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ASCOLTA TUA MADRE

LE LACRIME DI UNA MADRE NON ASCOLTATA

 

FERMIAMO LA LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA

 

TELEFONO VERDE "SOS VITA" 800813000

CHE COSA E' IL TELEFONO "SOS VITA"?
 
È un telefono “salva-vite”, che aspetta soltanto la tua chiamata. E' un telefono verde, come la speranza la telefonata non ti costa nulla,
Vuole salvare le mamme in difficoltà e, con loro, salvare la vita dei figli che ancora esse portano in grembo.
E quasi sempre ci riesce, perché con lui lavorano 250 Centri di aiuto alla vita.
 
Il Movimento per la vita lo ha pensato per te
 
Puoi parlare con questo telefono da qualsiasi luogo d’Italia: componi sempre lo stesso numero: 800813000.
 
Risponde un piccolo gruppo di persone di provata maturità e capacità, fortemente motivate e dotate di una consolidata esperienza di lavoro nei Centri di aiuto alla vita (Cav) e di una approfondita conoscenza delle strutture di sostegno a livello nazionale. La risposta, infatti, non è soltanto telefonica.
 
Questo telefono non ti dà soltanto ascolto, incoraggiamento, amicizia, ma attiva immediatamente un concreto sostegno di pronto intervento attraverso una rete di 250 Centri di aiuto alla vita e di oltre 260 Movimenti per la vita sparsi in tutta Italia.

 
DUE MINUTI PER LA VITA

Due minuti al giorno è il tempo che invitiamo ad offrire per aderire alla grande iniziativa di
preghiera per la vita nascente che si sta diffondendo in Italia dal 7 ottobre 2005 in
occasione della festa e sotto la protezione della Beata Vergine Maria, Regina del Santo Rosario.
Nella preghiera vengono ricordati ed affidati a Dio:
 i milioni di bambini uccisi nel mondo con l’aborto,
 le donne che hanno abortito e quelle che sono ancora in tempo per cambiare idea,
 i padri che hanno favorito o subito un aborto volontario o che attualmente si trovano accanto ad
una donna che sta pensando di abortire,
 i medici che praticano aborti ed il personale sanitario coinvolto, i farmacisti che vendono i
prodotti abortivi e tutti coloro che provocano la diffusione nella società della mentalità abortista,
 tutte le persone che, a qualsiasi livello, si spendono per la difesa della vita fin dal concepimento.
Le preghiere da recitarsi, secondo queste intenzioni, sono:
 Salve Regina,
 Preghiera finale della Lettera Enciclica Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II
 Angelo di Dio,
 Eterno riposo.
Il progetto è quello di trovare 150.000 persone, che ogni giorno recitino le preghiere. Il numero corrisponde a quello - leggermente approssimato per eccesso – degli aborti accertati che vengono compiuti ogni giorno nel mondo, senza poter conteggiare quelli clandestini e quelli avvenuti tramite pillola del giorno dopo. Per raggiungere tale obiettivo occorre l’aiuto generoso di tutti coloro che hanno a cuore la difesa della vita.

“Con iniziative straordinarie e nella preghiera abituale,
da ogni comunità cristiana, da ogni gruppo o associazione,
da ogni famiglia e dal cuore di ogni credente,
si elevi una supplica appassionata a Dio,
Creatore e amante della vita.”
(Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae, n. 100)

Ulteriori informazioni su: www.dueminutiperlavita.info
 

PREGHIERA A MARIA PER LA VITA GIOVANNI PAOLO II

O Maria, aurora del mondo nuovo, Madre dei viventi,
affidiamo a Te la causa della vita:
guarda, o Madre, al numero sconfinato di bimbi cui viene impedito di nascere,
di poveri cui è reso difficile vivere, di uomini e donne vittime di disumana violenza, di anziani e malati uccisi dall'indifferenza o da una presunta pietà.
Fà che quanti credono nel tuo Figlio sappiano annunciare con franchezza e amore agli uomini del nostro tempo il Vangelo della vita.
Ottieni loro la grazia di accoglierlo come dono sempre nuovo,
la gioia di celebrarlo con gratitudine in tutta la loro esistenza
e il coraggio di testimoniarlo con tenacia operosa, per costruire,
insieme con tutti gli uomini di buona volontà, la civiltà della verità e dell'amore
a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.
Giovanni Paolo II


 

AREA PERSONALE

 

 

OLIVIERO TOSCANI DELIRA CONTRO LA CHIESA. I CATTOLICI LO DENUNCIANO

Post n°9133 pubblicato il 25 Luglio 2014 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

Oggi sembriamo assistere ad una preoccupante deriva cristianofobica non solo a migliaia di chilometri di distanza dal nostro Paese. L’odioso fenomeno della persecuzione dei cristiani non riguarda – purtroppo – solo la tragedia che si è abbattuta sulla comunità irachena di Mosul. In modi e forme diverse è presente anche nei Paesi del cosiddetto mondo occidentale che ama definirsi civilizzato. Anche a casa nostra cominciano a profilarsi i primi inquietanti segni di un inspiegabile odio anticristiano. Basta citare l’atto sacrilego compiuto al Concerto del Primo maggio dell’anno scorso, il video sul matrimonio gay tra Gesù e San Pietro andato in onda su RAI 2, le velenosissime polemiche contro le scuole d’ispirazione cattolica seguite al caso artatamente montato dell’Istituto del Sacro Cuore di Trento, e, da ultimo, le farneticanti esternazioni radiofoniche dell’ineffabile fotografo Oliviero Toscani.

