Creato da Lady_Juliette il 07/02/2011

Lady Juliette

Giochi e Gare di nuovi Autori da conoscere su pensieri, prosa, poesia, racconti. . . tutti meravigliosi respiri di parole dell'anima, tutti vincitori nella creatività, nei contenuti, nelle forme e nella fantasia, nell'impegno e nel donare parti della propria anima nella complessità dei vari giochi, dove sanno creare composizioni che donano emozioni, riflessioni e unione di sentimenti. Momenti condivisi dall'amore per la scrittura, dalla bellezza dei pensieri come abbraccio al sentire altrui che unisce nel sentirsi parte della meraviglia della creatività umana.

 

Gioco Immagine

Post n°891 pubblicato il 14 Febbraio 2015 da Lady_Juliette
 

 

In fondo al pozzo del mare

Era là che tornavo tutte le volte,
in quella spiaggia
e sulla sabbia conchiglia
imbastivo ricordi.
Era grigio il mio tempo,
il vento mi fischiava addosso.
Avevo visto un uomo scrivere poesie
su fogli di nuvole,
disegnare fiori di pesco
e poi piegare i fogli
per farne delle piccole barche di carta,
liberava poi le sue poesie sull'acqua
e la corrente se le portava laggiù
in fondo al pozzo del mare.
Dentro quei suoi origami di mare
c'era scritto tutto il suo dolore,
la solitudine, le dita stanche.
Sapeva che così le sue assenze,
il tempo perduto,
il nostro tempo perduto,
sarebbero annegati dentro
quell'immenso bicchiere di sale.

SweetyGame


 


Una barchetta di carta 10-02-15


Cercare la luce,
anche di un lampione col singhiozzo,
nell’ oscurità più nera di un pozzo,
quando nessuna stella riluce.
Trovare approdo
e come marinaio sapiente
stringere un nodo
sperando sia resistente…
Barchetta di carta,
in balia delle onde
nel fortunale che imcombe.
Violenza che rompe e squarta:
breve riparo,
e tornar presto su quel sentiero amaro…

IlMondoDiIside

 

 

 

 

 

 

Si legano i pensieri
fra luci di una notte
di lievi onde...
dondolano i legami
tra sogni e realta',
bagnandosi
di ricordi non lontani...
li si accendono
i disegni di ogni poeta
Hellah2

 


Il tormento dell'anima
Genera burrasche
L'unico riparo
E' un faro
Nella buia notte
Con fili invisibili
M'aggrappo stretto
A quegli occhi
Contrafforti
Del mio io ..
Kurtz

 

 

 

 


 
 
 

Gioco Immagine

 

Chiacchere tra amici:(perchè continua questo periodo di merda?).

 

[Estraiamo bellezza, ingoiamo emozioni depositandole nella gola, che si chiude togliendoci il respiro]

[E' una follia la nostra, l'unica libertà che ci è concessa. E' una follia che sta sfidando l'attacco di un tempo che non avrà pietà per nessuno.]


 


Si potrebbe trasformare la tua domanda in: ma che colpa abbiamo noi?

Il punto di domanda la differenzia dalla famosa canzone degli anni ’60 dei Rokes di Shel Shapiro, dove anche se non c’era si poteva intuire un’esclamazione assolutoria.

https://www.youtube.com/watch?v=6oL38QHAJOY

[sei ancora giovane, forse non la conosci, ascoltala, è semplice, con poche parole e note si programma il mondo che io sognavo, forse quello che ora sogni anche tu.]


Non voglio darti risposte scontate o che puoi trovare banalmente vomitate e camuffate tutte le volte che accendi il televisore, e i media si animano di personaggi che discutono sui nostri problemi senza averli mai vissuti. Non ti darò risposte, non le ho. Voglio restare assolutamente dentro di noi, dove le nostre tempie pulsano così forte da farci stare male ogni attimo che scorre. Non cercherò colpe, davvero faccio fatica ad individuarle se non in quella assente proiezione al mercanteggiare che non ci appartiene dettata da un orgoglio e da una dignità che non ha paragoni ma che ci presenta conti altissimi da pagare.


