ASCOLTA TUA MADRE

LE LACRIME DI UNA MADRE NON ASCOLTATA

 

FERMIAMO LA LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA

 

TELEFONO VERDE "SOS VITA" 800813000

CHE COSA E' IL TELEFONO "SOS VITA"?
 
È un telefono “salva-vite”, che aspetta soltanto la tua chiamata. E' un telefono verde, come la speranza la telefonata non ti costa nulla,
Vuole salvare le mamme in difficoltà e, con loro, salvare la vita dei figli che ancora esse portano in grembo.
E quasi sempre ci riesce, perché con lui lavorano 250 Centri di aiuto alla vita.
 
Il Movimento per la vita lo ha pensato per te
 
Puoi parlare con questo telefono da qualsiasi luogo d’Italia: componi sempre lo stesso numero: 800813000.
 
Risponde un piccolo gruppo di persone di provata maturità e capacità, fortemente motivate e dotate di una consolidata esperienza di lavoro nei Centri di aiuto alla vita (Cav) e di una approfondita conoscenza delle strutture di sostegno a livello nazionale. La risposta, infatti, non è soltanto telefonica.
 
Questo telefono non ti dà soltanto ascolto, incoraggiamento, amicizia, ma attiva immediatamente un concreto sostegno di pronto intervento attraverso una rete di 250 Centri di aiuto alla vita e di oltre 260 Movimenti per la vita sparsi in tutta Italia.

 
DUE MINUTI PER LA VITA

Due minuti al giorno è il tempo che invitiamo ad offrire per aderire alla grande iniziativa di
preghiera per la vita nascente che si sta diffondendo in Italia dal 7 ottobre 2005 in
occasione della festa e sotto la protezione della Beata Vergine Maria, Regina del Santo Rosario.
Nella preghiera vengono ricordati ed affidati a Dio:
 i milioni di bambini uccisi nel mondo con l’aborto,
 le donne che hanno abortito e quelle che sono ancora in tempo per cambiare idea,
 i padri che hanno favorito o subito un aborto volontario o che attualmente si trovano accanto ad
una donna che sta pensando di abortire,
 i medici che praticano aborti ed il personale sanitario coinvolto, i farmacisti che vendono i
prodotti abortivi e tutti coloro che provocano la diffusione nella società della mentalità abortista,
 tutte le persone che, a qualsiasi livello, si spendono per la difesa della vita fin dal concepimento.
Le preghiere da recitarsi, secondo queste intenzioni, sono:
 Salve Regina,
 Preghiera finale della Lettera Enciclica Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II
 Angelo di Dio,
 Eterno riposo.
Il progetto è quello di trovare 150.000 persone, che ogni giorno recitino le preghiere. Il numero corrisponde a quello - leggermente approssimato per eccesso – degli aborti accertati che vengono compiuti ogni giorno nel mondo, senza poter conteggiare quelli clandestini e quelli avvenuti tramite pillola del giorno dopo. Per raggiungere tale obiettivo occorre l’aiuto generoso di tutti coloro che hanno a cuore la difesa della vita.

“Con iniziative straordinarie e nella preghiera abituale,
da ogni comunità cristiana, da ogni gruppo o associazione,
da ogni famiglia e dal cuore di ogni credente,
si elevi una supplica appassionata a Dio,
Creatore e amante della vita.”
(Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae, n. 100)

Ulteriori informazioni su: www.dueminutiperlavita.info
 

PREGHIERA A MARIA PER LA VITA GIOVANNI PAOLO II

O Maria, aurora del mondo nuovo, Madre dei viventi,
affidiamo a Te la causa della vita:
guarda, o Madre, al numero sconfinato di bimbi cui viene impedito di nascere,
di poveri cui è reso difficile vivere, di uomini e donne vittime di disumana violenza, di anziani e malati uccisi dall'indifferenza o da una presunta pietà.
Fà che quanti credono nel tuo Figlio sappiano annunciare con franchezza e amore agli uomini del nostro tempo il Vangelo della vita.
Ottieni loro la grazia di accoglierlo come dono sempre nuovo,
la gioia di celebrarlo con gratitudine in tutta la loro esistenza
e il coraggio di testimoniarlo con tenacia operosa, per costruire,
insieme con tutti gli uomini di buona volontà, la civiltà della verità e dell'amore
a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.
Giovanni Paolo II


 

AREA PERSONALE

 

 

IL SIGNIFICATO PROFONDO DELLE LACRIME DELLA MADONNA DI CIVITAVECCHIA, STATUA PROVENIENTE DA MEDJUGORJE!!!

Post n°9342 pubblicato il 19 Aprile 2015 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

Apparizione e messaggio della Madonna a Civitavecchia, nel giardino di casa Gregori, il 26 agosto 1995: "Figli cari, piango perchè vi sto parlando in ogni parte del mondo donandovi segni straordinari, ma voi non mi ascoltate. Mi sto presentando a voi in ogni forma, ma non mi accettate con vero amore nei vostri cuori. Le mie lacrime le vedete come segno di curiosità, ma il vostro cuore rimane duro... e non permettete che entri la luce del Signore. Dolci miei figli prediletti, consacratevi Al Mio Cuore Immacolato, pieno di Amore divino. Continuate ad essere semplici, pieni di amore per tutti. Pregate, pregate, pregate. Vi prego, accogliete questo Mio accorato invito, che ancora oggi vi sto dando da questo luogo santo che Dio ha consacrato, rivolto a tutte le nazioni del mondo. Aprite il cuore e le braccia con lo stesso modo e amore con cui si abbraccia il proprio figlio, per essere pronti ad abbracciare il Cristo nello splendore della Sua Gloria, perchè il Suo grande avvento sta per arrivare. Pregate, e non stancatevi mai di pregare. Dolci figli Miei, amatevi, perchè l' amore in Cristo Mio figlio è la vostra chiave per entrare in quella porta piccola che conduce al regno di Dio".


