiso di alzare le mani. Perchè tu non le hai alzate?"
- "perchè la mia mamma mi ha raccomandato di andare subito a casa, appena uscito da scuola"

 

Pierino durante la lezione va in bagno e dopo quando rientra la maestra gli dice: "conta fino a 10" allora Pierino dice: "1,2,3,4,5,6,7,9,10" e la maestra dice: "Pierino e l'otto?" e lui: "uhh l'ho scaricato nel bagno!".

 

 
 
 

Barzellette autunnali 1

Post n°864 pubblicato il 12 Ottobre 2014 da giramondo595

- Ma certo - dice il padrone di casa agli ospiti, - che mia moglie vi rivelerà il segreto del suo arrosto! Prima, però, devo andare a prendere nel bidone della spazzatura la confezione di quel prodotto surgelato: l'ha buttata via. Non ci saremmo mai aspettati che uno di voi lo apprezzasse.


Un'anziana signora vive sola con un pappagallo particolarmente intelligente. Un giorno, la padrona ha un malore. Allora il pappagallo solleva la cornetta del telefono e con il becco compone il 118.
-Pronto, qui emergenza sanitaria, mi dica.
-Bello Loreto! Bello!

L'hostess di un aereo chiede a un passeggero:
-Gradisce la cena?
-Cosa posso scegliere?
-Se sì o no!

Un etnologo è stato catturato da una tribù di cannibali. Uno dei selvaggi gli chiede:
Come ti chiami?
Renato... Perché?
Per scriverlo sul menu!


In autostrada, un poliziotto ferma una Ferrari che va lentissima, e chiede spiegazioni al conducente.
- Rispetto i limiti di velocità: c'è scritto A 19 e io va do a 19 km all'ora...
-Ma cosa ha capito? A 19 è il numero dell'autostrada! E ora vada, perché la signorina al suo fianco pare star male.
-E' possibile che sia perché veniamo dall'A 313?-

Due operai durante la pausa pranzo:
Conosci Ugo Foscolo?
No.
Male... dovresti frequentare la scuola se-
rale. E invece Albert Einstein
lo conosci?
No.
Male... dovresti frequentare la scuola serale. E Fiodor Dostoevskij?
No.
Male... dovresti frequentare la scuola serale.
Al che l'altro, spazientito, gli domanda:
E tu invece lo conosci A¬fredo Rossi?
No.
Male... è quello che va a trovare tua moglie mentre tu sei alla scuola serale.


Un campione di suino si reca dallo psicanalista:
Una parola mi tormenta il cervello.
E quale?
Liposuzione, liposuzione...

 

Un tizio è sottoposto a processo per aver emesso un assegno senza copertura. Per cercare di difendersi, spiega:
Sì, lo confesso! Però tenga presente che ho usato quell'assegno per comprare un aperitivo senza alcool, un formaggio senza grassi e del cioccolato senza zucchero.
-Allora la condanno a un mese senza la condizionale.

 

Una bambina corre in lacrime dalla madre:
-Ho fatto cadere lo shampoo e per sbaglio ne ho bevuto un po'. Morirò?
-Martina -
le risponde la madre con un sorriso, -
tutti, prima o poi, moriremo.
-Tutti?... Oh, mio Dio, cosa ho combinato?

Un uomo rincasa compieta mente ubriaco, accompagnato da un amico, e gli raccomanda di fare silenzio, perché la moglie dorme. Nel passare davanti alla camera da letto, l'amico gli fa notare:
-Hai visto che c'è un tizio nel letto con tua moglie?
-Shh, parla piano: ho solo due birre in frigo


Una svampita entra in un bar, si avvicina al barista e gli sussurra in un orecchio:
-Dov'è la toilette?
-Dall'altra parte.
Allora la ragazza gli sussurra nell'altro orécchio:
-Dov'è la toilette?

