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ASCOLTA TUA MADRE

LE LACRIME DI UNA MADRE NON ASCOLTATA

 

FERMIAMO LA LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA

 

TELEFONO VERDE "SOS VITA" 800813000

CHE COSA E' IL TELEFONO "SOS VITA"?
 
È un telefono “salva-vite”, che aspetta soltanto la tua chiamata. E' un telefono verde, come la speranza la telefonata non ti costa nulla,
Vuole salvare le mamme in difficoltà e, con loro, salvare la vita dei figli che ancora esse portano in grembo.
E quasi sempre ci riesce, perché con lui lavorano 250 Centri di aiuto alla vita.
 
Il Movimento per la vita lo ha pensato per te
 
Puoi parlare con questo telefono da qualsiasi luogo d’Italia: componi sempre lo stesso numero: 800813000.
 
Risponde un piccolo gruppo di persone di provata maturità e capacità, fortemente motivate e dotate di una consolidata esperienza di lavoro nei Centri di aiuto alla vita (Cav) e di una approfondita conoscenza delle strutture di sostegno a livello nazionale. La risposta, infatti, non è soltanto telefonica.
 
Questo telefono non ti dà soltanto ascolto, incoraggiamento, amicizia, ma attiva immediatamente un concreto sostegno di pronto intervento attraverso una rete di 250 Centri di aiuto alla vita e di oltre 260 Movimenti per la vita sparsi in tutta Italia.

 
DUE MINUTI PER LA VITA

Due minuti al giorno è il tempo che invitiamo ad offrire per aderire alla grande iniziativa di
preghiera per la vita nascente che si sta diffondendo in Italia dal 7 ottobre 2005 in
occasione della festa e sotto la protezione della Beata Vergine Maria, Regina del Santo Rosario.
Nella preghiera vengono ricordati ed affidati a Dio:
 i milioni di bambini uccisi nel mondo con l’aborto,
 le donne che hanno abortito e quelle che sono ancora in tempo per cambiare idea,
 i padri che hanno favorito o subito un aborto volontario o che attualmente si trovano accanto ad
una donna che sta pensando di abortire,
 i medici che praticano aborti ed il personale sanitario coinvolto, i farmacisti che vendono i
prodotti abortivi e tutti coloro che provocano la diffusione nella società della mentalità abortista,
 tutte le persone che, a qualsiasi livello, si spendono per la difesa della vita fin dal concepimento.
Le preghiere da recitarsi, secondo queste intenzioni, sono:
 Salve Regina,
 Preghiera finale della Lettera Enciclica Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II
 Angelo di Dio,
 Eterno riposo.
Il progetto è quello di trovare 150.000 persone, che ogni giorno recitino le preghiere. Il numero corrisponde a quello - leggermente approssimato per eccesso – degli aborti accertati che vengono compiuti ogni giorno nel mondo, senza poter conteggiare quelli clandestini e quelli avvenuti tramite pillola del giorno dopo. Per raggiungere tale obiettivo occorre l’aiuto generoso di tutti coloro che hanno a cuore la difesa della vita.

“Con iniziative straordinarie e nella preghiera abituale,
da ogni comunità cristiana, da ogni gruppo o associazione,
da ogni famiglia e dal cuore di ogni credente,
si elevi una supplica appassionata a Dio,
Creatore e amante della vita.”
(Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae, n. 100)

Ulteriori informazioni su: www.dueminutiperlavita.info
 

PREGHIERA A MARIA PER LA VITA GIOVANNI PAOLO II

O Maria, aurora del mondo nuovo, Madre dei viventi,
affidiamo a Te la causa della vita:
guarda, o Madre, al numero sconfinato di bimbi cui viene impedito di nascere,
di poveri cui è reso difficile vivere, di uomini e donne vittime di disumana violenza, di anziani e malati uccisi dall'indifferenza o da una presunta pietà.
Fà che quanti credono nel tuo Figlio sappiano annunciare con franchezza e amore agli uomini del nostro tempo il Vangelo della vita.
Ottieni loro la grazia di accoglierlo come dono sempre nuovo,
la gioia di celebrarlo con gratitudine in tutta la loro esistenza
e il coraggio di testimoniarlo con tenacia operosa, per costruire,
insieme con tutti gli uomini di buona volontà, la civiltà della verità e dell'amore
a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.
Giovanni Paolo II