I FRUTTI

Pantano è diventato un vero e proprio luogo di evangelizzazione. Passato il clamore iniziale, oggi la gente accorre in maniera composta e devota da ogni dove. I pellegrini giungono da ogni parte d’Italia e dell’Estero, con decine di corriere. Ci sono persone o comitive che vengono da Spagna, Inghilterra, Stati Uniti, Messico, Filippine, Corea, Giappone, Malaysia, ma anche dai Paesi più poveri dell’America Latina e perfino dalle più lontane isole del Pacifico e dell’Oceano Indiano, unicamente per piangere i propri peccati, per confessarsi, per ritrovare la fede perduta, per domandare qualche grazia. Attualmente ci sono cinque confessori che, quasi ogni giorno, alternandosi, ascoltano le confessioni dalle ore 10 alle ore 13-14 del mattino e dalle ore 16 alle ore 20 del pomeriggio. Il tutto è accompagnato, da Celebrazioni Eucaristiche e momenti di adorazione Eucaristica. Davanti all’immagine della Madonnina si verificano continuamente moltissime conversioni. Lo attestano i sacerdoti in servizio presso il confessionale che quotidianamente accolgono persone, le quali dopo numerosi anni sentono nascere il desiderio di riavvicinarsi ai sacramenti. I numerosi ex-voto custoditi in un ambiente attiguo alla chiesa e due cassette di sicurezza piene di oggetti d’oro vogliono testimoniare le grazie ricevute. Inoltre vengono custoditi più di quaranta registri, di circa cento pagine ciascuno, dove in questi dieci anni gli stessi fedeli hanno annotato le grazie ricevute, la lode o il ringraziamento a Dio e alla Vergine, le richieste di protezione per se stessi o per le famiglie. Circa un migliaio di famiglie dissestate, a causa di divorzi o separazioni si sono ricomposte. Tante donne hanno ottenuto lì la maternità desiderata e poi vi ritornano per battezzare il loro bambino. Molti, infine, hanno chiesto il battesimo, anche ex musulmani. Man mano che passa il tempo si nota che la devozione non soltanto continua, ma si "purifica". Si assiste ad un aumento qualitativo dei pellegrini, che sono spinti non più dalla curiosità ma da intenzioni più profonde. Papa Wojtyla volle avere la statuina con sé in Vaticano per venerarla. Monsignor Grillo venne convocato a Roma, nel palazzo apostolico, dal segretario del pontefice con la richiesta di portare con sé la Madonnina. Il Papa si raccolse in preghiera davanti ad essa. Anche se questa venerazione avvenne in forma assolutamente privata e senza alcuna pubblicità, ciò dimostra che Karol Wojtyla credeva che quanto accaduto a Civitavecchia fosse un fenomeno autentico. Fu proprio lui a chiedere a monsignor Grillo - inizialmente contrarissimo all’evento - di essere più possibilista sull'ipotesi soprannaturale. Il Papa riteneva quello delle lacrime di Maria un messaggio importante per la Chiesa e per il mondo.

 
 
 

TUTTO CIO' CHE C'E' DA SAPERE SULL'OSTENZIONE DELLA SINDONE

Post n°9341 pubblicato il 14 Aprile 2015 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

Il presidente della Commissione diocesana per la Sindone e vicepresidente del Comitato organizzatore spiega com'è organizzato l’evento...

È tutto pronto a Torino per l’ostensione della Sindone (19 aprile – 24 giugno). Don Roberto Gottardo, presidente della Commissione diocesana per la Sindone e vicepresidente del Comitato organizzatore dell’Ostensione 2015, spiega a tempi.it che quest’anno, tra l’altro l’evento «cade contemporaneamente alle celebrazioni per il bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco, santo torinese di riferimento per milioni di giovani in tutto il mondo. Per questo, nonostante l’ostensione avvenga a soli cinque anni dall’ultima pubblica del 2010 e a due anni da quella televisiva del 30 marzo 2013 si attende una grande affluenza. È azzardato fare previsioni, ma tutto è pronto per accogliere un numero di pellegrini anche superiore all’ultima ostensione. Quanto alla sicurezza, tutto è stato predisposto in accordo con le forze dell’ordine per garantire la massima serenità ai pellegrini»

COM’È STATO PENSATO IL PERCORSO CHE I FEDELI INTRAPRENDERANNO PER ARRIVARE FINO ALLA SINDONE?

Il percorso di avvicinamento al Duomo è lungo 850 metri e quasi completamente coperto e il punto di accoglienza e accesso è in viale Partigiani. Lungo il percorso, i pellegrini saranno accompagnati dai volti e dalle frasi di alcuni santi di Torino e del Piemonte che hanno incarnato nella loro vita quell’”Amore più grande” che è il motto di questa Ostensione. Immediatamente prima dell’ingresso in Cattedrale si potrà assistere alla proiezione di un brevissimo filmato che presenta le caratteristiche essenziali del Telo e dell’immagine sindonica; quindi si potrà entrare nella Cattedrale e fermarsi qualche minuto davanti alla Sindone. Particolare attenzione sarà riservata ai malati e disabili, cui è particolarmente rivolta l’Ostensione, attraverso una «corsia prioritaria» per la visita alla Sindone con la disponibilità di sedie a rotelle e volontari accompagnatori. Inoltre sono allestiti altri servizi come il bookshop ufficiale dell’ostensione in piazza Castello all’angolo con via Palazzo di Città (che funziona anche come centro per prenotazioni in giornata) e i confessionali che trovano posto nella chiesa dello Spirito Santo in via Porta Palatina e in un padiglione allestito in piazza San Giovanni (quest’ultimo disporrà di confessionali attrezzati per l’accesso dei disabili). Sarà destinata, infine, alla preghiera e all’adorazione eucaristica la chiesa della SS. Trinità in via Garibaldi.
 
COSA CI SARÀ DI NUOVO IN QUESTA OSTENSIONE RISPETTO ALL’ULTIMA?
 