Siamo quelli che anteponiamo l’emozione del pensiero a qualunque altro valore materiale. Questo non ci permette di vedere la contingenza del problema se non quando è ormai troppo tardi. Lo sappiamo benissimo che arriverà il brutto tempo, l’abbiamo messo in conto, ma posticipiamo l’azione il più a lungo possibile. Non siamo freddi programmatori del nostro vivere, viviamo alla giornata, io da sempre (come tutti d'altronde, anche se non lo sanno perché non si fanno le domande e continuano ad organizzare la loro esistenza sino a programmare la nascita o meno di un figlio) ci accontentiamo di poco, buonissimo orientamento per vivere. Poi il poco diventa pochissimo ed infine nulla. Si finisce di vivere, ci si rinchiude dentro la prigione delle mura domestiche, chi ce le ha, insomma inizia il calvario della sopravvivenza. Che poi non abbiamo bisogno di grandi cose. Non ci serve l’auto di lusso, la vacanza sulle spiagge a la page, gioielli preziosi da esibire, televisori più grandi delle pareti che devono supportarli.

Ci serve solo avere un minimo di sicurezza (ahimè soldi) che ci permetta di far crescere i nostri figli (il mio ormai è pronto per andarsene ma non so dove potrà finire, e quanto potrà realizzare le sue aspirazioni, non ambiziose fra l’altro e questo da una parte mi fa felice dall’altra mi angoscia perché rischi di finire come noi), di stare bene con la nostra famiglia, e poter continuare a coltivare quel Giardino che abbiamo dentro e che non è pieno solo di fiori, come tutti dicono quando parlano di sé stessi, ma che è abitato da tutte le stagioni. Tutte, quella delle foglie che cadono e quella delle foglie che rinascono. Le ombre e le luci, i chiaroscuri a cui siamo tanto affezionati.

Perché non finisce questo tempo di merda mi chiedevi. Non finisce, per ora, nell’assente soluzione alla nostra ricerca. Non finisce perché non riusciamo ad organizzare un’attività (non sopporto questa parola) economica che possa funzionare come strumento di mantenimento (questo è per me il lavoro, niente di più, niente a che vedere con gli scopi ultimi della vita).

Non finisce perché ci ostiniamo ad ascoltare il nostro cuore e la nostra mente. In quei momenti ci distacchiamo dalle angosce e scriviamo pensieri bellissimi o tristissimi che va sempre bene. Ora questi momenti ci vengono vietati. Il poeta è quello che vive il disagio, colui che sta male, in molli piume non nacque mai poeta, ecc. Quante menzogne si sono dette su chi ascolta l’anima, riesce ad andare a graffiarla sino a farla sanguinare per motivare l’arte della parola. Sono tutte definizioni senza senso. Non è la condizione difficile, disumana, border line ad insegnarti ad ascoltare il tuo profondo che urla. Non c’è realtà, né scuola che ti possa insegnare a raggiungerti dove nessuno potrà mai arrivare. Se non ci sei portato, non farai nessun passo...


Questo tempo di merda non finisce perché noi continuiamo a scovare meraviglie scavando negli angoli più recessi del noi, gli stessi agli indifferenti inaccessibili.

Estraiamo bellezza, ingoiamo emozioni depositandole nella gola, che si chiude togliendoci il respiro.

Io non sono disposto a rinunciarci, potrebbe essere una lenta agonia, ma non posso rinunciare a nutrire la mia essenza.

E’ una follia la nostra, l’unica libertà che ci è concessa. E’ una follia che sta sfidando l’attacco di un tempo che non avrà pietà per nessuno.

 

Chiudo, abbracciandoti[/vi] forte, sempre con i Rokes:

https://www.youtube.com/watch?v=D6I1_FFDhak

E’ la pioggia che va e ritorna il sereno.