 

AREA PERSONALE

 

 

QUELLA PICCOLA OSTIA, ESPOSTA, ERA IN GRADO DI COMPIERE GRANDI COSE. IL MIO CUORE SI SCIOGLIEVA OGNI VOLTA CHE LA GUARDAVO

Post n°9174 pubblicato il 30 Agosto 2014 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

La mia conversione avvenne nell’Agosto del 2008, quando decisi di partire per la prima volta per Medjugorje. Tantissime erano le domande che mi affliggevano sull’esistenza di Dio e che da alcuni anni mi portavano ad allontanarmi dalla Chiesa: non andavo a Messa (le uniche volte erano per Natale, Pasqua e qualche funerale). Calunniavo l’istituzione della Chiesa, offendevo i preti e il papa, ma soprattutto bestemmiavo. Come il fumo, l’alcol o il gioco d’azzardo, la bestemmia può diventare un vizio. E per me, lo era.

Ero arrivato al punto di bestemmiare senza neanche rendermi conto di farlo; ormai era parte del mio linguaggio. Partii con parecchie curiosità, ma soprattutto con il grande desiderio scoprire chi era o cosa fosse la Verità per me; sentivo che non ne sarei rimasto deluso. Inizialmente il viaggio è stato un po’ pesante, con tutto l’autobus che pregava e cantava, e io che mi annoiavo perché volevo dormire o ascoltare la musica. Ma, nonostante tutto, cercavo il più possibile di conformarmi al gruppo e pregare con loro, anche se non sapevo neanche come si usasse un Rosario.

Arrivati a Medjugorje notai subito un’atmosfera diversa, un “qualcosa” che prima d’allora non avevo mai provato. È incredibile pensare che durante il viaggio uscivano dalla mia bocca solo parole, mentre ora cominciavo a pregare con il cuore. I giorni, durante il meraviglioso Festival dei giovani, passarono in fretta: la mattina tra canti, balli e testimonianze; e la sera tra Rosario, Messa e Adorazione Eucaristica. È proprio da quest’ultima che ho sentito veramente toccare il mio cuore. Quella piccola Ostia, esposta, era in grado di compiere grandi cose. Il mio cuore si scioglieva ogni volta che la guardavo. Ogni sguardo era come un raggio di sole che pian piano illuminava il mio cuore……..

Vi fu una mattina che, prima di andare sul monte Podbrdo, ci fermammo sotto la casa di Vicka. Ero riuscito ad intrufolarmi fra la gente e a mettermi di lato alla scala da dove Vicka parlava. Era vicinissima a me. Aveva qualcosa di non comune, difficile da spiegare. Aveva gli occhi così profondi, e un sorriso così splendente che non riuscivi a smettere di fissarla e a ridere anche tu senza capire il perché. Quando mi ha imposto le mani sulla testa, il mio cuore si è letteralmente aperto, sprigionavo gioia da tutte le parti. Il viso di Vicka era davvero l’espressione dell’amore che la Gospa ha per noi, suoi figli.

Quell’amore che avvertivo costantemente, ma che si incarnava ogni volta che partecipavi ad una apparizione. In quei momenti, davvero il paradiso era in mezzo a noi, ed è proprio in quei brevi minuti che comprendi l’eternità del Paradiso, e ti rendi conto che tutto è reale, le apparizioni sono reali, Dio è reale. Prima di partire e durante quei giorni, pensavo di aver bisogno, e quindi ottenere, un miracolo per poter credere totalmente. Ma non è stato così: non ho mai visto nessun segno straordinario a Medjugorje, e la cosa mi aveva reso molto deluso. Guardavo continuamente il cielo, il sole, la croce del Krizevac, ma niente: l’unica cosa che ottenevo era un bel dolore agli occhi subito dopo.

Ma poi, col tempo ho capito che nessun segno mi sarebbe servito per la mia conversione. Dio ha preferito agire direttamente nel mio cuore, come da tempo cercava di fare, mentre io gli avevo sempre chiuso le porte del mio cuore. Ma a Medjugorje ho cominciato ad ascoltare la sua voce che è Verità: “Chiunque è dalla Verità ascolta la mia voce”, dice Gesù. Un segno straordinario come dono di Dio, certamente rafforza la tua fede, ma se non apri il tuo cuore alla Verità, se non hai permesso a Dio ti parlarti, allora nessun miracolo straordinario potrà mai cambiarti. Una guarigione fisica non è nulla a confronto alla guarigione spirituale.

