|
Creato da RedLilith77 il 20/07/2009
“L'anima è venuta al corpo e il corpo alla vita con lo scopo di evolversi” [Neale Donald Walsch]
|
|
|
Post n°335 pubblicato il 26 Maggio 2011 da RedLilith77
Alle medie innaffiavo le piante di mia madre. E dopo innaffiavo anche l’albero nel cortile. Volevo fare il giardiniere, me l'ha detto nonna Grazia. Però la nonna, e con lei anche mia madre, voleva che io facessi il giudice, ma andava bene anche l’avvocato. |
|
Post n°334 pubblicato il 24 Maggio 2011 da RedLilith77
Quando la sera torno a casa dopo il lavoro, giro la chiave nella toppa e dico “buonasera”. Lo dico a voce alta e scandendo bene le lettere, anche se il bilocale è vuoto. Saluto la casa, in verità, ed è necessario che la casa mi senta. In un certo senso, mi rassicura l'idea che il tetto che mi protegge abbia una specie di identità, un abbozzo di anima a cui rendere il saluto. |
|
Post n°333 pubblicato il 23 Maggio 2011 da RedLilith77
Mi spogliavo e mi sentivo leggera. Avrei continuato a spogliarmi, se fosse stato possibile. Mi piaceva la luce forestiera di quella stanza, l'odore da vecchia che emanava mia madre. Mi sarei sfilata la pelle come un cappotto e l'avrei appesa alla stampella. A scuola ci insegnano che abbiamo quattrocento muscoli. Me li sarei tolti uno per uno come i fazzoletti sporchi dentro alle tasche. E le ossa? Sono un po' di meno e nel corso della vita alcune si uniscono, ma sono tante lo stesso. Solo nel piede ce ne stanno cinquantadue. E io le avrei messe in un secchio al lato del letto. Anche le vene, le avrei tirate via, raggomitolate e messe in un cassetto. E poi la stanchezza che mi pesava come un maglione e tutti i pensieri che c'avevo addosso li avrei sbrogliati e appoggiati per terra. Mia madre si sarebbe svegliata prima dell'alba, avrebbe fatto il bucato. Lei è capace di lavare ogni cosa. Mia madre ha una grande pazienza. Sa quali colori possono essere messi insieme nello stesso cestello, conosce la giusta temperatura, quando evitare la centrifuga, come usare la varechina e l'ammorbidente, come stendere i panni per dargli la piega e non farli scolorire mentre asciugano al sole. Sarebbe suonata la sveglia, mi sarei alzata dal letto tornando a indossare ogni cosa. Le ossa sbiancate che odorano di lavanda, i muscoli morbidi come una sciarpa di cachemire, le vene lucide e il sangue di un rosso che non ha stinto per niente, ma anzi ha ripreso il colore di quando era nuovo, la pelle smacchiata e ben tesa su tutto il corpo, senza neanche una piega sbagliata ... Sarei scesa dal letto e prima di infilare le scarpe e i vestiti avrei controllato bene di aver rimesso ogni cosa al suo posto. Tutta la vita con tutti i suoi pezzi lavati, asciugati e stirati. L'odio e le unghie, la memoria e i capelli, la paura e la lingua, i denti e la rabbia, la coscienza pulita e profumata di buono. (Ascanio Celestini - Lotta di Classe) |
|
Post n°332 pubblicato il 11 Maggio 2011 da RedLilith77
Questa mattina, allo specchio, ho visto un profilo che mi era estraneo. Era duro, come certe terre brulle del sud, scarno come certe case di calce arse dal sole e ricoperte d’edera. Molto simile al profilo di mia madre che ricordo di aver visto in una vecchia foto in bianco e nero. Qualcuno ha detto che il primo sintomo della vecchia è che si comincia ad assomigliare alla propria madre. Soltanto pochi giorni fa, mia madre mi aveva confessato di sentire il suo tempo ormai alla fine. Mi aveva pregato, come si fa per chiedere grazia, di sposarmi presto, con un giovane serio e farci un paio di figli. Le avevo risposto con indifferenza di essere ancora troppo giovane per pensarci seriamente. Davanti allo specchio, rifletto su questa idea flessibile del tempo. Se mia madre mi facesse oggi quella stessa domanda, le direi che oramai, per me, non è più tempo, che da troppo giovane che ero sono diventata, ormai, troppo vecchia. |