[Shel Shapiro dopo decenni di silenzio (nel senso che ha fatto altro o solo che forse da noi non è arrivato) negli ultimi dieci e più anni ha ripreso con un piglio meno scanzonato di allora ma in fondo se ascolti bene le canzoni che cantava negli anni ’60 i contenuti sono gli stessi, ora però il cosiddetto impegno sociale è la direzione del suo essere artista:

https://www.youtube.com/watch?v=CdENKLbQ5yA    ]

 
P.S. avrei potuto parlarti di lavoro, di delusioni, di farabutti e disonesti, di chi riconosciamo sa scrivere bene (nel senso che ci rilascia emozioni) ma che ha una condizione di assoluta sicurezza, di chi si lamenta senza motivazioni valide, di chi ci batte una mano sulla spalla o ci riserva pensieri compassionevoli che arrivano a condividere il nostro disagio ma di cui non sanno nulla (e quando scopri che fingono ci colpisce un’altra delusione)… Sarebbe stato solo un tentativo di sfuggire scaricando le colpe su qualcosa che sta fuori di noi, che il sistema sia colpevole è un dato di fatto inutile parlarne. Avrei potuto rivedere i miei pensieri, correggermi, riscrivere tutto, aprire altri percorsi, continuare ancora per lunghe pagine…


Avrei potuto parlarti di…invece ho preferito parlarti di noi.
Con un profondo sentimento di solidarietà

AlfaZulu31

 
 
 

Gioco Immagine

Post n°889 pubblicato il 09 Febbraio 2015 da Lady_Juliette
 

 

 

 

 

 

 

 


 

E’ alta l’acqua a Venezia. Le gondole approdano a San Marco e sfuggono dalle saracinesche abbassate dell’Harry’s Bar e del Florian per raggiungere le osterie dei campi verso l’Arsenale.
Umido ovunque in un cielo più nero che grigio. Una Venezia per pochi.
El Limba, il Saccagna, il Niagara e il Virgola sanno bene che oggi non intascheranno nessun ducato. Troppo pericoloso il vogare sul Canal. Meglio farsi un’ombra de vin e quattro chiacchiere e tirar tardi.
Ogni passo un tonfo, ma non è certo l’acqua che fa paura a un gondoliere.
Fra le calli deserte risuonano solo le voci chiassose dei quattro. Il Virgola cammina. E’ un’anomalia fra i gondolieri. Magro, tanto che quando rema pare proprio una virgola, muto come nessuno in laguna.
All’incrocio fra due calli appare una figura, scura più dell’aria attorno. E infreddolita, con un filo di voce chiede:
“Buongiorno signori, qualcuno di voi mi può accompagnare al Cannaregio per il Canal Grande?”
Il Niagara risponde secco: “Buongiorno signora, gnanca par morte morir.”
Rincara la dose il Saccagna: “Ma te vien dal Dòeo?”
El Limba chiude: “Ma ti vien da Maroco?”
Il Virgola la guarda bene. Cercando lo sguardo nascosto dal cappuccio del mantello intravede un prezioso ricamo di seta bianca sul volto:
“Vi porto io Signora, ma non si passa dal Canal, raggiungeremo il rio di san Zulan, poi per il rio di Santa Caterina entreremo nel rio della Misericordia, infine dovrete andare per calli.”
“Ma ti ga' ea lola? Virgola!”
“Eà se onga eà regata, Niagara.”
“Zè fora de vada, Virgola. N'demo a la furatola a magnar?”