L’Ostensione è stata concessa dal Papa in occasione delle celebrazioni per i duecento anni dalla nascita di don Bosco, fondatore della Famiglia Salesiana, ispiratore del celebre metodo dell’educazione dei ragazzi e giovani negli oratori. «L’Amore più grande», è il motto scelto dal Custode monsignor Nosiglia per questa ostensione, e si richiama al Vangelo di Giovanni (15,13). È l’amore di Dio, manifestato nella Passione di Gesù Cristo, nel dono totale della vita, che spinge ciascuno di noi a mettersi a servizio dei fratelli, e dei più poveri in particolare. Per questo i destinatari privilegiati di questa esposizione del Telo sono i giovani e i malati. «Il pellegrinaggio alla Sindone – come sottolinea l’Arcivescovo monsignor Nosiglia – per i giovani e non solo, si propone come un cammino alla riscoperta di se stessi, delle motivazioni profonde del vivere. L’immagine della sofferenza e della morte di Gesù che la Sindone testimonia è però un richiamo forte alla vita, a “uscire dalla morte” per incontrare i fratelli».
 
COME CI SI COMPORTERÀ CON I PELLEGRINI BISOGNOSI DI SUPPORTO FISICO?
 
L’attenzione speciale per i malati che si recheranno al cospetto della Sindone si concretizza anche nelle modalità dell’accoglienza. Per la prima volta a Torino sono stati realizzati due «accueil», sul modello di Lourdes, per consentire ai pellegrini (malati e accompagnatori) di poter dormire almeno una notte in città e organizzare la visita alla Sindone senza le fatiche di un viaggio in giornata. Gli accueil si trovano vicino al Duomo, nell’ospedale Maria Adelaide e al Cottolengo e offrono ospitalità a prezzi contenuti, grazie anche alla convenzione sottoscritta tra Arcidiocesi di Torino con la Pastorale della Salute, Comitato organizzatore dell’Ostensione e Città della Salute. Le due strutture per l’intero periodo dell’Ostensione, dal 19 aprile al 24 giugno, mettono a disposizione 70 posti letto con servizi di pernottamento, colazione, pranzo, cena, personale volontario 24 ore su 24 e assistenza medica. Sono oltre 200 i volontari che presteranno servizio negli accueil.

QUALI SONO LE REAZIONI DELLE PERSONE CHE SI TROVANO DI FRONTE ALLA SINDONE? C’È ANCHE UNA QUOTA DI CURIOSI O SI TRATTA PER LO PIÙ DI FEDELI, CHE SI ACCOSTANO ALL’EVENTO COME FOSSE UNA REALE LITURGIA? VERRÀ DATA UN’ASSISTENZA SPIRITUALE IN LOCO?

Il pellegrinaggio a Torino ha caratteristiche sue proprie, che non si riscontrano in altre tipologie. Non è un viaggio ai Luoghi Santi, né alle tombe dei martiri; non è un itinerario alla riscoperta di apparizioni o miracoli. È un viaggio insieme comunitario e interiore, un «pellegrinaggio dentro se stessi» camminando in mezzo ad un popolo, che ha il suo culmine nell’incontro con l’immagine dell’Uomo dei Dolori. Un incontro che, l’abbiamo visto tante volte, provoca alla commozione, alla immedesimazione con gli ultimi e i dimenticati, che muove alla gratitudine (quanti “grazie” sul libro delle firme…) e insieme invita alla conversione e al servizio. Ma il bello della Sindone è che attira anche tanti “curiosi”, persone non immediatamente interessate al messaggio spirituale, persone che forse non parteciperebbero ad una liturgia ma che davanti a quell’immagine si trovano coinvolti e commossi: la Sindone è semplice, forse per questo raggiunge anche i più lontani ma che nel cuore di Dio forse sono i più vicini.
 

È PREVISTA UNA PARTECIPAZIONE DI PELLEGRINI PROVENIENTI DALL’ESTERO?

Certamente, i gruppi più numerosi provengono dalla Polonia, dalla Francia e dagli Stati Uniti ma i pellegrini giungono da ogni parte del mondo: dalla Cina a Trinidad & Tobago, dal Sudafrica all’Argentina, dal Qatar agli Emirati Arabi e, naturalmente dai Paesi Europei; ovviamente i più numerosi sono quelli dall’Italia.
 
CHE TIPO DI RACCOMANDAZIONI E SUGGERIMENTI HA DATO A VOI ORGANIZZATORI MONS. NOSIGLIA?

La Sindone – come afferma monsignor Nosiglia – rappresenta per la comunità torinese, e per l’intera Chiesa universale, un riferimento importantissimo per la vita di fede di tante persone e comunità, che in quell’immagine e in quel Volto cercano, riconoscono e trovano i segni della Passione del Signore, di quel Gesù che – nella testimonianza perenne della Chiesa – ispira la nostra vita e ci sfida a realizzare pienamente la nostra vocazione più profonda. Per questo ha chiesto che si facesse tutto il possibile per offrire un momento non meramente di interesse culturale ma di grande aiuto spirituale. L’Arcivescovo ha voluto inoltre che la solidarietà concreta di migliaia di pellegrini, diventasse anche un «fiore di carità» nelle mani di Papa Francesco che sarà a Torino il 21 e 22 giugno. Per questo tutte le offerte raccolte durante l’ostensione verranno consegnate a Papa Francesco quando sarà con noi a Torino il 21 giugno. Potrà usarle destinandole a un’opera, un progetto di sostegno per i poveri o i bisognosi. Ci farebbe molto piacere, è ovvio, se tale opera potesse ricordare la Sindone, il Santo Volto del Signore e dunque anche Torino.
 
 Elisabetta Longo - donboscoland.it -

 
 
 

IL GENOCIDIO ARMENO RICONOSCIUTO DA GIOVANNI PAOLO II E PAPA FRANCESCO

Post n°9340 pubblicato il 14 Aprile 2015 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

