ASCOLTA TUA MADRE

LE LACRIME DI UNA MADRE NON ASCOLTATA

 

FERMIAMO LA LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA

 

TELEFONO VERDE "SOS VITA" 800813000

CHE COSA E' IL TELEFONO "SOS VITA"?
 
È un telefono “salva-vite”, che aspetta soltanto la tua chiamata. E' un telefono verde, come la speranza la telefonata non ti costa nulla,
Vuole salvare le mamme in difficoltà e, con loro, salvare la vita dei figli che ancora esse portano in grembo.
E quasi sempre ci riesce, perché con lui lavorano 250 Centri di aiuto alla vita.
 
Il Movimento per la vita lo ha pensato per te
 
Puoi parlare con questo telefono da qualsiasi luogo d’Italia: componi sempre lo stesso numero: 800813000.
 
Risponde un piccolo gruppo di persone di provata maturità e capacità, fortemente motivate e dotate di una consolidata esperienza di lavoro nei Centri di aiuto alla vita (Cav) e di una approfondita conoscenza delle strutture di sostegno a livello nazionale. La risposta, infatti, non è soltanto telefonica.
 
Questo telefono non ti dà soltanto ascolto, incoraggiamento, amicizia, ma attiva immediatamente un concreto sostegno di pronto intervento attraverso una rete di 250 Centri di aiuto alla vita e di oltre 260 Movimenti per la vita sparsi in tutta Italia.

 
DUE MINUTI PER LA VITA

Due minuti al giorno è il tempo che invitiamo ad offrire per aderire alla grande iniziativa di
preghiera per la vita nascente che si sta diffondendo in Italia dal 7 ottobre 2005 in
occasione della festa e sotto la protezione della Beata Vergine Maria, Regina del Santo Rosario.
Nella preghiera vengono ricordati ed affidati a Dio:
 i milioni di bambini uccisi nel mondo con l’aborto,
 le donne che hanno abortito e quelle che sono ancora in tempo per cambiare idea,
 i padri che hanno favorito o subito un aborto volontario o che attualmente si trovano accanto ad
una donna che sta pensando di abortire,
 i medici che praticano aborti ed il personale sanitario coinvolto, i farmacisti che vendono i
prodotti abortivi e tutti coloro che provocano la diffusione nella società della mentalità abortista,
 tutte le persone che, a qualsiasi livello, si spendono per la difesa della vita fin dal concepimento.
Le preghiere da recitarsi, secondo queste intenzioni, sono:
 Salve Regina,
 Preghiera finale della Lettera Enciclica Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II
 Angelo di Dio,
 Eterno riposo.
Il progetto è quello di trovare 150.000 persone, che ogni giorno recitino le preghiere. Il numero corrisponde a quello - leggermente approssimato per eccesso – degli aborti accertati che vengono compiuti ogni giorno nel mondo, senza poter conteggiare quelli clandestini e quelli avvenuti tramite pillola del giorno dopo. Per raggiungere tale obiettivo occorre l’aiuto generoso di tutti coloro che hanno a cuore la difesa della vita.

“Con iniziative straordinarie e nella preghiera abituale,
da ogni comunità cristiana, da ogni gruppo o associazione,
da ogni famiglia e dal cuore di ogni credente,
si elevi una supplica appassionata a Dio,
Creatore e amante della vita.”
(Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae, n. 100)

Ulteriori informazioni su: www.dueminutiperlavita.info
 

PREGHIERA A MARIA PER LA VITA GIOVANNI PAOLO II

O Maria, aurora del mondo nuovo, Madre dei viventi,
affidiamo a Te la causa della vita:
guarda, o Madre, al numero sconfinato di bimbi cui viene impedito di nascere,
di poveri cui è reso difficile vivere, di uomini e donne vittime di disumana violenza, di anziani e malati uccisi dall'indifferenza o da una presunta pietà.
Fà che quanti credono nel tuo Figlio sappiano annunciare con franchezza e amore agli uomini del nostro tempo il Vangelo della vita.
Ottieni loro la grazia di accoglierlo come dono sempre nuovo,
la gioia di celebrarlo con gratitudine in tutta la loro esistenza
e il coraggio di testimoniarlo con tenacia operosa, per costruire,
insieme con tutti gli uomini di buona volontà, la civiltà della verità e dell'amore
a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.
Giovanni Paolo II


 

AREA PERSONALE

 

 

CHI HA PAURA DEL PRESEPE? RISPOSTA SEMPLICE, CHI LOTTA CONTRO DIO!!!

Post n°9549 pubblicato il 12 Dicembre 2017 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

La lotta contro il presepe è lotta contro Dio, contro la vita e la fede. Grazie al Cielo però c'è un popolo che non "dorme" e che vigila alla difesa dei propri valori e delle proprie tradizioni. Fare il Presepe oggi non è più semplicemente osservare un'antica tradizione, ma compiere un atto di libertà.