“Allora Signora, cosa avete deciso?”
“Va bene come proponete voi, vi ringrazio Virgola. Ho casa dove il rio di San Marcuola entra nel Canal Grande, potrete portarmi direttamente a casa”
“Co rivo rivo si può fare”
Tornarono a San Marco. “Prego Signora, salite e riparatevi nella felze”
Il remo taglia l’acqua sia quando affonda nei rii, sia quando fluttua nell’aria. Virgola non guarda nemmeno per un attimo la Signora. Umidità che è quasi pioggia. Un viaggio che vale una giornata di lavoro, un remare dentro un labirinto che il Virgola conosce a memoria. Il movimento lento della voga disegna curve nell’aria, un gesto che rapisce la mente della Signora e gli occhi non si staccano più dalla figura a poppa. Oggi l’acqua è un deserto. Nessun incontro in questa triste e muta Venezia.
Arrivati a destinazione la Signora salda il conto al Virgola.
“Virgola, siete tutto bagnato, dovete tornare indietro, inutile che aspettiate qui, sapete bene che, con questo tempo, non troverete nessun altro cliente per coprire la corsa di ritorno. Vi ci vorrà un’altra ora abbondante per rientrare, un'altra ora immerso in questa acqua, accettate l'invito nella mia casa, giusto il tempo per scaldarvi, sarete mio ospite, vi preparerò una bevanda calda.”
“Avete ragione Signora. Per fare questo viaggio a tutti i costi, sto rischiando di buscarmi un malanno e perderei i prossimi giorni di lavoro. Accetto, fatemi strada.”
Le tende la mano per farla scendere direttamente sui gradini che danno sul Canal Grande e spariscono dietro il portone.
Del seguito il Virgola ricorda poco: il caldo della casa che asciuga l’umido delle ossa, il vapore della bevanda e dentro il vapore, lei, che gliela offre.
Ha indosso ancora il mantello.
Fra le mani un vassoio d’oro zecchino e una tazza di te fumante.
Lo appoggia su un tavolino.
Scioglie il laccio sotto il mento.
Resta solo col prezioso ricamo di seta bianca.
“Se volete vedermi il viso, non vi resta che togliermi il pizzo. Ve lo siete meritato.”


Sìe ore ea cresse, sìe ea càea.
Gondole di carta come desideri d’acqua ormeggiati ad un lampione.
Così è Venezia, acqua alta, sorpresa e mistero.
 
Essayer



Il mio cuore di carta
 
tra torbide acque
è il mio vagare
e mai scampo né tregua
ho, in conflitto
d'onda
il mio cuore di carta
fluttua agitato

il vento a strattoni
mi soffia feroce
giorni di disperati
turbini, ognuno
rimane un relitto
disperso e affannato
che dimena muscoli e fiato

oltre i pensieri
assenti, un faro s'erge
come un fantasma
di ciò ch'eravamo stelle di vita vera
prima di perderci
qui, in alto mare
mentre incombono nubi
che disegnano il quadro
di questi tempi
dipinti di buio dal buio
 
Lady_Anima




Confini di tempo

Come un turbine di vento
gli anni, le stagioni, le speranze
i silenzi
mulineranno, improvvisi, intorno a me
immobile
nella nuova, livida, sicura percezione
della vita
lasciata ormai alle spalle.

Più labile del guizzo
di una lucciola nel buio
mi parrà
il tempo consumato.

Allora si leverà, improvviso
un vento freddo
-il soffio del dio del mutamento
giunto dal passato a reclamare
ciò che gli appartiene-
e le prime folate di vento
tra lampi di illuminazione
e di dolore
spingeranno la mia fragile barca
nell'oscuro tumultuoso mare
solo la fragile corda del pensiero
mi terrà, per un attimo
sospesa all'ultimo barlume
di luce
che lento sparirà tra le onde
della mia vita mortale
ai confini del tempo
 
Strega_Morgause
 
 
Ormeggi

C'è qualcosa che ci fa di carta i corpi
Forse quel grumo di grisaglie sofferte all'orizzonte
vezzo impunito tra più sfumate volute
Legati ci fa sentire ad un lampione
galleggianti nel deserto acquoso cittadino
luccicanza nel mare inconscio tracimante...
E dire che luccichii e balenii fanno di noi esseri luminosi
disperse nel cielo anime d'altri mondi
ma con le membra saldamente ancorate e a mollo
strattonate dalla risacca strafottente...
E'un qualcosa che ci vuole opposti
ognuno per un senso cardinale
assi cartesiane sentimentali
vettori per mancati incontri
statisticamente ellittiche
tra l'una e l'altra le curve


 Woodenship

 
 

Luce nella Notte

E’ in questa notte
Grigia di nebbia che il battito opprime,
nera d’essenza
Che una ad una, io, taglierò le cime
Ed ogni pensiero
Come barca alla deriva
troverà il destino suo.