|
Post n°331 pubblicato il 06 Maggio 2011 da RedLilith77
E’ quasi sera, giù per strada c'è il caos, è maggio, ma fa ancora freddo, gli IGM sono alti, ma tutto il resto è a posto, ho sbagliato a prenotare l’aereo, il mio conto è quasi in rosso, ho mal di testa, subisco i postumi di una settimana disintossicante senza alcol e senza grassi, la virtù non è il mio forte, mi rende più acida di una zitella incarognita. A lavoro si prospettano importanti cambiamenti, nessun accenno ai soldi. Procedo a fatica su corso Vittorio, con la testa che pende da un lato a causa dai pensieri e le gambe che vanno da sole nello sforzo di raggiungere casa. Vorrei fermarmi in un’enoteca e scolarmi gli ultimi dieci euro che sono rimasti nel portafoglio. Due vecchie accennano ad una festa di paese, capisco che domani si festeggia il Patrono, un buon motivo per lasciar perdere il mio programma alcolico e usare i miei dieci euro per un treno che mi porti via da qui. Certe giornate hanno il profumo delle gardenie appena fiorite. Certe altre puzzano di crisantemi lasciati nell’acqua stantia a imputridire. |
|
Post n°330 pubblicato il 05 Maggio 2011 da RedLilith77
Stavo leggendo Copote, quando mia sorella Clara rientrò a casa da lavoro. Posò l’ombrello sul pianerottolo, si tolse le scarpe bagnate ed entrò in cucina mentre puliva le lenti degli occhiali. Le chiesi se aveva avuto una giornata pesante, mi disse di si. Seduta comodamente sul divano, le gambe accavallate con eleganza, iniziò a guardarsi intorno. Prese nota del rum sul tavolo, di quanto ce ne fosse ancora nella bottiglia, dei mozziconi spenti nel portacenere. Cercai di nascondere con il piede le mutadine che avevo lasciato a terra, ma non ci riuscii. Credo che passare in rassegna le cose fuori posto della mia vita, fosse per Clara non solo un hobby, ma anche un modo per adempiere al suo ruolo di sorella maggiore. |
|
Post n°329 pubblicato il 03 Maggio 2011 da RedLilith77
Federico, mio nipote, ha letto qualche pagina del mio vecchio blog. Dice che ho una buona penna, che dovrei pensare di scrivere un libro e che con un po' di fortuna e molto allenamento, un giorno, potrei anche diventare una scrittrice di successo. Beh, di sicuro mio nipote o legge poco o è fuori di testa. Mi sono scompisciata dalle risate e gli ho detto che per scrivere storie mi manca l’attitudine e che comunque non ho di queste velleità. L’altro giorno, però, lusingata da quelle parole, ho aperto una pagina di word con l'intenzione di scrivere il mio primo racconto. Sono rimasta così, rigida come uno stoccafisso, con una tazza di caffè nella mano sinistra ed un pasticciotto ai pinoli nella mano destra. Dopo qualche minuto ho avuto l’illuminazione. Ho indossato un paio di jeans vecchi e sono andata nella libreria sotto casa, quella di fronte al negozio di abbigliamento vintage. Un negozietto un po’ malmesso, con gli scaffali pieni di polvere e mangiati dai tarli. Un posto frequentato dai professori universitari in cerca di edizioni introvabili. Ho fatto un giro tra i corridoi strettissimi, ed ho iniziato a prendere certi libri che ho sempre voluto leggere ma, che per pigrizia non ho mai comprato. Dopo circa 45 minuti, mi sono avvicinata alla cassa con una pila di volumi così lunga che mi copriva gli occhi. Ho posato la pila sul bancone e l’ho passata alla persona che era alla cassa, una donna anziana, con i capelli grigi e lunghi raccolti in una treccia. La vecchia mi ha guardata un po’ perplessa e poi, quasi distrattamente, mentre batteva lo scontrino, mi ha detto: - che ci fa con tutti questi libri? - Voglio scrivere un racconto. - E questi a cosa le servono? - Beh, dovrò pur sapere cosa hanno scritto gli altri, no? - Ed ha intenzione di leggerli tutti? - Si, e quando li avrò letti verrò a comprarne altri, finchè non avrò letto tutto ciò che è stato scritto. - Non ce la farà mai, lei è pazza. - E allora vorrà dire che non scriverò mai un libro. Sembrava, quasi persuasa dai miei discorsi, poi, aggrottando un po’ le sopracciglia mi ha detto: - Fortuna che la maggior parte degli scrittori moderni scrive libri senza leggere, altrimenti noi poveri librai faremmo la fame. |