Siamo monache, ma non per questo estranee all’umanità e agli eventi che fanno parte del mondo, e ci sentiamo ferite dall’insolita “guerra” posta in atto contro il Natale di Gesù Bambino e contro il simbolo che lo rappresenta ormai da secoli: il Presepe. Dal mondo giungono notizie veramente dolorose, di guerre vere, di martiri, di attentati, di crisi economiche e fallimenti di banche, eppure, qualcuno qui nel nostro paese, è disturbato dalla festa per la nascita di un piccolo Bambino e da piccole o grandi statuine che lo rappresentano. Possibile che qualcuno abbia paura di un Bambino? Cos’ha questo Bambino fragile e indifeso da incutere tanto timore da volerlo cancellare dalla vista e, possibilmente, dalla memoria? Forse chi lo contrasta vede qualcosa che lo disturba: vede il Re, colui che ora come allora fa tremare i potenti, rovescia i troni e innalza gli umili. Come 2000 anni fa abbiamo degni eredi di Erode in cerca del Bambino per ucciderlo. Quello che stupisce è che questa ostilità non è opera di non credenti o fedeli di altre religioni, ma di chi in nome di un presunto rispetto della diversa sensibilità e delle idee (?), dietro cui si nasconde, vorrebbe eliminare il Natale. Ma non viene il dubbio che anche questa macchinazione non rispetta la sensibilità di chi crede in un Dio che è entrato nel tempo e si è incarnato per poterci elevare a Lui e glorificarci nell’eternità? Francamente, tanta ostilità concretizzata negli atti repressivi e sacrileghi che la cronaca ci sottopone in questi giorni, ha il sapore amaro di una cristiano-fobia sempre più fattiva.

Eppure, abbiamo delle splendide testimonianze che ci raccontano i nostri amici, di momenti bellissimi in cui dei bambini, cristiani e musulmani insieme, si divertono a costruire il loro presepe, sotto lo sguardo divertito delle mamme, di fede diversa, ma unite dallo stesso amore e dallo stesso rispetto. Veniamo a conoscenza di padri musulmani che si ribellano (loro, non quelli cristiani!) ai presidi che vogliono togliere i crocifissi dalle scuole, perché rivendicano per i figli la possibilità di vivere in un mondo in cui si insegni il reciproco rispetto pur nella diversità di colori, usi, lingue o religioni. E fa male, quando leggi che addirittura dei sacerdoti accettano di non celebrare la messa di Natale in scuole storicamente cattoliche perché … la celebrazione eucaristica non sarebbe stata condivisa dalla maggior parte degli studenti. Senza considerare gli oltraggi pubblici perpetrati contro le statuine di Gesù Bambino esposte in luoghi pubblici!
Vorrei che iniziassimo tutti, ma proprio tutti, a difendere le nostre tradizioni, la nostra cultura, la nostra fede. Ricordo che quando ero piccola, nei primi anni della nostra vita, non avevamo un presepe, perché la nostra famiglia aveva possibilità economiche limitate. Quando finalmente fu possibile acquistarne uno era poverissimo, una piccola capanna con Gesù, la Madonna, San Giuseppe, il bue e l’asinello, ma per noi era stupendo! C’era un piccolo Gesù Bambino che ci guardava! Piano piano, negli anni, abbiamo iniziato ad aggiungere una pecorella, poi un pastore, una casetta, finché alla fine era diventato un piccolo paesaggio montano. Ma che gioia prepararlo con papà sdraiati per terra! Perché voler privare i figli di oggi di questi momenti di una bellezza intima che resterà per sempre nel loro cuore? Difendiamo il loro diritto ad avere una storia e delle radici che gli hanno dato la vita. Un uomo senza radici è come una pianta sradicata che, piano piano, muore e neanche se ne accorge.
Nel periodo natalizio si andava tutti a piazza Navona che, tradizionalmente, accoglieva presepi, addobbi natalizi e la mitica “Befana”, tanto cara ai romani di un tempo, sia adulti che bambini
… Siamo sicuri che non si potevano risolvere diversamente le difficoltà e mantenere viva questa nostra festa? Se la mia voce avesse un eco pubblico, inviterei tutti il 6 gennaio, festa dell’Epifania, ad andare nella piazza principale della propria città, a Roma ovviamente a piazza Navona, portando ognuno una statuetta, piccola, grande, bella, brutta, e costruire insieme un presepe che gridi la nostra voglia di non farci rubare la nostra fede e le nostre tradizioni. Se potessi, verrei anche io con la mia statuetta di Gesù Bambino!
Intanto, nel nostro monastero abbiamo fatto tantissimi presepi, alcuni molto elaborati, come quello della chiesa e della Cappellina dove facciamo l’adorazione notturna, altri fatti con oggetti semplici che fanno parte della vita quotidiana familiare, come scaglie e sapone in polvere, bottigliette vuote della cucina, piccoli libricini, materiali che portano Lui nel presente, e li abbiamo preparati in ogni ambiente, in ogni corridoio, in ogni angolo, perfino in bagno! Perché ad ogni passo lo sguardo ci riconduca al mistero di questo Dio incarnato che dai Cieli è sceso fino a noi per portarci nel suo Paradiso … Per offrire tanti Presepi al Signore che viene, anche per chi non lo vuole e nega il piacere di farne ad altri o li distrugge. Piccoli atti e pensieri d’amore per Colui che, ancora oggi, viene a farsi massacrare da noi, per noi.