Il 9 novembre 2000 Papa Giovanni Paolo II e il Catholicos Karekin II, il capo della Chiesa apostolica armena, firmavano a Roma un «comunicato congiunto» nel quale si parlava esplicitamente del «genocidio armeno»: «I capi delle nazioni non temevano più Dio né essi provavano vergogna di fronte al genere umano. Il XX secolo è stato contrassegnato per noi da una estrema violenza. Il genocidio armeno, all’inizio del secolo, ha costituito un prologo agli orrori che sarebbero seguiti. Due guerre mondiali, innumerevoli conflitti regionali e campagne di sterminio deliberatamente organizzate che hanno tolto la vita a milioni di fedeli». L'iniziativa provocò una durissima reazione diplomatica della Turchia. L'anno successivo, 2001, durante il viaggio in Armenia, Papa Wojtyla evitò nei suoi discorsi pubblici di pronunciare direttamente la parola «genocidio», ma usò, nella preghiera da lui recitata, l'espressione Metz Yeghérn, «Grande Male», cioè la stessa usata dal popolo armeno per definire la tragedia avvenuta agli inizi del Novecento. Era il 26 settembre, e Giovanni Paolo II, che stava compiendo la visita al memoriale di Tzitzernakaberd, complesso architettonico costruito a Yerevan a ricordo delle vittime armene cadute nel 1915, pregò con queste parole: «O Giudice dei vivi e dei morti, abbi pietà di noi! Ascolta, o Signore, il lamento che si leva da questo luogo, l’invocazione dei morti dagli abissi del Metz Yeghérn, il grido del sangue innocente che implora come il sangue di Abele, come Rachele che piange per i suoi figli perché non sono più. Ascolta, o Signore, la voce del Vescovo di Roma, che riecheggia la supplica del suo predecessore, il Papa Benedetto XV, quando nel 1915 alzò la voce in difesa  "del popolo armeno gravemente afflitto, condotto alla soglia dell’annientamento"». Al termine della vista in Armenia, il Papa e Karekin II firmarono una nuova «dichiarazione congiunta», nella quale venne usata questa espressione «Lo sterminio di un milione e mezzo di cristiani armeni, che generalmente viene definito come il primo genocidio del XX secolo». Dunque per la seconda volta a distanza di due anni, seppure in un testo sottoscritto congiuntamente dal capo della Chiesa cattolica e da quello della Chiesa apostolica armena, compariva la parola «genocidio» riferita ai massacri del 1915. Nel saluto all'inizio della messa del 12 aprile, Papa Francesco ha inserito la tragedia del 1915 nel contesto degli stermini di massa del Novecento, citando non soltanto quelli nazisti e stalinisti, ma anche quelli molto più vicini a noi, avvenuti in Asia e in Africa. Con queste parole ha definito la prima delle «tragedie inaudite» del secolo scorso: «Quella che generalmente viene considerata come "il primo genocidio del XX secolo"; essa ha colpito il vostro popolo armeno – prima nazione cristiana –, insieme ai siri cattolici e ortodossi, agli assiri, ai caldei e ai greci. Furono uccisi vescovi, sacerdoti, religiosi, donne, uomini, anziani e persino bambini e malati indifesi». Nel testo scritto del saluto papale, subito dopo la frase non a caso virgolettata sul «primo genocidio del XX secolo», è stata volutamente riportata la fonte della citazione (Giovanni Paolo II e Karekin II, Dichiarazione Comune, Etchmiadzin, 27 settembre 2001), vale a dire la dichiarazione congiunta di quattordici anni fa. In questo modo, Papa Francesco ha usato la parola «genocidio» ma al tempo stesso l'ha pronunciata citando un suo predecessore oggi santo. Se si rilegge il testo del saluto di Papa Francesco, ma soprattutto la sua omelia e il messaggio consegnato al popolo armeno alla fine della liturgia, ci si rende conto come il riconoscimento dello sterminio del 1915 non abbia alcuna prospettiva di rivendicazione né di colpevolizzazione della Turchia nel suo insieme per i fatti avvenuti un secolo fa.

Negare contro l'evidenza i fatti del 1915, sebbene anche in Turchia vi siano intellettuali e storici che riconoscono quanto avvenuto, intervenire diplomaticamente quasi che la discussione sui fatti storici rappresentasse un vulnus inferto alla nazione turca, è la strada che il governo di Ankara ha deciso di imboccare. Come dimostra la dura reazione di ieri dopo le parole del Papa. Tensioni che certo non aiutano in un momento delicatissimo dal punto di vista geopolitico, dato che la Turchia ha ai propri confini l'autoproclamatosi Califfato islamico, ed è il Paese dove negli ultimi anni i cattolici hanno pagato un tributo di sangue: don Andrea Santoro è stato ucciso a Trebisonda nel 2006, e il vescovo Luigi Padovese è stato ucciso a Iskenderun nel 2010.

Vaticaninsider- lastampa - Andrea Tornielli – Città del Vaticano -

 
 
 

NOSTRA SIGNORA DEL BUON SUCCESSO: LE PROFEZIE SI STANNO AVVERANDO

Post n°9339 pubblicato il 11 Aprile 2015 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

Nostra Signora del Buon SuccessoIl 30 dicembre 1576 nella città di Quito, capitale di una provincia spagnola situata nell’America meridionale, retta da un Viceré per conto di Filippo II, giunsero cinque monache dell’Immacolata Concezione guidate da Madre Maria de Jesus Taboada, cugina dello stesso re. Le religiose erano state chiamate dalla Spagna per istituire anche in quella terra un convento di concezioniste, Ordine fondato nel 1484 a Toledo dalla portoghese Santa Beatriz de Silva. A tale scopo era già sta nominata superiora Madre Maria, che aveva condotto con sé come postulante una nipote di tredici anni, Mariana Francisca Torres y Berriochoa (1563-1635), la quale, saputo della nuova fondazione, aveva insistito a tal punto con i familiari per partire da rendere impossibile il trattenerla. Già durante la lunga traversata si era reso evidente che la missione delle nuove fondatrici avrebbe prodotto frutti straordinari e che vi sarebbe stata l’opposizione del perenne nemico del bene, infatti una terribile tempesta aveva messo a rischio l’integrità della nave e la vita dei passeggeri. Mariana, che era dotata di una profonda spiritualità arricchita da fenomeni mistici, aveva visto un enorme serpente avvinghiarsi intorno al vascello nell’atto di stritolarlo, impresa non riuscita per il subitaneo apparire della SS. Vergine che, reggendo sul braccio sinistro il Bambino Gesù e portando sul petto un ostensorio con il Santissimo Sacramento, per mezzo di una croce d’oro, che terminava con una lancia, insieme al Bambino aveva trafitto la testa del serpente. Tale veridicità fu data alla visione che ancora oggi le monache portano sull’abito un medaglione con l’immagine che rappresenta la scena che Mariana raccontò di aver visto. Per ospitare il nuovo Monastero erano state acquistate due case contigue di cui una ad angolo sulla Piazza Maggiore, immobili che i frati francescani, dalla cui autorità sarebbero dipese, provvidero a ristrutturare facendo realizzare un coro superiore, sul piano di alloggio delle monache ed uno inferiore, con la cappella accessibile ai fedeli. I lavori definitivi terminarono nel 1635, anche se la fondazione solenne avvenne il 13 gennaio 1577, anno successivo a quello dell’arrivo delle monache.