Tutto questo odio gratuito rischia di alimentare nell’opinione pubblica un clima davvero pesante. Il punto è che i cristiani non possono tacere, subire supinamente, restare passivi e inerti di fronte a questa preoccupante escalation. L’ultima sortita del noto fotografo, in particolare, non si può davvero tollerare. Toscani è arrivato a definire la Chiesa un «club sadomaso», «la più grande invenzione omosessuale che sia mai esistita, i cui appartenenti si vestono da donna», l’attuale Sommo Pontefice un «vecchio banale», San Giovanni Paolo II un «assassino», e si è lasciato andare ad una serie di incredibili espressioni ingiuriose nei confronti del crocefisso, delle statue di santi e degli angeli negli altari definiti «bambini nudi che volano», con riferimento ad un particolare “gusto” sessuale (allusione neppure molto velata alla pedofilia).

Per questi motivi, i Giuristi per la Vita e Pro Vita Onlus hanno deciso di presentare una denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Roma per il reato di offesa ad una confessione religiosa mediante vilipendio di persone, previsto e punito dall’art.403 del Codice Penale, ed il reato di offesa ad una confessione religiosa mediante vilipendio di cose, previsto e punito dall’art.404 del Codice Penale.
Questo il testo della denuncia:

PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA

DENUNCIA – QUERELA

I sottoscritti Avv. Gianfranco Amato, nato a Varese,  il 1° marzo 1961, in proprio ed in qualità di Presidente e legale rappresentate dell’associazione Giuristi per la Vita, Codi-ce Fiscale 97735320588, e Antonio Brandi, nato a Roma il 10 maggio 1952, in proprio ed in qualità di Presidente e legale rappresentante dell’associazione Pro Vita Onlus, Codice Fiscale 94040860226, elettivamente domiciliati ai fini della presente denuncia in Roma, presso via Ennio Quirino Visconti, n.20, presso lo studio dell'Avv. Francesco Donzelli (salvatorefrancesco.donzelli@ordineavvocatiterni.it),

ESPONGONO

quanto segue. «»
Durante la trasmissione “La Zanzara” andata in onda il 2 maggio 2014 su Radio 24 , il noto fotografo Oliviero Toscani ha usato espressioni ingiuriose ed offensive nei confronti della religione cattolica e dei suoi rappresentanti istituzionali, ben oltre i limiti della legittima critica, integrando il reato di offesa ad una confessione religiosa mediante vilipendio di persone, previsto e punto dall’art.403 del Codice Penale, ed il reato di offesa ad una confessione religiosa mediante vilipendio di cose, previsto e punito dall’art.404 del Codice Penale.

Definire, infatti, la Chiesa un «club sadomaso», «la più grande invenzione omosessuale che sia mai esistita, i cui appartenenti si vestono da donna», l’attuale Sommo Pontefice un «vecchio banale», e San Giovanni Paolo II un «assassino», significa, peraltro, voler offendere deliberatamente il sentimento religioso di milioni di fedeli. Per non parlare delle espressioni ingiuriose nei confronti del crocefisso, delle statue di santi e degli angeli negli altari definiti «bambini nudi che volano», con riferimento ad un particolare “gusto” sessuale (allusione neppure molto velata alla pedofilia).

Queste, in particolare, le inqualificabili espressioni usate dal fotografo:
(a) «Pensate di essere un extraterrestre che atterra in Italia ed entra in una chiesa cattolica. Vedi uno attaccato e inchiodato alla croce, un altare con dei bambini nudi che volano. Lui non sa che sono angeli. Poi vedi quell’altro sanguinante, ce n’è di tutti i gusti. Io credo che un club sadomaso non sia così all’avanguardia. La Chiesa sembra un club sadomaso. Anch’io mi sento offeso da questa iconografia cattolica»;
(b) «La Chiesa è la più grande invenzione omosessuale che sia mai esistita, i cui appartenenti si vestono da donna. Vorrei sapere se esiste qualcuno che da bambino non abbia mai subito molestie da un prete»;
(c) «Papa Bergoglio parla come mio nonno 60 anni fa e non gli dava retta nessuno. Dice delle banalità e delle cose così normali che viene da pensare: ma in questi anni che cazzo ci hanno detto questi papi? E poi fanno santo Wojtyla che era contro il preservativo in Africa. Ha fatto dei disastri, un assassino. Uno che dice in un posto dove c’è l’Aids di non usare il preservativo».