Fonte: CulturaCattolica - sr Maria Annunziata -Sr. Maria Gloria

PREGHIERA DAVANTI AL PRESEPE

Signore, Gesù vengo davanti al tuo presepio con il cuore pieno di fiducia e di tenerezza. Voglio essere come i pastori che nel cuore della notte si sono alzati per andare a vedere il Salvatore.
Apri anche le mie orecchie per sentire il canto di pace degli angeli e i miei occhi per vedere in te il Principe della Pace. Che io ti riconosca come il Messia nella mia vita e mi metta alla tua presenza, come vedo fare al tuo papà e alla tua mamma in questo presepio.

Tu vieni nel mondo per riconciliare il cielo e la terra. Vieni a riconciliare anche me con il Padre.
Voglio stare un po’ con te nella tua grotta: solo qui accanto a te troverò pace e riposo, i miei dubbi si muteranno in certezze, i miei affanni in quiete, la mia tristezza in gioia, il mio turbamento in serenità. In questo spazio troverà sollievo il mio dolore, acquisterò coraggio per superare la paura, mi riempirò di generosità per non arrendermi all’avvilimento e per riprendere il cammino della speranza.

Maria, vedo nel tuo volto la somiglianza con Gesù. Tu dai alla luce Colui che è la nostra riconciliazione.
Madre, mi rifugio in te e sotto la tua protezione imploro il perdono di Dio. Rendimi somigliante a Lui, per essere come lui Misericordia

San Giuseppe, insegnami a proteggere la presenza di Dio in me come tu hai protetto Gesù Bambino e tua moglie Maria. Aiutami, con l’aiuto dei SS. Angeli, a riconoscere i subdoli attacchi di chi vorrebbe uccidere in me la presenza viva del Signore che il Padre ha voluto per me nel giorno del mio Battesimo. Che, dopo la visita a questo presepio, io guardi Gesù e Maria con lo stesso amore che posso ammirare nei tuoi occhi.

Angeli Santi di Dio continuate ad essere come oggi la voce di Dio che mi chiama, invitandomi ad alzarmi dal buio in cui cado a causa delle mie debolezze e del peccato.

Gloria a Dio! Alleluia!

- josemariaescriva -

 
 
 

I MIRACOLI DI GESU' SONO ACCADUTI REALMENTE E NON SONO FANTASIE DEGLI EVANGELISTI

Post n°9548 pubblicato il 09 Novembre 2017 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

Che i miracoli dei Vangeli siano aggiunte postume, come vogliono certi critici moderni, è:


a) un’affermazione non solo gratuita, ma contro la verità storica, perché essi sono contenuti in tutti i codici antichi dei Vangeli ed anche nei papiri;

b) un’affermazione contro la logica. Senza i miracoli non si spiegherebbe:

- né come tutti i malati cercavano Gesù;
- né come le folle lo seguivano;
- né come i discepoli avevano abbandonato il lavoro e le famiglie per seguirlo;
- né come migliaia di Ebrei lo credettero Dio e si fecero uccidere per lui, insieme con centinaia di migliaia di pagani.
Giustamente è stato osservato che, se i popoli si fossero convertiti a Gesù senza i miracoli, questo sarebbe stato un miracolo cento volte superiore.

2. I miracoli di Gesù: fatti storici

I miracoli di Gesù sono così intimamente intrecciati con tutti gli altri avvenimenti della sua vita, con le sue parole, con la sua stessa sorte personale che non si possono “togliere” dal Vangelo senza distruggere e rendere incomprensibile il Vangelo stesso [Gesù sarà ricercato dai capi del Sinedrio e dai suoi avversari proprio a causa dei miracoli che compie. Questa decisione maturò in modo drammatico dopo che Gesù ebbe operato lo strepitoso miracolo della risurrezione di Lazzaro (Gv 11,4 -44). Questo miracolo, evidentemente frutto di un potere proprio ed esclusivo di Dio, compiuto su un cadavere già in decomposizione sotto gli occhi di tutti gli intervenuti al funerale, determina la decisione di uccidere Gesù. “I sommi Sacerdoti e i Farisei riunirono il Sinedrio e dissero: che facciamo? Quest’uomo compie molti segni, se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui, e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione. Da quel giorno, dunque, decisero di ucciderlo” (Gv 11, 45-53)].
Che i miracoli di Gesù siano realmente avvenuti ne è prova il fatto che nessuno dei suoi avversari ha osato negarli.
Gli stessi suoi nemici lo riconoscono quando lo insultano morente sulla croce: “ha salvato gli altri, salvi se stesso dalla croce e gli crederemo!” (Mt 27,42).

3. I miracoli di Gesù: interventi divini

Abbiamo detto che i miracoli di Gesù sono fatti storici: ora dobbiamo sottolineare che essi sono anche fatti divini, nel senso che, nelle circostanze concrete in cui sono avvenuti, solo Uno che è Dio poteva produrli.
Solo per fare qualche esempio, la guarigione del cieco nato di Gerusalemme è operata da Gesù con mezzi (il fango, l’acqua) che ancora oggi nessuno, nonostante i progressi della scienza, ritiene efficaci per guarire dalla cecità (Gv cap. 9).
Lo stesso si dica per la guarigione, a distanza, dei dieci lebbrosi (e la lebbra è una malattia organica che, se curata a lungo può sì regredire ma non sparire ad un comando!) (Lc 17,11-19; o per la resurrezione del figlio della vedova di Naim, con il quale Gesù si imbatté casualmente sulla via della sepoltura e al quale ridà la vita con un semplice comando! (Lc 7,11-17).

