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ASCOLTA TUA MADRE

LE LACRIME DI UNA MADRE NON ASCOLTATA

 

FERMIAMO LA LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA

 

TELEFONO VERDE "SOS VITA" 800813000

CHE COSA E' IL TELEFONO "SOS VITA"?
 
È un telefono “salva-vite”, che aspetta soltanto la tua chiamata. E' un telefono verde, come la speranza la telefonata non ti costa nulla,
Vuole salvare le mamme in difficoltà e, con loro, salvare la vita dei figli che ancora esse portano in grembo.
E quasi sempre ci riesce, perché con lui lavorano 250 Centri di aiuto alla vita.
 
Il Movimento per la vita lo ha pensato per te
 
Puoi parlare con questo telefono da qualsiasi luogo d’Italia: componi sempre lo stesso numero: 800813000.
 
Risponde un piccolo gruppo di persone di provata maturità e capacità, fortemente motivate e dotate di una consolidata esperienza di lavoro nei Centri di aiuto alla vita (Cav) e di una approfondita conoscenza delle strutture di sostegno a livello nazionale. La risposta, infatti, non è soltanto telefonica.
 
Questo telefono non ti dà soltanto ascolto, incoraggiamento, amicizia, ma attiva immediatamente un concreto sostegno di pronto intervento attraverso una rete di 250 Centri di aiuto alla vita e di oltre 260 Movimenti per la vita sparsi in tutta Italia.

 
DUE MINUTI PER LA VITA

Due minuti al giorno è il tempo che invitiamo ad offrire per aderire alla grande iniziativa di
preghiera per la vita nascente che si sta diffondendo in Italia dal 7 ottobre 2005 in
occasione della festa e sotto la protezione della Beata Vergine Maria, Regina del Santo Rosario.
Nella preghiera vengono ricordati ed affidati a Dio:
 i milioni di bambini uccisi nel mondo con l’aborto,
 le donne che hanno abortito e quelle che sono ancora in tempo per cambiare idea,
 i padri che hanno favorito o subito un aborto volontario o che attualmente si trovano accanto ad
una donna che sta pensando di abortire,
 i medici che praticano aborti ed il personale sanitario coinvolto, i farmacisti che vendono i
prodotti abortivi e tutti coloro che provocano la diffusione nella società della mentalità abortista,
 tutte le persone che, a qualsiasi livello, si spendono per la difesa della vita fin dal concepimento.
Le preghiere da recitarsi, secondo queste intenzioni, sono:
 Salve Regina,
 Preghiera finale della Lettera Enciclica Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II
 Angelo di Dio,
 Eterno riposo.
Il progetto è quello di trovare 150.000 persone, che ogni giorno recitino le preghiere. Il numero corrisponde a quello - leggermente approssimato per eccesso – degli aborti accertati che vengono compiuti ogni giorno nel mondo, senza poter conteggiare quelli clandestini e quelli avvenuti tramite pillola del giorno dopo. Per raggiungere tale obiettivo occorre l’aiuto generoso di tutti coloro che hanno a cuore la difesa della vita.

“Con iniziative straordinarie e nella preghiera abituale,
da ogni comunità cristiana, da ogni gruppo o associazione,
da ogni famiglia e dal cuore di ogni credente,
si elevi una supplica appassionata a Dio,
Creatore e amante della vita.”
(Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae, n. 100)

Ulteriori informazioni su: www.dueminutiperlavita.info
 

PREGHIERA A MARIA PER LA VITA GIOVANNI PAOLO II

O Maria, aurora del mondo nuovo, Madre dei viventi,
affidiamo a Te la causa della vita:
guarda, o Madre, al numero sconfinato di bimbi cui viene impedito di nascere,
di poveri cui è reso difficile vivere, di uomini e donne vittime di disumana violenza, di anziani e malati uccisi dall'indifferenza o da una presunta pietà.
Fà che quanti credono nel tuo Figlio sappiano annunciare con franchezza e amore agli uomini del nostro tempo il Vangelo della vita.
Ottieni loro la grazia di accoglierlo come dono sempre nuovo,
la gioia di celebrarlo con gratitudine in tutta la loro esistenza
e il coraggio di testimoniarlo con tenacia operosa, per costruire,
insieme con tutti gli uomini di buona volontà, la civiltà della verità e dell'amore
a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.
Giovanni Paolo II


 

AREA PERSONALE

 

 

VENERDI' SANTO: INIZIA LA NOVENA ALLA DIVINA MISERICORDIA

Post n°8972 pubblicato il 18 Aprile 2014 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

La Festa alla Divina Misericordia, secondo le apparizioni di Gesù a santa Faustina, deve essere preceduta da una novena, che va recitata ogni giorno a partire dal Venerdì Santo per nove giorni consecutivi, fino al sabato precedente la Festa della Misericordia (Seconda Domenica di Pasqua).
Gesù per due volte espresse il desiderio che la sua confidente, attraverso una preghiera di nove giorni, si preparasse a questa Solennità. La santa ci ha trasmesso la promessa del Salvatore rivolta a tutti i fedeli e contenuta in queste parole: "Durante questa novena elergirò alle anime grazie di ogni genere".
Con vigore bisogna sottolineare che, alla luce del messaggio di santa Faustina, la volontà di Gesù era di far precedere alla Festa della Misericordia una novena composta dalla Coroncina alla Divina Misericordia. E proprio alla sua recita sono state legate straordinarie promesse.
Se questa preghiera scaturirà da fiducia, confermata da opere di misericordia, costituirà un autentico atto di devozione.
Sebbene il tempo tra il Venerdì Santo e la II Domenica di Pasqua possegga un particolare privilegio, tuttavia la novena alla Divina Misericordia può essere recitata anche in qualsiasi altro periodo dell'anno.

La recita della Coroncina deve essere così composta:

Si usa la Corona del Rosario.

La coroncina si inizia recitando  1 Pater 1 Ave ed 1 Credo;
si prosegue poi in questo Modo:

a) sui grani grossi, una volta:
Eterno Padre Ti offro il Corpo e il Sangue l'Anima e la Divinità
del Tuo dilettissimo Figlio Nostro Signore Gesù Cristo
in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

b) sui grani piccoli, dieci volte:
Per la Sua dolorosa Passione abbi misericordia di noi e del mondo intero.

c) alla fine della Corona, si dice tre volte:
Dio Santo Dio Forte Dio Immortale
abbi pietà di noi e del mondo intero.

Alla fine si dice per tre volte:

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.

In conclusione si dice:

O Sangue ed Acqua che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in te!


Primo giorno (Venerdì Santo)

Meditare su Gesù Crocifisso e sul valore delle anime (costano tutto il sangue di Gesù....)

Parole di nostro Signore: "Oggi portami l’umanità intera, specialmente tutti i peccatori, ed immergili nell’oceano della mia Misericordia. Così tu addolcirai la mia amarezza per la perdita delle anime".

Chiediamo misericordia per l’umanità intera.