Numerose e vibrate sono state le proteste dei radioascoltatori alla redazione della predetta trasmissione, come ammesso dagli stessi conduttori nel video reperibile in Rete:

Per tutto quanto sopra esposto, i sottoscritti Avv. Gianfranco Amato e Antonio Brandi, nelle qualità sopra indicate, ravvisando estremi di reato nei fatti lamentati sporgono

DENUNCIANO – QUERELA

nei confronti del fotografo OLIVIERO TOSCANI affinché sia condannato per il reato di offesa ad una confessione religiosa mediante vilipendo di persone, previsto e punito dall’art. 403 del Codice Penale, e per il reato di offesa ad una confessione religiosa mediante vilipendio di cose, previsto e punito dall’art.404 del Codice Penale, nonché per ogni altro reato che si dovesse ravvisare nei fatti descritti.
I sottoscritti, sempre in proprio e nella qualità di cui sopra,

ELEGGONO DOMICILIO
ai fini della presente denuncia-querela, in Roma, via Ennio Quirino n. 20, presso lo studio dell’Avv. Francesco Donzelli;

CHIEDONO
di essere informati, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 405 e 408 c.p.p., della eventuale formulazione della richiesta di proroga delle indagini preliminari ovvero della formulazione della richiesta di archiviazione;

DICHIARANO
altresì di opporsi sin da ora all’eventuale decreto penale di condanna;

SI RISERVANO
sin da ora di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale instaurato a seguito della presente denuncia-querela, dichiarando altresì l’intenzione di devolvere, in caso di condanna dell’imputato, l’importo dell’eventuale risarcimento alle Monache dell’Adorazione Eucaristica del Monastero di San Lazzaro e Santa Maria Maddalena di Pietrarubbia (PU).

Roma li 23 luglio 2014. - Con Osservanza -   Avv. Gianfranco Amato -  Antonio Brandi

di Gianfranco Amato -  La Nuova Bussola Quotidiana -

 
 
 

IRAK: ن , SIAMO TUTTI NAZZARENI

Post n°9132 pubblicato il 25 Luglio 2014 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

Appare sulle reti sociali di tutto il mondo, ma cosa significa questo simbolo, e perché condividerlo?

Siamo tutti cristiani iracheni! Per la prima volta da circa duemila anni non c'è alcun cristiano a Mosul. I cristiani iracheni, discendenti diretti degli assiro-caldei, hanno dovuto scegliere tra la morte e l'esilio dopo l'ultimatum dei fanatici dell'ISIL.

Prima di far loro scegliere tra la conversione, l'imposta, la fuga o la morte, gli islamisti hanno iniziato a marcare tutte le case dei cristiani con un ن, spesso inscritto in un cerchio.

Questo simbolo è di fatto una lettera dell'alfabeto arabo, il “nome”, che corrisponde alla “N” dell'alfabeto latino, una N per “Nasarah”, ovvero nazareno, il termine peggiorativo con cui sono designati i cristiani nel Corano.

Una volta esiliati, tutti i loro beni sono diventati alla mercé dei “buoni credenti” che sono i jihaidisti dell'ISIL. Dietro le motivazioni religiose, la voglia di denaro e potere non è mai lontana.

Questi segni sulle case prima di espropriarle dopo averne ucciso i proprietari ricordano l'azione dei nazisti negli anni Trenta del Novecento nei confronti della comunità ebraica; quegli altri pazzi estremisti dipingevano allora stelle di David sulle vetrine.

I cristiani, ma anche i musulmani di Baghdad, si sono riuniti con striscioni con su scritto “Sono iracheno, sono cristiano”, per far reagire chi governa.

A sostegno ai cristiani iracheni perseguitati nell'indifferenza più totale, di fronte al dramma ucraino e al conflitto israelo-palestinese, i cristiani di tutto il mondo sono chiamati a mostrare questo simbolo – ن – nelle reti sociali.

Per venerdì 25 luglio è stata inoltre organizzata una giornata di preghiera e digiuno per i nostri fratelli cristiani perseguitati per la loro fede in Cristo, soprattutto in Iraq.

“Da tempo veniamo a conoscenza, giorno dopo giorno, delle persecuzioni estremamente dure che vivono i cristiani iracheni – spiegano gli organizzatori –. Questo deve farci rendere conto del fatto che essere cristiani significa, presto o tardi, partecipare alla croce di Cristo”.

I cristiani perseguitati, aggiungono, vivono tutto sulla propria carne. È necessario unirsi a loro per la preghiera e il digiuno questo venerdì.


FIRMA LA PETIZIONE: "SALVIAMO I CRISTIANI DELL'IRAQ"



Fonte:  di Judikael Hirel ALETEIA [Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

 
 
 

MORALISTI DEMORALIZZATI: CHE FURBETTO IL SIGNOR GREGGIO, "EVASORE A SUA INSAPUTA"

Post n°9131 pubblicato il 24 Luglio 2014 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

Chissà se adesso Antonio Ricci, il satanasso di Canale 5 che ogni sera striscia le nequizie degli italiani, manderà lo scudiero Staffelli a Montecarlo a consegnare un super Tapiro all’amichetto Greggio? Venti milioni di euro non sono bruscolini, varrebbero invece la consegna di un Tapirone formato Cavallo di Troia in polistirolo, alto trenta piani e pieno di agenti del Fisco mascherati da veline. Già, stavolta il signor Ezio l’ha fatta grossa: 20 milioni di euro per fare la pace con l’Agenzia delle Entrate, una delle transazioni più alte mai pagate da un contribuente. Lo scoop è del Corriere della Sera che ha dato la notizia del grande accordo fiscale firmato dallo showman principe di Mediaset e gran sacerdote di Striscia la Notizia, il Tg satirico inventato da Antonio Ricci.