 

 
 
 

barzellette..autunnali

Post n°863 pubblicato il 05 Ottobre 2014 da giramondo595


Una scuola elementare riceve l'onore di una visita da parte di Berlusconi, il preside si raccomanda di preparare gli alunni al ricevimento:
- allora quando Berlusconi metterà giù piede dall'auto urlerete Evviva!
quando salirà il primo gradino urlerete Ancora! Ancora!
e quando io farò una domanda risponderete Berlusconi!
Dopodiché ritornerete nelle vostre aule.
Giunse il giorno dopo e sceso dall'auto, Berlusconi, pestò una merda e gli alunni gridarono
- EVVIVA!!-
e salito il primo gradino la scarpa sporca lo fece scivolare rompendogli una costola e gli alunni reclamarono
- ANCORA!! ANCORA!!
- un alunno scorreggiò e il preside schifato domandò
- chi è stato?
- e gli alunni risposero
- BERLUSCONI!!-


Passando di fronte ad un negozio di scarpe in via Roma a Torino, un impiegato ne adocchia un paio veramente belle.
Bello anche il prezzo: 500€.
Entra nel negozio per comprare le scarpe, ma pur sconsigliato dal commesso, le prende con un numero in meno del suo piede.
L'indomani il commesso lo vede passare e sembrava uno storpio.
Il giorno dopo il commesso si impietosisce e gli offre di cambiargliele.
Il terzo giorno ancora peggio ed il commesso lo apostrofa nuovamente per sostituire le scarpe, ma l'impiegato rifiuta e spiega al commesso che sua moglie e la figlia fanno le prostitute, suo figlio é un drogato perso, per cui l'unica soddisfazione che ha nella vita quando rientra a casa è togliersi le scarpe.


Un padre dice al figlio:
- Ora ti insegno un trucco per capire se sei ubriaco o pure no. Non è difficile guarda quei 2 uomini dall'altra parte della strada.
Quando ne vedrai 4 anzi che 2, vuol dire che sei ubriaco.
- Però - ribatte il ragazzo - c'è un uomo dall'altra parte della strada!


Tre turisti: un inglese, un francese ed un palermitano vanno in hotel e chiedono tre stanze ma ne trovano solamente una libera ed era infestate dalle formiche. Allora fanno una scommessa, il francese dice all'inglese scommettiamo 100 euro che io entro ed esco senza una formica addosso.
Entra ed esce pieno di formiche.
Dopo un po l'inglese dice al palermitano scommettiamo 10.000 euro che io entro ed esco senza una formica in capo, ed il palermitano dice di si.
Entra ed esce pieno di formiche.
Il palermitano, scommettiamo 100.000 euro che io entro ed esco senza una formica in capo?
Entra ed esce senza formiche.
Allora il francese e l'inglese incuriositi dicono al palermitano come avesse fatto, ed il palermitano dice:
- ne ho ammazzato una e se ne sono andate tutti al funerale !


Due donne della società bene parlano tra loro.
Una dice all'altra che stava per divorziare dal marito. L'altra premurosa le chiede il motivo di tale decisione in quanto sapeva che il marito era ricco.
La divorzianda affermò di essere stata tradita dal marito in quanto le aveva detto di avere 90 anni mentre aveva scoperto che ne aveva appena 70.


Un giorno Mussolini stava andando un macchina a Roma con il suo seguito, ma la chiusura di un passaggio a livello lo costrinse ad una prolungata fermata. Scese dall'auto a far due passi per sgranchirsi le gambe, subito seguito dal suo segretario. Fermo davanti a lui un carro che trasportava una numerosa famiglia. Mussolini si avvicinò al capofamiglia, si complimentò per il numero di figli che aveva e poi ancora dove era diretto con tutta la sua famiglia. Il capo famiglia non diede segno di riconoscere Mussolini. Al che il Duce, stupito chiese ancora cosa andava a fare a Roma. Il capo famiglia gli rispose che stava andando a Roma per chiedere lavoro per mantenere la sua famiglia. Al che Mussolini gli fece gli auguri di trovarlo.
Mentre ritornava in macchina Mussolini gli chiese ad alta voce:
- E SE MUSSOLINI IL LAVORO NON VE LO DA?
Prontamente il capo famiglia gli rispose:
- GLI DIREI DI ANDARSELO A PRENDERE NEL CULO.
Il segretario estrasse prontamente la pistola, ma Mussolini lo calmò, perché evidentemente il poveruomo non lo aveva riconosciuto.
Il carro giunse a Roma e Mussolini era presente all'affidamento del lavoro al poveruomo che ancora non dava segni di riconoscerlo.
Mentre il poveruomo si allontanava per provocarlo gli chiese:
- E SE IL LAVORO NON GLIEL'AVESSERO DATO?
Lui tranquillo ripose:
- ERAVAMO GIA' D'ACCORDO AL PASSAGGIO A LIVELLO