La conversione del cuore, questo è quello che vuole che vuole Dio, ed è proprio per questo che la Madonna appare da 33 anni, per richiamare tutta l’umanità a suo figlio Gesù, supplicandoci sempre con i suoi messaggi alla conversione del cuore. Questa è stata una mia piccola testimonianza del mio primo pellegrinaggio. Le altre volte che ho fatto ritorno a Medjugorje, ho avuto la conferma di tutto quello che ho sperimentato la prima volta, ma, soprattutto, ho capito tante cose che dopo il mio primo viaggio non avevo capito o accettato.

Medjugorje non è il punto di arrivo della nostra conversione, bensì il punto di partenza, l’inizio di tutto, perché la nostra conversione, nonostante tante difficoltà, la costruiamo qui, nella vita di tutti i giorni. Ringrazio la Mamma celeste che, prendendomi per le orecchie, mi ha portato fino a casa sua, a Medjugorje, dove mi ha presentato e offerto gratuitamente la Verità, cioè Gesù.


(Fonte: http://www.lasacrafamiglia.it/) - fermenticattolicivivi.wordpress -

 
 
 

IL PELLEGRINO CHE C'E' IN TE: CRONACA DI UN VIAGGIO A MEDJUGORJE TRA ASPETTATIVE E DONI SORPRENDENTI

Post n°9173 pubblicato il 30 Agosto 2014 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

A Medjugorje c’è chi va per vedere se il sole si metterà a ballare un girotondo, chi si sente scettico, chi pensando ‘almeno una volta s’ha da fà’, chi con l’idea di collezionare qualche altra emozione intensa che sicuramente cambierà tutto; c’è chi arriva per fare un po’ di ‘benzina’ (che lì costa davvero poco), chi ha bisogno di ripigliarsi da qualche grossa fatica, chi per darsi una sciacquata prima di risprofondare nel coma quotidiano (perché si sa, nella vita in pantofole si va avanti a forza di schicchere spirituali oppure di calci nel sedere); c’è chi fa i bagagli per andare a vedere non si sa bene cosa, come inseguendo con l’acquolina in bocca un bocconcino appetitoso.

E c’è anche chi approda per caso, che in gergo “cristianese” a volte usano chiamare Provvidenza. Provvidenza che ha la fantasia di manifestarsi in tanti modi: un genitore che in cambio ti promette di comprarti una macchina, una fidanzata che ti dice con slancio “andiamo insieme!”, e se la guardi stupito ti risponde delusa “che non ti fidi di me?”; è lì che dovresti imparare ad essere sospettoso. Oppure c’è la sorella che ti fa una proposta obliqua: “Andiamo in vacanza in Croazia, ci facciamo un giro stupendo, poi un giorno potremmo anche fermarci un attimo a Medjugorje…”. “Ma perché?”. “Perché… ne ho proprio bisogno in questo momento…”. “Boh, se lo dici tu…”. “Dai, fallo per me!”, ti senti rispondere già con aria di gratitudine, perché la cosa ormai è fatta.

Può verificarsi anche il caso dell’amico che ti aggira con l’inganno (che poi se va male se la rischia brutta): “Andiamo in vacanza insieme, poi due o tre giorni ti porto in un posticino che conosco io, che è la fine del mondo. Tanti giovani, organizzano un festival… Ci stanno pure un sacco di ragazze…”. “Scherzi, allora si va!”.

E tu arrivi preparandoti a chiedere informazioni in croato su quale sia la discoteca più in del posto. Il momento più critico è proprio quello dell’arrivo: ti guardi intorno e vedi gente con i rosari, bancarelle che straripano di souvenir non esattamente di tuo gusto; e poi senti cantare ininterrottamente agli altoparlanti ‘Dona la pace, dona la pace’, mentre tu ti senti precipitare in un abisso. Poi incontri altri gruppi di pellegrini come te: si comincia con due chiacchiere tra una avemaria e un’altra, finché scopri di ascoltare esperienze nuove, storie di aspettative, di doni ricevuti e di fallimenti, di dolori travolgenti e di desideri appagati.