Greggio, scrive il Corriere, aveva subìto l’avvio di un accertamento fiscale più di un anno fa, quando il Fisco aveva messo gli occhi sui 23 milioni di euro che Mediaset, tra il 2009 e il 2013, aveva pagato al conduttore di Striscia, Paperissima e Veline. Il contenzioso nasceva dal fatto che il Fisco sospettava rapporti poco chiari con la società irlandese Wolf Pictures Ltd, alla quale Greggio risultava aver ceduto tutti i diritti di sfruttamento economico della sua immagine poi venduti a Mediaset. E aveva da ridire anche sulla residenza a Montecarlo, che permetteva al conduttore di vedere tassati i propri redditi in misura molto minore che in Italia. Insomma, questione intricata e complessa che, in un primo tempo, Greggio pensava di poter districare e risolvere positivamente a suo favore. Le cose non andarono invece così e  Greggio, su consiglio dei consulenti tributari dello studio Crowe Horwath, si convinse che il gioco era troppo pericoloso e che «rischiava di dover sborsare, tra capitale, sanzioni e interessi, una cifra ben superiore (se non quasi doppia) a quei 20 milioni di euro». Da qui la decisione di pagare. Con tanti saluti non solo ai risparmi di una vita ma anche, e questo è forse il lato più imbarazzante, all’immagine del Grande Cacciatore di furbetti, fattucchiere e maghi della truffa che s'era pazientemente costruito in vent'anni di onorata e comica carriera.

La colpa, dice adesso Greggio, è della società irlandese che non avrebbe eseguito le trattenute e versato i tributi dovuti al Fisco italiano. La società, invece, si giustifica appellandosi a un presunto «errore interpretativo», mente lui ribadisce di non aver mai sospettato nulla sul comportamento evasivo degli irlandesi. È vero, ammette in sostanza il signor Ezio, ma lo facevano a sua insaputa. Già, come Scajola, come il Batman dei Parioli o il cassiere di Rutelli. Ma via, lei è un bel volpino.

Un anno fa, il Fatto Quotidiano fece i conti in tasca al conduttore viaggiatore che ogni giorno si divideva tra Montecarlo e gli studi di Cologno Monzese. Mediaset in quattro anni sborsa 23 milioni di euro per il volto di Striscia: di questi, più di 12 milioni sono stati versati direttamente a lui per le trasmissioni e quasi 2,5 per l’esclusiva. Mentre gli altri 8 milioni sono finiti alla società con sede a Dublino. Un triangolo, stando alla ricostruzione del Fatto, su cui l’Agenzia delle entrate ha voluto vederci più chiaro. Come sulla residenza a Monaco, grazie alla quale Greggio poteva cavarsela con una ritenuta alla fonte del 30 per cento su quanto ricevuto da Mediaset, invece di versare nel nostro Paese imposte con aliquote che per importi così elevati superano il 40 per cento.

Ok, adesso con il trucco scoperto, il contenzioso si chiude a un prezzo salatissimo: 20 milioni di euro e, aggiungiamo noi, con la riabilitazione in massa di tutti quei meschinelli beccati da Striscia a vendere il Colosseo. Greggio, insomma, come tanti altri soloni da teleschermo, moralisti a sua volta demoralizzati. Impareranno la lezione? Il plurale, in questi casi, è d’obbligo perché la creatura di Ricci ha fatto tristemente scuola. Con Striscia è nato il giornalismo stalking, il teppismo a mezzo stampa. Non c’è programma di informazione che non segua lo stesso modello: chi è considerato responsabile di qualcosa viene pedinato con la telecamera e se non risponde il verdetto è subito servito: colpevole. Senza appello. Succede alle Iene, a Report, a Ballarò, a Servizio Pubblico e Piazza Pulita: i conduttori si sentono tutti dei piccoli Assange.

Il Trio Medusa, Gimmi Ghione, il Gabibbo, Capitan Ventosa, Brumotti: ecco le nuove star di questo giornalismo geneticamente modificato: fanno cronaca cabaret e ingaggiano attori e guitti per le loro inchieste. Non hanno bisogno di andare a caccia dei fatti: le notizie le inventano in studio, sono passate al montaggio e servite al pubblico. Ricordate quel prete con tendenze gay adescato in confessionale da un finto penitente, filmato e sbattuto in video dalle Iene di Italia1? Quei pirlotti vestiti di nero avevano mandato una giovane comparsa a fare da esca, a stimolare nel sacerdote le inconfessabili passioni, a offrirsi come docile preda. La telecamera nascosta ha documentato tutto: le prime avances, le toccatine di assaggio fino all’assalto finale. Certo, il viso del prete veniva oscurato e pure la voce camuffata, ma nel filmato mandato in onda una decina di volte, c’erano indizi chiarissimi che portavano al riconoscimento del disgraziato, ma soprattutto l’inquadratura del santuario dove il prete esercitava il suo ministero. Qualche mese dopo, il sacerdote si gettò sotto un treno .