 

Un vecchio prevosto di campagna riceve un avviso dal suo vescovo che gli avrebbe inviato in aiuto un giovane prete per aiutarlo.
Il vecchio prete infatti doveva non solo gestire la parrocchia principale, ma anche diverse altre sparse sulle montagne vicine.
Per gli spostamenti si serviva normalmente di una bicicletta decrepita che lui conosceva bene.
Giunse il pretino e subito lo portò a visitare le chiesette attorno.
Lo fece salire sulla canna della decrepita bicicletta praticamente senza freni ed iniziarono il viaggio sulle strade scoscese.
Ad un tratto, a metà di una ripida discesa, di traverso alla loro strada, c'era una mucca.... il pretino si fece il segno della croce.... ma il vecchio prete, fiducioso, disse 'mucca di Dio spostati' e giusto in tempo la mucca si spostò.
Più avanti la loro strada era sbarrata da un branco di tacchini.... stessa scena ed il prete anziano disse 'tacchini di Dio spostatevi'..... e anche qui l'ostacolo venne rimosso.
Il fatto si ripeté tante altre volte, ma ne uscirono sempre incolumi.
Fatto il giro delle chiesette e visto dove erano ubicate, tornarono alla chiesa madre.
Il mattino seguente il vecchio prete si sentiva male e mandò il giovane prete nelle chiesette attorno.
Il vecchio prete consegnò la bicicletta decrepita al giovane prete ricordandogli cosa doveva dire in caso di ostacoli lungo la via.....
Per il giro completo sarebbero bastate tre ore, ma ne erano già trascorse dieci da quando era partito il giovane prete.
Il vecchio prete aspettava con ansia.
Solo verso sera il giovane prete fece ritorno trascinando la bicicletta a brandelli e lui stesso insanguinato e fasciato alla belle meglio.
Il prete vecchio chiese cos'era successo ed il prete giovane gli raccontò della mucca, dei tacchini, e di vari altri ostacoli che aveva dovuto superare, sempre con successo ripetendo la frase di rito, ma al fondo di una ripida discesa c'era un maiale enorme e lui aveva proferito la solita frase miracolosa dicendo 'porco di dio spostati', ovviamente il consueto miracolo IN QUESTO CASO NON AVVENNE, da cui investimento dell'animale e conseguente rovinosissima caduta.


Un ubriaco, ma proprio ubriaco, viene accompagnato da un amico nella piazzetta vicino a casa, aiutato dall'amico riesce in qualche modo a scendere dalla macchina. In mezzo alla piazzetta c'é un unico albero.
L'ubriaco tira fuori le chiavi, prende la mira e .... va a sbattere contro l'albero.
Fa qualche passo indietro, riprende la mira e.... va a sbattere di nuovo contro l'albero.
La scena si ripete diverse volte fino a che l'ubriaco piangente e sanguinante dice:
- MI SONO SPERDUTO IN UNA FORESTA.

 

 
 
 
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 MESSAGGIO PER I GIOVANI

...Droga e alcool portano alla distruzione fisica e mentale!!! La vita e' troppo bella per essere distrutta dalle sostanze!!!!!! Vogliatevi bene !!!

http://spazio.libero.it/SARA28LUGLIO/

 

 

UN CALOROSO ABBRACCIO A TUTTI VOI

   BENVENUTI NEL MIO BLOG

   BENVENUTI NEL MIO BLOG 

 

 

 

AREA PERSONALE

 

CITAZIONI DI

Beata Madre Teresa di Calcutta


Quello che noi facciamo
è solo una goccia nell'
oceano,
ma se non lo facessimo
l'oceano avrebbe una
goccia
in meno

Non importa quanto
si dà
ma quanto amore si
mette nel dare.


Trova un minuto
per pensare,
trova un minuto
per pregare,
trova un minuto
per ridere.

La peggiore malattia
dell'uomo?
La solitudine.


Le parole gentili
possono essere brevi
e facili da pronunciare
ma la loro eco è infinita.

