Creato da ParoleAlMondo il 27/09/2009

P.O.E.S.I.A

viaggi tra immagini e parole

 

LA COROLLA DEL PAPAVERO

Post n°25 pubblicato il 02 Agosto 2014 da ParoleAlMondo
 

Emil Nolde, papaveri e novole rosse sera, 1949

 

Mi culla la corolla del papavero

Il mio sonno è lunghissimo. La strada

si agita laggiù da quattro ore.

Solo un tuo squillo potrebbe svegliarmi.

Non mi somiglia quest'inerzia, sono

da quando amo, tutt'altra persona.

Mi culli a lungo, mi culli il papavero,

se sarà lungo il mio sogno di te.

Maria Luisa Spaziani

 

 
 
 

L' ULTIMA VOLTA

Post n°24 pubblicato il 02 Giugno 2013 da ParoleAlMondo
 

Rivière, The garden of Eden

 

L'ultima volta che la vide
non sapeva che era l'ultima volta che la vedeva.
Perché?
Perché queste cose non si sanno mai.
Allora non fu gentile quell'ultima volta?
Sì, ma non a sufficienza
per l'eternità.

                                Vivian Lamarque

 
 
 

IL SIGNORE DELLA BUONANOTTE

Post n°23 pubblicato il 28 Novembre 2012 da ParoleAlMondo
 

 

Da un letto lontano lontano con tutta la migliore
se stessa buonanotte gli augurava
C'era la luna?
Oh sì la luna e anche le mille stelle, più le fronde
degli alberi e le addormentate acque, con tutto
tutto buonanotte gli augurava.
E il signore sentiva?
Sì il signore piano piano sentiva, mentre si addormentava.

(Vivian Lamarque)

 
 
 

LIEVE OFFERTA

Post n°22 pubblicato il 28 Ottobre 2012 da ParoleAlMondo
 


Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera
come le estreme foglie
dei pioppi, che s’accendono di sole
in cima ai tronchi fasciati
di nebbia -

Vorrei condurti con le mie parole
per un deserto viale, segnato
d’esili ombre -
fino a una valle d’erboso silenzio,
al lago -
ove tinnisce per un fiato d’aria
il canneto
e le libellule si trastullano
con l’acqua non profonda -

Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera,
che la mia poesia ti fosse un ponte,
sottile e saldo,
bianco -
sulle oscure voragini
della terra.
(Antonia Pozzi)

 
 
 

CENTO SONETTI D'AMORE, XVII

Post n°21 pubblicato il 21 Maggio 2012 da ParoleAlMondo
 

Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, entro l'ombra e l'anima.

T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T'amo senza sapere come, nè quando nè da dove,
t'amo direttamente senza problemi nè orgoglio:
così ti amo perchè non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

Pablo Neruda

 
 
 

SANGUINE

Post n°20 pubblicato il 18 Maggio 2012 da ParoleAlMondo
 

 

La fermeture éclair a glissé sur tes reins
et tout l’orage heureux de ton corps amoureux
au beau milieu de l’ombre
a éclaté soudain
Et ta robe en tombant sur le parquet ciré
n’a pas fait plus de bruit
qu’une écorce d’orange tombant sur un tapis
Mais sous nos pieds
ses petits boutons de nacre craquaient comme des pépins
Sanguine
joli fruit
la pointe de ton sein
a tracé une nouvelle ligne de chance
dans le creux de ma main
Sanguine
joli fruit
Soleil de nuit.

J.Prévert

 
 
 

A OGNI INIZIO DI NOTTE

Post n°19 pubblicato il 17 Maggio 2012 da ParoleAlMondo
 

 

 

A ogni inizio di notte
gli inviava pensieri,
adeguati all’ora del silenzio e dei baci.
E gli adeguati pensieri,
di tetto in tetto scivolando,
a lui quasi preso dal sonno giungevano
appena appena in tempo,
quasi in ritardo.