Certo, queste Iene della mutua si guarderebbero bene dallo spedire qualche muscoloso attore a fare le moine in un circolo Arcigay: sarebbero sommersi di proteste, contro di loro si scatenerebbe tutta la lobby Lgbt e dopo indignate interrogazioni in Parlamento le Iene sarebbero costrette a scusarsi e a mandare in onda, come riparazione, un’intervista di due ore a Nichi Vendola. Non occorre scomodare Montanelli quando scriveva: «nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti, ma raramente dei moralisti che non erano farabutti». Basta l’Agenzia delle Entrate, almeno una volta, a rimettere a posto i conti.

di Luigi Santambrogio -  La Nuova Bussola Quotidiana -

 
 
 

BOLLETTINO DI SUOR EMMANUEL DEL 16 LUGLIO 2014

Post n°9130 pubblicato il 24 Luglio 2014 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

16 luglio 2014, Festa di Nostra Signora del Monte Carmelo

Cari Figli di Medjugorje, siano lodati Gesù e Maria!

1. Il 2 luglio 2014, Mirjana ha ricevuto la sua mensile apparizione alla Croce Blu, vicino alla sua casa, nel la nuova costruzione per i pellegrini. Alla fine dell’apparizione ha trasmesso il seguente messaggio: “Cari figli, io Madre di voi radunati qui e Madre del mondo intero, vi benedico con la benedizione materna e vi invito ad incamminarvi sulla via dell'umiltà. Quella via porta alla conoscenza dell’amore di mio Figlio. Mio Figlio è onnipotente, Egli è in tutte le cose. Se voi, figli miei, non comprendete questo, allora nella vostra anima regna la tenebra, la cecità. Solo l’umiltà può guarirvi. Figli miei, io ho sempre vissuto umilmente, coraggiosamente e nella speranza. Sapevo, avevo compreso che Dio è in noi e noi in Dio. Chiedo lo stesso a voi. Voglio tutti voi con me nell’eternità, perché voi siete parte di me. Nel vostro cammino io vi aiuterò. Il mio amore vi avvolgerà come un manto e farà di voi apostoli della mia luce, della luce di Dio. Con l’amore che proviene dall’umiltà, porterete la luce dove regna la tenebra, la cecità. Porterete mio Figlio, che è la luce del mondo. Io sono sempre accanto ai vostri pastori e prego che siano sempre per voi un esempio di umiltà. Vi ringrazio”.


Il 25 giugno, per il 33mo anniversario delle apparizioni, ci ha dato questo messaggio:

"Cari figli! L’Altissimo mi dona la grazia di poter essere ancora con voi e di guidarvi nella preghiera verso la via della pace. Il vostro cuore e la vostra anima hanno sete di pace e d’amore, di Dio e della sua gioia. Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate e nella preghiera scoprirete la sapienza del vivere. Io vi benedico e intercedo per ciascuno di voi davanti al mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

2.Per la festa del Corpus Domini, una immensa folla di pellegrini e di gente del posto ha partecipato alla processione del Santissimo per le strade del villaggio. Che gioia vedere questa bella tradizione risorgere a Medjugorje dopo la caduta del comunismo! Quando ero piccola (il secolo scorso!) avevamo queste processioni nelle città francesi, ed i bambini gettavano petali di rose dove passava Gesù, portato solennemente nell’ostensorio, e accompagnato da canti ed inni in Suo onore. Oggi queste processioni non sono permesse in Francia, sostituite da sfilate di altro tipo – alcune anche perverse – che certamente non richiamano la benedizione divina sulle nostre strade e sui nostri viali! Signore abbi pietà dell’Europa che ha deciso di gettarti fuori dalle sue frontiere, senza capire che respingere il Salvatore significa respingere la salvezza!

Quella mattina, il sacerdote irlandese che celebrava la messa in inglese fece vibrare i cuori con una omelia magnifica. Quel sacerdote aveva ricevuto la sua vocazione a Medjugorje e visibilmente, Maria Santissima è con lui. Eccovi un breve racconto dell’esperienza personale che condivise con noi:

“Nel 1992 tornavo dal primo Cenacolo di preghiera che animavo. (Questi cenacoli sono stati lanciati da don Gobbi, fondatore del Movimento Sacerdotale Mariano). Arrivato all’aeroporto di Dublino, feci questa preghiera: Madonna mia, siete contenta di questo cenacolo che ho animato e di tutte le grazie che avete ottenute per me?  Sentivo infatti un torrente di grazie fluire da questo ritiro. Improvvisamente, tutte le persone nell’aeroporto sparirono ai miei occhi, ed in un istante mi ritrovai solo, in presenza  di una ragazza molto carina che mi sorrideva raggiante! Non sapevo chi fosse. E’ allora che intesi una voce in me che mi diceva: Sono molto contenta ed incantata dal cenacolo dal quale vieni e delle grazie che ho ottenuto per te! La Vergine parlò al mio cuore e conobbi l’identità di quella ragazza: era Vicka, di Medjugorje! Ella mi era apparsa nell’aeroporto di Dublino! (in bilocazione in quanto Vicka era a Medjugorje). Allora dissi alla Vergine: “Volete che le parli?” Essa mi rispose: ‘No, quello che è successo è una conferma per te che Medjugorje ed il Movimento Mariano sono  autentici.