Misericordioso Gesù, poiché tua prerogativa è d’aver compassione di noi e di perdonarci, non guardare i nostri peccati, ma alla fiducia che nutriamo nella tua infinita bontà. Ricevi tutti nel tuo Cuore compassionevole e non respingere mai nessuno. Te lo chiediamo per l’amore che ti unisce al Padre ed allo Spirito santo.

Pater... Ave... Gloria...

Eterno Padre, volgi il tuo sguardo di Misericordia sull’umanità intera, specialmente sui peccatori, la cui unica speranza è il Cuore pietoso di tuo Figlio. Per la sua dolorosa Passione, dimostra la tua Misericordia, affinché noi possiamo insieme eternamente lodare la tua potenza. Amen.

Segue coroncina alla Divina Misericordia

Secondo giorno (Sabato Santo)

Meditare su Gesù-Verbo e Gesù-Carne e sull’intima unione di amore tra noi e Dio.

Parole di nostro Signore: "Oggi portami le anime dei sacerdoti e dei consacrati ed immergile nella mia imperscrutabile Misericordia. Esse mi hanno dato la forza di sopportare la mia dolorosa Passione. Per mezzo di queste anime, come attraverso dei canali, la mia Misericordia si riversa sull’umanità".

Preghiamo per il clero e per i consacrati.

Misericordiosissimo Gesù, fonte di ogni bene, moltiplica sui consacrati la grazia, affinché con la parola e l’esempio compiano degnamente le opere di misericordia, in modo che tutti coloro che li vedono glorifichino il Padre che è nei cieli.

Pater... Ave... Gloria...

Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole agli eletti della tua vigna, i sacerdoti ed i religiosi, colmandoli della pienezza della tua benedizione. Per i sentimenti del Cuore di tuo Figlio concedi loro luce e forza, affinché possano condurre gli uomini sulla via della salvezza e glorificare per sempre con loro la tua Misericordia infinita. Amen.

Segue coroncina alla Divina Misericordia

Terzo giorno (Domenica di Pasqua)


Meditare sulla grande manifestazione della Divina Misericordia: il dono pasquale del

Sacramento della Penitenza che, nell’azione liberatrice dello Spirito Santo, reca risurrezione e pace ai nostri spiriti.

Parole di nostro Signore: "Oggi portami tutte le anime fedeli e pie; immergile nell’oceano della mia Misericordia. Queste anime mi hanno confortato sulla via del Calvario; esse erano una goccia di consolazione in mezzo ad un oceano di amarezze".

Preghiamo per tutti i cristiani fedeli.

Misericordiosissimo Gesù, che concedi abbondantemente le tue grazie a tutti gli uomini, accogli nel tuo Cuore infinitamente buono tutti i cristiani fedeli e non permettere che ne escano mai più. Te lo chiediamo per il tuo profondo amore verso il Padre Celeste.

Pater... Ave... Gloria...

Eterno Padre, volgi uno sguardo compassionevole alle anime fedeli, eredità del Figlio tuo; per i meriti della sua dolorosa Passione, concedi loro la tua benedizione e proteggile sempre, affinché non perdano l’amore e il tesoro della santa fede, ma lodino con tutta la schiera degli Angeli e dei Santi per l’eternità la tua infinita Misericordia. Amen.

Segue coroncina alla Divina Misericordia

Quarto giorno (Lunedì in Albis)

Meditare sulla Paternità di Dio, sulla confidenza ed il pieno abbandono che dobbiamo avere in Lui sempre e dovunque.

Parole di nostro Signore: "Oggi portami quelli che non mi conoscono ancora. Anche ad essi ho pensato nella mia amara Passione e il loro futuro zelo confortava il mio Cuore. Immergili ora nell’oceano della mia Misericordia".

Preghiamo per i pagani e gli increduli

Misericordiosissimo Gesù, tu che sei la luce del mondo, accogli nella dimora del tuo Cuore pietoso le anime di coloro che non ti hanno ancora conosciuto; siano illuminati dai raggi della tua grazia, affinché glorifichino con noi i prodigi della tua Misericordia.

Pater... Ave... Gloria...

Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime dei pagani e degli increduli, perché Gesù tiene anch’essi nel suo Cuore. Portale alla luce del Vangelo: che capiscano quanto grande è la felicita di amarti; fa’ che tutte glorifichino eternamente la generosità della tua Misericordia. Amen

Segue coroncina alla Divina Misericordia

Quinto giorno (Martedì in Albis)


Meditare sulle parabole del buon Pastore e dei pastori infedeli (cfr. Gv. 10,11-16; Ez 34,4.16), mettendo in risalto la responsabilità che tutti abbiamo verso il prossimo vicino e lontano; in più soffermarsi a considerare attentamente gli episodi del rinnegamento e della conversione di S. Pietro (cfr. Mt 26,6975; Lc 22,31-32), dell’adultera (cfr. Gv 8,111) e della peccatrice (cfr. Lc 7,30-50).

Parole di nostro Signore: "Oggi portami le anime dei fratelli separati, immergile nell’oceano della mia Misericordia. Sono quelle che nella mia amara agonia laceravano il mio Corpo ed il mio Cuore, cioè la Chiesa. Quando si riconcilieranno con la mia Chiesa, si rimargineranno le mie ferite e avrò sollievo nella mia Passione".

Preghiamo per quelli che s’ingannano nella fede

Misericordiosissimo Gesù, che sei la Bontà stessa e non rifiuti mai la tua luce a chi la chiede, accogli nella dimora del tuo Cuore pietoso le anime dei nostri fratelli separati. Attirale con il tuo splendore all’unità della Chiesa e non permettere che ne escano mai più, ma adorino anch’esse la generosità della tua Misericordia.

Pater... Ave... Gloria...

Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime degli eretici e degli apostati che, perseverando ostinatamente nei loro errori, hanno sprecato i tuoi doni ed abusato della tua grazia. Non guardare la loro cattiveria, ma l’amore di tuo Figlio e i dolori della Passione che Egli accettò per loro. Fa’ si che ritrovino al più presto l’unità e che, insieme a noi, esaltino la tua Misericordia. Amen.

Segue coroncina alla Divina Misericordia

Sesto giorno (Mercoledì in Albis)


Meditare su Gesù bambino e sulle virtù della mitezza e dell’umiltà di cuore (cfr. Mt 11,29), sulla dolcezza di Gesù (cfr. Mt 12,1521) e sull’episodio dei figli di Zaccheo (cfr. Mt 20,20-28; 18,1-15; Lc 9,46-48).

Parole di nostro Signore: "Oggi portami le anime miti ed umili e quelle dei fanciulli: immergile nell’oceano della mia Misericordia. Somigliano di più al mio Cuore, e sono esse che mi davano forza nella mia dolorosa agonia. Le ho viste allora come degli angeli terrestri, vigilanti sui miei altari. Sopra di loro verso i fiumi delle mie grazie, poiché soltanto un’anima umile, in cui metto tutta la mia fiducia, è capace di accettare i miei doni".