|
Post n°328 pubblicato il 02 Maggio 2011 da RedLilith77
Mi ero riproposta di raggiungere Veronica a Savelletri, questo week end. Avremmo fatto chiacchiere piccanti da vecchie amiche, giocato a burraco tutta la notte e, tempo permettendo, avremmo preso un po’ di sole. |
|
Post n°327 pubblicato il 29 Aprile 2011 da RedLilith77
Oggi l’aria è tiepida, ti solletica il naso con i suoi pollini. Bari, in primavera, riflette una luce morbida. Sembra bella. Sembra più bella di quanto, forse, non sia davvero. Il Perini è pieno come sempre, ma il panino alle verdure mi fa troppa gola per tornare indietro. Ci sediamo ai tavolini esterni e magari riesco anche a respirare un po’ di brezza di mare. Quella che sa di sale, si, ma anche di alghe essiccate al sole e di pesce appena pescato. Alice mi parla, quieta, come un’onda che si allunga sulla battigia e penso che nessuno ha la capacità che ha lei di trasmettere pace. Martina ride e risponde a gran voce, sguaiata e sincera come sempre. Ascolto, parlo, mangio e non sempre in questo stesso ordine. Sarà il sole. Sarà l’aria di mare. Sarà che il panino è buono come lo ricordavo. Ma credo di avere un sorriso a metà tra Monnalisa ed un indiano che ha appena fumato il suo peyote. Dopo qualche secondo di riflessione e silenzio Alice mi dice: “Sei solare, Monia, sei serena. Penso che Armando ti stia facendo un gran bene”. Non ti ho risposto, Alice, ho abbassato un po’ lo sguardo ed ho sorriso. Però avrei voluto dirle: “Sarà vero, Alice, se lo vedi. O forse sarà la luce morbida di questa primavera che rende le cose ancora più radiose". |
|
Post n°326 pubblicato il 27 Aprile 2011 da RedLilith77
Mi sono accorta che casetta è un totale casino e che avrei bisogno di una settimana per ridarle un'aria appena vivibile. E’ che quando torno a casa, la sera, la trovo desolantemente vuota. E allora, arruffo il letto, dissemino vestiti sul pavimento… giusto per creare un po’ di folklore. |
|
Post n°325 pubblicato il 29 Marzo 2011 da RedLilith77
E’ un giorno d’autunno, lo vedi dalla pioggia. Cade obliqua sulla finestra che dà sul giardino. La luce del lampione è ancora gialla. Illumina la strada di seppia. |
|
Post n°324 pubblicato il 28 Marzo 2011 da RedLilith77
Sabato mattina. In quei due giorni è sempre festa. Basta svegliarsi al mattino e togliersi le coperte di dosso per ridere come matti, e girare nudi per casa, e farci male per scherzo, e tutto è così giocoso e leggero, specialmente di sera, quando siamo stanchi morti, e ce ne stiamo accovacciati sul divano come due gatti assonnati, e troviamo ancora di che ridere e farci bene. Domenica sera. Non sopporto i distacchi grevi mascherati da frivoli “arrivederci”. Non sopporto i miei occhi nascosti da occhiali scuri, non sopporto questo ghigno che di giocoso non ha più niente. |
|
Post n°323 pubblicato il 23 Marzo 2011 da RedLilith77
Alla finestra, un po’ per vezzo, studio le necessità di chi passa e, per necessità mia, ne codifico i processi. Come se la mia sete trovasse sfogo nell’aranciata bevuta dal ragazzo giù nel parco. Come se il mio corpo si forgiasse al contatto tra quei due mocciosi che si salutano all'angolo della strada. Come se esistere fosse improbabile senza ascoltare il brusio di quei vecchi che maledicono, di sotto, questa primavera che non arriva. |
|
Post n°322 pubblicato il 22 Marzo 2011 da RedLilith77
Si legge troppo, non si scrive più abbastanza.