Dopo aver professato i voti, Mariana, morta la zia e appena trentenne, divenne la superiora del Convento e fu rieletta per tre volte rimanendo priora fino alla sua morte.

La vita di questa religiosa fu straordinaria sia per il numero delle grazie spirituali di cui il Signore la abbellì, sia per le visioni e i numerosi miracoli intercessi. Nel suo primo mandato come Abbadessa soffrì persecuzioni da parte di un gruppo di suore ribelli che, volendo mitigare la regola dell’Ordine, la diffamarono a tal punto da convincere il Vescovo ad incarcerarla nel suo stesso convento insieme alle fondatrici giunte con lei dalla Spagna. Madre Mariana sopportò pazientemente le ingiustizie accettando la condizione che le pose il Signore di soffrire per cinque anni i tormenti dell’inferno al fine di ottenere la conversione delle monache ribelli. Infatti le consorelle, pentitesi, confessarono le loro colpe al Vescovo, che riabilitò la Madre e le altre fondatrici ristabilendo la regola originaria. Fra le esperienze più straordinarie di Madre Mariana vi furono i fenomeni mistici di pre-morte, documentati sia negli archivi del Convento sia in quelli diocesani unitamente a tutte le profezie rivelatele dalla Madonna.

La sua prima morte avvenne nel 1582. In piedi dinnanzi ad un tribunale subì un processo alla fine del quale le fu offerta una scelta: rimanere subito nella gloria celeste o tornare sulla terra e soffrire, come capro espiatorio, per i peccati del XX secolo. Lei scelse la seconda possibilità.

La sua seconda morte avvenne il Venerdì Santo dell’anno 1588 a seguito di un’apparizione in cui le furono mostrati gli orribili abusi e le eresie che si sarebbero perpetrati nella Chiesa odierna. Si risvegliò due giorni dopo, mattina della domenica di Pasqua. La morte definitiva arrivò il 16 gennaio 1635 e immediatamente si verificarono molti miracoli ottenuti con la sua intercessione.

Le apparizioni della Madonna

Il 2 febbraio 1594 Madre Mariana stava pregando come ogni notte nel coro superiore, davanti all’altare, quando improvvisamente si spense la fiamma della lampada che ardeva davanti al Santissimo Sacramento, lasciando la cappella nella più completa oscurità. La suora cercò di riaccenderla ma non vi riuscì.

Immediatamente le apparve una bellissima signora che con voce angelica le disse: “Io sono Maria del Buon Successo, Regina del Cielo e della Terra e con questo titolo voglio fare miracoli in tutti i tempi”. Portava un abito bianco con un mantello blu come quelli della congregazione; teneva sul braccio sinistro il Bambino Gesù, di celeste bellezza, e con l’altra mano reggeva un pastorale in oro e smalto brunito guarnito di pietre preziose, simbolo del governo che ella stessa avrebbe avuto sulla santa casa delle suore.

Mentre una luce celestiale illuminava la stanza, l’apparizione continuò: “Figlia diletta del mio cuore, io sono tua madre e tua protettrice, sono venuta a confortare il tuo cuore dolente..” Infatti Madre Mariana conduceva la sua anima fra grandi responsabilità e afflizioni, sopportate con la preghiera e il sacrificio, la forza e l’ispirazione soprannaturale. Dopodiché iniziò a profetizzarle una serie di eventi che l’angosciarono terribilmente. Da quel giorno, fino al 1634, la visitò frequentemente, profetizzò, annunciò, le fece conoscere segreti e misteri e le rivelò il significato dello spegnimento della fiamma davanti al Santissimo.

LE SUE PROFEZIE RIGUARDANO QUEI TEMPI, OGGI E GLI AVVENIMENTI FUTURI

“Grandi eresie si abbatteranno sulla Terra alla fine del XIX secolo e per tutto il XX. La luce della fede si estinguerà a causa della quasi totale corruzione dei costumi. In quei giorni l’atmosfera sarà piena dello spirito di impurità (…), ci saranno grandi calamità, fisiche e morali, pubbliche e private. Il piccolo numero di anime in cui il culto della fede e della morale saranno mantenuti patiranno una sofferenza crudele e indicibile …”.


La Santa Madre proseguì preannunciando che saranno considerati martiri tutti coloro che nella nostra epoca si sacrificheranno per la Chiesa e che arriveranno momenti in cui tutto sembrerà irrimediabilmente perduto, ma che questo sarà il felice inizio della restaurazione completa.

Le predizioni fatte dalla Madonna a Mariana furono terribili: disastri, pestilenze, carestie, guerre sanguinose, invasioni e bestemmie. “Scoppierà una guerra straordinaria e spaventosa nella quale fluirà il proprio sangue e quello degli altri, di sacerdoti secolari e regolari e di religiosi.“

Tuttavia, alla fine, parole di speranza confortarono l’animo della religiosa: “… allora sarà arrivata la mia ora, quella in cui io, in modo sorprendente detronizzerò l’orgoglioso Satana, lo schiaccerò sotto il mio piede e lo incatenerò nell’abisso infernale, lasciando finalmente libera la Chiesa e il Paese dalla sua tirannia crudele.”

La Madonna chiese preghiere insistenti a Dio per inviare “… il prelato che ripristinerà lo spirito dei sacerdoti, sarà dotato di animo puro, umiltà di cuore, docilità alle varie ispirazioni divine, forza per difendere i diritti della Chiesa e un cuore tenero tale che, come un altro Cristo, accudirà il grande e il piccolo“.