Sento vita questa notte
la serena calma di un’alba sicura
il batter d’ali sulla schiena
nella nebbia del tempo
farsi distinto, crescente.

Taglierò cime
Così che il lume viva
E risplenda, come diamante puro
E da lontano lo si veda
Nella notte …
In questa notte
Nera.

Across.The.Shadows

 


 
 
 

Gioco Immagine

Post n°888 pubblicato il 09 Febbraio 2015 da Lady_Juliette
 

 

 

Appari così raramente, tanto da far pensare che tu sia nascosto nell'ombra... E invece no! Avvolto di luce, come un lampione nelle sere di rada foschia, tieni le redini della mia immaginazione: tante piccole barchette che navigano serenamente in un immenso oceano; esse ti girano intorno vorticosamente, catturate dalle mille lucciole sprigionate dalla tua mente. Conscio del tuo carisma, avanzi verso me, fiero e bramoso; con lo sguardo trionfante e un sorriso appena accennato . Ti muovi a grandi falcate; il nero mantello posato sulle poderose spalle, svolazza discostando morbidamente i lembi per aprire il sipario sul tuo petto glabro. Le guizzanti fiammelle sprigionate dal tuo incarnato rovente, rivelano passione e lussuria. Bramoso e impaziente ingoi avidamente l'oggetto di cotanta goduria. Estinto il fuoco del desiderio, ti avvolgi nuovamente nella lucida lamiera; mentre il capo eretto risplende come un faro nell'oscurità. Riprendi il tuo ruolo di dispensatore emotivo; mentre io, con le mie imbarcazioni di carta, tiro i remi, e le lascio fluttuare docilmente nelle ribollenti acque della tua genialità.
LaScrivana



 
Prendi il largo
e poi ti arresti,
in balìa di quelle onde a te moleste:
non ti stacchi
da quel faro che, sicuro,
ti culla assieme alla marea...
Katartica_3000


 

 


La luce intensa e sconfinata dell'anima,
si fa coccolare intensamente
dal suono Dolce e calmo del mare
e come una barca che è quasi alla deriva
il vero e puro amore Torna
a nascere e a navigare
tra le onde Del puro amore a gonfie vele
Matteo
 


 
Troppe barchette attaccate
a quel lampione eh!
Meno male che son di carta
e alla prima tempesta affonderanno,
o forse quando l'acqua scenderà
rimarranno a penzoloni:
Perfida_Sciocca
 


 
Gli antichi navigatori navigavano a vista, senza mai perdere di vista quella stellla.. la più luminosa.
Claudio20125

 
Viceversa
(l'assenza di parole è già immagine)
le parole rimangono ancorate al palo
come fragili barchette
misty®
 


 
A nulla servono le tempeste,
se non a sciogliere quei legami
che razionalmente
non riusciremmo a slegare.
Perla

 


 
 
 

Gioco Immagine

Post n°887 pubblicato il 04 Febbraio 2015 da Lady_Juliette
 

 

 
 
 

Cosa vedi nell'Immagine 2

Post n°886 pubblicato il 17 Luglio 2014 da Lady_Juliette
 

Come una maschera
la libertà d'essere
c'intrappola
al ritmo di quel suono
che si perde nell'aria.
E noi incatenati ad essa
tentiamo di strapparla
dal viso per emergere e
tornare ad essere musica

@Alice

 

 

