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L'ABITUDINE A FARE CONFRONTI

La gelosia è confronto. E ci è stato insegnato a fare confronti, è un condizionamento profondo, per cui viviamo in un perenne confronto. Qualcuno ha una casa migliore della nostra, qualcun'altro un corpo migliore, oppure ha più soldi, oppure una personalità più carismatica. Se continui a fare confronti, se continui  a paragonarti con chiunque ti passi vicino, l'unico frutto inevitabile sarà una gelosia smisurata: è una conseguenza del condizionamento a fare confronti che ci è stato imposto. Viceversa, se abbandoni ogni confronto, la gelosia scompare. In questo caso, sai semplicemente mchi sei, e non sei nessun altro se non te stesso, ne occorre che tu sia diverso da ciò che sei. E' un bene che tu non ti paragoni agli alberi, altrimenti verresti roso dalla gelosia: perchè non sei verde? E come mai Dio è stato così severo con te da non darti nessun fiore? E' un bene che non ti paragoni agli uccelli, ai fiumi, alle montagne, altrimenti soffriresti immensamente. Ti limiti a paragonarti agli esseri umani, poichè sei stato condizionato a fare solo questo tipo di confronto; non ti paragoni ai pavoni e ai pappagalli...altrimenti la tua gelosia ingigantirebbe a dismisura: ne saresti così gravato da non riuscire affatto a vivere!

Osho

 
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Post n°3 pubblicato il 15 Luglio 2007 da salima1980

IL GRAMMATICO E IL DERVISCIO

 In una notte senza luna un derviscio, passando vicino a un pozzo prosciugato, sentì un grido: una voce cavernosa chiedeva aiuto. "Chi è laggiù?", chiese il derviscio, sporgendosi.

   "Sono un grammatico e, poiché non conosco
 la strada, sono caduto inavvertitamente in questo
 profondo pozzo dove mi trovo ora, praticamente
immobilizzato", rispose la voce.
   "Tieniti, amico, vado a prendere una scala e corda",
disse il derviscio.
   "Un momento, prego", rispose il grammatico.
 "La tua sintassi e la tua pronuncia sono difettose;
 ti prego di correggerle".
   "Se questo è così importante per te, più importante
 dell'essenziale", gridò il derviscio, "allora è meglio che 
tu rimanga lì dove sei finché io non imparo a parlare
correttamente".
   E proseguì per la sua strada.
Quante volte Allah, siamo così impegnati a seguire alla lettera le scritture, ad eseguire correttamente le pratiche, che ci scordiamo il vero e profondo significato del loro contenuto? Quante volte ciechi ed inflessibili, arriviamo perfino a nuocere a noi stessi e agli altri pur di mantenere una determinata forma?
Oh Allah, riempi il nostro cuore del tuo amore divino, fa che riusciamo a leggere tra le righe, fa che la forma determini la nostra costanza nel cercarti e non si trasformi in un impedimento alla nostra crescita interiore. Aiutaci o glorioso Allah, a saper scindere dalla forma qualora ci rendiamo conto che è in contrasto con il significato più profondo del tuo amore. Innalza il nostro livello di coscienza, donaci la capacità in ogni situazione di uniformarci al vero volere divino, donaci la flessibilità di non inalberarci in schemi mentali ed abitudini ma di danzare al ritmo del tuo amore, in perfetta armonia con il Tutto, in perfetta armonia con il Tuo volere.
salima

 
 
 
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Un blog di: salima1980
Data di creazione: 10/07/2007
 

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PENSIERO POSITIVO

Da "Guarisci il tuo corpo" di Louise Hay

Esattamente in questo luogo ed esattamente in questo momento, nella nostra mente. Non è importante da quanto duri l'influenza di schemi mentali negativi, di una malattia, di una cattiva relazione, da quanto si protraggono i problemi finanziari, o l'odio verso noi stessi: possiamo cominciare a cambiare da oggi. Sono stati i pensieri che abbiamo nutrito e le parole che abbiamo ripetutamente usato a creare la nostra vita e le nostre esperienze. Tuttavia, i pensieri del passato hanno già svolto la loro funzione ciò che scegliamo di pensare e di dire oggi, in questo momento, creerà il nostro domani e i giorni, le settimane, i mesi e gli anni che seguiranno. Il momento in cui puoi è sempre quello attuale. Adesso cominciamo a operare cambiamenti, a liberarci dalle vecchie insensate opinioni. Adesso. Anche il più timido inizio produrrà una differenza. Da bambini eravamo pura gioia e amore. Sapevamo quanto eravamo importanti, sentivamo di essere al centro dell'universo; avevamo tanto coraggio, chiedevamo quello che volevamo ed esprimevamo apertamente tutti i sentimenti . Amavamo totlalmente noi stessi, ogni parte del nostro corpo, compresi gli escrementi. Sapevamo, cioè, di essere perfetti. E' questa la verità della nostra esistenza: tutto il resto è costituito da irragionevoli modelli di pensiero che abbiamo imparato e che è ancora possibile disimparare. Quante volte abbiamo ripetuto: "Sono fatto in questo modo", oppure "E' così." Quello che in realtà affermiamo è ciò che "crediamo sia vero per noi". Di solito quello in cui crediamo è soltanto un'opinione altrui, che abbiamo accettato e incorporato nel nostro sistema di convinzioni e che si accorda con quest'ultimo. Se da bambini ci è stato insegnato che il mondo è spaventoso tutto quello che risulta in accordo con tale convinzione viene da noi accettato come veritiero come, ad esempio le asserzioni:"Non fidarti degli sconosciuti", "Non uscire di notte", "La gente ti imbroglia". Viceversa, se nei primi anni di vita ci è stato insegnato che il mondo è sicuro e gioioso, prestiamo ascolto ad altre affermazioni, quali: "L'amore è ovunque", "La gente è cordiale", "I soldi non sono mai un problema" e via dicendo. Le esperienze di vita rispecchiano le nostre convinzioni. Raramente però queste ultime vengono messe in dubbio. A tal fine potreste, per esempio, chiedervi: "Perchè credo che mi sia difficile imparare? Ciò è effettivamente vero? E' vero per me, adesso? Da dove nasce questa convinzione? Credo che sia così perchè un insegnante, quando ero in prima elementare, me lo ha ripetuto infinite volte? Starei meglio se mi liberassi di questa convinzione?". Fermatevi per un istante sui vostri pensieri. Che cosa pensate in questo momento? Premesso che i pensieri modellano la vita e le esperienze, vorreste che il pensiero in questione si concretizzi? Se si tratta di un pensiero di preoccupazione, di collera, di dolore o di vendetta, come pensate che esso ritorni a voi? Se desiderate una vita gioiosa, dobbiamo avere pensieri gioiosi. Qualsiasi cosa esterniamo mentalmente o verbalmente ritornerà in forma analoga. Passate un po' di tempo ad ascoltare le parole che pronunciate: se vi sentire ripetere un concetto tre volte annotatelo. Per voi è infatti diventato uno schema. Alla fine della settimana esaminate l'elenco che avete compilato e noterete che le parole impiegate corrispondono alle esperienze vissute. Siate disposti a modificare parole e pensieri e a osservare la vita che cambia. Per controllare la vostra esistenza dovete controllare parole e pensieri: solo voi pensate nella vostra mente nessun altro può farlo."