4. miracoli di Gesù: segni profetici

I miracoli di Gesù sono segni profetici perché finalizzati a suscitare fede in Lui. Gesù non ha mai operato miracoli per fare spettacolo; anzi, si è sempre mostrato contrario ad ogni esibizione di potenza come fine a se stessa: alla richiesta dei suoi compaesani di Nazareth che volevano vedere qualche prodigio, egli non acconsente (Lc 4,23-24), e così rifiuta di esaudire le medesime richieste fattegli da Erode (Lc 23,8-12).
Gesù compie i suoi interventi divini per rivelare Se stesso come il Messia atteso, come il Figlio di Dio venuto a salvare l’umanità. Al paralitico di Cafàrnao dice: “ti sono perdonati i peccati”. I Farisei presenti si scandalizzano pensando giustamente: “solo Dio può perdonare i peccati”. Allora Gesù afferma con solennità: “perché sappiate che il Figlio dell’Uomo ha il potere di perdonare i peccati, io dico a quest’uomo: alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua!”. E così avvenne sotto gli occhi esterrefatti di amici ed avversari (Mc 2,9-14).
Qui il miracolo è evidentemente orientato a rivelare la divinità di Gesù e la venuta del regno di Dio sulla terra; ma la stessa cosa può essere detta a riguardo di tutti i miracoli di Gesù. Lui stesso affermerà – quasi a chiarire per le folle “il senso” dei suoi interventi miracolosi – “se io scaccio i demòni col dito di Dio, è dunque arrivato per voi il Regno di Dio!” (Mt 12, 68).
5. Gesù continua anche oggi ad operare miracoli
La causa e l’opera di Gesù non sono finite con la sua morte. Egli è l’unico che continua ad operare dopo morto.
Nel suo Nome i suoi discepoli, secondo la sua promessa, vanno operando i miracoli: guariscono malati di ogni specie. Il libro degli Atti degli apostoli dice: “portavano gli ammalati affinché quando passava Pietro, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro…e tutti venivano guariti”. A Troade Paolo risuscita il giovane Eutico (Atti 20, 7).

I miracoli continuano nella Chiesa Cattolica dai tempi apostolici fino ad oggi; si richiedono per la canonizzazione dei Santi. Sono noti a tutti, poi, i miracoli che avvengono a Lourdes, accertati scientificamente dal Bureau Medical.

Fonte: gesuemaria

 
 
 

E ORA NEL MIRINO DELLA NEOCHESA C'E' MARIA VERGINE

Post n°9547 pubblicato il 12 Ottobre 2017 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