Preghiamo per i fanciulli e le anime umili

Misericordiosissimo Gesù, che hai detto: "Imparate da me, che sono mite ed umile di Cuore" (Mt 11,29), ricevi nella dimora del tuo Cuore pietoso le anime miti ed umili e quelle dei fanciulli. Poiché danno gioia al Cielo, esse sono fatte segno dell’affetto speciale del Padre Celeste: sono un mazzo di fiori profumati davanti al trono divino, dove Dio si compiace del profumo delle loro virtù. Concedi loro la grazia di lodare perennemente l’Amore e la Misericordia di Dio

Pater... Ave... Gloria...

Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime miti ed umili e a quelle dei fanciulli che sono particolarmente care al Cuore del Figlio tuo. Nessuna anima assomiglia più di loro a Gesù; il loro profumo si alza dalla terra per giungere al tuo trono. Padre di Misericordia e di Bontà, per l’amore che porti a queste anime e per la gioia che provi nel guardarle, ti supplichiamo di benedire il mondo intero, affinché noi possiamo glorificare eternamente la tua Misericordia. Amen.

Segue coroncina alla Divina Misericordia

Settimo giorno (Giovedì in Albis)

Meditare sul S. Cuore di Gesù e sull’immagine di Gesù Misericordioso, sui due fasci di luce bianca e rossa, simbolo di purificazione, di perdono e di sollievo spirituale.

Inoltre riflettere attentamente sulla tipica caratteristica messianica di Cristo: la Divina Misericordia (cfr. Lc 4,16-21; 7,18-23; Is 42,1-7; 61,1-6.10), soffermandoci sulle opere di misericordia spirituale e corporale ed in particolare sullo spirito di disponibilità verso il prossimo comunque bisognoso.

Parole di nostro Signore: "Oggi portami le anime che onorano e glorificano particolarmente la mia Misericordia. Sono anime che più di ogni altra hanno partecipato alla mia Passione e penetrano più profondamente nel mio Spirito, trasformandosi in copie viventi del mio Cuore Misericordioso.

Esse splenderanno nella vita futura di un particolare fulgore, e nessuna di loro cadrà nel fuoco dell’inferno; ciascuna avrà la mia assistenza all’ora della morte".

Preghiamo per quelli che venerano la Divina Misericordia e diffondono la sua devozione.

Misericordiosissimo Gesù, il tuo Cuore è Amore; accogli in esso le anime che onorano e diffondono in modo speciale la grandezza della tua Misericordia. Dotate della potenza stessa di Dio, sempre fiduciose nella tua imperscrutabile Misericordia e abbandonate alla santa volontà di Dio, esse portano sulle loro spalle l’intera umanità, ottenendo continuamente per essa dal Padre Celeste perdono e grazie. Che esse perseverino fino alla fine nel loro zelo iniziale; nell’ora della morte non venire loro incontro da Giudice, ma da Redentore Misericordioso.

Pater... Ave... Gloria...

Eterno Padre, volgi uno sguardo di benevolenza sulle anime che adorano e glorificano specialmente il tuo principale attributo: l’infinita Misericordia. Rinchiuse nel Cuore Misericordioso di tuo Figlio, queste anime sono come un Vangelo vivo: le loro mani sono piene di atti di misericordia e la loro anima esultante canta l’inno della tua gloria. Noi ti preghiamo, Dio benigno, di manifestare loro la tua Misericordia secondo la speranza e la fiducia che hanno riposto in te, affinché così si adempia la promessa di Gesù, cioè che proteggerà durante la vita e nell’ora della morte chiunque adorerà e propagherà il mistero della tua Misericordia". Amen.

Segue coroncina alla Divina Misericordia

Ottavo giorno (Venerdì in Albis)

Meditare sulle parabole della Divina Misericordia (cfr. Lc 10,29-37;15,11-32;15,1-10) puntualizzando sia il sollievo della sofferenza verso i vivi e i defunti, come anche la promozione integrale dell’uomo e la necessità di avvicinare i lontani.

Parole di nostro Signore: "Oggi portami le anime che si trovano nel Purgatorio ed immergile nell’abisso della mia Misericordia, affinché gli zampilli del mio sangue ristorino la loro arsura. Tutte queste povere anime sono da me immensamente amate; esse soddisfano la Giustizia Divina. È in tuo potere portar loro sollievo offrendo tutte le indulgenze e le offerte espiatorie prese dal tesoro della mia Chiesa. Se tu conoscessi il loro tormento, non smetteresti di offrire l’elemosina delle tue preghiere e di pagare i debiti che esse hanno contratto con la mia Giustizia".

Preghiamo per le anime del Purgatorio.

Misericordiosissimo Gesù, che hai detto: "Misericordia io voglio" (Mt 9,13), accogli, ti preghiamo, nella dimora del tuo Cuore infinitamente pietoso le anime del Purgatorio, che ti sono molto care, ma che devono tuttavia soddisfare alla Giustizia Divina. I torrenti di sangue e di acqua, che sgorgano dal tuo Cuore, spengano le fiamme del fuoco del Purgatorio, affinché anche là si manifesti la potenza della tua Misericordia.

Pater... Ave... Gloria...

Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime che soffrono nel Purgatorio. Per i meriti della dolorosa Passione di tuo Figlio e per l’amarezza che riempì il suo Cuore sacratissimo abbi pietà di quanti si trovano sotto lo sguardo della tua Giustizia.

Ti chiediamo di guardare queste anime solo attraverso le Piaghe del tuo Figlio prediletto, perché siamo convinti che la tua Bontà e Misericordia non hanno limiti. Amen.

Segue coroncina alla Divina Misericordia

Nono giorno (Sabato in Albis)


Meditare sulla Madonna ed in particolare sull’Ecce, Fiat, Magnificat e Adveniat, caratteristiche indispensabili per vivere un’autentica vita sacerdotale, tutta amore verso Dio e prestazione misericordiosa verso il prossimo, comunque bisognoso.

Parole di nostro Signore: "Oggi portami le anime tiepide e immergile nell’oceano della mia Misericordia. Sono esse che feriscono il mio Cuore nella maniera più dolorosa. Nell’Orto degli ulivi la mia anima provo verso di loro una grande avversione. Fu per causa loro che pronunciai quelle parole: "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà" (Lc 22,42). Il ricorso alla mia Misericordia resta per loro l’ultima ancora di salvezza".

Preghiamo per le anime tiepide

Misericordiosissimo Gesù, che sei la Bontà stessa, accogli nella dimora del tuo Cuore le anime tiepide. Fa’ che si riscaldino al fuoco del tuo puro Amore queste anime gelide, che sono simili a cadaveri e ti ispirano tanta avversione. Gesù pietosissimo usa l’onnipotenza della tua Misericordia e attirale nelle fiamme più ardenti del tuo Amore, affinché, accese di nuovo zelo, siano esse pure al tuo servizio.

Pater... Ave... Gloria...

Eterno Padre, guarda con occhio pietoso le anime tiepide che sono oggetto d’amore del Cuore di tuo Figlio. Padre di Misericordia, per i meriti della dolorosa Passione di tuo Figlio e delle tre ore di agonia sulla Croce, permetti che, accese d’amore, esse glorifichino di nuovo la grandezza della tua Misericordia. Amen.