3.  Essere ancora con noi! Per il 33esimo anniversario delle apparizioni, ci aspettavamo un messaggio forte da parte della Vergine. E siamo stati colpiti soprattutto da queste parole: “L’Altissimo mi dà la grazia di essere ancora con voi”.  Cosa significa questo ancora? Non sono fra coloro che l’hanno vista o udita, ma secondo Vicka , siamo molto lontani da quanto Maria aveva previsto venisse fatto attraverso le sue apparizioni a Medjugorje. Dai primi giorni, Maria ha espresso chiaramente il suo piano: “Sono venuta per convertire tutto il mondo e riconciliarlo con Dio”. Ed anche: “Sono venuta per riavvicinare il mondo al Cuore di Dio”. Recentemente Ella ha detto: “ Il mondo si allontana ogni giorno di più dal cuore di Dio”. Questa constatazione fa male! Ma Maria è Madre della speranza ed Ella (senza dubbio) ha ottenuto da Dio di poter continuare a venire da noi perché questo piano finalmente si realizzi e che satana non riesca a diminuire e distruggere l’impatto delle sue apparizioni. Adesso, tocca a noi!

Come e quando l’abbiamo delusa, al punto da impedirle di realizzare tutto il bene che contava di fare attraverso Medjugorje? Abbiamo cominciato a prendere alcuni messaggi sul serio ed altri a lasciarli; abbiamo permesso alle nostre coscienze di addormentarsi nel materialismo che ci circonda. Non abbiamo preso sul serio il fatto di mettere Dio al primo posto nella nostra vita, e Gli abbiamo preferito il benessere terrestre (che, senza la Sua benedizione, perdiamo, come mostra lo stato attuale in Italia). Per incoraggiarci a cambiare rotta, eccovi una semplice testimonianza degli anni 90.

Sappiamo che Jakov ha perso sua madre circa un anno dopo l’inizio delle apparizioni. Lui era molto triste perché la madre era tutta la sua famiglia. Ma quella sera, la Vergine gli disse durante l’apparizione: “Non piangere, Jakov, tua madre è con me in cielo!” Sapendo questo, sono andata a trovare Jakov, come aveva fatto sua madre ad andare dritta in paradiso, cosa c’era di così bello nella sua vita che Dio l’aveva presa così presto? Penso che la risposta di Jakov possa interessare ciascuno di noi! Ma Jakov rimase evasivo e mi disse: non vedo niente di speciale da dirti, suor Emmanuel, mia madre non faceva niente di straordinario…” E poiché lo spingevo a riflettere di più, sapendo che quasi nessuno al mondo va direttamente in paradiso, ripeté: “ No, ti assicuro, mia madre non aveva niente di speciale, era come tutti gli altri, faceva tutto quello che la Gospa chiedeva di fare!” Ecco, avevo la mia risposta, e che risposta! “Faceva tutto quello che chiedeva la Gospa!”

Se oggi, nonostante le nostre tiepidezze, i nostri errori, e le nostre mancanze di umiltà, la Vergine ha deciso di continuare a visitarci, non la deludiamo! E’ un tempo di grazia, afferriamolo! Non permettiamo al nemico di rallegrarsi delle porte che gli apriamo con i nostri compromessi con il peccato. Non lasciamogli  le mani libere di attaccarci, ne va del nostro avvenire e di quello dei nostri figli.

Maria ci dà una seconda occasione…. Se vogliamo la pace e non il disastro, facciamo ancora in tempo a “fare tutto quello che ci chiede!”

4. Fra qualche mese uscirà l’ultimo libro di Suor Emmanuel: “La pace avrà l’ultima parola”

Cara Gospa! Questa estate, vogliamo passare del tempo con te perché tu ci insegni a pregare, ad adorare Dio in ogni momento ed in ogni luogo, ad essere tuoi apostoli che portano la luce là dove regnano le tenebre!

Suor Emmanuel + (Tradotto dal francese)


AVVISO IMPORTANTE: L’ INDIRIZZO PER RICEVERE LE NOTIZIE DA MEDJUGORJE ED IL MESSAGGIO DEL 25 DEL MESE E’ VANNALVISEPG@GMAIL.COM OPPURE ALVISEPG@GMAIL.COM E NON PIU’ INFO@VOCEPIU.IT

 
PS1. Il festival dei Giovani si terrà dal 31 luglio al 6 agosto. Pregate per le migliaia di giovani che verranno! Invitate un giovane, potete salvare una vita!