Ad un certo punto ti ritrovi ai piedi di una collina, hai un problema alle caviglie, non puoi davvero affrontare quella specie di scalata. Ti giri un po’ spaesato e osservi un ragazzo che cammina di fianco a te; ti dice di non preoccuparti, che puoi fermarti ad aspettare al baretto, non bisogna salire per forza. “Anche io ho un problema alle caviglie”. “E allora come fai?”. “Quindi l’unica cosa è salire”. Rimani perplesso per l’estrema lucidità di quella risposta e concludi che forse ti è sfuggito un nesso. Comunque sia cominci a salire sulla collina, preghi il rosario in compagnia, riscendi contento. Continui a guardarti intorno chiedendoti seriamente cosa ci sia di interessante da vedere in quel paese sperduto: niente di concretamente descrivibile oltre al fatto che si prega e si crea una specie di invisibile unione tra tutti i pellegrini.

Ti capita anche di scambiare due battute con qualche abitante del posto. Tornando verso la pensione dove sei alloggiato ti viene incontro un signore minuto e sorridente, il proprietario. Ogni volta che ti vede rientrare ti chiede se hai bisogno di qualcosa da bere, di un caffè o di un nocino, neanche fossi in un cinque stelle! Per qualsiasi cosa ti mette a disposizione la cucina e ti continua a ripetere ‘casa mia è casa tua’. È sempre vissuto qui, non sa dire tante parole in italiano ma si fa capire. Durante la guerra che dal 1992 al 1995 ha insanguinato queste terre ha perso tanti amici musulmani, croati cristiani, serbi, bosniaci; ricorda amaramente ma non perde il sorriso; si ferma, si fa serio e a bassa voce ti confida il suo segreto: “Pregare, pregare, pregare, tutti i giorni io pregare. Problemi sì, ma preghiera, e dopo… tutti felici”. ‘Preghiera’ e ‘felici’, ripete incessantemente; ti rimane impresso questo binomio misterioso e pensi: ‘Che sia così semplice?’; davanti agli occhi luminosi e sereni di quell’uomo si concretizza la tua ipotesi.

Al momento di rifare le valige ti torna in mente l’immagine della reazione compatita dei tuoi genitori appena ricevuta la notizia che saresti partito per Medjugorje: “Sicuramente stai soffrendo molto, altrimenti come ti sarebbe potuto balenare in testa di passare tre giorni d’estate lì? Povero figlio…”. È andata bene, ti senti sollevato per l’impresa compiuta, ma forse ti tradisce anche un vago desiderio di ritornare a Medjugorje un giorno e, mentre immagini quanto saranno tormentati mamma e papà dall’incubo di vederti tornare smunto ed emaciato, ti sorprendi a pensare ‘magari potessero venire anche loro’.

(Zenit.org) Maria Gabriella Filippi

 
 
 

NOVENA PER LA NATIVITA' DELLA BEATA VERGINE INSEGNATA DA MARIA A SANTA GELTRUDE

Post n°9172 pubblicato il 30 Agosto 2014 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

(DAL 30 AGOSTO AL 7 SETTEMBRE)

Leggere la preghiera iniziale e recitare poi 30 Ave Maria per ogni giorno della Novena; si diranno in tutto 270 Ave Maria in memoria dei giorni che Maria Santissima rimase nel seno di sua madre Sant'Anna. Questa devozione è stata insegnata dalla Vergine stessa a Santa Geltrude.

Preghiera:

Gloriosissima Vergine e clementissima Madre di Dio, Maria, eccomi prostrato ai tuoi santissimi piedi, come servo umile e tuo indegno devoto.  Ti prego dal più profondo del mio cuore di degnarti di ricevere queste mie piccole lodi e fredde benedizioni che Ti offro con questa santa novena; sono preghiere che cercano di unirsi a quelle numerose e fervorose che gli Angeli e i Santi innalzano a Te ogni giorno. In cambio Ti supplico di concedermi che, come Tu sei nata al mondo per essere Madre di Dio, rinasca anch'io alla Grazia per essere tuo figlio in modo che amando Te dopo Dio sopra ogni altra cosa creata e servendoti fedelmente sulla terra, possa un giorno venire a lodarti e benedirti per sempre in Cielo.

- Intercalare le prime dieci Ave Maria con la frase:


"Sia benedetto, o Maria, quel felicissimo istante in cui sei stata concepita senza macchia originale".