Preghiamo: O Dio, infinitamente pietoso, moltiplica in noi l’azione della tua Misericordia, affinché nelle prove della vita non disperiamo, ma ci conformiamo con una fiducia sempre più grande alla tua santa Volontà e al tuo Amore. Per nostro Signore Gesù Cristo, Re di Misericordia nei secoli. Amen.

Segue coroncina alla Divina Misericordia

 
 
 

MIRACOLO: PARALITICA DA 11 ANNI GUARISCE PREGANDO NEL SANTUARIO DI POMPEI

Post n°8971 pubblicato il 16 Aprile 2014 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

Michelina, 74 anni: «Ho sentito un bruciore in tutto il corpo e un intenso profumo di fiori».

Per i fedeli “è un segno”. La Madonna non compie miracoli solo se si viaggia fino a Lourdes, Fatima o Medjugorje. La fede, infatti, ha guarito Michelina Comegna, 74 anni, a pochi chilometri da casa, mentre prendeva la Comunione a Pompei, durante la messa di domenica 23 marzo, nel Santuario dedicato alla Beata Vergine del Santo Rosario.

Michelina, che abita a Castellammare di Stabia, era affetta da una paralisi al braccio e alla gamba destra, da quanto - 11 anni fa (il 4 aprile) - subì un ictus, mentre era intenta a preparare i carciofi per i suoi cari. Madre di cinque figli maschi e nonna di 12 nipoti, in quel momento stava combattendo con un cancro al seno di cui era stata operata la prima volta. Dopo l’ictus, che la bloccò a letto per 3 anni, è stata operata altre 4 volte. E sottoposta a continui cicli di chemio e radioterapie. Un calvario che molti conoscono. Che umilia e debilita.
«Ma io ho sempre pregato la Madonna che mi restituisse solo la capacità di camminare - racconta Michelina - Con cinque figli maschi era mio marito ad assistermi in tutto. Mi doveva accompagnare anche in bagno. E io mi vergognavo tanto...». Ora Michelina cammina e si muove per casa con piena efficienza. Le resta un cuore malandato e un polmone “bruciato” dalla radioterapia. Ma lei e il marito, Giovanni Passaro, con cui è sposata da 55 anni, ora sono felici ed emozionati. Monsignor Giuseppe Adamo, vicario del Santuario mariano, conferma di essere stato testimone del racconto della donna. In ogni caso aggiunge: «So che esibiranno certificati medici per l’attestazione di quanto è accaduto; noi effettueremo le dovute verifiche».
Tutto è successo alla messa delle ore 10, celebrata da monsignor Adamo. La signora Comegna si è messa in fila per prendere la Comunione. «Ho ricevuto l’Eucaristia e, mentre tenevo ancora in bocca la Comunione, ho cominciato a sentire un forte bruciore che dai piedi saliva alle gambe e veniva su per il corpo, mentre avvertivo un intenso profumo di fiori - spiega la donna - Era tutto talmente forte, che ho cominciato a spaventarmi. Ho dimenticato che mi trovato in Chiesa, perché il bruciore mi ha fatto pensare che stessi andando a fuoco e mi sono guardata intorno convinta di vedere gli abiti avvolti dalle fiamme».
«Mi sono tolta la sciarpa, il soprabito, avevo caldo ed ero in un bagno di sudore - continua la signora - Mio marito credeva che io stessi avendo un malore. Gli ho detto che stavo provando una grande gioia e che avevo bisogno di camminare».
E il marito racconta: «Si è alzata e a passo svelto ha percorso la navata. Temevo che potesse cadere. Ma lei andava spedita e non aveva più nessun segno della paralisi dell’ictus».
Michelina, con mitezza, mostra la sua stampella sorreggendola con la mano guarita: «Ora a Pompei voglio andare a piedi».
I coniugi Passaro hanno già fatto stampare in argento una piccola gamba e un braccio che consegneranno alla Basilica di Pompei “per grazia ricevuta”.

L'ARCIVESCOVO CAPUTO: «QUI MOLTI EVENTI PRODIGIOSI»

In Basilica non si sbilanciano: «Tocca alla medicina dare certezze scientifiche di quanto accaduto
POMPEI. È una prudente dichiarazione quella che l’ufficio comunicazioni sociali del Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario rilascia a nome di Monsignor Tommaso Caputo, Arcivescovo di Pompei, in merito alla notizia dell’improvvisa guarigione di Michelina Comegna. «Rilevando che la signora afferma di aver vissuto un’esperienza di benessere della quale ringrazia Dio e la Vergine Maria - è scritto nella nota del Santuario - l’Ufficio delle Comunicazioni Sociali del Santuario di Pompei dichiara di attendere che vengano fatti i debiti accertamenti scientifici prima di pronunciarsi. Fin dalla fondazione di questo santuario, numerosi eventi prodigiosi sono avvenuti per intercessione della Vergine di Pompei e del Beato Bartolo Longo. Alla medicina tocca dare certezze scientifiche in merito».  E, infatti, anche il Vicario generale del Santuario, monsignor Giuseppe Adamo che ha assistito di persona al fenomeno, è prudente e racconta: «Di intercessioni della Madonna ne ho ascoltate tante in confessionale, ma poi non tutti tornano con certificati medici, anche perché per un ammalato è difficile sottoporsi a nuove sofferenze e tornare negli ospedali per le verifiche dei medici. Preferiscono vivere con gioia la loro guarigione e dimenticare le pene».

- Rosa Benigno - bibliotecaneval.altervista.org -

 
 
 

IL PROTESTANTESIMO SI ADEGUA AL MONDO ED ENTRA IN CRISI

Post n°8970 pubblicato il 14 Aprile 2014 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

Il teologo Vito Mancuso teme la modernità, per questo cerca di scendere a compromessi con essa tentando di diluire e annacquare quel che della dottrina della Chiesa non riesce ad essere accettato dalla maggior parte degli abitanti delle società moderne.

Il consiglio indiretto di Mancuso al Papa è di fare come le Chiese protestanti, smettere di valorizzare la diversità sessuale e accettare i matrimoni omosessuali, smettere di sostenere il sacramento del matrimonio guardando con negatività al divorzio, contraddire la tradizione apostolica e aprire al sacerdozio femminile. Solo rinunciando al suo “insostenibile” punto di vista, ripete Mancuso, la Chiesa riceverà finalmente l’applauso del mondo e sarà accolta nell’era del progresso.

La Chiesa è indietro, deve adeguarsi al mondo! Questo è un mantra ripetuto anche da molti cattolici. Eppure la Chiesa non ha mai inseguito le mode etiche dei periodi storici in cui si è trovata ad annunciare il Vangelo, non ha mai cercato di abbellire e mascherare la sua visione per apparire più attraente. Essa vuole semplicemente restare indietro di 2000 anni, ancorata alla verità di Gesù Cristo e dei Padri della Chiesa.

Non è la scelta fatta dai fratelli protestanti che, da quando si sono emancipati dalla successione apostolica, non hanno potuto frenare il relativismo etico e quindi il proliferare di centinaia di altri piccoli protestantesimi. Tanto che, in alcune aree dell’America, ogni 50 km c’è una chiesa protestante appartenente ad una “versione” diversa (anglicana, battista, mormone, evangelica ecc.).