 
Le profezie

Le religiose sante del Monastero dell’Immacolata Concezione, con la loro preghiera e il loro sacrificio, come colonne forti e robuste, sosterranno l’integrità della casa; saranno parafulmini della Giustizia Divina offesa da molti peccati segreti e pubblici; saranno potenti per ottenere alla Chiesa, al Paese e alle anime grandi beni. Le monache scelte come apostoli, se saranno attive e sincere, riceveranno grandi benedizioni. Ma guai a quelle incaute e pigre che non vorranno compiere la loro missione sublime!

Questa colonia diventerà una repubblica libera chiamata Ecuador .

Nel XIX secolo arriverà un presidente veramente cristiano, un uomo di carattere, al quale Dio nostro Signore darà la palma del martirio sulla piazza in cui è posto questo mio convento; egli consacrerà l’Ecuador al Sacro Cuore del mio amatissimo Figlio e questa consacrazione manterrà la religione cattolica negli anni successivi, che saranno funesti per la Chiesa. In quegli anni la setta maledetta prenderà nelle sue mani il potere civile e ci sarà una crudele persecuzione delle comunità religiose, ma in questo Monastero la vittoria sarà nostra.

(Infatti, il presidente Gabriel García Moreno fece tale consacrazione e, come annunciato dalla Vergine, fu assassinato dalla massoneria, il 6 agosto 1875.)

Nel XIX secolo sarà proclamato il dogma dell’Immacolata Concezione e nel secolo successivo quello dell’Assunzione di Maria al cielo in corpo ed anima.

Nel secolo XX si diffonderanno molte eresie, la preziosa luce della fede si spegnerà in tanti cuori a causa della corruzione quasi totale dei costumi. Accadranno grandi calamità pubbliche e private.

Le poche anime fedeli alla Grazia soffriranno, in modo crudele e indescrivibile, come un prolungato martirio; per questa sofferenza saranno considerate martiri. Ci sarà un clima avvelenato di impurità regnante che, come un mare lurido, invaderà vicoli, piazze e luoghi pubblici con incredibile libertà, in modo che non ci saranno più al mondo anime vergini. Con potenza e abilità, il male si infiltrerà nelle case, spegnendo la luce dell’innocenza nel cuore dei bambini, che difficilmente riceveranno il sacramento del Battesimo e della Confermazione.

Le vocazioni sacerdotali saranno scarse e molte  verranno meno per assenza di formazione. Anche se non mancheranno santi sacerdoti nel clero regolare, nel secolare si affezioneranno di meno alla loro chiamata.

Nostra Signora del Buon Successo ha poi posto particolare enfasi nel segnalare alcuni punti:

Il disprezzo di coloro che vivranno in quel secolo verso il sacramento della Penitenza: essendo radicati nel peccato cercheranno di ignorarlo e per loro nulla sarà peccato; i laici non vi presteranno attenzione; fra i sacerdoti alcuni lo guarderanno con indifferenza, altri non lo amministreranno, o lo daranno con atteggiamento sprezzante allontanando le anime.

Il sacramento dell’ordine verrà ridicolizzato, oppresso e disprezzato, e il demonio lavorerà con sottile astuzia per allontanare i religiosi dalla loro vocazione, corrompendone molti.

Nella seconda metà del XX secolo si avrà come una svolta di questa crisi, riassumibile nei seguenti punti:

• Una massiccia apostasia nella Chiesa.
• La corruzione del clero e dei superiori
• Il propagarsi delle eresie
• L’abbandono delle regole in conventi e monasteri
• La colpa dell’autorità ecclesiastica per tale rovina.


 
Questo apparente trionfo di satana procurerà molte sofferenze ai tanti buoni pastori della Chiesa, alla maggioranza dei bravi sacerdoti e al Vicario di Cristo in terra.


La devozione alla Madonna del Buon successo sarà il parafulmine per impedire che la giustizia divina si scagli sulla terra.

 
Ma tutto dovrà essere tenuto nascosto fino al XX secolo

Sarà la notte oscura della Chiesa, parecchi perderanno la loro anima per la mancanza di un Prelato o di un Padre che vegli con amore, dolcezza, forza, accortezza e prudenza. Saranno necessarie molte preghiere perché Dio ponga fine a tali infelici tempi inviando colui che restaurerà la Chiesa e lo spirito dei suoi sacerdoti; egli sarà dotato di una capacità rara, di grande umiltà e di forza per difendere i diritti della Chiesa; avrà cuore tenero e compassionevole.

A fronte della venuta di questo restauratore farà da contrappeso la freddezza delle anime consacrate a Dio. Esse avranno la stessa responsabilità del maledetto satana che si sarà impossessato di questa terra; egli otterrà tutto a causa di un così grande numero di persone senza fede che, come una nuvola nera, oscureranno il cielo terso della repubblica consacrata al Sacro Cuore di Gesù,  ed entrando con loro tutti i vizi, per colpa loro giungerà ogni genere di punizioni: carestie, pestilenze, litigi, apostasia …

Accadrà una guerra formidabile e terribile ed il male trionferà.

Vi sarà incuria e abbandono da parte delle persone dotate di grandi ricchezze, che guarderanano con indifferenza la Chiesa oppressa, perseguitata nella sua virtù e il trionfo della cattiveria: non impiegheranno santamente i loro beni per la distruzione del male e  il ripristino della Fede.
 
Allora sarà arrivata la mia ora, nella quale, in modo sorprendente, detronizzerò l’orgoglioso e maledetto Satana schiacciandolo sotto il mio piede e incatenandolo nell’abisso infernale, liberando così la Chiesa e la patria dalla sua crudele tirannia.