Abbiamo visto che ogni giorno porta un nuovo tassello al mosaico del vasto disegno perseguito dalla neochiesa per sostituirsi, se possibile inavvertitamente, alla vera Chiesa cattolica, fondata da Gesù Cristo e affidata a san Pietro e ai suoi successori. Al centro della manovra c’è una strategia per assimilare gran parte della dei contenuti della cosiddetta Riforma protestante: in nome di un non meglio specificato ecumenismo, di fatto si sta dando ragione a Lutero, su tutta la linea, a 500 anni di distanza dallo scisma da lui provocato. E, ancora una volta, l’attacco parte dalla Chiesa cattolica tedesca; o, come sarebbe più giusto dire, dalla neochiesa, o contro-chiesa progressista tedesca, la prima ad essere infettata, per evidenti ragioni storiche, culturali e geografiche, dall’eresia luterana e, più tardi, dall’eresia modernista: la quale, della prima, aveva ereditato non pochi aspetti, sia metodologici che contenutistici. La neochiesa tedesca, quella dei Rahner, dei Kasper, dei Marx, sostenuta dalle sue propaggine svizzere e olandesi (si pensi a teologi come Hans Küng o come Edward Schillebeeckx, imbevuti d’idee protestanti, oppure al famigerato Nuovo catechismo olandese, che, nel 1966, ereditava in pieno lo “spirito” del Concilio e illustrava fin troppo chiaramente la deriva neomodernista e semiprotestante della nascente neochiesa), è sempre stata in prima fila nell’introduzione delle peggiori novità che si son succedute nella Chiesa cattolica durante gli ultimi cinquant’anni. Sempre all’attacco dei dogmi, della liturgia, della sacra Tradizione, sempre smaniosa di rivedere, rileggere e reinterpretare le Scritture, sempre più assetta di “purezza evangelica”, cioè, in altre parole, sempre più insofferente del culto degli Angeli, dei Santi e di Maria Vergine, questa neochiesa di area tedesca e olandese sta guidando, ancora una volta, l’attacco contro quel poco che resta di cattolico nella Chiesa, e si sta preparando a sferrare l’assalto finale alla sua più munita cittadella: quella mariana, tanto cara specialmente alla devozione popolare, dopo che i teologi, gli intellettuali e le persone di cultura medio-alta hanno cominciato a prendere le distanze da essa, sconfessando secoli e secoli di tradizione culturale “alta”, per la quale il culto di Maria si trovava nel centro stesso della dottrina e della teologia cattoliche (dov’è un poeta della statura di Paul Claudel, che scriva versi per celebrare la Madonna, oggi? Abbiamo solo degli Enzo Bianchi che fanno di tutto per metter la sordina: Maria non può essere il riferimento per la promozione della donna nella Chiesa). A segnalare i prodromi dell’offensiva antimariana è stato, ancora una volta, il bravo Marco Tosatti, che riferisce delle grandi manovre in atto nella neochiesa tedesca. La notizia, fresca d’inchiostro, è che la Conferenza Episcopale tedesca ha presentato una nuova “traduzione unificata” della Bibbia, valida, cioè, sia per i cattolici che per i protestanti: a quale scopo, non è dato sapere, visto che i protestanti, oltre a essersi praticamente liquefatti nella società tedesca, nel 2005 hanno rotto con questi patetici tentativi di giungere a una traduzione condivisa coi cattolici, e son tornati, puramente e semplicemente, alla vecchia e buona (si fa per dire…) traduzione effettuata da Martin Lutero in persona, fra il 1522 e il 1534. Potrebbero sembrare cambiamenti di poco conto, invece rivestono un significato enorme; senza contare che, per capirne tutta la portata, bisogna tener presente che quasi ad ogni versetto della Bibbia i valorosi filologi e biblisti germanici hanno ritenuto giusto e opportuno apportare qualche cambiamento, più o meno significativo. Il risultato complessivo  è impressionante. Cambiando una parolina qua e una là, e dando l’impressione che si tratti solo di “normali” revisioni e adattamenti linguistici, sempre al solo scopo di facilitare la lettura e la comprensione dei testi, di fatto si opera una radicale riscrittura della Bibbia. Una riscrittura che avrebbe incontrato, crediamo, la benevola attenzione, se non proprio la piena approvazione, del “buon” Lutero, ma che avrebbe fatto accapponare la pelle e arricciare tutti i peli di san Pio X, di Pio XI e di Pio XII, per non parlare dei papi del Concilio di Trento e dei secoli successivi. Dunque, gli ultimi cattolici sono avvisati: si sta preparando la battaglia finale per decidere se la Chiesa deve essere definitivamente soffocata, ingoiata e metabolizzata dalla neochiesa, senza che ne resti neppure il ricordo, oppure no. La posta in gioco è decisiva. Dietro la “battaglia” sul parto verginale di Maria, sta tutto l’insieme del culto mariano: se i seguaci della neochiesa riusciranno a far passare le loro ”riforme”, poco alla volta, dopo la mano si prenderanno tutto il braccio, come hanno sempre fatto. Sanno, peraltro, di muoversi su un terreno estremamente delicato; sanno di non poter andare all’assalto frontale di un punto così importante della teologia cattolica, e così caro al cuore dei credenti: per cui si muoveranno con particolare cautela, come ladri nella notte, e faranno di tutto per dissimulare le loro vere intenzioni. Eppure, osservatori spassionati si sono già accorti della portata sconvolgente della nuova traduzione della Bibbia, voluta dalla Conferenza Episcopale tedesca (ma da dove veniva tutta quella urgenza, poi?), e ne hanno parlato in termini di forte perplessità, sottolineando come non si tratta di un aggiornamento meramente linguistico, perché dietro i cambiamenti linguistici si aprono fondamentali questioni teologiche. E adesso vorremmo spiegare quale sia, esattamente, nel culto mariano, l’aspetto che fa problema per i progressisti e i modernisti, cosa che ci aiuterà a comprendere le loro future mosse. La traduzione del passo di Isaia ha a che fare con la verginità di Maria dopo la nascita del Messia, cosa che, per loro, non è importante: se fosse solo per quello, si limiterebbero a considerarlo un giocattolo cui sono molto affezionati i cattolici più tradizionali, e li lascerebbero giocare in pace (ci si perdoni il linguaggio disinvolto: cerchiamo di metterci nei panni del nemico). Ciò che veramente li preoccupa, è quello che Maria rappresenta in quanto Donna, cioè in quanto essere umano: la perfezione che può essere raggiunta da una creatura che si abbandona totalmente alla volontà di Dio. In questo senso neanche il dogma della Immacolata Concezione, fortemente voluto da Pio IX, l’8 dicembre 1854 rappresenta di per sé, dal loro punto di vista, un problema insormontabile, perché si limita ad aggiungere un elemento di perfezione in una creatura resa comunque perfetta dalla fede assoluta in Dio. Semmai, l’Immacolata Concezione è un problema, per loro, in quanto si lega con Lourdes; e Lourdes con la Salette e con Fatima, cioè con una serie di forti richiami di Maria alla conversione dell’umanità e ad alcune rivelazioni private nelle quali si parla dell’apostasia del clero, specie ai suoi massimi livelli. Maria, dunque, è la Donna che ha una fede totale in Dio, nelle sue promesse, nel suo amore per noi; secondariamente, è la Donna senza peccato originale. Per i modernisti e i cattolici progressisti, l’argomento dell’“peccato” è tabù, e infatti non ne parlano mai: ricorderebbe loro la disarmonia e l’incompletezza dell’umanità lontana da Dio. Curioso: proprio la neochiesa che ha coniato l’espressione “ferita” per giustificare i peccatori, ma senza nominare il peccato, ha un’istintiva ripugnanza ad ammettere che non solo i singoli uomini, ma l’uomo in quanto tale, è ferito da una condizione generale, derivante dal Peccato originale. Ma si spiega: perché la “ferita” del peccatore si può facilmente ridurre a un dato psicologico, mentre la “ferita” del genere umano ha una radice teologica; la prima si può sanare con un po’ di “accompagnamento” e di “misericordia”, la seconda resta, duramente, inesorabilmente, e solo Dio la può sanare, Lui e nessun altro. Pertanto, ciò che, nel culto mariano, disturba quei signori, è il richiamo alla vita di perfezione, e, secondariamente, alle conseguenze del peccato. Prendiamo il caso del gesuita omosessuale James Martin, che auspica matrimoni omosessuali in chiesa e perora la causa della beatificazione degli omosessuali: si sa che ha mandato i suoi auguri agli “amici” delle sigle LGBT, affinché si divertano al Gay Pride. Come si fa a parlare della perfezione, come si fa a parlare delle conseguenze del peccato, con un clero di questo genere? Ecco allora l’unica strategia possibile: erodere, pian pianino, il culto mariano, in ciò che ha di essenziale; “normalizzarlo”, ridurlo a un fatto emotivo e sentimentale, svuotandolo di significato teologico.