I protestanti hanno scelto di fronteggiare la secolarizzazione all’opposto della Chiesa cattolica. Hanno “ascoltato i consigli” di Vito Mancuso: ad esempio significativo che poco tempo fa quattro vescovi della Chiesa anglicana hanno spiegato di voler accettare le nozze gay per apparire “al passo con i tempi” ed evitare «scontri con i comportamenti della società contemporanea». Dal 1994 “per apparire al passo coi tempi” gli anglicani hanno avviato il sacerdozio femminile cadendo nella trappola laica della fantomatica “discriminazione della donna” e, secondo statistiche recenti, proprio da quell’anno la pendenza di abbandoni dei fedeli per la Chiesa anglicana si è inclinata più rapidamente. Oggi il 50% dei nuovi preti è di sesso femminile e nel novembre scorso c’è stata l’introduzione delle donne vescovo, secondo uno studio metà delle sacerdotesse ordinate non crede nella resurrezione di Cristo. La reverenda Sally Hitchiner (vedi foto) è perennemente in televisione, veste Prada e gioielli: «Non ho 80 anni, indosso ciò che voglio. Moti uomini si sentono intimiditi e non vogliono uscire con me la sera». E dichiara: «La chiesa cattolica è la stessa da duemila anni e questa è la sua forza. Noi siamo una chiesa diversa, molto più tollerante, sempre in divenire». La tollerante Chiesa anglicana per questo ha deciso di eliminare le scomode parole “peccato” e “diavolo” dal rito del battesimo, preferendo una formula asettica e neutrale, politicamente corretta (tanto che il vescovo anglicano di Rochester Michael Nazir-Ali ha accusato il tentativo di «ridurre il cristianesimo a citazioni facilmente digeribili». «Il problema è che gran parte della Chiesa anglicana non crede più nell’inferno, nel peccato e nel pentimento», ha accusato un membro del Sinodo Generale).

Una chiesa molto tollerante, come dice Hitchiner, ovvero liquida come la società in cui è immersa. Eppure -sarà un caso?- è molto alto l’allarme del rischio di estinzione degli anglicani in Inghilterra. «La chiesa d’Inghilterra è soltanto a una generazione dall’estinzione», ha detto l’ex arcivescovo di Canterbury, Lord Carey, intervenuto al grande sinodo della chiesa d’Inghilterra. «Dovremmo vergognarci di noi stessi, nell’aria vi è un senso di sconfitta».

Non va meglio ai protestanti in generale: i bambini battezzati nella Chiesa luterana in Svezia, ad esempio, nel 2013 sono meno della metà della popolazione e i praticanti sono il 2%, in generale un sacerdote protestante su sei, secondo una ricerca, non crede più in Dio e, in America, il 46% crede che la Terra abbia 6000 anni. Recentemente un pastore luterano ha celebrato la Messa in un minuto per non perdere la partita di football e uno dichiaratamente gay ha lanciato anatemi contro Papa Francesco imponendogli di cambiare opinione sull’omosessualità. Un libro uscito recentemente ha parlato della crisi del cristianesimo evangelico, le cui «contraddizioni sono il prodotto di una crisi di autorità che è al centro della loro fede. Gli evangelici non hanno mai avuto una sola autorità a guidarli attraverso i dilemmi o per risolvere la questione problematica di ciò che la Bibbia significa in realtà». «Le inclinazioni anti-intellettualistiche della cultura evangelica», pensiamo allo scontro con il mondo scientifico sull’evoluzione/creazionismo, «non derivano dall’obbedienza sincera e fiduciosa alla Scrittura, ma da profondi disaccordi su ciò che significa la Bibbia».

L’amicizia con i protestanti ci impone di fare loro presente tutto questo. La Chiesa cattolica continua invece globalmente a crescere (seppur anch’essa perda consensi in Europa e Nord America), Papa Francesco è riconosciuto come l’autorità morale principale del mondo intero e, allo stesso tempo, non ha intenzione di adeguarsi ad esso, non ne ha paura e non vuole annacquare la dottrina cattolica con il relativismo dei teologi new-age, nuovi portavoce di una società iper-individualista e moralmente in crisi.

- La redazione uccronline.it -

 
 
 

GRANDE ARTICOLO DI ANTONIO SOCCI: SUL CARDINALE MARTINI E IL BEATO GIOVANNI PAOLO II

Post n°8969 pubblicato il 13 Aprile 2014 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

Dopo avere letto le tristi considerazioni del Card. Martini a proposito della beatificazione di Giovanni Paolo II, ecco questo limpido articolo di Antonio Socci, tutto da leggere!

ECCO L'ARTICOLO

Andrea Riccardi ha rivelato, in un suo libro, il contenuto della «deposizione» che il cardinale Carlo Maria Martini rese al processo per la canonizzazione di Karol Wojtyla. Le sue parole hanno fatto una triste impressione, non solo perché egli giudica inopportuna l’elevazione agli altari di Giovanni Paolo II (desideratissima invece dal popolo cristiano: avverrà in piazza San Pietro il 27 aprile prossimo). Ma soprattutto per il modo e per gli argomenti usati.

C’è chi ha scritto che è stata «la vendetta del cardinal Martini», che «opponendosi alla canonizzazione di Papa Wojtyla si è voluto prendere una rivincita».
Ma non voglio credere che il cardinale coltivasse (ri)sentimenti del genere, anche perché proprio Giovanni Paolo II lo aveva nominato arcivescovo di Milano, lo aveva creato cardinale e - come Ratzinger - aveva sempre avuto parole di stima personale nei suoi confronti. Qualche caduta di stile si nota, però, nella deposizione di Martini. Il quale critica Wojtyla, fra l’altro, per le sue nomine, precisando: «soprattutto negli ultimi tempi» (la sua fu una nomina dei primi tempi). Inoltre il prelato attacca Giovanni Paolo II per il suo appoggio ai movimenti ecclesiali. Questo livore martiniano contro le nuove realtà suscitate dallo Spirito Santo gli impedì di vedere quanto papa Wojtyla avesse rinnovato la Chiesa, valorizzando i carismi e gli impetuosi movimenti di rinascita della fede, che sono i veri frutti positivi del Concilio.

