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« LA CANDIDATURA DI ANTONI...L'ACCOPPIATA SILVESTRIN-PIONATI »

DISCORSO DI PRESENTAZIONE DI ANTONIO DE POLI

Post n°151 pubblicato il 16 Gennaio 2010 da rosabianca.vv

Negli ultimi mesi il Veneto è stato costretto ad assistere passivamente, da lontano,ad un teatrino triste e desolante consumato alle sue spalle lungo l’asse Varese –Arcore - Roma.

Bossi e Berlusconi si sono giocati a dadi il governo di una delle regioni strategicamente più importanti d’Italia, ignorando e calpestando perfino le istanze dei loro elettori del Veneto e dimostrando di considerare questa terra meno dell’ultima provincia dell’impero.

Ha vinto Bossi naturalmente, come avevamo previsto per tempo, e la Lega Nord ha imposto la candidatura di Zaia non nell’interesse dei veneti ma per il puro calcolo di stringere sempre più la sua presa sul governo nazionale.

A questo teatrino noi, oggi, in Veneto e dal Veneto, contrapponiamo non una conventicola di partiti che a tavolino, da Roma, decidono di mettersi contro qualcuno, ma un progetto che nasce qui per la nostra Regione all’insegna della libertà di espressione e di scelta del proprio futuro dei suoi abitanti, all’insegna della responsabilità, della serietà e della solidarietà.

E oggi, nel momento in cui avanzo la mia candidatura alla presidenza della Regione, lanciamo un appello a tutti i veneti che non vogliono cedere ai ricatti di Bossi, che non sono disposti a subire l’umiliazione di vedere la loro terra diventare un protettorato di Gemonio o di Arcore. Un grande progetto per il VENETO AI VENETI.

Offro fin d’ora la massima disponibilità e apertura a collaborare fianco a fianco con tutti coloro che vorranno dare il loro contributo a questo progetto, appoggiando lamia candidatura. Penso a tutte le forze politiche, economiche e della società civile presenti nella regione, compresi i settori più avveduti del Pdl veneto che hanno compreso che il loro partito è stato sacrificato da Berlusconi sull’altare celtico diBossi.

Ma con altrettanta chiarezza voglio dire da subito che non sono interessato ai pateracchi politici, non voglio radunare nessun esercito raccogliticcio e non intendo aprire una stagione di estenuanti contrattazioni con i partiti, perché questo non appartiene al mio Dna, pur essendo io un uomo di partito e rispettando in pieno il ruolo essenziale dei partiti e del loro personale politico.

Quella che intendo condurre è una battaglia ideale, di libertà e rilancio della vita economica e sociale del Veneto. Una battaglia che si può vincere e sarà vincentesolo se non rinunceremo nemmeno ad una virgola della nostra idealità per far posto a compromessi e contrattazioni. Per questo serve una grande azione comune,capace di superare le divisioni, in cui tutti coloro che offriranno la loro disponibilità siano disposti a fare un passo indietro per poterne fare due in avanti.

Oggi il Veneto ed il Nord-est attraversano la più grave crisi economica degli ultimi 60 anni e solo nell’anno appena terminato hanno perso 3 miliardi di euro di Pil.

E se questa regione tiene viva la speranza non solo di potersi riprendere ma dipoter tornare ad esercitare il suo ruolo di traino per tutto il Paese, è soprattutto grazie all’impegno e alla laboriosità dei suoi abitanti, dei suoi imprenditori, dei suoi lavoratori.

Sono soprattutto le esportazioni delle nostre imprese verso l’estero ad aver arginato il crollo della nostra economia regionale. Si sono mantenuti elevati i livelli di importazione dall’Italia e dal Veneto durante questa drammatica crisi, mentre la Lega voleva alzare le barricate dei dazi soltanto pochi anni fa.

Se allora la Lega fosse riuscita ad imporre le sue idee demagogiche e populiste oggi probabilmente la nostra economia sarebbe definitivamente in ginocchio.

Possiamo dunque pensare di affidare alle improvvisazioni maldestre dei leghisti il futuro della nostra terra in un momento così straordinariamente delicato?

Possiamo pensare che un gruppo di attivisti padani vestiti di verde che ogni anno si ritrovano a Venezia, risolva i pesanti problemi della regione versando quattro gocce d’acqua da un’ampolla nel Canal Grande?

Non è tempo di ragazzate. Servono impegno e responsabilità, progetti chiari e proposte serie.

La mia candidatura, lanciata da questa sede, metterà a disposizione da oggi in poi tutte le energie per rispondere a queste esigenze.

 
 
 
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