MA LA MADONNA A FATIMA AVEVA GIA' PREVISTO TUTTO: PRATICA DEI PRIMI CINQUE SABATI DEL MESE

 La Madonna, apparendo a Fatima il 13 giugno 1917, tra l'altro, disse a Lucia:
  "Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato".
Poi, in quella apparizione, fece vedere ai tre veggenti il suo Cuore coronato di spine: il Cuore Immacolato della Mamma amareggiato per i peccati dei figli e per la loro dannazione eterna!
Lucia racconta: "Il 10 dicembre 1925 mi apparve in camera la Vergine Santissima e al suo fianco un Bambino, come sospeso su una nube. La Madonna gli teneva la mano sulle spalle e, contemporaneamente, nell'altra mano reggeva un Cuore circondato di spine.
  In quel momento il Bambino disse: "Abbi compassione del Cuore della Tua Madre Santissima avvolto nelle spine che gli uomini ingrati gli configgono continuamente, mentre non v'è chi faccia atti di riparazione per strappargliele".
 E subito la Vergine Santissima aggiunse: "Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa' sapere questo:
 A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario, e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l'intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell'ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza".
 È questa la grande Promessa del Cuore di Maria che si affianca a quella del Cuore di Gesù.
Per ottenere la promessa del Cuore di Maria si richiedono le seguenti condizioni:
1 - Confessione - fatta entro gli otto giorni precedenti, con l'intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria. Se uno nella confessione di dimentica di fare tale intenzione, può formularla nella confessione seguente.
2 - Comunione - fatta in grazia di Dio con la stessa intenzione della confessione.
  3 - La Comunione deve essere fatta nel primo sabato del mese.
 4 - La Confessione e la Comunione devono ripetersi per cinque mesi consecutivi, senza interruzione, altrimenti si deve ricominciare da capo.
 5 - Recitare la corona del Rosario, almeno la terza parte, con la stessa intenzione della confessione.
 6 - Meditazione - per un quarto d'ora fare compagnia alla Santissima Vergine meditando sui misteri del rosario.
  Un confessore di Lucia le chiese il perché del numero cinque. Lei lo chiese a Gesù, il quale rispose: "Si tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria"
         1 - Le bestemmie contro la sua Immacolata Concezione.
            2 - Contro la sua Verginità.
            3 - Contro la sua Maternità divina e il rifiuto di riconoscerla come Madre degli uomini.
            4 - L'opera di coloro che pubblicamente infondono nel cuore dei piccoli l'indifferenza, il disprezzo e perfino l'odio                 contro questa Madre Immacolata.
            5 - L'opera di coloro che la offendono direttamente nelle sue immagini sacre.