Ci sono anche altre critiche di Martini, in quella deposizione, che sconcertano. Per esempio afferma che Giovanni Paolo II si pose «al centro dell’attenzione, specie nei viaggi, con il risultato che la gente lo percepiva un po’ come il vescovo del mondo e ne usciva oscurato il ruolo della Chiesa locale e del vescovo».
Questa desolante considerazione dimentica che papa Wojtyla dovette confortare nella fede e ridare coraggio a milioni di cristiani che negli anni Settanta erano perseguitati e incarcerati in Oriente e umiliati e silenziati in Occidente. Inoltre i pellegrinaggi di Giovanni Paolo II dettero un formidabile slancio missionario proprio alle chiese locali (basti pensare ai sedici viaggi in Africa e alla rinascita della fede che ne è seguita in quel continente). Martini riconosce pure qualche lato positivo a papa Wojtyla, per esempio «la virtù della perseveranza», ma subito aggiunge che fu eccessiva perché decise di restare papa fino alla fine: «personalmente riterrei che aveva motivi per ritirarsi un po’ prima».
A dire il vero lo stesso Martini, concluso il suo episcopato milanese, per raggiungimento dell’età canonica, invece di ritirarsi a vita di preghiera, come aveva annunciato, intensificò il suo presenzialismo mediatico. E indurì le sue critiche alla Chiesa. Un comportamento che sconcertò molti fedeli. D’altra parte il cardinale di Milano, per tutto il pontificato di Wojtyla (e pure di Ratzinger), è stato esaltato dai media laicisti come il loro (anti)papa. E non si può dire che egli abbia fatto degli sforzi visibili per sottrarsi alle insidiose lusinghe di anticattolici, mangiapreti e miscredenti. I quali facevano a gara per osannarlo, intervistarlo e amplificare le sue critiche alla Chiesa.
Papa Wojtyla - col suo carisma personale e la sua fede accorata - ha affascinato i popoli, milioni di persone andavano a cercarlo per ascoltarlo. Però non è mai stato amato dai poteri di questo mondo. Anzi, è stato letteralmente detestato. Fin dall’inizio fu bollato come reazionario, anticomunista, bigotto, «troppo polacco» e via dicendo. Poi - vista la forza del suo carisma e l’amore che suscitava nelle folle - ritennero che non conveniva loro opporvisi frontalmente e cercarono di logorarlo in altri modi. Ma il grande Giovanni Paolo non ha mai annacquato la verità. Nel suo amore per Cristo e per gli uomini, ha sempre chiamato bene il bene e male il male. Joseph Ratzinger, con la sua recente testimonianza raccolta da Wlodzimierz Redzioch nel libro “Accanto a Giovanni Paolo II”, ha insistito proprio su questo: «Giovanni Paolo II non chiedeva applausi, né si è mai guardato intorno preoccupato di come le sue decisioni sarebbero state accolte. Egli ha agito a partire dalla sua fede e dalle sue convinzioni, ed era pronto anche a subire colpi. Il coraggio della verità è ai miei occhi un criterio di primo ordine della santità. Solo a partire dal suo rapporto con Dio è possibile capire anche il suo indefesso impegno pastorale. Si è dato con una radicalità che non può essere spiegata altrimenti».
Ratzinger già alla morte di Paolo VI, il 10 agosto 1978, disse: «un Papa che oggi non subisse critiche fallirebbe il suo compito dinanzi a questo tempo. Paolo VI ha resistito alla telecrazia e alla demoscopia, le due potenze dittatoriali del presente. Ha potuto farlo perché non prendeva come parametro il successo e l’approvazione, bensì la coscienza, che si misura sulla verità, sulla fede».
Infatti, diventato lui stesso papa, Benedetto XVI, indifesa dei piccoli e dei poveri denunciò «la dittatura del relativismo». E sempre affermò che il ministero di Pietro era legato al martirio. Un martirio fisico per i papi dei primi tre secoli. Un martirio morale per i papi di oggi (ma Wojtyla sparse anche il suo sangue).
Non che i cristiani debbano cercare l’odio del mondo, ovviamente. Ma le «potenze dittatoriali» delle ideologie o del nichilismo sono realtà e minacciano o condizionano pesantemente la Chiesa. Gesù stesso nel discorso della montagna aveva ammonito i suoi a restare liberi e sottrarsi ai condizionamenti: «Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi» (Lc 6, 24-26). I veri discepoli di Gesù infatti sono segno di contraddizione per i poteri mondani: «Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo (…) il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi» (Gv 16, 18-20). Gesù arrivò a indicare ai suoi questa beatitudine: «Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli» (Lc 6,20-23). Non significa che si debba cercare la persecuzione, ma che non si deve essere succubi dei poteri e delle ideologie di questo mondo. Pietro deve sempre insegnare che fra obbedire a Cesare e obbedire Dio, bisogna scegliere Dio. E non basta nemmeno dichiarare apertamente la scelta giusta, perché la «dittatura» del «politically correct» è insidiosa. Esemplare e inquietante è il modo in cui si piegano certe frasi di papa Francesco verso questo «pensiero unico». Mentre vengono ignorati certi suoi interventi molto decisi, come quelli di venerdì scorso, contro l’aborto, l’eutanasia e per la famiglia naturale uomo-donna («occorre ribadire il diritto del bambino a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare in relazione alla mascolinità e alla femminilità di un padre e di una madre»).
Il Papa - in chiaro riferimento all’attualità - ha anche invitato a «sostenere il diritto dei genitori all’educazione morale e religiosa dei propri figli. A questo proposito», ha aggiunto, «vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del «pensiero unico».
Nella notte del «pensiero unico» queste parole sono luce e libertà per tutti come lo sono state quelle di Wojtyla e Ratzinger.

di Antonio Socci - liberoquotidiano.it- www.antoniosocci.com - Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele - CulturaCattolica.it -

 
 
 

12 DOMANDE E RISPOSTE SULL'ATTUALE CONDIZIONE DELLA FAMIGLIA

Post n°8968 pubblicato il 13 Aprile 2014 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

L'associazione La Manif Pour Tous Italia risponde a 12 domande sulla questione della famiglia: dall'ideologia gender, all'omofobia, ai matrimoni omosessuali.

1. COS’È L’IDEOLOGIA del “GENDER”?

Per “teorie di genere” (“Gender Theory”) si intende un complesso di studi ed opere saggistiche prodotte soprattutto nel mondo anglosassone, a partire dagli anni ’60, in diversi ambiti accademici (psicologia, filosofia, sociologia, linguistica..). Queste teorie nascono nell’ambito dei movimenti ideologici femministi per contestare il sistema tradizionale di considerazione sociale della donna, a tratti decisamente discriminatorio. Col tempo però le teorie di genere, che intanto vengono fatte proprie dai movimenti gay, arrivano ad immaginare la società ideale come quella in cui l’eguaglianza tra le persone può essere attuata solamente riconoscendo nel “sesso” una mera convenzione sociale, costruita attraverso l’imposizione di regole e norme esterne, che obbliga le persone a vivere “da maschio” o “da femmina”, come se questi modi di essere avessero un reale fondamento naturale – fondamento che le teorie di genere negano. L’identità sessuale, fondata sulla realtà biologica psicofisica, è sostituita dall’identità di “genere”, concetto aperto che abbandona il dualismo eterosessuale in favore della più vasta ed arbitraria gamma di auto-rappresentazione di sé (cinque i generi principali: maschile, femminile, omosessuale, transessuale, ermafrodita, ma il governo australiano ne ha riconosciuti ufficialmente 23, mentre l’edizione americana di Facebook permette di scegliere il proprio genere tra 56 diverse opzioni); il genere è un dato mutevole, fluido, influenzato, questo sì, dal contesto ambientale e ancor più dal desiderio sentimentale individuale o dall’emotività passeggera. Nonostante le teorie di genere siano smentite dalla mole di evidenze scientifiche che ci raccontano l’assoluta naturalità di un sistema incardinato sulla complementarietà dei sessi maschile e femminile, fortemente caratterizzati ancor prima della nascita anche quanto al loro svolgersi psico-attitudinale,  esse vengono oggi brandite in ambito politico nelle battaglie per i “diritti” e per l’”uguaglianza”: si tratta dunque di una vera e propria nuova ideologia. L’aspetto più grave è che quest’ideologia politica viene oggi propagandata con ogni mezzo mediatico, perché le lobby che la sostengono riescono a far passare il messaggio per cui solo questa impostazione culturale ed antropologica può garantire il rispetto reciproco ed evitare situazioni di discriminazione e violenza: l’ONU e l’UE hanno preso posizioni politiche importanti in favore di quest’opera propagandistica nelle scuole tra le giovani generazioni. Noi crediamo che l’unica vera ingiustizia sia spacciare per vera e indispensabile un’ideologia che nega la realtà antropologica più evidente di tutte: che si nasce maschi e femmine, e che la complementarietà delle doti naturali dei due sessi è una ricchezza straordinaria per l’umanità intera, passaggio obbligato di ogni speranza di progresso. Educare i giovani all’idea di una “identità di genere” nebulosa e indefinita crea una pericolosa instabilità psicologica, che mette in un conflitto assurdo la sessualità corporea e quella psichica naturalmente conseguente.
 