Il Dr. Marian T. Horvat, che aveva studiato a lungo la vita di Madre Mariana, pubblicando due volumi intitolati La admirable vida de la Madre Mariana, alla domanda se Nostra signora menzionò specificatamente il Papa riguardo a questa apostasia generale della Chiesa del nostro tempo, aveva risposto:

In varie occasioni, che ho riportato nel volume II, Nostra Signora ha parlato di una apostasia nelle più alte e segrete sfere della Chiesa. Ad esempio, nell’apparizione del 2 febbraio 1634,  la Madonna aveva avvertito Madre Mariana che molti Superiori corrotti avrebbero voluto distruggere lo spirito della religione: “Tempi terribili verranno quando coloro che dovrebbero giustamente difendere i diritti della Chiesa saranno accecati. Senza paura o rispetto umano, si uniranno ai nemici della Chiesa per aiutarli a soddisfare le loro ambizioni. Guai all’errore dei sapienti, a chi governa la Chiesa, al Pastore del popolo che il Mio Santissimo Figlio ha affidato alla sua cura!“

Riferendosi al ruolo delle  autorità religiose depravate aggiunse: “Ma nel momento in cui sembreranno trionfanti e l’autorità abuserà della sua potenza, commettendo ingiustizie e opprimendo i deboli, la caduta sarà vicino. Paralizzati cadranno a terra“

Interrogato sul motivo per cui tale devozione e le profezie annesse per tre secoli sono state conosciute solo in ambito locale, mons. Luis E. Catena e Almeida, postulatore della causa di beatificazione della venerabile Madre Mariana, fra l’altro, aveva così risposto:

“Penso che ci sia un altro motivo per cui la devozione cadde in un misterioso dimenticatoio per secoli e le apparizioni appaiono quasi sconosciute. Forse i nemici della Chiesa sono stati consapevoli delle profezie di Nostra Signora del Buon Successo – voglio dire i modernisti e i progressisti che si sono infiltrati nella Chiesa – e avrebbero potuto facilmente oscurarle o modificarle, come è successo con il Terzo Segreto del messaggio di Fatima.

 Fonte: sito della Comunidad de Concepcionistas Franciscanas de Quito - lamadredellachiesa.it -

 
 
 

CONSIGLI PER LE RAGAZZE: ECCO I 15 SEGNI PER CAPIRE CHE STAI CON UN BRAVO UOMO

Post n°9338 pubblicato il 09 Aprile 2015 da diglilaverita
Foto di diglilaverita

Quando si parla di appuntamenti e di rapporti romantici, mi ritrovo spesso a chiedermi come alcune persone possano finire in compagnia di certe altre. A chiedermi perché queste non si limitino ad andarsene, nel momento in cui non vengono trattate come meritano, e a sperare fra me e me che poi siano davvero in grado di apprezzare un uomo che sappia fare gioco di squadra, quando invece succede che vengano trattate esattamente come meritano. Credo che di questi tempi, a confondere le idee, buona parte del problema stia nel fatto che in pochi hanno in mente un concetto ben nitido di come un rapporto sentimentale sano debba funzionare, oppure di come un "brav'uomo" -- o una brava donna -- debbano comportarsi col proprio partner. Per provare a fare un po' di chiarezza ho assemblato una lista dei comportamenti che ogni brav'uomo dovrebbe saper adottare all'interno di un rapporto.

1, Un brav'uomo non ti farà mai dimenticare quanto ti ama.

Ho avuto innumerevoli conversazioni con persone che mi hanno confidato che nel loro rapporto non c'era alcuna affettività. L'uomo della loro vita non le faceva sentire amate, desiderate o apprezzate. E questo è un frammento cruciale del mosaico -- un brav'uomo ti rammenterà sempre di quanto tu sia importante per lui. Se qualcuno ti ama veramente, lo saprai, te ne accorgerai. In caso contrario, starai sempre lì a domandarti se sia così.

2, Un brav'uomo ti offrirà sempre il suo sostegno.

Indipendentemente dal fatto che tu voglia tornare a scuola dopo vent'anni per ottenere un master, avviare la tua carriera di cantante o restartene a casa per crescere la tua famiglia, un brav'uomo ti offrirà sempre il suo sostegno, e appoggerà le tue aspirazioni nella vita. Non ti scoraggerà mai, né mai ti farà sentire incapace di fare ciò che ti prefiggi. Starà al tuo fianco ad ogni passo, celebrando le tue conquiste, e consolandoti per le sconfitte.

3, Un brav'uomo saprà esserti d'ispirazione.

Questo aspetto va un passo oltre il sostegno, che può esser qualcosa di più passivo. Per ispirare qualcuno bisogna impegnarsi sia nel modo in cui si vive la propria vita che in quello in cui s'incoraggia gli altri a vivere le proprie. L'impeto e l'ambizione di un brav'uomo che insegue le proprie passioni sono contagiose.

4, Un brav'uomo si darà da fare per conquistare la tua fiducia.

Un brav'uomo vorrà che tu ti senta sicura e a tuo agio all'interno del vostro rapporto. La pietra angolare di tutto questo è sentire di potersi fidare di qualcuno, e lui se ne renderà perfettamente conto. Senza la fiducia non ci sono le basi né per l'amore né per il rispetto. Lui sarà in grado di capire che la fiducia non si regala -- ce la si deve guadagnare, e poi ce la si deve saper conservare.

5, Un brav'uomo ti farà sempre sentire bella.

Capirà che farti sentire bella non significa solo pronunciare le corrispondenti parole in tua presenza. Significherà invece farti davvero sentire bella. Nel modo in cui ti guarda, ti sfiora e ti tratta. Quando t'impegnerai a prenderti cura del tuo aspetto, ne saprà cogliere i dettagli, e starà lì a ricordarti di quanto ancora ti trovi attraente, anche quando non penserai di esserlo. Un brav'uomo lo capirà, indipendentemente dal fatto che te ne stia in tuta sul divano, o che indossi un abito di gala: quando ami qualcuno per ciò che è, tutto ciò che li riguarda diventa bello.

6, Un brav'uomo ti farà sempre sentire al sicuro.

L'ho sempre detto: sono convinta che uno dei migliori complimenti che una donna possa fare al proprio partner è dirgli che in sua compagnia si sente sicura. Per quanto possa essere attratta da te, per quanto possa trovarti spiritoso, per quanti soldi tu possa avere, se di notte una donna non riesce a dormire serenamente al tuo fianco, il resto non conta.

7, Un brav'uomo si prenderà cura delle piccole cose.

Hai bisogno di passare in farmacia, ma esci tardi dall'ufficio? Ti eri interessata all'apertura di una qualche mostra, e si è dato da fare per portartici? Per quanto secondarie possano sembrare certe cose , lui capirà che in realtà sono le più importanti, e contano più di tutto il resto.