- Intercalare le seconde dieci Ave Maria con la frase:


"Sia benedetto, o Maria, quel beatissimo tempo in cui sei rimasta nel seno di tua madre Sant'Anna".

- Intercalare le terze dieci Ave Maria con la frase:


"Sia benedetto, o Maria, quel fortunatissimo momento in cui sei nata al mondo per essere Madre di Dio".

- Salve, o Regina...

 
 
 

LO STATO ISLAMICO VIENE DALL'INFERNO, NEANCHE I DIAVOLI SAPREBBERO TROVARE MEZZI PEGGIORI PER FARE TANTO MALE ALLA GENTE

Post n°9171 pubblicato il 29 Agosto 2014 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

«Non sappiamo da dove viene questa gente, probabilmente dall’inferno perché neanche i diavoli saprebbero trovare modi più terribili per far tanto male alla gente». Non usa mezzi termini il vescovo ausiliare di Baghdad dei caldei, Shlemon Warduni, che al Meeting spiega a tempi.it di essere molto preoccupato per la sorte degli iracheni e dei cristiani, cacciati dalle loro case di Mosul e della piana di Ninive dai terroristi dello Stato islamico. Inoltre, afferma, è deluso perché «finora la comunità internazionale e anche i cristiani non hanno fatto niente di pratico per aiutarci».

Eccellenza, qual è la situazione dei cristiani rifugiati in Kurdistan?

La sorte di tutti i cittadini iracheni è la stessa. Tutti sono inquieti, non solo i cristiani, perché mancano pace e sicurezza da tanti anni. Ma in questi ultimi mesi è successa una cosa che non avremmo mai potuto neanche immaginare: questi malviventi hanno costretto i cristiani e tutte le minoranze a scappare in massa. I cristiani vivevano a Mosul da duemila anni e ormai da oltre due mesi non si recita più una preghiera in città. Forse questa gente viene dall’inferno, sono peggio dei diavoli. Per questo noi abbiamo gridato ad alta voce per chiedere aiuto a tutto il mondo: ai cristiani, ai musulmani, agli atei, a tutta la gente di buona volontà. Perché il nostro popolo, i nostri fedeli, i nostri vecchi, i nostri bambini non vengano maltrattati in questo modo cattivo e terribile.

Di cosa hanno più bisogno gli sfollati?

Prima di tutto hanno bisogno di un tetto, perché molti di loro dormono sotto il sole con questo caldo terribile e al buio di notte, mentre prima avevano delle case belle e ordinate. Poi hanno bisogno dei viveri e dei vestiti, perché quando sono stati cacciati li hanno saccheggiati, hanno preso da loro tutto ciò che avevano. Hanno persino rubato gli orecchini a una bambina di due anni e strappato una quindicina di euro dalla mano di una vecchietta. Ancora peggio, hanno fatto entrare il terrore nei cuori di tutta la gente. Ancora prima di entrare nella piana di Ninive, infatti, quei villaggi erano quasi del tutto svuotati. Noi chiediamo tante cose al mondo, a cristiani e non, perché questa gente possa vivere, prima di tutto, e poi vivere con dignità.

La comunità internazionale deve intervenire militarmente?

La comunità internazionale può prima di tutto impedire che le armi arrivino a questa gente cattiva. Poi può inviare le forze internazionali per proteggere la nostra gente. Infine, può liberare questi nostri villaggi e città dalle mani dei malviventi per ridare a noi cristiani e ai cittadini delle altre minoranze i nostri leciti diritti. Oggi stanno cercando di sradicarci da questa terra. Ogni settimana si pregava e si celebrava la Messa a Mosul. Quanta gente oggi piange così: “Un’altra domenica senza Messa, senza partecipare al corpo e al sangue di Cristo”. Ma c’è una cosa ancora più penosa di tutto questo.

Quale?

La comunità internazionale finora ha fatto pochissimo, malgrado le grida che si sono levate dal nostro popolo da oltre due mesi. Anche i cristiani, cosa hanno fatto? Finora non abbiamo visto niente di pratico. E quindi noi alziamo la voce, tutti quanti chiediamo che il Signore dia la grazia a tutte le persone perché ci aiutino.

Spesso il patriarca Sako ha chiesto ai cristiani di restare in Iraq. È ancora possibile?