2. COS’È IL “DDL SCALFAROTTO”, COSÌDDETTO “ANTI-OMOFOBIA”?

Il disegno di legge “Scalfarotto” introduce nell’ordinamento italiano i moventi di “omofobia” e “transfobia” come aggravanti di un eventuale atto discriminatorio nei confronti di una persona. Ad oggi simili aggravanti, oltre che per generici “motivi abietti”, esistono solo per i casi in cui la discriminazione sia fondata sulla razza, la religione, l’etnia o la nazionalità della vittima (per scoraggiare quelle violenze che storicamente hanno condotto ai più gravi conflitti interni alla società). Quest’iniziativa presenta due gravi problemi: a) l’equiparazione dell’orientamento omosessuale ai sopracitati dati socio-identitari, che la legge tutela in via specialmente a motivo di una precisa esperienza storica di conflittualità, con cui l’accettazione sociale dell’omosessualità non c’entra nulla; b) l’assenza di una definizione chiara e condivisa di cosa concretizzi un atto di “omofobia” o di “transfobia”. Questa terminologia mediatica è usata oggi per ricomprendere pressoché ogni sorta di atteggiamento, psicologico oltre che materiale, che si mostri in qualche misura reticente a considerare l’orientamento omosessuale come una condizione in sé positiva e costitutiva di per sé di un valore sociale. Da ciò discende il rischio di criminalizzare anche ogni libera opinione che riguardi l’identità della famiglia o i requisiti naturali del matrimonio, così come l’opportunità di permettere a una coppia omosessuale di adottare minori o accedere alla procreazione artificiale. Su questi temi di attualità già oggi si sta consolidando un pensiero unico, dominato dal “politicamente corretto”, che mette alla gogna ogni opinione dissenziente, accusandola di propagandare odio e discriminazione (si pensi al caso “Barilla”). Se il disegno di legge “Scalfarotto” fosse approvato, questo clima ideologico ne uscirebbe inevitabilmente rafforzato, ed anzi addirittura incoraggiato, e avremmo un vero e proprio reato d’opinione. In realtà, già oggi il nostro ordinamento, dalla Costituzione fino al Codice Penale, dispone di una ricca gamma di strumenti per affermare la dignità intangibile di ogni persona umana e per difenderne e tutelarne l’integrità fisica e morale.

 3. COS’È LOMOFOBIA?

Il termine omofobia è un neologismo inizialmente utilizzato in ambito giornalistico per indicare i casi di violenza nei confronti di persone omosessuali. Il significato di questo termine è stato ampliato, fino ad includere come espressione di omofobia anche tutte le forme di pensiero, critica, obiezione o dissenso rispetto alle rivendicazioni delle associazioni LGBT. Ciò fa di questo termine un vero e proprio strumento di repressione nei confronti di chi sostiene un’antropologia differente da quella della teoria Gender, e nei confronti di chi non accetta l’imposizione mediatica, educativa e legislativa di questa ideologia.
 
4. SIETE CONTRO GLI OMOSESSUALI?

No, non siamo contro le persone con orientamento omosessuali. Rifiutiamo nel modo più assoluto qualsiasi violazione della dignità propria di ogni essere umano, a prescindere da ogni altra specificazione. La nostra battaglia non è contro nessuno; è bensì un impegno a favore ed in difesa di valori antropologici imprescindibili che appartengono a tutta la società: la famiglia, costituita da un uomo e una donna, i diritti dell’infanzia e la libertà di espressione.
 
5. COSA SUCCEDEREBBE SE VENISSE APPROVATA LA LEGGE SCALFAROTTO?

Con la Legge Scalfarotto niente più libertà di opinione in materia di famiglia, educazione, diversità: il pensiero unico imposto dalla legge è quello dell’ideologia gender. Il reato di omofobia punirebbe infatti ogni forma di dissenso da suddetta ideologia, imponendola di fatto come pensiero unico imperante in tutti gli ambiti della vita sociale, pubblica e privata. Il passo successivo sarà la demolizione dei vincoli che definiscono matrimonio e adozione, e il Ddl Scalfarotto in questo senso si muove preventivamente, sbaragliando ogni dissenso con il reato d’opinione: sarebbe punito penalmente chi dovesse sostenere la non equiparabilità di situazioni oggettivamente e costitutivamente diverse; sarebbe reato persino affermare quanto sancito dalla stessa Corte Costituzionale (sentenza 138 del 2010): «le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio». Diventerebbe reato sostenere una realtà di fatto, ovvero che la famiglia costituita da un uomo e una donna è un bene insostituibile per la crescita delle persone e per la società intera. Esprimersi a favore della famiglia edifendere il diritto di educare i propri figli secondo i propri valori saràreato: sarà omofobia.


6. COSA SONO LE “LOBBY LGBT”?

Le lobby LGBT (lesbian-gay-bisexual-transexual) sono associazioni, circoli e gruppi di pressione impegnati nel promuovere le rivendicazioni proprie delle teorie di genere applicate alla “cultura gay”. La più importante è l’Associazione Internazionale Lesbiche e Gay (ILGA), una struttura mondiale che riunisce al suo interno numerose altre associazioni su tutti i continenti, il cui ramo europeo è ILGA Europa. Gli obiettivi di tali organizzazioni sono molto lontani dai reali bisogni degli omosessuali, perseguendo invece finalità politiche ed economiche, basate su logiche di potere radicate nell’ideologia gay. Tali organizzazioni sono finanziate da privati, ma anche da organismi pubblici (tra cui l’UE), ricevendo il sostegno di politici che pensano di vedere in esse l’espressione di una maggioranza; in realtà rappresentano un’élite che cerca di influenzare a suo favore le scelte dei governi e dei parlamenti.

