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Creato da indivisa1962 il 29/04/2009
dove le porte si chiudono al mondo
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... il grido d'amore di una donna può solo fare impazzire
il cuore di un uomo innammorato ...
... NON DOCILE ... PROFONDAMENTE PASSIONALE ...
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Quando i sogni vivevano nel quotidiano ....
Bob Dylan - Knockin' on Heaven's Door (1976)
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Perchè ... mi chiedo ... si festeggia il nuovo anno che arriva ... con le stesse ... ed inutili ... rituali ...? Mi spiego meglio ... !!
Si aspetta il nuovo anno come se dovesse girare "la ruota della vita", tanto che ci si prepara con pranzi ... botti ... musiche ... e follie ... come se volessimo cancellare un anno di esperienze negative e come a supplicare il nuovo per chiederne tutti i benefici non ricevuti ... Invece mi sembra uno stordire la propria coscienza per ingannarla che il nuovo non è altro che il continuo del vecchio ed infatti nella nostra proposta di utilizzare le stesse canzoni ( ...brigitte ... amico charlie ... ole lè ... ), ... stessi cenoni, ... stessi inutili riutali che ingrassano solo chi ti rifila nel cenone gli "avanzi più strani".
Questo per riflettere sul fatto che la ciclicità annuale è dettata solo da da uno scadenzario ritualistico che non trova fondamento sulla vita reale ... infatti il giorno dopo ci si trova con la stessa identica vita ...gli stessi problemi ... le stesse facce ... le stesse rotture di c....o. Qualche preoccupazione in più ...una stanchezza pregressa e qualche tassa in più ...!!
Io festeggio il nuovo anno ... dormendo un pò di più ... e non creandomi illusioni ... so che la vita continua senza risparmiarmi le mie gioie ed i miei dolori ... così mi alzo e chiedo a me stesso la verità senza "magie da quattro soldi" ... un buon libro ... un bicchiere di vino ... ed un profondo rispetto per la vita ...
Così auguro un buon anno a tutti voi che mi sopportate con i miei post ... un bacio ed un abbraccio ....
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Un rappresentante, un impiegato e un direttore del personale escono dall'ufficio a mezzogiorno e vanno verso un ristorantino quando sopra una panca trovano una vecchia lampada ad olio. La strofinano e appare il genio della lampada.
"Generalmente esaudisco tre desideri, ma poiché siete tre, ne avrete uno ciascuno". L'impiegato spinge gli altri e grida: "tocca a me, a me.... Voglio stare su una spiaggia incontaminata delle Bahamas, sempre in vacanza, senza nessun pensiero che potrebbe disturbare la mia quiete". Detto questo svanisce.
Il rappresentante grida: "a me, a me, tocca a me!!!! Voglio gustarmi un cocktail su una spiaggia di Tahiti con la donna dei miei sogni!" E svanisce.
Tocca a te, dice il genio, guardando il Direttore del personale.
"Voglio che dopo pranzo quei due tornino al lavoro!"
Morale ... Lasciate sempre che sia il capo a parlare per primo
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Si pensa che l'umanesimo e l'illuminismo possa aver portato una svolta di cambiamento nella concezione della vita ... che si approccia non come una fatalistica adesione a destini già tracciati - chissà poi da chi e perchè - bensì come autodeterminazione di ogni fatto che ci accade. Scelto e deciso da noi ...!!
Ma sarà proprio così ..? Non so a volte capita che ci si spende con sforzi sovraumani per episodi e/o fatti che cerchiamo di dirigere secondo un nostro punto di vista ... più o meno giusto ... anche valutando gli equilibri circostanti ... e poi si scopre alla fine che per ogni cosa è come se nulla fosse accaduto ... come se non si fosse speso un attimo. Tutto svanito ... con l'aggravante che le cose si sviluppano secondo una logica a sè stante ... come se tutto fosse già stabilito da una legge preesistente ... un pò come il "fatalismo di verga" ... tutto scorre comunque al di fuori delle nostre decisioni e ci riporta alla nostra condizione primordiale.
Dov'è quindi la nostra capacità di determinare la nostra esistenza? Non è che magari ci scopriamo all'interno di un infinito spot pubblicitario, dove ti mostrano la perfezione di ogni cosa e poi magari al risveglio capisci che non hai fondi e/o risorse necessarie per raggiungere quelle perfezioni?
Come un asino cui si lega la carota davanti al naso per spingerlo sempre a camminare ... senza peraltro poterla mai mangiare ... o come l'asino di rosso malpelo che dopo averlo abituato a non mangiare ... questo si prende la libertà di morire? ... Ma cose da pazzi!!!
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Come sabbia ... mio anelito
arida e vorace precipita
nel vuoto delle sue speranze
ogni forza che oppone ... ogni dolore,
così che il respiro non sembra
avere più motivo di essere.
Non c'è sorte ... per chi è stato perso
dal destino in una mano scontata,
per pochi amori che hanno finito
di bruciare un'agonia.