|
|
Post n°321 pubblicato il 08 Marzo 2011 da RedLilith77
Di un posto in cui tornare, ho bisogno. Un posto che stia lì, che sopravviva ai miei spostamenti. Un posto da cui andare via. Un posto mio, che sia memoria di ciò che sono, che conservi tra le mura i miei ricordi. Un posto che sopravviva ai miei abbandoni. Che anche quando sono altrove resti lì, ad aspettarmi. Anche adesso, che ho di nuovo voglio di scappare e diventa sempre più difficile starci bene.
|
|
Post n°320 pubblicato il 01 Febbraio 2011 da RedLilith77
[Intervista immaginaria] - Secondo lei, Mister B. è un puttaniere o un benefattore? - Un protettore.
|
|
Post n°319 pubblicato il 25 Gennaio 2011 da RedLilith77
Mi manca il tempo
|
|
Post n°318 pubblicato il 19 Gennaio 2011 da RedLilith77
Sfoglio internet, ascolto Bjork e sorseggio il mio tè verde. Leggo e resto a distanza. Sghignazzo appena, con quel ghigno amaro che sembra quasi una paresi. Non partecipo più. Congelo il giudizio per domani, lo stipo sullo scaffale alto, quello pieno di polvere e di niente. Sfoglio controvoglia, quanto basta per guardare ciò che gira intorno, comprendere che ci si muove tanto e che non cambia niente. "E sembra che qui nulla si muova, né mai si sia mosso, né mai si muoverà"*. Salvo il mio labbro superiore, che si flette ancora sotto il peso di certi ghigni dal sapore amaro.
* Samuel Beckett |
|
Post n°317 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da RedLilith77
Prima di cominciare a scrivere, mi sfioro le braccia. Che è come abbracciare Te. Dicono che ho il sorriso triste. Forse perché c’è un sole tiepido che non riscalda, o perché la luce è fuori e rimbalza sui vetri frenati dalle inferriate. E’ che quando la vita pulsa, la sento guizzare veloce come un pesce sulla rena e s’agita in battiti che si rincorrono, separando ciò che è da ciò che è stato. Dicono che ho gli occhi tristi. E' che ricordano con ingordigia i giorni che ho alle spalle e che non sono più. Mi accade in questi momenti, di ripercorrere l’autostrada che taglia i monti, sentire la neve che si posa sul mio berretto di lana, incantarmi al luccichio di una carta di cioccolata. Chissà se è ancora incastrate tra quelle pietre.
|
|
Post n°316 pubblicato il 13 Gennaio 2011 da RedLilith77
Vado a fare quattro passi e mi rilasso. La solita lucertola che si distende al sole. Da te è inverno ancora, qui è già primavera. E la distanza tra il Tuo posto ed il mio è nei gradi molto più che nei chilometri.
|
Contatta l'autore
|
Nickname: RedLilith77
|
|
|
|
Età: 35 Prov: EE |
Inviato da: LouMelinda
il 27/09/2011 alle 10:38
Inviato da: LouMelinda
il 23/07/2011 alle 09:50
Inviato da: Lifex
il 06/07/2011 alle 16:47
Inviato da: walter.ego0
il 07/06/2011 alle 19:14
Inviato da: elektraforliving1963
il 06/06/2011 alle 13:36