Oltre le nubi
ho disciolto illusioni
ho gettato via zavorre
e gioco con me stessa
una sfida per spostarmi
un po' più su
o precipitare in fondo

suona il violino
il sospeso tempo
e il mondo da laggiù
non riuscirà a capire
né inquadrare
le maschere che piangono
la vita
e alla morte
fanno l'occhiolino
Lady_Anima
 


Mezzelune di cielo

Quando sul far del giorno
peregrinano
discordanze di fieno secco
e ciuffi di ginestre
s’adombrano
nel rumore ostile
di fatalità metalliche
riaffiora un degrado interiore
di motivazioni viola
rarefatte nella foggia d’un ventaglio
che scomponga i raggi
nelle mezzelune di cielo
ove proiettarsi
rimboccando un’ancora di vento
e far riaffiorare parole dimenticate

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati


  
Ho costruito una macchina assurda, l’ho ancorata alle mie effimere maschere
Mi sono seduto su un pavimento a scacchiera ed ho aspettato di far vibrare le corde
L’archetto non ha fatto uscire nessun suono celestiale pur essendo di cielo sommerso
Che sciocco! La leggenda dell’energia racchiusa in magiche linee, catene e condizionamenti, ha avuto ancora la meglio. Simbologie arcaiche della verità
Ed è un attimo cadere dalla torre che d’avorio non è
Troppo deformi e caricaturali le facce per volare davvero 
AlfaZulu31
 

Ascolta come risuona
violino lancinante tra nuvole
E' il sole la posta in gioco
l'armonia dei suoi raggi l'azzardo
l'infingimento tra i vapori
muove viaggi fin sulla stratosfera
Woodenship
 
 Bambina mi arrampicavo sullo sgabello
e raggiungevo la scatola inanimata
piccole manine giravano la molla e
lo spettacolo prendeva vita

Occhi sgranati di stupore
saltimbanchi e scacchiera volante
marionette nude e maschere senza corpi
euforia di folli baccanali
e il violino strideva malinconico
inciampando nelle note
di ritmi ubriachi
fino a spegnersi nel giro di molla

Mi sussurra dolce voce
all'orecchio il segreto
Ciliegie le guance
sorridendo malandrina corro via

Ora non serve più lo sgabello
e lo spettacolo rivive eterno
nello stregato carillon

Chinandomi ti sussurro
con tono dolce e monello
il silenzioso segreto
Delicata carezza al tuo viso
che sorride compiaciuto e sereno

E torno a fuggir via
nella mia eterea e giocosa follia

Ai_leen 


 

Malinconia
Passa forte
Tra brani di cuore
Mosse sbagliate
Maschere di inutile Carnevale
Sopra quelle nuvole
Un sole scintilla
Non è
Il mio...
kurtz
 
Sospesa tra le nuvole
suono le mosse da compiere:
ogni mossa una vibrazione diversa.
Dondolio di note tra catene, dadi, torri
mentre sulla spalla
mi fa compagnia
un cardellino che canta
lieto e festoso
al ritmico del mio violino.
Sky_eagle
 
 


La maschera incatena
l'essere nel gioco della vita.
Liberandosene spiccherà il volo
e potrà suonare note di vita ed amore,
senza alcun conflitto interiore(morte).
Creando così un nuovo destino
LUCE55YOGI
 
 
 
Liberiamoci dalle Catene che Opprimo no la Nostra Vita, Fuori le Maschere, Passo dopo Passo, Mossa dopo Mossa, Viviamo le Intense Emozioni che la Vita ci Regala
Lux_Diaphanum
 
 

 Ho perso ogni partita
ormai
ma tra una maschera e l'altra
ritrovo la voce del mio violino.
Piange per me.
LividaFollia
 
 
La Vita è una partita a scacchi:
ma io più non barerò!
Non indosserò più alcuna maschera per vincere:
mi basterà affidarmi alle mie note e versi
per incidere la mia firma
sul destino infame!
katartica_3000
 
 
io che sto pensando a come fare per raggiungere i miei sogni piu' belli....
Blackpike1