PS2. E’ uscito dall’editore Rizzoli il libro “Il Paradiso per davvero” scritto dal padre di un bambino americano di 4 anni. Il bambino, di nome Colton, durante una urgente operazione per una peritonite perforata ha avuto una incredibile esperienza di “vita oltre la vita”. I medici lo davano clinicamente morto e lui ha raccontato di essere stato preso in braccio da Gesù perché aveva paura, di essersi visto sul tavolo operatorio, di aver visto la reazione dei due genitori in preghiera disperata, di aver incontrata la sorellina morta due anni prima, di cui lui non aveva mai saputo nulla e poi di essersi ritrovato nella camera dell’ospedale. E’ uscito il 10 luglio anche un film con lo stesso titolo. Vale la pena di leggere per dare certezza nella esistenza di un mondo buono e bello che ci attende tutti, prima o poi.

PS3. La Vergine ama ricevere la posta! Lei risponde nei cuori durante la preghiera. Inviate la vostra lettera a “Reine de la Paix”, BP 2157, Nice cedex , 06103 Francia. Consegneremo la lettera ad un veggente.

© Enfants de Medjugorje 2014 - www.enfantsdemedjugorje.fr; e-mail gospa.fr@gmail.com -

 
 
 

DEMONI INCARNATI: AFGHANISTAN, IL MULLAH LA STUPRA IN MOSCHEA. ORA LA BIMBIA RISCHIA DI ESSERE UCCISA

Post n°9129 pubblicato il 23 Luglio 2014 da diglilaverita
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Una bambina afgana di 10 anni rischia di essere uccisa dalla famiglia per essere stata stuprata in una moschea da un uomo di cui si fidava ciecamente, il mullah locale. I fatti risalgono al maggio scorso ma solo una settimana fa l’episodio è stato denunciato al New York Times dalle attiviste per i diritti delle donne Women for Afghan Women, un’organizzazione che si batte per proteggere le cittadine del Paese e che viene spesso tacciata di americanismo, perché la bambina, che chiameremo Afia, il 15 luglio è stata riconsegnata dalle autorità alla sua famiglia nonostante in precedenza i genitori avessero minacciato di ucciderla per lavare l’onore perduto. E la donna che più l’aveva protetta la dottoressa Hassina Sarwarila direttrice del casa rifugio dove la bambina era stata accolta dopo la violenza, è ora costretta a nascondersi dopo ave ricevuto minacce di morte e medita di lasciare il Paese. E’ una vicenda triste, quella di Afia, di quelle che è difficile scordare, perché perdono tutti “i buoni”: le autorità che hanno cercato di perseguire l’imam e che sono state costrette a dimettersi, le attiviste e naturalmente la vittima. Tuttora il mullah è ancora libero. I fatti si svolgono ad Alti Gumbad in un villaggio alla periferia di Kunduz, nel nord dell’Afghanistan. Dopo lo stupro Afia sanguina così tanto che rischia di perdere la vita perché non viene portata subito in ospedale, la violenza è stata così brutale da averle causato una fistola, cioè una rottura della parete che separa la vagina dal retto. Nonostante ciò il mullah, Mohammad Amin, interrogato dalla polizia, ammette di aver avuto un rapporto sessuale con la bambina dopo la lezione di Corano ma dice che era consensuale, che pensava che Afia fosse più grande e che aveva risposto alle sue avance. Per riparare al danno fatto si offre di sposare la sua vittima. Ma la capo dell’ufficio che si occupa delle questioni femminili, Nederah Geyah, si batte per difendere la piccola. Va in tribunale e mostra le foto di Afia in ospedale, uno scricciolo di 18 chili che chiaramente non ha ancora raggiunto la pubertà. In Afghanistan i certificati di nascita sono un lusso per pochi ma i medici attestano chiaramente che la bimba non ha ancora avuto le mestruazioni e la madre assicura che ha solo 10 anni. Tutto questo non piace agli abitanti del villaggio. La rabbia degli uomini non si riversa contro il colpevole dello stupro ma contro la sua vittima e le sue protettrici. Quando la dottoressa Sarwari, che è una pediatra, si presenta in ospedale per portare via la bambina i vecchi del villaggio cercano di sbarrarle il passo, tra loro ci sono i fratelli, il padre e lo zio della ragazzina. Sarwari riesce a parlare con la zia di Afia che le spiega quello che succedendo: suo marito le aveva ordinato di entrare in ospedale e prendere la bambina in modo che potessero ucciderla e buttarla nel fiume. Il caso è emblematico di come in Afghanistan sia sempre più difficile difendere le vittime di una violenza. Con il ritiro delle truppe internazionali gli attivisti per i diritti umani vedono venire meno risorse e sostegno: “Nessuno finanzia più i programmi per la nascita di una nuova società civile. E penso che tutti i progressi che abbiamo fatto negli ultimi 13 anni piano piano scompariranno” ha detto Geyal in un’intervista prima delle dimissioni. I delitti d’onore nei casi di stupro sono comuni in Afghanistan e spesso, per la famiglia della vittima sono più importanti della punizione nei confronti dello stupratore. Secondo alcune Ong ogni anno nel Paese 150 donne vengono uccise per questo motivo, probabilmente il dato è sottostimato. Tag: Afghanistan, Delitto d onore, diritti delle donne, donne, talebani ] Una bambina afgana di 10 anni rischia di essere uccisa dalla famiglia per essere stata stuprata in una moschea da un uomo di cui si fidava ciecamente, il mullah locale. I fatti risalgono al maggio scorso ma solo una settimana fa l’episodio è stato denunciato al New York Times dalle attiviste per i diritti delle donne Women for Afghan Women, un’organizzazione che si batte per proteggere le cittadine del Paese e che viene spesso tacciata di americanismo, perché la bambina, che chiameremo Afia, il 15 luglio è stata riconsegnata dalle autorità alla sua famiglia nonostante in precedenza i genitori avessero minacciato di ucciderla per lavare l’onore perduto.