RIPARAZIONE
Bello è il Vostro nome, o Maria, sollievo e conforto dei poveri mortali, dolce speranza d'una patria immortale. Tutti, dunque, dovremmo imitare l'umile Donna evangelica che, nel silenzio solenne della Palestina, levò la sua voce e lanciò al cielo il suo accento entusiastico: Beato il seno che Ti ha portato... Beato il latte che hai succhiato! E pure, quanti tristi vi sono nel mondo, o Signora, o Tutta santa, o senza macchia, che osano levar la propria voce indegna contro la purezza del Vostro nome santissimo, contro la regalità della Vostra persona augusta, contro i Vostri innumerevoli privilegi!
Com'è possibile, o Madre, bestemmiare il Vostro nome potente? Siete la Madre di Dio e dell'umanità; siete la Correden trice dei poveri figli di Adamo, di tutti i figli d'Adamo peccatore; siete la pietosa Mediatrice tra il Cielo, tante volte sdegnato per i nostri peccati, e la terra che provoca sempre la collera celeste; siete il sicuro rifugio dei poveri peccatori, che trovano il Vostro Cuore sempre pronto ed aperto a tutte le necessità di questa misera vita; siete la Consolatrice di quelli che piangono; e siamo tutti che piangiamo, o Vergine, o Signora, o Regina...
Non è dunque un delitto grandissimo, una colpa imperdonabile, un'ingiustizia infernale sollevare la voce contro il Vostro nome, e bestemmiarlo, invece di lodarlo, di benedirlo, d'invocarlo? Purtroppo, è così, o Maria.
Ecco perchè noi, (…) innalziamo il nostro grido di protesta, alta e profonda, contro i bestemmiatori del Vostro nome dolce, amabile, purissimo, santo, divino. Vorremmo, o santa Madre di Dio e nostra, che questo grido giungesse fino agli estremi confini del mondo, dove si trova un povero bestemmiatore, e facesse risuonare, dovunque, l'eco della lode e della benedizione. E poi, o Maria, permettete che Vi rivolgiamo una preghiera: lo sappiamo assai bene che Voi siete la Madre, il Rifugio, l'Avvocata dei poveri pec catori; ma deh! siate specialmente la Madre dei poveri bestemmiatori. Non vi conoscono bene, o Maria; non sanno che Voi, dopo Dio, siete tutto per noi, per l'umanità, per tutti i figli di Adamo. Un sorriso speciale per essi, una carezza materna più soave, una dolcissima parola di perdono, o potente, o clemente, o dolcissima Vergine Maria. Amen

 
 
 

MOLTE GUARIGIONI SULLA TOMBA DELLA PICCOLA SARA NELLA CHIESA DI SAN MARTINO A GUBBIO (PG)

Post n°9546 pubblicato il 13 Gennaio 2017 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

Il 5 agosto 2006 in uno stabilimento balneare di Villapiana, in Calabria, la piccola Sara Mariucci moriva, folgorata da una scarica elettrica. La sera prima di salire in cielo Sara aveva raccontato alla madre Anna dell’esistenza di un’altra mamma ancora più buona, mamma Morena, e del desiderio di ricongiungersi con lei. Dopo la morte della bimba, la famiglia ha saputo che proprio il 5 agosto in Bolivia a Copacabana c’è un grande santuario dove si festeggia la Madonna Morena.
Nel ricordino della bimba c’è riportata la conversazione con la madre la sera del 4 agosto: “Quando ero piccola piccola, ero in posto lontano, lontano, meraviglioso, su una nuvoletta”. Con chi eri? “Con Mamma Morena”. E chi è Mamma Morena? “L’altra mia mamma”. Ma com’è questa Mamma Morena? “E’ buonissima”. Più buona di Mamma Anna? “Sì”. Davvero, sei sicura? “Sì”. E di che colore ha i capelli? E gli occhi? “Castani come i miei”. Ma lasceresti mamma Anna per andare da Mamma Morena? Mi ha risposto: “Sì”. Da allora si sono ripetuti tanti fatti inspiegabili. 
Dal cimitero di Gubbio per volonta' del vescovo Ceccobelli la salma di Sara Mariucci, dal cimitero comunale è stata trasportata nella Chiesa di San Martino in Colle. Una folla incredibile, con gente proveniente da tutta Italia e anche dall’estero, visita questa tomba sotto il controllo di padre Francesco Ferrari, il parroco, incaricato anni fa dal vescovo di raccogliere tutte le testimonianze sui “fatti strani”, tra cui guarigioni miracolose, verificatisi dopo la morte della piccola Mariucci. La cappella dedicata alla Madonna Morena, realizzata nella sacrestia, e dove l’artista eugubino Luca Grilli ha scolpito un bellissimo sarcofago di pietra dove riposerà Sara. Infine l’ultimo fatto strano, che è stato rivelato da Palmiro, il nonno di Sara: “Qualche settimana dopo la morte di mia nipote, eravamo alla fine di agosto, mi sono accorto che nel mio uliveto era nato uno strano fiore di colore bianco. Di una specie rara, mai visto prima. L'ho fatto analizzare all’istituto di botanica dell’università di Perugia: è risultato che era uno stramonio, fiore originaro del Sudamerica, molto comune in Bolivia dove si venera la Madonna Morena, la mamma ritenuta più buona di tutte dalla nostra Sara. Da quel giorno ogni anno il fiore bianco di Sara ritorna puntuale a fiorire in agosto”. Tanti sono i "fatti strani" accaduti, come quello di Luana Cavazza, la donna di Latina che sostiene di essere guarita di tumore dopo aver pregato sulla tomba della piccola Sara Mariucci nel cimitero di San Martino in Colle, ha portato la sua testimonianza a “La vita in diretta” su Rai Uno. Il “caso” relativo alla guarigione dal cancro al midollo spinale della casalinga di Latina che - come hanno scritto in maniera inequivocabile i medici dopo che la risonanza magnetica che ha dato risposta negativa - non trova una spiegazione scientifica. 
I “fatti strani”, intanto, gli episodi inspiegabili, quelli che alcuni chiamano “miracoli” e che altri invece etichettano come “coincidenze”, continuano a riemergere, dopo essere stati coperti per anni da una cortina di silenzio e di riservatezza voluta dalla famiglia Mariucci proprio per non correre il rischio di spettacolarizzare quel dolore così atroce. Ecco allora che padre Francesco venerdì mattina ha rivelato due fatti molto simili, accaduti uno a Gubbio e l’altro a Padova. Entrambi vedono protagoniste due mamme malate e in stato interessante. A una donna di Gubbio con una grave malattia ai reni e costretta ad assumere farmaci molto forti, era stato quasi ordinato di effettuare l’aborto terapeutico. La donna però non ha voluto rinunciare alla sua maternità e si è opposta fino al momento in cui ha rivelato: “Nessun aborto, ho avvertito dietro di me la presenza della piccola Sara che cantava: nascerà, nascerà”. E così ha portato a termine la gravidanza dando alla luce una bellissima bambina, sana e piena di voglia di vivere. Fatto analogo per una coppia padovana. In questo caso la mamma era afflitta da un tumore che la stava uccidendo. Per curarsi avrebbe dovuto sottoporsi a cure con tutta probabilità fatali per il bimbo che aveva in grembo, per cui i medici l’hanno esortata a praticare l’aborto. Ma anche a lei, in un momento di profondo dolore, è accaduto di avvertire una presenza strana e più tardi dirà: “Sara mi cantava: nascerà, nascerà”. E anche in questo caso la gravidanza è giunta al termine nel modo più bello.