7. L’OMOGENITORIALITÀ INFLUENZA LA CRESCITA DEL BAMBINO?

L’ambiente di cura dei primi anni di vita ha grandissima influenza sullo sviluppo del bambino. La presenza di una coppia genitoriale uomo-donna è fondamentale per lo sviluppo dell’identità: affinché il bambino possasviluppare una chiara idea di sé, un’identità solida e matura, ha bisogno di potersi identificare nel genitore dello stesso sesso e differenziare dal genitore del sesso opposto. Ha bisogno di scoprire attraverso di loro, che sono il suo riferimento primario, il mondo del maschile e il mondo del femminile, in termini di sentimenti, di funzionamento, di atteggiamenti e di ruoli. Se questo processo non può avvenire quotidianamente, perché la coppia genitoriale non costituisce l’immagine della complementarietà maschile e femminile, il bambino avrà difficoltà a sviluppare una chiara idea di chi egli sia, come maschio o come femmina, e ad interiorizzarla nel profondo. La sua identità può rimanere allora frammentata, confusa, fragile, a grave danno di tutta la persona.
 
8. CHI LO DICE CHE UNA FAMIGLIA DEV’ESSERE COMPOSTA DA UN UOMO E UNA DONNA?

Lo dice la nostra natura: l’essere umano tramanda la vita grazie all’unione di un uomo e di una donna all’interno di un legame stabile, creando così una famiglia. L’uomo e la donna sono complementari l’uno all’altra, non solo per le loro caratteristiche anatomiche, ma anche per quelle funzionali ed umorali ed è per questo che solo dalla loro unione può nascere una realtà nuova, caratterizzata dall’unicità: la famiglia. La reciprocità uomo-donna vissuta nell’amore e nella donazione totale di sé all’altro è il fondamento della famiglia, ed è il cammino di una piena e profonda umanizzazione della cultura e della società.
 
9. E UNIONI DI FATTO SONO FAMIGLIA?

La famiglia è culla delle nuove generazioni. Dunque per essere famiglia è necessario essere aperti a generare una nuova vita, che può nascere solo dall’unione di un uomo e una donna. Allo stesso tempo è imprescindibile garantire alla vita stessa un luogo idoneo alla sua crescita, alla sua promozione e al suo accompagnamento in tutte le sue tappe. Non può dirsi famiglia una coppia che non può garantire ai figli che accoglie le condizioni necessarie allo sviluppo (condivisione totale di ogni bene, stabilità del legame senza condizioni, l’essere consolidata da un vincolo giuridico e non basata sulla mera convivenza…). La coppia di fatto non è questo per sua definizione; non chiamiamo famiglia ciò che famiglia non è.
 
10. PERCHÉ È COSÌ IMPORTANTE PROTEGGERE E PROMUOVERE LA FAMIGLIA?

La famiglia come realtà fondata sulla stabile comunione di sentimento e di intenti tra un uomo ed una donna è l’unica forma di unione che  permette la pienezza della relazione di chi la compone, la stabilità di vita, che nasce dalla consapevolezza dell’identità del proprio essere uomo o donna. La famiglia contribuisce alla crescita dell’ampia comunità nella quale cresce, vive ed educa i propri figli nel rispetto, nella responsabilità, nell’onestà, nella libertà e nell’autenticità. Questi importanti compiti fanno della famiglia un’istituzione sociale fondamentale: al suo interno le nuove generazioni vengono accolte e ricevono le risorse necessarie per diventare adulte e affrontare il mondo. Per questo la famiglia è cellula della società; è un bene che non ha uguali, va protetta ed è da promuovere.
 
11. SE IO E UNA PERSONA DEL MIO STESSO SESSO CI AMIAMO, PERCHÉ NON CI VIENE ACCORDATO IL DIRITTO DI ADOTTARE UN FIGLIO?

Perché per crescere un figlio non basta l’amore. Lo dicono gli studi clinici e le ricerche, ma anche l’esperienza: l’amore è la sorgente, ma da solo non basta. In particolare, una coppia dello stesso sesso, anche se legata da forti sentimenti e dotata di adeguate risorse morali e materiali, non può offrire ad un bambino ciò di cui egli ha bisogno per maturare la sua identità, che è invece un processo di assoluta importanza per il benessere di tutta la persona. Non potendo offrire l’immagine vissuta della complementarietà dei sessi e dei ruoli, resterebbe un profondo vuoto nell’identità del piccolo, una fragilità che si ripercuote su tutta la persona.
 
12. LE DIFFERENZE FRA MASCHI E FEMMINE SONO INNATE O INDOTTE DALLA CULTURA?

La differenza tra maschi e femmine è innata. Esiste in tutte le persone sin dal concepimento a livello genetico, nella caratterizzazione di ogni singola cellula con i geni XX per le femmine e XY per i maschi. Questa fondamentale differenza si esprime poi nelle peculiari caratteristiche fisiche, ormonali e psicologiche proprie del maschio e della femmina. Le differenze biologiche, psicologiche e relazionali tra il maschio e la femmina esistono a prescindere da qualsiasi influenza sociale o ambientale, come dimostrato. Tuttavia è attraverso di esse che assumono una loro particolare espressione all’interno della personalità del soggetto: l’educazione, le interazioni sociali, l’influenza della cultura e della società hanno un ruolo fondamentale nel riconoscimento, nello sviluppo e nella valorizzazione della bellezza, della differenza e della specificità del maschile e del femminile.

- LA MANIF POUR TOUS ITALIA -

 
 
 
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INFO


Un blog di: diglilaverita
Data di creazione: 16/02/2008
 

 

LE LACRIME DI MARIA

 

MESSAGGIO PER L’ITALIA

 

Civitavecchia la Madonna piange lì dove il cristianesimo è fiorito: la nostra nazione, l'Italia!  Dov'è nato uno fra i più grandi mistici santi dell'era moderna? In Italia! Padre Pio!
E per chi si è immolato Padre Pio come vittima di espiazione? Per i peccatori, certamente. Ma c'è di più. In alcune sue epistole si legge che egli ha espressamente richiesto al proprio direttore spirituale l'autorizzazione ad espiare i peccati per la nostra povera nazione. Un caso anche questo? O tutto un disegno divino di provvidenza e amore? Un disegno che da Padre Pio agli eventi di Siracusa e Civitavecchia fino a Marja Pavlovic racchiude un messaggio preciso per noi italiani? Quale? L'Italia è a rischio? Quale rischio? Il rischio di aver smarrito, come nazione, la fede cristiana non è forse immensamente più grave di qualsiasi cosa? Aggrappiamoci alla preghiera, è l'unica arma che abbiamo per salvarci dal naufragio morale in cui è caduto il nostro Paese... da La Verità vi Farà Liberi

 

 

 
 

SAN GIUSEPPE PROTETTORE

  A TE, O BEATO GIUSEPPE

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa.
Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità, che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.
Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l’eterna beatitudine in cielo.
Amen
San Giuseppe proteggi questo blog da ogni male errore e inganno.

 
 

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