Vivian Lamarque

 
 
 

A MEZZO MAGGIO

Post n°18 pubblicato il 31 Maggio 2011 da ParoleAlMondo
 



Hennessy W.J. , Fiori di maggio, 1885

A mezzo maggio migrano dai prati
le lucciolette e vanno sul frumento,
come un soave aroma le conduce ;
e, balenando dentro l' aria scura,
cercano ì fiori delle verdi ariste.
Tutta la vasta piana è un luccichio.
A mezzo maggio presso i casolari
le fragolette odorano negli orti
soavemente. Dalle vìe propinque
i bei garzoni accordan le chitarre
per liberar le allegre serenate...
Va nella cheta notte un arpeggio.
Enrico Panzacchi

 
 
 

MARZO

Post n°17 pubblicato il 20 Marzo 2011 da ParoleAlMondo
 

 

Van Gogh, ramo di mandorlo

Oggi la primavera
è un vino effervescente.
Spumeggia il primo verde
sui grandi olmi fioriti a ciuffi:
Verdi persiane squillano
su rosse facciate
che il chiaro allegro vento
di marzo pulisce:
Tutto è color di prato.
Anche l'edera è illusa,
la borraccina è più verde
sui vecchi tronchi immemori
che non hanno stagione.
Scossa da un fiato immenso

la città vive un giorno
d'umori campestri.
Ebbra la primavera
corre nel sangue.

Vincenzo Cardarelli

 
 
 

MARMELLATA DOLCE

Post n°16 pubblicato il 05 Dicembre 2010 da ParoleAlMondo
 

 

C'era della marmellata dolce 
   Sulla maniglia della porta
   Ma ho represso la rabbia
   Che mi saliva dentro
   Perché pensai al giorno
   In cui la maniglia sarebbe stata pulita
   E la piccola mano
   Sparita 

Seamus O'Neill (poeta irlandese)


 
 
 

NON HO BISOGNO DI DENARO

Post n°15 pubblicato il 08 Novembre 2010 da ParoleAlMondo
 

 

Ho bisogno di sentimenti,
di parole,
di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano
danzare le statue,
di stelle che mormorino
all' orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni
e dà colori nuovi.

                                 (Alda Merini)


 

 
 
 

BALLATA DELLE DONNE

Post n°14 pubblicato il 22 Maggio 2010 da ParoleAlMondo
 

 

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

Edoardo Sanguineti

 

 
 
 

ODE AL GATTO

Post n°13 pubblicato il 17 Febbraio 2010 da ParoleAlMondo
 

Gli animali furono imperfetti,
lunghi di coda,
plumbei di testa.
Piano piano si misero in ordine,
divennero paesaggio,
acquistarono nèi, grazia, volo.
Il gatto,
soltanto il gatto
apparve completo
e orgoglioso: nacque completamente rifinito,
cammina solo e sa quello che vuole.

L'uomo vuol essere pesce e uccello,
il serpente vorrebbe avere le ali,
il cane è un leone spaesato,
l'ingegnere vuol essere poeta,
la mosca studia per rondine,
il poeta cerca di imitare la mosca,
ma il gatto
vuole essere solo gatto
ed ogni gatto è gatto
dai baffi alla coda,
dal fiuto al topo vivo,
dalla notte fino ai suoi occhi d'oro.

Non c'è unità
come la sua,
non hanno
la luna o il fiore
una tale coesione:
è una sola cosa
come il sole o il topazio,
e l'elastica linea del suo corpo,
salda e sottile, è come
la linea della prua di una nave.
I suoi occhi gialli
hanno lasciato una sola fessura
per gettarvi le monete della notte.

Oh piccolo
imperatore senz'orbe,
conquistatore senza patria,
minima tigre da salotto,
nuziale sultano del cielo
delle tegole erotiche,
il vento dell'amore
all'aria aperta
reclami
quando passi
e posi
quattro piedi delicati
sul suolo,
fiutando,
diffidando
di ogni cosa terrestre,
perché tutto è immondo
per l'immacolato piede del gatto.