 

 

GRAZIE AMICI QUESTI REGALI SONO PER VOI

 

          Grazie Solic

 

Grazie diana.fini

 

 Grazie Trappolinax ( Wanda )

Grazie aumania_12 ( Alisia )

Grazie Trappolinax ( Wanda )

grazie STREGAPORFIDIA (Sonia)

questi splendidi regali,
li voglio
dedicare a
tutti voi amici

Aforismi 

Edward Morgan Forster è stato uno scrittore
britannico,autore di racconti brevi,
di romanzi e saggi letterari.
Da alcuni suoi romanzi sono stati
tratti film di grande successo come:
Passaggio in India (1984, regia di David Lean)
Camera con vista (1986, regia di James Ivory),
Maurice(1987, regia di James Ivory)
e Casa Howard (1992, regia di James Ivory).


Se è facile raccontare la vita,
ben più difficile è viverla,
e siamo tutti dispostissimi a
chiamare in causa "i nervi",o qualsiasi
altra parola d'ordine che serva a
occultare i nostri desideri.
( Edward Morgan Forster )

 Albert Einstein è stato un fisico
a soli 26 anni, ha mutato
il modello istituzionale di
interpretazione
del mondo fisico


E' più facile spezzare
un'atomo, che
un pregiudizio
( Albert Einstein )

 

GRAZIE PER I VOSTRI DONI

       Carissimi amici,
       grazie a tutti
       per i vostri doni.
       Questi sono solo
       una piccolissima
       rappresentanza
       della vostra amicizia
       ed affetto.
       sono felicissimo di
       ciò...bacioni
        a tutti

      vivi la vita    

      Grazie agli amci Trappolinax e luce 1001 per
      i bellissimi regali per il compleanno del mio blog

                    

               

 

SAGGEZZA POPOLARE ANDREOLESE

Cu ava focu campau,cu ava pana moriu.
Chi ha del fuoco è vissuto,
chi ha pane è morto a causa del freddo

'A casa mbidìàta,o pòvara o malàta.
La casa ch'è oggetto d'invidia va
incontro a povertà o malattia.

A bbona lavandàra on manca petra.
Ad una brava lavandaia non manca
pietra (su cui lavare).

E cu' t'affìdi, ti nganni.
Sulla persona a cui presti
fiducia ti sbagli (facilmente).

Canta lu gaddru e si scòtula li pinni.
Il gallo canta e si scuote le piume.
(Si dice di persona che di un fatto
non vuole assumersi alcuna responsabilità
e "se ne lava le mani", come Pilato.

Per altri curiosi proverbi andreolesi:

http://www.andreolesi.com/dialetto/proverbi.htm

 

FRASI CELEBRI

Golda Meir, fu una donna politica
israeliana, quarto premier d'Israele
e prima donna a guidare il governo
del suo Paese.

La vecchiaia è come un aereo
che punta in una tempesta.
Una volta che sei a bordo non puoi
più fare niente
(Golda Meir)

Anton Pavlovič Čechov è stato uno
scrittore, drammaturgo e
medico russo.
Laureatosi in medicina,
scriveva novelle di notte.

L' intelligente
ama istruirsi,
lo stupido istruire.
( Anton Cecov )

Non sappiamo cosa può accaderci
in quello strano guazzabuglio che è la vita.
Possiamo però decidere quello che avviene
in noi, come affrontarlo, che uso farne...
ed è questo, in conclusione,
ciò che conta.
( Joseph Fortton )

 

Henry Ford è stato un imprenditore statunitense.
Fu uno dei fondatori della Ford Motor Company,
società produttrice di automobili, ancora oggi
una delle maggiori società del settore negli
USA e nel mondo.

Chiunque smetta di imparare è vecchio,
che abbia venti o ottant'anni.
Chiunque continua a imparare resta
giovane. La più grande cosa
nella vita è mantenere la
propria mente giovane.
( H. Ford )

Riflessioni sul Tempo ... Il passato rivive ogni giorno perché non è mai passato. (Proverbio Africano); Il tempo è un grande maestro, ma sfortunatamente uccide tutti i suoi studenti. (Hector Berlioz);        Una briciola d’oro non può comprare una briciola di tempo. (Proverbio Cinese);                                            Quando ogni uomo avrà raggiunto la felicità, il tempo non ci  sarà più. (Fëdor Dostoevskij)Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J Lennon )Un giorno senza un sorriso è un giorno perso.(Charlie Chaplin) L'unica cura per l'acne giovanile è la vecchiaia.( Totò )Ogni minuto muore un imbecille e ne nascono due. ( Eduardo De Filippo )Chi vive troppo tempo in un luogo perfetto finisce per annoiarsi. (Paulo Coelho)