Cosa cerchi ... ormai nel vuoto
dove tutto si annulla e non torna più ...?!
Cosa speri ... in un sospiro adesso vuoto ...?!
(12 luglio 2011)
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... nel movimento caotico di un giorno che si sviluppa con una serie di avvenimenti che si intersecano appare logico che tutto possa essere ... cercandone in ogni piccola sfumatura le più piccole giustificazioni ... purchè ogni cosa possa dare un senso razionale ...
Forse non ci si chiede più che non tutto appartiene al razionale e non tutto può essere ... !!! Fatti e/o avvenimenti che hanno la libertà di accadere ... invadendo e nei casi limite togliendo spazio e vita ad altri ... non sembra possono avere una giustificazione ... e non sempre dopo che accadono sono giustificati ... seppur tollerati ... !
Allora mi chiedo dove sta il limite affinchè tutto possa essere e allo stesso tempo possa avere il diritto di essere ... forse non c'è ... Ma questa non può essere la definizione di un accadimento che comunque non può avere il diritto di esistere ... e questo lo definisce quel diritto ad un altro fatto che muore a discapito del primo ... !!
Ma questa è la vita ... mi si può rimproverare ... ma questa non è vita per il fatto soppresso - aggiungo ... !!!
Il diritto di ogni cosa vive ed è legittimo se non soffoca altri diritti ... il conflitto non è mai libertà ... Ciò credo possa valere per ogni esistenza legittima, sia vivente che sociale ... Ciò che è diritto vive nel suo poter esistere la piena libertà ... tollerando e non conflittualizzando con altri diritti ...
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... forse chissà ?! con questa esclamazione si cerca conforto a tutta una serie di domande senza risposte ...
L'aria del mattino che entra dalle finestre ... quel sapore del giorno che si sveglia ... i primi rumori ... i primi odori ... i primi pensieri ... le prime rinuncie ...
Si prime rinuncie ... lo stesso giorno è una rinuncia progressiva alla vita che scorre ... i sapori che ti sfuggono ... i pensieri ... le parole ... il tempo che passa mentre ti prepari ad uscire ..tutto scorre ... panta rei ...! Uno scorrere che porta via ogni cosa .. ogni emozione ... lasciando solo ricordi ... più o meno sbiaditi ... che si affacciano ... facendo capolino tra un sorso di caffè e l'altro.
Ecco ... bisogna rinunciare anche ad un attimo di riflessione su se stessi ... sulla propria esistenza ... sulle proprie continue rinuncie ... che mai smettono di far capolino ... e che indifferenti ad ogni tua emozione si prendono parte della tua vita ... senza darti nulla in cambio ... e senza lasciarti spazio ad una eventuale rivalsa ...
... forse così che và ... forse deve essere così ...?!
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A voler definire la vita nel suo sviluppo quotidiano non sembra evidente ciò che invece emerge se per un attimo si riflette sul tempo che si spreca per attendere ...
Non ci si accorge, infatti, delle lunghe ed interminabili ore che si perdono ad aspettare ... un turno ... un lavoro ... un amico ... un amore. Tutto rientra nella normalità, eppure solo per le attese, che non portano a nulla, si perde quasi un terzo della propria vita ... poi un terzo per dormire e del terzo che rimane siamo dentro una affannosa corsa per soddisfare i bisogni primari ... il lavoro ... i rapporti affettivi e non.
Poi capita che le cose non vanno come ci si aspetta ed ecco che in noi accade l'incapacità di definire parte di questo terzo, che davamo per scontato fuori dal concetto di attesa; senza peraltro poterlo catalogare ... sospeso, infatti sta lì a dirci che è servito per la nostra crescita .. per la nostra maturazione .. ma che in fondo invece ci accusa di passività.
Tutto sembra un padosso ... eppure del terzo di "vita utile" ...quasi nulla si dedica a noi ... tutto sembra che ruoti in un baricentro dell'ego - come proiezione del nostro essere per gli altri - quel continuo sono perchè ho un ruolo, ma di fatto forse non si è per nulla. Una continua corsa che ci porta solo - in fila - ad una lunga serie di attese.
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Una donna ritorna da lavorà e ‘ntoppa ‘r su’ marito a letto co’ ‘na bella ragazza.
- Brutto troiaio, ti sei fatto la ganza, eh?! E io tutto ‘r giorno a sgobbà, a sudà sangue anch’io per que’ du’ figlioli!… Ah, ma io me ne vo, sai, questa vorta ‘un mi vedi più!
- No, aspetta, - stronfia lui - fammi spiegà...
- Spiegà cosa?! Dé, lei cià sempre l’uccello fra le gambe, ‘un mi dirrai mia che ci faceva ‘r nido!