8, Un brav'uomo non supererà mai quel confine.

Diverbi e perfino litigi sono fenomeni naturali all'interno di un rapporto, ma non c'è motivo di scendere sul personale, di cominciare a offendere, e mai -- mai -- di diventare violenti. Un brav'uomo saprà restare calmo e concentrarsi sull'argomento sul tavolo.

9, Un brav'uomo cercherà sempre di migliorarsi.

Imparare nuove cose, sviluppare altre abilità, immergersi in un nuovo libro o seguire un documentario: un brav'uomo che aneli costantemente a migliorarsi rappresenterà per te una sfida intellettuale, e terrà sempre accesa la tua concentrazione. Certo, è per se stesso che farà tutto questo, ma il valore aggiunto sarà l'impatto positivo che avrà sul vostro rapporto.

10, Un brav'uomo si renderà conto che i fatti contano ben più delle parole.

Avere la persona giusta nella tua vita farà sì che tu capisca che le persone che fanno promesse da marinaio non meritano il tuo rispetto. È la gente che i propri impegni li mantiene che lo merita, e lui dovrà essere uno di quelli.

11, Un brav'uomo saprà aprirsi a te.

Per alcuni manifestare le emozioni può risultare particolarmente difficile, che siano le proprie paure o i desideri più profondi, ma avere la persona giusta nella propria vita aiuta spesso a spalancare quelle porte. Un brav'uomo, pur nella consapevolezza che esistano alcuni aspetti che devono restare privati, non ti nasconderà le cose, né reprimerà i suoi sentimenti, perché capirà che questo non farebbe altro che produrre ulteriori tensioni e frustrazioni.

12, Un brav'uomo sarà sempre sincero con te.

Ponendo le basi di un rapporto felice e sano, un brav'uomo si renderà conto di come l'onestà sia sempre la politica migliore.

13, Un brav'uomo farà sempre sì che tu ti senta a tuo agio a dire la verità.

Sentirsi a proprio agio in un rapporto (nel senso migliore della parola, non quel genere di agio che t'impigrisce) nasce dalla libertà d'aprirsi e di esser sinceri col tuo partner -- e la libertà di farlo deriva dalla consapevolezza che non si verrà mai giudicate. Un brav'uomo t'incoraggerà ad aprirti e a condividere con lui i tuoi sentimenti. Quando condividi qualcosa con lui non dovresti mai aver alcun timore che lui s'imbizzarrisca, o che abbia reazioni eccessive. Ciò significa sentire la libertà d'essere, in sua compagnia, la versione più genuina e senza censure di te stessa.

14, Un brav'uomo non sarà mai violento.

Forse il punto più importante di tutti. Che sia di natura psicologica, emotiva o fisica, un brav'uomo non contemplerà mai l'idea di comportarsi in alcun modo che sia violento o dannoso nei tuoi confronti. Se ciò dovesse accaderti, ti prego di avere sufficiente coraggio e rispetto di te stessa da parlarne con qualcuno o da andartene immediatamente via. Nessuna brava persona si comporterebbe in questo modo, e la cosa non migliorerà per conto suo.

15, Un brav'uomo starà sempre al tuo fianco.

Quando un uomo dedica il proprio amore e il proprio tempo a qualcuno, non ci sono clausole o requisiti che tengano. Ci saranno dei bei momenti, e momenti non-così-belli. Ci saranno momenti difficili e si verificheranno situazioni imprevedibili. Ma resterà comunque al tuo fianco, e saprà giocare di squadra per superarli. Ovviamente ciò non significa che tu debba sentirti libera di mancare di rispetto al tuo partner, di mentirgli o d'ingannarlo. Non significa poterne tradire la fiducia e poi pretendere pure che resti con te per il semplice fatto che ha promesso di stare al tuo fianco. Il punto che stiamo affrontando adesso riguarda le difficoltà che affrontate insieme, e l'integrità necessaria a non voltare le spalle e andartene quando le cose si fanno difficili. Chiunque sarebbe in grado restare con te nei giorni di sole. La vera prova del carattere di un uomo sta nel fatto che poi resti a reggerti l'ombrello nei giorni di pioggia. Ricorda, se la persona con cui stai s'impegna ad essere questo genere di persona per te, ti prego, fagli sapere quanto l'apprezzi. Perché per quanto gentili si possa essere, non c'è senso di vuoto più profondo che donare il proprio cuore a qualcuno, e sentire che la cosa viene data per scontata.

 Pubblicato originariamente su JamesMSama.com ed è stato ripreso da The Huffington Post Usa.

 

 
 
 
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Un blog di: diglilaverita
Data di creazione: 16/02/2008
 

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LE LACRIME DI MARIA

 

MESSAGGIO PER L’ITALIA

 

Civitavecchia la Madonna piange lì dove il cristianesimo è fiorito: la nostra nazione, l'Italia!  Dov'è nato uno fra i più grandi mistici santi dell'era moderna? In Italia! Padre Pio!
E per chi si è immolato Padre Pio come vittima di espiazione? Per i peccatori, certamente. Ma c'è di più. In alcune sue epistole si legge che egli ha espressamente richiesto al proprio direttore spirituale l'autorizzazione ad espiare i peccati per la nostra povera nazione. Un caso anche questo? O tutto un disegno divino di provvidenza e amore? Un disegno che da Padre Pio agli eventi di Siracusa e Civitavecchia fino a Marja Pavlovic racchiude un messaggio preciso per noi italiani? Quale? L'Italia è a rischio? Quale rischio? Il rischio di aver smarrito, come nazione, la fede cristiana non è forse immensamente più grave di qualsiasi cosa? Aggrappiamoci alla preghiera, è l'unica arma che abbiamo per salvarci dal naufragio morale in cui è caduto il nostro Paese... da La Verità vi Farà Liberi

 

 

 
 

SAN GIUSEPPE PROTETTORE

  A TE, O BEATO GIUSEPPE

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa.
Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità, che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.
Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l’eterna beatitudine in cielo.
Amen
San Giuseppe proteggi questo blog da ogni male errore e inganno.

 
 

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