Se le cose continuano ad andare avanti come ora, nessuno potrà fermare l’emigrazione dei cristiani. Anche il nostro Patriarca l’ha detto ultimamente. Noi vogliamo che tutti restino ma la gente vuole avere garanzie di poter vivere in libertà senza queste faccende diaboliche. Oggi magari rientriamo nelle nostre case e domani tornano a cacciarci. Questa non è vita, è vitaccia. Noi vogliamo per i nostri cristiani una vita libera, serena e tranquilla. E chiediamo tutto questo per intercessione della nostra madre Maria.


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COMMENTO PERSONALE: IL MARTIRIO DEI CRISTIANI CONTINUA INDISTURBATO E NESSUNO FA NIENTE. NEMMENO SI CHIEDE AI CRISTIANI DI PREGARE PER I FRATELLI PERSEGUITATI A CAUSA DELLA FEDE, NEMMENO SI ORGANIZZANO VEGLIE DI PREGHIERA, DIGIUNI, NOVENE ROSARI (LE ARMI DEI CRISTIANI)... NULLA DI NULLA MENTRE L'INFERNO AVANZA

 
 
 

LA MESSA E' NOIOSA? E' UN PROBLEMA NOSTRO, NON DELLA MESSA

Post n°9170 pubblicato il 27 Agosto 2014 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

Siamo abituati a esperienze mordi e fuggi, a fare zapping... insomma siamo dei ragazzini viziati (VIDEO: il Concilio Vaticano II vuole il canto gregoriano e l'organo a canne)

"La Messa è così noiosa".

Quante volte voi genitori l'avete sentito dire dai vostri figli la domenica mattina? Quante volte i nostri insegnanti e i nostri catechisti l'hanno sentito mentre preparavano i bambini per la Messa? E, ammettiamolo, quante volte noi stessi ce lo siamo detti?
Cosa dire di fronte a una frase così infelice e quasi sacrilega? Beh, innanzitutto: "No, non è così!". Uno può trovare la Messa noiosa, ma è un problema suo, non della Messa.
Ci sono nella vita diverse attività importanti che sono "noiose": le visite dal dentista possono essere tali; le persone che hanno malattie ai reni mi dicono che una dialisi tre volte alla settimana non è un'esperienza entusiasmante; andare a votare non è il massimo del divertimento. Tutte e tre le cose sono però importanti per il nostro stare bene e il loro valore non dipende dal grado di soddisfazione con cui le facciamo. La Messa è ancora più importante per la salute della nostra anima rispetto agli esempi citati.

LA NOIA È UN NOSTRO PROBLEMA

La noia è un nostro problema e, dicono i sociologi, lo è perché siamo ormai abituati a esperienze mordi e fuggi, a fare zapping con il telecomando quando sbadigliamo di fronte a un programma.
Grazie a Dio, il valore di una persona o di un evento non dipende dal fatto che possano "annoiare" o meno, qualche volta. La gente e gli avvenimenti importanti non esistono per emozionarci, saremmo dei narcisi o dei ragazzini viziati se lo pensassimo!
Questo è vero in particolar modo per il Santo Sacrificio della Messa. Noi crediamo che ogni Messa è il rinnovarsi dell'avvenimento più importante e decisivo che sia mai accaduto: l'eterno, infinito sacrificio di lode di Dio Figlio a Dio Padre su una croce, sul Monte Calvario, in un venerdì chiamato "santo" (in inglese "good", buono, ndr).
Pensiamoci un attimo: anche i soldati romani erano "annoiati" quando deridevano Gesù e si giocavano a dadi la sua tunica, l'unica cosa che possedeva.

NON ANDIAMO A MESSA PER CERCARE UNO SVAGO, MA PER PREGARE

Secondo, non andiamo a Messa per cercare uno svago, ma per pregare. Se i fiori sull'altare sono belli, se la musica è piacevole, se l'aria condizionata funziona, se la predica è corta e significativa, se attorno ci sono volti amici... tutto questo di certo aiuta. Ma la Messa è efficace anche se tutte queste cose mancano (e spesso purtroppo è così!).
Perché la Messa non riguarda noi, ma Dio. E il valore della Messa viene dalla nostra semplice ma profonda convinzione, basata sulla fede, che per un'ora, la domenica, siamo parte di qualcosa che "va al di là", siamo innalzati verso l'eterno, siamo partecipi di un mistero, unendoci a Cristo nel rendimento di grazie, nell'amore, nel sacrificio di espiazione che offre eternamente al Padre. Quello che fa Gesù funziona sempre e non è mai noioso. La Messa non è un tedioso compito che assolviamo per Dio, ma un miracolo che Gesù compie con e per noi.