- O fammi parlà, dai! Io leilì ‘un l’avevo mia mai vista, prima! Ero lì che montavo ‘n macchina per venì a casa, s’è avvicinata a chiede’ un passaggio! Tu l’avesse vista ‘n che condizzioni, tutta sperza e ‘mpaurita! I vestiti poi, tutti sudici e sguarciti! Sicché l’ho fatta montà, era magra rifinita, m’ha detto ‘un mangiava da tre giorni! M’ha fatto ‘ompassione, poverina, sicché l’ho portata a casa e n’ho scardato quelle lasagne che t’avevo preparato per te iersera e ‘un l’hai volute per paura d’ingrassà! L’ha diluviate, poverina! Poi m’ha chiesto di potessi lavà, e ner mentre era sotto la doccia n’ho buttato via que’ vestitacci loiosi e n’ho dato que’ ginse d’Armani che te ‘un ti metti più perché dici ti stanno stretti! Tu vedesse ‘nvece a lei come ni son garbati, poverina! Sicché n’ho dato anche ‘r pìmperi che t’avevo preso per ir tu’ compreanno ma ‘un l’hai voluto perché dici che io ‘un ciò gusto, eppoi n’ho fatto mette’ anche vella ‘amicetta tutta sèssi che t’ha fatto la mi’ sorella per Natale ma te ‘un l’hai nemmen guardata per dispetto! E lei ’nvece coll’occhioni sfavati dalla ‘ontentezza, poverina! E quando poi n’ho dato anche li stivali da trecento euro che te ‘un te l’eri più messi da quando n’avevi visti un paio uguali a ‘na tu’ ‘ollega d’ufficio, n’è venuto le lagrime all’occhi, poverina!
- Poverina davvero! – urla la moglie. - E a letto come ti c’è finita?
- Dé, ero lì che l’accompagnavo tutta rionoscente all’uscio, m’ha fatto cor pianto ‘n gola: “’Un c’è artro che la tu’ moglie ‘un adopera più?”
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Nelle teoria degli "universi paralleli" o delle "multi dimensioni temporali" accade che la vita scorre su realtà parallele ... Ciò che è percettibile per una realtà è sconosciuto ad un'altra, perfettamente simmetrica ma non sovrapponibile ... Una sorta di "antimateria dell'esistenza", per cui è proibito l'incontro ....pena l'annullamento o la distruzione di ogni percettibile realtà.
Nel profondo dell'anima - come per paradosso - può avvenire un analogo sviluppo con le esperienze, con la differenza che la dimensione spazio-temporale lascia scorrere il tempo, segnando il corpo con le tappe obbligatorie, tenendo in considerazione l'esistenza è solo una.
... cosi' accade che le esperienze, come vite proprie, scorrono lasciando il loro segno ... e se rimaste in sospeso riprendo anche dopo anni ... dove emozioni rimaste sepolte ... offuscate ... risorgono dando nuova linfa ... oppure riemergono lasciando intravedere una sorta di emotività parallela al nostro quotidiano; dando consapevolezza ad una sorta di "multidimensionalità del nostro IO" ...
Le storie ... le esperienze ... le sensazioni ... le emozioni ... tutto ciò che ci coinvolge come persona ... sembra rimanere dentro e scorrere con una propria ratio ... anche quello che in apparenza vogliamo dimenticare ... vive all'ombra di altre esperienze ... nascosto ...
e tanto più si è attenti ... sensibili ... tanto più "dimensioni dell'Io" si delineano ... sovraponendosi l'una sull'altra ... creando - come l'arcobaleno - una capacità di "tonalità variegata" ... e ciò può essere bello a vedersi per chi è capace di osservarne la tipologia di spettro ... ma altrettanto difficile per chi ne mostra tale bellezza.
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Pensare che nella vita si possa avere tutto è pura follia ... ma altrettanto lo è per chi ha tutto tranne ciò per cui si è anelato per tutta una vita ... sopportando amarezze ... umiliazioni ... giudizi gratuiti ... ed accuse assortite ...
Ma la cosa peggiore è che a volte ti sembra di essere ad un passo dal toccare ciò che il tuo cuore vede e poi - come per incanto - tutto svanisce ... Un pò come cenerentola ... che a mezzanotte le svaniva il sogno desiderato ...ma comunque vissuto ... sebbene per poche ore e nella sua totale felicità ... Nel reale le favole non funzionano ... si inceppano prima ... oppure non partono proprio ...
Eppure tra le pieghe del difficile vivere ... a volte può nascere un piccolo fiore ... fragile nella sua apparenza ...ma altrettanto forte da emergere tra l'aridità del quotidiano ... un fiore dolce e tenace ... delicato e forte ... che nel vederlo vela ogni amarezza e che con garbo ci avvolge con la sua fragranza ... fresca d'estate e calda d'inverno ...
Allora s'è così si fermi il tempo affinchè tutto resti immmutato e nulla possa più svanire ...
... e siccome così non è ... allora questo fiore sia colto .. sottratto alle intemperie della vita e custodito nel cuore dove ogni mutazione si annulla ...
Un fiore eterno nella nostra anima ...
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Inviato da: Anima_Appassionata
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Inviato da: Anima_Appassionata
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Inviato da: romantica_rosy
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Inviato da: romantica_rosy
il 22/08/2011 alle 19:37