E la donna che più l’aveva protetta la dottoressa Hassina Sarwari, la direttrice del casa rifugio dove la bambina era stata accolta dopo la violenza, è ora costretta a nascondersi dopo ave ricevuto minacce di morte e medita di lasciare il Paese.

E’ una vicenda triste, quella di Afia, di quelle che è difficile scordare, perché perdono tutti “i buoni”: le autorità che hanno cercato di perseguire l’imam e che sono state costrette a dimettersi, le attiviste e naturalmente la vittima. Tuttora il mullah è ancora libero.

Ma la capo dell’ufficio che si occupa delle questioni femminili, Nederah Geyah, si batte per difendere la piccola. Va in tribunale e mostra le foto di Afia in ospedale, uno scricciolo di 18 chili che chiaramente non ha ancora raggiunto la pubertà. In Afghanistan i certificati di nascita sono un lusso per pochi ma i medici attestano chiaramente che la bimba non ha ancora avuto le mestruazioni e la madre assicura che ha solo 10 anni.

Tutto questo non piace agli abitanti del villaggio. La rabbia degli uomini non si riversa contro il colpevole dello stupro ma contro la sua vittima e le sue protettrici. Quando la dottoressa Sarwari, che è una pediatra, si presenta in ospedale per portare via la bambina i vecchi del villaggio cercano di sbarrarle il passo, tra loro ci sono i fratelli, il padre e lo zio della ragazzina. Sarwari riesce a parlare con la zia di Afia che le spiega quello che succedendo: suo marito le aveva ordinato di entrare in ospedale e prendere la bambina in modo che potessero ucciderla e buttarla nel fiume.

Il caso è emblematico di come in Afghanistan sia sempre più difficile difendere le vittime di una violenza. Con il ritiro delle truppe internazionali gli attivisti per i diritti umani vedono venire meno risorse e sostegno: “Nessuno finanzia più i programmi per la nascita di una nuova società civile. E penso che tutti i progressi che abbiamo fatto negli ultimi 13 anni piano piano scompariranno” ha detto Geyal in un’intervista prima delle dimissioni.

I delitti d’onore nei casi di stupro sono comuni in Afghanistan e spesso, per la famiglia della vittima sono più importanti della punizione nei confronti dello stupratore. Secondo alcune Ong ogni anno nel Paese 150 donne vengono uccise per questo motivo, probabilmente il dato è sottostimato.

 - Monica Ricci Sargentini - corriere.it-

NB. COMMENTO PERSONALE: GUARDATE LA FOTO DEL POST I VOLTI SONO DIABOLICI

 
 
 
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Un blog di: diglilaverita
Data di creazione: 16/02/2008
 

 

LE LACRIME DI MARIA

 

MESSAGGIO PER L’ITALIA

 

Civitavecchia la Madonna piange lì dove il cristianesimo è fiorito: la nostra nazione, l'Italia!  Dov'è nato uno fra i più grandi mistici santi dell'era moderna? In Italia! Padre Pio!
E per chi si è immolato Padre Pio come vittima di espiazione? Per i peccatori, certamente. Ma c'è di più. In alcune sue epistole si legge che egli ha espressamente richiesto al proprio direttore spirituale l'autorizzazione ad espiare i peccati per la nostra povera nazione. Un caso anche questo? O tutto un disegno divino di provvidenza e amore? Un disegno che da Padre Pio agli eventi di Siracusa e Civitavecchia fino a Marja Pavlovic racchiude un messaggio preciso per noi italiani? Quale? L'Italia è a rischio? Quale rischio? Il rischio di aver smarrito, come nazione, la fede cristiana non è forse immensamente più grave di qualsiasi cosa? Aggrappiamoci alla preghiera, è l'unica arma che abbiamo per salvarci dal naufragio morale in cui è caduto il nostro Paese... da La Verità vi Farà Liberi

 

 

 
 

SAN GIUSEPPE PROTETTORE

  A TE, O BEATO GIUSEPPE

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa.
Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità, che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.
Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l’eterna beatitudine in cielo.
Amen
San Giuseppe proteggi questo blog da ogni male errore e inganno.

 
 

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