 
 
 

MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE DEL 2 GENNAIO 2017 DATO A MIRJANA

Post n°9545 pubblicato il 03 Gennaio 2017 da diglilaverita
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Miei cari figli, Mio Figlio è stato fonte di amore e di luce quando sulla terra ha parlato al mondo. Apostoli miei, seguite la Sua luce, ma non è facile. Dovete essere piccoli, dovete diventare più piccoli degli altri. Con l’aiuto della fede riempirli del Suo amore. Neanche un uomo sulla terra, senza fede, può vivere un’esperienza miracolosa. Io sono con voi. Con queste parole desidero testimoniare il Mio amore e la benedizione materna. Figli miei, non perdete tempo facendo le domande alle quali io non diedi mai risposta. Alla fine del vostro viaggio terreno il Padre Celeste ve le darà. Ma sappiate sempre che Dio sa tutto, Dio vede, Dio ama. Il Mio Figlio più caro dà luce alle vite, rompe il buio e il mio amore materno dà a voi una forza che non si può descrivere. Nascosta, ma vera. Io esprimo i miei sentimenti verso di voi: amore, comprensione e affetto materno. Da voi, apostoli miei, cerco le vostre rose della preghiera che devono essere opere di amore. Queste sono per il Mio cuore materno le preghiere più care. Queste porto a Mio Figlio che è nato per voi; Lui vi vede e sente. Noi siamo sempre vicino a voi. Questo è amore che chiama, unisce, converte, dà forza e riempie. Perciò apostoli miei, amate sempre gli uni gli altri, ma soprattutto amate Mio Figlio. Questa è l’unica via verso la salvezza e la vita eterna. Questa è la mia preghiera più cara che forma il profumo più bello di rose, riempie il mio cuore. Pregate sempre per i vostri pastori perché abbiano la forza per essere la luce di Mio Figlio. Vi ringrazio.

 
 
 
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Un blog di: diglilaverita
Data di creazione: 16/02/2008
 

 

LE LACRIME DI MARIA

 

MESSAGGIO PER L’ITALIA

 

Civitavecchia la Madonna piange lì dove il cristianesimo è fiorito: la nostra nazione, l'Italia!  Dov'è nato uno fra i più grandi mistici santi dell'era moderna? In Italia! Padre Pio!
E per chi si è immolato Padre Pio come vittima di espiazione? Per i peccatori, certamente. Ma c'è di più. In alcune sue epistole si legge che egli ha espressamente richiesto al proprio direttore spirituale l'autorizzazione ad espiare i peccati per la nostra povera nazione. Un caso anche questo? O tutto un disegno divino di provvidenza e amore? Un disegno che da Padre Pio agli eventi di Siracusa e Civitavecchia fino a Marja Pavlovic racchiude un messaggio preciso per noi italiani? Quale? L'Italia è a rischio? Quale rischio? Il rischio di aver smarrito, come nazione, la fede cristiana non è forse immensamente più grave di qualsiasi cosa? Aggrappiamoci alla preghiera, è l'unica arma che abbiamo per salvarci dal naufragio morale in cui è caduto il nostro Paese... da La Verità vi Farà Liberi

 

 

 
 

SAN GIUSEPPE PROTETTORE

  A TE, O BEATO GIUSEPPE

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa.
Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità, che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.
Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l’eterna beatitudine in cielo.
Amen
San Giuseppe proteggi questo blog da ogni male errore e inganno.

 
 
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