 

 

IO 27-08-14 Hanno un peso i miei anni, nel difficile equilibrio tra esser pulcinella o leggiadra damigella. La vita è una partita, ai dadi una scommessa… si gioca finché non è finita spesso è una rimessa… Oscillo, tra sinistro cigolare di catene, innalzo melodia che dal cuore viene…. Canta triste il mio violino, nessuna emozione sui volti di porcellana, risponde solo un uccellino dalle ali di fine filigrana…
Rosella
  


Altana dei sogni: dei giochi dei simboli. Volo aereo ai limiti della conoscenza, un po' in balia, un pò certi, si lascia il dirigibile allo spazio indefinito col vento e tempo, suoni e forme ...
MisteroPagano
 
 


Più che vedere...sento...la musica nell'aria, disarmarla...avvolgerla, libera tra le immagini dei disegni delle proprie note...nell'attesa della fine del suo inizio...sospeso nel proprio sentire. Magia del volo dentro se stessi.
Hellah1

 
 
 
 
 

Cosa vedi nell'immagine I

Post n°884 pubblicato il 26 Giugno 2014 da Lady_Juliette
 



imparerò un giorno, forse,
a leggere il mondo
e non sarò più saggio di adesso
avrò conoscenza
quanta vorrò già da ora

ma senza un cuore
pulsante di fantasia
vestirò i miei giorni
della peggiore scuola
per fare dei miei suoni d'anima
un linguaggio diverso
in cima all'universo
Lady_Anima
 
 
 


Come raggiungere il cielo

Una fiaba da quegli occhi bambini
prolungamento di saggezza di righe
puntano il cielo sfumato lontano
mentre dalle pagine straripa natura
immaginifica e pervasiva
riversandosi fantasie confonde:
la carta era albero
saprà farsi domani
Woodenship
  


Per raggiungere il cielo ho coltivato la conoscenza raccolta nell’odore del cuoio antico, ho camminato paesaggi rigogliosi e aspri, ho disceso fiumi al mare, ho salito la cima dei monti, ho parlato con animali con un corno solo, ho abbracciato piante che mi hanno raccontato di un passato segreto, mi sono dissetato di stille rilasciate dai ghiacciai che mi consegnavano la storia del mondo, ho incontrato donne dalla pelle nera brillante e uomini urlanti dai volti dipinti, tutti parlavano di novelle mai udite…ma il cielo non l’ho mai toccato.
Ora che ho raggiunto il tempo, ho fatto pilastro portante del sapere, poi ho cancellato tutto e sono regredito sino all’innocenza, senza farmi più domande ho ripreso a giocare. Di colpo mi si è aperto il libro dell’universo, mi ci sono disteso sopra e ho aspettato che si richiudesse su di me.
Ora sono Cielo, mi guardo senza paure, posso essere ovunque.
Alfazulu31
 

 
C'era una volta...
un fiore che sapeva volare
una mano si avvicinò
il fiore disse:
non farlo...t'insegno a volare
ma la mano lo colse
ed il fiore morì
la mano divenne radice
incatenata alla terra
morendo...vivendo.
SweetGame
 
 

Seduto sul passato di grandi opere,
scrutano il futuro
nuove menti aperte all'orizzonte
che nascerà nell'alba del Giorno dopo.
Finché vi sarà curiosità del Sapere.
UnPòDeaUnPòBefana
 

 

Ci vedo la speranza di un mondo migliore, lo squarcio di luce nel cielo fa pensare al positivo, e il bimbo seduto sui libri per me significa la bellezza della cultura, gradino dopo gradino nella scala dei libri, simboleggia maggiore conoscenza e cultura, base di vita per noi tutti.
SilenLady
 

 
 
grande speranza.... energia positiva che MAI deve mancare

Semplice.E.Dolce

 