IL PRANZO DELLA DOMENICA

Un signore mi ha raccontato che quando era ragazzo il cuore della settimana era per lui il pranzo di famiglia alla domenica. Il cibo era buono perché lo cucinava sua mamma e la tavola era felice perché suo padre era sempre presente.
Anche dopo essersi sposato e aver avuto dei figli, alla domenica a pranzo andava con tutta la famiglia da sua madre e da suo padre. Quando i figli sono cresciuti gli hanno chiesto se era proprio "necessario" andarci, perché a volte lo trovavano "noioso". "Sì, dobbiamo" rispondeva lui, "perché non andiamo per il cibo, ma per l'amore, perché il papà e la mamma sono là".
Aveva le lacrime agli occhi mentre lo ricordava, perché quando i suoi genitori erano invecchiati le portate effettivamente non erano più così buone e la compagnia non era più così brillante. Nonostante tutto non era mai mancato una volta: quel pranzo aveva un significato speciale, anche se le lasagne erano bruciate o suo padre si addormentava a tavola.
E ora, diceva, avrebbe dato qualsiasi cosa per essere ancora là, perché sua mamma era morta e suo padre era in una casa per anziani.
Così adesso sono lui e sua moglie a preparare il pranzo della domenica e spera che i suoi tre bambini un giorno vi porteranno le loro mogli e i loro figli.
Lo stesso vale per il pranzo della domenica della nostra famiglia spirituale: la Messa.
Alcuni pensano che una partita allo Yankee Stadium sia noiosa, altri pensano lo stesso della musica country. Secondo molti l'amicizia, il volontariato, la famiglia, la lealtà e l'amore per la patria sono cose "del passato", che non "prendono" più. Bene: sono loro ad avere un problema! [...]

di Timothy Dolan


Nota di BastaBugie:
ecco un video interessante che sotto forma di dialogo, parla della musica in chiesa: canzonette o gregoriano? Cosa dice il Concilio Vaticano II, quello vero? Eccolo: "La chiesa riconosce il canto gregoriano come proprio della liturgia romana: perciò, nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto principale. [...] Nella chiesa latina si abbia in grande onore l'organo a canne, come strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere mirabile splendore alle cerimonie della chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle realtà supreme. [...] I testi destinati al canto sacro siano conformi alla dottrina cattolica, anzi siano presi di preferenza dalla sacra scrittura e dalle fonti liturgiche" (Concilio Vaticano II, Costituzione "Sacrosanctum Concilium" nn. 116, 120, 121)


Fonte: Sito del Timone - Pubblicato su BastaBugie n. 364 -

 
 
 
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Un blog di: diglilaverita
Data di creazione: 16/02/2008
 

 

LE LACRIME DI MARIA

 

MESSAGGIO PER L’ITALIA

 

Civitavecchia la Madonna piange lì dove il cristianesimo è fiorito: la nostra nazione, l'Italia!  Dov'è nato uno fra i più grandi mistici santi dell'era moderna? In Italia! Padre Pio!
E per chi si è immolato Padre Pio come vittima di espiazione? Per i peccatori, certamente. Ma c'è di più. In alcune sue epistole si legge che egli ha espressamente richiesto al proprio direttore spirituale l'autorizzazione ad espiare i peccati per la nostra povera nazione. Un caso anche questo? O tutto un disegno divino di provvidenza e amore? Un disegno che da Padre Pio agli eventi di Siracusa e Civitavecchia fino a Marja Pavlovic racchiude un messaggio preciso per noi italiani? Quale? L'Italia è a rischio? Quale rischio? Il rischio di aver smarrito, come nazione, la fede cristiana non è forse immensamente più grave di qualsiasi cosa? Aggrappiamoci alla preghiera, è l'unica arma che abbiamo per salvarci dal naufragio morale in cui è caduto il nostro Paese... da La Verità vi Farà Liberi

 

 

 
 

SAN GIUSEPPE PROTETTORE

  A TE, O BEATO GIUSEPPE

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa.
Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità, che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.
Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l’eterna beatitudine in cielo.
Amen
San Giuseppe proteggi questo blog da ogni male errore e inganno.

 
 

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