Oh fiera indipendente della casa,
arrogante vestigio della notte,
neghittoso, ginnastico
ed estraneo,
profondissimo gatto,
poliziotto segreto
delle stanze,
insegna
di un irreperibile velluto,
probabilmente non c'è enigma
nel tuo contegno,
forse sei mistero,
tutti sanno di te ed appartieni
all'abitante meno misterioso,
forse tutti si credono padroni,
proprietari, parenti
di gatti, compagni, colleghi,
discepoli o amici
del proprio gatto.

Io no.
Io non sono d'accordo.
Io non conosco il gatto.
So tutto, la vita e il suo arcipelago,
il mare e la città incalcolabile,
la botanica,
il gineceo coi suoi peccati,
il per e il meno della matematica,
gl'imbuti vulcanici del mondo,
il guscio irreale del coccodrillo,
la bontà ignorata del pompiere,
l'atavismo azzurro del sacerdote,
ma non riesco a decifrare il gatto.
Sul suo distacco la ragione slitta,
numeri d'oro stanno nei suoi occhi.

Pablo Neruda

 
 
 

PRIMO GIORNO DELL' ANNO

Post n°12 pubblicato il 02 Gennaio 2010 da ParoleAlMondo
 

Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.


Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli...
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell'ombra.


Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell'anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.
(Pablo Neruda)


Dedico questa poesia, che io amo molto, a tutti quelli che passano di qua,
amici e capitati per caso.
con l'augurio che si possano realizzare le speranze più belle di tutti


  
 
  
  
  

 

 

 

 

 
 
 

E VIENE IL TEMPO

Post n°11 pubblicato il 26 Dicembre 2009 da ParoleAlMondo
 

E viene il tempo
del corvo nero
sulla neve bianca.
Un'isola di ghiaccio
sopra il fiume
porta il corvo lontano.
E il corvo canta-cra-
io solo sono nero
in questo mondo bianco.

D'estate vorrei essere
bianco come un gabbiano
sull'azzurro del mare,
ma su questo mondo candido
_cra-cra_io solo sono nero.

(E.Borchers)

Monet, la pie

 
 
 

E LA NEVE VENNE

Post n°10 pubblicato il 19 Dicembre 2009 da ParoleAlMondo
 

E la neve venne

venne verso sera

giù dall'alto dei cieli volava

a seconda del vento

e nel volo oscillava...

Ed il mattino

era davvero tanta

ed era davvero bella...

Giaceva

fresca e scintillante

e ognuno ne restava abbagliato.

(E. Evtusenko)


 
 
 

LA ROSA BIANCA

Post n°9 pubblicato il 03 Novembre 2009 da ParoleAlMondo
 

Coglierò per te
l'ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
 Le avide api l'hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
E' un ritratto di te a trent'anni,
un pò smemorata, come tu sarai allora

Attilio Bertolucci


 
 
 

Poesie di Alda

Post n°8 pubblicato il 01 Novembre 2009 da ParoleAlMondo
 

(Sono una piccola ape furibonda.)
 Mi piace cambiare di colore.
 Mi piace cambiare di misura.

Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all' orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

ricordo di Alda Merini

grande poetessa italiana

morta oggi, 1 novembre 2009,

a Milano

 
 
 

SERA D' OTTOBRE

Post n°7 pubblicato il 15 Ottobre 2009 da ParoleAlMondo
 

Lungo la strada vedi su la siepe

ridere a mazzi le vermiglie bacche:

nei campi arati tornano al presepe

tarde le vacche...

Vien per la strada un povero che il lento

passo tra le foglie stridule trascina:

nei campi intona una fanciulla al vento:

Fiore di spina!

Giovanni Pascoli

 
 
 

IMMIGRATA SENZA VOTO

Post n°6 pubblicato il 11 Ottobre 2009 da ParoleAlMondo
 

Mi aggiro rotonda

nella città quadrata

spigoli arrestano il fiato

riconosco che non vuoi vedermi

non vuoi baciarmi

no mirarme no besarme

invece baciami

besame mucho

per quello che sono

per quello che tu non sei in me.

Candelaria Romero


 
 
 
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