Ogni giorno il sole sorge per ricordarci che ciascuno di noi è importante sulla terra. Proprio Tu, quel giorno, potresti fare la differenza...
Luce78_2
 


 

Ammiro il sogno impossibile, Consapevole di combattere il nemico invincibile, sopportando il dolore insopportabile, correndo dove l'audace non osa andare, amando il puro aldila' di tutto, sforzandomi quando le braccia sono troppo stanche finche' non avro' raggiunto la stella irraggiungibile.
xalex27
 


 

Ogni libro è come un vascello che ti porta a navigare nel mare della fantasia...
Ti_faccio_un_regalo

 

Vedo minacce, oscure ed aliene...incombere sul nostro Mondo

Ravanar

 

Il Libro della Vita si apre, mi investe con la sua Sapienza..
Io così piccola e desiderosa di imparare, di assorbire ciò che può insegnarmi...
Mi siedo e.. Le pagine ad una ad una cominciano a sfogliarsi mostrandomi paesaggi incantati, foreste, deserti ed oasi dove ristorarmi, cieli immensi dove perdermi ..
Il percorso si snoda tra le insenature più buie, sperdute per giungere lassù dove la vista è meravigliosa e contemplativa..

Sky_Eagle


 
 
 

Cosa vedi nell'immagine? C'era una volta...

Post n°883 pubblicato il 21 Giugno 2014 da Lady_Juliette
 

 

 
 
 

Cosa vedi nell'immagine I

Post n°882 pubblicato il 30 Aprile 2014 da Lady_Juliette
 


Inquiete queste tenebre
amor mio      
danzami ancora sul viso   
con le tue mani
profumate di speziato olio
miele le tue labbra dissetano  

cullami nel tuo seno
un'ultima volta
per sentirmi nuovamente tuo
per poi
raggiungere l'alba
ritrovandoti in me

Resfire

 
 
 
vedere è il sentire ciò che c'è
leggendo dietro bende fallaci
il mondo sgretolato nel reale
e ricomposto
nel mosaico d'emozioni
che mai fingono
che dentro bruciano di verità
Lady_Anima
 

 
Voyeur
Allenti le corde dell’amore
scavando in estenuate perturbazioni
insite nella tua loggia sbilenca
Si discosta dall’incanto d’un credo sublime
l’estremo esilio d’un piacere ormai logoro
nel dissentire gestualità ovvie
estranee a un’uscita di senno
Urla intriganti approdi
nei fiati distorti
respirano clandestini in pianeti oscurati

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

 

 
 
 
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BANNERINO JULIETTE BOX LAT 7

 


 

GEMELLAGGIO

 

 

5 PUNTI PER UN BLOGGER BOX LAT 8

1. Sono una blogger e non cerco nient'altro che il confronto con l' altro. Confrontarsi significa esprimere un pensiero duttile che si presti ad essere confutato con quello altrui, fatta eccezione per i valori cristallizzati in ognuno.

2. Lascio commenti pubblici perché i feedback sono la linfa vitale per un blogger

3.
Non urto la sensibilità altrui con volgarità, offese, bestemmie, etc.

4. Non ho preferenze sessuali, razziali, religiose o culturali

5. Apprezzo le persone e non gli aggettivi (bello, brutto, basso, magro, ricco, povero, sporco cattivo, buono, etc.)

 
Citazioni nei Blog Amici: 159
 

BLOG DI QUALITÀ BOX LAT 5

 


"BLOG DI QUALITA'"

 
MOTIVAZIONE:
perché con un'idea geniale l'autrice ha saputo creare un salotto letterario presso il quale scrittori del web affluiscono per cimentarsi in una gara amatoriale di poesia.  Elegante, capace, umile, disponibile ai miglioramenti, attenta alla critica costruttiva, Lady Juliette ha saputo riunire un gruppo di amici dalla spiccata capacità. Sicuramente originale la sua iniziativa. Blog di cui non si può fare a meno.


 

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